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Giornale di Taranto - Artigianato, Commercio & Agricoltura

Interrotta dopo poco più di un’ora l’arrivo in fabbrica dei commissari e dei loro tecnici, l’ispezione odierna dell’amministrazione straordinaria di Ilva sugli impianti di Acciaierie d’Italia a Taranto. Fonti vicine ai commissari di Governo fanno sapere che da parte del management di stabilimento è stata manifestata totale indisponibilità a rispondere sui quesiti formulati. “Vi faremo sapere“ è stata infatti la risposta che i dirigenti di stabilimento hanno ripetutamente dato ai rappresentanti dell’amministrazione straordinaria, che è proprietaria degli impianti dati in fitto ad Acciaierie d’Italia, in ordine ai vari chiarimenti chiesti. Fonti vicine ai commissari fanno presente che il quesito posto dal ministro Adolfo Urso a monte dell’ispezione riguardava lo stato degli impianti e se essi fossero prossimi alla fermata totale come ripetutamente segnalato dai sindacati. La conoscenza di questi dati, aggiungono le fonti, è preliminare alla visita diretta sugli impianti. Ma questi elementi conoscitivi - affermano ancora le fonti interpellate da AGI - non sono stati forniti oggi dai manager del siderurgico. Infine da fonti sindacali AGI apprende che oggi è in corso anche una ispezione dell’Asl per verificare se il mancato intervento delle imprese di appalto, ferme da giorni per i mancati pagamenti, sta impattando negativamente sulla sicurezza e sulle emissioni degli impianti in assenza di manutenzione. 

Leporano protagonista nella gara televisiva per il titolo di Borgo dei Borghi. Domenica 4 Febbraio, a partire dalle 17, all’interno del programma   Kilimangiaro in onda su Rai3 ci sarà la presentazione di due fra i 20 borghi in gara per l’11^ edizione del prestigioso concorso. Ore 17.00.

E questa domenica sarà la volta di Leporano, che rappresenterà la regione Puglia.

A fine puntata, sarà possibile rivedere su RAI PLAY il video del borgo ionico.

La prima fase della gara che decreterà il borgo più bello d’Italia terminerà il 25 febbraio, quando saranno presentati al pubblico tutti i video registrati nei mesi scorsi nei borghi selezionati.

La votazione inizierà dopo la messa in onda di tutti e venti i borghi in gara. 

Ecco l’elenco dei 20 borghi in gara:

VALLE D’AOSTA

FONTAINEMORE (AOSTA)

PIEMONTE

GUARENE (CUNEO)

LIGURIA

CELLE LIGURE (SAVONA)

LOMBARDIA

GRAZIE (MANTOVA)

TRENTINO ALTO ADIGE

CALDES (TRENTO)

FRIULI VENEZIA GIULIA

MUGGIA (TRIESTE)

VENETO

TORREGLIA (PADOVA)

EMILIA ROMAGNA

CASTELVETRO DI MODENA (MODENA)

TOSCANA

PECCIOLI (PISA)

MARCHE

GENGA (ANCONA)

UMBRIA

STRONCONE (TERNI)

LAZIO

ISOLA DEL LIRI (FROSINONE)

ABRUZZO

CRECCHIO (CHIETI)

MOLISE

PETACCIATO (CAMPOBASSO)

CAMPANIA

MONTESANO SULLA MARCELLANA (SALERNO)

PUGLIA

LEPORANO (TARANTO)

BASILICATA

MARATEA (POTENZA)

CALABRIA 

BADOLATO (CATANZARO)

SICILIA

NARO (AGRIGENTO)

SARDEGNA

ARBATAX (NUORO).

Questo è il link per votare 

https://www.rai.it/borgodeiborghi/Regolamento-Il-Borgo-dei-Borghi-2024---Votazione-Web-d3ee85ae-c5b5-4e33-b932-6848c761555e.html

 

Lu.Lo. 

 

Si avvia questa mattina dopo le 9.30 l’ispezione dei commissari e dei tecnici di Ilva in amministrazione straordinaria sullo stato degli impianti di Taranto dati in gestione ad Acciaierie d’Italia, la società costituita da Mittal (privato, maggioranza) e Invitalia (pubblico, minoranza). Ci saranno due dei tre commissari di Governo che guidano l’amministrazione straordinaria: Franco Ardito e Antonio Lupo. Quello di oggi sarà uno step iniziale. Per la vastità della fabbrica, l’ispezione durerà infatti più giorni. La proprietà andrà a vedere cosa sta facendo l’affittuario e come sinora ha gestito gli impianti affidati con un contratto di affitto. Sebbene la società Acciaierie sia mista, è di fatto il privato che ha in mano le leve del comando. L’ispezione odierna é dettata dai ripetuti allarmi lanciati dai sindacati che hanno parlato di fabbrica prossima allo spegnimento, essendo rimasta con un solo altoforno su tre in marcia, il 4, e di stato degli impianti “disastroso”. La precedente ispezione avvenne a giugno 2020 dopo una fase di contrasti iniziali tra Ilva in amministrazione straordinaria e l’azienda, che allora si chiamava ancora ArcelorMittal Italia, che ritardó di diversi giorni la visita degli ispettori dichiarando di non essere stata preavvisata. L’ispezione che parte oggi è stata invece chiesta la scorsa settimana ad Acciaierie dalla proprietà degli impianti(

Una condanna senza se e senza ma e un invito a ritrovare quel senso di comunità che riconosce nell istruzione un bene fondamentale e all interno del quale non c è posto per la violenza. È questo il messaggio contenuto nella lettera che i genitori degli studenti dell’istituto comprensivo “Europa-Dante-Basile-Acanfora” di Taranto hanno inviato alla stampa all indomani dell\'aggressione subita dal dirigente scolastico Marco Cesareo.

Ecco, di seguito, il testo 

 

I genitori degli studenti dell’istituto comprensivo “Europa-Dante- Basile- Acanfora” di Taranto \"sono profondamente sconvolti e indignati dagli atti di aggressione fisica e verbale subiti dal dirigente scolastico, Marco Cesareo da parte di un genitore.

 

Condanniamo fermamente questi atti di violenza e ci associamo al dirigente, e a tutto il personale scolastico insegnati e collaboratori  della scuola nel condannare energicamente qualsiasi forma di comportamento violento e inaccettabile all\'interno dell\'ambiente educativo.

 

L\'autorità scolastica svolge un ruolo fondamentale nella formazione e nell\'educazione dei nostri figli e merita il massimo rispetto da parte dei genitori, studenti e della comunità nel suo insieme. L\'aggressione nei confronti del dirigente scolastico  non solo mina l\'integrità e il benessere della persona coinvolta, ma getta un\'ombra sulla sicurezza e sull\'ambiente educativo dell\'intera scuola.

 

Chiediamo a tutti i genitori, agli studenti e alla comunità di unirsi a noi nel condannare questo atto riprovevole e di sostenere l\'autorità scolastica. Inoltre, esortiamo le autorità competenti a prendere provvedimenti adeguati nel rispetto della legge al fine di garantire la sicurezza e l\'ordine all\'interno e attorno all\'istituto scolastico.

 

L\'istruzione è un diritto fondamentale e un valore che va tutelato con impegno e rispetto reciproco. Siamo determinati a garantire un ambiente sicuro e accogliente per l\'apprendimento e lo sviluppo dei nostri bambini, e non tollereremo alcun comportamento che minacci tale obiettivo.

 

Chiediamo il sostegno e la comprensione di tutti coloro che fanno parte della nostra comunità scolastica in questo momento difficile, e ci impegniamo a lavorare insieme per superare questa situazione e rafforzare i valori di rispetto, collaborazione e civiltà che sono alla base della nostra missione educativa e ci impegniamo a collaborare attivamente per garantire che atti simili non si ripetano in futuro.

Lu.Lo. 

La scrittrice abruzzese, vincitrice del Premio Campiello con “L’Arminuta”, giovedì sarà ospite del format di Volta la carta. Al Parco delle Querce presenterà il suo nuovo libro “L’età fragile”. Ingresso con prevendita su PostoRiservato

 

 

Questa sera, giovedì 1 febbraio ritorna Aperitivo d’Autore. Ospite del format di Volta la carta sarà la scrittrice Donatella Di Pietrantonio, da poco in libreria con il suo nuovo romanzo L’età fragile (Einaudi). Il primo appuntamento dell’anno si terrà al Parco delle Querce (Masseria Le Caselle), a Crispiano, alle 19.30.

 

Con la sua scrittura scabra, vibratile e profonda, capace di far sentire il peso di un’occhiata e il suono di una domanda senza risposta, l’autrice Premio Campiello (con L’Arminuta) e finalista allo Strega (con Borgo Sud) tocca in questo libro una tensione tutta nuova. A dialogare con lei ci sarà il giornalista Vincenzo Parabita. Per la scrittrice abruzzese si tratta dell’unica data a Taranto e provincia, nonché una delle  poche in Puglia.

 

Come consuetudine di Aperitivo d’Autore, la serata verrà aperta da un gustoso aperitivo, stavolta realizzato dalla cucina della struttura e abbinato ai vini a chilometro zero di Cantina Lama di Rose.

 

L’ingresso è con ticket esclusivamente in prevendita su Postoriservato.it al seguente link https://bit.ly/48rT45M e nei punti vendita autorizzati PostoRiservato. Sarà possibile acquistare i ticket fino alle ore 12 dell’1 febbraio. Per info: 380.4385348 -  \n Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. \"> Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

• L\'AUTRICE •

Donatella Di Pietrantonio vive e lavora a Penne, in Abruzzo. Con “L\'Arminuta” (Einaudi 2017, tradotto in più di 30 Paesi) ha vinto numerosi premi, tra cui il Premio Campiello, il Premio Napoli e il Premio Alassio. Ha esordito con il romanzo “Mia madre è un fiume” (Elliot 2011), con cui ha vinto il Premio Tropea. Per Einaudi ha pubblicato anche “Bella mia” (prima edizione Elliot 2014), con cui ha partecipato al Premio Strega 2014 e ha vinto il Premio Brancati, “Borgo Sud” (2020), finalista al Premio Strega 2021, e “L\'età fragile” (2023). Per la sceneggiatura del film “L\'Arminuta” di Giuseppe Bonito ha vinto il David di Donatello insieme a Monica Zapelli.

 

• IL LIBRO •

Amanda prende per un soffio uno degli ultimi treni e torna a casa, in quel paese vicino a Pescara da cui era scappata di corsa. A sua madre basta uno sguardo per capire che qualcosa in lei si è spento: i primi tempi a Milano aveva le luci della città negli occhi, ora sembra che desideri soltanto scomparire, si chiude in camera e non parla quasi. Lucia vorrebbe tenerla al riparo da tutto, anche a costo di soffocarla, ma c’è un segreto che non può nasconderle. Sotto il Dente del Lupo, su un terreno che appartiene alla loro famiglia e adesso fa gola agli speculatori edilizi, si vedono ancora i resti di un campeggio dove tanti anni prima è successo un fatto terribile. A volte il tempo decide di tornare indietro: sotto a quella montagna che Lucia ha sempre cercato di dimenticare, tra i pascoli e i boschi della sua età fragile, tutti i fili si tendono. Stretta fra il vecchio padre così radicato nella terra e questa figlia più cocciuta di lui, Lucia capisce che c’è una forza che la attraversa. Forse la nostra unica eredità sono le ferite.

 

• LA LOCATION •

Tra le 100 masserie del Comune di Crispiano è annoverata la Masserie Le Caselle all’interno del complesso turistico Parco delle Querce, costituito da trulli centenari e immerso tra ulivi secolari. Ubicato nel Parco Regionale delle Gravine e nel cuore della riserva naturale del bosco delle Pianelle, il Parco delle Querce si presenta come un luogo 100% “green experience”. Cornice di matrimoni civili e di ricevimenti, nella struttura è possibile vivere un’esperienza enogastronomica ricercata, grazie alla combinazione di sapori autentici del nostro territorio, sapientemente equilibrati. Quella che un tempo era la Masseria Le Caselle, con gli ambienti rustici e il fienile, è oggi una location apprezzata per un pranzo o una cena nuziale all’insegna dell’eleganza e della raffinatezza, nonché della ricerca del dettaglio squisitamente storico e naturalistico. L’hotel è dotato di 29 camere, disposte a chiostro monacale, con piscina a uso esclusivo. Inoltre il complesso ospita un parco acquatico capace di ospitare (ad ampliamento definitivo) fino a 2000 persone circa. Nel catasto onciario borbonico datato 1742-1748 si trova ben menzionato il sito di “Caselle” che risultava all’epoca nelle proprietà di un sacerdote di Martina Franca. Il sito di Caselle era descritto in quel periodo come “abitazione di coloni” e la sua origine toponomastica deriva proprio dalla presenza delle “casedde” ovvero abitazione costituita da trulli, che pertanto si può datare come edificazione tra la fine del XVII e l’inizio del XVIII secolo. Da allora, nel corso dei secoli, si sono succedute una serie di proprietà, sempre di famiglie martinesi. Attualmente, dal 2019, la struttura appartiene all’imprenditore Stefano Scatigna.

 

• I VINI •

La famiglia Tagliente si è dedicata da sempre con grande passione alla coltivazione dei vigneti. Questa dedizione, unita allo spirito di sacrificio, è stata trasmessa da Domenico e Margherita ai loro figli. Forti delle proprie convinzioni e con il fine di fare al meglio viticoltura ed esaltare la bontà delle produzioni vinicole che il territorio è capace di dare, hanno pensato di valorizzare i vitigni autoctoni. Stiamo parlando di uve quali il Primitivo, la Verdeca, Il Fiano Minutolo, oltre ad alcuni vitigni alloctoni che, uniti ai nostri, danno vini di grande struttura e serbevolezza. Con l\'obiettivo di mantenere un’unica entità tecnica e produttiva capace di affrontare le sfide del mercato, i fratelli Tagliente hanno dato vita alla società agricola e cantina denominata Lama di Rose. Nel 2003 aprono la cantina per la trasformazione dell’uva, che vanta una superficie di circa 28 ettari, di cui diciotto a vigneto, cinque a oliveto, quattro a seminativo e uno di macchia mediterranea. In questi ultimi anni Lama di Rose si va arricchendo di nuove componenti che stanno apportando all’azienda idee innovative, la linfa vitale di un’impresa giovane e moderna. Attualmente i vini prodotti sono i seguenti: Pizzichicchio (primitivo IGP Salento), Fucaraz (primitivo IGP Salento), Tufaja (pinot bianco IGP Salento), Cabernet (rosso IGP Salento), Broj (Verdeca), Zippero (rosato). Tutti i vigneti sono ubicati nei Comuni di Crispiano e Massafra. La cantina e il punto vendita si trovano a Crispiano, in via Paganini.

 

 

Un altro colpo al cuore per la città. Chiude la storica libreria la Casa del

Libro Mandese di via D Aquino , presidio culturale, luogo di incontri, confronti, crescita, e Taranto si ritrova ancora più povera e isolata dai contesti che nella cultura, nella scrittura, trovano linfa vitale.

La Casa del Libro ha attraversato e nutrito intere generazioni di lettori, scrittori, studenti, mantenendo la sua fisionomia storica che la rendeva diversa da tutte le altre, un luogo sospeso nel tempo, un punto di riferimento, bello sia nella forma che nella sostanza.

Ha ceduto, anche Mandese, dopo Veralibri, Filippi, Ghilmalesh, Ubik, determinando una ulteriore elemento di desertificazione sulla quale bisogna interrogarsi.  Intorno 

al mondo della cultura, della lettura, degli incontri,  ruotano sempre le stesse persone, la stessa platea che non basta.... Impoverimento  è anche questo, preferire altro, scegliere altro. 

Ci sono luoghi sacri, di culto privato. In cui hai speso tempo e visto persone, in cui sei cresciuto. Luoghi  che vedi come alberi maestosi e che guardi con malinconia come si guarda la bellezza di un grande vecchio, come punti di riferimento che, nel tuo cuore, non finiscono mai come  le persone che ci sono passate e oggi vorremmo fossero ancora lì, e non smetteranno mai di abitare quel piccolo spazio segreto ... così scriveva Antonio Mandese a proposito della sua libreria a ottobre del 2020. Parole che oggi suonano ancora più tristi perché a finire è proprio il luogo che le ha ispirate. 

In queste ore sui social è un susseguirsi di messaggi e foto in cui si esprime dispiacere ma anche rabbia per una città che non riesce a trattenere ciò che ha di più importante. 

Tanti gli abbracci virtuali che in queste ore stanno raggiungendo  Nicola Mandese.  E un grande in bocca al lupo va rivolto e rinnovato ad Antonio, Federica, Raffaele che in viale Liguria proseguono con costanza e orgoglio questa grande tradizione culturale, aziendale, e civica. A questo proposito, il ramo della famiglia Mandese che porta avanti la propria attività in via Liguria, in un post pubblicato sulla propria pagina Facebook scrive quanto segue:

 LA STORIA DELLA CASA DEL LIBRO CAV. A. MANDESE CONTINUA E GUARDA AL FUTURO!

Lavoro culturale, promozione della lettura, libreria, rapporti con le scuole. 

La missione della libreria che cresce coltivando la sua funzione sociale a servizio del territorio.

 

Cari Tutte e Tutti abbiamo sentito il bisogno di ringraziare per la grandissima vostra partecipazione e per l’affetto, in un momento così toccante per la nostra vita umana e professionale ci è sembrato doveroso.  Per l\\\'amore che abbiamo nei confronti di quel luogo sacro e storico dove tutte le nostre vite sono cominciate.

 

Nel ringraziarvi teniamo a fare delle precisazioni su questioni che, invece, ci riguardano e teniamo a chiarire; abbiamo compreso che questa notizia ha causato disorientamento tra gli amici, clienti e frequentatori della libreria.

 

La Casa del Libro Mandese continua la sua attività in via Liguria come sempre senza alcuna interruzione.

 

Le due attività librarie afferiscono a due ragioni sociali differenti. Nel caso della storica attività di via D Aquino non abbiamo potere decisionale né partecipazioni azionarie. Ciononostante, abbiamo, da sempre, aiutato con ogni mezzo materiale e immateriale l’attività Storica che riteniamo di Famiglia. La parte della famiglia Mandese con responsabilità gestionali non ha mai ritenuto opportuno coinvolgerci o informarci della decisione di chiudere. Per questa ragione, con profondo rammarico, abbiamo potuto solo che prenderne atto.  

 

Continueremo con massimo impegno, con la solita passione, dedizione e professionalità l attività di quell  Antonio Mandese, del Cav. Antonio Mandese nostro padre e nonno di cui, oggi, ci sentiamo ancora più orfani. Proseguiamo nel suo nome questa attività, certi che l amore per i libri e per la lettura ci renderà migliori e continuerà ad arricchire, di valori positivi, il territorio di Taranto a cui siamo indissolubilmente legati da quattro generazioni. 

Per questa ragione siamo pronti ad accettare le sfide del futuro che, ogni giorno, troviamo davanti a noi. 

firmato Raffaele (Luccio), Federica e Antonio Mandese

Lu.Lo. 

 

“Se vogliamo provare a rilanciare quella produzione nel rispetto delle politiche europee, noi non possiamo fare altro che chiudere le fonti inquinanti, convertendo radicalmente le tecnologie di quello stabilimento. In Italia siamo leader di queste tecnologie, i forni elettrici piuttosto che il preridotto. Per fare questo servono tanti soldi, ne siamo consapevoli. Ma abbiamo un treno che è quello dei fondi europei del Just Transition Fund, che non ripasseranno più come in questo momento”. Lo ha detto il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, in audizione alla commissione Industria del Senato su Acciaierie d’Italia, l’ex Ilva, a proposito del nuovo decreto legge del Governo del 18 gennaio scorso che prevede misure per l’amministrazione straordinaria della società e 320 milioni di sostegno alla liquidità sotto forma di prestito del Mef. Per il sindaco di Taranto, serve mettere in sicurezza i crediti dell\'indotto a Taranto e a tal proposito ha manifestato “la disponibilità a collaborare con il Governo per raggiungere un accordo di programma centrato sull\'obiettivo prioritario della salute”. “Far saltare oggi l’indotto - ha sostenuto Melucci - significa fermare la supply chain dell’Ilva, significa non garantire a nessuno di far ripartire quella macchina così complessa. In tutto questo siamo disponibili a collaborare con il Governo abbiamo scritto qualche giorno fa al ministro Urso, continuando a lavorare all’ipotesi di un accordo di programma. Il piano industriale stia centrato su quell’obiettivo della salute che ormai è imprescindibile, dobbiamo ridare fiducia a una comunità che è molto stanca, ma determinata. In questo momento, più che mai, serve che il Governo abbia coraggio”. 

uesta mattina, il dirigente scolastico Marco Cesario, in servizio presso l Istituto comprensivo Dante Europa di Taranto, è stato aggredito, riportando visibili ferite. È un fatto inaccettabile e, purtroppo, ormai emblematico, in quanto sintomo di un rifiuto generalizzato di quella legalità di cui la scuola, soprattutto in contesti difficili, è spesso l unico presidio Lo scrivono i Segretari generali della Cisl Puglia, Antonio Castellucci, e della Cisl Scuola regionale, Gianna Guido. \\\\\\\"È evidentemente necessaria una urgente e capillare azione sociale e politica che sostenga la scuola nella sua quotidiana opera di affermazione non solo nominale della legalità, in un tessuto sociale sempre meno disponibile ad accettare quelle regole che la scuola propone e, indirettamente, impone. La Cisl Puglia e la Cisl Scuola Puglia, nell esprimere piena solidarietà al DS Cesario, manifesta sdegno per quanto accaduto, chiedendo agli organi scolastici competenti l\\\\\\\'assunzione determinata di iniziative a tutela di tutti i lavoratori della scuola, da tempo ormai in trincea, nell esercizio delle proprie preziose funzioni\\\\\\\". «L’aggressione, l’ennesima, ad un rappresentante della scuola è il termometro di una tendenza che ormai è fin troppo acclarata. La scuola-bersaglio, deligittimata, depotenziata, definenziata, svilita al ruolo di azienda o parcheggio in cui i genitori possono pretendere e comandare”. E’ questo il commento a caldo di Giovanni D’Arcangelo, segretario della CGIL Taranto

Stando a quanto appurato dai Carabinieri si è trattato di un\\\\\\\'aggressione in piena regola all’uscita di scuola con i genitori di alcuni studenti che hanno picchiato il dirigente scolastico. Calci e pugni che hanno costretto l’uomo a fare ricorso alle cure dei medici.

Lu.Lo.

 

 

“Abbiamo un avanzo di amministrazione di un miliardo e 600 milioni. É ovviamente un avanzo vincolato. Laddove lo Stato non avesse disponibilità finanziaria per sostenere questa fase particolarmente delicata con riferimento alle imprese dell’indotto, la Regione Puglia è disponibile, ove nel decreto sia contenuta la deroga ad utilizzare l’avanzo vincolato, come peraltro abbiamo fatto per coprire le spese in disavanzo in sanità, a mettere a disposizione questo denaro della Regione per mitigare gli effetti negativi sulle ragioni di credito dell’indotto”. É quanto ha proposto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, alla commissione Industria del Senato per alleviare la crisi che assedia le imprese che lavorano con l’ex Ilva. Emiliano si è collegato ieri sera audiovideo con la commissione del Senato. Con lui anche l’assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia, Alessandro Delli Noci.

Tra pochi giorni i lavoratori e i disoccupati tarantini festeggeranno un anno esatto dalla chiusura, per inagibilità e assenza d’igiene, del Centro per l’Impiego di Taranto.

A ricordarlo in una nota congiunta che annuncia anche il sit-in di protesta che si terrà il prossimo 1° febbraio (9.30-12.00) sotto Palazzo di Città a Taranto, sono i sindacati confederali CGIL, CISL e UIL di Taranto.

“La struttura che per anni ha accolto le istanze di lavoro, formazione e ricerca di occupazione di migliaia di cittadini e cittadine del territorio, dall’aprile 2023 è chiuso nella completa indifferenza delle istituzioni che se ne dovrebbero occupare – dicono Giovanni D’Arcangelo, Gianfranco Solazzo e Pietro Pallini, rispettivamente segretari territoriali di CGIL, CISL e UIL - All’utenza, già in condizioni di precarietà o bisogno, viene di fatto chiesto di arrangiarsi: o si è capaci di orientarsi nel ginepraio delle pratiche on line o si raggiunge un’altra sede periferica a Castellaneta, Grottaglie, Manduria, Martina Franca o Massafra”.

“Siamo in una delle fasi più critiche per il lavoro in città eppure uno dei luoghi simbolo del collocamento e della ricerca di occupazione risulta non essere una priorità né per Regione Puglia, né per il Comune di Taranto, che sollecitati a più riprese, continuano a non affrontare il problema” – dicono i sindacalisti.

E da aprile 2023 ad oggi numerose le istanze che CGIL, CISL e UIL e i relativi sindacati di categoria, hanno presentato denunciando l’irragionevole vuoto in un territorio che nel solo 2023 ha registrato 21.759 nuovi disoccupati (fonte ISTAT).

Ad essere interessati del problema che riguarda, inoltre, 45 dipendenti e 12 unità di coordinamento, sono stati la Prefettura, il Comune di Taranto e la Regione Puglia, e tutte le volte non si è riusciti mai andare oltre i buoni propositi.

“Persino la lettera dello scorso 19 gennaio, indirizzata a Prefettura, Regione, Comune e ARPAL Puglia, in cui annunciamo la manifestazione di protesta che si svolgerà il prossimo 1 febbraio sotto la sede del Municipio di Taranto, non ha smosso l’attenzione dei destinatari - dicono D’Arcangelo, Solazzo e Pallini - restituendo a tutti noi la frustrante sensazione che il lavoro non sia assolutamente percepito come una emergenza da affrontare con la dovuta solerzia”.

“La Regione Puglia e il Comune di Taranto, quest’ultimo secondo i propri obblighi normativi sanciti dall’art. 3 della Legge 56/87 – termina la nota dei sindacati – hanno il dovere di trovare una soluzione tempestiva percorribile nell’immediato”.

Quella che, giusto per intenderci, manca da quasi un anno.

 

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