"La stagione balneare 2026 in Puglia si conferma all’insegna dell’eccellenza delle acque di balneazione. Lungo i 1000 km circa di costa pugliese la Regione Puglia ha individuato, come previsto dalla normativa di riferimento, ben 676 'acque' (tratti) destinate alla balneazione, che corrispondono a un totale lineare pari a circa 900 km. In particolare sono state individuate 254 acque di balneazione in provincia di Foggia, 46 in provincia di Bat, 78 in provincia di Bari, 88 in provincia di Brindisi, 139 in provincia di Lecce e 71 in provincia di Taranto. In Puglia l’acqua di balneazione è eccellente al 99.9%". Lo si legge in una nota della Regione. "Lo 0,1% di acque di balneazione in classe di qualità 'non eccellente' riguarda il sito: 'Fogna Cittadina Molfetta (500 m a sud)' lungo il litorale dell’omonima cittadina, classificato in qualità comunque 'buona'.  Arpa Puglia - prosegue - effettua il monitoraggio delle acque di balneazione regionali controllandone la qualità. Durante il periodo di monitoraggio, a cura di Arpa Puglia, in ogni 'punto stazione' sono misurati in campo diversi parametri meteo-marini, mentre in laboratorio sono analizzati i campioni per la determinazione della carica batterica (con migliaia di terminazioni analitiche), calcolata, come dalle altre Agenzie italiane, rispetto a valori soglia di due parametri microbiologici: 'Enterococchi intestinali' ed 'Escherichia coli'; in relazione ai campioni raccolti, si stima che ogni anno l’Agenzia pugliese effettui circa 8.500 determinazioni analitiche di laboratorio". "La Giunta regionale - aggiunge - ha preso atto oggi, con apposite deliberazioni, della classificazione delle acque di balneazione in tutte le sei province regionali per la stagione balneare 2026, sulla base delle valutazioni del quadriennio 2022-2025 effettuate da ARPA Puglia". "Il risultato che abbiamo certificato oggi è importante sotto il profilo della salute pubblica dei nostri cittadini ma anche dal punto di vista turistico, a testimonianza concreta della qualità del mare pugliese - dice il presidente della Regione -. L’obiettivo di questa importante attività condotta da ARPA Puglia e dai Dipartimenti regionali all’ambiente e alla salute, é garantire un costante monitoraggio delle acque di balneazione, la qualità dei mari e, al contempo, assicurare la tutela della salute pubblica e dell’ambiente marino così da offrire ai tanti turisti che arriveranno un’attrattiva naturalistica di grande qualità, capace di competere con le grandi destinazioni nazionali e internazionali e una risorsa 'eccellente' ai pugliesi innanzitutto, che con il nostro mare hanno un legame antico e profondo". 

A FRANCESCA FIALDINI IL PREMIO VALORE DONNA 2026

 

Si è svolta la conferenza stampa di presentazione della 25ª edizione de “Il Libro Possibile”, uno dei festival culturali più autorevoli e seguiti del panorama nazionale, che quest’anno si terrà a Polignano a Mare dall’8 all’11 luglio e a Vieste dal 21 al 25 luglio.

 

Un’edizione particolarmente significativa, che celebra il traguardo dei venticinque anni del festival confermandone il ruolo centrale nel dibattito culturale contemporaneo attraverso la partecipazione di autorevoli protagonisti del mondo dell’economia, del giornalismo, della politica, della letteratura e della cultura italiana e internazionale.

 

Nel corso della conferenza stampa è intervenuto anche il presidente della BCC San Marzano, Emanuele di Palma, a testimonianza del legame sempre più solido tra l’Istituto di credito cooperativo e il festival, una collaborazione che nel 2026 raggiungerà il decimo anno consecutivo e che si inserisce in un anno particolarmente significativo per la Banca, che celebra il 70° anniversario dalla sua fondazione.

 

Settant’anni di attività costruiti accanto alle comunità di riferimento, durante i quali la BCC San Marzano ha consolidato il proprio ruolo di banca di territorio, mantenendo saldi i valori della mutualità, della prossimità e dell’attenzione alle persone, accompagnando famiglie, imprese e comunità locali nei loro percorsi di crescita sociale ed economica.

 

“In un tempo attraversato da grandi trasformazioni sociali, economiche e culturali – ha dichiarato il presidente della BCC San Marzano, Emanuele di Palma – crediamo che investire nella cultura significhi investire nella crescita delle comunità e nella qualità del futuro. Il Libro Possibile rappresenta uno spazio autentico di confronto, partecipazione e pensiero critico, valori che sentiamo profondamente vicini alla nostra missione di banca cooperativa radicata nel territorio”.

 

Tra gli appuntamenti del festival, il presidente Emanuele di Palma dialogherà con la giornalista di Sky TG24 Mariangela Pira in occasione della presentazione del suo ultimo libro “24 parole per capire l’economia”, in un confronto dedicato ai grandi temi economici e sociali della contemporaneità.

 

Nel quadro della partnership con Il Libro Possibile, la BCC San Marzano ha inoltre presentato la quinta edizione del Premio Valore Donna BCC San Marzano, il riconoscimento nato per valorizzare figure femminili distintesi per innovazione, competenza e impatto sociale nei campi della cultura, dell’informazione, della scienza, dell’arte e della musica.

 

Per l’edizione 2026 il Premio sarà conferito alla giornalista e conduttrice televisiva Francesca Fialdini, volto tra i più apprezzati della televisione italiana, da anni impegnata nel racconto sensibile e autorevole delle storie, delle persone e delle trasformazioni sociali del nostro tempo.

 

“Con il Premio Valore Donna – ha aggiunto di Palma – vogliamo continuare a dare voce a esperienze capaci di generare cambiamento e ispirare le nuove generazioni. Francesca Fialdini rappresenta un esempio di professionalità, empatia e qualità dell’informazione, valori che oggi assumono un’importanza sempre più centrale nella costruzione di una società consapevole e inclusiva”.

 

Nelle precedenti edizioni il Premio Valore Donna BCC San Marzano è stato assegnato alla virologa Antonella Viola, alla divulgatrice scientifica Barbara Gallavotti, all’amministratrice delegata Cristina Scocchia e alla giornalista Francesca Fagnani, personalità che si sono distinte per autorevolezza, competenza e capacità di incidere positivamente nei rispettivi ambiti professionali e sociali.

 

La presenza della BCC San Marzano all’interno del festival conferma l’impegno dell’Istituto nel sostenere iniziative culturali capaci di generare valore diffuso e rafforzare il legame tra crescita economica, sviluppo sociale e partecipazione civile.

 

Per la BCC San Marzano, infatti, sostenere la cultura significa contribuire concretamente alla crescita delle persone e dei territori, nella convinzione che una comunità che investe nella conoscenza e nel dialogo sia una comunità più forte, più consapevole e più capace di costruire il proprio futuro.

Si è svolta la conferenza stampa di presentazione della 25ª edizione de “Il Libro Possibile”, uno dei festival culturali più autorevoli e seguiti del panorama nazionale, che quest’anno si terrà a Polignano a Mare dall’8 all’11 luglio e a Vieste dal 21 al 25 luglio.

 

Un’edizione particolarmente significativa, che celebra il traguardo dei venticinque anni del festival confermandone il ruolo centrale nel dibattito culturale contemporaneo attraverso la partecipazione di autorevoli protagonisti del mondo dell’economia, del giornalismo, della politica, della letteratura e della cultura italiana e internazionale.

 

Nel corso della conferenza stampa è intervenuto anche il presidente della BCC San Marzano, Emanuele di Palma, a testimonianza del legame sempre più solido tra l’Istituto di credito cooperativo e il festival, una collaborazione che nel 2026 raggiungerà il decimo anno consecutivo e che si inserisce in un anno particolarmente significativo per la Banca, che celebra il 70° anniversario dalla sua fondazione.

 

Settant’anni di attività costruiti accanto alle comunità di riferimento, durante i quali la BCC San Marzano ha consolidato il proprio ruolo di banca di territorio, mantenendo saldi i valori della mutualità, della prossimità e dell’attenzione alle persone, accompagnando famiglie, imprese e comunità locali nei loro percorsi di crescita sociale ed economica.

 

“In un tempo attraversato da grandi trasformazioni sociali, economiche e culturali – ha dichiarato il presidente della BCC San Marzano, Emanuele di Palma – crediamo che investire nella cultura significhi investire nella crescita delle comunità e nella qualità del futuro. Il Libro Possibile rappresenta uno spazio autentico di confronto, partecipazione e pensiero critico, valori che sentiamo profondamente vicini alla nostra missione di banca cooperativa radicata nel territorio”.

 

Tra gli appuntamenti del festival, il presidente Emanuele di Palma dialogherà con la giornalista di Sky TG24 Mariangela Pira in occasione della presentazione del suo ultimo libro “24 parole per capire l’economia”, in un confronto dedicato ai grandi temi economici e sociali della contemporaneità.

 

Nel quadro della partnership con Il Libro Possibile, la BCC San Marzano ha inoltre presentato la quinta edizione del Premio Valore Donna BCC San Marzano, il riconoscimento nato per valorizzare figure femminili distintesi per innovazione, competenza e impatto sociale nei campi della cultura, dell’informazione, della scienza, dell’arte e della musica.

 

Per l’edizione 2026 il Premio sarà conferito alla giornalista e conduttrice televisiva Francesca Fialdini, volto tra i più apprezzati della televisione italiana, da anni impegnata nel racconto sensibile e autorevole delle storie, delle persone e delle trasformazioni sociali del nostro tempo.

 

“Con il Premio Valore Donna – ha aggiunto di Palma – vogliamo continuare a dare voce a esperienze capaci di generare cambiamento e ispirare le nuove generazioni. Francesca Fialdini rappresenta un esempio di professionalità, empatia e qualità dell’informazione, valori che oggi assumono un’importanza sempre più centrale nella costruzione di una società consapevole e inclusiva”.

 

Nelle precedenti edizioni il Premio Valore Donna BCC San Marzano è stato assegnato alla virologa Antonella Viola, alla divulgatrice scientifica Barbara Gallavotti, all’amministratrice delegata Cristina Scocchia e alla giornalista Francesca Fagnani, personalità che si sono distinte per autorevolezza, competenza e capacità di incidere positivamente nei rispettivi ambiti professionali e sociali.

 

La presenza della BCC San Marzano all’interno del festival conferma l’impegno dell’Istituto nel sostenere iniziative culturali capaci di generare valore diffuso e rafforzare il legame tra crescita economica, sviluppo sociale e partecipazione civile.

 

Per la BCC San Marzano, infatti, sostenere la cultura significa contribuire concretamente alla crescita delle persone e dei territori, nella convinzione che una comunità che investe nella conoscenza e nel dialogo sia una comunità più forte, più consapevole e più capace di costruire il proprio futuro.

“Ci auguriamo di essere un momento di orgoglio”. Lo ha detto ieri a Taranto il ministro dello Sport, Andrea Abodi, riferendosi ai Giochi del Mediterraneo (26 Paesi partecipanti e circa 4.500 atleti) alla cui inaugurazione (21 agosto a Taranto) da oggi mancano 100 giorni esatti. “Vogliamo celebrare le capacità organizzative e di accoglienza ed abbiamo l’ambizione di superare le difficoltà che non sono solo industriali e aziendali, ma umane” ha detto Abodi riferendosi sia alla manifestazione internazionale che coinvolgerà Taranto, Brindisi e Lecce con Taranto capitale, sia alle criticità industriali e occupazionali che investono Taranto con la vicenda dell’ex Ilva. “Noto qui - ha aggiunto il ministro - la stessa vivacità che c’erano per i 100 giorni mancanti Milano-Cortina che ricorrevano sei mesi fa. In quell’occasione abbiamo sempre cercato di trasferire l’affidabilità del modello italiano che ha saputo consolidarsi in un successo straordinario. Quella esperienza si é chiusa con un riconoscimento mondiale”.

Abodi ha poi detto che dimensione e rilievo dei Giochi del Mediterraneo sono ovviamente diversi, ma “la centralità dello sport é la stessa, la passione è la stessa”, evidenziando, inoltre, che ai Giochi parteciperanno più atleti di quelli coinvolti in Milano-Cortina, essendoci ai Giochi un numero superiore di discipline sportive. “La Puglia - ha aggiunto Abodi - ha dimostrato di saper accogliere il viandante e il turista, chi arriva attraversando il mare e chi, invece, viene per vedere le bellezze”. Abodi ha annunciato che per i Giochi “la Rai ci metterà a disposizione gli spazi del canale generalista e canali tematici, ma saranno presenti anche le televisioni dei Paesi del bacino mediterraneo".

“Il nostro mondo é il bacino del Mediterraneo con tutto il suo fascino da un lato e con tutti i suoi drammi e i momenti di difficoltà dall’altro, ma al momento noi abbiamo la conferma di tutti quelli che erano stati già previsti”.  ha sottolineato Abodi, circa la presenza di tutti i Paesi previsti ai Giochi del Mediterraneo che si inaugurano ad agosto. “Mi auguro che i Giochi per Taranto e il Mediterraneo possano davvero essere motivo di sollievo e mi auguro che possano essere l’occasione per festeggiare il bene più prezioso che é la pace e attraverso la pace, la vita” ha rilevato Abodi. Circa il terzo masterplan che il commissario di Governo dei Giochi, Massimo Ferrarese, ha inviato a metà febbraio al Governo per avere l’ok ad usare per interventi di contesto circa 3 milioni e 400mila euro derivanti dai ribassi delle gare di appalto degli impianti, Abodi, rispondendo sui tempi lunghi e sui ritardi, ha specificato: “Sono tempi tecnici normali. Abbiamo fatto ieri una riunione al Mef perché é lì che si sta sbloccando e diciamo che entro la prossima settimana, anche quello sarà chiuso e quindi definitivamente le opere, anche quelle che riguardano la Marina, saranno messe a gara. E inizieranno anche gli ultimi interventi che dovranno essere realizzati”.

"Questi 100 giorni - ha infine concluso - li trascorreremo tutti di un fiato, in apnea”, ma “la forza dei fatti testimonia l’operosità dei cantieri e la voglia di imprese e lavoratori di garantire che in sicurezza tutto sarà pronto quando deve essere pronto”. 

Come partner dei Giochi, ha poi detto Abodi, ne stanno arrivando altri, “una serie numerosa e qualificata a livello nazionale, internazionale e anche locale”. Circa la seconda nave da crociera che servirà ad ospitare gli atleti, il ministro ha annunciato che “è stata già individuata e quindi si sta procedendo nel rispetto delle procedure”. La seconda unità “sarà molto più piccola ma risponde agli standard richiesti” e l’annuncio sarà ufficializzato “nelle prossime settimane”. Il commissario di Governo per i Giochi, Massimo Ferrarese, ha dichiarato che gli ultimi 100 giorni non sono solo “un conto alla rovescia ma un traguardo di un lavoro fatto e che si sta portando tuttora avanti. Abbiamo trovato ostacoli, problemi, ci sono state polemiche, ma non ci siano mai fermati. I Giochi sono una straordinaria occasione di rinascita e di rilancio. Le opere che stiamo realizzando, rimarranno per decenni”. Ferrarese ha poi detto che per 5 impianti i lavori sono già conclusi, 25 sono in ultimazione e 11 ancora in corso. I tempi di conclusione dei lavori sono scadenzati tra maggio e luglio prossimi. Su 275 milioni stanziati dal Governo, Taranto e provincia hanno avuto una ricaduta di 214 milioni, Lecce di 34 e Brindisi di 19. La spesa ha riguardato tra l’altro 9 stadi per 113 milioni e 20 palazzetti dello sport per 48 milioni.

"Iniziamo l'ultimo miglio dei Giochi del Mediterraneo per un percorso che ci auguriamo possa cambiare per sempre il volto di questa città". Queste le parole del presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro. "Taranto - ha aggiunto il governatore - non solo simbolo della crisi industriale, ma capitale del Mediterraneo e ponte di pace. Stiamo investendo nella realizzazione degli impianti ma anche nella comunità e nel futuro. La Regione - ha proseguito Decaro - sta lavorando in sinergia per fare in modo che queste opere possano trasformarsi in eredità tangibile per i tarantini che hanno sempre più voglia del futuro". Inoltre, per Decaro, "portare quanti più ragazzi possibile alla disciplina sportiva non è solo un modo per stare bene fisicamente, ma anche per rispettare le regole, gli altri e condividere le responsabilità". "Abbiamo messo da parte le preoccupazioni che ci tenevano con il fiato sospeso - ha rilevato Decaro con riferimento alle tensioni geopolitiche internazionali -. Sembrava che i Giochi non si dovessero tenere più, e invece i Giochi si faranno e la cerimonia di apertura accenderà i riflettori sull'evento".

 "La Regione ha messo a disposizione le risorse per la comunicazione e quelle che sono state chieste dal Comune e dal comitato per la pulizia delle strade. Ci occuperemo con risorse regionali di tutta la parte della sanità e dell'organizzazione delle strutture sanitarie a supporto dei Giochi e di tutta la parte della Protezione civile. Se sono necessarie altre risorse, attraverso la delocalizzazione di alcune risorse che erano state investite in opere che possono essere spostate più avanti, abbiamo dato disponibilità anche nell'immediato a coprire alcune opere di contesto". Circa l'aeroporto di Grottaglie per i Giochi, Decaro ha sostenuto: "Lo abbiamo attrezzato e sono terminati i lavori per aprirlo ai charter e ai voli civili se saranno necessari, se saranno richiesti dal comitato organizzatore e dalle strutture organizzative dei diversi Paesi che parteciperanno".

Per il governatore della Regione Puglia, "Taranto ha tanto da dare e credo che per storia, identità, cultura e posizione geografica, sia anche il luogo migliore, più adatto, per i Giochi del Mediterraneo, per i Paesi del Mediterraneo e per rappresentare i Giochi anche un ponte di dialogo e di pace in questo momento, dove ci sono anche situazioni geopolitiche e internazionali molto complicate. L'idea - ha evidenziato Decaro - è realizzare gli impianti, ma gli impianti poi devono vivere e dare un'opportunità di futuro a questa città. Oggi abbiamo visto le opere materiali ma anche quelle immateriali legate all'organizzazione dei Giochi del Mediterraneo".

Per il sindaco di Taranto, Piero Bitetti, "da ora in poi di Taranto si dovrà parlare solo bene. E lo dico dopo un episodio che ha scosso le nostre coscienze e la nostra comunità" ha aggiunto il sindaco riferendosi all'uccisione di un bracciante 35enne del Mali, immigrato regolare, avvenuta sabato scorso a Taranto da parte di un 15enne che lo ha accoltellato (ma insieme a lui, altri quattro, quasi tutti minorenni, lo hanno prima aggredito e picchiato). Per il sindaco, "i Giochi arrivano a Taranto perché Taranto è stata considerata terra di sacrificio, cosa che non è più e non lo sarà più. Vogliamo passare - ha rilevato il sindaco - da una condizione di negatività a una che trasforma Taranto in un'area di occasione e quindi dovremo mostrare una bella vetrina e una bella cartolina. Gli ultimi 100 giorni sono il periodo di maggiore concentrazione e non possiamo consentirci sbavature". 

“Il nuovo Piano Nazionale Aeroporti 2026-2035 rappresenta un’offesa al territorio tarantino e a una delle infrastrutture più strategiche del Mezzogiorno. Relegare lo scalo “M. Arlotta” di Taranto-Grottaglie a solo spazioporto significa ignorare deliberatamente le necessità di mobilità di cittadini, imprese e lavoratori”. Lo dichiara in una nota la Consigliera Regionale Annagrazia Angolano.  

“Non sorprende la miopia politica, ma lascia interdetti l’incoerenza. Mentre il 20 ottobre scorso il Consiglio Comunale di Taranto esprimeva all’unanimità la necessità di aprire lo scalo al traffico passeggeri di linea, oggi leggiamo note di giubilo del Sindaco per un Piano che, di fatto, nega questa possibilità. È un modo di fare politica che non tiene conto della reale volontà del territorio”.  

Secondo la consigliera Angolano, il territorio ionico è vittima di una marginalità infrastrutturale inaccettabile. “Taranto non ha l'alta velocità ferroviaria, non è direttamente connessa alla rete autostradale e i collegamenti con gli scali di Bari e Brindisi sono esigui e costosi per chi non possiede un’auto. Il Piano 2026-2035 continua a privilegiare lo scalo barese per i voli internazionali, negando a Taranto i collegamenti minimi con Roma, il Nord e le isole”.  

La nota sottolinea come lo sviluppo tecnologico non debba escludere il traffico civile. “In tutta Europa (Milano, Roma, Bruxelles, Parigi, Francoforte, Londra, Istanbul, Madrid, Amsterdam e Lipsia e Colonia in Germania) le attività cargo (o altro) convivono perfettamente con i voli passeggeri. Solo a Taranto ci viene raccontato che lo spazioporto (per il quale pare manchi anche la certificazione ad hoc) esclude i voli di linea. È una tesi tecnicamente infondata e politicamente sbagliata”.  

Angolano ricorda l'enormità di risorse pubbliche già investite nell'infrastruttura, tra cui il rifacimento della pista di rullaggio, l'ampliamento dei piazzali, la bretella di collegamento e il terminal passeggeri (in fase di ultimazione).  “Disponiamo di una delle piste più lunghe d’Italia e di un'aerostazione moderna. Se non c'è la volontà politica di garantire la continuità territoriale, lo si dica chiaramente ai cittadini e si rimetta in discussione il modello di gestione e la stessa concessione aeroportuale.  

Le notizie del Piano Nazionale ci impongono celerità: pretenderò rispetto per una delle più grandi aree urbane italiane. Sono certa che non sarò sola in questa battaglia.

Taranto merita di volare, è un diritto dei tarantini.”

In ricordo di Sako Bakari, il 35enne bracciante del Mali, immigrato regolare in Italia, ucciso sabato mattina all’alba da un 15enne a coltellate dopo essere stato aggredito e picchiato da un gruppo di cinque persone, quasi tutte minorenni, si è svolto ieri sera un corteo di preghiera nelle strade della città vecchia di Taranto, dove è avvenuto il fatto di sangue. Su iniziativa di monsignor Emanuele Ferro, parroco della Cattedrale e delle chiese della città vecchia, c’é stato un momento di preghiera si é svolto nella stessa Cattedrale - si è trattato di un rosario -, dopodiché un corteo ha attraversato postierle e vicoli della parte antica di Taranto per arrivare in piazza Fontana. Qui nel punto dove Sako Bakari é stato ammazzato, il sacerdote con altre persone ha deposto i fiori che erano in Cattedrale per la recente festa del patrono di Taranto, San Cataldo, svoltasi dall’8 al 10 maggio. In ogni parte del mondo dove una persona viene uccisa, ha detto don Emanuele, quel posto diviene un sacrario e vogliamo che sia così anche a Taranto per Sako Bakari. Lo stesso sacerdote aveva espresso in mattinata profonda tristezza per quanto avvenuto e per la giovane vittima. E intanto i parroci di un’ampia zona di Taranto (il Borgo) hanno scritto una nota nella quale affermano: “Con il cuore profondamente scosso e colmo di dolore, la nostra vicaria si stringe attorno alla famiglia e alla comunità di Sako Bakari ,barbaramente ucciso in un atto di violenza che, dalle prime ricostruzioni, appare tragicamente segnato dal veleno del razzismo”. Per i parroci, “non ci sono parole umane capaci di lenire il vuoto lasciato da una vita spezzata in questo modo. Come parroci della vicaria Taranto-Borgo, e prima ancora come uomini, avvertiamo il dovere di piangere questo fratello. Ogni goccia di sangue versato per odio razziale è una ferita inferta al costato di Cristo e un insulto alla creazione stessa, che ci vuole tutti figli di un unico Padre. Dobbiamo avere il coraggio di chiamare il male per nome. Il razzismo non è solo un’opinione errata, ma è un peccato strutturale che nega il fondamento della nostra civiltà: l’uguale dignità di ogni persona. Quando il colore della pelle diventa un pretesto per la violenza, significa che il tessuto spirituale e civile della nostra società è gravemente ammalato. Non possiamo e non dobbiamo abituarci”.
“Esortiamo le istituzioni, le scuole e le famiglie del nostro territorio affermano ancora - a non restare indifferenti. Il silenzio di fronte all’ingiustizia rischia di diventare complicità. Chiediamo con forza che sia fatta piena giustizia, ma chiediamo anche un impegno collettivo per sradicare la retorica dell’odio che troppo spesso infiamma i cuori e arma le mani dei più fragili, dei più violenti e anche dei nostri adolescenti, sapendo che la mano di un quindicenne della nostra città è stato l’autore dell’orrendo atto criminale insieme ad altri.Le nostre comunità cristiane - concludono - si impegnano non solo a denunciare, anche ad attivare tutte le energie umane e spirituali perché il nostro territorio accenda la speranza per una cultura della vita, dell’accoglienza e della solidarietà”. 

“È difficile trovare le parole per commentare l’omicidio avvenuto nella Città Vecchia di Taranto dove ha perso la vita Sako Bakari, originario del Mali, alla cui famiglia va il mio più sentito cordoglio. Ed è difficile anche una riflessione seria e ponderata sul disagio sociale che attraversa alcune aree della nostra città”.


Queste le parole con le quali il sindaco di Taranto Piero Bitetti commenta l'omicidio Sako Bakari e il fermo di cinque giovanissimi accusati del delitto. 
“Nei mesi scorsi avevo ritenuto necessario scrivere al Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, per rappresentare con chiarezza le condizioni di fragilità sociale che caratterizzano parte del nostro territorio e argomentare per le modalità, la violenza e il contesto nel quale è avvenuto, tutti elementi che hanno scosso profondamente la coscienza della nostra comunità e che richiamano soprattutto noi amministratori ad una riflessione per chiedere un rafforzamento degli strumenti di prevenzione e presidio, raccogliendo la sua disponibilità ad una visita a Taranto. Alla luce di quanto accaduto, ritengo che la sua venuta in città sia diventata non solo più che opportuna ma anche urgente. 
Sento però il bisogno di fare ulteriori riflessioni. Taranto non può e non deve arrendersi ad episodi di questa natura. È necessario uno sforzo collettivo per ricostruire il tessuto sociale e restituire sicurezza, dignità e prospettive ai nostri quartieri più fragili. Taranto è chiaramente una città smarrita, che va riconquistata ogni giorno in ogni strada e quartiere, attraverso un sinergico lavoro di squadra tra istituzioni, procura, strutture sanitarie, scuola, chiesa e terzo settore. Questa è la nostra prima responsabilità.  
A tal riguardo questa mattina, in accordo con l’Assessore ai Servizi Sociali, abbiamo chiesto al Presidente del Tribunale per i Minorenni di Taranto un incontro operativo interistituzionale per condividere strumenti di intervento e strategie integrate di prevenzione con l’obiettivo di rafforzare il lavoro di rete già esistente tra istituzioni e servizi territoriali. Un atto concreto per investire con maggiore incisività sulla povertà educativa, inadempienza scolastica, fenomeni di devianza minorile”.
Il primo cittadino conclude così. 
“L’amministrazione comunale ha già rafforzato in questi mesi il lavoro di rete tra i Servizi Sociali e le realtà territoriali, creando percorsi di sostegno soprattutto nei cotesti più complessi, e sta costruendo grazie all’opportunità del JTF, un progetto innovativo in Città Vecchia, un hub territoriale interamente dedicato alle politiche di inclusione e ai fenomeni di marginalità. Siamo perfettamente consapevoli che tutto questo non sia sufficiente, ma restiamo fermamente convinti che lavorando ogni giorno pancia a terra i risultati arriveranno. 
Desidero ringraziare infine le Forze dell’Ordine per la gestione repentina del tragico episodio di cronaca e desidero altresì esprimere un pensiero di sostegno a don Emanuele Ferro, con il quale ho avuto un confronto, non solo un parroco ma punto di riferimento prezioso per la comunità della Città Vecchia, ogni giorno in prima linea per offrire ascolto, accompagnamento e speranza”.

Accanto all’ampio sconcerto per la morte di Sako Bakari, il 35enne del Mali, bracciante agricolo e immigrato regolare, ucciso sabato scorso a Taranto a coltellate da un 15enne e prima aggredito e picchiato da un gruppo di cinque persone, quasi tutti minori, in queste ore compaiono sui social anche reazioni di vicinanza ai giovanissimi che ieri nel tardo pomeriggio sono stati fermati dalla Polizia, su disposizione della Procura, poiché indiziati di omicidio. Non si fanno nomi, ma il contenuto dei post è inequivocabile. Tra i diversi messaggi, uno dice: “Una presta libertà fratelli miei, vi amo”. Accanto alla scritta, compaiono un cuore e una goccia di sangue. Il post contiene anche le foto di quattro ragazzi - che probabilmente potrebbero essere gli stessi fermati - il cui volto è però schermato. E c’è pure chi scrive: “Siamo nati e cresciuti insieme. Venuti dal buio, ci siamo creati una figura e una reputazione sulle nostre spalle. Abbiamo affrontato la vita da adulti prima del tempo. Non abbiamo nulla da invidiare a nessuno, semmai il contrario. C’è tempo per recuperare la vita lunga e non abbiamo nulla da temere. Il nostro obiettivo è ritrovarci l’uno con l’altro. Il carcere non ci separa, anzi imparate a nuotare che qui fuori gli squali sono tanti”. E sotto compare la dicitura “Taranto vecchia”. 

 

 

"Una tristissima vicenda che ci ha sicuramente colpito sotto il profilo umano prima che sotto il profilo strettamente professionale. La nostra presenza qui è quella dello Stato che reagisce in maniera tempestiva e testimonia anche il sentimento di vicinanza verso un povero lavoratore che ha perso la vita in una maniera davvero assurda e con una condotta che definirei assolutamente vigliacca, priva di qualsiasi tipo di motivazioni, ammesso che ci possano essere motivazioni per gesti così crudeli".  ha detto il questore di Taranto, Davide Maria Sinigaglia, introducendo in Questura la conferenza stampa sul fermo di cinque persone, tra cui 4 minorenni e un 20enne, per l’omicidio di Sako Bakari, 35enne del Mali, bracciante, avvenuto sabato mattina nella città vecchia di Taranto. Alla conferenza stampa sono presenti anche il procuratore capo della Repubblica, Eugenia Pontassuglia, con il pm inquirente Francesca Paola Ranieri, e il procuratore dei minori Daniela Putignano. "Devo esprimere anche la soddisfazione - ha detto il questore di Taranto - per il lavoro egregio svolto dagli investigatori della Squadra Mobile con il coordinamento delle due Procure, della Polizia Scientifica, della Squadra Volante, a testimonianza del fatto che il controllo del territorio in questa città c'é ed é efficace. E' una soddisfazione ovviamente che però si riduce quando si considera l’età dei protagonisti di questa vicenda. E quindi non c’é mai un’autentica, vera soddisfazione nel registrare come episodi così feroci possano essere posti in essere da ragazzi così giovani".

"E' un contesto che desta un particolare allarme". Lo ha detto   il procuratore capo di Taranto, Eugenio Pentassuglia.

 "Abbiamo due situazioni che si fronteggiano - ha detto il procuratore Pontassuglia -: la vita di un ragazzo di 35 anni, arrivato sul territorio italiano, regolare sul territorio italiano, che alle 5 del mattino, in bicicletta, si sta recando al lavoro. Si sta recando attività che consentano di mantenere la sua famiglia. A fronte di questa figura, abbiamo ragazzi di 16-17-19 anni che alle 5 di mattina scorazzano per le vie di questa città alla ricerca della persona da colpire. E la persona da colpire è la persona vulnerabile, indifesa, la persona che nello specifico caso viene individuata nella persona di colore. E allora ci dobbiamo domandare che cosa significa tutto questo? Non posso esimermi dal considerare che queste situazioni si stanno sempre di più moltiplicando - ha rilevato il procuratore capo Pontassuglia -. E non ci sono dei decreti sicurezza che tengano. Non serve aumentare le pene, non serve individuare nuove figure di reato. Dobbiamo cambiare la cultura, dobbiamo cominciare a pensare che la nostra terra non è la terra nostra. Tutti coloro che hanno diritto di esserci, devono essere rispettati".

"Risulta dagli atti - ha proseguito il procuratore - che nelle prime fasi dell’aggressione la vittima si è rifugiata in un bar e all’interno di questo bar è continuata l’aggressione. Cosa ha fatto il proprietario del bar? Gli ha intimato di uscire. Non ha ritenuto di chiamare le forze di polizia. Forse se anche la mentalità degli italiani cambiasse, se forse tutti quanti ci facessimo carico del problema altrui e non vivessimo come un fastidio l’inconveniente, la problematica che può derivarci dall’esporci, forse potremmo evitare che si verifichino queste degenerazioni".

  Il procuratore ha poi annunciato di aver incontrato oggi i rappresentanti della comunità del Mali in Italia: "Gente dignitosissima - ha detto -, che è presente sul territorio nazionale per lavorare poiché le condizioni dei loro Paesi non gli consentono di avere pane". In quanto ai fermati, "non sono stati ancora sentiti dal gip", mentre circa l’eventuale contestazione dell’odio razziale, in aggiunta a quella dell’omicidio, "le indagini sono appena iniziate. Occorreranno ulteriori sviluppi. Siamo ancora in una fase in cui l’imputazione è fluida ma nulla è escluso. La contestazione specifica presuppone elementi".

Pontassuglia - che era insieme al pm inquirente Francesca Paola Ranieri - ha quindi aggiunto: "Sono qui per testimoniare il grande apprezzamento per tutti coloro che hanno lavorato e che hanno consentito in pochissimo tempo, oserei dire in ore, di risolvere questa drammatica vicenda". Per il procuratore dei minori, Daniela Putignano, che ha lodato anche lei il lavoro della Squadra Mobile di Taranto, definita "un’eccellenza investigativa", si è trattato di "un fatto estremamente grave e violentemente immotivato. E' grave colpire un giovane uomo che stava andando a lavorare in maniera immotivata, perché a oggi non esiste nessun movente concreto per togliere la vita a un uomo. Si tratta di ragazzi incensurati ma non sconosciuti all’autorità giudiziaria minorile. In quattro casi - ha rilevato - si tratta di minori già all’attenzione degli uffici minorili o per situazioni di disagio familiare che hanno determinato l’avvio di procedure limitative della responsabilità genitoriale o per situazioni di disagio personale originato da inadempienza scolastica. Situazioni di disagio sì intercettate, ma non adeguatamente trattate e controllate. Ci vuole da parte di tutti una nuova grammatica civile. La repressione con i minori - ha detto il procuratore dei minori, Putignano - conta poco e comunque non è tutto. Quello che è necessario è che le agenzie educative presenti, si facciano carico di questo disagio giovanile che sempre più sta diventando violenza giovanile. Anche a Taranto notiamo minori che girano armati con armi da taglio e il fenomeno è veramente preoccupante. Questi ragazzi erano completamente sciolti dal controllo familiare, completamente svincolati, tant’è che trascorrevano ed hanno trascorso tutta la notte in strada".

Alla conferenza stampa è intervenuto anche il capo della Mobile, Antonio Serpico, che ha ricostruito le varie fasi dell’indagine - tra cui "il lavoro di collage" fatto con le immagini tratte dalla videosorveglianza - partito già nelle prime ore del sabato insieme al pm Francesca Paola Ranieri. “E' un’indagine che ci ha commossi tutti" ha detto Serpico. Che ha rivelato che prima dell’aggressione di Sako Bakari, i minorenni avevano cercato di infastidire un altro giovane subsariano. 

Venerdì 15 maggio alle ore 21 presso lo Spazioporto / Cineporto di Taranto Apulia Film Commission, proiezione speciale del film “The Sea” del regista Shai Carmeli Pollak.

E’ la storia di Khaled un ragazzo palestinese di 12 anni che sogna di vedere il mare per la prima volta, nonostante il divieto dello Stato Ebraico.

Dopo essere stato respinto a un checkpoint, scappa e attraversa clandestinamente

Israele; suo padre lo insegue rischiando arresto e lavoro.

 

Tra tensione e tenerezza, "The Sea" trasforma un tragitto breve in un’odissea e un desiderio semplice in una sfida per la dignità, l’infanzia e la libertà di muoversi. 

"The Sea" è un coming-of-age e un road movie essenziale, che intreccia tensione, tenerezza e un’idea semplice e potentissima: il diritto di un bambino a sognare, mostrando con uno sguardo umano ma netto la realtà dei checkpoint e delle disuguaglianze vissute dai palestinesi. 

 

La vittoria della pellicola ai Premi Ophir (gli “Oscar israeliani”) e la conseguente candidatura ufficiale di Israele agli Oscar 2026 hanno scatenato una reazione durissima del governo: il ministro della Cultura Miki Zohar ha definito il film “una vergogna” e ha annunciato tagli/stop ai finanziamenti pubblici agli Ophir Awards come ritorsione politica, proprio perché ha messo in crisi la narrazione ufficiale, risultando “scomodo”

 

Ingresso con biglietti disponibili su Xceed

Posti a sedere fino ad esaurimento

Le associazioni e i movimenti che a Taranto si occupano di immigrati e di accoglienza si riuniranno in presidio giovedì pomeriggio alle 17.30 in piazza Fontana, nella città vecchia, per ricordare Bakari Sako, il 35enne bracciante agricolo, originario del Mali, immigrato regolare, che sabato mattina all’alba è stato ucciso a coltellate dopo essere stato circondato e aggredito da un gruppo di cinque giovanissimi, un 20enne e quattro minori tra i 15 e i 16 anni, per i quali la magistratura ha disposto il fermo nelle scorse ore. Sarebbe stato proprio un 15enne a estrarre il coltello e a uccidere Bakari Sako. Il presidio avverrà nella piazza dove il delitto é stato compiuto. “La vicenda ci lascia l’amaro in bocca perché a compiere un gesto così estremo sono stati dei minorenni in una situazione sicuramente di disagio - dichiara Remo Pezzuto di ‘Libera’, una delle associazioni promotrici del sit in di giovedì prossimo -. Ma l’aspetto che più ci preoccupa é che nelle prime ore successive all’omicidio, sui social si è scatenato quasi un compiacimento per la morte di un migrante. E questo prima ancora che si sapesse che ad ucciderlo erano stati italiani e addirittura dei minori, come se la vita di un migrante valesse di meno rispetto a quella di un nostro connazionale. Questo ci spinge a mantenere alta in ogni momento l’attenzione sul tema della violenza”. E interviene anche monsignor Emanuele Ferro, parroco della Cattedrale e delle chiese della città vecchia di Taranto, che così commenta: “‘A noi la vergogna sul volto’ direbbe la Scrittura. È quello che provo in questo momento come parroco di Taranto vecchia. Un senso di profonda sconfitta, di impotenza. Muore due volte questa giovane vittima. La prima per la futilità armata dal razzismo, la seconda per mano di chi giustifica e non invoca la vera giustizia”. La morte di Bakari Sako è avvenuta nei giorni della festa di San Cataldo, patrono di Taranto, che si svolge nella città vecchia. E proprio poche ore prima del delitto, nelle iniziative del 7 e dell’8 maggio nell’ambito del programma della festa, erano stati richiamati anche dall’arcivescovo di Taranto, Ciro Miniero, i valori dell’inclusione, dell’accoglienza e della solidarietà.

 

 "Non possiamo abituarci alle morti delle persone più fragili, di chi vive ai margini, di chi lavora spesso senza essere visto. Una città non può voltarsi dall'altra parte quando accade una tragedia come questa. Deve interrogarsi su tutto ciò che rende alcune persone più esposte, più sole, più vulnerabili". Lo dice Mattia Giorno, vice sindaco di Taranto, a proposito della morte di un uomo del Mali, Bakari Sako, 35enne, bracciante agricolo, immigrato regolare, aggredito e ucciso sabato scorso nella città vecchia da un gruppo di cinque giovanissimi, quattro dei quali minori, nei confronti dei quali sono scattati i provvedimenti di fermo. Ed é stato proprio un 15enne ha uccidere, accoltellando all'addome, Bakari Sako. "Oggi Taranto chiede verità e giustizia - sostiene il vice sindaco della città -. Per Bakari Sako, per la nostra comunità, per la sua famiglia, e per chi gli voleva bene. Ho atteso del tempo - prosegue Giorno - prima di commentare, perché davanti alla morte di un uomo è giusto usare parole prudenti. E perché era necessario aspettare notizie più certe su quello che è accaduto. Le ultime ricostruzioni rendono questa storia ancora più terribile. Bakari Sako aveva 35 anni, era originario del Mali, viveva a Taranto e lavorava come bracciante agricolo. E' stato ucciso all'alba di sabato, in piazza Fontana mentre andava al lavoro. Secondo quanto sta emergendo dalle indagini, a colpirlo sarebbe stato un gruppo di giovanissimi, alcuni dei quali minorenni. Una violenza assurda e feroce. Ora - prosegue - serve che magistratura e forze dell'ordine facciano piena luce su ogni dettaglio. Serve sapere chi ha fatto cosa, come si è arrivati a una morte così, quali responsabilità ci sono. Non possono esserci zone d'ombra. Ma c’ì'è una cosa su cui voglio essere chiaro: questa storia riguarda tutti noi" rileva ancora il vice sindaco di Taranto, Giorno. Intanto sul delitto e sui provvedimenti di fermo delle scorse ore, oggi alle 12, nella Questura di Taranto, conferenza stampa dei procuratori capo della Procura dei minori e della Procura della Repubblica e del questore di Taranto.

Perché Piazza Fontana e la Città Vecchia appartengono alla comunità, alla solidarietà e alla dignità delle persone.

 

 

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