A sostegno della vertenza Leonardo Aerostrutture, da oggi a Grottaglie (Taranto), uno dei quattro stabilimenti della divisione, i rappresentanti di Fim, Fiom e Uilm “saranno in presidio continuo in prossimità della portineria centrale prima e dopo la fine di ogni turno di lavoro”. Lo annunciano gli stessi sindacati. Sono inoltre confermati lo stato di agitazione e il blocco delle flessibilità e degli straordinari. I sindacati affermano di aver deciso di “proseguire il percorso di mobilitazione intrapreso e tenere alto il livello di attenzione sul territorio in questa fase molto complicata”. I lavoratori di Leonardo Aerostrutture - che ha quattro stabilimenti tutti al Sud: Grottaglie, Foggia, Nola e Pomigliano d’Arco - manifestano preoccupazione circa il possibile ingresso a giugno di un nuovo partner estero nella divisione, così come dichiarato anche dall’ad Leonardo, Roberto Cingolani. “Lavoratori e lavoratrici di Aerostrutture devono rimanere nella Leonardo One Company” dicono Fim, Fiom e Uilm sollecitando chiarezza e garanzie occupazionali sull’intera operazione. Coinvolte anche le istituzioni locali e la Regione Puglia, a cui le sigle metalmeccaniche hanno chiesto ieri stesso un incontro. 

Le variazioni progettuali fatte in corso d’opera per un importo di decine di milioni di euro, unite alle complicazioni di un periodo particolarmente piovoso (sono stati calcolati negli ultimi mesi circa 40 giorni di pioggia), faranno slittare a luglio il completamento degli impianti sportivi più grandi e importanti dei Giochi del Mediterraneo in programma a Taranto dal 21 agosto al 3 settembre con 4.500 atleti provenienti dai 26 Paesi del bacino mediterraneo. Lo ha detto oggi Massimo Ferrarese, commissario di Governo dei Giochi e presidente del comitato organizzatore locale, nella conferenza stampa seguita alla firma di un accordo con Confindustria Taranto - rappresentata dal presidente Salvatore Toma - per l’inserimento delle imprese locali nella filiera dei servizi. Stadio Iacovone e stadio del nuoto, che sono gli impianti di punta dell’evento, saranno ultimati a metà luglio, e non più a giugno, e quindi a ridosso della manifestazione che partirà il 21 agosto prossimo. Slittamenti ci saranno anche per il centro nautico e l’impianto di atletica e polivalente PalaRicciardi, mentre per il centro tennis, che si pensava di finire ad aprile, è stato stimato un mese in più.

   “Ci sono stati quaranta giorni di pioggia - ha detto Ferrarese -. Mai si era visto a Taranto un periodo di pioggia così lungo. In quanto ai grandi impianti, se un’opera che era di 60 milioni, va poi a 70, non si può certo pensare di finirla nella stessa data. Per lo Iacovone, per esempio, abbiamo affidato altri lavori per milioni di euro. Le opere importanti vanno oltre la data pattuita nel contratto poiché abbiamo fatto perizie di variante per un totale di decine di milioni di euro. La speranza é quella che ce la facciamo, che facciamo in tempo. E dobbiamo fare in tempo per i Giochi. Poi per qualcosa non si finirà a giugno e andremo a luglio”.

 “Sui cantieri stiamo lavorando molto bene ovunque - ha affermato Ferrarese -, ma non possiamo far finta di nulla. Ogni giorno sento soprattutto le grandi imprese e i Comuni. Un pò di ritardo in alcuni cantieri c’è. Parliamo di 10-15 giorni sui 40 persi a causa del maltempo. Ma non mi preoccupano. Andiamo, speriamo, verso la bella stagione e dovremmo intensificare anche le ore di lavoro, cercando almeno di raddoppiare. Non sarei quindi preoccupato. Abbiamo fatto delle cose - ha aggiunto - che non si fanno in 11-12 mesi. Lo dimostra il fatto che in alcuni Comuni si stanno realizzando opere da 3-4 milioni che finiscono a giugno-luglio, esattamente come quelle da 60-70 milioni. Non dico che é sbagliato il ritmo del cronoprogramma dei Comuni. No, quello é giusto. È invece anomalo - ha concluso - quello di alcuni lavori che stiamo facendo, dove realizzare in 13 mesi al massimo opere da 60-70 milioni, credo che sia davvero uno sforzo straordinario che stiamo facendo tutti insieme”.

Le variazioni progettuali fatte in corso d’opera per un importo di decine di milioni di euro, unite alle complicazioni di un periodo particolarmente piovoso (sono stati calcolati negli ultimi mesi circa 40 giorni di pioggia), faranno slittare a luglio il completamento degli impianti sportivi più grandi e importanti dei Giochi del Mediterraneo in programma a Taranto dal 21 agosto al 3 settembre con 4.500 atleti provenienti dai 26 Paesi del bacino mediterraneo. Lo ha detto oggi Massimo Ferrarese, commissario di Governo dei Giochi e presidente del comitato organizzatore locale, nella conferenza stampa seguita alla firma di un accordo con Confindustria Taranto - rappresentata dal presidente Salvatore Toma - per l’inserimento delle imprese locali nella filiera dei servizi. Stadio Iacovone e stadio del nuoto, che sono gli impianti di punta dell’evento, saranno ultimati a metà luglio, e non più a giugno, e quindi a ridosso della manifestazione che partirà il 21 agosto prossimo. Slittamenti ci saranno anche per il centro nautico e l’impianto di atletica e polivalente PalaRicciardi, mentre per il centro tennis, che si pensava di finire ad aprile, è stato stimato un mese in più.

   “Ci sono stati quaranta giorni di pioggia - ha detto Ferrarese -. Mai si era visto a Taranto un periodo di pioggia così lungo. In quanto ai grandi impianti, se un’opera che era di 60 milioni, va poi a 70, non si può certo pensare di finirla nella stessa data. Per lo Iacovone, per esempio, abbiamo affidato altri lavori per milioni di euro. Le opere importanti vanno oltre la data pattuita nel contratto poiché abbiamo fatto perizie di variante per un totale di decine di milioni di euro. La speranza é quella che ce la facciamo, che facciamo in tempo. E dobbiamo fare in tempo per i Giochi. Poi per qualcosa non si finirà a giugno e andremo a luglio”.

 “Sui cantieri stiamo lavorando molto bene ovunque - ha affermato Ferrarese -, ma non possiamo far finta di nulla. Ogni giorno sento soprattutto le grandi imprese e i Comuni. Un pò di ritardo in alcuni cantieri c’è. Parliamo di 10-15 giorni sui 40 persi a causa del maltempo. Ma non mi preoccupano. Andiamo, speriamo, verso la bella stagione e dovremmo intensificare anche le ore di lavoro, cercando almeno di raddoppiare. Non sarei quindi preoccupato. Abbiamo fatto delle cose - ha aggiunto - che non si fanno in 11-12 mesi. Lo dimostra il fatto che in alcuni Comuni si stanno realizzando opere da 3-4 milioni che finiscono a giugno-luglio, esattamente come quelle da 60-70 milioni. Non dico che é sbagliato il ritmo del cronoprogramma dei Comuni. No, quello é giusto. È invece anomalo - ha concluso - quello di alcuni lavori che stiamo facendo, dove realizzare in 13 mesi al massimo opere da 60-70 milioni, credo che sia davvero uno sforzo straordinario che stiamo facendo tutti insieme”.

Le variazioni progettuali fatte in corso d’opera per un importo di decine di milioni di euro, unite alle complicazioni di un periodo particolarmente piovoso (sono stati calcolati negli ultimi mesi circa 40 giorni di pioggia), faranno slittare a luglio il completamento degli impianti sportivi più grandi e importanti dei Giochi del Mediterraneo in programma a Taranto dal 21 agosto al 3 settembre con 4.500 atleti provenienti dai 26 Paesi del bacino mediterraneo. Lo ha detto oggi Massimo Ferrarese, commissario di Governo dei Giochi e presidente del comitato organizzatore locale, nella conferenza stampa seguita alla firma di un accordo con Confindustria Taranto - rappresentata dal presidente Salvatore Toma - per l’inserimento delle imprese locali nella filiera dei servizi. Stadio Iacovone e stadio del nuoto, che sono gli impianti di punta dell’evento, saranno ultimati a metà luglio, e non più a giugno, e quindi a ridosso della manifestazione che partirà il 21 agosto prossimo. Slittamenti ci saranno anche per il centro nautico e l’impianto di atletica e polivalente PalaRicciardi, mentre per il centro tennis, che si pensava di finire ad aprile, è stato stimato un mese in più.

   “Ci sono stati quaranta giorni di pioggia - ha detto Ferrarese -. Mai si era visto a Taranto un periodo di pioggia così lungo. In quanto ai grandi impianti, se un’opera che era di 60 milioni, va poi a 70, non si può certo pensare di finirla nella stessa data. Per lo Iacovone, per esempio, abbiamo affidato altri lavori per milioni di euro. Le opere importanti vanno oltre la data pattuita nel contratto poiché abbiamo fatto perizie di variante per un totale di decine di milioni di euro. La speranza é quella che ce la facciamo, che facciamo in tempo. E dobbiamo fare in tempo per i Giochi. Poi per qualcosa non si finirà a giugno e andremo a luglio”.

 “Sui cantieri stiamo lavorando molto bene ovunque - ha affermato Ferrarese -, ma non possiamo far finta di nulla. Ogni giorno sento soprattutto le grandi imprese e i Comuni. Un pò di ritardo in alcuni cantieri c’è. Parliamo di 10-15 giorni sui 40 persi a causa del maltempo. Ma non mi preoccupano. Andiamo, speriamo, verso la bella stagione e dovremmo intensificare anche le ore di lavoro, cercando almeno di raddoppiare. Non sarei quindi preoccupato. Abbiamo fatto delle cose - ha aggiunto - che non si fanno in 11-12 mesi. Lo dimostra il fatto che in alcuni Comuni si stanno realizzando opere da 3-4 milioni che finiscono a giugno-luglio, esattamente come quelle da 60-70 milioni. Non dico che é sbagliato il ritmo del cronoprogramma dei Comuni. No, quello é giusto. È invece anomalo - ha concluso - quello di alcuni lavori che stiamo facendo, dove realizzare in 13 mesi al massimo opere da 60-70 milioni, credo che sia davvero uno sforzo straordinario che stiamo facendo tutti insieme”.

 Pala Maggiore Leini (Torino), si è svolto il campionato Italiano femminile cadetti A2 di Judo. L’atleta Barrese Gabriella classe 2010, della società ASD Kodokan Taranto, allenata dal maestro Luigi Chetry, conquista la medaglia d’oro nella categoria -48 kg, disputando 5 incontri, tutti vinti prima del limite, per Ippon, raggiungendo il massimo punteggio del judo. Con questo risultato, accede al campionato Nazionale A1 che si terrà il 2 maggio ad Ancona.  

Un grosso in bocca al lupo alla nostra atleta e congratulazioni  per il risultato ottenuto. 

I commissari delle amministrazioni straordinarie di Ilva e di Acciaierie d’Italia riprendono oggi il lavoro sulle due proposte giunte per l’acquisizione dell’azienda: il fondo americano Flacks Group e il gruppo indiano Jindal Steel International. Flacks era già in partita da mesi, Jindal, invece, è arrivato nei giorni scorsi, ma aveva partecipato alla precedente gara per l’ex Ilva. Da quello che si apprende, i commissari oggi dovrebbero entrare nel merito delle due proposte e poi, insieme al team dei legali, decidere come proseguire il confronto con ciascuno dei due offerenti. Jindal ha proposto sino al 2030, in attesa che si facciano i nuovi forni elettrici, il mantenimento a Taranto di due altiforni sui tre esistenti (ma al momento solo uno, il 2, è in marcia) per produrre 4 milioni di tonnellate di acciaio. Poi dal 2030 gli altiforni verranno spenti e il siderurgico avrà un solo forno elettrico da 2 milioni di tonnellate. L’ex Ilva arriverà comunque a 6 milioni di tonnellate, che è la soglia autorizzata dall’Aia, ma perché 4 milioni di tonnellate di bramme di acciaio, un semilavorato, arriveranno dall’Oman, dove Jindal avrà due forni elettrici, per una capacità totale di 4 milioni di tonnellate, e 2 impianti Dri per alimentare di preridotto di ferro i forni elettrici. 

Nello schema di Jindal, i 6 milioni così ottenuti serviranno a far lavorare le aree a valle, quelle a freddo, di Taranto, Genova, Novi Ligure e Racconigi: treni nastri per i coils - i rotoli di acciaio - e impianti di finitura e di verticalizzazione. Il punto critico del piano di Jindal appare nella riduzione di circa la metà degli occupati nel gruppo ex Ilva. Da 9.702, di cui 7.920 a Taranto - anche se é in corso la cassa integrazione straordinaria per più di 3mila unità a Taranto e alcune centinaia negli altri siti -, si rischia di passare a circa 4.000-4.500. Flacks, invece, ha dichiarato che intende produrre a Taranto 6 milioni di tonnellate e che a regime darà lavoro a 8.500 diretti. Numeri molto diversi da quelli degli indiani, così come diverso è anche il peso degli investimenti nell’ex Ilva: 5 miliardi di Flacks e 1,5 miliardi di Jindal. Intanto da Flacks si attendevano venerdì scorso precisazioni e integrazioni rispetto all’offerta, ma il fondo americano non ha risposto ai commissari. Si aspettavano chiarimenti sul piano industriale e, soprattutto, su come Flacks finanzierà il tutto. Flacks ha replicato affermando che i commissari gli hanno fatto richieste stringenti in tempi brevi, ha sottolineato che è in piedi un negoziato avanzato, e ha comunque chiesto un confronto. 

Sarà il libro “Monologhi contro versi”, scritto da Egidio Francesco Cipriano, ad inaugurare la rassegna “Pagine di Puglia”. L’appuntamento è venerdì 27 marzo, a Grottaglie, nella Biblioteca comunale F. G. Pignatelli, dalle ore 18. “Pagine di Puglia”, alla sua prima edizione, è una rassegna letteraria e libraria avviata dal Comune di Grottaglie - assessorato alla Cultura e Pubblica Istruzione. Dal 27 marzo al 12 giugno, comprenderà sette presentazioni di libri: parole e storie nate dalla penna di scrittori pugliesi, o che raccontano il territorio, di recente pubblicazione. La rassegna letteraria “Pagine di Puglia” è promossa e organizzata dal Comune di Grottaglie – Assessorato Cultura e Pubblica Istruzione, in collaborazione con CoopCulture (Biblioteca comunale e Infopoint Castello episcopio) e con il coinvolgimento del Presidio del Libro, delle scuole e delle istituzioni del territorio. Gli appuntamenti si svolgeranno, dalle ore 18, nella Biblioteca comunale F. G. Pignatelli, in via Senatore Gaspare Pignatelli 5 e al Castello episcopio, Largo Immacolata, Grottaglie (Taranto).

Nel primo incontro, sarà protagonista “Monologhi contro versi”dello psicologo Egidio Francesco Cipriano: un libro collegato a progetti in beneficenza. Interverranno: il sindaco di Grottaglie Ciro D'Alò; l'assessore alla Cultura e Pubblica Istruzione Raffaella Capriglia; la Responsabile del Settore Cultura e Pubblica Istruzione Daniela De VincentisPiero Aresta, Presidente del Presidio del Libro di Grottaglie; l’autore Egidio Francesco Cipriano che dialogherà con la giornalista Lilli D’Amicis, moderatrice della presentazione del libro. Durante l'incontro, ci saranno interventi e letture di brani del testo da parte di persone presenti nel pubblico o indicate dall’autore. 

“Monologhi contro versi - è stato scritto sul libro - non nasce solo per essere letto, ma per essere detto, ascoltato, incarnato. È un laboratorio emotivo in tre movimenti - monologhi, versi e racconti - che dialogano come stanze di una stessa casa interiore. La parola diventa corpo, cura, gesto teatrale. Tra ironia e profondità, ogni testo attraversa ferite e rinascite, trasformando il dolore in voce condivisa. Dalle pagine nasce anche lo spettacolo Un palco, mille storie. Il progetto del libro è collegato ad iniziative di beneficenza per realtà che sostengono la vita e la speranza. Un libro da sentire, prima ancora che capire”. Egidio Francesco Cipriano, psicologo e pedagogista, già docente universitario, ha un percorso che unisce informatica, educazione e psicologia del profondo. Specializzato in narcisismo patologico, codipendenza, costellazioni familiari e tecniche sul trauma, ha ideato un modello di mindfulness transgenerazionale. Presiede l’associazione Aiutiamo Ippocrate e il comitato tecnico scientifico dell’Osservatorio Permanente sulla Disabilità.

“Invitiamo tutti a partecipare agli appuntamenti, ad ingresso libero. Un percorso tra libri, autori e idee che attraversano la Puglia e il suo immaginario - dichiaral’assessore alla Cultura, Pubblica Istruzione e Turismo Raffaella Capriglia-. ‘Pagine di Puglia’ è una rassegna dedicata alla forza della parola che racconta, che custodisce la memoria, che invita a visioni nuove. Abbiamo voluto dare voce ad autori pugliesi, con libri, tutti di recente pubblicazione, che spaziano dalla narrativa - romanzi e racconti -, alla poesia, alla saggistica, tra temi universali e scritti sul nostro territorio. Saranno sette appuntamenti per ascoltare voci diverse, confrontarsi, condividere storie e pensieri nei luoghi simbolo della cultura cittadina: la Biblioteca comunale e il Castello episcopio di Grottaglie. Vogliamo coinvolgere i giovani, gli studenti, ma anche tutte le altre fasce d’età e i cittadini interessati ai libri e alla lettura, affinché il momento culturale diventi occasione di confronto, incontro, condivisione e comunità”. 

 

I primi cinque appuntamenti si svolgeranno nella Biblioteca comunale F. G. Pignatelli, dalle ore 18. Il programma inizierà il 27 marzo 2026, con la presentazione di “Monologhi contro versi” diEgidio Francesco Cipriano(2025); si proseguirà il 10 aprile con la raccolta di poesie “Pelle notturna” diStefano Gianfreda(Gianfranco Lisi edizioni, 2025); il 17 aprile sarà presentato il romanzo giallo “Non regalate pastiere a Pasqua” di Marcello Abrescia(Damster edizioni, 2025); il 5 maggio si terrà la presentazione del saggio “I manualetti per insegnare l’italiano nelle scuole elementari pugliesi del primo ‘900” di Antonio Scaglioso (Aletti editore, 2025); il 15 maggioappuntamento con“Oltre il tempo” di Anna Chiara Bruno (Besa Muci editore, 2025). Gli ultimi due appuntamenti si terranno al Castello episcopio, dalle ore 18: il 22 maggio sarà presentato “Casanova, il seduttore nobile” diPierfranco Bruni (Solfanelli editore, 2025) e il 12 giugno chiuderà la rassegna “Rosario di mare” di Luisa Campatelli, racconto nell’antologia di Giulio Perrone editore “Ricettario pugliese” (2026), con letture dell’attrice Tiziana Risolo. 

 

Martedì, 24 Marzo 2026 06:58

EVENTI/ Il Gran Galà della Magia incanta Taranto

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Teatro Orfeo gremito per una serata di successo, emozioni e solidarietà

 

La quarta edizione conferma la crescita dell’evento firmato Mago Maraldo e Magica Emyinsieme al Teatro Orfeo: protagonista Andrea Fratellini con il suo Zio Tore, simbolo di una magia che sa arrivare al cuore

 

Un teatro gremito, applausi continui e un’atmosfera carica di emozione: la quarta edizione del Gran Galà della Magia di Taranto si è confermata un grande successo, trasformando il Teatro Orfeo in un luogo sospeso tra stupore e partecipazione autentica.

Una serata che ha saputo coinvolgere un pubblico trasversale, dimostrando ancora una volta come la magia, quando è arte, riesca a parlare a tutti, non solo ai bambini, ma anche agli adulti, capaci di lasciarsi sorprendere e trasportare in un’esperienza teatrale completa.

Tra i momenti più intensi dello spettacolo, la presenza dell’ospite d’onore Andrea Fratellini, accompagnato dal suo inseparabile Zio Tore, personaggio diventato celebre per la sua capacità di strappare sorrisi e regalare leggerezza anche nei contesti più difficili.

«Zio Tore nasce negli ospedali, tra i bambini che avevano bisogno di un sorriso in più – ha raccontato Andrea Fratellini – e portarlo qui, in un evento che ha la stessa finalità, è qualcosa di davvero speciale. La magia, quando riesce a fare del bene, diventa ancora più potente».

Un messaggio che si lega perfettamente allo spirito del Gran Galà della Magia, organizzato a favore dell’associazione S.I.M.BA. ODV, impegnata nel sostegno ai bambini ospedalizzati del SS. Annunziata di Taranto, rendendo lo spettacolo non solo un momento di intrattenimento, ma anche un gesto concreto di solidarietà.

Soddisfazione ed emozione nelle parole di Mago Maraldo, ideatore e anima dell’evento insieme a Magica Emy, protagonisti di un percorso che, anno dopo anno, continua a crescere:
«Vedere il Teatro Orfeo così pieno è la soddisfazione più grande. Questo evento nasce da una passione profonda e da un sogno: portare a Taranto uno spettacolo di livello internazionale, ma con un cuore forte, legato alla solidarietà. Il pubblico ci ha regalato un’energia incredibile, ed è per loro che continuiamo a lavorare».

Fondamentale anche il contributo del Teatro Orfeo, guidato dai fratelli Luciano ed Adriano Di Giorgio, che ancora una volta si è confermato contenitore culturale d’eccellenza, capace di accogliere eventi di grande qualità e richiamo.

Accanto a Andrea Fratellini e Zio Tore, sul palco si sono alternati artisti di grande livello come Victor MagicMr Big e Franky Mathew, in uno spettacolo diretto da Roberto Muci e presentato da Max Dile, che ha accompagnato il pubblico in un viaggio tra illusioni, comicità e meraviglia.

Il successo della quarta edizione rappresenta la conferma di un progetto solido e in continua evoluzione, capace di coniugare spettacolo, qualità artistica e impegno sociale.

A Taranto, la magia non è più solo un evento. È diventata una tradizione.

 

In Puglia per il referendum ha vinto il NO con il 57,14%. Il dato è definitivo.

“Oggi ha vinto soprattutto la partecipazione di un popolo che, quando capisce che il proprio voto conta davvero, si alza, esce di casa e sceglie. Non delega, non si astiene, non resta a guardare". Lo dice il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro commentando il risultato del referendum sulla Giustizia. 

"Il 'no' alla riforma della giustizia è stato un voto per prendersi cura della nostra Costituzione, per dire che le regole fondamentali della nostra convivenza civile non si cambiano senza un confronto vero, profondo, all’altezza della loro importanza - ha proseguito - È questo il punto: quando si tocca l’architettura della nostra democrazia, la parola torna ai cittadini. E i cittadini, oggi, hanno risposto. Con serietà. Con consapevolezza. Con dignità. È un messaggio di responsabilità che ci dice che la democrazia non è garantita una volta per tutte. Va difesa, ogni volta che serve”. A Taranto città il NO ha vinto con il 60,53%, con un'affluenza pari al 49,25%. In provincia di Taranto sempre vittoria del NO ma con 56,72% e un'affluenza pari al 50,72%.

Iniziativa a cura dell'associazione  ‘Noi e voi’ e  Sano/Sano fondata dagli artisti Giorgio Di Palma e Dario Miale

 

Pochi metri quadri per ridisegnare il perimetro di una vita. Si chiama “2,30 × 4,30 – Libertà condizionata”, la mostra sul significato di libertà e di tempo realizzata dall’associazione ‘Noi e Voi’, presieduta da don Francesco Mitidieri, in collaborazione con l’associazione Sano/Sano, fondata dal ceramista Giorgio Di Palma e dal fotografo Dario Miale. Un percorso immersivo inaugurato nei giorni scorsi è che giunge al termine di settimane di laboratorio con gli adulti e i minori del circuito penale che frequentano, al quartiere Paolo VI, il centro socio-rieducativo Fieri Potest all’interno di Casa madre Teresa, un tempo monastero di clausura. 

Detenzione, responsabilità personale, rielaborazione della pena e possibilità di cambiamento sono i temi a cui i visitatori della mostra vengono introdotti attraverso diversi linguaggi artistici, in una riproduzione della vita in cella che è un viaggio temporale tra passato, presente e futuro. 

“Il progetto – racconta Elisabetta Calabrese pedagogista e responsabile del centro socio-rieducativodell’associazione Noi e Voi Fieri Potest –  ha coinvolto 14 utenti, tra cui due giovani di 21 e 23 anni. Il primo passo per loro è stato esplorare l’io bambino, per far tornare alla mente cosa li ha resi felici e liberi da piccoli. Alcuni non avevano vissuto un’infanzia serena, altri sentivano di non averla vissuta affatto. Per molti modellare oggetti con l’argilla, colorarli, erano attività nuove, mai fatte neanche da bambini. Nel corso delle settimane sono arrivati a nuove consapevolezze. L’arte è servita come strumento per riconnettersi alla loro dimensione emotiva, con uno sguardo anche al futuro,inteso come possibilità di cambiamento personale e riscatto». 

Ridare vita alla cella, con i suoi oggetti simbolici, èdiventata possibilità concreta di ripensare i confini delle proprie scelte e del proprio futuro.

Le riflessioni con i detenuti, raccolte da Giorgio Di Palma e Dario Miale in questi mesi di laboratorio, sono diventate materia non solo della mostra ma anche di un libro. «Un ragazzo ci ha raccontato che stando in cella non si misurano più le distanze, non si riconoscono più gli ostacoli e diventa difficile riuscirci una volta fuori -spiegano - un altro che sognava il momento in cui avrebbe utilizzato di nuovo delle posate di acciaio e non di plastica. La mostra è la loro, non la nostra. Loro hanno creato gli oggetti, loro hanno fatto delle foto, hanno portato del materiale in relazione ai temi del tempo e della libertà. Noi siamo stati un tramite.  Anche nel libro non c’è la nostra voce, non siamo noi i protagonisti. Ci siamo completamente messi da parte e siamo convinti di aver fatto bene a farlo».

La mostra sarà aperta alle scuole, alle associazioni, a semplici cittadini, su prenotazione, inviando una email a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. o chiamando il numero 353-4058290.

 

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