Ormai ci siamo. E’ quasi tutto pronto per la XVI edizione de “l’Angolo della Conversazione”nota rassegna culturale organizzata dallo Yachting Club con il prezioso supporto della BCC di San Marzano e in collaborazione con le librerie Ubik di Taranto e Mondadori bookstore via De Cesare-Taranto e vari partner tra cui Programma Sviluppo.Nonostante le difficoltà legate al Covid-19, lo stabilimento balneare di San Vito non ha voluto rinunciare all’atteso appuntamento estivo che sarà caratterizzato, come al solito,da una serie di eventi serali che spaziano dai libri all’intrattenimento, dal teatro agli incontri con esponenti della cultura e del giornalismo. Tutti i dettagli verranno svelati nel corso di un’apposita conferenza stampa prevista per martedì 7 luglio (ore 10) allo Yachting Club. Oltre ai titolari dellastruttura, Gianluca Piotti e Daniela Musolino, presenzieranno il vice sindaco di Taranto e assessore alla cultura, Fabiano Marti, l’assessore regionale allo sviluppo economico, Cosimo Borraccino, il neo presidente della BCC di San Marzano, Emanuele di Palma e il direttore generale di Programma Sviluppo, Silvio Busico. La rassegna si avvale del patrocinio del Comune di Taranto.

Da ieri il castello aragonese di Taranto, della Marina Militare, è di nuovo aperto alle visite guidate dopo l’interruzione per il Covid ed è soprattutto visitabile per intero, visto che ieri è stata inaugurata un’ala, il cosiddetto “Maschio” del Castello, sinora chiusa per lavori di restauro.

     Come ha spiegato l’ammiraglio Francesco Ricci, curatore del castello, “oggi si corona un lavoro che per quanto riguarda il restauro del “Maschio” ha richiesto quasi due anni ed è stata opera estremamente meritoria del team di restauro del castello. Team - ha rilevato Ricci - che ha fatto qualcosa di straordinario perché in due anni ha riportato alla luce il “Maschio” così come era 500 anni fa e i risultati sono stati estremamente interessanti per diversi motivi. Abbiamo infatti riportato il “Maschio” nella configurazione che aveva prima che lo coprissero di intonaco nell’800 e nel ‘900. Poi - ha aggiunto Ricci - è diventato molto più bello, perché non c’è paragone tra come era prima e come è adesso, e anche dal punto di vista della sicurezza è migliorato perché tendevano a staccarsi alcune parti”. Infine, ha detto Ricci, “ed è la cosa più importante, riportando alla luce le strutture murarie sottostanti l’intonaco, è emersa la struttura originaria del “Maschio” con due aperture originarie, al piano terra e al primo piano, che sono tipiche delle strutture castellari del dodicesimo-tredicesimo secolo. Questo - ha affermato Ricci - ci permette di retrodatare il “Maschio” al periodo svevo-angioino o addirittura normanno. Trovata poi la cornice di una finestra realizzata con delle rosette a punta di diamante, appartenenti al periodo angioino. Quindi il “Maschio” risale con ogni probabilità - ha spiegato Ricci - al periodo normanno, svelo, angioino ed è stato poi incorporato dagli aragonesi nel loro castello”. 

 

Restauro, ricerca archeologica e  apertura al pubblico, sono i tre aspetti della valorizzazione del castello di Taranto, ha aggiunto Ricci, che ha poi sottolineato che la ricerca ha permesso di scoprire tracce che risalgono a quasi tremila anni di storia mentre l’anno scorso i visitatori hanno tagliato il traguardo di un milione a partire dal 2005, anno dell’apertura al pubblico del maniero. Col restauro del “Maschio”, ha detto ancora Ricci, “abbiamo superato il 75 per cento dell’intero castello” che ha poi dato atto all’ammiraglio Salvatore Vitiello, attuale numero 1 della Marina Militare a Taranto, che “pensa al successo dell’impresa, ad avere sempre più visitatori e a far avanzare il restauro archeologico”.

   Lo scorso anno il castello di Taranto, tra i beni culturali pugliesi più visitati, ha registrato l’afflusso di 138.587 visitatori, superando del 14% risultato ottenuto nel 2018 di  121.575 visitatori. Di questi, sono 68.284 dall’Italia, Taranto esclusa, e 20.991 stranieri.

 

Alla scoperta della “città segreta”, dentro e fuori di noi.

Anche quest’anno, in continuità con il progetto triennale P.A.S.S.I. (Progetto, Arte, Spettacolo, Scoperta e Innovazione nella Terra delle Gravine), il Teatro delle Forche ha voluto fortemente progettare un’iniziativa estiva dedicata a bambini.

S’intitola “La città segreta” ed è un laboratorio che fonde le pratiche del teatro alle pratiche dell'abitare.

Un percorso nuovo per piccoli esplorat(t)ori che si svolgerà dal 22 al 26 Giugno, di mattina, dalle ore 9.00 alle 12.00, al Teatro Comunale di Massafra (Piazza Garibaldi), con tappe di esplorazione urbana.

Il laboratorio è rivolto a bambini di età compresa tra i 6 e i 12 anni. Per maggiori informazioni e costi: www.teatrodelleforche.com; 0998801932/3497291060.

"La città segreta" è pronta a prendere vita, in forma ludica e partecipata, attraverso esercizi teatrali, narrazioni e drammatizzazioni ma anche attraverso pratiche creative di architettura urbana, nuovi linguaggi audiovisivi per accorciare le distanze ed esplorare il mondo con occhi nuovi.

Nel calendario di lavoro anche passeggiate urbane di interesse architettonico e storico-paesaggistico.

Un intenso viaggio in uno spazio di condivisione, di rispetto e di fiducia accompagnato da un fare costruttivo e creativo, stimolando l’immaginario dei bambini e ricorrendo al prezioso aiuto delle arti.

"La città segreta si rivela ai piccoli artisti attraverso l’uso dei cinque sensi: vista, udito, tatto, olfatto e gusto.

Allenarci ad un approccio multisensoriale ci consentirà di conoscere noi stessi e approfondire la conoscenza dell’altro.

Pur nella distanza che questo tempo c’impone, ci ritroveremo - ognuno per sé - nelle nostre pratiche di ‘vicinanza’. Riconoscerci attraverso lo sguardo, ascoltare i suoni della città, manipolare l’argilla per darle forma, sapere distinguere le piante aromatiche dagli odori, trasformare le materie prime in una merenda gustosa.

L’opera pittorica ospitata nel manifesto è firmata dall’architetto Francesco Tinelli che ringraziamo per la preziosa collaborazione.” 

Si intitola “Libera” e parla della volontà femminile di potersi liberamente realizzare. Il cantautore ha voluto supportare l’associazione tarantina che si occupa del contrasto alla violenza sulle donne e Amref Italia. Da oggi è su YouTube il videoclip

 

 

Il cantautore tarantino Emanuele Barbati sostiene l’associazione Alzàia Onlus. La collaborazione è nata in occasione dell’uscita di “Libera”, il nuovo singolo da qualche giorno in rotazione radiofonica e disponibile su tutti gli store digitali.

 

Barbati la definisce “una canzone femminista vestita di romanticismo cantautorale”, che racconta la forza tutta femminile di resistere alle brutture della società moderna e la caparbietà nel rivendicare i propri spazi, la volontà di potersi liberamente esprimere e realizzare. Quello dell’artista di Lizzano è un omaggio all’attivismo femminile nei vari campi della società (diritti umani e di genere, ambientalismo, affermazione lavorativa e personale), tema caro ad Alzàia e su cui è impegnata tutti i giorni. “Libera” è un invito affinché le rivendicazioni femministe trovino sempre più voce nell’universo maschile, superando finalmente l’appartenenza di genere. Dalle chiare sonorità alternative-pop, è un brano che strizza l’occhio alla musica attuale.

 

La onlus tarantina Alzàia da sempre sostiene progetti a supporto delle donne e attività che affrontano tematiche legate all’identità di genere per abbatterne limiti e pregiudizi. Proprio per questo ha creduto da subito nella collaborazione con il cantautore Emanuele Barbati ed è soddisfatta per l’attenzione da lui dimostrata: “La sua ‘Libera’ è un inno alla vita, alla gioia e alla libertà - dichiarano dall’associazione - E il bellissimo videoclip ci regala la piacevole sensazione di speranza che ogni donna possa davvero diventare chi desidera essere”.

 

Proprio da oggi è on line anche il video della canzone (https://www.youtube.com/watch?v=b4K_Yw3-sd4), realizzato durante il lockdown con materiale amatoriale e d’archivio: Barbati ha voluto raccontare, in un susseguirsi di clip, le fasi di crescita di alcune ragazze, dalle prime ore di vita all’età adulta. L’idea era quella di lasciare, in chi guarda, la sensazione che in ogni bambino, ma in questo caso in ogni donna, ci sia un seme di rivoluzione da proteggere.

 

Il singolo dell’artista, uscito per l’etichetta luovo ed edito da iCompany, supporta anche un importante progetto di Amref Italia, quello che promuove gli studi delle giovani ragazze sud sudanesi del liceo scientifico femminile a Maridi e i progetti dell’organizzazione sanitaria a sostegno della salute delle donne. La canzone è distribuita da Artist First ed è stata registrata, mixata e masterizzata da Stefano Manca al Sudestudio.

 

 

ALZÀIA ONLUS è un’associazione nata nel 2007 al fine di accogliere e supportare in maniera concreta le donne che subiscono violenza. Da anni è impegnata a contrastare ogni forma di maltrattamento di genere attraverso la promozione di attività legate al cambiamento culturale, alla sensibilizzazione e prevenzione del fenomeno della violenza su donne e sui minori. Alzàia opera attraverso CAV e Sportelli Antiviolenza presenti negli ambiti territoriali di Taranto, Manduria e Grottaglie dove le donne possono accedere ai servizi di accoglienza telefonica e diretta, sostegno e consulenza psicologica, legale e sociale, oltre a inserimento e accompagnamento nell’ambito lavorativo. A tutte le donne viene garantita la massima riservatezza e la gratuità di tutti i servizi offerti. La onlus è formata da una equipe di professioniste che ogni giorno lavora insieme dando vita a veri e propri “laboratori sociali” in cui si sperimentano relazioni virtuose e azioni di prevenzione, formazione, comunicazione e sensibilizzazione. Inoltre svolge promozione sociale e culturale attraverso spettacoli, seminari e convegni; corsi di sensibilizzazione e corsi per nuove volontarie; attività e laboratori all’interno delle scuole per sensibilizzare alla violenza di genere; attività di ufficio stampa.

 

Contatti:

Telefono - 327.1833451 (reperibilità H24)

Sito - http://www.associazionealzaia.it/  

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EMANUELE BARBATI è un compositore e autore tarantino.

Laureato col massimo dei voti e menzione in Musicologia e storia della musica, ha studiato chitarra, pianoforte e produzione musicale presso il CPM Music Institute di Milano, diretto da Franco Mussida. Al suo terzo singolo edito per luovo/icompany, si appresta all’uscita del nuovo disco. Ha tradotto in dialetto salentino “Il piccolo principe” per l’editrice tedesca Edition Tintenfass - distr. Feltrinelli).

 

Si tiene questa sera a Taranto il primo concerto live post lockdown. Avrà inizio alle 20.30 sulla rotonda del Lungomare, 200 gli invitati, ed è un evento che vuole costituire un ringraziamento a quanti, medici, operatori sanitari e non, rappresentanti delle forze dell’ordine e altri protagonisti, nelle scorse settimane si sono impegnati sul fronte Coronavirus tra assistenza, prevenzione e sostegno sociale. E saranno proprio loro gli invitati selezionati per l’evento. Protagonisti del concerto, l’orchestra della Magna Grecia di Taranto, Istituzione convertistico musicale (Ico), il cantante Al Bano Carrisi, il cantautore Renzo Rubino (che è di origine tarantina) e il tenore Gianluca Terranova. Al Bano, tra l’altro, si esibirà nell’Ave Maria di Gounod, Renzo Rubino, invece, porterà sul palco i suoi pezzi lanciati a Sanremo, da “Il Postino” a “Custodire”, mentre il tenore Gianluca Terranova - recentemente protagonista con Vanessa Incontrada in Rai nella mini serie tv dedicata e ispirata al maestro Caruso - dedicherà a Taranto “Era de Maggio” di Mario Costa. Con i tre artisti, i 70 professori dell’Orchestra della Magna Grecia diretti dal maestro Piero Romano. Lo spettacolo - trasmesso in diretta da emittenti televisive, radiofoniche e siti - sarà presentato da Mauro Pulpito ed è, spiegano i promotori, “il primo vero dopo i mesi di lockdown”. 

 

 L’evento “è dedicato dall’Amministrazione comunale di Taranto proprio a chi in queste settimane di paura e difficoltà si è speso nelle strutture sanitarie e in quelle di sostegno alla persona”“Oggi ripartiamo grazie al sacrificio e al lavoro di donne e uomini che durante l’emergenza epidemiologica non si sono mai fermati - dice il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci -. Ogni operatore sanitario, ogni componente delle forze dell’ordine, ogni volontario ha contribuito alla nostra sicurezza, è stato la garanzia sulla quale abbiamo costruito la speranza di poter tornare a riappropriarci della vita di sempre. Oggi sta accadendo e lo celebriamo con la cultura, con la musica. Dedichiamo a queste donne e a questi uomini l’armonia e la leggerezza di una serata che ci riporta alla socialità e alla normalità”, conclude il sindaco di Taranto. Sulla rotonda del Lungomare è in allestimento in queste ore un grande palco previsti una serie di divieti di sosta e di circolazione nell’area interessata. 

Il 15 giugno, dalle 20.30,sulla rotonda del Lungomare di Taranto, Al Bano Carrisi, Renzo Rubino e il tenore Gianluca Terranova saranno in concerto per gli “eroi” Covid.Con i 3 artisti, anche i 70 elementi dell’orchestra Istituzione concertistica musicale (Ico) della Magna Grecia di Taranto, mentre la presentazione della serata è affidata a Mauro Pulpito. Un allestimento imponente, si spiega, con un sistema di luci che porta la firma di uno dei più accreditati Light designer italiani. Un concerto che il Comune di Taranto dedica a 200 ospiti selezionati tra i medici, gli infermieri e ai protagonisti della lotta al Covid in Puglia. L’amministrazione comunale di Taranto, si afferma in una nota, “non ha mai smesso di accompagnare la comunità con l’ascolto privilegiato di musica in ogni suo genere attraverso i canali social e la filodiffusione collegata al teatro cittadino”, si tratta del Fusco. “Durante tutto il periodo del lockdown - commenta l’assessore comunale alla Cultura, Fabiano Marti -, abbiamo lanciato continui segnali per far capire a tutti che non avevamo alcuna intenzione di mollare. Ma ora - dice Marti - è arrivato il momento di ripartire, anche se con tutte le limitazioni necessarie. E abbiamo deciso di farlo alla grande, con la nostra Orchestra della Magna Grecia e con tre testimonial d’eccezione come Al Bano, Renzo Rubino e Gianluca Terranova”. Ma per l’assessore alla Cultura del Comune di Taranto, “i veri ospiti d’onore della serata saranno i 200 rappresentanti di tutte le categorie che, durante il periodo terribile che abbiamo trascorso, hanno prestato il loro servizio volontario o professionale per il bene della comunità. Vogliamo ripartire da loro - rileva l’assessore Marti -, vogliamo ripartire dalla musica, vogliamo ripartire da dove eravamo rimasti”.Il concerto di Taranto, spiegano gli organizzatori, sarà la prima esibizione live per i tre artisti “e sarà una performance unica nel suo genere in cui la potenza vocale di Al Bano e la cifra musicale di Renzo Rubino incontreranno il tema stilistico del tenore Terranova sulla musica scandita dagli uomini e dalle donne dell’orchestra della Magna Grecia diretta dal maestro Piero Romano. "Dobbiamo riprendere con tutta la forza emotiva che era stata bruscamente interrotta e lo vogliamo fare rispettando tutte le prescrizioni Covid -commenta Piero Romano, direttore dell’Orchestra della Magna Grecia -, ma non rinunciando a nessuno dei professori della nostra Orchestra”. “In questi mesi - dice ancora Romano - abbiamo sviluppato una creatività social che sarà sicuramente affiancata in futuro alle attività di produzione dal vivo, ma da oggi siamo più consapevoli di quanto sia bello ed importante condividere la nostra arte nei teatri e nelle piazze”. 

La giunta comunale di Taranto lancia l’open call for artists “Bonus Mecenate”. Si tratta di una call rivolta a giovani artisti di età compresa tra i 18 e i 35 anni (ammessa anche la partecipazione di gruppi artistici) e residenti in Italia o in un Paese dell’Unione Europea. I candidati dovranno presentare un progetto che, attraverso diverse forme d’arte, “rappresenti i cambiamenti che influenzano il nostro modo di vivere nelle città del presente, individuarne criticità e potenzialità, registrare le sfide, anticipare i cambiamenti del futuro”. “In particolare - spiega il Comune di Taranto - i progetti artistici dovranno vertere sul fondamentale tema della transizione della città di Taranto a cui l’amministrazione sta lavorando”. Il budget complessivo disponibile è di 30 mila euro e saranno finanziati un massimo di 10 progetti con un contributo che non potrà superare i 5 mila euro per singolo progetto. Una giuria tecnica valuterà e selezionerà  i progetti per definire l’entità del contributo da erogare sulla base delle schede tecniche pervenute. La partecipazione è gratuita.  Le candidature dovranno pervenire all’indirizzo  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.  entro le 12 del 30 giugno prossimo. Le tecniche artistiche ammesse sono: Arte Urbana, Scultura e Installazione, Art Design, Fotografia, Arte Ambientale. Nel bando sono indicati i luoghi di massima scelti, ma sarà possibile per gli artisti indicare altri luoghi che riterranno più adatti all’installazione presentata. 

 

Il Covid non blocca Piano Lab,  l’evento di musica giunto alla sua quarta edizione, targato Ghironda. Con una formula rispettosa delle prescrizioni di sicurezza, Piano Lab torna infatti l’8 e 9 agosto nel centro storico di Martina Franca (Ta). Ottanta i musicisti che si sono iscritti per l’evento,  diventato, spiegano gli organizzatori, “un appuntamento di grande richiamo turistico e culturale”. Si tratta di una maratona pianistica della durata di due giorni, “Suona con noi”, con gli interpreti pronti a darsi il cambio nelle varie postazioni dislocate nel centro storico.

Gli organizzatori spiegano che “la formula resta la stessa nonostante le nuove disposizioni in materia di spettacolo dal vivo a causa dell’emergenza sanitaria. Cambiano naturalmente le modalità di accesso ai luoghi, dove il numero di posti disponibili per il pubblico verrà limitato alle norme di sicurezza previste e sarà necessaria la prenotazione obbligatoria”. E aggiungono gli organizzatori, “proprio per l’adeguamento alle linee guida anti-contagio, la realizzazione della quarta edizione di Piano Lab comporterà uno sforzo maggiore sul piano finanziario e organizzativo”. L’ideatore della manifestazione, Giovanni Marangi, dichiara di aver sempre avuto fiducia che quest’estate l’iniziativa potesse tenersi. “Eventualità -evidenzia  Marangi -nella quale hanno evidentemente confidato in tanti se durante le settimane di lockdown si sono prenotati più di ottanta pianisti sulla piattaforma attraverso la quale devono obbligatoriamente registrarsi i partecipanti. Possono essere musicisti professionisti, docenti, studenti o anche dilettanti e semplici appassionati”.

Con una piccola cerimonia, stamattina ha riaperto le sale al pubblico il Museo archeologico nazionale di Taranto, in sigla MarTa. Era chiuso dall’8 marzo a causa Coronavirus. Con i suoi reperti, statue, manufatti, oreficerie, il Museo di Taranto è tra i più importanti al mondo per la comprensione e la conoscenza della civiltà e della storia della Magna Grecia, di cui Taranto nell’antichità fu capitale. Alcune delle sue collezioni negli anni sono state portate anche all’estero.

 

“Un giorno importante, dopo quasi tre mesi di chiusura, quello della riapertura al pubblico” ha detto questa mattina la direttrice del Museo, Eva Degl’Innocenti. “È un luogo sicuro, sicuro al cento per cento, e abbiamo voluto attendere proprio per poter offrire un Museo con dispositivi di sicurezza. Il Museo - ha detto Degl’Innocenti - non solo riapre in piena sicurezza ma con una intensa attività culturale. Infatti, per quello che faremo, ci sarà un MarTa on demand con un rapporto più ad personam. Non ci dobbiamo più concentrare solo sui numeri ma prenderci il tempo per dedicarci molto di più alle varie tipologie di pubblico e alla qualità”. “Valorizzeremo i tesori mai visti dei depositi del MarTa - ha spiegato la direttrice dell’archeologico nazionale di Taranto - che, come si sa, sono tra i più ricchi al mondo tra i Musei archeologici”. 

 

-“Quindi ogni settimana - ha aggiunto -, per tre giorni alla settimana, ci sarà la possibilità di avere una spiegazione, una conversazione con gli operatori del Museo sui tesori mai visti. Ci sarà anche programmazione per bambini ma, sopratuttto, un elemento di punta che sarà il nostro Fab Lab, il laboratorio digitale creativo che per il momento ha operato on line con l’e-learning, riscuotendo un grande successo, e invece ci sarà - ha affermato ancora Degl’Innocenti - proprio l’attività, con due fine settimana al mese, gratuita”. “E partono anche gli abbonamenti per  le attività per le varie tipologie - ha annunciato oggi la direttrice del Museo nazionale di Taranto -, la family card, la card per ragazzi, l’individuale e i seniores. È quindi un MarTa ancora più dinamico di prima e però con la piacevolezza di prendersi tutto il tempo per la propria visita”. “Ingressi contingentati - ha concluso Degl’Innocenti - con la prenotazione prevalentemente  on line su piattaforma oppure telefonando al numero fisso del servizio di biglietteria”.

Turco “la riapertura ci da segnali di normalità”

 

- “La riapertura oggi del Museo nazionale di Taranto ci da segnali di normalita. Normalità che abbiamo perso in questi lunghi mesi, speriamo  che attraverso questo ulteriore tassello riconquistiamo normalità di vita”. Lo ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, con delega alla programmazione economica, Mario Turco, intervenendo questa mattina a Taranto alla riapertura. 

 

Nello stesso tempo - ha detto Turco riferendosi alla fase post Covid  - i sacrifici saranno tanti, la risalita sarà molto lunga, e però uniti riusciremo a superare questa ulteriore sfida. Oggi  è anche festa della Repubblica e vogliamo associare questa riapertura al ricordo di quella festa che ci fu nel ‘46 che, allora come oggi, viviamo con una tristezza dentro, che è quella del passato, e con una speranza per il futuro che sta a noi tutti, con i nostri comportamenti responsabili, riconquistare e ricostruire”. Per il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, presente stamattina alla riapertura del Museo, “il 2 giugno è stato un momento di riconciliazione per tutti quanti noi, un momento di ricostruzione dopo la guerra, un momento di ripartenza. E oggi,  oltre ad essere una giornata di festa e di memoria, ha questo dna. Dopo la pandemia, il fatto che si riparta, si ricostruisca, a cominciare dalla cultura - ha rilevato il sindaco di Taranto -, è veramente anche un segno di riconciliazione di questo territorio, di fiducia per i giorni che ci aspettano”. “Siamo pieni di criticità, di problemi che dobbiamo affrontare - ha sostenuto il sindaco Melucci -, però il fatto che si continui ad investire sulla cultura, e che questo simbolo identitario della città, che è il MarTa, decida di riaprire oggi, è veramente un bel segnale. È doppiamente festa per noi”.

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