Curiosità, Fatti (misfatti) & Varie

Curiosità, Fatti (misfatti) & Varie (33)

A Roma, nel quartiere Monteverde, c'è una piccola biblioteca dove non ti aspetteresti mai di trovarla: in un frigorifero abbandonato. "In attesa dell’Ama divento un bibliofrigo" si legge sull'anta dello sportello. Al suo interno lo scultore David Renka ed il signor Fabrizio hanno sistemato delle tavole di compensato. E così, quello che era semplicemente un rifiuto da smaltire è diventato una libreria da strada. Che peraltro ha la sua utilità: essendo vicina alla fermata del tram 8 chi è in attesa del mezzo si può dedicare del tempo alla scelta di un libro. Da leggere comodamente a casa.

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"Si possono lasciare e prendere libri gratis, avendo l'accortezza di aprire lo sportello con le mani sanificate e di lasciar riposare il libro a casa per qualche giorno prima di leggerlo" ha suggerito ArtSharingRoma, che ha specificato che  “questo è il protocollo ufficiale anche per le biblioteche pubbliche". 

Come racconta Fabio Grilli su RomaToday, la trasformazione del rifiuti ingombrante in un prezioso arredo urbano, che stimola la partecipazione e veicola la cultura, è stata apprezzata anche dal Campidoglio. "La mente chiusa di uno zozzone sa solo portare il degrado; la mente aperta dei nostri cittadini sa trasformare il degrado in un’opportunità di cultura e arricchimento" ha commentato il presidente della commissione Ambiente Daniele Diaco. 

I complimenti, però, non modificano il destino del frigo abbandonato. Quindi, pur plaudendo l’iniziativa, Diaco ha ricordato che "è pur sempre un ingombrante e quindi Ama dovrà portarlo via". A quel punto, però, bisognerà trovare una destinazione per i tanti libri che i residenti di Monteverde hanno amorevolmente riposto al suo interno. Gettarli con il frigo sarebbe un sacrilegio. 

 

https://www.today.it/citta/bibliofrigo.html

Per benedire i fedeli senza mancare di rispetto alle misure di distanziamento sociale, padre Tim Pelc - settantenne parroco di St. Ambrose Parish - ha deciso di ricorrere ad un oggetto non proprio familiare nelle cerimonie di culto: una pistola… ovviamente giocattolo.

 

Padre Tim accoglie le persone a bordo del loro veicolo vicino alla porta della sua chiesa nel Michigan, Stati Uniti, in una sorta di drive-through che in qualche modo potremmo definire “spirituale”. Da debita distanza benedice i fedeli “sparando” l'acqua santa attraverso il finestrino della loro auto con una vistosa pistola giocattolo.

Nelle foto, postate sul profilo Facebook della parrocchia di St. Ambrose Parish, Pelc compare – regolarmente munito di mascherina e visiera di protezione - con la Bibbia in una mano e la pistola giocattolo dai colori sgargianti nell'altra. Manco a dirlo, le immagini sono diventate immediatamente virali e si sono propagate su tutti i social network.

Come riporta il Daily Mail, il sacerdote ha rivelato che non era proprio sua intenzione finire sui social media, ma che ora la missione è diventata molto difficile (impossibile diciamo noi) dopo essere diventato addirittura un meme, inserito in divertenti falsi poster del film “Pandemic” e del gioco “Doom”. La trovata viene in mente a padre Tim durante la Settimana Santa di aprile: "L'idea originale era di fare qualcosa solo per i bambini della parrocchia, dal momento che avrebbero passato una Pasqua ben diversa da tutte quelle vissute fino ad allora". Per assicurarsi di non mettere a rischio sé stesso o i fedeli, Pelc si è affidato al consiglio di un amico medico, che non solo ha approvato l'idea, ma ha fornito al sacerdote l'equipaggiamento protettivo e ha portato i suoi figli a ricevere la benedizione.

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"Era un modo per continuare una vecchia usanza e alla gente sembrava piacere", ha aggiunto Tim Pelc, ormai travolto senza scampo da una notorietà sconfinata.

 

https://www.today.it/strano-ma-web/covid-benedizione-pistola-acqua-santa.html

Probabilmente Brandon Chicotsky lo avrà fatto pensando sconsolato alla sua completa calvizie, brutto regalo lasciatogli dalla Alopecia Aerata. Ma proprio la sua “pelata” gli ha fornito l’idea geniale.

 

Ma andiamo con ordine. Come racconta l'HuffPost, Brandon si è sempre occupato di marketing digitale, sia per i suoi studi che poi per la sua attività imprenditoriale. Mentre frequenta la scuola di specializzazione all'Università di New York la alopecia sferra il colpo decisivo e Brandon si ritrova del tutto calvo. I suoi colleghi, per consolarlo, gli mostrano foto di bambini che hanno passato tutta la vita calvi per colpa dell’alopecia e Brandon realizza come ci sia un intero mondo di “pelati” che meritano sostegno e supporto per recuperare capacità di leadership. Cosi decide di dedicarsi pienamente a questa missione diventando “baldangelico” (bald in inglese significa per l’appunto calvo), cioè un campione di tutte le calvizie.

Da buon specialista di marketing prima di tutto intervista i suoi colleghi di università per capire se e quanto le pubblicità con persone calve potessero attirare la attenzione del pubblico. I riscontri sono positivi e Brandon inizia a testare sul web annunci commerciali mirati, con l’intento di verificarne i ritorni. E i risultati sono talmente interessanti che Brandon inizia a progettare il suo sito web, registrando una sua società e depositando i relativi marchi.

Nasce così BaldLogo specializzato nel marketing e nelle promozioni online. E sapete qual è il pezzo forte? Manco a dirlo vendere la testa calva di Brandon, o quella di uno dei suoi soci, come spazio pubblicitario.

 

Per una tariffa che parte da 160 dollari per un’ora e decolla sino a 1.600 per 30 ore Brandon con la sua pelata adeguatamente tatuata con i messaggi pubblicitari dei suoi “inserzionisti” (ma attenzione sono tatuaggi rimovibili) se ne andrà a spasso per le vie maggiormente frequentate della città adeguatamente accompagnato da un paio di ragazze immagine giusto per completare l’effetto show ed attirare ancora maggiormente l’attenzione.

Le richieste arrivano anche in occasione di eventi, per i quali i clienti sponsor chiedono che qualcuno di BradLogo si presenti con il loro logo dipinto in testa, e a quanto pare Brandon è letteralmente assalito dalle richieste.

Ma Chicotsky non è solo un “pelato” innovativo, è un baldie con una coscienza. Bald Logo dona infatti quasi la metà dei proventi alla Fondazione Nazionale Alopecia Areata ed elogia ogni suo cliente per aver indirettamente appoggiato una organizzazione benefica che sostiene i bambini che combattono questa malattia. (https://www.today.it/)

Una provocazione? L’avvocatessa ha spiegato all’ANSA di averlo fatto "un po' per esorcizzare, un po' per gioco e anche per scaramanzia" perché, "il costo della fine di un matrimonio manda in rovina ogni famiglia, quindi prima di usare questo buono pensateci bene. Auguri". Ma soprattutto per sottolineare la tendenza all’aumento delle separazioni nei primi anni del matrimonio. "Se questo matrimonio supererà i tre anni - ha detto ancora la professionista - convertirò il buono in denaro". 

Ma perché oggi ci si separa così in fretta? "Le coppie non si sposano più in età adolescenziale – ha affermato la professionista - ma dopo aver sedimentato abitudini e convinzioni a cui è difficile rinunciare". "Marito e moglie - approdano all'altare già con una certa solidità economica. Sembrano più dei soci in amore e in affari" e dunque "appena si palesa la necessità di un compromesso è piu' facile rifugiarsi nello status quo ante che affrontare la difficoltà".

Francesca, questo il nome della praticante avvocata, per ora ci scherza su: “Considerando quanto mi è costato il matrimonio mi auguro che duri almeno dieci anni. Comunque credo di avere scelto bene". Anche il futuro marito l’ha presa con filosofia: "Ma il regalo vale anche per il me? Sto coperto pure io?"

(da Today.it)

 

Da nove anni un pensionato belga si vede consegnare pizza e altro cibo d’asporto a casa sua, senza che lui abbia mai fatto quelle ordinazioni. L’insolita storia è stata raccontata dal quotidiano Het Laatste Nieuws, che ha intervistato lo sventurato protagonista, Jean Van Landeghem, un uomo di 65 anni di Turnhout che quando ha iniziato a vedersi recapitare la pizza a casa, a volte anche più volte al giorno, “ha perso il sonno”. Inizialmente l’uomo ha pensato a un errore del fattorino, ma poi gli ordini sono continuati: pizza, kebab e altro cibo, senza che mai Van Landeghem li avesse richiesti. 

“Capita in mezzo alla settimana o nel weekend, a qualsiasi ora del giorno”, ha raccontato sconsolato Van Landeghem. “Non posso più dormire. Tremo ogni volta che sento arrivare uno scooter nella mia strada e ho paura che qualcuno possa venire a portarmi dell’altra pizza in qualsiasi momento”. In un giorno, ha ricordato l’uomo, ci sono state ben dieci diverse consegne e uno dei fattori aveva addirittura con sé 14 pizze per lui. “Ho sempre rifiutato quelle consegne e quindi non ho dovuto pagare nulla”, dice Van Landeghem, che però sottolinea quanto questa situazione sia un peso sia per lui sia per i ristoratori da cui i cibi provengono.

Ma Van Landeghem non è il solo a combattere contro questo incubo: “Una mia amica che vive a Herenthout è passato attraverso il mio stesso calvario. Anche a lei hanno consegnato pizze mai ordinate per nove anni. A volte capitava ce le portassero nello stesso giorno. Quando capitava, ci avvertivamo l’uno con l’altro”.

Per Van Landeghem il misterioso mittente potrebbe quindi essere uno che conosce sia lui sia la sua amica, ma è tuttora sconosciuto, come è del resto il movente dell'assurda persecuzione. Il 65enne si è anche più volte rivolto alla polizia, ma non è stato possibile risolvere la situazione. “Non ne posso più. Quando scoprirò che si è preso la briga di tormentarmi per nove anni, per loro non sarà un bel giorno”. 

(Today.it)

 

 

La polemica è esplosa nei social, contro la Aramco, una ditta saudita che opera nel settore petrolifero, che è stata costretta a porgere delle scuse pubbliche dopo aver utilizzato uno dei propri dipendenti come disinfettante per mani umano.

 

In pieno periodo d'emergenza dovuto alla pandemia da Coronavirus, la foto di questo pover'uomo all'ingresso della sede dell'azienda con un box addosso e un distributore di gel disinfettante per mani ha iniziato a circolare ovunque su internet, suscitando qualche risata ma anche tantissime critiche.

Un attore dilettante è diventato un’improbabile celebrità sulla piattaforma di streaming cinese Douyin, dove trasmette in diretta le riprese di lui che dorme, che attirano centinaia di migliaia di curiosi spettatori.

L’uomo, che si fa chiamare Yuansan su Internet, ha trasmesso lo streaming di lui che dormiva lo scorso febbraio, apparentemente solo per verificare se russava. Quando si è svegliato, è rimasto scioccato nel vedere che aveva attirato centinaia di migliaia di visualizzazioni, e guadagnato ben 800.000 nuovi follower per il suo canale.

Ci sono notizie che nessuno sa o che non si è mai chiesto, e che abbiamo deciso di riunire per formare una lista che vi trasformerà in un’enciclopedia vivente. Quante ore passa un umano fermo al semaforo? Quante cose meravigliose si possono fare con un foglio di carta? I biscotti possono raggiungere la luna? Sono solo alcune delle domande a cui abbiamo risposto.

 

Tutti fatti reali, da utilizzare ogni qualvolta vi trovate senza nulla da dire (vedrete che dibattiti importanti scatenerete) o avrete voglia di impressionare gli amici. La guida definitiva alle curiosità del nostro strano mondo.

 

1. I croissant sono originariamente austriaci e non francesi.

2. In un mazzo di carte, il re di cuori è l’unico senza baffi.

3. In media le persone spendono in totale due settimane di vita aspettando il semaforo verde.

4. Prima della gomma si usava il pane per cancellare i segni della matita.

5. A proposito di matite: contengono abbastanza grafite per tracciare una linea di 55 chilometri.

6. Il cioccolato al latte era inizialmente venduto come medicinale.

7. Non si può piegare un foglio A4 a metà più di sette volte.

8. Impilando tutti i biscotti Oreo prodotti nel mondo, si raggiungerebbe la luna e si tornerebbe indietro circa cinque volte.

9. I trailer dei film erano inizialmente riprodotti dopo il film, da qui il nome (che in inglese significa anche “seguire”).

10. Servono 27 mila alberi per tenere il passo della richiesta mondiale di carta igienica.

11. Tutte le batterie del mondo potrebbero essere sufficienti ad alimentare il bisogno mondiale di energia per soli dieci minuti.

12. Il primo prodotto al mondo ad avere il codice a barre è stato un pacchetto di gomme da masticare Wrigley.

13. Ogni giorno vengono prodotti più di 400 milioni di M&MS.

14. Il nome intero di Barbie è Barbara Millicent Roberts.

15. Aggiungere sale all’ananas lo rende più dolce.

16. Esistono più fenicotteri di plastica che reali.

17. Lo yo-yo si chiamava inizialmente bandalores.

18. La compagnia giapponese YKK produce più del 90% delle cerniere mondiali.

19. Costerebbe di più riempire il serbatoio di un jet A 747 che comprare il jet stesso: contiene fino a 238.480 litri di benzina.

20. Riciclare una lattina di alluminio consente un risparmio d’energia equivalente al guardare la tv per tre ore.

21. Il miele è l’unico alimento che non va mai a male, ma su 20mila specie di api soltanto quattro producono miele.

22. I Lego prodotti nel 2012 potrebbero girare intorno al mondo diciotto volte.

23. L’acqua tonica brilla nel buio.

24. La bandiera degli Stati Uniti fu disegnata da uno studente di 17 anni, Robert G. Heft, come parte di un progetto scolastico. Il voto assegnatoli fu B-.

25. L’accendino fu inventato prima dei fiammiferi.

26. La pillola anticoncezionale ha effetto anche sugli scimpanzé.

27. Il 99% dell’oro presente sulla terra si trova nel suo centro e non è estraibile. Se potessimo appropriarcene, saremmo probabilmente in grado di ricoprire il pianeta con uno strato d’oro di quasi mezzo metro.

28. La prima webcam aveva il compito di controllare il livello di una caffettiera all’Università di Cambridge.

29. Le arachidi sono legumi e non frutta secca.

30. Il velcro è ispirato alle piante che restano attaccate ai vestiti, come quelle di montagna. Un esempio è il cardo alpino.

di Antonio Notarnicola
Brutta sorpresa per una famiglia di ritorno dalle vacanze che hanno trovato la loro casa, ubicata all’estrema periferia del paese, coabitata da calabroni. In un cassettone dove solitamente sono sistemate le comunissime tapparelle, che all’occorrenza si abbassano o si alzano, secondo necessità per proteggere la casa dalle ondate di calore e, in parte, anche da malintenzionati. Nemmeno il tempo di aprire l’uscio,come detto, che la loro attenzione è stata subito attratta da continui ronzii provenienti anche da stanze attigue. Una volta liberato l’ambiente dagli indesiderati insetti, i proprietari hanno stranamente continuato a sentire il classico ronzio, tipico delle api, ma molto più vorticoso. Fatto questo che ha indotto i presenti a supporre la presenza in casa di api o di vespe, di questo non c’era certezza. A quel punto vista la situazione, delicata e soprattutto pericolosa per le conseguenze che potevano sorgere per i presenti, sono stati allertati i Vigili del Fuoco. Intervenuti con prontezza i VV.FF. hanno immediatamente individuato l’origine del problema. Con precauzione e con l’ausilio di un nebulizzatore sono riusciti a rimuovere in poco tempo il nido di calabroni che si era insediato nel cassettonedell’abitazione. Senza essere esperti entomologi il nido-alveare di calabrone (in foto) si nota dall’ingegnosa tecnica costruttiva dal ricamo architettonico rispetto a quello di api e vespe. Solitamente le dimensioni delle dimore dell'imenottero più grande in Italia, stabilisce la sua tana nei cassettoni delle tapparelle, nei sottotetti, sottogrondaie.
I calabroni a differenza di api e vespe, sono predatori e come tali sono anche fastidiosi alle coltivazioni, poiché si nutrono di frutti succosi come albicocche, pesche, uva matura e costruisce grossi nidi, che possono arrivare anche al metro di larghezza costruito masticando legno ecco perche si possonoriscontrare anche persiane erose dai calabroni.
La fine del periodo estivo, dopo una estate vissuta con temperature particolarmente torride, può essere l'incubo di chi torna a casa in quanto ci si può ritrovare in un angolo della casa un bel nido di calabroni lasciata vuota per le vacanze. Giusto per sfatare alcune dicerie su questo insetto c’è da dire che il calabrone è una tra le specie più temute e perseguitate nel nostro Paese. In realtà la sua fama è largamente immeritata e, nonostante le dimensioni e il ronzio inquietante, si tratta di un insetto del tutto pacifico che interferisce molto raramente con l’uomo. Di solito non viene attratto dai cibi, e non infastidisce quando si mangia all’aperto, può capitare di imbattersi ma si tratta per lo più delle regine che sono in cerca di un luogo adatto alla costruzione del nido. Quali instancabili predatori, possono contrariamente a quanto si pensa, essere considerati utili per la gran quantità di insetti molesti che eliminano, in particolare, mosche, bruchi, cavallette, vespe ed api. A dirla tutta può accadere che la contemporanea puntura di più insetti può causare un pericoloso choc-anafilattico nel malcapitato, eventualità questa molto rara. 
Si coglie l’occasione per far presente che non bisogna mai schiacciare i calabroni perché ciò determina il rilascio di un ormone che funziona da segnale chimico che stimola l’aggressività degli altri membri della colonia. Tra le curiosità invece che accompagnano il calabrone, c’è da segnalare che in Germania è seriamente tutelato questo insetto, addirittura inserito tra le specie protette. 
Come si riconoscono i vari insetti: foto (1) vespa dal caratteristico corpo affusolato: (2) ape, dai colori noti; (3) calabrone, dalla struttura rossiccia.

Su www.themeditelegraph.it, sezione Shipping del quotidiano Secolo XIX, è riportato un articolo che parla dei Piani organici dei Porti, riportando un cosiddetto “caso Taranto. Di seguito il link dell’articolo ed il suo contenuto integrale.

http://www.themeditelegraph.it/it/shipping/shipowners/2018/10/22/giallo-dei-piani-dell-organico-porto-focus-QqIuO8z6Z40TzwKAD7oOjO/index.html

Testo integrale dell’articolo.

Genova - Ognuno fa come gli pare. In fondo le linee guida comuni non ci sono (le avrebbe dovute diramare il ministero) e così le Authority portuali vanno in ordine sparso. «Io l’ho sempre chiesto, in ogni sede: serve una cabina di regia, anche per rendere omogenei i criteri» spiega Andrea Appetecchia, l’uomo delle ricerche e della analisi di Istituto Superiore di Formazione e Ricerca sui Trasporti. Sul piano dell’organico porto invece il governo sta alzando bandiera bianca. La volontà politica è cambiata, da Delrio a Toninelli, e manca personale negli uffici. Così alcune Authority hanno preferito fare con le risorse interne, altre affidandosi a consulenze e poi c’è il caso Taranto. 

Il piano organico porto è fondamentale per capire lo stato dell’arte del lavoro sulle banchine e la sua evoluzione nel periodo dei prossimi tre anni. A Genova, ad esempio, serve anche per capire il futuro della Culmv. Anche per i presidenti dei porti è un passaggio importante: è inserito negli obiettivi da raggiungere per ottenere i premi sullo “stipendio”. E così adesso molti hanno fretta. I termini erano già stati prorogati, forse arriverà un ulteriore slittamento della presentazione, ma la scadenza al momento è per la fine dell’anno. 

Chi ha scelto di scrivere il piano organico porto con i propri dipendenti (come ha fatto La Spezia, prima Authority a inviare il piano al ministero) lo sta facendo in economia: basta un questionario e una domanda ai terminalisti: «Assumerete da qui a tre anni nuove unità di personale?». Facile, ma non esattamente dettagliato, come spiega Appetecchia. 

Molti si avvalgono di consulenti che per aiutare i propri dipendenti il percorso. In questo caso l’amministrazione pubblica deve sostenere un costo, che spesso non va oltre le poche decine di migliaia di euro. 

E poi c’è il caso Taranto. L’Authority pugliese ha deciso di bandire una gara perchè, come scritto nei documenti pubblicati on line, non esistono le risorse interne in grado di scrivere il documento. Così prima ha individuato 5/6 soggetti che potessero redigere il piano dell’organico del porto all’interna di una lista “certificata” dalla pubblica amministrazione, il Mepa: «Non abbiamo sorteggiato» spiegano dall’ente. 

Tra questi sono stati scelti «con una procedura che ci ha permesso di andare più velocemente, pur rimanendo dentro le disposizioni delle legge» come spiega il segretario generale Fulvio Lino Di Balsio, «i principali consulenti del mercato: Deloitte, Pwc, e Ernst & Young ad esempio». Il valore della gara è di 100 mila euro. Una cifra che non è passata inosservata, visto che gli altri porti hanno speso anche 10 volte meno. Anche la velocità con cui l’Authority ha affidato l’incarico, è sembrata inusuale rispetto ai tempi sempre biblici degli enti pubblic i Il segretario ribadisce di aver scelto il percorso più celere, mentre sulla cifra «bisogna considerare che dentro c’è anche la formazione che partirà all’inizio del 2019». 

C’è poi un ulteriore passaggio che ha fatto parlare radio banchina a lungo negli scorsi giorni: Fulvio Di Blasio ha lavorato sino a maggio dell’anno scorso per Ernst Young, la società che alla fine si è aggiudicata («con uno sconto del 10/15%» spiega il segretario generale) la gara indetta dall’Authority: «Non c’è nessun problema di opportunità: è il mercato - spiega Di Blasio - Ey è una delle principali società di consulenza al mondo. E poi, in quanto responsabile anche dell’Anticorruzione, io non posso nè partecipare nè firmare nulla». Le offerte arrivate sarebbero state «diverse» come spiega il segretario. 

AGGIORNAMENTO

Il segretario generale del porto Taranto «dopo opportuna verifica» segnala che «è in effetti pervenuta una sola offerta, motivo ulteriore di celerità nell’aggiudicazione». 

Non solo. Il numero due dell’Authority spiega che il 12 settembre una gara con 10 società invitate più tutte quelle dell’albo fornitori, andò deserta. Per questo ci siamo orinetati su una procedura ristretta»

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