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Giornale di Taranto - Artigianato, Commercio & Agricoltura

La CGIL e la UIL Taranto hanno indetto questo pomeriggio un sit-in di protesta che si è svolto sotto la sede della Prefettura di Taranto.

Un sit-in sulla sicurezza sul

lavoro, in un paese che continua a registrare incidenti mortali come raccontano le cronache quotidiane da sud a nord. 

Il sit-in si affianca alle iniziative promosse dalle categorie nazionali degli edili e dei metalmeccanici di CGIL e UIL che sempre per oggi hanno indetto due ore di sciopero a fine turno in segno di protesta, sdegno e reazione alla continua emergenza degli incidenti sul lavoro, come successo ancora venerdì scorso all’interno del cantiere per la costruzione di un punto vendita Esselunga a Firenze.

Il solo porgere cordoglio - si legge in una nota-  anche se immenso e fortemente sentito, non serve purtroppo a fronteggiare quella che è la vera e propria emergenza delle morti sul lavoro.

Il Governo, le imprese e le loro associazioni di rappresentanza devono assumersi la responsabilità per dire basta al massimo ribasso, ai sub appalti a cascata, alla precarietà, alla mancanza di controlli, alle procedure di sicurezza sempre più superficiali.

Temporanea fermata nello stabilimento siderurgico ex Ilva di Taranto dell’altoforno 4, l’unico attualmente in funzione su tre (sono infatti fermi da tempo gli altiforni 1 e 2). Lo comunica la società Acciaierie d’Italia. La quale in una nota afferma “che nella giornata odierna è prevista una fermata di altoforno 4 per attività di manutenzione sulla parte alta del forno, sul piano tubiere e sul campo di colata. La durata prevista della manutenzione è di circa 24 ore”.

Pronti per eleggere Leporano Il Borgo dei Borghi 2024? Il borgo di Leporano gareggia nella competizione all interno del programma televisivo Kilimangiaro, in onda su Rai3. Il video che ne racconta la bellezza è andato in onda nella trasmissione del 4 febbraio. Chi lo avesse perso può naturalmente recuperarlo su RaiPlay.

La città pugliese è l unica a rappresentare la Regione Puglia, e la Provincia di Taranto, al concorso Il borgo dei Borghi 2024. Ora è il momento di darsi da fare per portare Leporano sul podio.

Sarà possibile votare per Leporano a partire dal prossimo 25 febbraio, registrandosi sul sito di RaiPlay, mentre la classifica finale  del “Borgo dei Borghi 2024” sarà resa nota domenica 31 Marzo 2024.

 Dalle ore 17.15 del giorno 25 Febbraio 2024 sul sito https: https://www.rai.it/borgodeiborghi/        è pubblicata e resa raggiungibile una pagina di presentazione dei 20 (venti) borghi in concorso per il titolo Il Borgo dei Borghi 2024.

La pagina invita gli utenti a votare il proprio borgo preferito, la votazione, pertanto, potrà essere espressa dalle ore 17.15 del 25 febbraio 2024.

 La classifica finale e quindi la nomina del Borgo dei Borghi 2024 viene svelata durante una “prima serata speciale”, in onda su RAI 3 domenica 31 Marzo 2024.

 

La votazione viene chiusa domenica 17 marzo 2024 alle 23.59. Pertanto, successivamente alle ore 23.59 del 17 marzo 2024 non sarà più tecnicamente possibile esprimere il proprio voto.

Lu.Lo.

Nella nomina di Giancarlo Quaranta a commissario dell’amministrazione straordinaria di Acciaierie d’Italia, Confindustria Taranto ripone “da sempre grande fiducia, in quanto professionista stimato e profondo conoscitore della fabbrica e delle sue complessità, che siamo sicuri potrà lavorare al meglio in questa fase ancora una volta molto critica per l’acciaieria, le aziende, i dipendenti diretti e indiretti e per tutta la comunità jonica”. “Allo stesso tempo - si afferma -, è forte l’auspicio, da parte di Confindustria Taranto, che il Governo possa al più presto adottare strumenti straordinari per sostenere tutte le aziende dell’indotto, favorendo loro misure idonee per il ristoro delle fatture e per poterle così traghettare fuori da una crisi irreversibile che comporterebbe il crollo di un pezzo importante del sistema siderurgico italiano”. 

Nel periodo di inagibilità dello stadio Iacovone per i lavori di adeguamento in vista dei Giochi del Mediterraneo del 2026 - inagibilità che partirà dal prossimo campionato -, il Taranto giocherà a Brindisi. A margine di consultazioni effettuate tra il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, e il sindaco di Brindisi, Giuseppe Marchionna, si è infatti verificata la concreta possibilità che il Taranto FC possa giocare allo stadio Fanuzzi di Brindisi, omologato per le partite di Serie C. 

“Una soluzione che l’amministrazione comunale mette a disposizione della società rossoblù - dichiara il Comune di Taranto -. Un lavoro, quello del sindaco, che in queste settimane non si è mai fermato, a partire dalla convocazione dello scorso tavolo di concertazione che ha riunito il commissario dei Giochi del Mediterraneo e i sindaci dei comuni di Martina Franca, Massafra, Brindisi e Francavilla, ringraziandoli per la disponibilità e la prontezza operativa. Un momento in cui, tra l’altro, il rappresentante delegato del Commissario ha assicurato la possibilità di utilizzare il campo B dello stadio Iacovone per lo svolgimento degli allenamenti del club tarantino, in quanto sarà stralciato dall’area di cantiere. “Oggi mettiamo a disposizione del Taranto FC la soluzione più funzionale affinché la squadra e i tifosi possano proseguire il loro cammino futuro vicino casa - ha dichiarato il sindaco Rinaldo Melucci -. Vale la pena rimarcare come tutto questo lo abbiamo fatto ancora una volta per la città e per i tifosi, non lesinando alcuno sforzo. Ai toni roboanti di queste ultime settimane, rispondiamo quindi con una soluzione positiva, protesa alla risoluzione di questa delicata vicenda. Per questo, ringrazio sentitamente il sindaco Giuseppe Marchionna che è stato ben lieto di ricambiare la disponibilità ricevuta lo scorso anno dello stadio Iacovone per la disputa delle partite casalinghe da parte del Brindisi Calcio”. 

Finisce l\'era Mittal, inizia quella dell\'amministrazione straordinaria. Giancarlo Quaranta, nominato oggi dal governo commissario di Acciaierie d’Italia, ha una lunga esperienza nel settore della siderurgia. In Ilva, dove ha lavorato a più riprese negli ultimi anni, attualmente rivestiva il ruolo di direttore della Divisione Tecnica e Operativa. Ma il primo incarico nel settore, lo scrive lui stesso su LinkedIn, risale al 1984 presso l’Italsider di Taranto.
   Sono passati 40 anni e ora l’ingegnere è chiamato al difficile compito di traghettare il principale polo siderurgico italiano nel percorso di amministrazione straordinaria alla ricerca di un nuovo socio privato per immaginare il rilancio dell’azienda. In passato Quaranta ha lavorato anche come capo delle relazioni istituzionali presso Riva Fire. 

Intanto - Il Tribunale di Milano dovrà fissare nei prossimi giorni un’udienza per decidere sullo stato d’insolvenza di Acciaierie di Italia Spa come richiesto dal socio di minoranza Invitalia. Il procedimento è stato assegnato alla presidente della sezione Crisi d’impresa, Laura De Simone. “Lo stato di crisi della società era già stato posto all\'attenzione del Tribunale prima con richiesta di conferma di misure protettive in seno a un procedimento di composizione negoziata introdotto da Acciaierie d\'Italia S.p.A., conclusosi con il rigetto dell\'istanza del 16 febbraio 2024\", precisa in una nota il Tribunale. \"È altresì a tutt\'oggi ancora pendente il procedimento unitario con riserva, ex art.44 CCII”, ovvero la richiesta di concordato preventivo, “introdotto il 17 febbraio 2024 dalle società del gruppo Acciaierie d\'Italia S.p.A.., AdI Energia S.r.l., AdI Servizi Marittimi S.r.l., AdI Tubiforma S.r.l., con richiesta di conferma di misure protettive”.

Il presidente del Tribunale, Fabio Roia, evidenzia come “nei giorni scorsi ha tentato in plurime riunione di mediare il contrasto di posizioni tra il socio privato di maggioranza”, ArcelorMittal, e “il socio pubblico di minoranza”, Invitalia, “di Acciaierie d\'Italia S.p.A. al fine di scongiurare sino all\'ultimo la procedura concorsuale. Nella sua autonomia decisionale la sezione Crisi d\'impresa del Tribunale svolgerà la sua funzione con la massima attenzione in relazione ai risvolti economici, sociali e personali della procedura”. 

‘La riconversione economica parte dal mare. Il ruolo del Mar Piccolo tra tutela ed economia’  è il tema del convegno organizzato da Confcommercio Taranto, domani mercoledì 21 febbraio, con inizio alle ore 9.00, presso la sede provinciale .  

 

L’iniziativa è a chiusura del progetto “Pesca Mari & Miti”, finanziato dalla Regione Puglia  (nell’ambito del FEAMP 2014/20 Misura 2.50, e realizzato da Sistema Impresa, il centro di assistenza tecnica di Confcommercio,  nel 2022/23) finalizzato -attraverso un percorso di formazione, innovazione e informazione- a  promuovere  un’occupazione sostenibile e di qualità  dei lavoratori dei settori dell’acquacoltura e mitilicoltura.

A fine giornata ai coristi verranno consegnati gli attestati di partecipazione al corso di formazione abilitante di 900 ore a valere su una nuova figura professionale indicata nel repertorio regionale di operatore /operatrice per gli impianti di acquacoltura, maricoltura e mitilicoltura.

Nel corso del convegno verrà presentato  uno studio che ha avuto l’obiettivo di quantificare e rendicontare le emissioni di gas ad effetto serra del settore della mitilicoltura tarantina,  nonché programmare le possibili politiche e prescrizioni ambientali.

 

E’ previsto l’intervento dell’assessore regionale all’Agricoltura e Pesca, Donato Pentassuglia; ad aprire i lavori: il presidente provinciale di Confcommercio Taranto, Leonardo Giangrande, ed il presidente di Sistema Impresa, Giuseppe Spadafino; seguirà l’intervento del  direttore Tullio Mancino che parlerà del progetto Feamp.

Il Mar Piccolo di Taranto,  è ovviamente il protagonista del meeting, tema al quale daranno il loro prezioso contributo   addetti ai lavori ed esperti per fare il punto su vari aspetti inerenti la realtà ambientale, naturalistica, produttiva e socio- culturale della laguna.

Il  presidente della categoria ‘Mitilicoltura e pesca Confcommercio’, Luciano Carriero, darà  voce ai  mitilicoltori tarantini; seguiranno le relazioni del responsabile del settore risorse del mare KYMA Servizi, Mario Imperatrice che parlerà dei  vari aspetti normativi, organizzativi e socio economici inerenti il settore della mitilicoltura; seguirà l’intervento di Serena Masini, esperta di cicli produttivi ed innovazione che spiegherà i risultati dello studio (portato avanti nell’ambito del progetto Feamp) sull’impatto ambientale della mitilicoltura  sul Mar Piccolo.  

Numerosi i contributi in programma a cura di Magda Di Leo, responsabile della sezione CNR ISRA Taranto; Giovanni De Vincentiis, presidente del WWF Taranto; Nicola Zizzo, coordinatore del Corso UNI BA  di Scienze delle produzioni e risorse del mare; Marcello Longo, presidente regionale Slow Food, Giuseppe Gargano, tecnologo del CREA.

 

Un parterre di esperti con competenze diverse,  ma tutti accomunati dall’ idea che Taranto possa trovare proprio nel mare e nelle sue molteplici filiere, l’ ispirazione per un processo di integrazione e rilancio  dell’economia territoriale, alternativa alla dominante monocultura industriale. Un tema di interesse  per la IV classe del corso di Biotecnologie ambientali dell’Istituto Pacinotti di Taranto che ha volontariamente chiesto di poter seguire i lavori.

 

 

 

 

L\\\'amministrazione comunale targata Rinaldo Melucci non cade. A salvarla è Luigi Abate. La sua è la diciassettesima firma mancante. Perché Abate allo studio notarile Monti non si presenta. L\\\'ultimo a firmare è Massimo Battista. 

In serata da Abate arriva un comunicato in cui dichiara di non essere il pupazzo di Emiliano, spara nel mucchio del centrosinistra, si definisce libero ...

L\\\'Amministrazione resta in piedi, con dentro i 16 consiglieri firmatari e fino a questa sera sicuri di certificare la fine del Melucci bis. Un clima peggiore di questo era difficile da immaginare. Di fronte alla complessità dei problemi che attanagliano Taranto, alle emergenze che la pervadono, all\\\'incertezza, questo spettacolo rappresenta un\\\'offesa ai cittadini.
Lu.Lo.

Il Governo incontrerà questa sera alle 18 le associazioni delle imprese dell’indotto del siderurgico di Taranto e alle 19.15 le sigle sindacali metalmeccaniche per un punto di situazione su Acciaierie d’Italia, l’ex Ilva. A Taranto, invece, dalle 16.30 ci sarà un presidio sotto la Prefettura indetto dal sindacato Usb. Al Governo, sindacati e mondo delle imprese chiederanno che accade adesso per l’azienda e per l’indotto, che è in attesa di vedersi riconoscere i crediti milionari accumulati a causa dei mancati pagamenti di Acciaierie. Il Governo ha approntato delle misure per l’indotto con un dl specifico, ma sarebbero al momento incagliate a causa della mancata trasmissione da parte di AdI a Sace delle informazioni necessarie ad attivare le garanzie sui crediti. La convocazione dell’Esecutivo, che risale ai giorni scorsi, coincide con l’ennesimo scontro delle ultime ore che contrappone Acciaierie a Invitalia, che della società é azionista pubblico di minoranza. Ieri sera Invitalia ha annunciato di aver chiesto al ministero delle Imprese l’avvio della procedura per l’amministrazione straordinaria di Acciaierie. Adesso i passi successivi sono le decisioni del Mimit e del Tribunale di Milano relativamente allo stato di insolvenza della società. Acciaierie, da parte sua, ha risposto con una domanda al Tribunale di concordato con riserva per tutte le società che costituiscono la holding di AdI. Strumento, questa tipologia di concordato, che l’impresa insolvente può stipulare con i propri creditori al fine di cercare una soluzione per entrambe le parti coinvolte. 

Tuttavia il decreto legge 4/2024, quello che ha rafforzato la possibilità che Invitalia chieda l’amministrazione straordinaria, già prevista da un altro decreto di gennaio 2023, stabilisce tra l’altro che dalla data della presentazione dell’istanza di accesso all’amministrazione straordinaria da parte dei soci e sino alla chiusura della procedura, sono interdette la presentazione e la prosecuzione delle domande di accesso ad uno degli strumenti di regolazione della crisi o dell’insolvenza. Appena venerdì scorso, inoltre, il giudice del Tribunale di Milano, Francesco Pipicelli, ha rigettato la richiesta di misure cautelari e protettive avanzata da Acciaierie per tutelarsi rispetto ai principali creditori e a vantaggio della composizione negoziata della crisi, spinta da Acciaierie in alternativa all’amministrazione straordinaria. Ha scritto infatti il giudice Pipicelli che per giustificare “un provvedimento giudiziale di compressione delle azioni cautelari ed esecutive dei creditori sul patrimonio del debitore”, serve “una concreta, attendibile e realistica prospettiva di risanamento dell’impresa”. Che nel caso di Acciaierie per il giudice non c’è. Per il magistrato, infatti, “una prognosi positiva allo stato non pare sussistere, in quanto la situazione finanziaria attuale, l’assenza di disponibilità di soci o di terzi a rifinanziare AdI spa, non sembrano consentire all’impresa ricorrente di avere una liquidità di cassa a breve per l’acquisto di materie prime e per la stessa sopravvivenza della continuità aziendale diretta, per un tempo limitato idoneo a condurre le complesse trattative con un ceto creditorio variegato e multiforme”. D’altra parte, ha scritto ancora il magistrato, anche l’esperto incaricato per la composizione negoziata della crisi, Cesare Giuseppe Meroni, “è netto nel ritenere l’assenza in concreto della sussistenza di concrete e ragionevoli prospettive di risanamento”. Lo stesso giudice, nei giorni precedenti, ha anche rigettato la richiesta di Acciaierie finalizzata a bloccare Invitalia dal chiedere al Mimit l’amministrazione straordinaria e dichiarato che non c’é anticostituzionalità nel dl del 2023 che prevede che un socio pubblico possa chiederla.

Brigadoon - Altre storie del cinema e Il Serraglio presentano Visioni Parallele, un nuovo appuntamento con il cinema di qualità attraverso gli sguardi di tre giovani autrici premiate nei principali festival internazionali e accolte da grande successo di critica e pubblico.

Tre storie capaci di condurre verso appassionanti vicende di riscatto, confronto con tematiche sociali e cultura di genere.

Visioni Parallele è un\'iniziativa realizzata dal Centro Studi Cinematografici con il sostegno della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura e la collaborazione dei distributori Cineclub Internazionale, Double Line e Lab 80 film che Brigadoon e Il Serraglio portano a Massafra con il patrocinio del Comune di Massafra con la partecipazione del Teatro Le Forche e la partnership dei festival Vicoli Corti, Monsters - Taranto Horror Film Festival e Be Green Film Festival.

 

Teatro Comunale \"N. Resta\" - Piazza Garibaldi, Massafra (TA)

Ingresso libero

Porta ore 20 - Inizio proiezioni ore 20.30

Introduzione critica a cura di Massimo Causo e Davide Di Giorgio.

Film in lingua originale con sottotitoli in italiano.

 

Programma 

Venerdì 23 febbraio 

Sofia di Meryem Benm Barek (Fr. Mar. 2018 - 85’)

Distribuzione: Cineclub Internazionale

Venerdì 8 marzo 

Marlina, omicida in quattro atti di Mouly Surya (Indonesia, Fr., Malesia, Thai., 2017 - 93’)

Distribuzione: Lab80 Film

 

Venerdì 22 marzo 

Theo di Anahita Ghazvinizadeh (USA - Qatar, 2017 - 80’)

Distribuzione: Lab 80 Film 

 

Scoprite di più nell\'evento: Visioni Parallele_Rassegna Cinematografica

Programma completo di approfondimenti critici disponibile qui 

 tinyurl.com/mw7p8mzv

Info: 3382528601

 

Illustrazione e progetto grafico: Annalisa Manfredi

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