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Giornale di Taranto - Artigianato, Commercio & Agricoltura

Taranto25, il network tra oltre 70 tra aziende, professionisti e associazioni del territorio che si sono uniti per contribuire allo sviluppo della nostra comunità, organizza la business competition \"StarTAp25\".

La manifestazione si terrà, dalle ore 15.30 di domani, martedì 2 luglio, nella Sala Conferenze (ex Chiesetta) della sede dell’Università degli Studi di Bari del Dipartimento Jonico Sistemi Giuridici ed Economici - via Duomo, 259 a Taranto, e sarà presentata dalla socia di Taranto 25 Annapaola Scrimieri e dal giornalista Angelo Di Leo. L’evento rientra nella roadmap della StartCup Puglia 2024, programma collegato al circuito PIN.

Sono previsti gli interventi di: Paolo Pardolesi, Direttore del Dipartimento Jonico Uniba che farà gli “onori di casa”, e a seguire Fabio Tagarelli, Presidente Taranto 25, Michele Colio, Direttore Generale di Zurich Italia, Il Vicesindaco di Taranto Gianni Azzaro, Maurizio Maraglino , Componente Collegio sindacale e delegato alle Start up di BCC di San Marzano, Vincenzo Cesareo, Presidente Camera di Commercio di Brindisi-Taranto, Andrea Trivellato, Direttore Reti di Zurich PLC, Desireè Petrosillo, Assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Taranto, e Stefano Marastoni, Responsabile. Area Strategica Potenziamento del SIR e Innovazione nelle Imprese e dell’’Intervento Regionale “Estrazione dei Talenti” - Direttore “Start Cup Puglia”.

 

È una nuova importante business competition a favore delle start up del territorio che, anche grazie all’intervento del main partner Zurich PLC - una delle più importanti compagnie assicurative a livello internazionale -  prevederà l\'erogazione delle borse di studio per un totale di trentamila euro.

Nella presentazione dell’evento, il Presidente di Taranto 25, Fabio Tagarelli, ha sottolineato il carattere fortemente innovativo dell’iniziativa “Questo evento si caratterizza dalla volontà da parte di aziende e professionisti locali di sostenere lo sviluppo di altre aziende con le proprie disponibilità economiche in modo solidaristico e promozionale. Le start up avranno anche l\'opportunità di creare link di valore con stakeholder di loro interesse, organizzati da Taranto 25”.

 

La selezione in questo ‘anno zero’ è avvenuta in seguito ad una prima ricognizione, fatta in occasione della Boston Consulting Group Innovation Challenge, con il supporto delle Istituzioni locali e di ARTI Puglia. Sono stati esaminati determinati requirement fra cui: sede legale e produttiva nel territorio, innovatività e concretezza, creatività/originalità dell’idea anche legata al territorio; disponibilità a sottoscrivere un “impegno morale” a rimanere a Taranto nei prossimi anni, assumere persone della città e alla sostenibilità sociale (ESG). Le start up “finaliste” hanno ricevuto la visita del Comito Tecnico Scientifico e hanno illustrato anche un progetto in grado di costruire un \"ponte\" per connettere in futuro le proprie attività alla città e alla provincia di Taranto, come la diffusione del know-how nelle scuole per stimolare i giovani, oppure individuare nel territorio i fornitori per le proprie attività aziendali.

 

Saranno premiate cinque start up e una APS, ciascuna delle quali riceverà una borsa si studio di 5000,00 euro che saranno corrisposti in modo graduale ed in funzione del raggiungimento degli obiettivi prefissati a favore del territorio e dell’economia locale, che saranno concordati con le singole start up. 

Le realtà premiate, oltre a ricevere la borsa di studio, avranno anche altre opportunià per il loro sviluppo messe a disposizione da Taranto 25: entrare in contatto con i professionisti e le realtà imprenditoriali del network dell’associazione per innescare virtuose opportunità, l’opportunità di ed essere accompagnati nell’avviare dialoghi interistituzionali con i principali attori del territorio.

 

L’evento, destinato a consolidarsi nel tempo, vuole offrire ai giovani tarantini l’opportunità di avere un luogo sociale dove poter dire ad alta voce “ho un’idea” ed essere ascoltati in modo totalmente aperto, libero ed inclusivo. 

L’email:  \n Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. \"> Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.  è sempre attiva e pronta a ricevere candidature spontanee per la prossima edizione e per permettere all’associazione di conoscere sin da subito le idee imprenditoriali nascenti nel territorio ed analizzare come essere di supporto. Il talento, sopra ogni cosa, è desinatario di tutta la nostra attenzione.

 

I componenti del Comitato tecnico scientifico, che si è occupato dell’organizzazione dell’evento, sono stati alcuni soci di Taranto 25: Annapaola Scrimieri, Antonio Di Martino, Rita De Santis, Fiorella Occhinegro, Ennio Barnaba, Antonio Mazzuto, Luca Furlanut, Roberto Basile, Abrham Abe, Valerio Martino, Giuseppe Cianci, Michele Loparco e Angelo Lorusso.

 

Al via da domani l’ottava edizione del Festival Chitarristico Internazionale “Città dello Jonio”; nato nel 2017 da un’idea della direttrice artistica M^ Maria Ivana Oliva, Presidentessa dell’Associazione musicale “Guitar Artium”, l’evento pone i riflettori sulla “chitarra” con l’intento di offrire al territorio un connubio di musica di qualità e valorizzazione delle risorse culturali della città di Taranto.

Il Festival è patrocinato dal Comune di Taranto ed è “una manifestazione di elevato spessore artistico-musicale che sposa la mission dell’Amministrazione Comunale quale quella di offrire eventi variegati e fruibili da tutta la cittadinanza”.

La manifestazione è sostenuta moralmente, altresì, da Regione Puglia e Centro di Servizi di Volontariato di Taranto, che ne riconoscono l’importanza esclusiva sul territorio.

Come nella passata edizione, il Festival si estende anche a Pulsano; l’evento è patrocinato dall’Amministrazione comunale e si terrà nel Chiostro Ex Convento dei Frati Riformati sede del MAP – Museo Archeologico, grazie alla volontà dell’Assessore Antonella Lippolis che “intende offrire eventi artistico-culturali internazionali per un Comune che ospita turisti provenienti da tutto il mondo”.

Novità 2024 è il concerto presso l’Ospedaletto di Martina Franca, antica Casa Cappellari costruita nel 1783 e che ospitava i poveri della città.

Dal 2 al 12 luglio concertisti di diverse nazioni: Spagna, Germania, Tailandia, Italia, si esibiranno in formazioni diverse e con programmi che spaziano tra le opere più significative della letteratura chitarristica.

Il Festival si apre, appunto, martedì luglio alle ore 21.00 presso la Chiesa Regina Pacis di Lama con il chitarrista spagnolo Jonnathan El Barouki, conosciuto come il chitarrista venezuelano più influente e importante della sua generazione e residente da anni in Spagna.

È il presidente e fondatore del Festival Internazionale della Chitarra di Spagna FIGUE nonché membro dell\'Associazione dei Compositori di Madrid e della Società Generale degli Autori e Compositori di Spagna. Fondatore e direttore del Quartetto Chitarristico di Madrid. Ha, inoltre, un dottorato di ricerca in Scienze dell\'Educazione con un diploma post-dottorato in Ricerca e un Master in Musica con menzione in Esecuzione strumentale. Ha fatto parte del corpo docente del Master in Musica presso l\'Università Simón Bolívar del Venezuela ed è stato un professore presso il Conservatorio Statale di Musica di Aragua. Ha effettuato un\'importante tournée in diverse sale da concerto in America Latina ed Europaed è stato premiato in vari concorsi di chitarra. Il suo lavoro come compositore è stato eseguito da diverse orchestre ed artisti. Attualmente fa una vita artistica da Madrid, Spagna. Riceverà il consueto “PREMIO CITTA’ DELLO JONIO” da parte dell’Amministrazione comunale quale personalità che si è distinta nel campo chitarristico

Il 3 luglio alle ore 21.00, stessa sede Chiesa Regina Pacis, doppio concerto con Francesco Tizianel - chitarra fingerstyle- e Paolo Zaccaria .

Uno dei caratteri distintivi di Francesco Tizianel è il suo suono unico, pulito e brillante che, unito allo stile fingerstyle, da subito all’ascoltatore l’impressione di ascoltare un’orchestra intera producendo contemporaneamente con la sua sola chitarra le linee melodiche, il basso, l’accompagnamento e le parti percussive. Il tutto sfocia in un repertorio acustico che rivisita brani

della musica pop, grazie anche al particolare utilizzo di una chitarra a 7 corde da lui stesso pensata e progettata. Con lui anche i brani più noti hanno un gusto diverso e riconoscerli è una bellissima esperienza per il pubblico. Lo spettacolo alterna momenti di ottima tecnica esecutiva a racconti della sua ricca vita personale ed artistica accompagnati da composizioni originali. Stiamo parlando di uno “One man band” ispirato, che ha suonato con grandissimi musicisti e che si è formato oltreoceano perfezionando la sua tecnica con Tuck Andress del duo Tuck & Patti che sono stati i suoi primi produttori e Francesco il primo chitarrista al mondo prodotto da loro. Diplomato con Lode e “Menzione speciale” presso l’accademia Lizard di Firenze, compositore e arrangiatore, nella sua attività estesa dirige uno dei più prestigiosi Istituti musicali della provincia di Pordenone.

Il giovane emergente Paolo Zaccaria nasce a Grottaglie nel 1994. Consegue la Laurea di Primo Livello in chitarra presso il Conservatorio “Nino Rota” di Monopoli e la Laurea di Secondo Livello presso il Conservatorio “Niccolò Piccinni” di Bari. Deve la sua formazione ai Maestri Massimo Felici e Umberto Cafagna. Ha frequentato il Master di Secondo Livello presso il Conservatorio “Arrigo Boito” di Parma seguendo i corsi di Oscar Ghiglia, Stefano Grondona, Massimo Felici, Lorenzo Micheli, Giampaolo Bandini e Giuseppe Pepicelli. Si è perfezionato con i Maestri Umberto Cafagna e Stefano Grondona. Ha frequentato i corsi di Oscar Ghiglia, tenuH nell’ambito degli “Incontri ChitarrisHci di Gargnano”. Ha frequentato i corsi di alcune tra le più importanti personalità del panorama chitarristico e vinto numerosi concorsi internazionali.

Il 4 luglio – ore 20.00 Chiesa Regina Pacis - di scena i Giovi Talenti e l’orchestra giovanile “Andrés Segovia” diretta dalla prof.ssa Maria Ivana Oliva. Ormai da otto anni l’Associazione Guitar Artium continua a porre particolare attenzione ai giovani con varie attività di sensibilizzazione e formazione mirate a a suonare con i compagni. La musica d’insieme ha finalità diversificate:“sviluppa la dimensione relazionale”, -suonare uno strumento in gruppo, infatti, allena all’autodisciplina e all’autocontrollo e funge da stimolo nell’interazione con gli altri, nella duplice dimensione musicale e sociale - “aiuta la formazione musicale” - suonando con gli altri stimola la formazione musicale di base, si sviluppa il senso ritmico e melodico e la capacità di rispettare il proprio ruolo nell’ensemble, seguendo il gesto del Direttore - Nell’orchestra “Non esiste un capo, ma solo un Direttore” perché il lavoro in orchestra è un lavoro di squadra. Nessuno è leader assoluto, ognuno è indispensabile per creare magia e suscitare emozioni. Ogni ragazzo partecipa in base alle proprie capacità ed attitudini, e le parti strumentali sono opportunamente create in relazione alle competenze strumentali di ciascuno.

Il 9 luglio - Palazzo di Città, 10 luglio - Chiostro Ex Convento dei Frati Riformati sede del MAP – Museo Archeologico e 12 luglio – Ospedaletto di Martina Franca di scena il duo proveniente dall’ Asia Anton Isselhardt – flauto/ Germania e Pongpat Pongpradit –chitarra/Tailandia.

La collaborazione artistica del Duo è iniziata nel 2017 con il duo “Wind & Strings”. Entrambi si sono affermati dopo un po\' come duo leader di questo genere musicale nel sud-est asiatico. Si esibiscono con riferimento al passato, con le sue tradizioni musicali dimenticate nel 19° secolo, ma anche con un focus sulle sfide musicali del futuro. L\'ampio repertorio contiene trascrizioni di ottima fattura del periodo rinascimentale e barocco. Le composizioni originali dei tempi viennesi di Beethoven e Schubert conducono al linguaggio musicale del romanticismo di alcuni maestri dell\'Europa centrale e meridionale come Johann Kaspar Mertz, Mauro Guliani, Luigi Legnani. Inoltre, le deliziose composizioni di compositori latinoamericani dei primi Dal XX secolo fino al XXI secolo sono una parte importante del loro repertorio, così come le illustri composizioni dei compositori francesi dell\'inizio del XX secolo. Vengono prese in considerazione anche strumentazioni estese e varie per progetti futuri, nonché trascrizioni impegnative con strumentazioni speciali. L\'amicizia tra Anton e Pongpat, combinata con l\'unicità artistica di questi due musicisti esperti, supporta la visione, facendo tournée in tutto il mondo, fornendo raffinata musica da camera a un pubblico curioso.

L’11 luglio alle 21.00-Chiesa Regina Pacis il Festival apre le porte al Jazz ed al Funk con una proposta elegante e di grande qualità musicale offerta dal un quartetto di professionisti FIND OUT: Francesco Lomangino (Sax e flauto), Antonio Vinci (Tastiera), Vincenzo Cristallo (Chitarra), Pasquale Angelini (Batteria).

Funky autentico, linguaggio jazz, riff rock, elettronica e soundtrack, sostengono melodie semplici ipnotiche e a volte complesse dei Find Out. Con diverse esperienze ed estrazioni musicali. La forza della Band sta nell’utilizzo di un groove mantrico, come nel brano Saguifunk ispirato al ritmo sexy e ipnotico di “Funky Drummer” di Brown, che accompagna temi ripetitivi, che rafforzano l’ipnosi del pezzo e improvvisazioni jazz d\'avanguardia. In brani come Apollo, dove ritroviamo molto l\'utilizzo di soundtrack ed elettronica, i Find Out esprimono un\'idea di composizione che passa dal progressive fino al crossover, toccando anche momenti di pura psichedelia. Presenteranno il loro ultimo lavoro.

 L’ingresso agli eventi è libero fino ad esaurimento posti. INFO 347.1790060

www.associazioneguitarartium.com

Completati gli ultimi interventi di dragaggio e di ripristino del fondale, il lato di levante della banchina San Cataldo del porto di Taranto, dove attraccano le navi da crociera, è stato ammodernato e reso disponibile ad accogliere unità di grandi dimensioni, potendo ora contare su 8,5 metri di pescaggio per l’intera banchina. E ieri è avvenuta l’inaugurazione del lato levante con l’attracco della Mein Schiff 5 della compagnia TUI, che è stata la prima cruise ship ad ormeggiare lungo la nuova banchina di levante, mentre sul lato di ponente sempre ieri ha attraccato la Costa Fascinosa di Costa Crociere. Il nuovo pescaggio dell’infrastruttura è confermato con l’ordinanza emessa dalla Capitaneria di porto in materia di “Massima immersione consentita presso le banchine del porto di Taranto e limitazioni di ormeggio”. 

I lavori hanno consentito di regolarizzare i fondali e portarli alla quota prevista dal Piano regolatore portuale, operazione, spiega l’Authority del Mar Ionio, “eseguita con tutti gli accorgimenti e presidi ambientali previsti dalla normativa vigente”. Hanno partecipato ai lavori l’Impresa D’Aloisio che ha subappaltato in quota parte alla società La Dragaggi, la Prisma - che ha curato le attività di monitoraggio ambientale - e la Ecotaras che ha fornito i presidi ambientali necessari. “C’è grande entusiasmo e soddisfazione quest’oggi – ha affermato il presidente dell’Autorità portuale, Sergio Prete - per l’arrivo delle due cruise lines in simultanea al molo San Cataldo del porto di Taranto. Il traguardo raggiunto è frutto di un intenso lavoro e del continuo dialogo avuto con la Capitaneria e le imprese coinvolte, in particolare la Taranto Cruise Port Srl, che ringraziamo per aver efficacemente eseguito tutti gli interventi previsti in tempi strettissimi, consentendo il regolare approdo delle navi lungo entrambi i lati del molo San Cataldo”. “Con la futura realizzazione di ulteriori interventi quali l’arretramento del varco est, il waterfront e il completamento dell’edificio Falanto, il molo San Cataldo e l’area di cerniera tra porto e città diventeranno particolarmente attrattivi per turisti e cittadini”, ha concluso Prete. 

 

Mercoledì 3 luglio Feltrinelli Librerie inaugura la nuova libreria Feltrinelli, al civico 25 di una delle principali arterie cittadine, via Di Palma: un nuovo luogo di cultura, confronto e aggregazione nel cuore della città di Taranto.

 

L\\\'apertura, la settima del Gruppo in Puglia dopo quelle di Bari, Brindisi, Casamassima, Lecce e Altamura e la prima del capoluogo, rappresenta un’ulteriore testimonianza della vicinanza che storicamente lega Feltrinelli al Sud Italia. 

 

Immersa nel mare culturale di Taranto, la libreria Feltrinelli intende dare spazio e risalto alle molteplici forme di espressione che caratterizzano il contesto locale tarantino, contrassegnato da fermento e vivacità, da un dinamismo propulsivo ed energia creativa. Un nuovo spazio dedicato ai libri e alla lettura, dalle voci più note e amate alle sottoculture più sorprendenti.

 

Ad accogliere i lettori e le lettrici, uno spazio di oltre 270 metri quadratidisposti su due livelli, con la possibilità di ospitare presentazioni di libri e diverse iniziative culturali per la città.  Oltre 20 mila i titoli complessivi, con una proposta editoriale attenta a valorizzare anche gli editori locali e le voci del territorio. L’assortimento conta 8 mila titoli di narrativa e oltre 5 mila titoli di saggistica, senza dimenticare la letteratura in lingua e la varia. Inoltre, per i più giovani, una sezione dedicata all’universo Young Adult e alla letteratura che meglio lo rappresenta: fumetto, manga e romance.

 

In occasione dell’apertura, mercoledì 3 luglio a partire dalle 19, è in programma una speciale serata di festeggiamenti. Dopo il taglio del nastro, l’opening vedrà la partecipazione di voci particolarmente rappresentative del territorio: gli scrittori Nicola Lagioia e Antonella Lattanzi chemoderati dalla giornalista Florinda Fiamma, celebreranno la figura di Alessandro Leogrande, offrendone un ricordo sul palco. Ad accompagnare la loro conversazione, la bella voce della cantautrice tarantina Erica Mou

 

 

 È scontro tra il Comune di Taranto e il ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica (Mase) a proposito della realizzazione di un parco fotovoltaico galleggiante nel Mar Piccolo di Taranto. Malgrado il parere negativo del Comune, il Mase, dichiara l’ente locale, ha “inteso definire ugualmente procedibile l’istanza”. “Il Mar Piccolo non si tocca - dichiara il sindaco -. Lo avevamo detto già nel febbraio 2024 e lo ribadiamo ora per iscritto al ministero dell’Ambiente che aveva avviato la procedura di Via nell’ambito del provvedimento unico in materia ambientale ai sensi dell’art. 27 del Testo Unico Ambientale”. “Essere a favore della transizione energetica del nostro territorio verso impianti rinnovabili non deve essere inteso come una sorta di ‘lasciapassare’ alla realizzazione di infrastrutture capaci di incidere negativamente su un ecosistema già fragile o comunque coinvolto in altre scelte produttive - dichiara il sindaco di Taranto -. Il nostro impegno come Amministrazione è quello di tutelare gioielli naturali come il Mar Piccolo, custode di biodiversità e simbolo di resilienza. Il territorio in cui viviamo non può subire ulteriori sfregi e di questo il ministero ne deve tener conto. Perché, in caso contrario, ci riserviamo di presentare ricorsi in sede amministrativa a difesa del Mar Piccolo e degli operatori locali”. Per il Comune, infatti, il parco fotovoltaico galleggiante sarebbe “un\'opera che andrebbe a sfregiare una zona naturale bellissima che l\'Amministrazione sta tentando di valorizzare attraverso l\'istituzione del Parco del Mar Piccolo proprio a tutela di un luogo che ospita un\'infinita varietà di specie di pesci, molluschi, uccelli acquatici e terrestri”.

Nell’udienza di oggi del processo in Corte d’Assise d’Appello di Taranto “Ambiente Svenduto”, il Codacons - che è tra le parti civili - ha chiesto l’immediato sequestro dell’impianto ex Ilva - ora Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria - “allo scopo di bloccare le emissioni cancerogene dell’acciaieria”. La richiesta é stata avanzata, spiega il Codacons, “dopo la recente decisione della Corte Ue secondo cui in presenza di pericoli gravi e rilevanti per l\'ambiente e per la salute umana, l\'esercizio dell\'acciaieria di Taranto dovrà essere sospeso”. “La Procura Generale, che potrebbe avanzare una simile istanza, al momento non sembra intenzionata ad agire, ma così facendo deve assumersi la responsabilità di altri decessi e di altre nascite di bambini malformati dovuti all’inquinamento di Taranto - ha detto il presidente del Codacons, Carlo Rienzi -. Al termine dell’udienza odierna, la Corte ha comunque trasmesso la richiesta di sequestro all’ufficio del procuratore della Repubblica affinché provveda sulla stessa”. “Ambiente Svenduto” é il processo in corso a Taranto relativo al reato di disastro ambientale contestato all’Ilva gestita dai Riva. La sentenza di primo grado si é avuta a maggio 2021.

 

Sospiro di sollievo per le aziende del Mezzogiorno che potranno contare per ancora sei mesi sullo sgravio contributivo del 30%. 

Il presidente provinciale di Confcommercio Taranto, Leonardo Giangrande, commenta con soddisfazione la notizia della proroga della misura ‘Decontribuzione  Sud’ che ha supportato le aziende delle regioni meridionali che non hanno rallentato la produzione ed hanno continuato ad investire, nonostante che lo scenario politico-economico internazionale abbia inciso negativamente sull’andamento dell’economia degli ultimi anni. 

 

“La modifica della misura, in scadenza al 30 giugno, frutto dell’accordo raggiunto nell’incontro di Bruxelles tra la vice presidente della Commissione europea, Margrethe Vestager ed il  ministro degli Affari Europei, Raffaele Fitto, consente la proroga della misura a fine anno. Un’ ottima notizia – commenta Giangrande- anche perché questo risultato potrebbe essere la premessa per non chiudere il capitolo decontribuzione al 31 dicembre 2024;   secondo alcune fonti ministeriali , si starebbe infatti lavorando per andare oltre la data di proroga della misura, che è ora legata al Temporary Framwork, strumento avviato dalla Commissione Europea per far fronte ai danni derivati all’economia alla emergenza pandemia e dal conflitto bellico in Ucraina,  e renderla strutturale per un periodo prolungato.

 

L’economia pugliese  nel 2023 dopo i primi tre mesi ha registrato un rallentamento rispetto all’anno precedente – come ha anche evidenziato dal rapporto annuale di Bankitalia – sui cui hanno pesato i fatti internazionali e  le  politiche restrittive della Bce sui tassi di interesse. Tutto ciò non ha comunque fermato il sistema delle imprese che, nonostante la crescita dell’economia rallentata, ha tenuto ed ha saputo -come conferma Banca d’Italia- conservare una sua vivacità ed un suo dinamismo. E’ molto importante dunque – conclude il presidente provinciale di Confcommercio- far si che le imprese possano essere supportate in questo impegno per continuare ad investire ed aumentare la produttività e contribuire alla crescita occupazionale. Confidiamo nell’acquisizione di uno strumento che nel medio-lungo termine, attraverso lo sgravio contributivo per le aziende, possa contribuire a difendere i livelli occupazionali nelle nostre aree meridionali, nelle quali si registrano ritardi e situazioni di disagio socio- economico.”

 

 

Nell’ambito del confronto tra tecnici e politici sullo stato attuale dell’agricoltura in Puglia e sul suo futuro, il Gal Terre del Primitivo di Manduria ha promosso un convegno oggi 28 giugno nel suggestivo  affascinante  contesto naturalistico di masseria Cuturi (tra l’altro azienda benbeficiata dal Gal Terre del Primitivo con precedenti misure).

 

Ad introdurre i lavori il presidente, Dario Daggiano con il presidente dei dottoriAgronomi e dei Dottori Forestali della provincia di Taranto (ricordiamo che il convegno attribuisce crediti formativi ai dottori agronomi e forestali), Nicola Cristella .

 

Seguiranno gli  interventi dei tecnici del settore, Luca Toninato, vicepresidente Enogis, Luigi Tarricne e Gianvito Masi del CREA Viticoltura ed Enologia di Turi, Andrea Magarelli, dell’Università di Bari. 

 

 

 

La sessione pomeridiana del convegno si apre con un monologo dello scrittore Antonio Pascale, dal titolo esilarante, ma quanto mai efficace, 

 

“Da Pinocchio a Masterchef, la storia del mondo attraverso il grano, il pane, e il vino”

 

Un monologo di 30 minuti che traccia la millenaria, quanto affascinante storia del mondo. Pascale racconta di due Paesi, quello di Pinocchio e quello di Masterchef. Pinocchio è anche il grande racconto della fame, al contrario Masterchef ci illustra il paese dell’abbondanza. Come abbiamo fatto a passare da Pinocchio a Masterchef? Con quali benefici e i costi? Com’era il mondo fino all’altro ieri e come è oggi? E domani cosa faremo? Per questo mondo siamo il problema o la soluzione, ci togliamo da mezzo o restiamo? La risposta? Il pane! Un divertente, veloce e commovente Talk di 30 minuti, in cui si parla di letteratura, storia, energia, agronomia, innovazione, demografia, filosofia, dove parlando di agricoltura e  grazie a sole due slide si racconta la lunga cavalcata che abbiamo fatto, dei percorsi che abbiamo creato e delle impronte con le quali dobbiamo fare i conti. 

 

Antonio Pascale è scrittore, saggista, autore televisivo (di Belve) e teatrale, ispettore presso il Masaf, apprezzato conferenziere. Ha scritto molti libri, vinto molti premi, il suo ultimo lavoro si chiama “La foglia di fico”, per Einaudi, vincitore della selezione dei Campiello 2022. Scrive per il Mattino, il Foglio, la Stampa, Rivista Studio, Le Scienze e Mind (dove ha una rubrica) e le Guide di Repubblica. Dirige Agrifoglio, il primo sito che si occupa di agricoltura e innovazione e dirige il festival ColtivaTo, il primo festival dell\'agricoltura in Italia.

 

 

Seguiranno le altre sessioni, con gli interventi di Paolo Fiume del C.I.H.E.A.M. Bari (centro Internazionale di Alti Studi Agronomici Mediterranei), e Giuseppe De Mastrodell’Università di Bari - Facoltà di Agraria e con l’apporto di Cosimo Sallustio, responsabile di raccordo CLLD-LEADER, Qualità e Associazionismo del CSR 2023/2027 Regione Puglia. 

Concluderanno i lavori, l’on. Dario Iaia, segretario della commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e altri illeciti ambientali e agroalimentari e l’assessore all’agricoltura della Regione Puglia, Donato Pentassuglia

A moderare i lavori sarà la giornalista Valeria D’Autilia

 

Ai dottori agronomi e forestali che parteciperanno al convegno saranno riconosciuti i crediti formativi.

 

Il Gal Terre del Primitivo, anche seguendo i dettami dell’Agenda 2030, nella Programmazione 2014/2022, ha alacremente lavorato sui temi agricoli esull’innovazione, mettendo in campo attività progettuali di ampio respiro che hanno coinvolto il tessuto economico produttivo del territorio. 

 

Questo appuntamento giunge a conclusione del lavoro svolto (nell’ambito della misura PSR 2014-2022 -Regione Puglia- Misura 19 “Sostegno allo sviluppo locale LEADER Intervento B 5.2 “Sostegno ad attività dimostrative e azioni di informazione) che ha visto impegnati in prima linea tecnici ed esperti sui temi agricoli, con attività pratiche, step divulgativi, azioni in campo.

Ancora un grandissimo risultato per Palazzina Laf, l\'opera prima di Michele Riondino sui confinati dell\'ex Ilva di Taranto ha ricevuto ben 5 Nastri d\'Argento, assegnati dal voto dei giornalisti cinematografici. In particolare i 5 Nastri, cui si aggiunge un riconoscimento per i produttori, ai quali si aggiunge un riconoscimento per i produttori,  riguardano il miglior  di Michele Riondino alla regia che ha vinto anche per la sceneggiatura (di Riondino con Maurizio Braucci), il miglior attore protagonista sempre Riondino, il non protagonista Elio Germano e per  la migliore canzone originale, La mia terra, musica, testo e interpretazione di Diodato.

Lu.Lo. 

Se ll acciaieria dell Ilva di Taranto presenta pericoli gravi e rilevanti per l\\\\\\\'ambiente e per la salute umana, il suo esercizio dovrà essere sospeso. E\\\\\\\' sicuramente questo uno dei passaggi salienti della sentenza della Corte di giustizia dell\\\\\\\'Ue su un ricorso dei cittadini ( 10 cittadini e un bambino di 10 anni colpito da una rara mutazione genetica facenti capo all Associazione Genitori tarantini) 

contro l impianto. Spetta al Tribunale di Milano valutare questi rischi. Una sentenza storica che ha fatto registrare reazioni  da parte del mondo istituzionale, politico, ambientalista, sindacale, industriale, alcune particolarmente in contrasto tra loro a dimostrare che le posizioni in campo sono diverse benché tutti auspichino che il verdetto sia rispettato e vengano messi in atto gli interventi richiesti dalla Corte Europea.

Sindaco di Taranto 

La sentenza della Corte di Giustizia dell\\\'Unione Europea sull’ex ILVA, con cui è stato stabilito che l\\\'attività industriale deve essere sospesa se pericolosa, ha una portata innovativa per le sorti della città di Taranto. Un concetto che avvalora le iniziative del sindaco della \\\"città dei due mari\\\" di questi ultimi anni, dalle ordinanze ai ricorsi in sede amministrativa, passando per la soluzione di un accordo di programma centrato sul tema della radicale decarbonizzazione e trasformazione tecnologica dello stabilimento siderurgico. 

 

\\\"Come commentato a caldo, nella veste di primo cittadino di Taranto, accolgo con rispetto e attenzione la decisione della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, che ha stabilito un principio fondamentale: la salute dei cittadini e la salvaguardia dell’ambiente non sono negoziabili, come d\\\'altronde traspare anche dalla nostra Carta Costituzionale\\\", così il sindaco Rinaldo Melucci, che già nella giornata di ieri ha dato mandato agli Uffici tecnici del Comune di studiare la riassunzione nel merito della istanza pendente presso il TAR della Puglia Sez. di Lecce, in relazione all\\\'obbligo posto a carico di Acciarie d\\\'Italia di adottare tutte le misure necessarie per impedire il protrarsi delle  emissioni collegate all\\\'attività produttiva .

 

\\\"La sentenza emessa, come era tutto sommato atteso, - continua il sindaco- può ora orientare il lavoro del tribunale amministrativo, e ribadisce l’importanza di valutare concretamente l’impatto ambientale e sanitario delle attività industriali, in particolare quelle dell’acciaieria di Taranto, non reputando sufficienti limiti emissivi artatamente imposti da taluni provvedimenti legislativi dello Stato italiano, che per l\\\'appunto abbiamo contestato, a partire dall\\\'AIA del 2017. La Corte ha chiaramente sottolineato che, in presenza di pericoli gravi e rilevanti per l’ambiente e la salute umana, è necessario sospendere l’esercizio delle installazioni industriali. Questo ci sembra un passo avanti significativo verso la tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, garantiti dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.

 

\\\"Adesso il Tribunale di Milano ha, inoltre, il compito di valutare i rischi specifici legati all’ex ILVA. È essenziale che questo processo sia condotto con la massima trasparenza e imparzialità, responsabilizzando il Governo italiano rispetto agli obiettivi e alle forme della gara con cui si vorranno affidare i compendi aziendali, considerando tutte le emissioni inquinanti, il loro cumulo e il loro effettivo impatto sulla salute e sull’ambiente, già a lungo ingiuriati.

 

\\\"L\\\'Amministrazione Comunale, più che mai impegnata nel processo di transizione che dovrà emancipare Taranto da modelli industriali e monoculture non più proponibili e certamente svantaggiose, continua a ritenere che l\\\'unica prospettiva sostenibile per la salute, l\\\'ambiente e anche il lavoro risieda in un accordo di programma di ampio respiro.

 

\\\"Confidiamo, perciò, - conclude il sindaco Melucci- che la sentenza della Corte di Giustizia dell\\\'UE possa rappresentare un punto di svolta decisivo per il rispetto dei diritti dei tarantini, specie delle future generazioni. Alla luce di tutto questo, non c\\\'è altro tempo da perdere e il Governo è chiamato a ripristinare e dare definizione al tavolo per l\\\'accordo di programma. Una fabbrica immutata, altrimenti, è destinata ad essere chiusa.\\\"

 

Presidente della Regione Puglia

 

“Questa  è una giornata memorabile non solo per la comunità di Taranto, ma per tutti i cittadini dell’Unione europea”: così il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha commentato la sentenza della Corte di giustizia dell\\\'Ue sull’ex Ilva, ora Acciaierie d’Italia, auspicando che ora il governo ottemperi \\\"agli obblighi imperativi e non più procrastinabili stabiliti dall\\\'Ue\\\".

    “Con una sentenza epocale\\\", ha affermato Emiliano, \\\"pronunciandosi nella causa di rinvio pregiudiziale sollevato dal Tribunale di Milano nell’ambito dell’azione inibitoria collettiva promossa da alcuni cittadini di Taranto per la tutela dei loro diritti alla salute e all’ambiente salubre gravemente lesi dall’acciaieria ex Ilva, la Corte di Giustizia dell’Unione europea ha stabilito che la Direttiva 2010/75/UE del Parlamento e del Consiglio deve essere così interpretata: la Valutazione del Danno Sanitario deve far parte integrante ed essenziale del procedimento di autorizzazione alla produzione e all’esercizio della stessa installazione; ai fini del rilascio e del riesame dell’autorizzazione all’esercizio dell’impianto, lo Stato deve considerare sempre tutte le sostanze emissive nocive dello stabilimento, anche se non sono state considerate nell’autorizzazione originaria”. E ancora, dice Emiliano citando la Corte Ue, “in presenza di un’attività industriale recante pericoli gravi e rilevanti per l’integrità dell’ambiente e della salute umana, lo stato non può differire per molti anni il termine concesso al gestore per adeguare l’attività industriale” e, infine, “in situazione di accertato pericolo grave per l’integrità dell’ambiente e della salute, l’attività industriale deve essere sospesa”. “Vedremo se lo Stato italiano ottempererà agli obblighi imperativi e non più procrastinabili stabiliti dall\\\'Unione Europea\\\", conclude Emiliano, \\\"la Regione Puglia condivide pienamente l’orientamento della Corte di Giustizia perché le esigenze della produzione non possono prevalere sulla tutela della salute e dell’ambiente”. 

 

 

Associazione Genitori Tarantinisentenza emessa, come era tutto sommato atteso, - continua il sindaco- può ora orientare il lavoro del tribunale amministrativo, e ribadisce l’importanza di valutare concretamente l’impatto ambientale e sanitario delle attività industriali, in particolare quelle dell’acciaieria di Taranto, non reputando sufficienti limiti emissivi artatamente imposti da taluni provvedimenti legislativi dello Stato italiano, che per l appunto abbiamo contestato, a partire dallAIA del 2017. La Corte ha chiaramente sottolineato che, in presenza di pericoli gravi e rilevanti per l’ambiente e la salute umana, è necessario sospendere l’esercizio delle installazioni industriali. Questo ci sembra un passo avanti significativo verso la tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, garantiti dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.

 

Adesso il Tribunale di Milano ha, inoltre, il compito di valutare i rischi specifici legati all’ex ILVA. È essenziale che questo processo sia condotto con la massima trasparenza e imparzialità, responsabilizzando il Governo italiano rispetto agli obiettivi e alle forme della gara con cui si vorranno affidare i compendi aziendali, considerando tutte le emissioni inquinanti, il loro cumulo e il loro effettivo impatto sulla salute e sull’ambiente, già a lungo ingiuriati.

 

L\'Amministrazione Comunale, più che mai impegnata nel processo di transizione che dovrà emancipare Taranto da modelli industriali e monoculture non più proponibili e certamente svantaggiose, continua a ritenere che l\\\\\\\'unica prospettiva sostenibile per la salute, l ambiente e anche il lavoro risieda in un accordo di programma di ampio respiro.

 

Confidiamo, perciò, - conclude il sindaco Melucci- che la sentenza della Corte di Giustizia dell UE possa rappresentare un punto di svolta decisivo per il rispetto dei diritti dei tarantini, specie delle future generazioni. Alla luce di tutto questo, non c \'è altro tempo da perdere e il Governo è chiamato a ripristinare e dare definizione al tavolo per l\\\\\\\'accordo di programma. Una fabbrica immutata, altrimenti, è destinata ad essere chiusa.

 

Presidente della Regione Puglia

 

“Questa  è una giornata memorabile non solo per la comunità di Taranto, ma per tutti i cittadini dell’Unione europea”: così il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha commentato la sentenza della Corte di giustizia dell Ue sull’ex Ilva, ora Acciaierie d’Italia, auspicando che ora il governo ottemperi \\\\\\\"agli obblighi imperativi e non più procrastinabili stabiliti dall Ue 

    “Con una sentenza epocale ha affermato Emiliano, pronunciandosi nella causa di rinvio pregiudiziale sollevato dal Tribunale di Milano nell’ambito dell’azione inibitoria collettiva promossa da alcuni cittadini di Taranto per la tutela dei loro diritti alla salute e all’ambiente salubre gravemente lesi dall’acciaieria ex Ilva, la Corte di Giustizia dell’Unione europea ha stabilito che la Direttiva 2010/75/UE del Parlamento e del Consiglio deve essere così interpretata: la Valutazione del Danno Sanitario deve far parte integrante ed essenziale del procedimento di autorizzazione alla produzione e all’esercizio della stessa installazione; ai fini del rilascio e del riesame dell’autorizzazione all’esercizio dell’impianto, lo Stato deve considerare sempre tutte le sostanze emissive nocive dello stabilimento, anche se non sono state considerate nell’autorizzazione originaria”. E ancora, dice Emiliano citando la Corte Ue, “in presenza di un’attività industriale recante pericoli gravi e rilevanti per l’integrità dell’ambiente e della salute umana, lo stato non può differire per molti anni il termine concesso al gestore per adeguare l’attività industriale” e, infine, “in situazione di accertato pericolo grave per l’integrità dell’ambiente e della salute, l’attività industriale deve essere sospesa”. “Vedremo se lo Stato italiano ottempererà agli obblighi imperativi e non più procrastinabili stabiliti dall\\\\\\\'Unione Europea\\\\\\\", conclude Emiliano, \\\\\\\"la Regione Puglia condivide pienamente l’orientamento della Corte di Giustizia perché le esigenze della produzione non possono prevalere sulla tutela della salute e dell’ambiente”. 

 

 

Associazione Genitori Tarantini

 

\\\\\\\"Il 25 giugno 2024 sarà ricordato come una giornata storica, per Taranto.

Questo primo importantissimo risultato lo dedichiamo ai tarantini, bambini e adulti, che non ci sono più, a quelli che stanno soffrendo, lavoratori compresi, e ai loro familiari.

Lo dedichiamo anche a tutti coloro che non hanno mai mollato e ci hanno sostenuto in questi anni.

Questa sentenza consente al Tribunale di Milano di riaprire l\\\\\\\'azione inibitoria da noi presentata per portarla a conclusione, attenendosi scrupolosamente a quanto deciso dalla Corte di Giustizia dell\\\\\\\'Unione Europea.

I BAMBINI DI TARANTO VOGLIONO VIVERE e questa è la volta buona.

Non osino i politici (tranne Rosa D\\\\\\\'Amato, unica a essersi impegnata per questa causa) appropriarsi di questo risultato, a cominciare dal sindaco di Taranto, che non ha mai risposto alla nostra richiesta di sostenere l\\\\\\\'azione inibitoria.

Chiunque di loro dovesse provarci, sappia che verrà sbugiardato pubblicamente.

\\\\\\\"È dei bambini il tempo del gioco...\\\\\\\" (Archita di Taranto, IV sec. a.C.)

Che possa tornare ad essere così.\\\\\\\"

 

Antonio Lenti - Consigliere Comunale Europa Verde - Taranto

 

 

La città di Taranto sta vivendo un momento storico. 

Lo stabilimento Ilva cosi come lo conosciamo oggi è destinato a cambiare. C\\\\\\\'è chi lo vorrebbe più piccolo e decarbonizzato e chi, come noi, chiuso.

 

La fabbrica è ormai ridotta ai minimi termini. 

Impianti al collasso e in stato di pericolosità poiché scarsamente manutenuti, una produzione ai minimi storici e l\\\\\\\'inquinamento che continua ad essere costante, ed in alcuni casi, paradossalmente persino ad aumentare, come dimostra il trend sulle emissioni di benzene negli ultimi anni. Emissioni, che, seppur nei limiti di legge, secondo la Asl di Taranto \\\\\\\"non garantiscono l\\\\\\\'assenza di rischi per la salute umana\\\\\\\".

 

Ed ancora, una azienda in perdita, antieconomica, un buco nero in cui i governi, negli anni, hanno letteralmente bruciato miliardi nella speranza di tenerla in vita e che continua a sottrarre fondi al territorio, come quelli destinati alle bonifiche. Il tutto, con la notizia di un nuovo aumento dei cassintegrati. 

 

In questo quadro la politica, locale, regionale e soprattutto nazionale, dovrà interrogarsi ed agire di conseguenza.

E allora bisognerebbe chiedersi, come si può considerare ancora strategica questa fabbrica? A chi giova tenerla in piedi? Ma soprattutto, quante cose avremmo potuto realizzare con i fondi sperperati in tutti questi anni?

 

La sentenza della Corte di Giustizia Europea ha dimostrato ancora una volta, qualora ce ne fosse ancora bisogno, data la oramai vasta letteratura scientifica, i dati sull inquinamento e le molteplici sentenze, che la giustizia arriva sempre più spesso dai tribunali e sempre meno dalla politica. Una industria che non è riuscita ad ottemperare all Aia nonostante le continue proroghe, che continua ad inquinare mettendo a rischio la popolazione e che attualmente non ha nemmeno una autorizzazione per produrre, deve chiudere, non può restare aperta!

 

Sarebbe cosa buona e giusta non continuare a prorogare le scadenze, aggirare l\\\\\\\'ostacolo o imbavagliare la magistratura a suon di decreti, quello che viene sentenziato nelle aule dei tribunali, ma di provare ad essere coraggiosi e prendere una decisione netta. Abbiamo l\\\\\\\'occasione storica dopo sessant\\\\\\\'anni di chiudere la fabbrica, di svoltare e porre fine alla sofferenza di una intera città emancipandoci dalla monocultura dell\\\\\\\'acciaio una volta per tutte. 

 

Come Europa Verde, la nostra proposta è la stessa da anni. Utilizziamo i fondi del JTF per creare nuove opportunità lavorative e diversificare l\\\\\\\'economia della città e reimpieghiamo i lavoratori per smantellare gli impianti, ormai a fine vita, bonificare e decontaminare i terreni inquinati.

 

Nel frattempo, la si smetta di raccontare bugie agli operai, di parlare di finte transizioni ecologiche, di decarbonizzazione e di rilancio della produzione, che per Ilva non possono essere attuate, se non continuando ancora con le fonti fossili e con migliaia di licenziamenti.

 

La politica e i sindacati prendano atto della situazione, e tutti insieme abbiano il coraggio di porre la parola fine e di guidare questo processo, che diversamente potrebbe rivelarsi un vero e proprio disastro sociale.

 

Alessandro Marescotti presidente Peacelink

 

Finalmente giustizia! 

La storica sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea rappresenta un passo decisivo nella lotta contro l\\\\\\\'inquinamento dell\\\\\\\'#Ilva di Taranto, una lotta che rappresenta le nostre speranze per il futuro.

In prima linea in questa guerra di civiltà ci sono stati i Genitori Tarantini, cittadine e cittadini caparbi che con la loro tenacia e il loro dolore hanno saputo scuotere le coscienze e portare alla luce la drammatica realtà di una città strangolata dall\\\\\\\'inquinamento. La loro perseveranza, il loro rifiuto di arrendersi di fronte a ostacoli e indifferenza, sono un esempio per tutti noi.

Al loro fianco ci sono stati Maurizio Rizzo Striano e Ascanio Amenduni, avvocati che con la loro competenza e la loro dedizione hanno tradotto la rabbia e la disperazione in una battaglia legale impeccabile. La loro profonda conoscenza del diritto sono state armi preziose nella lotta per la salute e l\\\\\\\'ambiente.

E poi c\\\\\\\'è lei, Annamaria Moschetti, la pediatra tenace che con le sue ricerche e la sua determinazione ha portato la verità nuda e cruda di fronte ai giudici. La sua competenza e la sua passione sono state la risorsa nascosta per controbattere, nelle sedi legali, alle tesi opposte portate da governo e azienda.

A tutti loro, ai Genitori Tarantini, agli avvocati Rizzo Striano e Amenduni, alla dottoressa Moschetti, va il nostro più profondo elogio. La loro vittoria è una vittoria di tutti noi, un monito per chi pensa che la salute e l\\\\\\\'ambiente possano essere sacrificati sull\\\\\\\'altare della produzione ad ogni costo. È la dimostrazione che la giustizia, anche quando tarda ad arrivare, può giungere se lo si vuole e se si lotta.

Taranto oggi respira un\\\\\\\'aria di speranza.

La massima autorità europea ha infatti sancito quello che ogni buon padre di famiglia avrebbe detto, ossia che di fronte a pericoli gravi e rilevanti per l\\\\\\\'ambiente e per la salute umana, la produzione dell\\\\\\\'Ilva di Taranto dovrà essere sospesa. Spetta al Tribunale di Milano valutare adesso se le autorizzazioni dall\\\\\\\'azienda ricevute mettono in pericolo la salute pubblica e non è un caso che sia stato presentato in questi giorni uno studio di impatto sanitario aggiornato \\\\\\\"post operam\\\\\\\" (dopo l\\\\\\\'attuazione delle prescrizioni ambientali dell\\\\\\\'AIA) volto nuovamente a considerare accettabile il rischio alla luce delle novità introdotte dall\\\\\\\'attuazione dell\\\\\\\'AIA nel 2023. Anche su questo occorrerà lavorare per riportare l\\\\\\\'evidenza scientifica al servizio della salute pubblica.

 

Acciaierie d\\\\\\\'Italia

 

Sulla sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria dichiara “che la stessa fa riferimento a fatti risalenti al 2013, oggi ampiamente superati grazie agli ingenti investimenti effettuati per il risanamento ambientale, in particolare la copertura dei parchi minerari, opera unica in Europa”.  “L’obiettivo della nuova gestione straordinaria - afferma AdI - è stato sin da subito quello di lavorare per ottemperare a tutte le prescrizioni del Piano ambientale. Recentemente è stata consegnata al ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica e al ministero della Salute la Valutazione di impatto sanitario (VIS) sulla quale si baserà il riesame e dalla quale emergono elementi tranquillizzanti, fermo restando le valutazioni degli organi competenti”. 

 USB

 

“La sentenza della Corte di Giustizia Europea pone dei punti chiari ed imprescindibili, dicendo che, accanto alla valutazione del danno ambientale, va messa quella sanitaria. Inoltre, questa pronuncia bacchetta l\\\\\\\'Italia e dice no al ricorso indiscriminato alle proroghe dell\\\\\\\'Aia”, l’Autorizzazione integrata ambientale. Lo dichiara il sindacato Usb con Sasha Colautti e Franco Rizzo. “Questa pronuncia - sostiene l’Usb - dà la possibilità al Tribunale di Milano di bloccare, in presenza di determinate condizioni, l\\\\\\\'attività produttiva. Alla luce di tutto ciò, attendiamo una tempestiva convocazione dal Governo per discutere del futuro dei lavoratori e delle famiglie degli stessi, che operano in tutti i siti italiani siderurgici del gruppo”. “Bene quindi la pronuncia della Corte che parla chiaro, ma il Governo italiano - dice Usb - sia finalmente consequenziale, convocando i sindacati e individuando una strada che tenga insieme il rispetto della salute e dell\\\\\\\'ambiente da un lato, e dell\\\\\\\'occupazione dall\\\\\\\'altro”.   

 

FIOM Cgil

 

Quanto emerso dalla sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea non fa altro che confermare quanto più volte denunciato dalla Fiom-Cgil. La sentenza della Corte di Giustizia Europea conferma che il gestore dell \'ex Ilva deve ‘fornire, nella sua domanda di autorizzazione iniziale, informazioni relative al tipo, allentità e al potenziale effetto negativo delle emissioni’ e che ‘in caso di violazione deve adottare immediatamente le misure necessarie’ a garantire ambiente e salute”. Lo dice la Fiom Cgil con Loris Scarpa e Francesco Brigati. “Per mettere in sicurezza cittadini, ambiente e lavoratori - dice la Fiom - è necessario che tutti tornino al lavoro per intervenire sulle manutenzioni ordinarie e straordinarie. Al contempo il Governo e la gestione commissariale investano le risorse per introdurre le migliori tecnologie disponibili per il processo produttivo e di decarbonizzazione”. “E\\\\\\\' ora di farla finita con speculazioni economiche e politiche - conclude la Fiom -. La vita, il lavoro e l ambiente hanno bisogno di risorse e non di parole: il piano industriale e occupazionale di ripartenza deve tener conto della Valutazione d’impatto Sanitario Preventivo collegata alla nuova procedura di Autorizzazione Integrata Ambientale”. 

 

Fim Cisl 

 

Dopo la sentenza emessa oggi dalla Corte di Giustizia UE sull’ex Ilva, “si agisca ora migliorando tutti gli aspetti di salute, ambiente e sicurezza di lavoratori e cittadini”. Lo dice per la Fim Cisl nazionale il segretario Valerio D’Aló “Da quando è iniziata la vertenza ex-Ilva ora Acciaierie D’Italia - dice D’Alò - non abbiamo mai commentato le disposizioni o delle sentenze che via via venivano emesse perché riteniamo che qualsiasi cosa potesse andare nella direzione di rendere più sostenibile l’acciaieria sarebbe stata sempre positiva”. “Questo nostro atteggiamento di rispetto per la salute di lavoratori e cittadini - continua D’Alò - lo abbiamo avuto nel corso di tutta questa lunga vertenza, nei vari decreti e pareri della magistratura che si sono susseguiti per oltre un decennio e per noi, sarà sempre così” . “La sentenza della Corte Europea - sottolinea D’Alò - non deve farci paura ma deve mettere i ministeri competenti in condizione di dover pensare ad ulteriori migliorie da apporre nella predisposizione dell’Aia e del piano ambientale e comunque a tutte le azioni necessarie a rendere la produzione di acciaio sostenibile sul piano sanitario, della sicurezza e dell’ambiente. Per noi qualsiasi soluzione che abbia questo obiettivo”. “Il faro - conclude la Fim Cisl - deve essere quello di trovare, come nelle migliori esperienze siderurgiche europee, soluzioni che non mettano in contrasto diritti fondamentali come quello della salute e del lavoro ma far convivere entrambi dentro una cornice di sostenibilità ambientale e sanitaria perché non c’è lavoro degno senza salute dei lavoratori e del benessere dei cittadini”. 

 

Uilm 

 

\\\\\\\"La sentenza della Corte Europea va nella giusta direzione, quella che indichiamo da tempo per salvaguardare la salute dei cittadini e dei lavoratori di Taranto: la valutazione dell’impatto sanitario nelle autorizzazioni per la produzione di acciaio\\\\\\\": lo dichiara Rocco Palombella, segretario generale Uilm, che però sulla sentenza per l’ex Ilva rilevare come \\\\\\\"oggi siamo in una situazione differente e paradossale: da una parte abbiamo un piano ambientale quasi ultimato e dall’altra abbiamo uno stabilimento quasi fermo, con una produzione al lumicino, migliaia di lavoratori in cassa integrazione, con più persone a casa che in fabbrica, e l’assenza di un piano industriale e di rilancio\\\\\\\".      “Ci troviamo in una condizione disastrosa ma dal Governo e dai commissari - dichiara Palombella - è arrivato solo l’aumento della cassa integrazione per 5.200 lavoratori, di cui 4.400 a Taranto, oltre la metà del totale dei dipendenti del Gruppo”. “Ribadiamo al Governo la necessità improrogabile di accelerare e velocizzare la decarbonizzazione, con la costruzione di forni elettrici - chiede la Uilm -. Siamo stanchi delle promesse e delle passerelle, vogliamo fatti concreti, con progetti e scadenze ben precise. Siamo stanchi di slogan che diventano puri esercizi retorici in assenza di un piano industriale che esprima obiettivi certi con le relative fonti di finanziamento necessarie a traguardarli. Se davvero si vuole salvaguardare la salute e l’ambiente e rilanciare l’ex Ilva, ora è il momento di agire. Non saremo mai complici di un disastro ambientale, sociale, occupazionale e produttivo”, conclude Palombella.

Lu.Lo.

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