Economia, Lavoro & Industria

Economia, Lavoro & Industria (2165)

E’ venuto meno quello che tutti auspicavamo: dialogo, ascolto e fiducia. Il risultato è una situazione che si aggrava minuto per minuto e che rischia di deflagrare con ripercussioni molto serie per la tenuta della fabbrica, del clima sociale e di un intero apparato industriale”. Lo dice Confindustria Taranto sull’ex Ilva con il suo presidente Salvatore Toma a proposito dello stop all’altoforno 1 a causa dell’incendio e del sequestro senza facoltà d’uso da parte della Procura. “Non sta certo a noi - prosegue Toma - contestare l’operato della Procura e non intendiamo farlo. Probabilmente sarebbe bastato adottare una linea di maggiore condivisione per non compromettere mesi e mesi di lavoro certosino da parte dei commissari, dello stesso Governo e del ministro Urso in particolare, per far sì che lo stabilimento non si spegnesse definitivamente”.  Per il presidente di Confindustria Taranto, Acciaierie d’Italia “si stava preparando affinché alla negoziazione con gli azeri si arrivasse con le migliori condizioni possibili, e prova ne è l’incontro che si sarebbe dovuto tenere il 19 prossimo con tutti i soggetti industriali che a vario titolo avrebbero potuto investire nella filiera dell’acciaio. Quello che ci auguriamo - dice Toma - è che, a fronte di una situazione non del tutto compromessa, si possa arrivare davvero alla condivisione di obiettivi comuni e fondamentali per il territorio e per il Paese: la tenuta della fabbrica e dell’intero sistema siderurgico e, solo in virtù di questi presupposti, l’avvio dei processi di decarbonizzazione sui quali il Governo sta concentrando la sua attenzione, come ribadito a chiare lettere solo pochi giorni fa, qui da noi in Confindustria, dal ministro Pichetto Fratin”. 

L’Assemblea dei soci della BCC San Marzano ha approvato il bilancio

d’esercizio 2024 e condiviso i punti all’ordine del giorno, sia per la parte straordinaria che ordinaria.

L’assise si è svolta in presenza presso Masseria Li Reni a Manduria, con una grande partecipazione dei

soci, che hanno approvato all’unanimità le proposte di delibera sui punti all’ordine del giorno, tra cui

il bilancio di esercizio 2024, le modifiche dello Statuto Sociale e del Regolamento Assembleare, a

seguito di un lavoro svolto, su iniziativa della Capogruppo Cassa Centrale e con il coinvolgimento delle

Banche Affiliate, che ha aggiornato lo Statuto tipo per adeguarlo all'esperienza maturata dopo 5 anni

dalla costituzione del Gruppo Bancario Cooperativo.

BILANCIO 2024

In un contesto economico – finanziario segnato da incertezze, l’istituto di credito pugliese, forte di una

storia di 69 anni al servizio dello sviluppo stabile della comunità, consolida la sua posizione e chiude il

bilancio 2024 con un utile netto 7,5 milioni di euro. Le masse intermediate si attestano a 1,27 miliardi di

euro, in crescita di 123 milioni di euro (+10,7 %). La raccolta complessiva segna un incremento del

12,63%, con 894 milioni di euro e gli impieghi che superano i 374 milioni di euro in crescita del 6%

rispetto al 2023. Di particolare rilievo la crescita del 14,9% della raccolta diretta, che conferma la

relazione di fiducia con soci e clienti. Aumenta anche la raccolta indiretta del 5% rispetto al 2023, a

riprova dell’efficacia di una attività di consulenza qualificata. Il patrimonio netto sale a 82,3 milioni di

euro (+ 11,27%). Il CET 1 Ratio raggiunge quota 33,25 %, ben al di sopra dei requisiti regolamentari.

I numeri sottolineano la solidità patrimoniale della Banca, con una prudente gestione dei rischi. Utile e

incremento delle attività sono il risultato di un modello di business equilibrato, che pone al centro la

relazione con gli stakeholder del territorio e che investe strategicamente, in sinergia con il Gruppo

Cassa Centrale, nella digitalizzazione dei servizi e nella dematerializzazione dei processi

Un'attenzione costante è dedicata anche alla qualità del credito: la quota dei crediti deteriorati netti

rappresenta lo 0,5% del totale dei crediti netti verso la clientela, testimoniando una gestione prudente

dei rischi.

"Ringrazio le numerose socie e i numerosi soci per la partecipazione. In un contesto globale turbolento,

la BCC San Marzano continua a rispondere con pragmatismo e valori solidi, mettendo al centro

famiglie e imprese- queste le parole del presidente Emanuele Di Palma-I risultati del bilancio 2024 confermano la nostra solidità e la capacità di coniugare

crescita, inclusione e attenzione alla comunità di riferimento. Siamo orgogliosi della Certificazione per

la Parità di Genere ottenuta a fine 2024, un traguardo che testimonia il nostro impegno concreto verso

un ambiente di lavoro più inclusivo, dove la diversità è valorizzata e le pari opportunità sono garantite,

a partire dalla governance della Banca che conta 2 donne su 5 componenti il consiglio di

amministrazione e 1 donna su 3 membri del collegio sindacale, oltre le previsioni regolamentari. Questo

impegno si traduce anche nel sostegno attivo alle realtà locali: nel 2024 abbiamo accolto 110 nuovi

soci e realizzato 131 interventi a supporto di enti, associazioni, scuole, con un incremento del 30%

rispetto all'anno precedente. Abbiamo sostenuto progetti socio-assistenziali, culturali, formativi, sportivi

e di promozione del territorio, perché crediamo che la crescita economica sia indissolubilmente legata

al benessere sociale e culturale delle nostre comunità. Continuiamo a investire nel rapporto umano e

nella presenza fisica, come dimostra la recente apertura della filiale di Porto Cesareo, dopo Ceglie

Messapica nel 2024, a cui si aggiunge la prossima programmata a Nardò, in controtendenza con il

crescente fenomeno della desertificazione bancaria. Questa scelta è un segnale tangibile della nostra volontà di essere vicini alle persone e alle imprese, di ascoltare le loro esigenze e di offrire un supporto

concreto e personalizzato. Il nostro obiettivo primario è generare valore sostenibile nel tempo, puntando su formazione e consulenza, che resteranno le parole chiave di una banca come la nostra impegnata da sempre nella promozione di uno sviluppo economico etico, inclusivo e rispettoso delle peculiarità di ogni territorio”.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha insignito la lavoratrice Tina Turturro, dipendente del Formedil Di Taranto dal 1995, della “Stella al Merito del Lavoro”, riconoscimento destinato ai lavoratori che si sono distinti per singolari meriti di perizia, laboriosità, condotta morale e requisiti di anzianità.

La cerimonia di consegna della decorazione e del brevetto ha avuto luogo il 1° maggio nel teatro Piccinni di Bari in Corso Vittorio Emanuele II, nr.84.

Ieri  i sindacati dei metalmeccanici Fim, Fiom e Uilm hanno organizzato uno sciopero a Taranto coinvolgendo i lavoratori di Acciaierie d'Italia (ex Ilva), delle aziende dell'appalto e dell'indotto, nonché tutte le aziende del territorio della metalmeccanica.

   L'iniziativa, oltre che a sollecitare la ripresa delle trattative per il contratto nazionale metalmeccanico, “nasce dalla richiesta - spiegano le sigle - di un patto per l'ambiente e il lavoro e mira a chiedere risposte certe su occupazione, sicurezza, salario e una rapida ripresa delle trattative. I lavoratori hanno scioperato dalle 8 alle 10, manifestando la volontà di tutelare i propri diritti e di chiedere soluzioni definitive per il futuro dell'industria e dell'occupazione locale”.

   “Crediamo - dice Francesco Brigati, segretario Fiom Taranto - che le vertenze vadano risolte come nel caso dell’ex Ilva. Non possiamo continuare in questa situazione che, ormai, va avanti da circa tredici anni. Bisogna trovare una soluzione dal punto di vista ambientale e occupazionale, mettere a punto la transizione ecologica, conoscere il piano industriale dei nuovi acquirenti".

   "Questo è il momento delle scelte e dell’introduzione di innovazioni tecnologiche accompagnate da investimenti che rilancino il tessuto produttivo del nostro Paese, a maggior ragione per quanto riguarda il Mezzogiorno”, conclude Brigati. 

È cominciato da parte del gruppo istruttore del ministero dell’Ambiente (Mase) l’esame delle osservazioni formulate da Acciaierie d’Italia, l’ex Ilva, alle 477 prescrizioni ambientali nel parere istruttorio conclusivo della nuova Aia, Autorizzazione integrata ambientale, per la fabbrica siderurgica di Taranto. La nuova Aia, durata 12 anni, serve all’ex Ilva per produrre 6 milioni di tonnellate l’anno con gli attuali tre altiforni e due acciaierie. Poi, quando ci si avvicinerà all’entrata in funzione dei forni elettrici, servirà una nuova Autorizzazione. Le osservazioni aziendali non sarebbero nello stesso numero delle prescrizioni, 477 - diverse delle quali si articolano poi con altre misure collegate -, ma sarebbero comunque molte. Tant’è che il gruppo istruttore, del quale fanno parte anche Regione Puglia, Provincia di Taranto e Comuni di Taranto e Statte, ha dovuto aggiornarsi al 29 aprile. E se per quest’ultima data non si riuscisse a concludere l’esame delle osservazioni di Acciaierie, e quindi a formulare una risposta conclusiva a ciò che ha chiesto l’ex Ilva, è probabile che la conferenza dei servizi prevista per il 5 maggio possa essere rinviata. 

 Il gruppo istruttore dell’Aia ha infatti cominciato l’esame delle osservazioni dell’ex Ilva, ma non avrebbe ancora espresso un orientamento. Acciaierie parte dal presupposto che essendo stata cambiata e integrata l’Aia ancora in vigore - che peraltro è in proroga - nel 2012, nel 2014 e nel 2017, le misure ambientali non sono più quelle originarie del 2011 ma sono state potenziate e rafforzate. E l’ex Ilva, rifacendosi all’Ispra, sostiene di aver attuato e applicato quanto previsto. Ne consegue, per l’azienda, che la situazione adesso è ben diversa da quella di partenza dell’Aia. Secondo Acciaierie, ponendo ora tante nuove prescrizioni si rischia di ostacolare un’azienda che, nel rispetto dell’ambiente e della sicurezza, vuole rilanciarsi anche con l’arrivo di un nuovo investitore, il gruppo Baku Steel Company dell’Azerbaijan. Da rilevare che l’istanza di nuova Aia presentata dall’azienda a febbraio 2023 è per una produzione di 8 milioni di tonnellate mentre il provvedimento in arrivo ne attribuisce 6, che è l’attuale livello autorizzato. Nel parere conclusivo, però, il gruppo istruttore scrive che le nuove prescrizioni permettono di avere “un quadro cautelativo dal punto di vista ambientale e sanitario”. E che vi é la necessità di “una serie di approfondimenti e l’implementazione di un monitoraggio permanente ambientale e sanitario, da sviluppare in sinergia con gli enti territoriali, oltre a una serie di misure di ottimizzazioni impiantistiche e gestionali con un approccio di miglioramento continuo basato su dati misurati”.

La Regione Puglia sblocca le opere infrastrutturali per mettere in esercizio l’invaso artificiale del Pappadai, nel Tarantino, attraverso due interventi. Obiettivo é rendere operativo un invaso inutilizzato da decenni in modo da dare respiro al mondo agricolo e consentire alla Puglia di contrastare la siccità, particolarmente acuta in questa fase.

Intervenendo  alla presentazione delle opere nel Tarantino, il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha detto che si rilancia “un'idea nuova per la gestione della risorsa idrica in Puglia e in tutto il Mezzogiorno, consentendo a Regioni come il Molise, la Campania, la Calabria o la Basilicata, di utilizzare ciò che già è nella nostra disponibilità, grazie a programmi a breve termine, come quello della diga del Pappadai, e a medio termine, come quella del Liscione in Molise. L'acqua - ha sostenuto Emiliano - è un patrimonio comunitario che deve essere condiviso secondo uno schema giusto, assicurato da un rapporto tra il Governo centrale e le società che devono distribuire l'acqua”. Per Emiliano, “grazie alla riforma che abbiamo varato difendendo il valore pubblico dell'acqua, Acquedotto Pugliese è pronto a essere la parte principale del soggetto unico per la distribuzione dell'acqua in tutto il Sud Italia".

 "A questa idea - ha rilevato Emiliano - si deve accompagnare la disponibilità di tutti gli altri soggetti interessati, perché cucire una governance così complessa su un bene così essenziale, è un'operazione politica di grande livello, alla quale come Regione Puglia abbiamo dato disponibilità, come l'ha data il presidente del Molise a condividere l'acqua della diga del Liscione. Questo - ha concluso Emiliano - non è solo un problema tecnico, ma è un problema di natura politica e noi siamo pronti a discuterne con il commissario e col Governo senza nessun tipo di prevenzione”.

Gli interventi in questione che permetteranno l’esercizio dell’invaso Pappadai sono il recupero funzionale delle opere, degli impianti e delle apparecchiature dell’invaso (importo progetto, 2.000.000 euro, importo lavori 1.330.000 euro) e il recupero funzionale di opere e impianti del sistema irrigazione Salento costituito dal nodo idraulico di Monteparano e nodo idraulico di Sava, due centri del Tarantino (importo progetto 2.133.000 euro, importo lavori 1.361.295 euro).  Ad aggiudicarsi le opere è stata l'impresa tarantina Delfiume. Adesso il 23 maggio avverrà la consegna dei lavori relativi ai due progetti finanziati. Alla presentazione erano presenti le diverse Autorità nazionali e regionali che gestiscono la risorsa idrica, nonché le associazioni del mondo agricolo. Per Donato Pentassuglia, assessore all’Agricoltura della Regione Puglia, “abbiamo lavorato con i diversi soggetti, Autorità di distretto meridionale, Acque del Sud, commissario straordinario per gli interventi urgenti connessi al fenomeno della scarsità idrica, ministeri, fino ad arrivare a intercettare risorse importanti dal Fondo di Sviluppo e Coesione. In quest’opera - ha evidenziato Pentassuglia - abbiamo stanziato risorse importanti a valere sul nostro bilancio regionale. Si tratta dei primi 6 milioni che hanno determinato opere che di fatto consentono l’utilizzazione vera e piena di questa diga”.

Angelo Bozzetto, una vita nel sistema dell'edilizia, attualmente presidente della Cassa Edile di Taranto è stato eletto Coordinatore regionale delle Casse Edili industriali della Puglia: la designazione ha avuto luogo a Bari, il 14 aprile, nel corso della riunione del Consiglio Generale di ANCE Puglia, su proposta del Presidente regionale Gerardo Biancofiore. La nomina è stata accolta con entusiasmo da tutto il sistema della bilateralità pugliese, che ha riconosciuto nel Presidente Bozzetto una figura autorevole, capace di garantire continuità e innovazione, attribuendogli altresi spirito di sintesi e visione strategica. Un ringraziamento particolare va al Presidente Gerardo Biancofiore per la fiducia espressa, al Presidente Vito Messi di ANCE Taranto, ai Presidenti di ANCE Bari, Brindisi, Lecce e Foggia, nonché a tutti i Presidenti delle Casse Edili industriali pugliesi per la nomina avvenuta all'unanimità. «Sento forte la responsabilità e l'onore di questa nomina - ha commentato Bozzetto - incarico che intendo svolgere in piena sintonia con tutti i colleghi, nel segno della cooperazione, dell'efficienza e della difesa del valore del lavoro regolare e sicuro nel settore edile. La Puglia può e deve diventare un esemplare modello di buona bilateralità.» La Cassa Edile di Taranto esprime il proprio orgoglio per questo prestigioso incarico che riconosce l'impegno e la qualità del lavoro svolto in questi anni da tutto il sistema territoriale.

 “Tutto ciò che attiene alla questione industriale tarantina non è più questione di conoscenza né di coscienza. Sappiamo ormai tutto. Tutte le vicende umane che non riescono a risolversi, che sembrano non avere via d’uscita, mancano di un atto di superamento dettato dall’amore”. Lo ha detto l’arcivescovo di Taranto, Ciro Miniero, nell’omelia per la messa del precetto pasquale celebrata oggi nello stabilimento di Acciaierie d’Italia, presenti molti dipendenti della fabbrica, dirigenti, autorità e anche due dei tre commissari dell’amministrazione straordinaria: Giancarlo Quaranta e Davide Tabarelli. “Mi appello a chi ha il compito e il dovere di agire - ha detto l’arcivescovo - affinché voi possiate ritrovare serenità, che la città tutta possa intravedere un orizzonte limpido. Tutto deve partire da questo segno di amore dal più potente al più piccolo” ha evidenziato l’arcivescovo di Taranto. Prima di questo passaggio, Miniero ha sostenuto riferendosi alla crisi occupazionale e industriale di Taranto: “Nessuna delle vertenze degli ultimi anni può dirsi risolta, restano tutte vivide le emergenze che preoccupano voi operai e la città tutta. A tutto questo si aggiungono la preoccupazione e le incertezze del contesto internazionale”. E ancora ha aggiunto Miniero: “Tutti conosciamo la situazione sanitaria così come la precarietà dei lavoratori. Chissà però se ci siamo chinati per guardare dal basso loro, gli ammalati, questa città, con lo spirito di chi serve per amore” e se “ci siamo piegati a servizio sincero degli ammalati, degli operai e delle famiglie”. 

“In un anno la città non ha trovato il tempo, il modo o la volontà di avviare il dialogo con l’azienda, con questa azienda, basata sull’onestà intellettuale”. ha detto oggi, nel suo intervento alla fine della messa uno dei commissari di Acciaierie d’Italia, Giancarlo Quaranta, a proposito del rapporto tra Taranto e l’ex Ilva. Ci sono state solo due eccezioni, ha detto Quaranta riferendosi ai meeting di due club service, “occasioni che hanno permesso un dialogo serio, concreto, privo di qualunque forma di compromesso. Se ai dipendenti di questa fabbrica si dovesse concedere di produrre ancora acciaio, gli stessi contribuiranno concretamente alla realizzazione di un nuovo ponte, quello sullo Stretto”. Il commissario Quaranta, sempre sul rapporto tra l’ex Ilva e Taranto, ha poi chiesto all’arcivescovo Ciro Miniero, che ha celebrato la messa del precetto pasquale presente una platea di dipendenti AdI, ma anche rappresentanti delle istituzioni, dei sindacati e dell’imprenditoria, di “favorire la costruzione di un ponte più importante di quello sullo Stretto. Un ponte sul quale fare incontrare convinzione, trasparenza e onestà intellettuale. Qualità necessarie a scongiurare un epilogo per questa fabbrica che non risolleverà nessuno di noi dal peso della responsabilità dell’aver agito con imperizia”. E prima di questo passaggio sulla città di Taranto, Quaranta ha detto, a proposito della gestione commissariale di Acciaierie, che “dal febbraio 2024 abbiamo improntato la nostra azione alla trasparenza e alla concretezza: abbiamo chiuso i contenziosi ereditati, avviato la Valutazione di impatto sanitario in anticipo rispetto agli obblighi europei, risposto a tutte le richieste legittime di dati e informazioni, inserito nel bando di vendita dell’Azienda l’impegno alla decarbonizzazione e al ristoro per la città. Abbiamo riattivato gli impianti nel rispetto degli standard ambientali - ha sostenuto Quaranta -, ricostruito la fiducia dei clienti storici e reso possibile il recupero dei crediti pregressi per dipendenti e fornitori. Ai collaboratori di questa fabbrica vogliamo dire con chiarezza: in questi anni avete dimostrato competenza, dignità e pazienza. È su queste basi che possiamo costruire il futuro dell’azienda”.

 "Dopo anni di inerzie e promesse disattese, finalmente vediamo una prospettiva concreta e duratura. Vi assicuro che stiamo lavorando avendo ben presenti gli interessi di tutti e non lasciando indietro nessuno”. Lo ha dichiarato su Acciaierie d’Italia, l’ex Ilva, il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, nel messaggio ai lavoratori della fabbrica dell’acciaio, messaggio letto da uno dei tre commissari di AdI, Davide Tabarelli, alla fine della messa . Per Urso, “é un momento complesso a livello internazionale, per l’economia in generale e per la siderurgia in particolare. Come molti di voi sanno, i commissari straordinari di Acciaierie d’Italia e di Ilva, in merito alla cessione dei complessi aziendali, hanno avviato la procedura per negoziare in via preferenziale con il consorzio azero guidato da Baku Steel Company CJSC e Azerbaijan Investment Company OJSC. Questa decisione - dichiara il ministro nel suo messaggio ai dipendenti AdI - è il risultato di un’analisi approfondita delle offerte arrivate. Ci siamo impegnati per cercare la soluzione più affidabile focalizzandoci sulla solidità finanziaria, sulla sostenibilità industriale e sui benefici occupazionali per la vostra comunità”. Urso formula quindi gli auguri di Pasqua, “sperando che ciascuno possa trarre nuova linfa da questo periodo di festa, per affrontare le sfide future con rinnovata determinazione”. (foto ANS) 

 

Quindici milioni di euro per la riqualificazione professionale dei 320 addetti ex TCT-Evergreen, la società che sino al 2015 ha avuto in concessione il terminal container nel porto di Taranto. Si tratta di personale attualmente disoccupato, attualmente in carico all’Agenzia per i lavoro portuale. Oggi la Regione Puglia ha approvato l’accordo sulla formazione dei lavoratori. La Regione ha condiviso il “Protocollo di intesa tra Regione Puglia e Autorità di Sistema Portuale del Mar Jonio” per la definizione di un quadro di interventi per il rilancio e la salvaguardia dell’occupazione dell’area portuale di Taranto con il comitato Sepac - task force Lavoro -, Arpal, Autorità di Gestione Regione Puglia, Autorità di Sistema Portuale di Taranto, dipartimento formazione della Regione Puglia e i sindacati Cgil, Cisl e Uil. “Si tratta di un vero e proprio intervento di riqualificazione professionale, per un investimento che si aggira attorno ai 15 milioni di euro - dicono Cgil e Filt Cgil -. E’ un processo che auspicavamo da tempo, considerato che l’approvazione del percorso e della presa in carico di Arpal (Agenzia Regionale Politiche Attive del Lavoro), oggi fornisce non solo a questi lavoratori, ma anche allo stesso porto di Taranto, uno scenario di prospettiva capace di essere appetibile anche per nuovi investimenti di rilancio delle attività portuali” L’Arpal Puglia, infatti, coordinerà i percorsi di formazione, progettati per garantire l’aggiornamento delle competenze e il reinserimento nel mercato del lavoro. I corsi, della durata variabile tra 300 e 630 ore, includeranno stage aziendali e culmineranno con il rilascio di certificazioni valide a livello europeo. La finalità, si spiega, “è fornire strumenti concreti per affrontare nuove sfide professionali e garantire un futuro lavorativo stabile”. Attualmente i 320 ex TCT-Evergreen percepiscono l’Ima, indennità di mancato avviamento, che, insieme all’Agenzia, è stata prorogata dal Parlamento con una norma ad hoc per il 2025 e il 2026. Analogo intervento è stato disposto anche per i porti di Cagliari e Gioia Tauro. Un’altra parte del personale iniziale ex TCT-Evergreen è invece al lavoro con Yilport, la nuova società terminalista turca che nel 2020 è subentrata ad Evergreen. 

“Innovativi per vocazione”,  Confcommercio Taranto lancia un premio che riconosce e valorizza le imprese giovanili che si distinguono per innovazione, sostenibilità e diversificazione. Il Premio che è alla sua prima edizione,  è ideato dalla categoria Giovani Imprenditori Confcommercio Taranto e verrà assegnato annualmente. L’avviso con il regolamento del Premio Giovani Imprenditori 1° edizione, ed i moduli di partecipazione è pubblicato sul sito di Confcommercio (www.confcommerciotaranto.it ).

Le candidature dovranno pervenire alla Confcommercio  entro il 30 aprile, all’ indirizzo email   Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. .  

 

Possono partecipare al Premio le imprese iscritte alla Camera di commercio di Brindisi e Taranto da non più di 5 anni dalla data di pubblicazione dell’Avviso; è essenziale che la media di età dei componenti della compagine societaria non  superi i 42 anni. Possono candidarsi le imprese operative in qualsiasi settore economico e con sede legale e/o operativa nella provincia di Taranto. 

 

“Con questo Premio vogliamo valorizzare – commenta Claudio Fino, presidente dei Giovani Imprenditori di Confcommercio Taranto- quelle imprese giovanili più  audaci che con il loro impegno nell’innovazione possano contribuire a scrivere un cammino di sviluppo e crescita sostenibile per il nostro territorio”

 

Le candidature saranno valutate da una commissione di esperti sulla base di sei  criteri: Innovazione-  Sostenibilità- Diversificazione-  Crescita e Sviluppo – Impatto sul territorio- Digitalizzazione; ambiti ad ognuno dei quali verrà assegnato un punteggio sulla base di un processo di valutazione che comprenderà: l’analisi della documentazione presentata; un colloquio conoscitivo con i rappresentanti della azienda; la visita in azienda e la valutazione finale.  

La commissione esaminatrice sarà composta da un rappresentante dei Giovani imprenditori Confcommercio Taranto, da esperti di innovazione, sostenibilità e sviluppo aziendale e da membri di Confcommercio Taranto e dei due co-partner del Premio, BCC Banca Bari e Taranto e Confidi Confcommercio Puglia. 

 

Il Premio prevede un riconoscimento ufficiale in danaro per i primi tre classificati di euro 500,00  e targa di merito. La cerimonia di premiazione avverrà nel mese di Giugno. 

 

 

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