OMICIDIO A TARANTO/ "Avete ucciso mio fratello senza motivo?"
Scritto da Redazione1"Ieri la 5:30 della mattina hanno tolto la vita di Mio fratello maggior a Taranto. Avete ucciso il mio fratello maggior. Sono rimasto senza fratello maggior senza motivo? Mia famiglia pieno di lacrime e cuore spezzato oggi con dolore più forte Che c'e la abbiamo oggi Una persona silenziosa. Come lui. Una persona più importante della mia vita. Avete ucciso padre dì qualcuno. Avete ucciso marito di qualcuno. Avete ucciso figlio di qualcuno. Mi avete fatto qualcosa cosa che non potrò mai dimenticare.."
Queste le parole strazianti con cui il fratello di Sacko Bakari il 35enne di origine malese accoltellato in piazza Fontana, esprime il proprio dolore per una morte assurda, forse alimentata da un banale diverbio, di certo sconvolgente e inaccettabile. Mentre si indaga per far piena luce sul tragico episodio giunge l'intervento dell'Associazione Babele che dichiara "Un giovane lavoratore ucciso mentre aspettava di andare in campagna a guadagnare pochi soldi.
Non uno straniero, ma un uomo con un nome e cognome, un lavoratore, incensurato, irreprensibile, che pagava tasse, affitto, e che manteneva la sua famiglia. Ucciso senza motivo".
"La tragica uccisione di Bakari Sako, giovane uomo originario del Mali,
avvenuta ieri nella nostra città, in Piazza Fontana ci colpisce
profondamente e scuote la coscienza della nostra comunità.
-Scrive in una nota il
Presidente del Consiglio comunale di Taranto Gianni Liviano-
Di fronte a una vita spezzata in modo così brutale, il primo
sentimento è quello del dolore umano e della vicinanza a chi oggi
piange questa perdita: ai suoi familiari, agli amici, alla comunità
maliana e a tutte le persone che vivono nel nostro territorio cercando
dignità, sicurezza e futuro.
Sento il dovere di esprimere una ferma condanna verso ogni forma di
violenza, odio, sopraffazione e disprezzo della vita umana.
Nessuna periferia sociale, nessun disagio, nessuna rabbia può
trasformarsi in giustificazione della violenza.
La comunità che vogliamo costruire è un’altra cosa.
È una comunità fondata sul rispetto della persona, sulla solidarietà,
sull’accoglienza e sulla convivenza civile. Una comunità che non
lascia spazio all’indifferenza, alla cultura della violenza o alla
disumanizzazione dell’altro.
Chi arriva nel nostro Paese e nelle nostre città in cerca di pace,
lavoro e speranza deve sentirsi parte di una comunità che tutela i
diritti e riconosce il valore di ogni vita umana, senza distinzione di
origine, colore della pelle o condizione sociale.
Oggi più che mai abbiamo bisogno di educazione al rispetto, di
responsabilità collettiva e di un impegno forte delle istituzioni,
della scuola, delle famiglie e della società civile per contrastare il
degrado culturale e umano che genera violenza."
OMICIDIO A TARANTO/ Libera contro le mafie: servono diritti, lavoro dignitoso, scuola, welfare, politiche sociali e spazi di comunità
Scritto da Redazione1Ancora sangue per le strade di Taranto. Ancora una vita spezzata nella Città Vecchia, un uomo di 35 anni ucciso all’alba in Piazza Fontana al termine di una violenta aggressione. Di fronte a fatti così gravi non possiamo limitarci alla cronaca o all’indignazione del momento. Ogni omicidio, ogni episodio di violenza estrema che attraversa i nostri quartieri, ci parla di marginalità sociale, degrado, povertà educativa, assenza di presìdi culturali e di una normalizzazione della violenza che le mafie alimentano e sfruttano.
È quanto si legge in in una nota a firma di Remo Pezzuto, Referente provinciale del Coordinamento di Libera contro le Mafie.
Come Coordinamento di Libera Taranto crediamo che la sicurezza non possa essere affidata soltanto alla repressione, pur necessaria. Serve una presenza concreta dello Stato attraverso diritti, lavoro dignitoso, scuola, welfare, politiche sociali e spazi di comunità. La Città Vecchia non può essere lasciata sola né trasformata in un luogo dove disperazione e illegalità diventano l’unico orizzonte possibile.
Allo stesso tempo, è necessario interrogarsi seriamente sulla presenza dei presìdi di sicurezza sul territorio. Non si può lasciare sguarnita una piazza delicata come Piazza Fontana, ancor più durante i giorni della festa patronale, quando la città vive momenti di grande partecipazione popolare e le presenze aumentano sensibilmente. Proprio in queste occasioni - prosegue Pezzuto- sarebbe necessario rafforzare e distribuire in maniera capillare i controlli e la presenza delle istituzioni, affinché i luoghi della socialità e della tradizione non vengano consegnati all’abbandono o alla violenza.
Colpisce inoltre che la vittima fosse un cittadino straniero: un elemento che ci richiama ancora una volta al dovere di costruire inclusione, accoglienza e dignità, contrastando ogni forma di sfruttamento, ghettizzazione e invisibilità sociale. Esprimiamo vicinanza ai familiari della vittima e chiediamo che venga fatta piena luce su quanto accaduto. Ma chiediamo anche alla politica, alle istituzioni e alla società civile di assumersi fino in fondo la responsabilità di ricostruire legami sociali e speranza in una città troppo spesso raccontata solo attraverso il dolore e la violenza.
Ed essendo stato il delitto compiuto il 9 maggio, questa riflessione assume un significato ancora più profondo. Nel giorno in cui ricordiamo Peppino Impastato, assassinato dalla mafia per il suo coraggio e la sua libertà, sentiamo ancora più forte il dovere di affermare un’altra idea di società. Peppino ci ricordava che “la bellezza è la più grande forma di resistenza contro la mafia”: una bellezza fatta di cultura, partecipazione, giustizia sociale, relazioni umane e cura dei luoghi. Taranto ha bisogno di altro. Ha bisogno di vita, bellezza, giustizia sociale, libertà dalle mafie e da tutte le " culture" criminali.
EX ILVA/ USB: 60 lavoratori messi in cassa senza termine con un whatsapp
Scritto da Redazione1Acciaierie d’Italia, ex Ilva, ha inviato ai dipendenti addetti al treno lamiere del siderurgico di Taranto una comunicazione, con un messaggio whatsapp, con cui annuncia il ricorso alla cassa integrazione a ore zero senza termine finale. Circa 60, annuncia il sindacato Usb, sono i destinatari del reparto Treno Lamiere, di cui 25 addetti alla manutenzione e 15 preposti alla sicurezza dell’impianto. “Oltre il danno, la beffa, perché questo accade proprio nel momento in cui ci si aspettava dall’azienda un intervento efficace a tutela della sicurezza dei lavoratori su impianti e strutture, soprattutto nei reparti che presentano, con evidenza, grandissime criticità” commenta il sindacato. Per il quale “questo accade a pochi giorni dal grave episodio avvenuto proprio al reparto Pla/2 (Treno Lamiere), dove un cappellone industriale installato a oltre 20 metri di altezza - dice Usb riferendosi al crollo di una lampada per l’illuminazione del reparto - è precipitato all’interno del capannone, sfiorando quella che avrebbe potuto trasformarsi nell’ennesima tragedia sul lavoro all’interno dell’ex Ilva”. Per Usb, “difronte ad un evento gravissimo che solo per puro caso non ha provocato vittime, la risposta aziendale sembra quindi essere non quella di investire sul ripristino delle condizioni minime di sicurezza sul lavoro, ma quella di mandare a casa i lavoratori in cassa integrazione. Una scelta che appare ancora più incomprensibile, considerando che gli obblighi di sicurezza e manutenzione sono previsti dalla normativa anche con riferimento agli impianti fermi o non marcianti”. “Come Usb - dice il sindacato - denunciamo da tempo le condizioni critiche del reparto Treno Lamiere: strutture deteriorate dall’usura e dagli agenti chimici, coperture ormai ridotte a un colabrodo e infiltrazioni continue che, nelle giornate di pioggia, come è accaduto nelle ultime ore, riversano enormi quantità d’acqua all’interno del capannone e direttamente sugli impianti”.
OMICIDIO A TARANTO/ Un uomo di 33 anni ucciso a coltellate in piazza Fontana
Scritto da Redazione1Omicidio, questa mattina, a Taranto. Un cittadino straniero di 33 anni è stato accoltellato ed è morto. Il delitto è accaduto in piazza Fontana nella città vecchia. I soccorritori, una volta giunti sul posto, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso del giovane. Sul posto sono intervenuti Polizia e Carabinieri. Una lite scoppiata all’alba nella zona di Porta Napoli-porto mercantile. Questi i primi elementi fissati dalla polizia sulla morte del 35enne di origine malese, Sacko Bakari.
Il 35enne sarebbe stato colpito all’addome con un cacciavite. Mortali i colpi che gli sono stati inferti. La vittima Sacko Bakari risultava regolare sul territorio italiano e non aveva precedenti di polizia. La Squadra mobile, con il coordinamento del pm Francesca Paola Ranieri, è al lavoro per ricostruire dinamica e movente e risalire all’autore del delitto. Si stanno cercando elementi utili anche dalla visione delle immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona.
IN AGENDA/ Seminario sul cinema in Provincia: opportunità lavorative ed equilibrio emotivo per gli studenti di ProvinceXGiovani Taranto
Scritto da Redazione112 e 13 maggio, nel salone di rappresentanza della Provincia, dalle 9 alle 13
Proseguono le attività della Provincia di Taranto previste nel progetto "Giovani in Equilibrio – benessere e protagonismo per una comunità attiva", promosso dal programma Provincexgiovanidell’UPI (Unione Province Italiane) e finanziato dal Fondo per le Politiche Giovanili del Dipartimento per le politiche giovanili e il Servizio Civile universale della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Tra le azioni clou, nei giorni 12 e 13 maggio prossimi, è previsto un seminario esclusivo con "L'Ora Sesta Produzioni" che catapulterà gli studenti degli istituti Lentini-Einstein di Mottola, alberghiero Mediterraneo di Pulsano e degli istituti Righi, Cabrini e Archimede di Taranto, nel mondo del cinema, con esperti pronti a condividere trucchi del mestiere e storie dal set.
Al centro della due giorni di incontri dal titolo "1° Edizione degli Stati Generali del (giovane) Cinema Pugliese, dibattito ed incontri tra studenti e professionisti del settore cinematografico”. In arrivo per le scuole aderenti al progetto una full immersion pratica: gli studenti più motivati, infatti, saranno coinvolti a 360 gradi, assisteranno a riprese reali, imparando produzione, regia e mestieri come tecnico del suono o costumista.
Un filo rosso lega tutto al cortometraggio che in quegli stessi giorni si girerà a Taranto, “La Coperta", diretto da Anna Piscopo e prodotto da Luigi Palmulli (L’Ora Sesta Produzioni): nel film, infatti, l’emarginazione, fenomeno sociale sempre più presente nelle nostre città, è protagonista e rappresenta una condizione in cui chiunque, più facilmente di quanto comunemente si pensi, potrebbe ritrovarsi.
Il corto rientrerà, inoltre, nella categoria “GREEN FILM”, ovvero un progetto audiovisivo ecosostenibile dal punto di vista delrisparmio energetico, dei trasporti ed alloggi, della ristorazione e della gestione dei rifiuti. Anche tali aspetti saranno illustrati nel dettaglio agli studenti del seminario, promuovendo una cultura del rispetto dell'ambiente e sensibilizzandoli verso pratiche sostenibili nella produzione cinematografica. L’obiettivo è quello di trasformare l’evento in un'opportunità educativa integrata: ragazze e ragazzi che non solo si confrontano sui grandi temi mondiali, ma che applicano valori green al loro vivere quotidiano, per un futuro più equilibrato fatto di relazioni sane tra uomini, donne e ambiente.
Questi, i big del mondo del cinema che incontreranno i giovanistudenti tarantini:
• Gianluca Arcopinto, produttore candidato ai David di Donatello 2026 e premiato alla Festa del Cinema di Roma 2025;
• Flavio Tallone, produttore EndemolShine Italy;
• Giovanna Lupo, casting director;
• Giorgio Giannoccaro, direttore della fotografia;
• Fabrizio Ferracane, attore con Nastro d'Argento e premio BIF&ST Bari 2025;
• Anna Piscopo, regista;
• Magda Accolti Gil, costumista;
• Alessandro Piva, montatore in short list ai David 2026;
• Gianluigi Gallo, sound designer;
• Luigi Palmulli, produttore de "La Coperta".
Sul tavolo, aneddoti da kolossal come Il Trono di Spade, La Grande Bellezza di Sorrentino, Gomorra - La Serie, Galantuomini, passando per Malèna di Tornatore e Il Postino con Massimo Troisi, Caro Diario (Nanni Moretti), L’Imbalsamatore(M. Garrone), Il Commissario Montalbano (L.Zingaretti).
Puglia in primo piano con Italian Sud Est, Focaccia Blues e Il Miracolo di Winspeare (ambientato proprio a Taranto).
Un'occasione unica per stimolare creatività e orientamento professionale nei giovani, trasformando il cinema in nuove opportunità lavorative e strumento di equilibrio emotivo.
IN AGENDA/ Seminario sul cinema in Provincia: opportunità lavorative ed equilibrio emotivo per gli studenti di ProvinceXGiovani Taranto
Scritto da Redazione112 e 13 maggio, nel salone di rappresentanza della Provincia, dalle 9 alle 13
Proseguono le attività della Provincia di Taranto previste nel progetto "Giovani in Equilibrio – benessere e protagonismo per una comunità attiva", promosso dal programma Provincexgiovanidell’UPI (Unione Province Italiane) e finanziato dal Fondo per le Politiche Giovanili del Dipartimento per le politiche giovanili e il Servizio Civile universale della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Tra le azioni clou, nei giorni 12 e 13 maggio prossimi, è previsto un seminario esclusivo con "L'Ora Sesta Produzioni" che catapulterà gli studenti degli istituti Lentini-Einstein di Mottola, alberghiero Mediterraneo di Pulsano e degli istituti Righi, Cabrini e Archimede di Taranto, nel mondo del cinema, con esperti pronti a condividere trucchi del mestiere e storie dal set.
Al centro della due giorni di incontri dal titolo "1° Edizione degli Stati Generali del (giovane) Cinema Pugliese, dibattito ed incontri tra studenti e professionisti del settore cinematografico”. In arrivo per le scuole aderenti al progetto una full immersion pratica: gli studenti più motivati, infatti, saranno coinvolti a 360 gradi, assisteranno a riprese reali, imparando produzione, regia e mestieri come tecnico del suono o costumista.
Un filo rosso lega tutto al cortometraggio che in quegli stessi giorni si girerà a Taranto, “La Coperta", diretto da Anna Piscopo e prodotto da Luigi Palmulli (L’Ora Sesta Produzioni): nel film, infatti, l’emarginazione, fenomeno sociale sempre più presente nelle nostre città, è protagonista e rappresenta una condizione in cui chiunque, più facilmente di quanto comunemente si pensi, potrebbe ritrovarsi.
Il corto rientrerà, inoltre, nella categoria “GREEN FILM”, ovvero un progetto audiovisivo ecosostenibile dal punto di vista delrisparmio energetico, dei trasporti ed alloggi, della ristorazione e della gestione dei rifiuti. Anche tali aspetti saranno illustrati nel dettaglio agli studenti del seminario, promuovendo una cultura del rispetto dell'ambiente e sensibilizzandoli verso pratiche sostenibili nella produzione cinematografica. L’obiettivo è quello di trasformare l’evento in un'opportunità educativa integrata: ragazze e ragazzi che non solo si confrontano sui grandi temi mondiali, ma che applicano valori green al loro vivere quotidiano, per un futuro più equilibrato fatto di relazioni sane tra uomini, donne e ambiente.
Questi, i big del mondo del cinema che incontreranno i giovanistudenti tarantini:
• Gianluca Arcopinto, produttore candidato ai David di Donatello 2026 e premiato alla Festa del Cinema di Roma 2025;
• Flavio Tallone, produttore EndemolShine Italy;
• Giovanna Lupo, casting director;
• Giorgio Giannoccaro, direttore della fotografia;
• Fabrizio Ferracane, attore con Nastro d'Argento e premio BIF&ST Bari 2025;
• Anna Piscopo, regista;
• Magda Accolti Gil, costumista;
• Alessandro Piva, montatore in short list ai David 2026;
• Gianluigi Gallo, sound designer;
• Luigi Palmulli, produttore de "La Coperta".
Sul tavolo, aneddoti da kolossal come Il Trono di Spade, La Grande Bellezza di Sorrentino, Gomorra - La Serie, Galantuomini, passando per Malèna di Tornatore e Il Postino con Massimo Troisi, Caro Diario (Nanni Moretti), L’Imbalsamatore(M. Garrone), Il Commissario Montalbano (L.Zingaretti).
Puglia in primo piano con Italian Sud Est, Focaccia Blues e Il Miracolo di Winspeare (ambientato proprio a Taranto).
Un'occasione unica per stimolare creatività e orientamento professionale nei giovani, trasformando il cinema in nuove opportunità lavorative e strumento di equilibrio emotivo.
GIOCHI DEL MEDITERRANEO-TARANTO/ Rubati cavi per 100mila euro al nuovo stadio del nuoto
Scritto da Redazione1Un nuovo intoppo per i Giochi del Mediterraneo a poco più di 100 giorni dall’inaugurazione. I ladri hanno portato via decine e decine di metri di cavi elettrici da poco montati all’interno dello stadio del nuoto, uno degli impianti di punta dei Giochi con due piscine olimpioniche da 50 metri ciascuna, una coperta e l’altra scoperta. Si tratta di un investimento di oltre 40 milioni.
Ad accorgersi del furto sono stati gli operai dell’impresa Ferraro di Roma, vincitrice dell’appalto, quando oggi hanno riaperto il cantiere per una nuova giornata di attività. È in corso una valutazione del furto, che non ha riguardato solo i cavi ma anche le attrezzature e i materiali che le imprese subappaltatrici della Ferraro avevano all’interno di container utilizzati come deposito nell’area dei lavori.
Oggi, una volta completati inventario e quantificazione dei danni, la Ferraro depositerà in Questura la denuncia. Una prima sommaria stima relativamente ai cavi elettrici trafugati sarebbe intorno a 100mila euro. La zona dei lavori non sarebbe videosorvegliata, ma il cantiere è comunque presidiato di notte nella parte iniziale. Il furto sarebbe avvenuto all’interno delle piscine, presumibilmente tra le 21 di ieri e le 6 di oggi. I cavi elettrici trafugati sono tutti di tipologia flessibile unipolare ed hanno diverse sezioni in millimetri quadrati. Rubata anche la corda in rame nudo. Secondo la ricognizione iniziale dell’azienda, il furto sarebbe stato compiuto usando trabattelli manuali presenti nel cantiere.
Sono state tagliate le fascette di fissaggio dei cavi alle canaline posizionate ai livelli L-1 e L0. E i cavi sarebbero stati tranciati per consentirne l’asportazione.
Il personale della Ferraro ha subito informato l’azienda e allertato la Polizia. Sul posto è arrivata la Scientifica per compiere una serie di rilievi.
La Ferraro ha comunicato il furto anche alla struttura del commissario dei Giochi, Massimo Ferrarese. Adesso i cavi dovranno essere riacquistati e reinstallati. Non ci sarebbero, a quanto pare, particolari problemi nell’approvvigionamento dei cavi, ma è chiaro che c’è tutto un lavoro da rifare ed una spesa da riaffrontare. E probabilmente sarà anche necessario ricorrere a nuovi straordinari da parte della Ferraro per stare comunque nei tempi di consegna dello stadio del nuoto fissati ora al 15 luglio. I Giochi del Mediterraneo si svolgeranno dal 21 agosto al 3 settembre prossimi tra Taranto, città principale, Brindisi, Lecce e province di Taranto, Brindisi e Bari. Attesi 4.500 atleti di varie discipline sportive provenienti dai 26 Paesi del bacino mediterraneo.
EX ILVA/ Riavvio cokerie posticipato di almeno 2 mesi e scoppia il caso delle ferie trasformate in cassa
Scritto da Redazione1“Le cokerie non ripartono”. Lo dice anche Ugl metalmeccanici dopo l’incontro con l’ex Ilva a Taranto in un comunicato ai lavoratori di Acciaierie d’Italia. “Contrariamente a quanto comunicato in data 15 gennaio circa la ripartenza delle cokerie entro la fine di aprile, fermate per effettuare attività di manutenzione straordinaria legate alla sostituzione del reattore catalitico dell'impianto di desolforazione, questo pomeriggio - dice Ugl - Acciaierie d'Italia ci ha comunicato che, a seguito di ulteriori verifiche impiantistiche, la ripartenza sarà posticipata di almeno 2 mesi”. “Come Ugl Metalmeccanici - afferma il sindacato - lo avevamo preannunciato durante l'ultimo incontro al ministero del Lavoro esternando la proprie perplessità circa la ripartenza delle stesse e dell'altoforno 4”.
Le ferie dei lavoratori di Acciaierie d’Italia, ex Ilva, trasformate a Taranto in cassa integrazione. A distanza di qualche anno da quanto già avvenuto con la gestione ArcelorMittal, scoppia un nuovo caso e a denunciarlo sono i sindacati metalmeccanici Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm e Usb.
In una comunicazione inviata all'azienda e agli uffici competenti, la Rsu segnala "diversi casi in cui giornate di ferie da programmare o regolarmente richieste, autorizzate e inserite nei piani ferie vengono trasformate dall'azienda in giornate di cassa integrazione".
Secondo i sindacati, la situazione "incide sulla retribuzione dei lavoratori coinvolti e rischia di generare incomprensioni nelle relazioni industriali”. Per le sigle metalmeccaniche, le ferie rappresentano "un diritto irrinunciabile garantito dall'articolo 36 della Costituzione e dall'articolo 10 del decreto legislativo 66/2003", finalizzato al recupero psicofisico del lavoratore.
Per i sindacati, la sovrapposizione tra ferie già programmate e cassa integrazione nell’ex Ilva “pone profili di criticità anche alla luce della giurisprudenza e della prassi Inps”. Fim, Fiom, Uilm e Usb chiedono ad Acciaierie d’Italia di calendarizzare "a breve" un confronto per individuare soluzioni condivise e "garantire il corretto godimento delle ferie programmate e il ripristino di eventuali anomalie".
EX ILVA/ Urso: altri soggetti si mostrano interessati oltre Flacks e Jindal
Scritto da Redazione1Non solo l’americano Flacks e l’indiano Jindal sono interessati all’acquisizione dell’ex Ilva poiché “altri soggetti, oltre ai due proponenti, stanno mostrando interesse, come è normale che sia, e possono in ogni momento presentare un’offerta - purché migliorativa rispetto a quelle già pervenute - trattandosi di una procedura ‘aperta’ come previsto dal bando, comparativa e realmente competitiva”. A farlo sapere, durante il question time alla Camera sull’ex Ilva, il ministro Adolfo Urso. Il titolare del Mimit non ha però fatto alcun riferimento ad un possibile interesse del gruppo Arvedi e di Quatar Steel di cui si è parlato negli ultimi giorni.
Quanto a Jindal, Urso ha detto che “i commissari stanno ora valutando la portata e i tempi degli investimenti che il gruppo intende mettere in campo, nonché le relative ricadute in termini di manutenzione e ammodernamento degli impianti, di tutela dell’ambiente e di decarbonizzazione, soprattutto alla luce della devastazione avvenuta durante la gestione di Mittal, 7 miliardi di danni accertati agli impianti e all’azienda. Nel piano di Jindal - ha sostenuto Urso - è prevista anche una produzione complessiva di 4 milioni di tonnellate nella fase transitoria e di 6 milioni a completamento della transizione verde”.
Infine sulla cassa integrazione nel gruppo Acciaierie d’Italia, Urso ha detto che “l’ultimo incontro, svoltosi presso il ministero competente, il Lavoro, aveva per oggetto la concessione della cassa integrazione per 4.450 dipendenti, in continuità. È stato formalizzato il verbale dell’incontro senza la firma delle organizzazioni sindacali, come già accaduto nel precedente piano di cassa integrazione. Attualmente i dipendenti in cassa integrazione sono 3.850”. La procedura è invece autorizzata per un numero massimo di 4.450 addetti nel gruppo AdI.
LAVORO/ Dopo 50 anni i sindacati lanciano nuova Vertenza Taranto
Scritto da Redazione1Trentasettemila persone andate via negli ultimi 15 anni da Taranto, città da cui in 1.000 vanno via ogni anno. Inoltre, la disoccupazione è all’11 per cento, il tasso di inattività al 54 per cento, i giovani che non studiano e lavorano sono uno su tre e le ore di cassa integrazione sono 10 milioni. L’insieme di questi dati ha spinto i sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil di Taranto a lanciare - presenti le istituzioni locali Comune e Provincia - una nuova “Vertenza Taranto” a distanza di più di 50 anno dalla precedente. Negli anni ‘70 l’obiettivo era arginare, con investimenti e opere pubbliche, la disoccupazione di ritorno generata dalla conclusione del raddoppio dell’allora Italsider, ma i risultati non furono positivi. Adesso, invece, l’obiettivo è realizzare una coesione sociale e istituzionale che faccia pressioni sul Governo in favore di una città che è in forte sofferenza a partire dall’irrisolta questione ex Ilva. “Una nuova Vertenza Taranto perché non è cambiato niente e la situazione è peggiorata - afferma Gennaro Oliva della Uil -. Delle questioni nate, alcune da decenni, non una è giunta a conclusione. Anzi, ogni giorno che passa, nasce un problema nuovo. Su Ilva ribadiamo: per la Uil lo stabilimento é chiuso e non ha futuro. Sono passati tanti anni e nulla è stato fatto. I soldi arrivati sono stati investiti in modo sbagliato e oggi abbiamo uno stabilimento che non è sicuro, come provano i due infortuni mortali, e che con 4mila tonnellate di ghisa al giorno, quando l’altoforno 2 riesce a produrle, è davvero ridotto ai minimi termini”.
Per Giovanni D’Arcangelo della Cgil, “ormai si è capito che da soli non si va da nessuna parte. E se le attuali risorse tra incentivi nazionali e regionali, Just Transition Fund e Contratto istituzionale di sviluppo, non sono accompagnate da un’idea di sviluppo sul futuro, non se ne esce. Vedi il porto e l’hub sull’energia: il decreto interministeriale è di un anno fa, ci sono 28 milioni, ma abbiamo bisogno di capire cosa fa l’Autorità portuale”. “Guardiamo alle prospettive ma anche alle vertenze che abbiamo e che richiedono un’assunzione di responsabilità da parte nostra - rileva Antonio Baldassarre della Cisl -. Chiediamo di partecipare ai tavoli che si stanno aprendo per tracciare le linee future in relazione ai finanziamenti che stanno arrivando e che hanno bisogno di una programmazione che punti a nuovi posti di lavoro. Questo per recuperare i lavoratori che oggi sono in cassa integrazione o saranno espulsi dall’attività lavorativa, ma anche per consentire che i giovani restino”.
“Fa bene il sindacato a ripartire con la Vertenza Taranto perché dal Governo non riceviamo risposte - dichiara il vice sindaco di Taranto, Mattia Giorno, ieri presente con l’assessore allo Sviluppo, Francesco Cosa -. E quando non le si ottengono, dal territorio bisogna muoversi e dare dei segnali”. Infine, per Gianfranco Palmisano, presidente della Provincia di Taranto, “fondamentale è la collaborazione tra sindacati e istituzioni, ma lo Stato deve riprendere il confronto con le realtà locali perché le vertenze ci sono e si amplificano”.

