TAVOLI DI PARTECIPAZIONE/ Tutela e valorizzazione del Mar Piccolo: al via gli incontri
Scritto da Redazione1Il Mar Piccolo torna al centro del dibattito pubblico nell'ambito di un percorso partecipativo che punta a ridisegnarne il futuro insieme alla comunità. Da oggi prenderanno ufficialmente avvio i sette Tavoli di Partecipazione previsti dal progetto “Nuovi approcci partecipativi per la tutela e valorizzazione del Mar Piccolo di Taranto”, iniziativa sostenuta dalla Regione Puglia nell’ambito di #PugliaPartecipa e coordinata dal Dipartimento Jonico dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro.
L’appuntamento inaugurale si terrà alle ore 15 nella Sala Conferenze del Dipartimento Jonico, in via Duomo 259, nel cuore della Città Vecchia. L’evento segna un passaggio decisivo verso una governance condivisa di uno dei luoghi più simbolici e delicati del territorio.
Dopo l’accoglienza e la registrazione dei partecipanti (ore 15.00), i lavori saranno aperti dai saluti istituzionali del professor Paolo Pardolesi, direttore del Dipartimento Jonico e garante metodologico del processo. A seguire, la professoressa Maria Casola, responsabile scientifica del progetto Puglia Partecipa, illustrerà il quadro scientifico e gli obiettivi della governance partecipativa.
Alle ore 16.00 è previsto un momento centrale dell’incontro: l’intervento del commissario straordinario per gli interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione dell’area di Taranto, Vito Felice Uricchio, insieme al sindaco di Taranto, Piero Bitetti. Entrambi porteranno una riflessione sullo stato delle strategie di riqualificazione e bonifica del Mar Piccolo, tema cruciale per comprendere il contesto in cui si inserisce il percorso partecipativo.
Successivamente, il facilitatore Giuseppe Cavallo illustrerà metodologia e fasi operative dei Tavoli (ore 16.40), prima di lasciare spazio alle domande e alle riflessioni dei partecipanti (ore 17.00). La sessione sarà accompagnata da un “Open Mic”, attivo per tutta la durata dell’incontro, per raccogliere contributi spontanei e osservazioni dal pubblico. I lavori si chiuderanno alle ore 17.30. A moderare l’intero appuntamento sarà Francesco Vergallo.
«L’avvio dei Tavoli rappresenta una fase cruciale – spiegano dall’Università – perché il Mar Piccolo è un luogo fragile, strategico e identitario. Serve una visione condivisa su come viverlo, usarlo e monitorarlo nei prossimi anni».
Il progetto si inserisce nel solco delle attività già avviate negli anni precedenti. Nel 2024, infatti, il Dipartimento Jonico aveva coordinato un primo percorso partecipato che portò alla redazione della “Carta del Mar Piccolo”, documento condiviso che definiva principi, responsabilità e visioni per il futuro dell’area. Da quel lavoro emerse con forza la necessità di un sistema stabile di monitoraggio pubblico, capace di verificare nel tempo qualità e impatto degli interventi, soprattutto in relazione ai progetti finanziati attraverso i fondi JTF.
I Tavoli tematici che si avviano il 16 marzo serviranno a raccogliere le istanze dei portatori di interesse – cittadini, associazioni, operatori economici, enti – e a restituirle alle amministrazioni attraverso un metodo rigoroso di analisi e rilevazione. L’obiettivo è costruire un modello di governance che resti attivo anche oltre la conclusione dei lavori finanziati, valorizzando anche nuovi strumenti normativi come leve per la riqualificazione dei luoghi.
L’avvio ufficiale del percorso punta a trasformare il Mar Piccolo in un laboratorio permanente di partecipazione, tutela e innovazione, capace di accompagnare la città nelle sue trasformazioni più profonde. Taranto, ancora una volta, prova a costruire il proprio futuro partendo dal suo mare più antico.
FORMAZIONE/ Ciak si gira, a Taranto le riprese del corto del progetto Pricò
Scritto da Redazione1Tutto pronto per il set del lavoro rientrante nel percorso con le scuole realizzato da Il Serraglio. Per due giorni una classe del liceo Calò di Taranto sarà impegnata nella realizzazione del film breve, sotto la supervisione di professionisti dell’audiovisivo
Si svolgeranno il 17 e 18 marzo a Taranto le riprese del cortometraggio ad opera del liceo artistico “V. Calò”. Il set è l'epilogo del percorso di formazione sui mestieri del cinema rivolto alla classe 4a M dell’indirizzo audiovisivo(sede di Taranto), uno dei prodotti finali del progetto “Pricò - Il Cinema è Giovane”, la sezione dedicata alle scuole del festival Vicoli Corti - Cinema di Periferia, che prevede anche moduli di formazione con professionisti dell’audiovisivo.
Il corto verrà girato tra Porta Napoli e il quartiere Tamburi. Gli studenti che saranno impegnati sul set hanno seguito in questi mesi i corsi di regia e sceneggiatura con il regista Saverio Cappiello, di costumi con Maria Martinese, di fotografia con Mario Bucci, di montaggio con Marco Gernone, di suono con Gaspare Sammartano, di casting e recitazione con Debora Boccuni. La docente referente del progetto è Serena Lucarella, il coordinatore è Vincenzo Madaro. Sono partner Intervallo Film e REC_Recitazione e Cinema.
In attesa della prova del set, c'è tanta fiducia per la buona riuscita dello stesso. La crew della classe del liceo “V. Calò” ha svolto un ottimo lavoro di preparazione, dimostrando delle attitudini che sono state potenziate attraverso le attività formative del progetto Pricò. La sceneggiatura è stata scritta dagli studenti che nei prossimi giorni, suddivisi per reparti e sotto la supervisione dei formatori, si occuperanno anche di curare tutti gli aspetti tecnici delle riprese. Si tratta di una storia di sorellanza e di redenzione ambientata lungo le strade che portano da Tamburi a Porta Napoli. Nella lavorazione è stato coinvolto anche l'I.C. “Vico - De Carolis”, sia come location sia come scuola di appartenenza di Gaia, la piccola coprotagonista del cortometraggio.
Pricò - Il Cinema è Giovane è ideato e prodotto da Il Serraglio APS e finanziato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e dal Ministero della Cultura - Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, attraverso il bando “Il cinema e l’audiovisivo a scuola - Progetti di rilevanza territoriale” del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola. Dopo l’impatto generato negli anni passati, Pricò si conferma punto di riferimento sul territorio come percorso di educazione al linguaggio cinematografico che coniuga visione, formazione e orientamento professionale per studenti e docenti. La terza edizione del progetto terminerà a maggio, con un evento finale al SavoiaCityplex in cui verranno presentati in anteprima il cortometraggio e lo spot sui diritti umani che sarà girato ad aprile dal liceo artistico “V. Calò” di Grottaglie, in collaborazione con Amnesty International Italia. I due lavori troveranno poi spazio nella programmazione della 21a edizione di Vicoli Corti – Cinema di Periferia, in programma a Massafra ad agosto, oltre a partecipare ai più importanti festival dedicati ai progetti scolastici. Il Serraglio ringrazia il vicesindaco di Taranto Mattia Giorno e l'ufficio Cinema del Comune di Taranto per il prezioso supporto.
CALCIO/ Il Taranto vince 2-1 sul Racale e punta play-off
Scritto da Redazione1Mister Danucci: " Oggi risultati favorevoli. Dobbiamo evitare certe disattenzioni. Vittoria dedicata a Christian Cesareo."
di Andrea Loiacono
Con due reti nei primi venticinque minuti e una prestazione nel complesso positiva il Taranto vince 2-1 contro il Racale e in virtù dei risultati dagli altri campi torna concretamente a sperare nei play-off.
Mister Danucci schiera I suoi con il classico 4-3-3 con Rizzo che in difesa sostituisce lo squalificato Konate. Incerti, Dipaolantonio e Vukoja al centro con Loiodice, Losavio e Russo davanti. Parte forte il Taranto con un palo di Losavio e un rigore procurato da Loiodice che al 16' porta il Taranto in vantaggio. Il raddoppio porta la firma di incerti che respinge in porta una conclusione di Guastamacchia terminata sulla traversa. Taranto vicino al tris con Hadziosmanovic al 25'. Il Taranto a questo punto si abbassa colpevolmente e al primo minuto di recupero subisce la rete di Barbero che riapre la contesa. Il secondo tempo riprende con il Taranto vicino al gol con Zampa. L' estremo difensore del Racale Colazo si supera anche su Loiodice al 73' mentre all'85 un colpo di tacco del neo entrato Trombino viene salvato sulla linea. Nel recupero ci prova anche Aguilera ma Colazo si supera. Il Taranto con questo successo stacca il Canosa fermato sul 2-2 dal Maglie. Con il successo del Brindisi e la sconfitta del Bisceglie gli adriatici vedono la promozione mentre una vittoria della coppa Italia da parte del Bisceglie spiacerebbe la strada dei play-off al Taranto.
A fine gara mister Danucci si mostra moderatamente soddisfatto: "Abbiamo disputato la prima mezz'ora in modo perfetto e avremmo meritato anche più di due gol. Purtroppo troppo spesso ci capita di subire gol alla prima occasione per gli avversari. Nella circostanza abbiamo perso una marcatura. Su queste disattenzioni dobbiamo migliorare per il futuro. I risultati di oggi sono positivi ma dobbiamo continuare a vincere per sperare nei play-off dove sono convinto che questa squadra darebbe il massimo perché è una squadra forte. Purtroppo oggi ci sono stati altri due infortuni che speriamo non siano gravi, sappiamo che a Novoli non sarà facile ma noi vogliamo continuare a fare bene. Oggi mi sembra scontato dedicare la vittoria a Christian Cesareo, sono certo che ha combattuto e tifato per noi. Speriamo di dedicargli a fine anno qualcosa di più importante. "
TRAGEDIA A CRISPIANO/ Un uomo muore incornato da un toro
Scritto da Redazione1Incornato da un toro nelle campagne di Crispiano, nel Tarantino, un uomo è morto dopo il ricovero nell’ospedale Santissima Annunziata di Taranto. Soccorso dal personale del 118, l’uomo è stato trasportato in condizioni già gravissime in ospedale, dove è poi deceduto nel reparto di rianimazione nonostante i tentativi dei medici di salvarlo. Sul caso sono in corso gli accertamenti da parte delle autorità competenti. La vicenda è seguita dal medico legale Liliana Innamorato, in servizio presso la struttura di Medicina Legale dell’ospedale di Taranto, e dal pubblico ministero di turno Salvatore Colella.
LAVORO/ A Taranto 250 rider: sottopagati, nessuna garanzia, incidenti e consegne esca
Scritto da Redazione1La CGIL disegna l’identikit della condizione di lavoro per i circa 250 rider che operano a Taranto
Parlano i rider stranieri. Pakistani, afghani, in Italia perché le polveriere dei loro paesi di origine non consentono più una vita degna. Accanto a loro i rider italiani. Spesso ultra cinquantenni che la crisi del manifatturiero costringe a sbarcare il lunario tornando a bordo di una bici o di un motorino anche sotto la pioggia o il caldo torrido.
E’ una guerra tra poveri, quella dei rider che operano su piattaforme Deliveroo e Glovo, in provincia di Taranto. Non sono dipendenti di pizzerie, ristoranti, sushi bar o supermercati e neanche delle multinazionali delle consegne a domicilio malgrado la loro vita si svolga tutta attaccata ad un cellulare che da loro “ordini” continui perché se non sei perennemente a disposizione vale la regola dell’ “avanti un altro”.
A Taranto abbiamo orientativamente 250 rider, di tutte le età, di entrambi i sessi, sia italiani che stranieri – dice Luca Surico, segretario generale del NIDIL CGIL - ma il dato più significativo è che soprattutto nella nostra provincia che vive in una situazione di grave crisi occupazionale, l’attività dei ciclofattorini diventa, molto spesso, unica fonte di reddito familiare. Proprio in questo contesto si è collocata l’attività della procura di Milano, che sta indagando sullo sfruttamento da parte delle piattaforme dello stato di necessità dei lavoratori e delle lavoratrici.
800 o 900 euro mensili, quando va bene, ma a comandare è un fantomatico algoritmo che smista le consegne e che se un giorno ti trova ammalata, sconnesso o con la bici o il mezzo di trasporto rubato, farà a meno di te per le prossime settimane.
Le consegne a 3,5€, che spesso richiedono spostamenti importanti, e la concorrenza innescata proprio da quell’algoritmo che citavamo prima, stanno determinando una riduzione dei compensi mensili – continua Surico – Così ci sono rider che non riescono a percepire più di 4/500€ e quelli che riescono a guadagnare di più sono quelli connessi anche più di 10 ore al giorno, 7 giorni su 7, che nonsi sono mai potuti permettere di essere ammalati, o che non hanno mai potuto concedersi un giorno di riposo perché senza mantenere quei ritmi di lavoro non si riesce ad avere un compenso che possa far fronte alle esigenze personali o familiari.
Poi c’è il caso delle consegne utilizzate come esche.
I rider non devono consegnare al piano, ma se non lo fanno spesso i clienti si vendicano con la cancellazione della consegna – dice Surico – così i soldi anticipati al supermercato, alla pizzeria o al fast-food non sono rimborsati dalla piattaforma. Non resta, pertanto, che salire al piano. Ma sempre più spesso giù in strada c’è il palo che ruba la bicicletta.
A me ne hanno già rubate due – dice un rider pakistano nel video. Lo stesso che mostra la scena dell’incidente di cui è stato vittima senza che nessuno si occupasse di rimborsare le spese per la malattia o i danni causati dal mezzo di lavoro.
Siamo di fronte a lavori che si svolgono in condizioni di schiavitù, di caporalato digitale si potrebbe dire – dice il segretario generale della CGIL di Taranto, Giovanni D’Arcangelo – e bene ha fatto la Procura di Milano ad aprire un’indagine che ha portato al controllo giudiziario delle piattaforme digitali di Deliveroo e Glovo, ree di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Un atteggiamento quello della Procura di Milano che conferma anche come sia indispensabile poter contare su una magistratura libera da condizionamenti di politica e potentati economici, tanto che riesce ad andare contro a multinazionali per difendere i più deboli.
“Quel contratto di lavoro che appartiene alla contrattazione nazionale, al CCNL della logistica che riconosce salario, diritti, previdenza, in poche parole rispetto e dignità. Questo è il risultato che abbiamo già ottenuto per i lavoratori di altre piattaforme digitali – afferma Luca Surico - Noi abbiamo l’obiettivo di rappresentare questi lavoratori, per di più stranieri che percorrono anche 30/40 km al giorno per racimolare circa 20 euro al giorno con il proprio mezzo”.
“Stiamo conducendo, anche in una giornata come questa di mobilitazione nazionale – un lavoro di emersione dalla condizione di invisibilità di questi lavoratori e per questo come CGIL stiamo chiedendo un intervento che normalizzi e riordini un settore in forte espansione”.
Tra le rivendicazioni: riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato con l’applicazione del contratto nazionale della logistica, il riconoscimento dei diritti fondamentali tra cui ferie, permessi, malattia e infortuni retribuiti, oltre a maggiori garanzie su salute e sicurezza sul lavoro.
Il CCNL della logistica è il giusto contratto per riconoscere i diritti dei lavoratori, peraltro applicabile in un settore in crescita – dichiara Michele De Ponzio segr. FILT CGIL Taranto -. I riders devono essere riconosciuti come lavoratori con diritti chiari, superare questa condizione di schiavitù con le piattaforme, la gig economy non può essere costruita sulla precarietà.
La rivendicazione del giusto contratto ci vede impegnati e mobilitati oggi in 30 città d’Italia. Per quanto riguarda il territorio, - sottolinea D’Arcangelo - nei prossimi giorni chiederemo al sindaco Bitetti un incontro per riprendere un ragionamento che avevamo intavolato con l’ex sindaco Melucci, ovvero, la necessità di individuare un luogo fisico da adibire all’accesso dei riders, potremmo chiamarla “La casa dei riders”; un luogo dove i lavoratori possono ritrovarsi, fare pausa, ricaricare il cellulare, acquisire informazioni sindacali. È una cosa fatta anche in altre città. Non è impossibile e fa bene ai rider italiani e stranieri.
APPUNTAMENTI/ A Fragagnano torna il “Rito dei Santi”, tra fede, memoria collettiva, cultura popolare
Scritto da Redazione1Fede, memoria collettiva e cultura popolare a Fragagnano si uniscono nella XIX edizione del “Rito dei Santi”, antica tradizione religiosa attorno a cui si stringe un’intera comunità.
L’appuntamento è per domani domenica 15 marzo alle 18.45, nella chiesa del Carmine.
L’evento è promosso dalla Pro Loco di Fragagnano, con la partecipazione dell’Ordine francescano locale e la collaborazione della confraternita del Carmine. L’edizione 2026 si inserisce negli eventi dell’Anno Giubilare francescano, un’occasione per riflettere sulla vita e sul messaggio di San Francesco d’Assisi, simbolo di pace, fraternità e povertà evangelica. D’altronde già nell’edizione 2025 tutto il mondo, simbolicamente, si riunì attorno all’altare della chiesa del Carmine con la presenza per la prima volta, insieme ai fragagnanesi, di un uomo camerunense e di una donna ucraina.
Anche quest’anno l’allestimento prevede un altare con nove partecipanti attorno alla tavola, in una suggestiva rievocazione simbolica dell’Ultima Cena. A presiedere idealmente il banchetto sarà san Giuseppe, riconoscibile dal tradizionale bastone fiorito, simbolo della sua elezione a sposo della Vergine Maria.
Gesù bambino sarà interpretato dal piccolo Nicholas, di quattro anni.
«Il nostro impegno è continuare a preservare le radici per trasmettere le tradizioni di Fragagnano alle nuove generazioni - sottolinea la presidente della Pro Loco Nunzia Digiacomo – custodendo i valori di comunità, memoria e devozione. Il “Rito dei Santi” per questo non è solo una tradizione, ma patrimonio culturale e religioso da conservare e valorizzare, guardando al futuro».
La celebrazione inizierà con la lavanda delle mani, in segno di purificazione spirituale, e proseguirà con la chiamata dei santi e la disposizione dei partecipanti attorno alla tavola. Il simbolico colpo di bastone sul pavimento da parte di San Giuseppe darà il via al banchetto, mentre il tintinnio della forchetta sul piatto,annuncerà l’arrivo delle tredici pietanze rituali. Dal pane alle fave, dal baccalà ai cavolfiori fritti, per ogni alimento un significato antico, tramandato di generazione in generazione.
La regia dell’evento è affidata ad Alfredo Traversa, in Puglia ideatore del Teatro della Fede. «Partecipare al “Rito dei Santi” - spiega Traversa – è sentirsi a casa in una chiesa, ritrovando la dimensione della comunità. Vivere la tavola come luogo di accoglienza e condivisione attraverso 13 pietanze della tradizione èmagia che solo a Fragagnano si trasforma in rito pubblico e al contempo interiore, attraverso un linguaggio povero, profondo e sincero, nella semplicità dell'incontro».
Il “Rito dei Santi” gode del patrocinio della Regione Puglia e del Comune di Fragagnano. Tra i partner del progetto figurano UNPLI Puglia, la Confederazione degli Italiani nel Mondo e Salento delle Murge.L’ingresso all’evento è libero.
«Sostenere questa XIX edizione - commenta la commissaria prefettizia Guendalina Federico - specialmente in un anno così significativo come quello Giubilare francescano, significa investire nella memoria storica come motore di coesione sociale. Questo rito è un potente messaggio di accoglienza e solidarietà che, dalla chiesa del Carmine, parla a tutto il territorio regionale. Un plauso va alla Pro Loco e a tutti i partner per la dedizione nel custodire una bellezza che attraversa i secoli e che oggi, con la partecipazione dei più piccoli, guarda con speranza al futuro».
EX ILVA-SICUREZZA/ Azienda: nel 2025, 743 ispezioni. Sindacati: bisogna investire sugli impianti, altrimenti tutto inutile
Scritto da Redazione1Sindacati critici dopo il vertice di ieri nell’ex Ilva sulla sicurezza sul lavoro, presenti Inail, Ispettorato del Lavoro e ministero del Lavoro. “L’ex Ilva ci ha illustrato le attività fatte come formazione del personale e come investimenti, ma noi abbiamo ribadito che se le manutenzioni non incidono sulla strutturalità degli impianti, rischiano di essere incomplete, visto che l’ultimo lavoratore è morto, precipitando nel vuoto, a causa di un piano di calpestio ormai marcio - commenta Davide Sperti, segretario Uilm -. Per spiegare meglio, se si rifà il refrattario é manutenzione, se si agisce per ripristinare la funzionalità produttiva di un impianto, é anch’essa manutenzione, ma se, facendo un esempio, si lasciano le passerelle degradate e ammalorate, come in effetti sono, che abbiamo risolto? Non stiamo certo garantendo la sicurezza. Abbiamo quindi chiesto di rifare le ispezioni in fabbrica anche con gli enti esterni, ma congiunte ai nostri rls e anche con i tecnici. Dobbiamo unire le conoscenze della fabbrica proprie dei delegati sindacali le conoscenze tecniche specifiche. L’azienda ha ribadito la disponibilità a fare incontri area per area per discutere in base al piano finanziario. Che però non é quello straordinario, che invece servirebbe, ma quello legato alle risorse disponibili”.
Per Francesco Brigati, segretario Fiom Cgil, “il ministro Urso aveva annunciato che ci sarebbe stato presentato un piano per alzare il livello di sicurezza del lavoro, ma di quante risorse necessitano per attuarlo, nulla. Abbiamo ribadito la richiesta di costituire gruppi di lavoro e comitati di stabilimento area per area, una proposta avanzata da tempo dalle organizzazioni sindacali e ripresa dall’azienda. Ma non basta: servono impegni concreti e verificabili”. Per Brigati, “ci sono impegni, ma mancano risposte decisive. Senza risorse, non si garantisce la messa in sicurezza degli impianti. È necessario sapere quali investimenti si intendono fare e con quali tempi, condividendoli con le organizzazioni sindacali”.
Previsto intanto un nuovo incontro a Taranto il 24 marzo “e la Fiom - rileva Brigati - ha chiesto che l’intero percorso si concluda con un incontro istituzionale al ministero del Lavoro a Roma”. Per Enzo Mercurio, coordinatore Usb, “è ormai chiaro a tutti che solo lo Stato può fornire strumenti e fondi per far fronte a questa situazione di estrema precarietà che ricade sulle spalle di tutti i lavoratori, in particolar modo su quelli dell’appalto che sono da sempre i più esposti, perché, a causa del dumping contrattuale, sono maggiormente ricattabili e si confermano anello debole della catena”. C
Nell’ex Ilva di Taranto ci sono stati nel 2025 “743 accessi in stabilimento da parte di enti deputati al controllo”. Questo quanto detto dall’azienda nel vertice. Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria ha presentato sulla sicurezza una serie di dati. Circa le attività effettuate l’anno scorso, l’azienda ha parlato del “mantenimento del Sistema di Gestione della Salute e Sicurezza certificato UNI ISO 45001 dal 2021 e integrato dal Sistema di Gestione della Sicurezza relativo ai Rischi di Incidente Rilevante”.
Inoltre, vi è stato “l’aggiornamento continuo di 265 documenti di valutazione rischi di stabilimento e 161 piani di emergenza di sito” e in particolare: 826 ispezioni impiantistiche; 145 ispezioni nei cantieri terzi; 135 ispezioni in aree logistiche affidate a imprese; 17877 riunioni di sicurezza; 69800 ore di formazione su sicurezza; 1113 simulazioni di emergenza di cui 43 interforze”. Circa le nuove iniziative condivise con i sindacati, proposti “gruppi di analisi di sicurezza” con “presidi permanenti di confronto, indirizzo e dialogo tecnico operativo, composti da responsabili aziendali e rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS)”.
Proposta anche la “formazione per appaltatori e referenti interni” con un “percorso formativo dedicato per appaltatori e referenti aziendali che ne coordinano l’operatività per elevare gli standard di sicurezza e favorire una maggiore integrazione tra soggetti interni ed esterni”. Ci sarà infine un “gruppo di lavoro misto per approfondire le tipologie dei contratti collettivi utilizzati dall’indotto, al fine di individuare ricadute positive sulla tutela dei lavoratori”.
GIOCHI DEL MEDITERRANEO-TARANTO/ La Corte dei Conti chiede a Ferrarese valutazioni sugli scenari di guerra
Scritto da Redazione1La sezione della Puglia della Corte dei Conti ha scritto ieri al Commissario dei Giochi del Mediterraneo, Massimo Ferrarese, chiedendo di conoscere le azioni si stanno prevedendo a fronte degli scenari di guerra che rischiano di porre una incognita sul regolare svolgimento della manifestazione internazionale sportiva a Taranto, Brindisi e Lecce dal 21 agosto al 3 settembre prossimi. In particolare, la Corte dei Conti - che sui Giochi sta esercitando il controllo concomitante, essendo l’evento finanziato da fondi del governo - ha chiesto di conoscere cosa si sta facendo per la tutela della sicurezza e per le spese in corso, che attengono, oltre alla costruzione-ristrutturazione degli impianti sportivi, anche gli aspetti organizzativi. Sono infatti 4.500 gli atleti attesi ai Giochi da 26 Paesi dell’area mediterranea. Tra questi, ci sono Siria, Libia, Cipro e Turchia. La sicurezza, quindi, per la Corte dei Conti, come anche per il Comitato organizzatore locale dei Giochi, diviene un aspetto prioritario da considerare. Per le spese, invece, mentre i cantieri delle opere vanno avanti regolarmente, si sta affrontando proprio in questi giorni una serie di aspetti che attengono la logistica, i servizi connessi - già affidati - l’ospitalità degli atleti, le cerimonie di inaugurazione e chiusura della manifestazione. A tal proposito, stasera é stato comunicato che una società di Milano, su circa venti partecipanti, si é aggiudicata per 2,4 milioni l’allestimento delle due cerimonie, anche se il nome sarà comunicato dopo una verifica sulla regolarità amministrativa della procedura. Nel pomeriggio di ieri si é anche chiuso il bando 'lampo' - della durata di 48 ore - lanciato da 'Sport e Salute' per il nolo delle due navi da crociera che dovranno ospitare a Taranto i 4.500 atleti. Su dieci compagnie di navigazione invitate ha risposto solo una società di Malta, che ha messo a disposizione una nave da 3.500 posti. A tal proposito, il Comitato ha previsto una spesa di 17 milioni sui 26 che sono il budget complessivo in proposito. Non ci sono state offerte, invece, per la nave più 'piccola', da 2.500 posti, per la quale sono stati messi a disposizione 9 milioni. In precedenza Costa Crociere aveva avanzato una manifestazione di interesse, alla quale però, almeno sino a questo momento, non ha dato seguito. Adesso si farà un nuovo bando - durata presumibile 48-72 ore - per l’unità più piccola, probabilmente aumentando il plafond economico.
EX ILVA/ Torna in campo Jindal, attesa per i chiarimenti di Flacks
Scritto da Redazione1I commissari delle amministrazioni straordinarie di Ilva e di Acciaierie d’Italia attendono entro questa sera l’invio da parte del fondo americano Flacks Group delle puntualizzazioni che gli sono state chieste in merito a piano industriale, ambientale, occupazionale e alle garanzie finanziarie relative all’operazione di acquisizione dell’ex Ilva. Una volta ricevute queste puntualizzazioni da Flacks - la cui offerta è stata giudicata migliore rispetto a quella del concorrente Bedrock, altro fondo americano - i commissari si metteranno al lavoro per esaminarle e vedere se corrispondono a quanto é stato chiesto al potenziale investitore. Nel frattempo - come ha annunciato questa mattina nell’informativa al Senato il ministro delle Imprese, Adolfo Urso - é tornato in pista il gruppo siderurgico indiano Jindal, che ha presentato una manifestazione di interesse, non una vera e propria offerta. Jindal ha lanciato quindi un segnale di voler rientrare nella partita dell’ex Ilva - il che viene giudicato importante da fonti vicine al dossier - e adesso si attende che presenti un piano. Urso ha già detto che poi bisognerà fare una valutazione comparata tra le due offerte. Quello di Jindal - gruppo omonimo ma non lo stesso che sta investendo a Piombino insieme a Danieli - é un ritorno. Il gruppo si era già fatto avanti per l’ex Ilva con il bando lanciato a luglio 2024, la sua presenza era stata confermata a gennaio 2025, ma poi nell’estate del 2025 Jindal si era defilato, tant’è che non ha più partecipato alla nuova gara fatta partire dai commissari ai primi dello scorso agosto. Jindal si é ritirato così come ha fatto il gruppo azero Baku Steel. A quel punto nel bando attuale il loro posto lo hanno preso i fondi americani Bedrock e Flacks Group.
Ma se Baku è andato via perché ha trovato ostacoli nel portare a Taranto la nave rigassificatrice connessa al suo piano - doveva servire ad alimentare la decarbonizzazione e i forni elettrici al posto degli altiforni a carbon coke -, Jindal, invece, ha mollato l’ex Ilva perché si era orientato, in alternativa, sull’acquisto dell’azienda tedesca dell’acciaio ThyssenKrupp. A quanto pare, quest’ultima operazione si sarebbe arenata perché Jindal avrebbe trovato una situazione complessa in Thyssen e difficoltà anche con il board. Nelle ultime settimane, quindi, Jindal è tornato sui suoi passi e ha rimesso sotto la lente l’ex Ilva. I vertici della società indiana hanno prima chiesto di incontrare il ministro Urso, approfittando del fatto che era in India per una missione istituzionale, chiedendogli della procedura di gara in atto. Particolare, questo, rivelato dallo stesso Urso il 3 marzo: “Confermo - ha dichiarato Urso - che durante il mio recente viaggio a Nuova Delhi, a margine del summit sull'intelligenza artificiale, ho incontrato l’azienda su loro richiesta. Ho dato loro le informazioni che chiedevano sulla procedura di gara europea”. E adesso, nelle scorse ore, Jindal ha formalizzato la propria manifestazione d’interesse per l’ex Ilva. Ovviamente ci si attende un aggiornamento di quanto Jindal ha presentato mesi addietro e che é stato già acquisito dai commissari. Allora Jindal offrì alcune centinaia di milioni per acquisire l’ex Ilva, mentre adesso non solo il gruppo indiano si trova con Flacks che ha offerto un euro per l’acquisto dell’azienda e promesso investimenti per 5 miliardi, per cui pare difficile che possa confermare l’offerta economica di mesi fa, ma la stessa situazione dell’ex Ilva si è ulteriormente complicata, tra mancato dissequestro dell’altoforno 1, sentenza del Tribunale di Milano sull’Aia del 2025 e Tar di Lecce che per il 19 maggio ha fissato l’udienza di merito per discutere del ricorso presentato contro la stessa Autorizzazione ambientale da una serie di movimenti ambientalisti. Allora, infine, Jindal fece anche un’offerta occupazionale minore rispetto a quella di Baku Steel, che alla fine venne ritenuta l’offerta migliore, anche se poi l’operazione gli azeri non la conclusero. Attualmente Flacks Group ha annunciato 8.500 occupati ed una produzione annua di acciaio di 4 milioni di tonnellate.
EX ILVA/ Oggi stop breve stop Afo2, vertice su Sicurezza, informativa di Urso e chiarimenti di Flacks su offerta
Scritto da Redazione1Si fermerà alle 7 di oggi l’altoforno 2 dell’ex Ilva di Taranto, riattivato a fine febbraio dopo uno stop di due anni e sottoposto da agosto a importanti lavori tra cui l’installazione del nuovo crogiolo. L’impianto si fermerà per due turni di lavoro per provvedere alla sostituzione di una valvola. Si tratterà quindi di un'interruzione di breve durata per svolgere un intervento di manutenzione. Lo si apprende da fonti vicine all’azienda.
Oggi, intanto, sono in agenda per l’ex Ilva alcuni passaggi importanti. È attesa da parte del fondo americano Flacks Group, candidatosi all’acquisto di tutti gli stabilimenti e attualmente in trattativa con i commissari delle due amministrazioni straordinarie, Ilva e Acciaierie d’Italia, la precisazione dell’offerta. Sono stati i commissari a chiedergliela fissando anche la data del 12 marzo. Nel vertice del 5 marzo a Palazzo Chigi tra governo, azienda e sindacati, il commissario AdI, Giovanni Fiori, disse: “Stiamo analizzando con estrema attenzione il piano presentato da Flacks, che su alcuni punti non è ancora del tutto soddisfacente. Invieremo una lettera ultimativa a Flacks, chiedendo di chiarire tutti questi aspetti e di definire il partner industriale come richiesto dal governo. Non porteremo mai a Palazzo Chigi un piano industriale che non offra tutte le garanzie necessarie”.
Alla richiesta dei commissari, Michael Flacks ha risposto affermando che il 12 marzo avrebbe portato “un piano industriale revisionato, prove della regolare situazione dell’entità acquirente, una lettera di impegno di capitale e di altri elementi che dimostrano la disponibilità di asset significativi”. Nella stessa occasione Flacks Group ha anche annunciato di avere in corso discussioni per l’ex Ilva “con dei partner industriali di primaria importanza. Qualora la documentazione venga ritenuta accettabile, il gruppo - ha annunciato l’investitore - prevede di firmare un accordo di acquisizione vincolante entro la fine di marzo”. È presumibile che dopo l’invio della nuova documentazione, i commissari si prenderanno alcuni giorni per esaminarlo e dare una risposta
Oggi,inoltre, con inizio alle 10, è prevista al Senato l’informativa del ministro delle Imprese, Adolfo Urso, sulla vicenda ex Ilva, informativa inizialmente calendarizzata per ieri. Infine, per oggi pomeriggio, alle 15, nello stabilimento di Taranto, nella sala delle conferenze, è in programma un vertice tra funzionari del ministero del Lavoro, azienda, sindacati: segretari provinciali delle sigle metalmeccaniche, coordinatori di fabbrica e rls (rappresentanti della sicurezza). L’ex Ilva, il 5 marzo a Palazzo Chigi, si era già detta disponibile a un confronto sul tema con i sindacati, e poi, nello stesso incontro, il ministro del Lavoro, Marina Calderone, ha preso l’iniziativa. La riunione assume rilievo particolare dopo i due ultimi incidenti mortali sul lavoro a distanza di un mese e mezzo l’uno dall’altro, vittime gli operai Claudio Salamida, dipendente AdI, al convertitore 3 dell’acciaieria 2, e Loris Costantino, dipendente dell’impresa appaltatrice Gea Power, all’agglomerato 2. Entrambi sono deceduti a seguito di una caduta da un’altezza di diversi metri. Al governo, i sindacati hanno posto il problema delle “risorse necessarie per consentire una seria programmazione di manutenzione ordinaria e straordinaria con l’utilizzo del personale delle manutenzioni che, a oggi, ha un 50/60 per cento di addetti in cassa integrazione”.

