In un vertice sulla emergenza Covid  tenuto in modalità video call con i sindaci e i vertici di Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza, il prefetto di Taranto, Demetrio Martino, ha evidenziato che “la situazione pandemica  a Taranto e in provincia presenta dati ancora preoccupanti,  superiori alla media nazionale,  in termini di contagio e di pressione sul sistema sanitario, che costringono questo territorio in "fascia rossa" ormai da diverse settimane”. Chiedendo ai sindaci il “rispetto delle misure normative  in atto”, il prefetto ha chiesto loro di “insistere nel trasmettere  alla popolazione il messaggio, oggi più importante che mai, di continuare ad osservare scrupolosamente le regole per contenere  la diffusione del contagio e tutelare la salute di tutti”. Questa, ha detto il prefetto,  è la “misura essenziale  anche al fine di accelerare le condizioni  per  il passaggio  alle più favorevoli  fasce di classificazione territoriale, con gli intuibili vantaggi anche per le categorie economiche”. Sul vertice, il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, ha dichiarato che “registriamo comportamenti ancora non idonei, specie all'interno dei nuclei famigliari. Abbiamo particolare bisogno - ha proseguito - della collaborazione dei cittadini. Le piante organiche della Polizia Locale e delle forze dell'ordine sono ormai stressate al massimo, specie perché adesso abbiamo da presidiare anche il flusso presso gli hub vaccinali". "Andiamo incontro alla stagione estiva e dobbiamo evitare che la curva dei contagi continui a salire - ha rilevato il sindaco  di Taranto -. Noi abbiamo chiesto alla Prefettura di compiere una valutazione su possibili nuove risorse umane per il sistema dei controlli, ma ci rendiamo conto delle difficoltà. Senza comportamenti adeguati da parte di tutti - ha concluso Melucci - la ripartenza rischia di ritardare, è bene tenerlo presente".

"ll Governo non potrà restare muto con i cittadini ancora a lungo, accordo di programma subito sull'acciaieria di Taranto". Lo dice il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, dopo l'ingresso dello Stato con Invitalia in ArcelorMittal che verrà ridenominata con la nuova societá Acciaierie d'Italia. Per Melucci, "oltre a pagare i debiti di ArcelorMittal, lo Stato italiano, che ora sembra formalmente essersi ripreso il timone dello stabilimento siderurgico di Taranto, saldi i suoi debiti con la comunità ionica". "Chiediamo al Governo di mostrare le carte ai cittadini. Vogliamo sapere subito quale modello industriale Invitalia ha il mandato di realizzare - afferma il sindaco di Taranto -. Chiediamo risposte al ministro Cingolani sul tema delle bonifiche straordinarie.Aspettiamo che il ministro Carfagna convochi il tavolo del Cis Taranto. Abbiamo chiesto al ministro Giorgetti di istituire un tavolo per l'accordo di programma sul futuro dello stabilimento e della sua relazione con la città". "Torniamo a segnalare al ministro Speranza - prosegue il sindaco Melucci - che la valutazione del danno sanitario è un obiettivo ancora assente tra le dichiarazioni ufficiali che stanno circolando". Melucci chiede inoltre se "il ministro Franco ha pensato di dare voce al territorio nella nuova governance del sito ionico?" E ancora, sostiene Melucci, "vogliamo capire quali strumenti il Ministro Orlando stia verificando per il bacino di lavoratori diretti e indiretti". Per il sindaco, "Taranto è delusa e stanca, ma i versamenti e le mozioni delle ultime ore non spostano di una virgola la nostra resistenza".

Invitalia ha infatti sottoscritto l’aumento di capitale di Am InvestCo Italy, la società affittuaria dei rami di azienda di Ilva in amministrazione straordinaria. La sottoscrizione del capitale, riferisce una nota, è avvenuta in attuazione dell’accordo di co-investimento tra Arcelor Mittal Holding, Arcelor Mittal Sa e Invitalia, già comunicato al mercato lo scorso dicembre, finalizzato ad avviare una nuova fase di sviluppo ecosostenibile dell’Ilva di Taranto.

 

In particolare, si legge nel comunicato, Invitalia, su incarico del governo italiano, ha sottoscritto, con i contributi in conto capitale assegnati dal ministero dell’Economia e delle Finanze, azioni ordinarie per un importo di 400 milioni di euro e, a seguito dell’adesione all’aumento di capitale, acquisisce il 50% dei diritti di voto di Am InvestCo Italy che assumerà la denominazione “Acciaierie d’Italia Holding Spa”.

   "L’operazione di co-investimento da parte di Invitalia in Am InvestCo Italy, secondo logiche, criteri e condizioni di mercato, ha una valenza di iniziativa strategica a sostegno delle imprese e dell’occupazione nel Mezzogiorno, al fine di rilanciare e riconvertire, in chiave 'green', il sito siderurgico dell’Ilva, coerente con la strategia, governata dalla Commissione europea, di garantire all’Europa 'zero emissioni' entro il 2050", conclude la nota. 

Oggi in Puglia, a fronte di  13.362 test per l'infezione da Covid-19 coronavirus, sono stati registrati 1.867 casi positivi: 681 in provincia di Bari, 97 in provincia di Brindisi, 113 nella provincia BAT, 391 in provincia di Foggia, 172 in provincia di Lecce, 397 in provincia di Taranto, 6 casi di residenti fuori regione, 10 casi di provincia di residenza non nota. Sono stati inoltre registrati 39 decessi: 19 in provincia di Bari, 2 in provincia di Brindisi, uno in provincia di Foggia, 10 in provincia di Lecce, 7 in provincia di Taranto. Dall'inizio dell'emergenza sono stati effettuati 2.047.926  test, 158.805 sono i pazienti guariti. e 51.726 sono i casi attualmente positivi.

Sul mancato incidente sul lavoro verificatosi stamattina nell’acciaieria 2 del siderurgico ArcelorMittal a Taranto, i sindacati Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm - con i propri rappresentanti per la sicurezza dei lavoratori, rls - hanno scritto all’azienda chiedendo un incontro. “Ci risulta che una parte di impianto - dicono i sindacati -, nella fattispecie l’attrezzo trasporto lance, si è staccato ed è caduto da diversi metri di altezza nelle immediate vicinanze di alcuni lavoratori di ditte terze operanti nella zona”. “Tale dinamica, per come si è sviluppata, avrebbe potuto avere conseguenze drammatiche evitate solo per un puro caso” osservano le sigle metalmeccaniche. “Chiediamo quindi - è l’invito rivolto dalle sigle ad ArcelorMittal - di avere immediate risultanze delle riunioni di coordinamento per le attività svolte, dei permessi di accesso impianti dei lavoratori terzi coinvolti e soprattutto dello stato manutentivo dell’attrezzatura precipita al suolo”. 

Mister Laterza: “Meglio nel secondo tempo, dovevamo vincere e lo abbiamo fatto; noi non dobbiamo pensare agli altri ma procedere gara dopo gara. Tissone: “Vinto contro una squadra di qualità; quando mancano poche partite alla fine ogni punto diventa pesante; noi siamo consapevoli della nostra qualità. Ringraziamo i tifosi per l'affetto, noi scendiamo in campo per loro.”

 

 

 

di Andrea Loiacono

 

 

 

 

 

Il Taranto batte il Nardò con una rete al 61' del difensore Antonio Guastamacchia sugli sviluppi di calcio d'angolo, conquista la quarta vittoria consecutiva e conferma il suo primato in classifica con 51 punti in classifica con sette lunghezze di vantaggio rispetto al Casarano a sua volta vittorioso 0-1 a Francavilla in Sinni. Ricordiamo che ai salentini restano due gare da recuperare mentre il Taranto deve recuperare la sfida contro l'Aversa, in programma per il ventotto Aprile.

 

 

 

Mister Laterza per questa sfida deve fare a meno di diversi giocatori a partire dal difensore centrale Rizzo per squalifica, al suo posto al centro della difesa a quattro si posizione l'ex Acireale Amedeo Silvestri. Anche Ferrara alza bandiera bianca e al suo posto viene arretrato sulla corsia di di sinistra Versienti. A centrocampo, vista l'indisponibilità di Marsili la coppia centrale è composta da Diaby e Tissone con Nicolas Rizzo ai lati. In avanti il tandem Diaz-Serafino.

 

 

 

Nel Nardò dell'ex centrocampista rossoblu Ciro Danucci grande assente è il bomber Caputo, con lo svedese Tornos e l'argentino Dorado inizialmente in panchina. Ad agire da punta è un altro ex rossoblu Francesco Potenza. Capitano della formazione granata è Francesco De Giorgi il quale ha indossato in passato la maglia rossoblu in lega pro. Il Nardò è reduce da un lungo stop a causa del Covid. Arbitro dell'incontro è il Sig. Raimondo Borriello di Arezzo. Taranto in divisa completamente bianca, Nardò con una sgargiante divisa granata. Il Taranto batteil calcio d'inizio, al 5' serve Falcone che crossa al centro ma Serafino non ci arriva di un soffio. Il Taranto esercita una pressione territoriale soprattutto a centrocampo con Diaby e Tissone abili nel pressing e nelle geometrie. Al 15' però il Nardò si affaccia in avanti con Nicolao e guadagna due angoli consecutivi. Al 22' Rizzo serve Falcone che calcia alto sulla traversa di Milli, pochi istanti dopo Rizzo non si intenede con Serafino. Al 26' il Nardò è pericoloso con Potenza che dalla sinistra dribla due avversari e mette in mezzo ma non ci arriva nessuno. Il Nardò finisce in attacco la prima frazione conquistando il quarto angolo. Nel complesso termina una prima frazione senza grosse emozioni.”

 

 

 

La seconda frazione ha inizio con il Taranto che preme il piede sull'acceleratore . Al 54' Diaby, tra i migliori in campo, serve Nicolas Rizzo che calcia alto. Al 55' mister Laterza cerca di svoltare la gara con gli inserimenti di Alfageme per Serafino e di Mastromonaco per Rizzo. Il Taranto ricomincia a premere e sfiora il vantaggio con un traversone di Boccia che viene spazzato sulla linea della porta di Milli. Al 57' c'è un bel cross di Mastromonaco sul quale si avventa Falcone che di testa impensierisce severamente Milli che si rifugia in angolo. Al 59' viene ammonito Mastromonaco per fallo su Palazzo.

 

 

 

Al 60' Alfageme viene anticipato da De Giorgi provvidenzialmente in angolo. Sugli sviluppi dello stesso, Guastamacchia sfrutta un'indecisione di Milli per ribadire in rete per il vantaggio del Taranto. Al 64' entra Gonzalez al posto di Guastamacchia vittima di crampi. Al 71' Danucci inserisce lo svedese Tornos per Trinchera. Al 75' esce Falcone per Vincenzo Corvino. All'80' Corvino riceve palla sulla sinistra e tira a giro ma Milli para bene. Lo stesso Corvino sfiora il gol un minuto dopo con un tiro forte ma centrale. All'85' nel Taranto esce Diaz ed entra Matute.

 

 

 

All'89' il Nardò avrebbe l'occasione per pareggiare con Dorado che però sul cross rasoterra di Potenza spedisce di poco fuori. Al 92' Matute serve Mastromnaco che al posto di tirare da ottima posizione prova a servire Corvino e l'azione sfuma. Dopo sei minuti di recupero l'arbitro fischia la fine e tutta la squadra rossoblu va a festeggiare sotto la curva nord in un abbraccio virtuale con i tifosi del Taranto. Domenica il Taranto sarà di scena a Fasano.”

 

 

 

Queste le dichiarazioni di mister Laterza: “Si è trattato di una sfida complicata contro una squadra qualitativa anche nei singoli. Nel primo tempo abbiamo lasciato loro qualche giocata con Potenza e tendevamo a lanciare troppo la palla verso le punte. Nel secondo abbiamo giocato meglio e potevamo sfruttare qualche occasione in più per arrotondare il punteggio. Dovevamo vincere e o abbiamo fatto, non siamo noi a doverci preoccupare degli avversari altrui, dobbiamo andare avanti concentrati gara dopo gara. Marsili ha subito una piccola distorsione alla caviglia nei giorni scorsi, in più Rizzo ha dimostrato spirito di sacrificio giocando con un problemino al ginocchio e sono contento che si sia messo a disposizione. Al posto di Marsili hanno giocato altri ragazzi che non hanno fatto sentire la sua assenza, è chiaro che Max per noi rappresenta tanto, è il nostro capitano, un giocatore dalle qualità tecniche e morali importanti per questa rosa. Ora affronteremo tre trasferte e sono concerto sotto un certo punto di vista perché la gara contro l'Aversa del 28 ci consentirà di non rompere troppo il ritmo.”

 

 

 

Ferando Tissone che ha indossato la fascia di capitano commenta così il risultato e alcune fasi della gara: “Oggi abbiamo disputato una gara che ha messo in luce le nostre qualità. Il Nardò è avversario di qualità che soprattutto nel primo tempo ci ha messo in difficoltà ma alla fine siamo riusciti a vincere. Oggi ho indossato la fascia di capitano ma anche quando non la indosso mi sento un leader di questo gruppo. Quando mancano dieci partite al termine della stagione ogni singolo punto e ogni palla diventano fondamentali. In qualsiasi squadra abbia giocato mi sono messo sempre a disposizione ricoprendo più ruoli, trequartista o mediano non cambia; l'importante è che vinca la squadra. Noi calciatori scendiamo in campo per le nostre famiglie e per i tifosi che amano questo sport quanto noi, sono la nostra forza. Chiunque sta rendendo al meglio perché qui c'è un gruppo fantastico. La mia condizione fisica è cresciuta molto era normale che all'inizio non potessi essere al massimo in qualsiasi ruolo. Ora mi sento molto meglio e cercherò di esserlo sempre di più, lavorando per le prossime partite. Siamo una squadra non solo che produce gioco e a tratti bella da vedere ma anche una squadra tosta da affrontare. La serie D la conosco poco ma è importante per me non pensare a quello che ho fatto in passato ma a quello che ci auguriamo di poter fare il prossimo anno.”

 

 

 

“Il legale Usb, Mario Soggia, ha consegnato ad ArcelorMittal un testo con ulteriori spiegazioni e chiarimenti in merito al lavoratore Riccardo Cristello che l’azienda nei giorni scorsi ha licenziato per un post sui social. Non abbiamo avuto ancora alcuna risposta da ArcelorMittal, pur essendosi aperto stamattina un canale di dialogo. Come Usb confermiamo quindi per oggi  il mantenimento del presidio davanti alla direzione del siderurgico e saremo a Roma per un altro presidio sotto la sede del ministero del Lavoro”. Lo annuncia  Usb a proposito del licenziamento di Taranto. 

Accompagnato dall’avvocato del sindacato Usb, Mario Soggia, Riccardo Cristello, il dipendente ArcelorMittal licenziato, è stato a colloquio ieri mattina con i rappresentanti dell’azienda. Il colloquio è avvenuto mentre era in corso a Taranto lo sciopero, con presidio davanti alla direzione, indetto da Usb contro il suo licenziamento. “Ieri - ha dichiarato il coordinatore del sindacato Usb, Franco Rizzo - siamo stati  qui davanti a protestare contro l’ingiusto licenziamento.  Il nostro avvocato ha accompagnato Riccardo Cristello dentro l’azienda visto che questa ha chiesto al lavoratore in via preventiva, per essere reintegrato, di ammettere pubblicamente di aver sbagliato”.     Cristello è stato licenziato da ArcelorMittal per un post che il dipendente ha pubblicato sulla propria bacheca social relativo ad una fiction televisiva. Cristello aveva replicato affermando di non poter ammettere una cosa che non ha fatto. 

Dopo la richiesta di un contatto da parte dell'azienda, ha spiegato Rizzo - ieri mattina si è tenuto l’incontro tra l’avvocato Mario Soggia, legale Usb, e il lavoratore.

    Per Riccardo Cristello, presente al presidio di oggi dell’Usb, si tratta delal prima esperienza di questo genere  : Purtroppo per me così forte, perché io, in anni, non ho subìto nemmeno un richiamo. Non mi sarei mai aspettato arrivare ad una situazione del genere - ha aggiunto il lavoratore licenziato - e mi sarei aspettato prima un colloquio per parlare". Come si chiuderà questa vicenda? "Sono ottimista, spero si chiuda bene. Spero che mi reintegrino direttamente”. Al momento però c’è silenzio 

 Oggi in Puglia, a fronte di 13647 test per l'infezione da Covid-19 coronavirus,  sono stati registrati 1.488 casi positivi: 655 in provincia di Bari, 109 in provincia di Brindisi, 155 nella provincia BAT, 56 in provincia di Foggia, 140 in provincia di Lecce, 368 in provincia di Taranto, 2 casi di residenti fuori regione, 3 casi di provincia di residenza non nota. Sono stati inoltre registrati 39 decessi: 18 in provincia di Bari, 2 in provincia di Brindisi, 3 in provincia BAT, 4 in provincia di Foggia, 3 in provincia di Lecce, 9 in provincia di Taranto. Dall'inizio dell'emergenza sono stati effettuati 2.034.564 test,  156914 sono i pazienti guariti e  51789 sono i casi attualmente positivi.

Abbiamo appreso dalla stampa dell’approvazione del bilancio di previsione 2021-2023 da parte del Consiglio comunale di Taranto

Come Confartigianato siamo rimasti basiti dall’assoluta mancanza di confronto collegiale con le associazioni di categoria e le associazioni dei consumatori, come invece avvenuto negli anni passati. Un clamoroso passo indietro, un metodo sbagliato che non mette in condizione il mondo produttivo che rappresentiamo di interagire con il Comune, proprio in questo momento dove è necessario confrontarsi su misure e detrazioni volte a contenere gli effetti della crisi generata dal coronavirus. Misure e detrazioni dirette, non solo ai cittadini e famiglie, ma a quelle attività produttive che da circa un anno sono costrette a fare i conti con pesanti cali di incassi e fatturato e nei confronti delle quali era assolutamente necessario prevedere riduzioni e abbattimenti  per l’annualità in corso e le prossime.

Confartigianato lo ha scritto e gridato in ogni occasione. E’ urgente lanciare un segnale importante a tutte quelle attività che più di altre stanno stringendo i denti a causa della pandemia, dietro le quali ci sono centinaia di piccoli imprenditori e famiglie.

Eravamo rimasti che quello in corso sarebbe dovuto essere l’anno della revisione al ribasso di tasse e tributi, fra cui Tari, Tasi, IMU ed invece, proprio nel momento peggiore della vita economica e sociale, con le difficoltà che sta attraversando il Paese a causa di una crisi generale aggravata dall’emergenza covid,  l’Amministrazione preferisce, evidentemente, fare la scelta più facile e cioè quella di non chiamare le associazioni al confronto. Peccato, avremmo potuto capire di più e soprattutto portare all’attenzione dell’Amministrazione contributi importanti e determinanti.

No, così non va! In tutta Italia, i comuni hanno proceduto, come di consuetudine, a condividere ed illustrare preventivamente i provvedimenti principali a sostegno delle attività produttive da inserire nel bilancio di previsione, che sono sempre frutto di proficui confronti collegiali con il sistema della rappresentanza delle categorie.

Proprio questa era la fase dove Amministrazione comunale e mondo delle imprese dovevano trovare punti d’incontro sulle tariffe, sulle detrazioni, sulle riduzioni dei tributi, sulle semplificazioni (vedi la storia dei Dehors)  e la concessione gratuita di suolo pubblico, per quelle attività che ripartendo, a breve, avranno necessità di sviluppare al meglio i loro servizi. Se non in questa occasione, il bilancio di previsione, allora quando?

“Finalmente, dopo 5 settimane difficilissime, la curva dei contagi ha cominciato la sua discesa”. Lo ha detto il presidente della Regione, Michele Emiliano in un post sui social. “In Puglia, la terza ondata è cominciata con circa due settimane di ritardo rispetto ad altre Regioni – ha specificato il governatore -: in questo momento, il numero delle infezioni sta finalmente diminuendo anche da noi e in tutte le province, anche se con velocità diverse. Nei prossimi giorni, ci aspettiamo di vedere una riduzione della pressione sugli ospedali e anche di vedere finalmente calare il numero dei decessi”.

 

“Il covid ha messo tutti (in Italia e nel mondo) di fronte al fatto, drammatico, che una percentuale compresa tra il 2 e il 3% dei nuovi casi diagnosticati oggi andrà incontro a decesso dopo due settimane. Per questo ci sono le misure di contenimento, per fare in modo di ridurre al massimo il numero dei contagi”, ha scritto ancora. Nel mese di marzo, complessivamente, sono stati diagnosticati 49.092 casi positivi, “oltre 10.000 in più dei casi che avevamo registrato a novembre”, ha aggiunto Emiliano. “Se l'andamento dei contagi rimanesse stabile, tra 7 giorni in Puglia ci aspettiamo di scendere sotto i 200 casi per 100.000 abitanti e tra 14 giorni sotto i 150 casi per 100.000 abitanti. Ma il nostro obiettivo - ha chiarito il presidente - dev'essere quello di far abbassare ancora di più la curva, per ridurre al minimo il carico di malattia: questo potrà accadere solo se continueremo, anche nei prossimi giorni, quando verosimilmente le restrizioni verranno allentate anche in Puglia, a mantenere la massima attenzione verso il rispetto delle misure di prevenzione, e a non dare occasione al virus di continuare a diffondersi attraverso i contatti”.

Si rafforza l’ipotesi della nomina di Franco Bernabé, già al vertice di Eni e Telecom, alla presidenza di ArcelorMittal e il Mef sta per sbloccare i 400 milioni per entrare nella società siderurgica. Il Governo accelera su ex Ilva e vuole superare uno stallo che dura ormai da troppo tempo. È l’accordo del 10 dicembre scorso che ha previsto, attraverso Invitalia, il coinvestimento dello Stato con un’operazione sul capitale da 400 milioni. A breve, e molto probabilmente senza aspettare il 13 maggio gli esiti del Consiglio di Stato circa una sentenza del Tar che ha confermato un’ordinanza del sindaco di Taranto sullo spegnimento impianti, il Governo Draghi sbloccherà quindi i 400 milioni. In questo modo lo Stato acquisirà il 50 per cento del controllo della governance aziendale, come previsto dall’intesa di dicembre, e nominerà i suoi rappresentanti nel nuovo cda. Che sarà di 6 consiglieri, 3 di parte pubblica e altrettanti di parte privata. Lo Stato esprimerà il presidente mentre ad ArcelorMittal toccherà l’amministratore delegato. La nomina di Bernabé è accreditata anche in ambienti sindacali nazionali. Nel cda, inoltre, dovrebbe entrare, per la componente pubblica, Stefano Cao, amministratore delegato uscente di Saipem. Lo Stato controllerà il 50 per cento di ArcelorMittal per un anno. Nel 2022, entro maggio, è poi prevista un’ulteriore operazione sul capitale, con altri 680 milioni di intervento pubblico, che porteranno lo Stato a controllare il 60 per cento di ArcelorMittal lasciando al privato il restante 40. Si invertiranno anche i ruoli gestionali nel senso che l’ad passerà allo Stato e non sarà più espresso dall’investitore privato. 

 

 L’intesa di dicembre scorso prevede, inoltre, che ArcelorMittal, oggi in fitto da Ilva in amministrazione straordinaria, proprietaria degli impianti, formalizzi definitivamente l’acquisto dei rami di azienda. A condizione che non vi siano più - ha preteso il privato - condizioni ostative (definite nell’intesa “sospensive”) tra cui i sequestri. 

L’ingresso dello Stato in ArcelorMittal, approvato in gennaio anche dall’Unione europea, doveva già avvenire da qualche mese, ma si è impattato con la crisi del Conte II. Il precedente Governo si è anche interrogato se versare i 400 milioni ad ArcelorMittal fosse, a crisi aperta, un atto di ordinaria amministrazione oppure no e per questo da passare al nuovo esecutivo. Alla fine, il dossier è stato girato al Governo Draghi e ai ministri Franco (Mef) e Giorgetti (Mise). L’attuale Governo non ha mai messo in discussione l’operazione dei 400 milioni. Anzi, ha rassicurato ArcelorMittal, che ai primi di marzo ha paventato il ricorso ad un arbitrato internazionale chiedendo gli interessi sulla somma e attribuendo a Invitalia il mancato adempimento. E ora il Governo si appresta a dar corso al versamento dei 400 milioni. Che non è una operazione finanziaria, ha detto più volte Giorgetti, ma deve invece costituire l’inizio di una vera svolta dell’azienda siderurgica: industriale, gestionale e ambientale. Tenendo insieme sia gli obiettivi della transizione ecologica, sia una visione d’insieme del settore siderurgico che ha altri poli, seppur più piccoli, oltre a Taranto.

 Nei colloqui che Giorgetti ha avuto con i sindacati e con le aziende dell’indotto, il titolare del Mise é stato chiaro: lo Stato deve entrare nella governance di ArcelorMittal perché solo così può controllarla dal di dentro, vedere in diretta la situazione e correggere la rotta della società. Coloro che hanno partecipato ai colloqui con Giorgetti, dicono ad AGI che è molto evidente dalle sue parole come il ministro dello Sviluppo economico non sia affatto soddisfatto di come vanno le cose e di come l’azienda venga gestita. Di qui la decisione di mettere manager di peso nel cda per avere sia un controllo “forte” da parte dello Stato, sia per controbilanciare il ruolo dell’ad Lucia Morselli la cui gestione, in meno di due anni dal suo arrivo, ha provocato (e provoca tuttora) strappi a catena. Non è un mistero che il conflitto tra ArcelorMittal e i sindacati abbia raggiunto punte esasperate. E non va assolutamente meglio col Comune di Taranto che da tempo ha messo all’indice l’azienda. 

 

 Domani a Taranto c’è uno sciopero, con presidio davanti alla direzione, del sindacato Usb, che giovedi sarà a Roma per manifestare sotto il ministero del Lavoro. Il 23 aprile, invece, toccherà ai sindacati Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm andare a Roma per manifestare sotto il Mise. 

Ampio lo spettro delle proteste sindacali: si va dal caso dell’operaio licenziato per il post sulla fiction “Svegliati amore mio” (diventato un caso nazionale con l’azienda che dichiara che il dipendente è stato licenziato non per la condivisione del post ma per i commenti denigratori e offensivi) all’assenza di interventi per la manutenzione e la sicurezza. Eppoi, si protesta per la cassa integrazione, che a Taranto resta elevata. Appena pochi giorni fa è scattata un’ennesima tranche di cassa Covid per un numero massimo di 8100 unità. Durerà 13 settimane. A Taranto, ArcelorMittal sta usando ininterrottamente la cassa integrazione da luglio 2019. Prima quella ordinaria per crisi di mercato, poi quella Covid. Quest’ultima ha avuto punte alte, anche con 4mila unità in cig, mentre attualmente si è intorno alle 3mila. “L’uso enorme della cig, il mancato versamento a Ilva dei canoni di fitto, i mancati o ritardati pagamenti all’indotto, hanno consentito all’ad Morselli di risparmiare, di migliorare i conti aziendali, di portare a Mittal un risultato economico positivo, ma hanno precipitato la fabbrica, le imprese esterne, il territorio e la sua economia, e questo lo abbiamo chiaramente detto al Governo” spiegano ad AGI i sindacati. A ciò si aggiunge il crollo produttivo: l’anno scorso poco più di 3 milioni di tonnellate di acciaio. Infine, alle insoddisfazioni palesate da Giorgetti, si aggiunge  il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, che, a proposito dell’operaio licenziato, ha detto senza mezzi termini che i chiarimenti forniti dall’azienda sul perché del licenziamento non possono ritenersi esaustivi. In definitiva, un conflitto che cresce a dismisura e che investe vari ambiti. Adesso, con le nomine di Bernabé e Cao, lo Stato vuole far sentire la sua voce e non essere “spettatore” o, peggio, assente. Anche perché, sino a quando ArcelorMittal non li acquisterà, gli impianti siderurgici sono dello Stato attraverso Ilva in amministrazione straordinaria.

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