L’incalcolabile patrimonio storico- archeologico consistente nella via Francigena, la via che segnava il cammino dei pellegrini fino a Canterbury, può essere anche un importante motore di sviluppo turistico-economico. Esempio ne è il cammino di Santiago, che raccoglie ogni anno centinaia di migliaia di pellegrini: 347.678 nel solo 2019. Se ne è parlato in “Homo viator la via Francigena”, meeting del Lions Taranto Host e del Leo club Taranto, aperto anche alla cittadinanza, il primo in presenza dopo la lunga pausa forzata a causa della pandemia da Covid-19.

Introdotti dal presidente del Lions Taranto Host Raffaele Vecchi e del Leo Club Taranto Giuditta Colangelo, hanno relazionato l’archeologo Arcangelo Alessio ed il topografo Arcangelo Fornaro. Due relazioni che hanno, con perizia di dati e curiosità, raccontato le caratteristiche del cammino dei pellegrini, soffermandosi in particolare sul tratto pugliese della via. In particolare sono state analizzate le direttrici a Sud di Roma delle Vie Francigene, meta di “Itinerari Culturali”: la via Appia, la Traiana, la Traiana calabra, la Minuncia, la Sallentina e così via, strade che rappresentano un importante patrimonio storico-archeologico che richiama sempre più l’attenzione di uomini e donne interessati ad un tipo di turismo più lento, sostenibile, rispettoso dell’ambiente, a contatto con la natura. Un modo di esplorare se stessi ed i dintorni attraverso occhi nuovi e rigenerati. L’homo viator era un viandante, un viaggiatore in cammino; oggi è colui che va alla ricerca di sé sulle strade della vita.

Erano presenti al meeting il Comandante Comando Marittimo Sud amm. Salvatore Vitiello, il Consigliere regionale Massimiliano Stellato ed il presidente della Provincia Giovanni Gugliotti, che nel suo intervento ha annunciato di aver chiesto l’inserimento di due possibili cammini (Matera- Appia Antica Sallentina e Fasano-Appia Antica Sallentina) nella via Francigena.

Il vice governatore del Distretto 108AB Roberto Mastromattei, che ha evidenziato come il principio base che guida i Lions, “We serve”, diventi stimolatore e propulsore di meccanismi economico-culturali che hanno a cuore il bene della comunità. Esempio ne è stato il meeting proposto dall’Host e dal Leo, che ha avuto il grande merito di portare all’attenzione della comunità un aspetto culturale ancora non adeguatamente valorizzato.

Il concerto gratuito è stato donato alla città da Fondazione Taranto25 nell’ambito dei “Taranto Port Days”

 


Il concerto “Tributo a Franco Battiato” è stato un successo oltre le più rosee aspettative, che ha regalato ai presenti momenti di poesia e indimenticabili immagini di Taranto all’alba con lo sfondo della Città vecchia.

Il concerto gratuito, organizzato nell’ambito dei “Taranto Port Days”, è stato donato alla città da Fondazione Taranto25, l’innovativo network che, nato l’anno scorso, riunisce oltre cinquanta tra imprenditori, professionisti e operatori dell’associazionismo locale.

Il concerto “Tributo a Franco Battiato” si è tenuto, all’alba di domenica 3 ottobre, su una chiatta ormeggiata nel porto di Taranto, uno scenario mozzafiato in cui si sono esibiti l’Orchestra ICO Magna Grecia e il cantautore Fabio Cinti, diretti nell’occasione dal Maestro Marco Battigelli.

Il concerto è stato introdotto da Fabio Tagarelli, presidente di Fondazione Taranto25, e da Sergio Prete, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio – Porto di Taranto, che hanno ringraziato Piero Romano, direttore artistico dell’Orchestra Magna Grecia, e Fiorella Occhinegro, entrambi soci di Fondazione Taranto25, per aver reso possibile questo straordinario evento, il primo concerto all’alba u una chiatta nel Porto di Taranto, destinato a rimanere nella storia dello scalo tarantino.

Prima di lasciare spazio alla musica, hanno poi annunciato all’unisono che il concerto è un evento prodromico a un protocollo di intesa che sigleranno a breve, un documento per avviare una collaborazione sinergica che vedrà Fondazione Taranto25 contribuire all’opera di rilancio della portualità tarantina avviata da tempo da Sergio Prete, con una nuova infrastrutturazione dell’area portuale e la diversificazione dei traffici marittimi che vi fanno scalo.

 

Il concerto è stato apprezzatissimo dal pubblico che alla fine, con una standing ovation, per due volte ha chiesto il bis.

È stata perfetta l’interpretazione del musicista e cantautore Fabio Cinti, più volte collaboratore del grande Franco Battiato che lo aveva indicato come sua perfetta copia vocale; l’artista si è esibito nella splendida “cornice sonora” di una formazione di 16 archi dell'Orchestra della Magna Grecia che, con un pianoforte, è stata diretta dal Maestro Marco Battigelli.

Il concerto ha rappresentato un emozionante excursus in cui sono stati rivisitati, in chiave sinfonica, i maggiori successi di Franco Battiato: La Cura, Povera Patria, La stagione dell’amore, Cuccurucucù, Voglio vederti danzare, Centro di gravità permanente, L’era del cinghiale bianco, Bandiera bianca, Sentimento nuevo, I treni di Tozeur; sono stati eseguiti anche Summer on a Solitary beach, Gli uccelli, Segnali di vita, E ti vengo a cercare, Prospettiva Nevsky, La canzone dell’amore perduto (brano di De André presente nella raccolta Fleurs).

 


 

Dopo la  pausa estiva riprende"Radio music café"condotto da Maurizio Gravina, voce storica delle radio tarantine, su radio Cittadella l'unica radio-tv di Taranto (in fm sui 96,500, canale 850 del digitale terrestre) dal lunedì al venerdì, dalle 15 alle 17.

“Esploreremo sound  meno conosciuti, le hit del passato remixate perché la musica non ha tempo" dice Gravina. Radio music café è ritmo, groove, notizie e curiosità  su concerti, rassegne, teatro, cinema. Su radio Cittadella!

Di Vincenzo Mascellaro.

    

14 maggio 1965. 

Agostino Straulino, italiano di Dalmazia, marinaio, velista campione olimpico e mondiale, al comando di Nave Vespucci esce a vela dal Mar Piccolo di Taranto e compie un'impresa che rimarrà nella storia della marineria italiana.

Chi mai potrà sapere se Agostino Straulino, istriano dell’isola di Lussino che ha iniziato ad amare vento e vela nel golfo del Quarnaro, incursore del Gruppo Gamma durante la Seconda Guerra Mondiale, plurimedagliato velista dal lontano 1936 al 1973, quel 14 maggio del 1965 a Taranto, al comando dell’Amerigo Vespucci, veliero il cui timone ogni velista vorrebbe impugnare almeno una volta nella vita, sia mai stato consapevole che di lì a breve la sua impresa avrebbe fatto il giro del mondo, anche senza internet.

Taranto e mio padre

Mio padre all’età di quattordici anni si trasferì con la famiglia da Napoli a Taranto e lì avrebbe vissuto gran parte della sua vita. 

Una vita sul mare, che lo avrebbe visto ufficiale del Battaglione San Marco. 

Taranto, anche detta la città dei Due Mari, il Mar Piccolo (in apparenza un lago) e il Mar Grande, le cui acque si fondono grazie a due ponti che uniscono l’isola della città vecchia alla terraferma. Il più caratteristico dei due, denominato Ponte Girevole, è posto al centro del canale navigabile, ai cui lati sorgono da una parte alti bastioni sovrastati da una passeggiata romantica e panoramica e dall’altra il Castello Aragonese che si rivolge al Mar Grande, ha assistito per decenni al passaggio in entrata e in uscita di innumerevoli navi, soprattutto militari. 

L’apertura del ponte era un evento che si ripeteva ogni due tre giorni, un rito al quale si partecipava volentieri. Chi passerà stasera? 

Tra attesa e curiosità, per noi bambini di Taranto ogni passaggio era motivo di festa ed emozione.

Per via della sua posizione, inoltre, la città dei Due Mari è stata una naturale e importantissima base navale durante e dopo la seconda guerra mondiale.

Dicevo di mio padre, per tutta la sua vita le sue grandi passioni sono state le navi, gli aerei e il mare, e io, primo di tre figli fui la sua vittima preferita – oggi lo dico con profondo affetto – alla quale avrebbe voluto trasmettere, forse, le sue stesse passioni e interessi e soprattutto l’amore per la divisa. 

E fu così che, sin da piccolo, il 2 giugno e il 4 novembre, ora non ricordo esattamente quale delle due date, era d’obbligo andare a visitare le navi o assistere alle aperture del ponte nei giorni di passaggio delle più prestigiose navi della nostra Marina. 

Vado a memoria e mi rivedo passare sotto gli occhi, vicine quasi da toccarle, la Garibaldi, lo storico incrociatore, l’Andrea Doria, la Caio Duilio, per citarne solo alcune.

Nave Vespucci

Ma l’evento che a Taranto ha lasciato il segno per molti decenni al quale i non più giovani e fortunati come me hanno potuto assistere e che rimarrà saldo nella memoria di ognuno di noi fu il passaggio dell’Amerigo Vespucci, la nave scuola della nostra Marina, l’orgoglio di tutti i marinai e di sicuro invidia delle marine di tutto il mondo.

Nave Vespucci Era il 1965, quell’anno, quel giorno, quel 14 di maggio, ero un ragazzetto di dodici anni ma c’ero, ero lì sul canale con tanta, tanta gente insieme a mio padre poco più che quarantenne che osservavo dal basso e che per la prima volta riusciva a far diventare mie le sue emozioni. 

La notizia si era sparsa già da qualche giorno, tutti eravamo tesi ad attendere l’impresa che Agostino Straulino,  figura tra le più leggendarie della vela italiana, al comando della Vespucci, di lì a breve avrebbe compiuto.

L’impresa di Agostino Straulino

Ce la farà, non ce la farà? L’impresa forse più celebre di un Marinaio al comando della Vespucci: l’uscita a vela dal porto di Taranto. Un’impresa alla quale – raccontano le cronache – pensava da molti giorni ma che poi minimizzò col definirla una faccenda normale, alla portata di tutti, bastavano solo condizioni favorevoli e un equipaggio all’altezza.

Riferì l’Ammiraglio Bruno Garampi, all’epoca secondo di Straulino: “In realtà fu anche un piccolo colpo di fortuna, Straulino da giorni pensava di tentare un’uscita a vela. Ma si rendeva conto che aveva bisogno soprattutto del vento giusto. E quella mattina quel vento arrivò: una tramontana secca, vento rarissimo da quelle parti, che ci consentì di issare le vele e di uscire dal Mar Piccolo in modo abbastanza facile”.

Sono sempre le cronache a raccontare che issate le vele la Vespucci iniziò a prendere velocità, il ponte non era ancora del tutto aperto e il passaggio sarebbe avvenuto attraverso un canale lungo 375 metri e nel punto più stretto largo appena 58 metri, gli alberi superavano l’altezza del Castello e forse anche del palazzo dell’Ammiragliato.

Agostino StraulinoAl mattino di quel giorno salì a bordo anche il tenente di vascello Giancarlo Basile che era andato a rendere omaggio al Comandante. Riferì Basile: “A bordo c’era un insolito trambusto, di colpo mi si accese una lampadina, ma certo, con quel vento che spirava dritto in poppa in uscita dal Mar Piccolo, Agostino Straulino non poteva lasciarsi sfuggire l’occasione di attraversare il canale navigabile a vele spiegate”.

Per la cronaca, nella circostanza la Vespucci stabilì il record di velocità di 14,6 nodi pari a 27,039 km/h.

Il picchetto d’onore disposto sul Castello salutò il passaggio di quel gran bel vascello a tre alberi e a vele spiegate, alto e imponente.  E io ero lì, attraversato da una forte emozione, anche per il fatto che qualche giorno prima avevo avuto l’occasione di poter visitare quel gioiello, di ammirare tutti quegli ottoni tirati a lucido, di respirare quel forte odore, per via di tutto quel legno pregiato, un unicum direi, impossibile a descriversi e di rimediare un cappello che ancora oggi amorevolmente e gelosamente conservo come un trofeo.

Agostino Straulino

Tino, così lo chiamavano in privato l’uomo nato sul mare,  che sin da piccolo dovette imparare ad andare in barca per recarsi a scuola a Lussignano e che poi frequentò l’Accademia navale di Livorno. Nella carriera militare raggiunse il grado di contrammiraglio. Dal 21 novembre 1964 al 28 ottobre 1965 ebbe il comando della nave scuola Amerigo Vespucci. 

Per quell’impresa, che qualcuno osò tuttavia definire una follia, ricevette encomi da tutto il mondo oltre a sette giorni di arresti per aver violato il regolamento.

Agostino Straulino. 

Come velista, l’atleta Straulino vinse le Olimpiadi di Helsinki nel 1952 e arrivò secondo a quelle successive di Melbourne; quattro ori, due argenti e un bronzo furono il bottino di altrettanti campionati mondiali e vinse innumerevoli competizioni europee, per la gran parte ori, tanto da essere l’atleta più medagliato nella storia di tutto lo sport italiano, non solo della vela, l’ultimo oro l’ha conquistato a 88 anni in una regata nel golfo di Napoli.

Agostino StraulinoUn rapporto speciale quello di Straulino con Taranto, per l’impresa della Vespucci ma, come ebbe a dichiarare in un’intervista: nella mia vita ne ho fatte di cose: vela, vittorie, Marina, una guerra, la Vespucci, ma forse ciò che rimpiango di più sono gli anni passati a Taranto; quel ponte, la gente che ti saluta e ti fa sentire a casa.

 

Un’altra volta ancora, alla domanda se volesse essere ricordato come atleta o come ammiraglio, Straulino rispose: naturalmente come marinaio.

 

Vincenzo Mascellaro, Tarantino, uomo di marketing, comunicazione e lobby, formatore, scrittore e oggi prestato al giornalismo

La programmazione autunnale di Mercato Nuovo a Porta Napoli riparte, dopo il successo di pubblico dell’iniziativa estiva “Bagni Venere” e i concerti del primo weekend di apertura a fine settembre, con la proposta di una mostra d’arte contemporanea, dj set e musica d’autore, annunciando un ottobre caldo pieno di stimoli.

 

Dopo l’intervento urbano del gennaio 2021 dell’artista Ezia Mitolo, dal titolo Il giardino dei bisbigli, che si collocava sulla soglia, all’ingresso dello spazio chiuso dai DPCM durante la pandemia, l’arte contemporanea torna a farsi largo sotto le volte di Mercato Nuovo in continuità con la ricerca di autori e artisti tarantini d’interesse, già avviata da giugno 2020. L’Associazione Culturale Musicasetta si rivolge infatti a intercettare la produzione del territorio nelle arti visive, quelle solide o nuove espressioni che esibite in mostre su misura accompagnano l’offerta musicale e teatrale, portando all’attenzione della città temi, tecniche e nomi dell’arte.

 

Con le nuove riaperture e la possibilità di accedere in sicurezza agli spazi interni della sala concerti, giovedì 30 settembre inaugura la mostra personale di Simona Anna Gentile (Taranto, 1993), brillante giovane promessa della pittura contemporanea che dopo la formazione all’Accademia di Belle Arti e al PIA Studio di Lecce, dal 2018 lavora con istituzioni e curatori di rilievo nazionale.

Dal titolo “Babushka's Dream”, a cura della storica dell’arte Cristina Principale, la mostra presenta i due poli della ricerca dell’artista: dal disegno, appuntato su carta, alla pittura gestuale e colorata su tessuto, dagli studi nella dimensione di un foglio alla tecnica mista su grande formato. Oltre l’evento d’inaugurazione, sarà possibile visitare “Babushka's Dream” fino al 14 ottobre nei giorni e orari d’apertura di Mercato Nuovo.

 

Venerdì 1 ottobre nuovo appuntamento alla consolle col dj ostunese, di stanza a Taranto, Enico Goffredo, per una raffinata session d’ascolto rigorosamente di vinili.

 

Concerto di punta sabato 2 ottobre: Renzo Rubino approda sul palco di Mercato Nuovo in band, dopo l’estate impegnata nel suo ormai famoso festival pugliese “Porto Rubino”. Con quattro album all’attivo e il prossimo in uscita, Rubino si conferma tra i cantautori più interessanti in Italia, moltiplicando in questi dieci anni di carriera musicale – il primo ep è del 2011 – premi, riconoscimenti e collaborazioni anche teatrali e televisive. Nato a Martina Franca, in sodalizio artistico con il produttore Andrea Rodini ha raggiunto la fama nazionale a Sanremo Giovani nel 2013 per tornare da “big” nelle successive edizioni 2014 e 2018. I nuovi singoli 2021 annunciano “Giocattoli Marevigliosi”, distribuito dall’Universal Music.

Posti limitati nel rispetto delle normative anti Covid-19. Ingresso riservato ai soci Arci, muniti di Green Pass e mascherina.

Prevendita dei biglietti per l’evento di Renzo Rubino disponibile su DICE.fm

Info +3394869954 e dettagli sui Canali Ufficiali di Mercato Nuovo Taranto

 

 

DATE E PROGRAMMA DEGLI APPUNTAMENTI

30 settembre

evento d’inaugurazione mostra 

BABUSHKA'S DREAM di Simona Anna Gentile

1 ottobre Enico Goffredo Vinyl dj set

 

2 ottobre Renzo Rubino in concerto

 

 

CONTATTI

Sito mercatonuovo.club

Facebook facebook.com/mercatonuovotaranto

Instagram instagram.com/mercatonuovotaranto

 

Mercato Nuovo, gestito dall’Associazione Culturale Musicasetta, è hub culturale, luogo d’incontro dove condividere cultura e rinnovate forme di socialità in una zona periferica della città che si estende tra l’area industriale e i Due Mari: partendo dalla riqualificazione di un ex magazzino per il deposito merci, lo spazio oggi accoglie un grande palcoscenico e un’area living con una proposta che si lega alla musica contemporanea, alle arti visive e performative.

 

Graphic Design Cosimo Nesca

 

Contatti Stampa Cristina Principale 

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+3492646524

Via Mercato Nuovo, 30 Taranto Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

“Sono ufficialmente nel cast di Ballando con le stelle, mi piace molto questa nuova avventura!”.

Ad annunciarlo attraverso il suo profilo Instagram è la cantante tarantina Mietta, splendida voce del panorama musicale che da sabato 16 ottobre si cimenterà nella popolare gara danzante televisiva affiancata dal ballerino cubano Maykel Font. 

Tutti quindi a tifare per quella che si preannuncia la coppia più esplosiva del cast di questa nuova edizione dello storico programma di Rai1 condotto da Milly Carlucci. Ecco gli altri concorrenti: tredici vip (appartenenti al mondo dello spettacolo, dello sport e della musica) in campo, in coppia con esperti maestri di ballo. A presentare il cast è stata la conduttrice, durante la puntata di  de "La vita in diretta". 

 

Oltre a Mietta quest’anno si fronteggeranno a colpi di passi di danza Al Bano Morgan, Memo Remigi, Federico Fashion Style, Fabio Galante, Alvise Rigo, Andrea Iannone, Valerio Rossi Albertini,  Sabrina Salerno, Valeria Fabrizi, Bianca Gascoigne. Confermatissima la giuria: torneranno Carolyn Smith (presidentessa della giuria), Selvaggia Lucarelli, Guillermo Mariotto, Fabio Canino e Ivan Zazzaroni. Al fianco della presentatrice un altro protagonista indiscusso dello show, Paolo Belli, in scena insieme alla sua band. 

Una sequenza di foto, scattate sempre dallo stesso punto, una al giorno, per documentare la nascita del murales dedicato a Giorgio Di Ponzio, il bambino morto per cancro, che Jorit ha realizzato sulla parete di un palazzo del rione Tramontone a Taranto nell’ambito della seconda edizione del festival “T.R.U.St. – Taranto Regeneration Urban and Street” che ha portato 16 artisti a Taranto trasformando la città in una galleria a cielo aperto. A realizzarla è stata Cinzia Daeder. Le foto sono dalla finestra del poliambulatorio in cui Cinzia lavora.

“Immaginate un ragazzino di 15 - ha scritto Jorit sulla sua bacheca di facebook- Immaginate che si ammali di tumore

Immaginate che muoia 

Immaginate che un tribunale accerti che sia morto, non per casualità o sfortuna, ma perchè avvelenato da una grande industria, colpevole due volte perché consapevole di farlo. 

Ora immaginate che quel bambino sia vostro figlio… 

Come vi sentireste?

Così è come si sentono dal 25 gennaio 2019, Carla e Angelo i genitori di Giorgio”

La scrittrice, traduttrice e filosofa è l’ospite del prossimo appuntamento del format di Volta la carta. A Masseria Leucaspide presenterà il suo romanzo “Cara pace” con cui è arrivata in finale al Premio Strega. L’ingresso è con prenotazione obbligatoria

 

 

Giovedì 23 settembre sarà ospite di Aperitivo d’Autore Lisa Ginzburg, autrice di “Cara pace” (Ponte alle Grazie), con cui è arrivata nella dozzina finale all’ultima edizione del Premio Strega. Si tratta del primo vero romanzo di una protagonista della cultura italiana, che ha voluto scavare tra i calcinacci della famiglia, raccontando con abilità estrosa la fatica femminile di crescere proteggendo e proteggendosi. L’appuntamento è alle ore 19 a Masseria Leucaspide, tra Statte e Massafra, un luogo accogliente risalente al 1500 che in passato è stato tappa di passaggio per diversi personaggi storici. Come consuetudine del format dell’associazione Volta la carta, l'evento sarà aperto dalla buona enogastronomia del nostro territorio, per l’occasione rappresentata dalla cucina del Symposium Cafè e dai vini di Cantina Lama di Rose. È partner dell'evento anche la libreria AmicoLibro. Dialogherà con la scrittrice l’ideatore di Aperitivo d’Autore, il giornalista Vincenzo Parabita.

Per prendere parte alla serata è obbligatorio prenotare chiamando al numero 380.4385348 oppure scrivendo all'indirizzo email  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. . I posti sono limitati e si accede solo con Green Pass.

 

• L'AUTRICE •

Scrittrice, traduttrice e filosofa, Lisa Ginzburg vive e lavora a Parigi. È figlia di Carlo Ginzburg e nipote di Natalia. Ha studiato alla Normale di Pisa e si è specializzata in mistica francese del Seicento. È stata direttrice di cultura della Unione Latina. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo “Desiderava la bufera” (Feltrinelli, 2002), “Colpi d’ala” (Feltrinelli, 2006), “Per amore” (Marsilio, 2016), “Buongiorno mezzanotte, torno a casa” (Italosvevo Edizioni, 2018) e “Pura invenzione. Dodici variazioni su Frankenstein di Mary Shelley” (Marsilio, 2018). “Cara pace” (Ponte alle Grazie, 2020) è il suo primo romanzo.

 

• IL LIBRO •

Maddalena, la maggiore, è timida, sobria, riservata. Nina, di poco minore, è bella e capricciosa, magnetica, difficile, prigioniera del proprio egocentrismo. Le due sorelle, legate dal filo di un’intima indistinzione, hanno costruito la loro infanzia e adolescenza intorno a un grande vuoto, un’assenza difficile da accettare. Ancora adesso, molti anni dopo, cercano di colmarla con corse, lunghe camminate, cascate di parole e messaggi WhatsApp che, da Parigi a New York, le riportano sempre a Roma, in una casa con terrazzo affacciata su Villa Pamphili, dove la loro strana vita, simbiotica e selvatica, ha preso forma. È proprio a Roma che Maddi, da sempre chiusa nel suo carapace, decide di tornare, fuggendo dai ruoli che la sorella, prima, e la famiglia poi, le hanno imposto. Finalmente sola con sé stessa e con i suoi ricordi, lascia cadere le difese e, rivivendo i luoghi del passato, inverte le parti e si apre alle sorprese che riserva la vita. Padri e madri, amicizie e passioni, alberi e fiumi fanno da cornice a una storia d’amore e di abbandono che, come ogni storia viva, offre solo domande senza risposta. E misura con il metro felice della letteratura la distanza che intercorre tra la ferita originaria e la pace sempre e solo sfiorata della maturità.

"Cara pace" è stato selezionato nella dozzina della 75a edizione del Premio Strega (proposto dalla scrittrice Nadia Terranova) ed è in finale al Premio Letterario Chianti.

 

• LA LOCATION •

Storia e leggenda si fondono a Leucaspide in scenari di struggente bellezza. Nata nel Cinquecento come masseria, fu acquistata nel secolo successivo dalle monache di Santa Chiara di Taranto che la detennero per circa duecento anni. In quel periodo l'uliveto della masseria divenne uno dei più imponenti del territorio, tanto da rendere necessaria la costruzione di un trappeto per la trasformazione delle olive all'interno della struttura stessa. Negli anni post-unitari, in seguito all'abolizione delle istituzioni religiose, alcune proprietà ecclesiastiche passarono allo Stato e ciò accadde anche per la tenuta di Leucaspide. Così nel 1869 l'italo-inglese sir James Lacaita, senatore del Regno, la acquistò adibendola a suo ritiro estivo. Al suo interno ospitò importanti personaggi dell’epoca: l'imperatrice Vittoria con le sue figlie, Gioacchino Murat, Giuseppe Bonaparte, il direttore del Museo di Taranto Luigi Viola, il banchiere Carlo Cacace e i feudatari più facoltosi della provincia ionica. Tra i molti ospiti di rilievo va ricordata la presenza della scrittrice di viaggio Janet Ross che subì il fascino di questo posto. Continuando la tradizione ottocentesca, la Masseria Leucaspide si propone, oggi come allora, come suggestiva location in cui celebrare eventi importanti. La struttura, immersa nel verde, si trova a pochi chilometri da Taranto, in agro di Statte.

 

• I VINI •

La famiglia Tagliente si è dedicata da sempre con grande passione alla coltivazione dei vigneti. Questa dedizione, unita allo spirito di sacrificio, è stata trasmessa da Domenico e Margherita ai loro figli. Forti delle proprie convinzioni e con il fine di fare al meglio viticoltura ed esaltare la bontà delle produzioni vinicole che il territorio è capace di dare, hanno pensato di valorizzare i vitigni autoctoni. Stiamo parlando di uve quali il Primitivo, la Verdeca, Il Fiano Minutolo, oltre ad alcuni vitigni alloctoni che, uniti ai nostri, danno vini di grande struttura e serbevolezza. Con l'obiettivo di mantenere un’unica entità tecnica e produttiva capace di affrontare le sfide del mercato, i fratelli Tagliente hanno dato vita alla società agricola e cantina denominata Lama di Rose. Nel 2003 aprono la cantina per la trasformazione dell’uva, che vanta una superficie di circa 28 ettari, di cui diciotto a vigneto, cinque a oliveto, quattro a seminativo e uno di macchia mediterranea. In questi ultimi anni Lama di Rose si va arricchendo di nuove componenti che stanno dando all’azienda idee innovative, la linfa vitale di un’impresa giovane e moderna. Attualmente i vini prodotti sono i seguenti: Pizzichicchio (primitivo IGP Salento), Fucaraz (primitivo IGP Salento), Tufaja (pinot bianco IGP Salento), Cabernet (rosso IGP Salento), Broj (Verdeca), Zippero (rosato). Tutti i vigneti sono ubicati nei Comuni di Crispiano e Massafra. La cantina e il punto vendita si trovano a Crispiano, in via Paganini.

Ha preso il via a Taranto Medimex 2021, International Festival & Music Conference promosso da Puglia Sounds, il programma della Regione Puglia per lo sviluppo del sistema musicale regionale attuato dal Teatro Pubblico Pugliese. Sino a domenica 19 settembre ci sarà un fitto programma, in presenza e in streaming, di showcase, incontri d’autore, mostre, attività professionali, scuole di musica, film e presentazioni. Sono numerosi gli  ospiti tra i quali Laurie Anderson, Ligabue, Negramaro, Joe Talbot (Idles), Malika Ayane, Alan Mc Gee, Brian Message, Mahmood, Coma_Cose, Willie Peyote, Gaia, Gemello, Aiello, Motta, Speranza. Non saranno in questo caso concerti, stante i limiti imposti dal Covid e il fatto che gli artisti internazionali per quest’anno non stanno ancora viaggiando, ma incontri e dibattiti sulla musica, tra live e in collegamento da remoto.

 

Oggi si parte alle 17, al Caffè letterario nella città vecchia, con la presentazione di “Patti Smith – La forza della parola” di Patrizia De Rossi, modera Dado Minervini. Patti Smith è stata protagonista il 9 giugno 2019 dell’ultimo concerto dal vivo del Medimex prima dell’arrivo della pandemia. Tra gli eventi più importanti del Medimex, che per il terzo anno é a Taranto dopo essere stato a Bari in passato, c’è quello di domani alle 19 al MarTa, il Museo archeologico  nazionale. Si inaugura infatti la mostra Kevin Cummins: Joy Division and Beyond. Si tratta di oltre 50 fotografie ai sali d’argento che ripercorrono la straordinaria avventura dei Joy Division e la storia musicale e culturale della città di Manchester con scatti che ritraggono New Order, Smiths, Stone Roses, Happy Mondays fino ad arrivare agli Oasis. Ci sono  anche immagini di paesaggio urbano per raccontare quella che è la storia della rinascita, partita dal basso, di una interna comunità. Kevin Cummins è stato il capo-fotografo di New Musical Express per oltre un decennio, i cui scatti profondamente iconici fanno ormai parte del nostro immaginario collettivo, come la famosa immagine di Ian Curtis con l’impermeabile e la sigaretta in bocca, oppure alla silhouette di Morrissey sotto l’Iron Bridge di Manchester. 

Taranto diventa una galleria a cielo aperto con i colori e il talento di 16 street artist che sono protagonisti della seconda edizione del festival “T.R.U.St. – Taranto Regeneration Urban and Street”. Coinvolti nella iniziativa anche la Regione Puglia e le associazioni Rublanum e Mangrovie, curatrici dell’evento. Lo scorso anno c’è stato il debutto con i murales delle “case bianche” nel quartiere Paolo VI, alla periferia nord della città. “La  comunità di Taranto si sta emancipando - ha dichiarato il sindaco Rinaldo Melucci – e stiamo dando un’immagine diversa del territorio che attira investitori e interessi diffusi. È lo scopo del piano di transizione 'Ecosistema Taranto'. Sapevamo che avrebbe richiesto tempo, ma ora è un processo che sta arrivando ovunque, anche nelle periferie, dove stiamo contestualmente investendo risorse per la rigenerazione urbana”. 

 

 Belin, lo spagnolo fautore del post-neocubismo che segue nelle sue opere murali le orme di Picasso, Elisa Capdevila e le sue delicate trame pittoriche, le eroine femminili di Lidia Cao o la quotidiana intimità ritratta da Helen Bur, arrivando fino a Jorit, lo street-artist napoletano divenuto famoso per le cicatrici che 'vestono' i suoi volti: sono solo alcuni dei nomi degli streetartist che partecipano alla seconda edizione di T.R.U.St.. Ci sono poi altri esponenti europei della street-art, da 3ttman (Francia) a Kraser, Marta Lapeña e Slim Safont (Spagna), nonchè gli italiani Tony Gallo, Attorrep, Carlitops, Mr. Blob, Nico Skolp, Psiko e SteReal. L’evento si svolge in diversi quartieri e zone: Salinella, Tramontone, Paolo VI, Borgo, sottopasso di via Ancona e città vecchia. Contestualmente, saranno avviate anche attività laboratoriali che coinvolgeranno ragazzi e residenti. 

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