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Giornale di Taranto - Economia, Lavoro & Industria
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Economia, Lavoro & Industria

Economia, Lavoro & Industria (1898)

“Se si continuerà a bloccare ogni opera infrastrutturale ed economica nel Porto di Taranto, ci saranno conseguenze gravissime non solo per la città, ma per l’intero sistema portuale nazionale”.
Così il consigliere regionale di Forza Italia, Pietro Lospinuso. “Non lo diciamo noi - prosegue - ma uno studio del Ministero alle Infrastrutture. Il porto ionico paga la concorrenza dei porti del Nord Africa, i ritardi nella realizzazione delle opere infrastrutturali e le vicende dell’Ilva. Il rapporto conferma quanto sosteniamo da tempo: se non si realizzeranno le opere programmate, la situazione (già di enorme difficoltà) potrebbe sfociare in emergenza. Non possiamo più perdere tempo: ci sono interventi urgenti da cantierizzare il prima possibile, altrimenti si rischia di non essere più competitivi. Poche settimane fa la Compagnia Evergreen aveva paventato l’ipotesi di trasferire le linee restanti altrove. Un pericolo che abbiamo evitato, ma è comprensibile dal momento che si continua a perdere tempo. In questi giorni, a Nardò, fa notizia il caso del resort bloccato per burocrazia ed altri limiti vigenti. Taranto questo dramma lo vive da anni: basti pensare anche a Tempa Rossa e l’investimento dell’Eni dove  si moltiplicano i veti senza un motivo giacché anche il ministero ha dato il suo ok. Si fanno prevalere i “no” ideologici senza fondamento allo sviluppo del territorio intralciando anche gli investimenti, soprattutto in vista delle primarie del Pd. La burocrazia regionale ha un’incidenza pesantissima che si aggiunge alla miopia del Comune di Taranto che, dopo aver perso già ingenti investimenti, vorrebbe permettersi il lusso di fare anche la variante al Piano Portuale. Confindustria Taranto elenca, nel suo appello a Renzi, le tante questioni in bilico (dall’Ilva a Tempa Rossa, appunto). Se il Comune dovesse aggiungere la variante al Piano, per Taranto sarebbe una morte annunciata. Il ministero fotografa un ritardo nella realizzazione delle opere che strozza il porto e a nulla sono valsi gli accordi inter-istituzionali degli ultimi tempi”.
“Su Taranto la Giunta Regionale non ha mai avuto un programma di rilancio - conclude Lospinuso - ed è un territorio che soffre e che merita una politica industriale e portuale determinata in grado di perseguire la crescita nel rispetto della salute dei cittadini e dell’ambiente”.

Prima il botta e risposta tra Losappio(Sel)  e Mazzarano (Pd), ora quello tra Cervellera e Stefàno, entrambi di Sel, il caso "Tempa rossa"  infiamma il dibattito e diventa terreno di scontro all'interno del centrosinistra regionale in piena campagna elettorale per le imminenti primarie. Questa volta è Dario Stefàno (candidato alle primarie)  a puntualizzare la propria posizione in risposta ad Alfredo Cervellera  (che ha deciso di non sostenere il suo compagno di partito ma di appoggiare il candidato del Pd Michele Emiliano) che lo aveva chiamato in causa. Di seguito la nota di Stefàno che mette in evidenza i pareri già espressi ma non esclude che questi possano essere rivisti purchè in un clima lontano dalle polemiche.

“Rispondo volentieri al Consigliere regionale Alfredo Cervellera, che mi chiama in causa come candidato alle primarie del centrosinistra ed ex assessore regionale, perché ho ancora una volta la possibilità di ribadire la mia valutazione politica, al netto delle sue interpretazioni fantasiose, rispetto ad un tema chiave delle politiche pubbliche regionali. Attuali e future. Taranto e la sua storia ci dicono chiaramente che non ci sono alternative alla ambientalizzazione dei processi produttivi. Da lì occorre ripartire riducendo l’impatto degli impianti già esistenti.  È l’unica strategia da applicare e che non riguarda solo Ilva o Taranto, ma tutta la Puglia.

 

Specificatamente a Tempa Rossa è utile ricordare che il progetto è soggetto alla normativa VIA e AIA, entrambe attribuite alla competenza dello Stato, in quanto l’opera ricade all’interno del Sito di Interesse Nazionale di Taranto. ENI ha presentato istanza di compatibilità ambientale e di autorizzazione integrata ambientale al Ministro dell’Ambiente il 15 aprile 2010 che, di concerto con il Ministro per i beni e le attività culturali, nell’ottobre 2011 ha decretato la compatibilità ambientale di Tempa Rossa autorizzando contestualmente  l’esercizio.

 

La Regione Puglia ha espresso il proprio parere endoprocedimentale di VIA con la famosa delibera in questione, sulla scorta del parere tecnico rilasciato dal Comitato regionale di VIA ed in considerazione, tra l’altro, dell’orientamento favorevole espresso dalla Provincia e dal Comune di Taranto. Peraltro si tace sul fatto che il parere della Regione contiene alcune prescrizioni, di carattere ambientale e sanitario, che la Regione stessa ha chiesto al Ministero di tener conto nel prosieguo dell’iter. Non ricevendo però, almeno sino ad oggi, alcun riscontro. Ma questo sembra non attrarre l’interesse del nostro consigliere regionale.

 

Rilevo che Cervellera, eletto con me nella stessa maggioranza nel 2010, prima di rilasciare dichiarazioni ruvide ma inconsistenti, avrebbe potuto usare l’accortezza di chiedere ai competenti  uffici la documentazione utile ad approfondire.

Ad ogni modo spero tanto che queste precisazioni lo tranquillizzino inducendolo ad assolvere a quella funzione di controllo che può ancora esercitare, da consigliere tuttora in carica, nell’assolvimento del proprio ruolo.

 

Concludo osservando che non è contrapponendo questioni tra loro diverse che si fanno gli interessi della nostra comunità. La vicenda della TAP è diversa da TEMPA ROSSA: a San Foca il Comune sin dall’inizio ha motivato il proprio no al progetto intervenendo nel procedimento VIA regionale con proprie osservazioni. A Taranto le istituzioni rappresentative del territorio, Comune e Provincia, come detto hanno invece espresso parere positivo. Rimettere in discussione le valutazioni di allora, posizione legittima, è cosa diversa dall’alimentare contrapposizioni improprie e polemiche pretestuose.”

 

Dal 10 settembre al via la procedura telematica che concede alle imprese godere un credito d'imposta per l'assunzione di personale altamente qualificato: domande sulla piattaforma online del MiSE dal 15 settembre.

A cura di Amedeo Cottino

Al via le domande per le aziende che hanno diritto all’agevolazione fiscale sulle assunzioni di personale altamente qualificato effettuate nel corso del 2012 (26 giugno-31 dicembre): dal 15 settembre sarà disponibile l’apposita applicazione online del Ministero dello Sviluppo Economico. Per le assunzioni effettuate nel 2013, le domande si presenteranno dal 10 gennaio 2015. Si tratta del credito d’imposta del35% (tetto massimo di 200mila euro per impresa) previsto dal Decreto Sviluppo (Dl 83/2012, articolo 24). Le istruzioni per la presentazione delle istanze sono contenute nel decreto direttoriale per gli incentivi alle imprese dello scorso 28 luglio 2014.

Il Ministero ha messo a punto il sistema telematico per inviare le domande. Dal 10 settembre le imprese possono registrarsi sulla piattaforma (https://cipaq.mise.gov.it), che fornisce le credenziali di accesso al sistema, valide dal 15 settembre, primo giorno in cui sarà possibile presentare le istanze (sulla stessa piattaforma). Per prendere confidenza con l’applicazione sono disponibili filmati illustrativi per la fase di registrazione  e di inoltro delle istanze .

Da giovedì 11 settembre sarà attivo un servizio di test (https://cipaq-test.mise.gov.it) che, contrariamente alla piattaforma vera e propria, prevede utenze condivise e dati visibili anche da altri soggetti. Quindi, attenzione a non inserire dati reali o soggetti a tutela della privacy ( i dati di prova non avranno alcun valore ai fini della domanda e saranno cancellati), su cui il Ministero non si assume responsabilità. Infine, è attivo un servizio di help desk ( Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ) mentre per problemi amministrativi è possibile inviare una mail a  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. .

Assunzioni agevolate

Ricordiamo che le assunzioni agevolate devono riguardare personale in possesso di dottorato di ricerca o di una delle lauree magistrali previste dal decreto: in quest’ultimo caso, gli assunti devono essere impiegati in attività di ricerca (lavori sperimentali o teorici, ricerca pianificata o indagini critiche, produzione di piani, progetti o disegni per prodotti, processi o servizi nuovi, modificati o migliorati). Le assunzioni devono essere a tempo indeterminato.

Il beneficio spetta solo in particolari condizioni (ad esempio, numero di dipendenti superiore a quello presentato nel bilancio del periodo d’imposta precedente. Si deve trattare, in pratica, di assunzioni che aumentano l’organico). Il beneficio decade se il posto di lavoro non viene conservato per almeno 3 anni, che diventano 2 per le PMI.

“La notizia dell’interesse di imprenditori stranieri pronti ad acquisire il pacchetto azionario dell’Ilva di Taranto non induce certo a fare salti di gioia”. E’ il commento di Antonio Camporeale, presidente del Gruppo del Nuovo Centrodestra in Consiglio Regionale. “Intanto per la strategicità del comparto per lo Stato italiano, che dovrebbe indurre il Governo e le parti interessate a un ruolo decisamente attivo e alla massima attenzione in una trattativa tutt’altro che semplice e dalle molteplici ripercussioni. Poi, per le garanzie sia sui livelli occupazionali da mantenere, sia per le condizioni nelle quali i lavoratori stessi devono essere chiamati a operare”, sottolinea ancora Camporeale.
“Siamo proprio sicuri che un imprenditore indiano possa operare meglio dell’attuale proprietà, e affrontare e risolvere tutte le problematiche e le emergenze che hanno reso tormentata la vita della e nell’acciaieria? Non si tratta  conclude il capogruppo alla Regione del Nuovo centrodestra - di diventare tifosi di una soluzione e acquisizione rispetto a un’altra, ma di fare un’attenta analisi di costi e benefici non solo in un immediato così pressante e nebuloso, ma necessariamente anche a medio e lungo medio termine, per evitare che la cura non si riveli, un giorno nemmeno troppo lontano, peggiore del male. E che a pagare siano sempre e solo i lavoratori e una città intera”.

Tempa Rossa continua a far discutere. Il nuovo insediamento voluto dall'Eni, e accordato dal Governo, ma non dal Comune di Taranto questa volta mette di fronte il presidente del gruppo consiliare di Sel alla Regione Puglia, Michele Losappio, e il consigliere regionale Pd, Michele Mazzarano, protagonisti di un botta e risposta al fulmicotone.

Se Losappio, infatti, sostiene che, pur rispettando il lavoro del Comitato Via regionale e il ruolo delle istituzioni nonchè gli obblighi della Giunta regionale e del suo presidente, Sel è contraria al progetto di insediamento di Tempa Rossa "come a qualsiasi altra infrastruttura o impianto di produzione energetica che si vuole aggiungere in Puglia" e chiede di capire, perchè gli risulta ignota, la posizione "in particolare del Pd e dei suoi dirigenti regionali", Mazzarano rimprovera al suo collega di Consiglio regionale il fatto di essere "ossessionato dal chieder conto di tutto al Pd, anche quando il Pd, in questo caso Michele Emiliano, non può rispondere di nulla".

Secindo Mazzarano, infatti, Losappio "prova surrettiziamente a spostare l'attenzione sul Pd anziché rispondere al problema posto dal suo collega di partito Alfredo Cervellera che chiede chiarimenti al presidente Vendola sul parere favorevole dato dalla Giunta regionale al progetto Tempa Rossa di ENI, parere su cui, mi risulta, si astenne un ex assessore del Pd. Non si può, come fa Losappio, - aggiunge Mazzarano - derubricare il parere del comitato regionale Via, seppur non vincolante, dopo quello di Provincia e Comune di Taranto, a puro fatto tecnico e non indicativo, invece, della visione politica e strategica del governo Vendola sui siti industriali e i problemi ambientali di Taranto".

Di qui l'appello al presidente del gruppo consilaire di Sel di astenersi dal fare polemica "sui gravi problemi ambientali di Taranto" perchè la città dei due mari ha bisogno "di parole di verità e di responsabilità" per cui, conclude Mazzarano, sarebbe il caso di "discutere nel merito di tutto: ricostruire la vicenda nel suo percorso tecnico-scientifico; discutere delle criticità ancora irrisolte come il rischio di incidente rilevante derivante dalla quadruplicazione del numero di navi che dovrebbero arrivare nel porto di Taranto; valutare se le compensazioni ambientali sono congrue o risibili, oppure, peggio ancora, se si tratta di un investimento fatto sotto il ricatto occupazionale; approfondire il complesso tema delle emissioni odorigene e il loro impatto sull'ambiente e sulla salute degli abitanti".

Dopo quattro anni torna in Puglia, precisamente a Ginosa in provincia di Taranto, “InterSud”, l’annuale riunione interregionale del Meridione dei Giovani di Confagricoltura Anga.

Organizzata una volta l’anno in differenti location, si tratta di una riunione itinerante che vede riunirsi i quadri dirigenti dei Giovani di Confagricoltura di tutte le regioni meridionali, a partire dai segretari e presidenti provinciali e regionali.

InterSud rappresenta una fondamentale occasione di confronto e di dibattito per formare i quadri dirigenti di Confagricoltura e informarli sulle principali novità del comparto agricolo, un incontro in cui i giovani imprenditori agricoli meridionali di Confagricoltura si “mettono in rete” confrontandosi sulle problematiche che vivono le loro aziende e i mercati di riferimento.

Quest’anno la riunione InterSud assume una particolare importanza perché è la prima dopo l’emanazione della nuova Politica Agricola Comune (PAC) 2015-2020, l'insieme delle regole dell'Unione europea per lo sviluppo del comparto agricolo.

 

L’edizione 2014 di InterSud dei Giovani di Confagricoltura si terrà, nella giornate di sabato 13 e domenica 14 settembre, al “Valle Rita” country resort, una suggestiva masseria in Contrada Girifalco a Ginosa, in provincia di Taranto.

Nella mattinata di sabato, 13 settembre, si terrà una riunione “tecnica” nel corso della quale i partecipanti incontreranno Paolo La Cava, il responsabile acquisti Barilla per l'area sud, con cui si confronteranno sulle tematiche inerenti i mercati e la filiera cerealicola meridionale: l’esperto manager illustrerà le opportunità dei “contratti di filiera” ai giovani imprenditori agricoli meridionali che, inoltre, potranno così acquisire informazioni su come organizzare le loro produzioni per renderle più rispondenti alle necessità di un buyer di livello europeo e potranno conoscere gli orientamenti futuri di una grande azienda come Barilla.

Nel pomeriggio si terrà, alle ore 16.30, il convegno aperto al pubblico "Nuova PAC: bio e greening, esperienze a confronto” in cui saranno illustrati e discussi i nuovi indirizzi della PAC con particolare riferimento al “biologico”.

I lavori, moderati da Francesco de Filippis, presidente Giovani di Confagricoltura Anga Taranto, saranno aperti dai saluti di Vito De Palma, Sindaco di Ginosa, Luca Lazzàro, presidente Confagricoltura Taranto, Rocco Caliandro, presidente Giovani di Confagricoltura Anga Puglia, e Giovanni Selvaggi, componente del comitato presidenza Giovani di Confagricoltura Anga.

Interverranno poi Filippo Schiavone, vicepresidente Giovani di Confagricoltura Anga, e Mario Salvi, Area Economica Confagricoltura, mentre i “case history” saranno illustrati da Giuseppe Tarantini, consigliere di amministrazione “OP Jonica Bio”, e da Rosario Barbaro, responsabile tecnico della azienda “Pasquale Mormino & figlio”.

Le conclusioni del convegno saranno affidate a Fabrizio Nardoni, assessore Risorse agroalimentari della Regione Puglia e coordinatore assessori regionali agricoltura.

La giornata di domenica sarà invece dedicata a momenti di approfondimenti tecnici e a visite in aziende della zona.

Sullo sfondo anche di questa InterSud dei Giovani di Confagricoltura Anga c’è l’esigenza di stimolare, con gli opportuni interventi, un significativo ricambio generazionale nel comparto agricolo: nel 2013 in Italia solo il 6,5% delle aziende agricole italiane è risultato essere condotto da imprenditori under 35, mentre oltre il 72,4% dagli over 50.

 

 

La segreteria provinciale di Trasportounito FIAP Taranto dopo l'incontro dello scorso 6 settembre di una nutrita rappresentanza di vettori ILVA Spa locali, che ha portato all'evidenza del tavolo il clima di incertezza che, a far data dalla dichiarazione di commissariamento dello stabilimento, e sottostante  I'esecuzione  delle commesse  di  trasporto  in partenza  dal siderurgico di Taranto e - soprattutto - quello che scaturisce dall'assenza di qualsivoglia risposta, certa ed univoca,in merito alla sorte dei crediti vantati dalle singole aziende  e loro consorzi e dai tempi di pagamento, ha chiesto al Prefetto di Taranto, attraverso il segretario provinciale Biagio Provenzale, la convocazione urgente di una riunione di un tavolo istituzionale alla presenza del Commissario Piero Gnudi e di una delegazione degli autotrasportatori.

 

 

 

 

L’intervento del Consorzio ASI in tema di bonifica del Mar Piccolo, apparso sulla stampa locale, è solo l’ennesimo segnale di un sistema locale ormai in stato confusionale in cui la politica fugge dalla guida salda e consapevole delle dinamiche economiche e sociali, si smarrisce la consapevolezza di quali sono i ruoli e le funzioni di ciascuno, tace chi ha competenze e responsabilità sulle questioni e parla chi invece non ne ha affatto.

 

Accade così che un ente pubblico economico, la cui autonomia funzionale è rigidamente circoscritta dalle norme a precisi ambiti di competenza ed operatività, si intrattenga nella disquisizione su tecniche e modelli di bonifica invocando per sé e per il territorio attenzioni e ruoli che forse, a nostro avviso, le istituzioni locali rappresentative di interessi generali dovrebbero a giusto titolo invocare.

 

Un protocollo di intesa non si nega a nessuno ma ad oggi c’è bisogno di sollecitudine e chiarezza di intenti. La bonifica del Mar Piccolo vede già impegnati, attorno alla figura del Commissario ed al coordinamento della Cabina di regia regionale, un buon numero di enti ed organismi con tutte le competenze del mondo scientifico ed accademico, così come delle agenzie di prevenzione protezione ambientale, adeguatamente mobilitate. Le stesse rappresentanze economiche e sociali sono state più volte coinvolte in momenti di ascolto e confronto. C’è dunque la necessità di non indugiare oltre, di non attardarsi nell’inseguire le istanze di chi ha altro da fare e di cui occuparsi, e procedere nella piena trasparenza a prendere le giuste decisioni per avviare con celerità i processi attuativi delle bonifiche e rendere disponibili tutte le risorse che servono.

 

Per l’ASI auspichiamo che lo stesso piglio e la stessa determinazione siano riposti nell’importante compito di sostenere le capacità produttive di un territorio in forte affanno, assolvendo al meglio ai propri compiti istituzionali.

 


 

Ieri il premier Renzi a Bologna ha detto che "il rilancio della siderurgia nazionale è fondamentale".

Io mi sento di precisare che il risanamento ambientale di Taranto lo è di più, ha precede...nza assoluta. L’ambientalizzazione dei processi produttivi è l’unica via, non ci sono alternative. È il modo per dare legittima risposta agli oltre 11 mila dipendenti di Ilva, ai lavoratori dell’indotto, alle loro rispettive famiglie. Ad una città, ad un intero territorio.

Come sostiene lo stesso ministro Galletti il risanamento ambientale non è una parte del problema produttivo-finanziario del polo siderurgico tarantino: è la soluzione.

L’applicazione puntuale delle prescrizioni ambientali dell’AIA è il presupposto della prosecuzione dell’attività dell’Ilva e l’unica garanzia per il mantenimento dei posti di lavoro e per il ripristino di un rapporto corretto fra fabbrica e città. Quel sito industriale avrà un futuro se saprà rinascere come esperienza pilota di una acciaieria tecnologicamente avanzatissima e che adotta i più moderni standard e le migliori soluzioni di tutela ambientale. Su questo punto non sono possibili mediazioni né sconti.

Il mio auspicio è che il presidente Renzi sia consapevole di questo elemento fondamentale, che rappresenta il nocciolo duro e insostituibile del progetto di rilancio della siderurgia italiana.

Senza risanamento non c'è futuro per Taranto.
Senza risanamento non c'è futuro per ILVA.
Senza risanamento - e innovazione - non c'è rilancio della siderurgia.

 

 

Sono occorsi ben 50 agenti per presidiare un’area cittadina ed impedire lo svolgimento del mercato domenicale di Salinella,  divenuto negli anni terra di conquista degli abusivi. La riprova di come certo commercio illegale  su aree pubbliche  si sia imposto, conquistando ampi spazi di un’ area  che doveva  ospitare un simpatico Mercatino delle Pulci e che invece è divenuta  una copia scadente di   Forcella.

A Salinella, la domenica, come Confcommercio denunciava da tempo si poteva infatti trovare  di tutto, dagli alimentari esposti senza alcun rispetto per le norme di sicurezza ed igiene, alle merci contraffatte o rubate.

Benissimo dunque per l’operazione condotta domenica scorsa, certamente esito della modalità operativa adottata dalle Forze dell’ordine, nell’azione  che ha visto impegnate congiuntamente Polizia locale, Carabinieri, Guardia di finanza e Polizia. Una collaborazione che perseguendo potrebbe dare altri buoni frutti in altre aree della città, purtroppo invase da attività varie non autorizzate.

Pur comprendendo quanto impegnative possano risultare operazioni del genere e quali siano le difficoltà che le forze dell’ordine riscontrano in tempi di spending revew, è innegabile che il presidio del territorio e l’intervento delle Forze dell’Ordine è la via obbligata se si vuole porre un freno al commercio illegale. Fenomeno che oltre   rappresentare un danno per le attività del commercio, penalizzate dalla concorrenza sleale, implica un danno erariale per i mancati introiti della tassazione,  un costo sociale causato  dagli interventi che un’Amministrazione pubblica è costretta ad effettuare (a fronte di mancati incassi) per ripristinare le condizioni igienico-sanitarie delle aree utilizzate ad esempio per le attività di somministrazione non autorizzate (a Lungomare, a Corso Garibaldi) o per le aree mercatali abusive (Salinella).Senza contare il  danno di immagine  per la città, già messa a dura prova dalle altre questioni legate all’inquinamento.   

Dunque a nome dei commercianti 100 volte ‘Grazie’, ma per favore andate avanti!!        


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