BONIFICHE-TARANTO/ Il commissario crea QR Code per sapere stato ambientale delle aree
Scritto da Redazione1Un imprenditore o un’azienda che “attenzioneranno” un’area del territorio di Taranto perché interessati a fare un nuovo investimento, ora possono sapere preliminarmente quale é lo stato ambientale dell’area individuata. Ieri, in un incontro in Prefettura a Taranto, con il quale si é anche videocollegata il vice ministro all’Ambiente, Vannia Gava, il commissario di Governo alla bonifica di Taranto, Vito Felice Uricchio, ha presentato un dispositivo che, dopo aver inquadrato un QR Code, permetterà sia la condivisione dei documenti ambientali, che l’avvio del confronto con la struttura tecnica commissariale. Inquadrando il codice tramite un qualsiasi dispositivo mobile, l’utente verrà infatti indirizzato alla piattaforma telematica protetta dove si potrà inoltrare la richiesta di accesso ai dati. “È un’azione di supporto al mondo delle imprese particolarmente importante e significativa - spiega il commissario Uricchio -. L’idea è nata da Confindustria, l’abbiamo condivisa subito con Confapi e poi con il ministero dell’Ambiente, che si é detto disponibile. Abbiamo avuto anche la disponibilità di Arpa Puglia. L’attività consente già da ora - perché l’applicativo è funzionante - di poter richiedere informazioni nel momento in cui si deve realizzare un investimento in una qualsiasi area di Taranto e provincia. Le imprese vogliono infatti conoscere quale può essere l’impegno economico per una caratterizzazione ambientale e per una messa in sicurezza e bonifica ai fini di un insediamento. Occorre avere certezze, disponibilità di dati e conoscere quali sono le situazioni reali. In questo momento - prosegue Uricchio - a Taranto si stanno affacciando una serie di aziende e quindi uno strumento del genere è anche utile per attrarre nuove imprese. Esistono già studi e caratterizzazioni fatte nel passato ed è bene rendere questo disponibile a tutti”. All’incontro hanno partecipato il presidente di Confindustria Taranto, Salvatore Toma, con il vice Michele De Pace, il presidente di Confapi Taranto, Fabio Greco, e il sub commissario alla bonifica, Annamaria Basile.
“Le bonifiche sono una priorità dell’azione di questo Governo perché significa anzitutto la tutela della salute, recupero ambientale ma anche una restituzione di aree produttive per nuovi investimenti e nuovo sviluppo economico. Taranto é uno dei territori sui quali abbiamo concentrato grande attenzione condividendo soprattutto con il territorio la missione di trasformare la bonifica da problema irrisolto a occasione concreta di rilancio industriale territoriale”. ha detto Vannia Gava, viceministro all’Ambiente, videocollegandosi con la Prefettura di Taranto. “Infatti - ha aggiunto Gava - il Governo ha garantito la continuità della struttura del commissario straordinario per il Sin ed ha anche destinato nell’ultimo anno risorse importanti per il risanamento ambientale: oltre 200 milioni di euro stanziati. Parallelamente continuiamo con il lavoro di deperimetrazione del Sin, già avviato con un primo passaggio importante nel dicembre 2024 per recuperare progressivamente anche aree che non sono più contaminate da vincoli e sono favorevoli per nuovi investimenti produttivi. Quest’approccio - ha rilevato il vice ministro - si inserisce in un più ampio disegno del Governo che sta lavorando su tutto il territorio nazionale con oltre 480 milioni destinati ai siti orfani e 280 milioni di fondi Fsc per interventi di rigenerazione urbana e ambientale. In questo lavoro, il supporto tecnico-scientifico di Ispra e del sistema, importantissimo, delle agenzie ambientali, é fondamentale per garantire la qualità delle istruttorie, l’affidabilità dei dati e anche una maggiore attendibilità nelle procedure”.
“Per accelerare ulteriormente gli interventi, stiamo lavorando ad un nuovo provvedimento che conterrà misure specifiche per semplificare e velocizzare le procedure delle bonifiche sia nei siti privati che nei Sin attraverso norme costruite proprio in un confronto con le associazioni di categoria e gli operatori del settore”. ha sottolineato Vannia Gava.
“Credo che l’iniziativa presentata oggi - ha detto Gava su Taranto - va in questa direzione e dimostra che la collaborazione tra istituzioni e imprese sia la strada giusta per coniugare il risanamento ambientale con l’innovazione e lo sviluppo. Credo che Taranto possa diventare un modello nazionale di rigenerazione industriale e ambientale e il Governo continuerà a lavorare con grande determinazione per accompagnare questo percorso”.
OMICIDIO A TARANTO/ La salma di Bakari Sako restituita alla famiglia
Scritto da Redazione1E' stata restituita alla famiglia la salma di Bakari Sako, il 35enne immigrato regolare del Mali, bracciante agricolo, ucciso a coltellate all'alba del 9 maggio nella città vecchia di Taranto mentre si recava al lavoro nei campi. La restituzione del corpo è stata disposta dall'autorità giudiziaria dopo l'autopsia effettuata ieri dal medico legale Roberto Vaglio che ha accertato che delle tre coltellate inflitte al 35enne - due al torace e una all'addome - una in particolare si è rivelata fatale poiché ha intaccato l'aorta. Bakari Sako è infatti morto nella piazza dove é stato accoltellato da un 15enne dopo essere stato aggredito e malmenato da altre cinque persone che erano con il 15enne, di cui tre minori e due maggiorenni. E oggi nel primo pomeriggio ci sarà il saluto a Bakari Sako ma avverrà in forma strettamente privata nel locale che, nel centro di Taranto, funge da moschea. Il Comune di Taranto ha annunciato attraverso il sindaco Piero Bitetti che proclamerà il lutto cittadino ma la data non è stata ancora comunicata.
OMICIDIO A TARANTO/ Svolta l'autopsia: Sako vittima di tre ferite da taglio
Scritto da Redazione1Tre ferite da taglio non sanguinanti, due al torace e un’altra alla regione addominale destra, compatibili con lesioni profonde e con un grave quadro di compromissione interna. È il primo responso del medico legale Roberto Vaglio dopo l’autopsia eseguita nel pomeriggio di ieri sul corpo di Sako Bakari, il 35enne immigrato del Mali, bracciante agricolo, che all’alba del 9 maggio è stato ucciso a coltellate da un 15enne nella città vecchia di Taranto dopo essere stato aggredito e picchiato da un gruppo di altre cinque persone, di cui tre minori e due maggiorenni. Per tutti e sei, i gip del Tribunale dei minori e del Tribunale ordinario, pur non convalidando i provvedimenti di fermo, hanno comunque disposto la loro permanenza negli istituti minorili di pena per i minori e in carcere per i due maggiorenni. Gli avvocati delle persone accusate di omicidio hanno nominato dei consulenti per l’autopsia e il medico legale ha preso 60 giorni di tempo per redigere la relazione da consegnare all’autorità giudiziaria e altrettanti il perito per estrapolare la copia forense circa i dati dei cellulari delle persone coinvolte nel delitto e delle immagini della videosorveglianza del bar di piazza Fontana, dove Sako aveva cercato rifugio dopo l’aggressione venendo invece respinto dal titolare dell’esercizio commerciale insieme ai suoi aggressori. A causa delle coltellate, Sako Bakari morirà in piazza poco dopo essere uscito dal locale. Il titolare del bar é stato indagato per favoreggiamento e il locale chiuso dal questore di Taranto per 60 giorni sia per le vicende collegate al delitto del giovane immigrato, che per la presenza di pregiudicati con vari reati a carico riscontrata nei precedenti controlli di polizia. Ripartirà da Taranto solo tra una circa settimana la salma di Bakari Sako, il bracciante 35enne, immigrato regolare del Mali, che all'alba del 9 maggio è stato ucciso a coltellate nella città vecchia di Taranto. Questi ulteriori giorni servono al disbrigo delle pratiche burocratiche per consentire il trasporto della salma in Mali dove vive la famiglia di Sako e dove il giovane ha due mogli in attesa entrambe di un figlio. Oggi pomeriggio, intanto, nel locale che è adibito a moschea, si è svolto un rito privato e riservato per Sako. Nessuno ha avuto accesso. Hanno assistito solo i suoi amici più stretti e qualche familiare, essendo gli altri ripartiti per il loro Paese di origine. Nel brevissimo tratto tra il carro funebre e l'ingresso del locale dove è avvenuta la cerimonia, la bara di Bako è stata trasportata dai suoi amici.
SUL CAMPO/ Pricò – Il Cinema è Giovane, venerdì l’evento finale al Savoia
Scritto da Redazione1Dopo otto mesi di attività si chiude la terza edizione dell’ambiziosa iniziativa de Il Serraglio. Verranno proiettati i lavori realizzati dagli studenti e il documentario Premio Oscar “Mr Nobody Against Putin”
Dopo otto intensi mesi di attività, arriva l’atto finale di “Pricò – Il Cinema è Giovane”, la sezione dedicata alle scuole del festival Vicoli Corti – Cinema di Periferiaprodotto da Il Serraglio APS. Venerdì 22 maggio, alle 9.30, al Savoia Cityplex si terrà l’evento conclusivo della terza edizione del progetto, con la presentazione al pubblico delle opere audiovisive realizzate dagli studenti, esito finale dei laboratori e delle masterclass sui mestieri del cinema. Inoltre avrà luogo la proiezione di “Mr Nobody Against Putin” dei registi David Borenstein e Pavel Talankin, film vincitore del Premio Oscar 2026 come miglior documentario, che verrà introdotto da Marco Mingolla per ZaLab e vedrà un dibattito post proiezione curato dal critico Davide Di Giorgio.
Sarà quindi l’occasione per vedere sul grande schermo il cortometraggio "Aspettami qui", girato nei mesi scorsi tra il quartiere Tamburi e Porta Napoli dalla 4a M del liceo artistico “V. Calò” (sede di Taranto) con la piccola protagonista Gaia Granio, alunna dell’istituto comprensivo “Vico – De Carolis”. Il lavoro ha visto la supervisione dei tutor e formatori Saverio Cappiello (regia e sceneggiatura), Mario Bucci (fotografia), Maria Martinese (costumi), Debora Boccuni (acting coaching), Marco Gernone (montaggio e post produzione), Gaspare Sammartano (suono). Il corto è stato realizzato con il supporto dell'Ufficio Cinema del Comune di Taranto.
L’altra opera in proiezione venerdì mattina sarà lo spot "Manifestare è un diritto, non un rischio", realizzato dalla 4a C del liceo artistico “V. Calò” (sede di Grottaglie), che rappresenta il prodotto finale del laboratorio sulla comunicazione dei diritti umani, realizzato in collaborazione con Amnesty International Italia. Questo laboratorio ha visto la partecipazione degli esperti Ivan Saudelli (regia), Simone Lacorte (fotografia), Roberta Bria (scenografia) e Alex Palmieri (suono).
Entrambi i lavori realizzati dagli studenti verranno nuovamente presentati in estate, durante la XXI edizione di Vicoli Corti e parteciperanno ai principali festival nazionali dedicati ai lavori studenteschi.
In questa terza edizione “Pricò – Il Cinema è Giovane” è cresciuto tanto e lo testimoniano i numeri. Basti pensare che sono 13 le scuole coinvolte, per un totale di 24 plessi scolastici di ogni ordine e grado di Taranto e provincia, più di 2.000 studenti e circa 200 docenti. La proposta è stata varia e altamente qualificata: masterclass sui mestieri del cinema, laboratori di realizzazione di opere audiovisive, formazione docenti, partecipazione degli studenti a tre festival come giurati, cineforum per le scuole di ogni ordine e grado, produzione di opere audiovisive, potenziamento del Piccolo Cinema Pricò (la sala di comunità creata l’annoscorso a Massafra). Una novità di questa edizione che ha avuto un grande riscontro, sia tra gli alunni sia tra i docenti, è stato il laboratorio di cinema e competenze emotive e affettive, a cura dalla psicoterapeuta Mary Fontanella. Altro momento centrale è stato il Premio Pricò, alla terza edizione, che ha ospitato anche quest’anno l’unica tappa pugliese di Giffoni School Experience, con quattro giornate di festival dedicato esclusivamente alle scuole, al TaTà di Taranto.
L’entusiasmo per la riuscita di “Pricò – Il Cinema è Giovane” è tutto nelle parole della responsabile scientifica Sonia Del Prete e del responsabile di progetto Vincenzo Madaro: «Questa terza edizione si chiude confermando un impatto in costante crescita. Per gli studenti degli istituti a indirizzo audiovisivo il progetto è diventato un punto di riferimento essenziale per l'orientamento professionale e la crescita personale, ma a colpirci di più è stato l'entusiasmo travolgente di docenti e alunni di tutte le scuole coinvolte nei laboratori e nei cineforum. Il successo più grande è legato al laboratorio sul linguaggio cinematografico e le competenze emotive. Era una novità e si è rivelato un percorso così efficace e profondo che gli stessi studenti ci hanno chiesto di continuare le attività anche dopo la fine del progetto. Segno tangibile che il cinema sa essere, prima di tutto, uno straordinario strumento di formazione, crescita personale ed empatia.»
“Pricò – Il Cinema è Giovane” è un’iniziativa realizzata nell’ambito del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola promosso da MiC e MiM. Sono stati partner Intervallo Film, Brigadoon, WeShort, REC, Ammostro, Crest e Teatro delle Forche. Hanno patrocinato la terza edizione il Comune di Taranto, il Comune di Massafra e la Provincia di Taranto.
EX ILVA/ Slitta al 26 ottobre la discussione del ricorso contro l'Aia presentato dagli ambientalisti
Scritto da Redazione1La discussione sul ricorso contro l’Autorizzazione integrata ambientale presentato al Tar di Lecce dalle associazioni ambientaliste slitta al 26 ottobre. Invece potrebbe arrivare già domani la decisione dei giudici amministrativi sull’impugnazione da parte di Acciaierie d’Italia dell’ordinanza con cui il sindaco di Taranto, Piero Bitetti, il 13 aprile ha intimato ad Acciaierie d’Italia Energia (AdI Energia) di “sospendere entro 30 giorni” l’esercizio della centrale termoelettrica del siderurgico”. Questo perché l’azienda, a detta del sindaco, era “inadempiente in merito alla presentazione del piano di riduzione per quanto concerne il rischio non cancerogeno, relativamente ai parametri emissivi arsenico, cobalto, nichel”. L’ordinanza del sindaco è stata poi sospesa dal Tar il 28 aprile, che ha rinviato all’udienza di oggi, in quanto “le questioni proposte necessitano di adeguato approfondimento in sede collegiale” e nel frattempo “appare opportuno salvaguardare lo stato di fatto ad oggi esistente”. Queste le decisioni prese oggi dal Tar di Lecce per due pendenze giudiziarie che interessano il siderurgico di Taranto.
VICINANZE/ All'alberghiero di Pulsano focus su Bullismo, cyberbullismo e disagio adolescenziale
Scritto da Redazione1Bullismo, cyberbullismo e disagio adolescenziale, sono questi i temi dell’incontro con gli studenti dell’Istituto Alberghiero “Mediterraneo” di Pulsano, che si terrà presso l’auditorium dell’Oratorio Madonna di Lourdes mercoledì 20 maggio, a partire dalle ore 9.
Il seminario è promosso dall’amministrazione comunale di Pulsano, con il contributo dell’assessorato alle Politiche Sociali, guidato da Antonella Lippolis, in collaborazione con la Consigliera provinciale di Parità, Sabrina Pontrelli.
L’iniziativa, inoltre, rientra nel ciclo di incontri previsti dal progetto della Provincia di Taranto “Giovani in equilibrio” (programma nazionale UPI “PROVINCEXGIOVANI”), finanziato dal Fondo per le Politiche Giovanili del Dipartimento per le politiche giovanili e il Servizio Civile Universale della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
A confrontarsi con gli studenti, i docenti e i genitori sarà Mirna Mastronardi, fondatrice dell’associazione “Deaxsempre” e madre di Dea, la giovane tragicamente scomparsa a quindici anni. Con la sua testimonianza, Mirna porterà sul palco un racconto straordinariamente intimo e personale che punta a sensibilizzare, informare e stimolare percorsi di prevenzione e sostegno rivolti a ragazzi, famiglie e scuole.
L’evento offrirà momenti di confronto, riflessione e orientamento sulle buone pratiche per la prevenzione del fenomeno e per la gestione del disagio adolescenziale e si arricchirà della partecipazione di don Davide Errico, parroco della chiesa Santa Maria La Nova di Pulsano.
OMICIDIO A TARANTO/ Il sindaco: per Sako ci sarà il lutto cittadino
Scritto da Redazione1Il Comune di Taranto proclamerà il lutto cittadino per la morte di Sako Bakari, il 35enne originario del Mali, ucciso all’alba del 9 maggio a coltellate da un 15enne nella città vecchia di Taranto. Lo ha annunciato il sindaco Piero Bitetti durante la riunione del consiglio comunale di ieri pomeriggio, affermando che il provvedimento è pronto, manca solo la data che è legata all’iter che si aprirà dopo l’autopsia del medico legale, fissata per oggi dall’Autorità giudiziaria. “Vogliamo fare il lutto cittadino nel rispetto delle tradizioni di quel popolo, con il coinvolgimento della popolazione e invitando i commercianti ad abbassare le serrande, parlando con i ragazzi - ha detto il sindaco - stiamo attendendo l’autopsia e l’arrivo dei familiari per muoverci secondo le loro usanze con particolare rispetto e sensibilità. Siamo contro l’odio, contro la violenza, anche quella verbale”. Di fronte alla morte di Sako Bakari, ha proseguito il sindaco in Aula, “Taranto ha reagito come doveva. I tarantini si sono stretti attorno alla famiglia e alla comunità africana per ribadire che la nostra è una città che fa dell’accoglienza e della solidarietà i suoi tratti distintivi".
EX ILVA/ Negli scarichi valori inquinanti oltre la norma: il Mase diffida l'azienda
Scritto da Redazione1Alluminio, boro e solidi sospesi totali: sono i tre parametri che Ispra ha trovato fuori controllo nel corso di una recente ispezione ambientale nell’ex Ilva di Taranto rispetto ai limiti fissati da decreto legislativo numero 152 del 2006. É quindi scattata la diffida verso l’azienda da parte del ministero dell’Ambiente.
I controlli, che hanno coinvolto anche Arpa Puglia, sono stati effettuati a 8 scarichi idrici dello stabilimento siderurgico mentre altri 4 hanno riguardato le emissioni in atmosfera. Circa gli scarichi idrici, per l’alluminio é stato trovato un valore di 9,635 milligrammi litro contro il valore regolamentato pari a 1; per il boro trovato un valore di 4,86 milligrammi litro contro il valore 2 previsto dalla norma; infine, per i solidi sospesi totali riscontrato un valore di 258 milligrammi litro mentre il valore tabellare é di 80.
“I parametri alluminio, boro e solidi sospesi totali per lo scarico parziale 12AI-B risultano aver superato i valori limite tabellari al netto della detrazione dei valori di incertezza relativi alle singole caratterizzazioni documentate nei rapporti di prova acquisiti” scrive l’Ispra. All’ex Ilva viene quindi contestato dall’Ispra il “mancato rispetto dalla prescrizione n. 188 del decreto direttoriale n. 436 del 25/07/2025”. Questo provvedimento, pur affermando che “Per gli altri scarichi parziali di natura industriale dell’altoforno, il documento Conclusioni sulle migliori tecniche disponibili (Bat) per la produzione di ferro e acciaio della decisione di esecuzione della Commissione del 28 febbraio 2012, non riporta prestazioni specifiche”, tuttavia stabilisce che “i valori delle concentrazioni delle sostanze inquinanti presenti negli scarichi parziali 10AI, 11AI e 12AI della vasca loppa, dovranno rispettare i valori limite indicati” nel decreto legislativo 152/2006 “riferiti a scarico in acque superficiali ad eccezione dei parametri temperatura, solfati e cloruri”.
Ispra propone quindi al ministero dell’Ambiente, che in materia é l’autorità di controllo, che Acciaierie d’Italia venga diffidata e che “entro 30 giorni dalla ricezione della diffida, trasmetta una relazione sulle cause dei superamenti allo scarico 12AI-B, per i parametri alluminio, boro e solidi sospesi totali, nonché uno studio di fattibilità su come eliminare il problema indicando i tempi di realizzazione dell’intervento”.
D’intesa con Arpa Puglia, Ispra scrive al ministero dell’Ambiente e alla Procura di Taranto e segnala che un’altra “criticità” riscontrata nell’ispezione nel siderurgico “non costituisce violazione in quanto avvenuta entro 6 mesi dal rilascio dell’Aia”, ma comunque “conferma la necessità che il gestore”, cioè l’ex Ilva, “ottemperi nei tempi previsti alla prescrizione n. 82 del parere istruttorio conclusivo del decreto direttoriale n. 436 del 25/07/2025”.
Quest’ultimo, “con riferimento alle emissioni di azoto ammoniacale e azoto nitroso allo scarico parziale 76AI, prescrive al gestore di presentare all’autorità competente e all’autorità di controllo, entro 6 mesi dall’emanazione del provvedimento di rinnovo dell’Aia, uno studio di fattibilità volto ad individuare le misure tecnico-gestionali che consentano di garantire, entro i successivi 6 mesi, livelli emissivi in linea con i valori limite riferiti allo scarico in acque superficiali indicati nel decreto legislativo 156/2006”. Allo scarico parziale 76AI, segnala Ispra, “è stato rilevato un valore del parametro azoto ammoniacale che supera il limite tabellare per lo scarico in acque superficiali”, ovvero 30,18 milligrammi litro, mentre quello da rispettare “entro il 04/08/2026 è pari a 15 milligrammi litro”.
Alla proposta di diffida di Ispra, ha dato seguito il ministero dell’Ambiente, che ha appunto diffidato Acciaierie d’Italia, “in relazione agli esiti dei controlli effettuati sull’impianto, ad effettuare quanto richiesto e nei tempi indicati”. Il Mase - con una lettera di Gianluigi Nocco, direttore generale della direzione generale Valutazioni ambientali del Mase - ha anche evidenziato all’ex Ilva che è inoltre previsto che “l’autorità competente proceda ‘alla diffida e contestuale sospensione dell’attività per un tempo determinato nel caso in cui le violazioni siano comunque reiterate più di due volte l’anno’”, ma nel caso oggetto di diffida, dice ancora il Mase, “come segnalato da Ispra, la violazione non è stata precedentemente accertata nel corso dell’ultimo anno”.
Commentando la diffida, Luciano Manna di Veraleaks afferma che “Ilva inquina nonostante la produzione quasi ferma e continua a farlo con gli scarichi idrici dei suoi impianti, in questo caso con l'attività produttiva dell'altoforno. La loppa di altoforno - prosegue - continua a rappresentare una fonte di inquinamento accertato più volte dagli enti di controllo: Ispra e Arpa Puglia. Non solo quindi l'idrogeno solforato e il biossido di zolfo emesso per aria senza captazioni, ma anche inquinanti negli scarichi idrici. Non serve, quindi, cambiare l'Aia per risolvere i problemi, gli impianti restano sempre quelli che da anni continuano ad inquinare le matrici ambientali: aria, terra, acqua della provincia di Taranto”.
OMICIDIO A TARANTO/ I consiglieri comunali: noi Bakari Sako
Scritto da Redazione1"Noi Bakari Sako. Taranto dice no alla violenza". E' il cartello che oggi pomeriggio, in avvio della seduta del Consiglio comunale, hanno mostrato in aula sindaco, assessori e consiglieri comunali di Taranto ricordando la morte di Bakari Sako, ucciso sabato 9 maggio all'alba a coltellate da un 15enne mentre si recava al lavoro. Prima di essere accoltellato, Sako è stato bloccato e aggredito da un gruppo di sei persone, quattro delle quali minorenni e due maggiorenni, verso le quali l'autorità giudiziaria ha disposto la permanenza negli istituti minorili di pena e in carcere.
Nella seduta odierna è stata anche letta una lettera che sull'omicidio del giovane immigrato ha scritto il sindaco dei ragazzi. "Oggi - riferisce - non siamo qui soltanto per salutare Bakari Sako. Siamo qui per guardarci allo specchio come città, come comunità, come generazione. Perché quando un uomo viene inseguito, insultato, picchiato e ucciso per il colore della sua pelle, non basta parlare di 'tragedia'. Bisogna avere il coraggio di chiamare le cose con il loro nome: odio, razzismo, disumanità. Bakari non era un titolo di giornale. Non era 'l'extracomunitario'. Era una persona. Aveva una storia, una dignità, un futuro che gli è stato strappato via con una violenza che dovrebbe far vergognare tutti noi allora oggi, da sindaco degli studenti, sento il dovere di dire una cosa con chiarezza: il silenzio non è neutralità. Ogni battuta razzista lasciata passare, ogni insulto normalizzato, ogni gesto violento minimizzato costruisce il terreno su cui poi nascono tragedie come questa". "Noi giovani - prosegue la lettera - veniamo spesso descritti come disinteressati, superficiali, incapaci di capire il mondo. Ma io oggi vedo ragazzi arrabbiati, coscienti, presenti. Ragazzi che non vogliono ereditare una società in cui la paura vale più dell'umanità. Taranto deve scegliere cosa diventare. Una città che si abitua all’odio oppure una città che reagisce. Una città che gira lo sguardo dall'altra parte oppure una città che difende chi è più fragile. La memoria di Bakari Sako - si evidenzia - non può ridursi a qualche giorno di indignazione. Deve diventare responsabilità. Nelle scuole. Nei quartieri. Nella politica. Nelle parole che usiamo ogni giorno. Perché il razzismo non comincia con un coltello.Comincia molto prima. Comincia quando smettiamo di vedere un essere umano davanti a noi. E allora il modo migliore per ricordare Bakari non è soltanto piangere la sua morte. E' impedire che accada di nuovo".
Intanto domani mattina l'autorità giudiziaria conferirà l'incarico al medico legale Roberto Vaglio per l'autopsia sul corpo di Bako, esame che sarà eseguito successivamente.
EVENTI-TARANTO/ Al Sacro Cuore la reliquia di Santa Teresa di Calcutta
Scritto da Redazione1Nella luce semplice dei santi, ci sono eventi che non si limitano a riempire un calendario parrocchiale, ma diventano una vera visita di Dio dentro la vita di una comunità. È ciò che si prepara a vivere la Parrocchia del Sacro Cuore di Taranto dal 23 al 31 maggio, accogliendo la reliquia di Santa Teresa di Calcutta, la piccola grande donna che ha trasformato la carità in una carezza concreta per gli ultimi del mondo.
Per nove giorni il quartiere, le famiglie, gli anziani, i giovani, gli ammalati e tutti i fedeli potranno sostare in preghiera davanti a un segno tangibile della presenza spirituale della santa di Calcutta. Non sarà soltanto un’esposizione di una reliquia, ma un’occasione intensa di conversione, di ascolto e di riscoperta del Vangelo vissuto nella sua forma più pura: l’amore.
La comunità del Sacro Cuore si prepara così a vivere giorni di grazia straordinaria, in cui ogni celebrazione, ogni Rosario, ogni adorazione e ogni momento di silenzio diventeranno un invito a guardare il volto di Cristo nei poveri, nei sofferenti e in chi vive nella solitudine.
Don Francesco Venuto, parroco della comunità, ha voluto affidare ai fedeli parole profonde che già stanno toccando il cuore di molti:
“La venuta della reliquia di Santa Madre Teresa è un dono immenso per la nostra parrocchia. In un tempo in cui il mondo corre veloce e spesso dimentica chi soffre, Madre Teresa ci ricorda che la santità nasce dai piccoli gesti fatti con amore.”
Il sacerdote ha poi sottolineato come questa visita rappresenti un richiamo forte alla misericordia:
“Non accoglieremo soltanto una reliquia, ma una testimonianza viva di Vangelo. Madre Teresa continua ancora oggi a dirci che ogni uomo abbandonato è Gesù che chiede di essere amato.”
L’attesa cresce giorno dopo giorno. Molti fedeli vedono in questa presenza un segno speciale per la città di Taranto, spesso ferita da difficoltà sociali, economiche e spirituali. La figura di Madre Teresa appare oggi più attuale che mai: una donna fragile nel corpo ma immensa nello spirito, capace di entrare nelle periferie del dolore umano senza paura, portando soltanto un Rosario tra le mani e il nome di Gesù sulle labbra.
La reliquia sarà meta di pellegrinaggi personali e comunitari. Tante persone arriveranno per affidare una preghiera, una sofferenza, una speranza. Ci sarà chi porterà nel cuore il peso di una malattia, chi il dolore di una perdita, chi la fatica della vita quotidiana. E davanti a quella reliquia, semplice ma preziosa, molti sentiranno la vicinanza di una santa che ha consumato la propria esistenza per dire al mondo che nessuno è dimenticato da Dio.
Don Francesco Venuto ha rivolto anche un invito speciale ai giovani e alle famiglie:
“Vorrei che questi giorni diventassero per tutti un tempo di rinascita spirituale. Madre Teresa ci insegna che non servono grandi cose per cambiare il mondo: basta amare senza misura nella propria casa, nella propria famiglia, nel proprio quartiere.”
La permanenza della reliquia sarà accompagnata da celebrazioni solenni, momenti di adorazione eucaristica, confessioni e incontri di spiritualità che coinvolgeranno l’intera comunità parrocchiale. Saranno giorni in cui il Sacro Cuore di Gesù sembrerà battere ancora più forte nel cuore della parrocchia, richiamando tutti alla compassione e alla fraternità.
Madre Teresa diceva spesso:
“Non possiamo fare grandi cose, ma piccole cose con grande amore.”
Ed è proprio questo il messaggio che la sua reliquia porterà a Taranto: la santità non è lontana, non appartiene a pochi eletti, ma nasce nei gesti quotidiani, nella capacità di ascoltare, perdonare, aiutare e donarsi.
La comunità del Sacro Cuore si prepara dunque ad aprire non solo le porte della chiesa, ma soprattutto le porte del cuore. Dal 23 al 31 maggio sarà un tempo da custodire nella memoria della parrocchia, un tempo in cui la fede potrà riaccendersi, le lacrime trovare consolazione e molte anime ritrovare speranza.
Per Taranto sarà molto più di una visita religiosa: sarà un incontro con la santità che continua a parlare al mondo attraverso il silenzio dell’amore

