EX ILVA-TARANTO/ Afo2 è rientrato in funzione, l'azienda: garantiti continuità produttiva e occupazionale
Scritto da Redazione1Nel pomeriggio di oggi, a conclusione delle operazioni preliminari iniziate il 10 febbraio 2026, l’altoforno 2 dell’ex Ilva di Taranto è entrato in marcia. É stato fermo per due anni e da agosto scorso é stato sottoposto a importanti lavori di rifacimento tra cui l’installazione di un nuovo crogiolo. Lo comunica Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria.
Per l’azienda, “il riavvio dell’impianto, che assicura il recupero di un asset produttivo strategico, si inserisce nelle azioni e nell’impegno dell’attività commissariale volti a garantire la continuità operativa e la salvaguardia del perimetro industriale e occupazionale nella fase in corso”.
L'AMORE METTE RADICI/ Grande accoglienza alla Basile di Taranto per Aristosseno, Luigi, Adele e Annita
Scritto da Redazione1Lecci e carrubi per sognare il futuro
Si chiamano Aristosseno, Luigi, Adele e Annita gli alberi che attraverso il progetto “L’amore mette radici”, voluto dal Comune di Taranto, assessorato all’ecologia e ambiente e Caffè Ninfole, sono stati consegnati e piantati all’interno del plesso scolastico “Emanuele Basile” in via Solito.
Gli alberi delle varietà autoctone di Leccio e Carrubo cresceranno all’interno del giardino della scuola abbellendo anche una parte di città che ha bisogno di ulteriori interventi per il verde pubblico.
I quattro ambasciatori verdi sono stati consegnati dalle mani di Rossella Ninfole in quelle del dirigente scolastico del plesso Francesco Urso, che insieme alle insegnanti della sezione infanzia ed elementare hanno preparato una grande accoglienza.
Brani di letteratura e poesia, canzoni, rap, disegni, coreografie, un progetto didattico dedicato alla sostenibilità con vere e proprie aiuole realizzate con materiali di riciclo e un albero delle intenzioni con foglie dedicate a messaggi di pace, resilienza, eco-sostenibilità e futuro: così la scuola Basile ha preparato la giornata di festa ma anche riflessione e sensibilità ambientale.
“I bambini hanno sapientemente interpretato il sentimento che ha animato il progetto – ha detto Rossella Ninfole, presidente del noto marchio di caffè tarantino – perché essi stessi sono gli alberi più maestosi che possiamo piantare e di cui prenderci cura. Gli alberi che abbiamo donato sono una metafora perfetta di quello che come comunità, istituzionale, economica e sociale siamo chiamati a fare: partire dalle nostre radici e protendere le mani verso il futuro con un po’ di speranza e volontà costruttiva”.
Non a caso gli alberi recano i nomi di personaggi illustri che hanno contribuito alla costruzione della storia della città: Aristosseno come il noto filosofo e matematico tarantino inventore del trattato sull’armonia, Annita, al secolo Pappacena e poi diva del cinema muto Anna Fougez, Luigi come Viola, lo studioso e storico fondatore del Museo archeologico nazionale di Taranto e Adele come Adele Ficarelli, storica staffetta partigiana mai adeguatamente ricordata nella sua città natale.
Il tutto si è svolto in una scuola che porta anche nel suo nome il segno dell’impegno verso le radici e la legalità. La scuola di via Solito è infatti intitolata all’ufficiale dei Carabinieri Emanuele Basile, tarantino, ucciso in Sicilia da Cosa Nostra nel maggio dell’80.
Al termine della cerimonia di consegna sono stati gli stessi bambini a presiedere all’attività di piantumazione. Ogni bambino ha versato gocce di acqua pronunciando le parole “mi prenderò cura di te!”.
L'AMORE METTE RADICI/ Grande accoglienza alla Basile di Taranto per Aristosseno, Luigi, Adele e Annita
Scritto da Redazione1Lecci e carrubi per sognare il futuro
Si chiamano Aristosseno, Luigi, Adele e Annita gli alberi che attraverso il progetto “L’amore mette radici”, voluto dal Comune di Taranto, assessorato all’ecologia e ambiente e Caffè Ninfole, sono stati consegnati e piantati all’interno del plesso scolastico “Emanuele Basile” in via Solito.
Gli alberi delle varietà autoctone di Leccio e Carrubo cresceranno all’interno del giardino della scuola abbellendo anche una parte di città che ha bisogno di ulteriori interventi per il verde pubblico.
I quattro ambasciatori verdi sono stati consegnati dalle mani di Rossella Ninfole in quelle del dirigente scolastico del plesso Francesco Urso, che insieme alle insegnanti della sezione infanzia ed elementare hanno preparato una grande accoglienza.
Brani di letteratura e poesia, canzoni, rap, disegni, coreografie, un progetto didattico dedicato alla sostenibilità con vere e proprie aiuole realizzate con materiali di riciclo e un albero delle intenzioni con foglie dedicate a messaggi di pace, resilienza, eco-sostenibilità e futuro: così la scuola Basile ha preparato la giornata di festa ma anche riflessione e sensibilità ambientale.
“I bambini hanno sapientemente interpretato il sentimento che ha animato il progetto – ha detto Rossella Ninfole, presidente del noto marchio di caffè tarantino – perché essi stessi sono gli alberi più maestosi che possiamo piantare e di cui prenderci cura. Gli alberi che abbiamo donato sono una metafora perfetta di quello che come comunità, istituzionale, economica e sociale siamo chiamati a fare: partire dalle nostre radici e protendere le mani verso il futuro con un po’ di speranza e volontà costruttiva”.
Non a caso gli alberi recano i nomi di personaggi illustri che hanno contribuito alla costruzione della storia della città: Aristosseno come il noto filosofo e matematico tarantino inventore del trattato sull’armonia, Annita, al secolo Pappacena e poi diva del cinema muto Anna Fougez, Luigi come Viola, lo studioso e storico fondatore del Museo archeologico nazionale di Taranto e Adele come Adele Ficarelli, storica staffetta partigiana mai adeguatamente ricordata nella sua città natale.
Il tutto si è svolto in una scuola che porta anche nel suo nome il segno dell’impegno verso le radici e la legalità. La scuola di via Solito è infatti intitolata all’ufficiale dei Carabinieri Emanuele Basile, tarantino, ucciso in Sicilia da Cosa Nostra nel maggio dell’80.
Al termine della cerimonia di consegna sono stati gli stessi bambini a presiedere all’attività di piantumazione. Ogni bambino ha versato gocce di acqua pronunciando le parole “mi prenderò cura di te!”.
RIGASSIFICATORE A TARANTO/ La Commissione ambiente solleva dubbi su ambiente e sicurezza e apre confronto con le associazioni
Scritto da Redazione1“Dall’analisi preliminare sono emersi rilevanti elementi di criticità legati ai profili di sicurezza ambientale, alla sicurezza dell’impianto, alla tutela della fauna, nonché alla compatibilità con la destinazione dell’area e con il contesto paesaggistico anche in relazione ai residenti delle zone limitrofe”. Lo dichiara la commissione Ambiente del Comune di Taranto, con il suo presidente Giandomenico Vitale, a proposito del progetto da 600 milioni di euro ed una capacità di lavorazione di 12 miliardi di metri cubi di gas l’anno relativo ad un rigassificatore da installare da parte di una società privata in un’area del molo polisettoriale del porto di Taranto. Molo dove ora opera il terminal container di Yilport e dove verrà anche l’hub per l’eolico offshore galleggiante in base al decreto del ministero dell’Ambiente.
Per il rigassificatore a Taranto, il Mase, dopo aver accettato l’istanza dell’azienda proponente ad ottobre, da pochi giorni ha avviato la procedura di Valutazione di impatto ambientale (Via). Per il Comune di Taranto, “pur nei limiti delle competenze attribuite al Comune”, il progetto del rigassificatore è “attualmente all’esame degli uffici tecnici” e “l’attenzione politica e istituzionale sul progetto resta alta. L’obiettivo è assicurare una valutazione rigorosa, completa e critica degli elaborati trasmessi, con particolare riferimento agli impatti sul territorio e sulla comunità locale”. Secondo il Comune di Taranto, “particolari perplessità derivano inoltre dal confronto con altri siti precedentemente valutati ed esclusi, come nel caso di Porto di Empedocle. Chioggia, Ancona. Ecco perché è necessario un supplemento di valutazione e una riflessione coerente sul piano strategico-territoriale, affinché i criteri adottati risultino omogenei e applicati con pari rigore.
In Commissione Ambiente - si annuncia -, di concerto con tutti i componenti, si è inoltre deciso di avviare un ciclo di audizioni dedicate. Saranno invitati a intervenire le principali associazioni ambientaliste, a partire da Legambiente e WWF, i comitati territoriali, nonché i rappresentanti di Confindustria, Confapi e dell’Autorità Portuale in quanto portatori di interessi. Il risultato di tali incontri, assieme alle analisi documentali che saranno presentate, verrà depositato all’attenzione dell’intero Consiglio e degli uffici comunali competenti”. Secondo Palazzo di Città, “il percorso avviato intende garantire trasparenza, confronto e approfondimento, nella consapevolezza che le scelte relative al futuro del territorio richiedono valutazioni ponderate, coerenti e pienamente motivate sotto il profilo sociale, ambientale e territoriale. Se tali principi non saranno rispettati - si precisa -, l’amministrazione farà quanto nelle sue capacità per evitare che la nostra città resti terra di sacrificio per interessi di altri”.
Intanto, aumenta il dissenso verso il rigassificatore a Taranto. “E’ un errore tagliare la partecipazione dei cittadini”, protesta l’associazione “Schierarsi” verso il Mase. “Il ministero - si afferma - ha dimezzato i tempi per le osservazioni del pubblico da 60 a 30 giorni per il rigassificatore a Taranto e lo ha fatto in errore in quanto la normativa di settore prevede espressamente che ci siano a disposizione 60 giorni per effettuare le osservazioni dei cittadini. Solo nei casi che prevedono progetti del Pnrr e del Piano Energia e Clima si possono ridurre i tempi per la partecipazione del pubblico e nella fattispecie solo per i rigassificatori identificati come ‘unità galleggianti’, ma il progetto proposto per Taranto non è un’unità galleggiante - una nave rigassificatrice - come le Fsru di Piombino e Ravenna, ma, al contrario, è un terminale a terra definito dal codice dell’ambiente come ‘terminale di rigassificazione di gas naturale liquefatto’ per cui per legge ai
cittadini vengono concessi 60 giorni di tempo per le osservazioni”. “Sono 159 i documenti da studiare e alcuni sono di centinaia di pagine - protesta ‘Schierarsi’ -. Con 30 giorni di tempo, la cittadinanza interessata non riuscirebbe mai a prenderne visione e a proporre delle osservazioni tecniche nel merito”.
L'ARTISTA/ È il tarantino Roberto Ferri il pittore che ha ritratto il Papa: per me un privilegio raro e profondo
Scritto da Redazione1"È stato per me un immenso onore consegnare personalmente a Sua Santità Papa Leone XIV il ritratto ufficiale da me realizzato, opera che ha già trovato la sua collocazione definitiva nella Sala delle Congregazioni, al terzo piano del Palazzo Apostolico.
Ho avuto il privilegio raro e profondo di vivere uno dei momenti più alti, intensi e significativi della mia carriera artistica, nella straordinaria cornice della Sala Ducale in Vaticano, sotto lo sguardo eterno di un grande capolavoro del Bernini.
Desidero esprimere un sentito e doveroso ringraziamento all’agostiniano padre Bruno Silvestrini per il Suo prezioso contributo, a tutti i presenti e in modo particolare all’amico e storico dell’arte che ha reso possibile la realizzazione di questo momento indimenticabile."
Sono queste le parole usate dal pittore Roberto Ferri per commentare quella che con molta probabilità resterà la sua esperienza, artistica, umana, spirituale più intensa: realizzare il ritratto del Papa.
Sorride il pontefice nel vedere se stesso su tela, grazie alla capacità del pittore di cogliere non solo l'apparenza, ma anche l'essenza.
Roberto Ferri, nato a Taranto nel 1978, è un celebre pittore italiano contemporaneo, noto a livello internazionale per il suo stile figurativo che reinterpreta l'arte barocca e caravaggesca in chiave moderna. Le sue opere, caratterizzate da un intenso virtuosismo tecnico e atmosfere drammatiche, indagano la condizione umana, la fede e il lato oscuro dell'anima.
MOBILITÀ-TARANTO/ Domani riapre il sottopasso di viale Magna Grecia
Scritto da Redazione1Domani 20 febbraio riaprirà il sottopasso di Viale Magna Grecia, e tornerà completamente fruibile per gli automobilisti. Sono infatti terminati i lavori di messa in sicurezza, ripartiti nel mese di gennaio dopo la pausa festiva.
Lunedì 23 febbraio, al via la cantierizzazione dell’intervento in corrispondenza del sottopasso di Via Dante nell’ambito dei lavori di “manutenzione straordinaria inerenti agli interventi di riqualificazione dei sottopassi cittadini per il miglioramento delle condizioni di sicurezza del territorio comunale di Taranto”.
Per quanto riguarda tale intervento, il Comune precisa che sarà effettuato un restringimento della carreggiata, pertanto verrà garantita la viabilità, seppur con sede stradale ridotta.
IN AGENDA-TARANTO/ "Sguardi Trinitari sul sociale. Per un nuovo pensiero agente nel territorio” domani la presentazione del volume
Scritto da Redazione1Il Centro di Cultura per lo Sviluppo “G.Lazzati” Aps-Ets Taranto continua, in piena sintonia con il Dipartimento Jonico UNIBA e la Camera di commercio Brindisi – Taranto, il percorso avviato con il convegno/forum del 15 settembre 2022 intitolato “Manifesto per una riforma del pensare” e che giunge ora ad un importante traguardo con la presentazione del volume “Sguardi Trinitari sul sociale. Per un nuovo pensiero agente nel territorio” – Cacucci editore. L’evento si terrà domani, venerdì 20 febbraio 2026 a partire dalle ore 15.30, presso il Dipartimento Jonico UNIBA, via Duomo 259, a Taranto.
Il percorso avviato sull’Ontologia Trinitaria, prospettiva filosofico-teologica che interpreta l'essere, la realtà e le relazioni alla luce del mistero cristiano della Trinità, concepisce la realtà non come statica o solitaria, ma come intrinsecamente dinamica, relazionale e plurale, superando modelli puramente sostanzialisti, ed abbraccia ogni ambito, sia esso concettuale o pratico. Bisogna cioè guardare all’insieme perché insieme si può costruire un nuovo mondo. Il Centro Lazzati, che per primo ha sentito l’urgenza di una nuova formazione, ha subito trovato in Uniba e Camera di commercio non solo partners qualificati, ma anche motivati. Con loro si sta percorrendo un sentiero di formazione, che vuole offrire alla classe dirigente, al cittadino, all’istituzione, alla società tutta nuovi strumenti per ben operare. Perché, in un territorio frantumato, che soffre di separatezze, di divisioni, dì autoreferenze, il primo impegno urgente è ricomporre, rimettere in relazione, in connessione. Lo sviluppo, per essere veramente tale, per essere sostenibile, non può non essere integrale: tutto deve essere in evidenza, tutto deve essere in relazione, tutto deve essere connesso. L’obiettivo è ambizioso, ma realizzabile: dar vita ad un pensiero in grado di ripensare la realtà, che guarda all’altro non come un estraneo, ma come qualcosa da accogliere perché dà senso alla realtà delle cose. È un’idea decisiva sia per l’etica, sia per gli studi epistemologici di tutte le scienze che si misurano con la complessità del mondo contemporaneo. Le ricerche sul territorio di Taranto costituiscono un vero laboratorio in cui il pensiero sperimenta la sua verità più rivoluzionaria.
Il volume è a cura di mons. Piero Coda – Segretario Generale della Commissione Teologica Internazionale e del prof. Antonio Incampo – Professore ordinario di Filosofia del Diritto all’Università degli Studi di Bari Aldo Moro. Al suo interno spazio a questioni teologiche e sociali, grazie ai due curatori del libro, con i preziosi contributi di: Mario Castellana, Alberto Felice De Toni – Eugenio Bastianon, Massimo Donà, Paolo Heritier, Vito Impellizzeri, Luigi Ricciardi, Tomasz Snarski, Sergio Barbaro, Angelo Campo, Daniele Nuzzi, Rocco Tagariello, Paola Pietrogrande, Claudia Sanesi - Francesca Sanesi, Stefano Vinci. Le prefazioni sono a cura di Domenico Amalfitano e Paolo Oliva.
Venerdì 20, in prima nazionale, il volume sarà presentato dai due curatori – Coda e Incampo, che si confronteranno con: Massimo Donà – filosofo e musicista, Lidia Greco – sociologa dei processi economici e del lavoro UNIBA, Antonio Iaccarino – Filosofo del Diritto Pontificia Università Lateranense, Fiorella Occhinegro – architetto e Vicepresidente della Fondazione Taranto25, Claudia Sanesi – Segretaria Generale Camera di commercio Brindisi- Taranto, Davide Tabarelli - Presidente di Nomisma Energia e Commissario Straordinario di Acciaierie d’Italia. Introdurrà i lavori Mario Castellana – filosofo della scienza. Il Presidente del Centro di Cultura Lazzati Domenico Amalfitano concluderà i lavori. La moderazione sarà a cura di Gabriella Ressa, giornalista e socia dello stesso Centro. L'incontro del 20 febbraio non sarà un mero evento ma un rendere ragione di un lavoro, di un Impegno che non ha nessuna rivendicazione identitaria, pur in uno sguardo, che viene da un’ispirazione cristiana esigente, perché implica trasformazione, responsabilità, passione, competenza e soprattutto dedizione al "bene comune".
Taranto, 14 febbraio 2026
SCHEDA CRITICA
a cura del Presidente Amalfitano
In un territorio frantumato, che soffre di separatezze, di divisioni, dì autoreferenze, il primo urgente impegno è ricomporre, rimettere in relazione, in connessione.
Questo in un tempo che va riscoprendo l'impellenza di un bisogno di interezza, di intero.
Lo scartato, l’escluso, il non partecipe, non è solo un sottrarre, un sottrarsi, è un impoverimento, è una mancanza, è una perdita.
Lo stesso sviluppo, per essere veramente tale, per essere sostenibile, non può non essere integrale: tutto deve essere in evidenza, tutto deve essere in relazione, tutto deve essere connesso: uomini, istituzioni, saperi, risorse, collegato da un “tra”, oltre ogni chiusura ed autoreferenza.
Più funziona il “tra”, la percorribilità del “tra”, del connettere, più alta sarà la vivibilità, la creatività, la generatività di un territorio, di una comunità, di un luogo, che trova nell' inter-agire, la forza del suo sviluppo, del suo essere pluralità dinamica che tende all'unità.
E’ la realtà, di suo, che si rivela come capacità di innovazione, perché vive della sua interezza.
La realtà prima dell'idea. Bisogna creare queste condizioni di realtà, potremmo dire di concreto vivente, di luoghi senza pre-comprensione alcuna, senza costrizione di calchi ideologici preordinati.
Non è facile! Bisogna vedere con occhi nuovi, occorre uno sguardo rinnovato, una nuova visione, una nuova cultura, che ancora non c'è.
Non una cultura divisiva, selettiva, riduzionistica. La cultura della e per la realtà intera. Una cultura e una visione, secondo complessità: mai aut…aut, ma, quasi un imperativo categorico, et…et.
E’ il nuovo paradigma. Il paradigma del nuovo tempo e del tempo nuovo.
E’ questo l’osare del Centro di cultura per lo sviluppo G.Lazzati, che, nel suo rendere ragione, presenta una sorta di lettura-proposta, una sorta di giornale, di appunti di bordo, di una e per una navigazione, che è andata già oltre: Sguardi trinitari sul sociale. Per un nuovo pensiero agente nel Territorio (edizione Cacucci, Bari).
In un contesto disperso, frantumato, potenzialmente ricco, come spesso si diceva, miniera a cielo aperto, mutare rotta, cambiare verso; da una cultura lineare che separa a una cultura del tutto connesso, del tutto in relazione; da uno sguardo monoculare ad uno sguardo largo, uno sguardo altro e oltre. Con l'individuazione di alcuni punti forti, alcuni snodi, pur nella visione d'insieme, inter e trans disciplinare, cominciando dalla misura relazionale e non solo quantitativa, dello sviluppo e dei suoi indici; la sfida dei beni comuni; l'impresa oltre il profitto…punti sensori di un nuovo impatto, punti di svolta che condensano ed esigono nuovo cammino, nuovo equilibrio, nuovo criterio per un nuovo umanesimo.
Ma in questa visione di processo e non di statiche separatezze della realtà, c'è un carisma, un compito, una responsabilità per chi sente un’ispirazione cristiana? C'è un input, un movimento che può venire da uno sguardo, da un'esperienza cristianamente ispirata? C'è la fiducia, la speranza degli stessi cristiani di poter servire, di poter essere utili? I cristiani sentono qualcosa, nella loro esperienza, che può fare risonanza nella struttura stessa della relazione tra individuo, individui e mondo? Sono queste le domande che ci siamo posti nonchè la presunzione di un possibile compito.
Non si tratta di una dimensione di rivendicazione identitaria, non di mero scialo cognitivo, ma di profezia, oltre il credere, offrendo parole ed esperienze intellegibili e trasformative per la società tutta.
In un mondo pluralista e frammentato, alla fine degli assoluti, nessuna egemonia può tenere, né culturale, né religiosa, né laica.
Nello spazio delle differenze, un nuovo confronto, una nuova forma di dialogo, una nuova diaconia per questa ricomposizione rigenerativa.
Se la relazione è la risorsa, come essere attenti a ciò che connette, dinamicizza, dà senso e reciprocità?
Illy, illuminato imprenditore italiano, sosteneva che l’attrattore del convenire di relazioni, la complessità, è l'amore.
Un bisogno laico, come ansia laicissima, è stata ed è, per il Centro di Cultura, squadernare, cantierizzare il Manifesto. per una riforma del pensare, premessa e promessa di una sfida di un gruppo di studiosi, teologi e filosofi italiani, a cui ci siamo iscritti, come agenti risonanti, come sperimentatori in periferia.
Nella società secolarizzata, non un Dio motore immobile, ma un Dio esigente, esuberante, sollecitatore, generatore di nuovi contesti: un Dio in-diretta, come direbbe Rosmini, dal cuore del pensiero cristiano. Un Dio necessario per un nuovo fronte della storia.
Il complesso, l’agapico, lo sguardo che salva, il nuovo pensiero aperto, tutto per un nuovo cammino inclusivo, snidando i terribili semplificatori, avanguardia di una nuova emergente tirannia.
Questo ci interessa e vorremmo dirlo e farlo diventare coinvolgente ed attrattivo.
La comoda, pigra ossessione della contrapposizione, sarà una buona rendita per alcuni, ma non è risorsa comunitaria, non è stile di vita democratica, non è vita!
RIGASSIFICATORE A TARANTO/ Il Ministero anticipa i termini per le osservazioni. Scoppia la protesta: violato il diritto di partecipazione
Scritto da Redazione1Rigassificatore a Taranto. Il
dibattito cittadino già molto acceso sulla sua realizzazione è diventato incandescente dopo che il
Ministero dell'Ambiente ha anticipato al 4 marzo il termine per la presentazione delle osservazioni. Un "cambio data" che ha scatenato immediate reazioni e acceso polemiche. In particolare, associazioni, attivisti e movimenti incalzano l'Amministrazione comunale, l'Assessorato
comunale all'ambiente guidato da Fulvia Gravame e il Presidente della Commissione Ambiente Giandomenico Vitale perché si attivino per evitare che ancora una volta si assumano decisioni di portata storica sulle teste di cittadini e istituzioni locali.
"Come avevo già preannunciato - scrive sui social l'attivista Gladys Spiliopoulos- giorni fa il termine di presentazione delle osservazioni è 4 marzo.
Fino a questo pomeriggio il sito riportava la data errata 3 aprile a cui molti avevano fatto affidamento. Ma non era così. E io l’avevo detto ma non ero stata creduta!
Ora io mi domando se questa cosa sia regolare. Se è normale che a 15 giorni dalla scadenza delle osservazioni il Mase rettifichi la data di scadenza. Ma tanto a noi che ce ne frega! Accettiamo di subire di tutti e di più come se non fosse sulla nostra pelle!
Per fortuna noi associazioni sono 15 giorni che produciamo documenti, ma mi domando “the man in the high castle” cosa farà adesso che la musica è quasi finita e la patata bollente rischia di rimanerci in mano?
É stato richiesto un incontro al presidente della commissione ambiente qualche giorno fa, sottolineando l’urgenza della scadenza… Nessun appuntamento ancora ricevuto.
È stato richiesto incontro e costituzione di un tavolo tecnico al sindaco per il tramite del WWF, siamo in attesa.
Adesso che vogliamo fare?"
Reazioni anche dal versante politico. Si registra l'intervento a firma di Rosa D'Amato, Commisaria regionale Europa Verde/ AVS
e Riccardo Rossi, Commissario regionale Europa V che scrivono: "Sul procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) relativo al terminale di rigassificazione nel porto di Taranto si è consumato un fatto grave: sul portale ufficiale del Ministero dell’Ambiente è stato indicato un termine per le osservazioni del pubblico e, dopo circa 16 giorni, il termine è stato modificato, senza un atto formale pubblico, senza motivazione e senza ripubblicazione dell’avviso.
Non è un problema di “chiarezza”: è un vizio procedurale che incide direttamente sul diritto di partecipazione.
La partecipazione del pubblico nella VIA non è un dettaglio: è una garanzia di legge. Le regole non possono essere cambiate a partita iniziata, soprattutto quando il cambiamento riduce i tempi effettivi per cittadini, enti locali, associazioni e comunità scientifica di esaminare la documentazione e presentare osservazioni complete e motivate.
Se il progetto rientra nella disciplina accelerata PNIEC/PNRR (termini ridotti), il Ministero deve dirlo con un atto formale e trasparente e, soprattutto, deve garantire che il termine decorra correttamente dalla pubblicazione dell’avviso coerente con il rito applicato. Se invece il progetto non rientra in quella disciplina, allora non può essere applicata alcuna riduzione dei tempi.
Per questo chiediamo al Ministero:
di chiarire formalmente quale rito intenda applicare al procedimento;
di ripubblicare l’avviso al pubblico con indicazione certa e motivata dei termini; di far ripartire i termini di consultazione, per garantire pienamente la partecipazione e la parità delle condizioni.
Le osservazioni verranno comunque presentate!
Ma non accetteremo scorciatoie amministrative: su un’opera ad altissimo impatto ambientale e sanitario, la legalità del procedimento è il primo punto. Se non verrà ripristinata la correttezza dell’iter, valuteremo ogni iniziativa a tutela della comunità, anche nelle sedi giudiziarie".
Intanto, i primi a osteggiare il progetto sono gli abitanti di Lido Azzurro, che lo ritengono insostenibile e quindi da rispedire al mittente.
"Il progetto del rigassificatore previsto alla testa del Molo Polisettoriale - scrive l'attivista Fabio Peluso -viene presentato come un’infrastruttura tecnica, necessaria, quasi neutra.
Ma a Taranto nulla è neutro quando si parla di nuovi impianti industriali dentro il porto, a ridosso dei quartieri e dentro un ecosistema già provato da decenni di pressione ambientale.
La prima verità, scritta negli stessi documenti, è che l’impianto è onshore.
Non al largo, non offshore: a terra, in banchina.
Questo significa una sola cosa operativa: per funzionare avrà bisogno di un flusso continuo di navi metaniere che entrano nel porto, attraccano, scaricano GNL a –162 °C e ripartono.
La capacità dichiarata è di 12 miliardi di metri cubi l’anno.
Non è un traffico occasionale.
È una presenza strutturale e permanente di navi che trasportano gas liquefatto dentro il porto di Taranto.
E questo accade in un contesto che non è affatto ordinario.
Nel raggio di pochi chilometri insistono già Acciaierie d’Italia, la Raffineria ENI di Taranto, Depositi costieri di carburanti, traffico navale chimico ed energetico e un ambiente marino delicatissimo come il nostro Mare.
Inserire un ulteriore impianto a rischio incidente rilevante in questa cornice non è una semplice aggiunta: è un aumento del rischio cumulativo e del potenziale effetto domino tra impianti classificati Seveso.
La domanda tecnica corretta, quindi, non è se il rigassificatore sia sicuro preso da solo. La domanda corretta è se Taranto possa permettersi un altro impianto di questo tipo esattamente in quel punto del porto.
C’è poi un passaggio dei documenti che, pur formalmente corretto, racconta una realtà parziale: si indica come centro abitato più vicino il quartiere Tamburi a circa 6,5 km.
Ma chi conosce la città sa che questa misura non descrive ciò che vedono ogni giorno i residenti.
Lido Azzurro è a ridosso dell’area portuale dove sorgerà l’impianto.
Case, famiglie, affacci sul mare che guardano direttamente verso il Molo Polisettoriale.
Eppure Lido Azzurro, nella narrazione tecnica, scompare.
Si misura la distanza dal centro urbano, non dalle persone che vivono a poche centinaia di metri dalle banchine dove attraccheranno le metaniere.
Un terminale onshore non comporta solo un impianto.
Comporta manovre frequenti di navi gasiere, operazioni di scarico in banchina, stoccaggio, rigassificazione, aumento del traffico navale a rischio e una pressione costante su un’area già satura di attività industriali.
Non è il singolo elemento a preoccupare, ma l’interazione continua tra navi, porto, altri impianti e quartieri abitati.
Si sostiene che questa infrastruttura servirebbe alla decarbonizzazione dell’ex acciaieria.
Ma qui non si parla di idrogeno verde.
Si parla di GNL, un combustibile fossile.
Non è una riconversione ecologica del modello produttivo: è un’infrastruttura energetica funzionale a un sistema industriale che a Taranto esiste da decenni e di cui la città conosce bene le conseguenze.
Ci sono poi effetti che non compaiono nelle relazioni tecniche ma che sono evidenti a chi vive il territorio: il deprezzamento immediato degli immobili di Lido Azzurro, la trasformazione definitiva del quartiere nel retroporto energetico, la perdita di valore residenziale, ambientale e identitario, la percezione permanente di vivere accanto a un sito a rischio rilevante.
Questo progetto non sta chiedendo solo spazio nel porto.
Sta chiedendo spazio nella vita delle persone.
E la sensazione che emerge leggendo le carte è netta: Lido Azzurro non viene considerato un quartiere da tutelare, ma un’area che si può sacrificare.
Nel nome di un’industria che i tarantini non hanno scelto e che continuano a pagare ogni giorno.
Una responsabilità politica e civica che non può essere rimandata
Di fronte a questo scenario, la politica locale ha un dovere preciso: respingere con decisione ogni nuova infrastruttura industriale impattante che consolidi ulteriormente il modello che ha messo Taranto in questa condizione.
Non si tratta di essere contro lo sviluppo.
Si tratta di scegliere quale sviluppo e soprattutto per chi.
E allo stesso tempo è necessario che associazioni, comitati, cittadini, professionisti e realtà sociali si coalizzino, alzino il livello dell’attenzione pubblica e costruiscano una pressione mediatica costante e informata.
Perché questi progetti avanzano spesso nel silenzio tecnico delle carte, lontano dagli occhi di chi poi ne subirà le conseguenze.
Evitare la nascita di un nuovo polo energetico funzionale all’ex acciaieria significa intervenire alla radice del problema.
Senza nuove infrastrutture a servizio di quel modello, quel modello è destinato a fermarsi. Ed è esattamente ciò che molti cittadini auspicano per aprire finalmente una strada diversa per Taranto."
"Appare chiaro: il rigassificatore con i volumi dichiarati renderà invivibile la vita nel quartiere di Lido Azzurro. Inquinamento nel mare con le acque di scarico che distruggerebbero la prateria marina ed inquinamento dell'area con i composti organici volatili".
Lo affermano Luciano Manna e il già citato Fabio Peluso, portavoce di un gruppo di cittadini che si oppongono alla realizzazione di un nuovo Terminale di rigassificazione Gnl onshore alla testa del molo polisettoriale della zona portuale della città di Taranto. Da pochi giorni il Ministero dell'Ambiente ha aperto la procedura di Valutazione di impatto ambientale (Via).
I cittadini, compresa la rappresentanza del comitato di Lido Azzurro, hanno fatto una passeggiata informativa lungo gli argini del fiume Tara, sino alla spiaggia di fronte al molo polisettoriale, per discutere del progetto.
"Sul Tara - spiegano Manna e Peluso - abbiamo portato una bandiera bianca, quello che farebbe il Tara dopo tutto quello che ha subito sino ad oggi, ma noi su quella bandiera bianca disegneremo presto il simbolo di questa lotta. Al sindaco di Taranto diciamo che le opposizioni a questo progetto non si possono limitare solo dicendo che il rigassificatore non può essere realizzato perché l'area è già interessata da altre concessioni".
Gli attivisti sostengono che "il progetto non tiene conto delle case civili abitate a Lido Azzurro, che ricordiamo, è un quartiere di Taranto mentre la società che vuole realizzare il rigassificatore ha scritto nei documenti che Taranto è a 6,5 kmq di distanza tenendo conto solo il quartiere Tamburi. Dall'altra parte del fiume c'erano le forze dell'ordine. A loro - avvertono - abbiamo detto che se iniziano i lavori del rigassificatore noi entreremo dentro il molo a fermarli".
EX ILVA E AREE DI CRISI/ La Regione Puglia stanzia altri 6,7 mln per formazione dei lavoratori in cig
Scritto da Redazione1"La Giunta regionale ha dato il via libera a due importanti provvedimenti di sostegno alle lavoratrici e ai lavoratori che vivono situazioni di crisi aziendale o di riorganizzazione produttiva, con un'attenzione particolare agli addetti dell'area dell'ex indotto Ilva che si trovano in condizioni di fragilità occupazionale". Lo si legge in una nota della Regione. "Il primo intervento prevede uno stanziamento di cinque milioni di euro necessario a garantire la copertura finanziaria del nuovo Avviso pubblico 'Cig 2025 Fse' destinato alla formazione dei lavoratori in Cassa Integrazione con una riduzione dell'orario superiore al 50% che sono a rischio di espulsione dal mercato del lavoro. L'obiettivo - prosegue - è offrire percorsi di riqualificazione professionale e aggiornamento delle competenze, in coerenza con le esigenze del tessuto produttivo regionale. L'iniziativa punta a ridurre l'impatto delle crisi aziendali sui territori, favorendo il mantenimento dei livelli occupazionali e il reinserimento lavorativo. Inoltre, consentirà ai lavoratori coinvolti di integrare il proprio reddito mentre fruiscono dei percorsi formativi messi a disposizione nel catalogo regionale. Questo nuovo stanziamento sul bilancio 2026, nell'ambito del Pr Puglia Fesr-Fse+ 2021-2027 – Azione 5.5 'Interventi per l'adattamento dei lavoratori e delle imprese', si aggiunge alla dotazione complessiva pari a 20 milioni di euro". "Il secondo provvedimento approvato dalla Giunta proroga, invece, per il 2026 il trattamento di mobilità in deroga, recependo l'Accordo sottoscritto tra Regione Puglia e parti sociali. La misura - prosegue - è rivolta a coloro che siano stati licenziati da imprese dei comuni di Taranto, Crispiano, Massafra, Montemesola e Statte, ricadenti nell'area di crisi industriale complessa di Taranto, e che risultino già beneficiari del trattamento. Per questa finalità la Regione ha destinato 1,7 milioni di euro a valere sulle risorse residue di propria competenza. Accanto alla proroga del sostegno al reddito, la Regione attiverà specifiche misure di politica attiva tramite i Centri per l'impiego di Arpal Puglia, con l'obiettivo di promuovere l'uscita dallo stato di disoccupazione e facilitare il reinserimento, anche attraverso percorsi di lavoro autonomo". "Con questi due provvedimenti – dice l'assessore regionale allo Sviluppo economico e al Lavoro, Eugenio Di Sciascio – confermiamo il nostro impegno a tutela dell'occupazione e della crescita. Da un lato investiamo sulle competenze, offrendo ai lavoratori in cassa integrazione un'opportunità concreta di riqualificazione mentre integrano il proprio reddito. Dall'altro, grazie all'accordo sottoscritto con le parti sociali, garantiamo anche per il 2026 la mobilità in deroga ai lavoratori dell’area di crisi industriale complessa di Taranto. In questo modo assicuriamo continuità a un fondamentale strumento di sostegno al reddito e accompagniamo le persone in un percorso di reinserimento, non solo nell’ex indotto Ilva ma in tutte le realtà produttive che stanno attraversando una fase di crisi o riorganizzazione".
REGIONE PUGLIA/ Annagrazia Angolano presidente della VI Commissione: focus immediato sulle realtà colpite dalla crisi del lavoro
Scritto da Redazione1All’unanimità Annagrazia Angolano, tarantina, esponente del M5S, è stata eletta presidente della VI Commissione (Politiche comunitarie, lavoro e formazione professionale, istruzione, cultura, cooperazione, emigrazione e immigrazione).
I due vicepresidenti eletti sono Isabella Lettori (Pd), in quota alla maggioranza con 7 voti e Andrea Ferri (FdI) eletto dall’opposizione con 5 voti.
All’unanimità Carmela Minuto è stata eletta segretario.
I componenti sono: Loredana Capone (Pd); Giuseppe Fischetti e Tommaso Gioia (Prossima); Antonio Tutolo (Per la Puglia): Marcello Lanotte (FI); Andrea Ferri e Renato Perrini (FdI), Gianfranco De Blasi (Lega).
La VI Commissione che mi accingo a presiedere è evidentemente una Commissione che contiene in sé tanti campi d'azione, tanti temi, dal lavoro alla formazione professionale passando per la cultura, l'istruzione la cooperazione, l'immigrazione e l'emigrazione.
Temi apparentemente diversi tra loro ma che in realtà seguono un unico filo conduttore e hanno e avranno bisogno di un collante politico. L'obiettivo, il faro unico è quello per esempio di risollevare le tante realtà che si ritrovano a dover fare i conti con le crisi aziendali, quindi le vertenze di lavoro della Puglia spaziando poi per tutti gli altri campi.
Il mio impegno fin da subito sarà al 100% dedicato a questi temi, da questo momento in avanti, per i prossimi cinque anni"

