Economia, Lavoro & Industria

Economia, Lavoro & Industria (2215)

Si é tenuto ieri a Roma presso il Ministero dello Sviluppo Economico l'incontro relativo alla vertenza Vestas Nacelles che segue esattamente di un mese quello nel quale l'Azienda aveva confermato la indisponibilità a riaprire l'attività di produzione delle turbine eoliche nel sito di Taranto e conseguentemente l'esubero di 120 unità. Attraverso una proposta estremamente articolata, il gruppo Vestas ha offerto alle parti sociali innanzitutto un investimento di quasi dieci milioni di euro per lo sviluppo della produzione di pale V112 sull'altro stabilimento tarantino, VESTAS Blades, capace così di ricollocare in breve temine una trentina di unità, oltre alla possibilità nei prossimi mesi di una ricollocazione di alcuni lavoratori all'interno delle imprese del gruppo. Si ritiene particolarmente soddisfatto l'assessore al Lavoro della Regione Puglia , Leo Caroli se si pensa a come questa vertenza era cominciata e al rischio della assenza di qualsiasi apertura. L'ulteriore investimento su un prodotto tecnologico che si colloca nella fascia più alta del mercato deve essere letto come sicura testimonianza dell'interesse di Vestas a restare nella nostra Regione. Siamo tuttavia solo all'inizio di un percorso, che non potrà considerarsi concluso se non alla ricollocazione di tutti i 120 dipendenti". A tal fine, nella intesa sottoscritta al Ministero c'è un preciso impegno della Regione a supportare il percorso di riqualificazione dei lavoratori: "la Regione si é sin dal principio impegnata in tal senso - ha proseguito l'assessore -, e tale impegno riguarda tutti i lavoratori potenzialmente ricollocabili. A tal fine è pertanto necessario che in tempi strettissimi l'Azienda presenti unitamente al piano formativo il piano strategico che consenta a tutte le parti di valutare le prospettive dell'investimento cui oggi la stessa formalmente si è obbligata". La prospettiva é quella della revoca della procedura di mobilità e la conversione in cassa integrazione guadagni per cessazione di attività. Proseguiranno pertanto nei prossimi giorni gli approfondimenti tecnici necessari a mettere a punto gli aspetti connessi all'accordo.
Le OO.SS. Filcams CGIL – Fisascat CISL – Uiltucs UIL – Uiltrasporti UIL Taranto, hanno richiesto al Prefetto di Taranto un incontro urgente e comunicatoun di sit in delle lavoratrici e dei lavoratori dipendenti della società appaltatrice di servizi di mense “Maricentro” e pulizie in nome e per conto delle lavoratrici e dei lavoratori dipendenti della società “Dussmann Service srl”, appaltatrice dei servizi di mensa/ristorazione e pulizie/sanificazione presso le caserme del “Comando Militare Marina Militare Taranto”. La società appaltatrice di cui sopra ha aperto due distinte procedure di licenziamento collettivo (legge 223/91) per n° 20 unità impegnate nelle mense/ristorazione e n° 33 per le pulizie/sanificazione. Le motivazioni addotte nella prima procedura di licenziamento collettivo riguardano la chiusura “Sine die” della mensa. Alle OO.SS. tuttavia, non sono ufficialmente note le motivazioni che inducono la stazione appaltante a dismettere la mensa. Si parla di una ristrutturazione della mensa o di una riorganizzazione della stessa, ma già l’espressione “Sine die” utilizzata dalla “Dussmenn Service srl” nella procedura di cui sopra, non pone alcun termine entro il quale le lavoratrici e i lavoratori torneranno a svolgere le loro mansioni lavorative. Eppure, ad una chiusura della mensa NON corrisponde una diminuzione dei pasti da servire quotidianamente ai commensali della caserma “Maricentro – Taranto”. Nella seconda procedura di licenziamento collettivo si assiste ancora una volta agli ennesimi tagli operati dalla stazione appaltante, con una conseguente riduzione di frequenze lavorative, che corrispondono drammaticamente alla decurtazione di ore di lavoro e reddito per i già sacrificati addetti ai servizi di pulizie/sanificazione. Sacrificati, in quanto già part- time e già posti in CIG in deroga per effetto degli avvenuti precedenti tagli di risorse, degli anni scorsi. Per tutte queste ragioni, appare del tutto necessario l’intervento della Prefettura di Taranto a cercare di contribuire a trovare le soluzioni migliori per cercare di salvaguardare tutti i posti di lavoro minacciati dalle procedure di licenziamento collettivo. Si ricorda che si ha a che fare con servizi di utilità pubblica che investono le responsabilità politiche del Ministero della Difesa. Inoltre, si comunica a tutte le parti in indirizzo che il giorno 18 novembre 2013, a partire dalle ore 09.30 si terrà un sit in di protesta delle lavoratrici e dei lavoratori dipendenti “Dussmann Service srl” presso gli appalti delle mense/ristorazione e pulizie/sanificazione del comando “Marina Militare – Taranto. In attesa di Vostro riscontro, e sicuri di aver correttamente comunicato l’emergenza sociale rappresentata, Giovanni D’Arcangelo Antonio Arcadio Sergio Notorio Bruno Bani segr. generale segr. generale segr. generale segr. provinciale Filcams CGIL TA Fisascat CISL TA Uiltucs UIL TA Uiltrasporti UIL TA
La solennità che si è voluta dare alla cerimonia di firma del protocollo operativo di sicurezza per prevenire gli incidenti sul lavoro svoltasi questa mattina in Prefettura non è solo il segno di un atto di grande importanza procedurale che non ha precedenti in Italia, ma la conferma della presenza e della responsabilità assunta dallo Stato, attraverso due ministri (Ambiente e Lavoro – ndr) nei confronti di Taranto. E’ quanto ha dichiarato a margine della riunione di questa mattina, il segretario della CGIL di Taranto, Luigi D’Isabella che insieme ai segretari di CISL e UIL ha firmato il protocollo. Ruolo che il sindacato assume, com’è giusto che sia, con l’intento di rafforzare gli strumenti di tutela nei confronti dei lavoratori. Quel protocollo – spiega D’Isabella – è un punto di avanzamento e di evoluzione del confronto che da tempo, come sindacato, abbiamo chiesto rispetto non solo al lavoro all’interno della grande industria, ma anche dell’appalto, anche alla luce dell’accordo del 2007 sul NOI (Nucleo Operativo Integrato) e degli ultimi tre infortuni mortali registrati negli ultimi mesi e che devono segnare un punto di non ritorno in vista degli ingenti lavori previsti dall’AIA ILVA e che riguarderanno numerosi cantieri che potenzialmente potrebbero rappresentare non solo una occasione di lavoro, ma anche di rischio specie se non si potenzieranno gli elementi di verifica e controllo e in parte di selezione delle attività che si dovranno svolgere nel pieno rispetto delle norme su cui chiediamo sin da ora un pieno coinvolgimento degli RLS e RSA aziendali. Un monitoraggio continuo sui cantieri che D’Isabella considera indispensabile venga realizzato con un rafforzamento delle relazioni sindacali affinchè si possa integrare l’attività del Nucleo Operativo Interno con le informazioni dirette dei rappresentanti dei lavoratori.
L'Adiconsum e la Cisl comunale di Grottaglie, facendo proprie le particolari esigenze rappresentate da moltissimi concittadini che si servono dell’aereo, hanno avanzato richiesta al Consorzio del Trasporto Pubblico (Ctp) di istituire una fermata cittadina per i Bus che collegano Taranto all'Aeroporto “Del Salento” nei pressi del piazzale Unicef, in quanto collocata nelle vicinanze della superstrada Taranto Brindisi. Il Ctp, attraverso il suo presidente, Mimmo Rochira, ha espresso parere positivo per cui, nei prossimi giorni, è atteso il via libera dell’apposita Commissione regionale che dovrà verificare le possibilità di manovra dei Bus. Se la fermata a Grottaglie sarà effettivamente istituita, come tutto lascia presagire, si saranno realizzate ulteriori condizioni di miglioramento del servizio a vantaggio dei cittadini.
Si è svolto lo scorso 6 novembre il Consiglio Generale della CISL TARANTO BRINDISI. Riportiamo di seguito la sintesi degli interventi di Maddalena Gissi, Segretario Cisl Puglia e di Luigi Sbarra, Segretario confederale nazionale Cisl. Maddalena Gissi, Segretario Cisl Puglia (dichiarazione) “Pensiamo non sia più proponibile una legge come la n. 181/89, a suo tempo varata per la reindustrializzazione delle aree colpite da crisi siderurgica, che consentì l’attrazione di imprese grazie ad incentivi economici e normativi di tutto rispetto ma poi, scaduti dieci anni di permanenza minima richiesta, se non sono fallite prima hanno deciso di abbandonare o stanno per abbandonare il territorio e ricercare altrove opportunità produttive altrettanto incentivate. Permane l’interesse del territorio ad attrarre imprese che però devono assecondare filoni di sviluppo coerente con le vocazioni produttive locali ed operare per mercati anche europei. E ciò sarà possibile se rilanceremo il valore della responsabilità condivisa ed un dialogo interistituzionale in grado di corrispondere alle attese di futuro sociale ed occupazionale delle nostre comunità”. Luigi Sbarra, Segretario confederale nazionale Cisl (sintesi intervento conclusivo) … Impegno della Cisl a proseguire i processi di sviluppo sostenibile del territorio, a partire dalla difesa e dal rilancio dei siti industriali. L’Aia deve diventare lo strumento per il rilancio dell’Ilva, rispettando il crono programma degli interventi di ambientalizzazione, informando le OO.SS. e la popolazione sulle cose che si stanno realizzando. Così come saremo pronti nel misurarci con il Commissario Bondi sui contenuti del piano industriale che ci dovrà essere presentato entro il mese di dicembre prossimo, per ciò che riguarda la crescita e lo sviluppo delle produzioni in un contesto di pieno equilibrio tra sicurezza, salute, produzione, lavoro. Difendere la filiera della green economy (…) Bonifiche: programmi di recupero di aree industriali da riutilizzare per fini produttivi a Taranto e a Brindisi. Siamo impegnati con la nostra iniziativa sociale e sindacale ad esercitare una forte pressione sul Governo per cambiare e modificare una Legge di stabilità che non guarda alla crescita e allo sviluppo, non opera scelte di redristibuzione delle risorse, non affronta adeguatamente le tante emergenze industriali, produttive, occupazionali del nostro Paese. La questione fiscale, come sosteniamo da tempo, è cruciale per ridurre il peso enorme della tassazione nazionale, regionale e comunale sui redditi da lavoro, pensione e per le imprese che investono in ricerca, innovazione e non licenziano. La risposta contenuta nella legge di bilancio in questo senso è molto debole, quasi insignificante. Le risorse da destinare alla riduzione del cuneo fiscale devono essere notevolmente aumentate, recuperando stanziamenti dalla revisione di pezzi di spesa pubblica improduttiva, dove si annidano sprechi, sperperi, ruberie, inefficienze. Aumentare il livello di tassazione sulle rendite finanziarie è ormai una necessità ineludibile anche per ragioni di equità e di giustizia sociale. Altra priorità per la Cisl è rappresentata dalla necessità di avere una nuova politica industriale. E’ ormai evidente che l’industria è ormai centrale per il Paese e che senza tessuto industriale e produttivo non può esserci ripresa. La legge di stabilità fa solo un timido accenno ad una cabina di regia da allocare presso il Ministero dello Sviluppo per le crisi d’impresa ma risultano assenti interventi a sostegno delle grandi crisi di settore, la necessità di attivare un fondo per sostenere le ristrutturazioni industriali, anche con la partecipazione della Cassa Depositi e Prestiti. Il Governo deve impegnarsi da subito a mettere in campo politiche mirate e trasparenti, tra le quali appaiono assolutamente necessarie e prioritarie il sostegno alla ricerca, all’innovazione, alle reti di impresa, all’accesso al credito, ai processi di internazionalizzazione per sostenere l’export e far ripartire la domanda interna con un forte sostegno al manifatturiero ed alla rete delle Pmi. Per questo ci mobilitiamo, per modificare una politica economica e sociale che guardi al Paese e, in modo particolare al Mezzogiorno che sta sprofondando in un mare di disoccupazione, di povertà, di desertificazione industriale, di diffusa illegalità. Rifinanziare per intero il sistema degli ammortizzatori sociali, più investimenti per la politica sociale, per rispondere alla questione della non autosufficienza, della famiglia, della povertà; piena rivalutazione delle pensioni sino a sei volte il trattamento minimo; risposte chiare e concrete sui lavoratori pubblici, salvaguardando posti di lavoro e redditi tagliati dalla caduta di potere d’acquisto. E poi serve più protagonismo e serietà delle classi dirigenti locali, per esempio un utilizzo delle tante risorse comunitarie su cui occorre perseguire obiettivi di piena utilizzazione della spesa e la concentrazione su poche priorità che per noi rimangono: lavoro, impresa, infrastrutture, politiche sociali, valorizzazione delle tante risorse locali. IN ALLEGATO LA RELAZIONE INTEGRALE DEL SEGRETARIO DELLA CISL TARANTO BRINDISI DANIELA FUMAROLA.
Si terranno a Brindisi il 14 novembre e a Patrasso il 27, su iniziativa dell’Assessorato alle Infrastrutture e Mobilità della Regione Puglia, due convegni internazionali per condividere le migliori e più recenti esperienze europee sulle politiche di mobilità ciclistica. Gli eventi rientrano nell’ambito del progetto di cooperazione “CiELo – City-port Eco Logistics” coofinanziato dall’Unione Europea attraverso il Programma di Cooperazione Territoriale Europea Grecia - Italia 2007/2013, finalizzato a sperimentare soluzioni di mobilità ciclistica nelle città portuali transfrontaliere di Bari, Brindisi, Corfù e Patrasso che, insieme alla Regione Puglia, costituiscono il partenariato di progetto. “La Regione Puglia - spiega l’assessore regionale alla mobilità, Giovanni Giannini - è in prima linea per promuovere politiche di mobilità ciclistica anche in vista della nuova programmazione 2014-2020 e il progetto “CiELo” ci consente, tra l’altro, di rafforzare relazioni tecnico-istituzionali e integrarle con le esperienze più avanzate in materia di ciclabilità a esclusivo beneficio della cooperazione tra Puglia e Grecia. “A tal riguardo-continua l’Assessore- siamo felici di ospitare tra i relatori, tutti di chiara fama, la vice sindaco di Vienna con delega ai trasporti, Maria Vassilakou, impegnata nell’ elevare dal 6 al 10% gli indici di mobilità ciclistica in ambito metropolitano e promotrice della Conferenza internazionale sul trasporto ciclistico, “Velo-City”, tenutasi a Vienna a giugno scorso, che ha visto la partecipazione di 1.400 addetti ai lavori da tutto il mondo”. Il programma del convegno di Brindisi (Sala convegni Università - Palazzo Nervegna), moderato dal Mobility manager della Regione Puglia e Project manager del Progetto “CiELo”, prevede interventi di esperti e funzionari di alcune città italiane (Padova, Reggio Emilia e Modena) ed europee (Graz, Danzica e Patrasso), dell’Università del Salento e del coordinatore nazionale del Network EuroVelo.
Si è svolta a Massafra il 7 novembre scorso, una conferenza promossa dal Comitato per la Corretta Gestione dei rifiuti di Massafra con la presenza del noto Paul Connett, professore di chimica e tossicologia presso la St. Lawrence University, villaggio di Canton di New York, ideatore della Strategia Rifiuti Zero. “È stata un’occasione unica – commenta l’assessore alla Qualità dell’Ambiente, Leonardo Galante – aver conosciuto ed ascoltato il prof. Connet. Ancora una volta viene confermata che una corretta gestione dei rifiuti porta benefici all’intera comunità soprattutto in termini di ambiente, economia ed in particolare di salute. Il suo intervento è stato encomiabile per i suoi contenuti altamente professionali e che trova riscontro in tutto quello che, ormai da anni, stiamo facendo, in termini di interventi, nella nostra comunità ginosina”. “Queste esperienze – sottolinea il sindaco Vito De Palma – sono positive per confermare che la gestione dei ‘rifiuti’ non è più una strategia, ma una vera e propria esigenza da ascrivere nelle agende dei programmi comunali. Da parte nostra ce la stiamo mettendo tutta al fine di condurre la nostra comunità al ‘rifiuto zero’ così come ha evidenziato il prof. Paul Connet e credo che nel 2020, così come ha dichiarato, Ginosa e Marina di Ginosa saremo puntuali all’appuntamento. Poi – conclude De Palma – un invito a tutti i cittadini a collaborare e partecipare attivamente sempre più, in vista della quinta edizione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti che si terrà dal 16 al 24 novembre 2013. Anche su quest’ultimo progetto il Comune di Ginosa conferma la sua partecipazione attraverso una campagna d’informazione e sensibilizzazione dei ginosini”.
Sono almeno dieci i motivi per i quali sarebbe opportuno non acquistare prodotti contraffatti. Federmoda Taranto all’appuntamento dell’11 novembre, per la giornata di mobilitazione “Legalità mi Piace” indetta da Confcommercio su tutto il territorio nazionale contro la diffusione dei fenomeni illegali, scende in campo con un decalogo della legalità. Dieci buone ragioni per non comprare prodotti falsi – secondo Giovanni GERI, presidente provinciale di Federmoda- spesso poco note ai consumatori che non sanno quali processi produttivi possano nascondersi dietro alcuni prodotti di provenienza illecita e a quali rischi per la salute, oltre che sanzionatori per l’acquirente, si possa andare incontro. L’informazione gioca un ruolo primario nel processo di sensibilizzazione del consumatore, di qui la decisione di Federmoda Taranto di realizzare un decalogo che sarà esposto nelle vetrine dei negozi del settore abbigliamento. <> L’abusivismo commerciale e la contraffazione creano inoltre un danno all’erario, poiché l’industria del falso sottrae allo Stato una quota significativa del gettito, con le ben note conseguenze per l’economia. <> Concludendo, quanto basta per affermare che la lotta all’abusivismo commerciale è innanzitutto una manifestazione di civiltà.
Questa mattina il Sindaco di Ginosa, il dott. Vito De Palma, ha inviato una nota al Presidente del Gruppo Natuzzi per sollecitare un incontro durante il quale si parlerà della vertenza Natuzzi. In detta nota il Sindaco di Ginosa ha chiesto di potere incontrare Pasquale Natuzzi anche per conoscere nel dettagli e nella tempistica le reali attività che dovrebbe scolgere la New Co, società che dovrebbe rilanciare il Gruppo Natuzzi e salvaguardare i livelli occupazionali. Allo stesso tempo il Sindaco De palma ha inviato al Ministero dello Sviluppo Economico ed alla Regione Puglia una richiesta ufficiale con la quale si chiede di essere convocati in maniera permanente e di fare parte della Cabina di Regia che dovrebbe affrontare e risolvere la questione Natuzzi. Nella stessa giornata di oggi, infine, il Sindaco De Palma ha scritto al dott. Marcora, Amministratore Delegato della TBM, ed alla Regione Puglia chiedendo a Marcora un urgente incontro al fine di riprendere la discussione sulla vertenza occupazionale che vede coinvolto lo stabilimento di Ginosa ed i suoi 66 lavoratori. In questa ultima nota è stato anche chiesto di riattivare la Task Force presso la Regione Puglia che era stato convocato in precedenza. “In questo particolarissimo momento storico di crisi economica ed occupazionale –ha detto il Sindaco De Palma- non possiamo permetterci di abbassare la guardia. Faremo tutto quello che è possibile per tutelare i lavoratori della nostra comunità impegnati nella Natuzzi e nella TBM. I fronti sui quali siamo fortemente impegnati sono numerosi. Non dimentico i lavoratori della Miroglio ed i lavoratori del servizio pulizie delle scuole, per i quali ho chiesto un intervento al Ministro dell’Istruzione per trovare i fondi necessari ad evitare riduzioni di orari di lavoro e licenziamenti, così come altissima è l’attenzione relativamente alle alluvioni di Marina di Ginosa del marzo 2011 e di Ginosa dell’ottobre scorso. Il territorio e la comunità ginosina e marinese attendo risposte che non possono essere più rimandate. A parte dell’Amministrazione comunale vi è tutto l’impegno e la disponibilità a collaborare per trovare le soluzioni migliori e con tempestività. L’auspicio è che vi sia da parte di tutte le altre istituzioni la stessa volontà di raggiungere gli obiettivi migliori per la nostra comunità.” “Sono convinto –ha concluso il Sindaco De Palma- che l’unità di intenti dei protagonisti di queste vertenze ed emergenze, i cittadini, i lavoratori, le istituzioni, i politici ed i sindacati, sapranno trovare la giusta sintesi nell’interesse primario dei lavoratori e dei cittadini.”
Il tema posto in evidenza in queste settimane sul crollo vorticoso del prezzo dell’uva da tavola, portato alla ribalta anche da un recente servizio televisivo sulla testata giornalistica nazionale del TG2 (edizione di martedì 5 novembre) non ci vede assolutamente disattenti rispetto alle difficoltà del comparto che più di altri vive sulla pelle di produttori e aziende agricole il particolare periodo congiunturale in cui i consumi delle famiglie si sono ridotti all’essenziale. E’ quanto dichiara l’Assessore alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia, Fabrizio Nardoni, commentando le dichiarazioni stampa rese da alcuni agricoltori della provincia di Taranto. Stiamo cercando possibili soluzioni, ma è opportuno anche specificare che questo fenomeno è strettamente connesso ad un combinato disposto di fattori negativi: dai bassi consumi di uva, agli effetti delle varie calamità naturali che danneggiano il prodotto, fino all’eccedenza di prodotto proveniente da altri Paesi Europei (Grecia, Turchia, Spagna) ed extra UE – dice l’Assessore Nardoni – su cui solo in parte possiamo intervenire, così come abbiamo fatto, promuovendo la filiera corta o l’acquisizione del Marchio Prodotti di Qualità Puglia che di fatto garantisce alla nostra uva un plusvalore in termini di certezze e garanzie per il consumatore. Un sistema, quello della qualità, che la Regione Puglia incentiva anche a livello di programmi di intervento finanziario creando corsie preferenziali per i produttori che decidono di investire proprio sul riconoscimento di disciplinari che garantiscono provenienza e qualità. Ma il grido d’allarme lanciato dagli agricoltori sui rischi dell’impresa agricola e sulla volatilità del mercato hanno già trovato riconoscimento nell’impegno dell’assessorato regionale. Ci siamo mossi prontamente per risolvere in una prima fase emergenziale legata all’ampliamento della capacità di stoccaggio dei mostri negli stabilimenti già autorizzati per la trasformazione dell’uva da tavola in succhi – dice Nardoni – e successivamente chiedendo al Ministero una deroga rispetto al periodo per la dichiarazione di inizio attività per nuove cantine (oltre le 13 già operanti sul territorio regionale) in grado di svolgere questo compito. Ma ho anche chiesto nel recente Comitato Vitivinicolo che il mondo della ricerca sia in grado di fornire soluzioni possibili per intervenire nei momenti di particolare criticità del comparto attraverso una diversa utilizzazione alimentare dell’uva che ciclicamente subisce sbalzi di prezzo difficili da ammortizzare. La nota dell’Assessorato alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia termina con una comunicazione che riguarda tutto il sistema produttivo pugliese. E’ in itinere la convocazione di un tavolo di confronto con le associazioni di categoria, le OP e gli organismi della grande distribuzione – afferma l’Assessore pugliese – Con loro speriamo di trovare possibili punti di convergenza verso azioni condivise che salvaguardino il settore ma anche il consumatore.
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