EX ILVA/ Riavvio cokerie posticipato di almeno 2 mesi e scoppia il caso delle ferie trasformate in cassa
Scritto da Redazione1“Le cokerie non ripartono”. Lo dice anche Ugl metalmeccanici dopo l’incontro con l’ex Ilva a Taranto in un comunicato ai lavoratori di Acciaierie d’Italia. “Contrariamente a quanto comunicato in data 15 gennaio circa la ripartenza delle cokerie entro la fine di aprile, fermate per effettuare attività di manutenzione straordinaria legate alla sostituzione del reattore catalitico dell'impianto di desolforazione, questo pomeriggio - dice Ugl - Acciaierie d'Italia ci ha comunicato che, a seguito di ulteriori verifiche impiantistiche, la ripartenza sarà posticipata di almeno 2 mesi”. “Come Ugl Metalmeccanici - afferma il sindacato - lo avevamo preannunciato durante l'ultimo incontro al ministero del Lavoro esternando la proprie perplessità circa la ripartenza delle stesse e dell'altoforno 4”.
Le ferie dei lavoratori di Acciaierie d’Italia, ex Ilva, trasformate a Taranto in cassa integrazione. A distanza di qualche anno da quanto già avvenuto con la gestione ArcelorMittal, scoppia un nuovo caso e a denunciarlo sono i sindacati metalmeccanici Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm e Usb.
In una comunicazione inviata all'azienda e agli uffici competenti, la Rsu segnala "diversi casi in cui giornate di ferie da programmare o regolarmente richieste, autorizzate e inserite nei piani ferie vengono trasformate dall'azienda in giornate di cassa integrazione".
Secondo i sindacati, la situazione "incide sulla retribuzione dei lavoratori coinvolti e rischia di generare incomprensioni nelle relazioni industriali”. Per le sigle metalmeccaniche, le ferie rappresentano "un diritto irrinunciabile garantito dall'articolo 36 della Costituzione e dall'articolo 10 del decreto legislativo 66/2003", finalizzato al recupero psicofisico del lavoratore.
Per i sindacati, la sovrapposizione tra ferie già programmate e cassa integrazione nell’ex Ilva “pone profili di criticità anche alla luce della giurisprudenza e della prassi Inps”. Fim, Fiom, Uilm e Usb chiedono ad Acciaierie d’Italia di calendarizzare "a breve" un confronto per individuare soluzioni condivise e "garantire il corretto godimento delle ferie programmate e il ripristino di eventuali anomalie".
EX ILVA/ Urso: altri soggetti si mostrano interessati oltre Flacks e Jindal
Scritto da Redazione1Non solo l’americano Flacks e l’indiano Jindal sono interessati all’acquisizione dell’ex Ilva poiché “altri soggetti, oltre ai due proponenti, stanno mostrando interesse, come è normale che sia, e possono in ogni momento presentare un’offerta - purché migliorativa rispetto a quelle già pervenute - trattandosi di una procedura ‘aperta’ come previsto dal bando, comparativa e realmente competitiva”. A farlo sapere, durante il question time alla Camera sull’ex Ilva, il ministro Adolfo Urso. Il titolare del Mimit non ha però fatto alcun riferimento ad un possibile interesse del gruppo Arvedi e di Quatar Steel di cui si è parlato negli ultimi giorni.
Quanto a Jindal, Urso ha detto che “i commissari stanno ora valutando la portata e i tempi degli investimenti che il gruppo intende mettere in campo, nonché le relative ricadute in termini di manutenzione e ammodernamento degli impianti, di tutela dell’ambiente e di decarbonizzazione, soprattutto alla luce della devastazione avvenuta durante la gestione di Mittal, 7 miliardi di danni accertati agli impianti e all’azienda. Nel piano di Jindal - ha sostenuto Urso - è prevista anche una produzione complessiva di 4 milioni di tonnellate nella fase transitoria e di 6 milioni a completamento della transizione verde”.
Infine sulla cassa integrazione nel gruppo Acciaierie d’Italia, Urso ha detto che “l’ultimo incontro, svoltosi presso il ministero competente, il Lavoro, aveva per oggetto la concessione della cassa integrazione per 4.450 dipendenti, in continuità. È stato formalizzato il verbale dell’incontro senza la firma delle organizzazioni sindacali, come già accaduto nel precedente piano di cassa integrazione. Attualmente i dipendenti in cassa integrazione sono 3.850”. La procedura è invece autorizzata per un numero massimo di 4.450 addetti nel gruppo AdI.
LAVORO/ Dopo 50 anni i sindacati lanciano nuova Vertenza Taranto
Scritto da Redazione1Trentasettemila persone andate via negli ultimi 15 anni da Taranto, città da cui in 1.000 vanno via ogni anno. Inoltre, la disoccupazione è all’11 per cento, il tasso di inattività al 54 per cento, i giovani che non studiano e lavorano sono uno su tre e le ore di cassa integrazione sono 10 milioni. L’insieme di questi dati ha spinto i sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil di Taranto a lanciare - presenti le istituzioni locali Comune e Provincia - una nuova “Vertenza Taranto” a distanza di più di 50 anno dalla precedente. Negli anni ‘70 l’obiettivo era arginare, con investimenti e opere pubbliche, la disoccupazione di ritorno generata dalla conclusione del raddoppio dell’allora Italsider, ma i risultati non furono positivi. Adesso, invece, l’obiettivo è realizzare una coesione sociale e istituzionale che faccia pressioni sul Governo in favore di una città che è in forte sofferenza a partire dall’irrisolta questione ex Ilva. “Una nuova Vertenza Taranto perché non è cambiato niente e la situazione è peggiorata - afferma Gennaro Oliva della Uil -. Delle questioni nate, alcune da decenni, non una è giunta a conclusione. Anzi, ogni giorno che passa, nasce un problema nuovo. Su Ilva ribadiamo: per la Uil lo stabilimento é chiuso e non ha futuro. Sono passati tanti anni e nulla è stato fatto. I soldi arrivati sono stati investiti in modo sbagliato e oggi abbiamo uno stabilimento che non è sicuro, come provano i due infortuni mortali, e che con 4mila tonnellate di ghisa al giorno, quando l’altoforno 2 riesce a produrle, è davvero ridotto ai minimi termini”.
Per Giovanni D’Arcangelo della Cgil, “ormai si è capito che da soli non si va da nessuna parte. E se le attuali risorse tra incentivi nazionali e regionali, Just Transition Fund e Contratto istituzionale di sviluppo, non sono accompagnate da un’idea di sviluppo sul futuro, non se ne esce. Vedi il porto e l’hub sull’energia: il decreto interministeriale è di un anno fa, ci sono 28 milioni, ma abbiamo bisogno di capire cosa fa l’Autorità portuale”. “Guardiamo alle prospettive ma anche alle vertenze che abbiamo e che richiedono un’assunzione di responsabilità da parte nostra - rileva Antonio Baldassarre della Cisl -. Chiediamo di partecipare ai tavoli che si stanno aprendo per tracciare le linee future in relazione ai finanziamenti che stanno arrivando e che hanno bisogno di una programmazione che punti a nuovi posti di lavoro. Questo per recuperare i lavoratori che oggi sono in cassa integrazione o saranno espulsi dall’attività lavorativa, ma anche per consentire che i giovani restino”.
“Fa bene il sindacato a ripartire con la Vertenza Taranto perché dal Governo non riceviamo risposte - dichiara il vice sindaco di Taranto, Mattia Giorno, ieri presente con l’assessore allo Sviluppo, Francesco Cosa -. E quando non le si ottengono, dal territorio bisogna muoversi e dare dei segnali”. Infine, per Gianfranco Palmisano, presidente della Provincia di Taranto, “fondamentale è la collaborazione tra sindacati e istituzioni, ma lo Stato deve riprendere il confronto con le realtà locali perché le vertenze ci sono e si amplificano”.
EX ILVA-TARANTO/ Lampada piomba da 20 metri, incidente sfiorato
Scritto da Redazione1Un mancato incidente accaduto nel treno lamiere dell’ex Ilva di Taranto fa scattare la protesta dei sindacati metalmeccanici Fim, Fiom, Uilm e Usb, per i quali “quanto accaduto è un chiaro evento sentinella, indicativo di possibili criticità legate allo stato di usura delle strutture di sostegno e/o dei sistemi di ancoraggio e sicurezza dei corpi illuminanti”. Nel reparto del siderurgico è infatti accaduto che sia improvvisamente “un corpo illuminante industriale a campana (‘cappellone’) installato a oltre 20 metri di altezza sotto la copertura del capannone. L’episodio - dicono i sindacati - è avvenuto in prossimità di un marcatempo, area notoriamente frequentata dai lavoratori, nonché lungo la via di accesso al pulpito principale del treno lamiere. Solo per una mera casualità - dicono le sigle - non si sono registrate conseguenze per le persone. L’evento, tuttavia, presentava un potenziale gravissimo con il rischio di infortunio grave o esiti ben più drammatici se avesse coinvolto un lavoratore”. I sindacati protestano con l’ex Ilva per non essere “stati informati dell’accaduto”, rilevano che le “possibili criticità legate allo stato di usura delle strutture di sostegno e/o dei sistemi di ancoraggio e sicurezza dei corpi illuminanti, era stata già segnalata in passato rimasta senza riscontro concreto”. Per i sindacati, “a rendere il quadro ancora più grave e contradditorio è il fatto che, a fronte di evidenti necessità manutentive, il reparto continua a fare un ricorso massiccio alla cassa integrazione proprio per il personale della manutenzione elettrica e meccanica, con una parte significativa degli addetti posta addirittura a zero ore. Una scelta - affermano i sindacati - che appare incomprensibile e che rischia di incidere direttamente sui livelli di sicurezza degli impianti e delle strutture”.
FORMAZIONE/ Provincia di Taranto: al via le iscrizioni ai due corsi gratuiti per gestire i social media e costruire comunità
Scritto da Redazione1La Provincia di Taranto lancia due percorsi formativi gratuiti dedicati ai social media, uno pensato per potenziare la comunicazione pubblica, l’altro per la costruzione di un personal branding o per la promozione territoriale.
Entrambi i corsi si terranno presso Agorà Tech, il laboratorio digitale presso il Palazzo della Provincia (Taranto, via Anfiteatro 4) realizzato grazie al finanziamento della Regione Puglia nell'ambito del POC Puglia 2014-2020, Asse II, Azione 2.3: uno spazio innovativo per diffondere competenze digitali sul territorio jonico e valorizzare la comunità locale.
Riservati a un massimo di 20 partecipanti per corso, selezionati in base a motivazione e impegno (senza vincoli di età o ruolo lavorativo), i percorsi sono aperti a dipendenti pubblici, aspiranti collaboratori della PA, titolari di attività locali e professionisti in cerca di opportunità.
L’obiettivo è quello di fornire strumenti pratici per una presenza digitale credibile sulle principali piattaforme.
Il programma del corso “Social Media per la PA: comunicare, collaborare, costruire comunità” esplorerà LinkedIn per personal branding e carriere, Facebook per gestione pagine istituzionali e comunità, Instagram per narrazioni visive di servizi e territorio, TikTok per strategie innovative ancora poco sfruttate dalla PA nei giorni: venerdì 15 maggio (in presenza), venerdì 22 maggio (da remoto), venerdì 5 giugno (da remoto) e venerdì 12 giugno (in presenza), sempre dalle 14.00 alle 17.30
Il programma del corso “Social Media: parlare, collaborare, appartenere”, invece, sarà principalmente incentrato sulla promozione di imprese locali e la costruzione di un personal branding vincente su LinkedIn, Facebook, Instagram e TikTok. Gli incontri sono previsti nelle giornate di sabato 16 maggio (in presenza), sabato 30 maggio (da remoto), sabato 6 giugno (da remoto) e sabato 13 giugno (in presenza) sempre dalle 9.00 alle 12.30.
Per le iscrizioni ai corsi, occorre cliccare sui seguenti link:
https://www.eventbrite.it/e/14-social-media-per-la-pa-comunicare-collaborare-costruire-comunita-tickets-1985739095088?aff=oddtdtcreator&keep_tld=true
https://www.eventbrite.it/e/social-media-parlare-collaborare-appartenere-tickets-1985733667855?aff=oddtdtcreator&keep_tld=true
TRAGUARDI/ Taekwondo, più di 60 medaglie per gli atleti di Mottola a Policoro
Scritto da Redazione1Più di 60 volte sul podio. Questo lo straordinario risultato della Scuola di Taekwondo della città di Mottola che ha preso parte ai Campionati Interregionali Forme e Freestyle organizzati dal Comitato Regionale Basilicata e disputati in questo weekend al PalaErcole di Policoro.
La società mottolese ha saputo distinguersi in tutte le categorie, conquistando medaglie e piazzamenti di prestigio e confermando la qualità del lavoro tecnico svolto quotidianamente in palestra. Risultati che hanno permesso alla Scuola Taekwondo Yom Chi di classificarsi prima società in tutte le specialità, con un bottino complessivo di: 48 medaglie nelle forme (21 ori, 12 argenti e 15 bronzi) e 20 medaglie nel freestyle (6 ori, 6 argenti e 8 bronzi).
Enorme soddisfazione è stata espressa dai maestri Piepoli e De Leonardis che salutano con entusiasmo la giornata agonistica appena trascorsa, orgogliosi di tutti i 66 allievi in gara. Risultato magnifico frutto di grande impegno, sacrificio e spirito di squadra. Oggi la Yom Chi è una realtà importante a Mottola e dobbiamo questo successo al lavoro quotidiano di ormai quindici anni sul rispetto, sull’inclusione e sulla voglia di migliorarsi.
FORME
Medaglie d’oro: Mauro Sibilla, Pierpaolo Laterza, Andrea Ventrella, Antonio Ferrara, Vito D’Eredità, Vincenzo Antonacci, Aurora Bianco, Martina Ventrella, Francesca Sarro, Flavio Bardicchio, Carmine Didonna, Andrea Aloisio, Ilaria Lattarulo, Sabrina Scarano, Emanuela Prencipe, Sofia De Leonardis, Ciro Tartarelli, M° Vito Piepoli, M^ Marica De Leonardis, Chiara Totaro e Giuseppe Sergio.
Medaglie d’argento: Raffaele Lentini, Iris Notaristefano, Sofia Agrusti, Gaia Soli, Emanuela Pezzolla, Pietro Sibilla, Desiree Lentini, Alessandro Mongelli, Josè Scarano, Thomas Colucci, Mariapia Chiarelli e Agostino Sergio.
Medaglie di bronzo: Miriam Sanarico, Laura D’Auria, Fabiano Legrottaglie, Vito Didonna, Cristian D’Aprile, Gabriella Losito, Elettra Lamarra, Sara Laterza, Mattia Colucci, Christian Scarano, Giovanni Simonetti, Gioia Pia Caragnano, Claudia Guagnano, Marta Isi e Domenico Didonna.
FREESTYLE
Medaglie d’oro: Andrea Aloisio, Martina Ventrella, Francesca Sarro, Ciro Tartarelli, Vincenzo Quarto e Marta Isi.
Medaglie d’argento: Vincenzo Antonacci, Mattia Colucci, Giacomo Lupoli, Emanuela Prencipe, Mariapia Chiarelli e Domenico Didonna.
Medaglie di bronzo: Mattia Pastore, Carmine Didonna, Alessandro Mongelli, Mattia Colaninno, Josè Scarano, Sabrina Scarano, Sofia De Leonardis e Gianluca Soli.
RISVEGLI/ Mar Piccolo: presentati gli interventi di bonifica e rigenerazione dell’Arco Nord del secondo seno
Scritto da Redazione1Si è svolto, nella sala conferenze del Dipartimento Jonico dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, l’incontro dedicato a “Interventi e proposte operative per il Mar Piccolo”, nell’ambito del percorso partecipativo promosso dalla Regione Puglia con il programma Puglia Partecipa.
L’appuntamento ha rappresentato una tappa di approfondimento tecnico-istituzionale finalizzata a ricostruire il quadro degli interventi in corso e in programmazione per la tutela, la bonifica e la rigenerazione del Mar Piccolo, con particolare riferimento all’Arco Nord del secondo seno.
I lavori sono stati aperti dalla prof.ssa Maria Casola, responsabile scientifica del progetto, che ha illustrato il quadro metodologico del percorso e la funzione dell’incontro.
«Il lavoro svolto fino a oggi mira a costruire un quadro conoscitivo organico e qualificato, a partire dalla presentazione degli interventi in corso o in programmazione, sia di competenza del Comune sia, in questa fase, del Commissario per le bonifiche», ha dichiarato la prof.ssa Casola.
La responsabile scientifica ha ricordato che il percorso ha già previsto momenti dedicati alla ricostruzione del quadro tecnico-scientifico, all’ascolto degli interventi istituzionali e all’approfondimento del tema della comunità patrimoniale secondo la Convenzione di Faro.
«L’obiettivo è creare una sinergia effettiva tra conoscenza scientifica, istituzioni, decisori pubblici e società civile. Questa fase è stata dedicata all’ascolto e alla costruzione di una base conoscitiva condivisa; i successivi tavoli di co-creazione saranno invece orientati alla elaborazione di raccomandazioni da trasmettere al Comune e al Commissario. Il punto centrale è garantire non solo il coinvolgimento dei partecipanti, ma l’effettività della partecipazione, anche attraverso un riscontro da parte dei decisori pubblici sulle indicazioni che emergeranno dal percorso».
Al centro dell’incontro l’intervento del prof. Vito Felice Uricchio, Commissario straordinario per gli interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione dell’area di Taranto, che ha richiamato il ruolo della progettazione nei processi di rigenerazione.
«La progettazione è un elemento centrale per mettere in campo le azioni previste dal JTF, dai fondi FSC e dal Programma Regionale. Oggi siamo qui per condividere i percorsi relativi al quarto cluster, la riconfigurazione dell’Arco Nord del secondo seno del Mar Piccolo», ha dichiarato.
Il Commissario ha evidenziato la complessità degli interventi di bonifica, distinguendo tra l’area maggiormente impattata, la cosiddetta “area 170”, e le zone più ampie interessate da contaminazioni diffuse.
«Ho scritto oggi alla Provincia per attivare la procedura del principio “chi inquina paga”, necessaria per dare seguito alle bonifiche. Parallelamente, il progetto Filiere Verdi è in fase di decollo: puntiamo a creare nuove filiere produttive e nuove occasioni di lavoro, immaginando un’economia verde in cui vincono salute, ambiente, occupazione ed economia».
È seguito l’intervento dell’arch. Valeria Mammone, architetto paesaggista, che ha illustrato le linee progettuali dedicate all’Arco Nord del secondo seno del Mar Piccolo, nell’ambito del programma Sea Hub.
«Il progetto relativo all’Arco Nord del secondo seno del Mar Piccolo, inserito nel programma Sea Hub, prevede azioni di riqualificazione e rigenerazione finalizzate a valorizzare e migliorare lo stato attuale di un’area oggi segnata da degrado e criticità ambientali», ha spiegato.
Mammone ha poi illustrato alcuni degli interventi previsti: «Si partirà dalla rimozione e demolizione dei ruderi diroccati e dalla pulizia dei rifiuti. Successivamente si procederà con interventi di rinaturalizzazione, finalizzati a incrementare e salvaguardare la biodiversità. È prevista anche la realizzazione di una passerella lungomare con piazzole di sosta, per migliorare la fruibilità dell’area da parte della comunità locale».
L’incontro ha costituito un momento di confronto operativo e di approfondimento condiviso, nel quale competenze scientifiche, responsabilità istituzionali e contributi della cittadinanza hanno contribuito a consolidare la base conoscitiva del percorso.
La fase successiva sarà dedicata ai tavoli di co-creazione territoriale, nei quali i partecipanti saranno chiamati a elaborare raccomandazioni da trasmettere al Comune di Taranto e al Commissario straordinario.
Il percorso proseguirà con l’obiettivo di contribuire alla definizione di proposte concrete per la rigenerazione ambientale, paesaggistica e sociale del Mar Piccolo, rafforzando il ruolo della comunità nei processi di tutela e valorizzazione di uno dei luoghi simbolo del territorio ionico.
SVILUPPO/ Taranto 2026: La sfida dell’Acciaio Verde. Unità di Misura e la nuova frontiera della decarbonizzazione al TEF
Scritto da Redazione1
Il 20 maggio nel pomeriggio visita delle istituzioni, dei relatori e dei giornalisti allo stabilimento di Unità di Misura a Taranto scelta come impresa virtuosa da visitare durante l’evento TEF
All’ombra dei giganti di ferro dell’ex Ilva, dove per decenni il binomio industria-ambiente è stato vissuto come un conflitto insanabile, sta germogliando un nuovo paradigma produttivo. La società Unità di Misura, che ha coraggiosamente scelto di insediare il proprio stabilimento proprio a ridosso dei confini di Acciaierie d’Italia, si prepara a diventare protagonista del TEF – Taranto Eco Forum 2026, in programma il 21 e 22 maggio a Taranto.
L’evento, bussola per la sostenibilità e l’innovazione nel Mezzogiorno, quest’anno accende i riflettori su un paradosso della mobilità moderna: l’auto elettrica non è “pulita” se il suo scheletro nasce dal carbone.
L’ombra ecologica dell’auto elettrica
L’Europa ha tracciato la rotta: entro il 2030 le strade saranno dominate da veicoli elettrici e ibridi. Tuttavia, la sfida della transizione ecologica non si esaurisce allo scarico. Secondo stime allarmanti, le emissioni legate alla sola fase di produzione di un veicolo potrebbero arrivare a rappresentare circa il 60% dell’impronta carbonica totale del ciclo di vita di un’auto elettrica.
In questo scenario, l’acciaio è il convitato di pietra. Senza una svolta radicale nei processi siderurgici, il passaggio all’elettrico rischia di essere un’operazione di puro greenwashing industriale. Ecco perché l’acciaio verde non è più un’opzione, ma una necessità vitale.
La “via delle plastiche” per un acciaio green
Unità di Misura porterà al Forum di Taranto una visione pragmatica e rivoluzionaria. Se l’Europa ha stabilito che l’acciaio green per le vetture del futuro deve essere prodotto nel Vecchio Continente, l’ex ILVA di Taranto non può e non deve restare fuori da questo mercato.
La soluzione per una decarbonizzazione rapida ed efficace potrebbe risiedere in un paradosso dell’economia circolare: l’uso delle plastiche non riciclabili meccanicamente. Il riciclaggio di polimeri misti, nei processi produttivi siderurgici, opportunamente preparati e controllati come prevede la norma UNI 10667-17 può diventare la chiave di volta per produrre acciaio green in tempi brevi, riducendo drasticamente l’uso di combustibili fossili e abbattendo le emissioni. La plastica viene utilizzata al posto del coke nel processo di riduzione del minerale di ferro e contenendo idrogeno riduce le emissioni di CO2 del 35 %, non rilascia polveri o inquinanti nell’aria. Molte acciaierie in Europa e nel Mondo hanno scelto questa soluzione.
Nell’ottica di raggiungere elevati livelli di prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento, un ulteriore elemento di novità che contraddistingue l’AIA si fondano sull’adozione delle Migliori Tecniche Disponibili (MTD) o Best Available Techniques (BAT) l’utilizzo delle plastiche in siderurgia è inserito da anni nelle BAT. Trasformare un rifiuto in una risorsa:: è questa la missione che Unità di Misura intende promuovere nel cuore produttivo della Puglia.
Taranto come Hub Europeo della Sostenibilità
Il TEF 2026 non sarà solo una vetrina, ma un laboratorio politico e industriale. La presenza di realtà come Unità di Misura dimostra che la rinascita di Taranto passa dalla capacità di coniugare lo sviluppo economico con il rispetto del territorio. La sfida è lanciata: l’acciaio del futuro deve parlare la lingua dell’ambiente, e Taranto ha tutte le carte in regola per smettere di essere un problema e diventare la soluzione per l’industria europea.
UNO MAGGIO TARANTO/ "Claudio non doveva morire così, nessun operaio dovrebbe morire così", sul palco la vedova di Salamida
Scritto da Redazione1L’applauso della folla e l’urlo “Non si muore per il lavoro” hanno accompagnato, all'evento del 1 Maggio a Taranto, la testimonianza di Maria Teresa D’Aprile, vedova dell’operaio di Acciaierie d’Italia, ex Ilva, Claudio Salamida morto in fabbrica lo scorso 12 gennaio dopo un volo di sette metri in acciaieria 2 a causa del cedimento di un camminamento dell’impianto. D’Aprile era sul palco insieme al suo avvocato Ornella Tripaldi che ha letto una lettera della stessa D’Aprile. “Claudio non era un eroe, non si è mai definito tale - ha scritto D’Aprile nel testo preparato per l’1 Maggio Taranto -. Era un lavoratore, un uomo semplice con le mani segnate dal lavoro e il cuore pieno di responsabilità. Era un padre, un marito, un collega su cui tutti potevano contare. Il 12 gennaio è uscito di casa per andare a lavorare come aveva fatto centinaia, migliaia di volte. Non é più tornato. Due giorni dopo nostro figlio ha compiuto tre anni senza suo padre. Claudio lavorava nell’acciaieria 2, uno dei reparti più duri e pericolosi, perché credeva nel lavoro. Nonostante fosse in cassa integrazione, aveva chiesto di essere reinserito, non per ambizione, non per carriera, ma per dignità. Claudio non si tirava indietro mai. Faceva straordinari su straordinari, turni che arrivavano anche a 16 ore al giorno. Non lo faceva solo per la famiglia ma anche per gli altri. Claudio c’era sempre senza chiedere nulla in cambio. Claudio pensava che il lavoro fosse anche rispetto verso gli altri, verso i colleghi - ha scritto la vedova dell’operaio nella lettera -, ma oggi mi chiedo chi ha rispettato lui, chi ha rispettato la sua vita. Claudio é morto perché un camminatoio ha ceduto sotto i suoi piedi. È precipitato da sette metri di altezza. Non é stata una fatalità, non é stata sfortuna. É stato il risultato di una gestione che per troppo tempo ha ignorato la manutenzione e che ha chiesto sempre di più ai lavoratori dando sempre di meno in cambio. Claudio non doveva morire così. Nessun lavoratore dovrebbe morire così. Oggi in questa festa del lavoro io - ha detto D’Aprile - non ho parole di celebrazione. Ho parole di verità perché il lavoro dovrebbe dare dignità, non togliere la vita. Se oggi sono qui, e perché la sua storia non diventi il nome in una lista. Merita giustizia non solo lui, tutti. Perché nessuno debba più scegliere tra lavorare e vivere” .
“Dobbiamo essere qui - ha detto l’avvocato Tripaldi prima di leggere la lettera di Maria Teresa D’Aprile - anche se non vogliamo, anche se non abbiamo mai pensato che la mia professione e la vita di Maria Teresa ci avrebbero portato sul palco l’1 Maggio a parlare di una persona che é morta sul lavoro. Claudio non é un caso isolato, é uno dei tanti. Abbiamo letto 12 nomi, Claudio é uno dei 12 morti all’Ilva. Uno dei tanti che si trovano schiacciati in un sistema più grande di loro. Claudio sapeva che quel lavoro sicuro, in realtà non era sicuro. Ma come tanti ha creduto, ha dovuto credere che nonostante tutto, fosse meglio avere un posto fisso, uno stipendio, una prospettiva per la famiglia piuttosto che restare senza niente”. Mentre veniva letta la lettera e sul palco c'erano sia D’Aprile che il suo avvocato, alle loro spalle si vedeva una grande immagine con i volti di tutti coloro - 12 appunto - che negli ultimi anni sono morti per infortuni sul lavoro nell’ex Ilva di Taranto.
Il tema dell’ex Ilva, la lotta all’inquinamento industriale, la difesa della salute, i casi dei bambini colpiti da tumore, sono stati temi centrali sul palco dell’1 Maggio Taranto, alla presenza di diverse migliaia di persone. Il nodo della fabbrica e del suo impatto é stato affrontato negli interventi dei direttori artistici dell’1 Maggio Taranto, l’attore Michele Riondino e la giornalista Valentina Petrini che hanno introdotto la testimonianza di due ragazze. “Noi forse non vinceremo mai contro il siderurgico - ha detto Riondino -, non saremo noi a chiuderlo, anche perchè il mercato ha già chiuso quella fabbrica che da anni non produce acciaio ma cassa integrazione, voti, campagna elettorale e tessere sindacali, ma abbiamo la generazione di giovani che rappresentano il futuro di questa città, che sanno che Taranto non dipende dall’acciaieria, Taranto ospita quell'acciaieria”. E a tal proposito Riondino ha letto la lettera di una 18enne tarantina, Margherita Piemontese, che, una volta finito il liceo, proseguirà altrove gli studi, ma che ha la speranza di “tornare migliore per restituire un pò di futuro alla città”. Valentina Petrini ha invece letto cosa scriveva molti anni addietro di Taranto Pier Paolo Pasolini per dire: “Chissà che avrebbe scritto oggi Pasolini che nel 2012 quella città perfetta che aveva conosciuta sarebbe sprofondata negli abissi”. Il 2012 é infatti l’anno del sequestro degli impianti del siderurgico ex Ilva da parte della Magistratura a causa dell’inquinamento. “Chissà cosa avrebbe scritto del processo ‘Ambiente Svenduto’ - ha proseguito Petrini - che ha squarciato l’ipocrisia di un potere economico fondato solo sul profitto. Quel processo doveva restituire almeno giustizia e invece é finito in stallo”
E dopo aver citato gli “eccessi di mortalità e di ospedalizzazione per alcune patologie croniche” e “l’incidenza di tumori nei residenti di Taranto rispetto alla media regionale”, Petrini ha dato la parola sul palco a Carlotta, una quindicenne in cura nel reparto di oncoematologia pediatrica dell’ospedale di Taranto. “Affronto questa battaglia da agosto 2025 ma adesso sono qui con questa grinta e con questa forza non solo psicologica ma a che fisica grazie ai dottori che mi hanno seguito sin dal primo giorno con dedizione e costanza” ha detto Carlotta, che era accompagnata dal primario del reparto, Valerio Cecinati. “Io, insieme ai miei figli, insieme a tutti i bambini e i ragazzi del reparto di oncoematologia pediatrica, insieme a tutti i dottori e gli infermieri, vogliamo dirvi - ha poi affermato Cecinati - che noi non siamo effetti collaterali di questa città. Siamo persone che dobbiamo vivere e per questi ragazzi faremo di tutto per guarirli. Voi avete in mano la possibilità di cambiare - ha detto Cecinati rivolgendosi alle migliaia di giovani che affollano l’area antistante il palco di 1 Maggio Taranto -. Cambiatela questa città, rendetela più bella per tutti voi. Questa città ha bisogno di gente come voi. Voi avete la possibilità di cambiarla. Questa città la cambieremo insieme. Insieme lo faremo. Perché se anche solo un bambino, un ragazzo, si ammala di tumore a causa dell’inquinamento, non deve mai succedere mai più”.
UNO MAGGIO TARANTO/ Michele Riondino: evento nato dal basso, gli artisti vengono qui per sostenere la causa
Scritto da Redazione1
“1 Maggio Taranto è una manifestazione totalmente autogestita, totalmente autoprodotta. Chi decide di venirci a trovare qui, aderisce a un progetto, aderisce a un’iniziativa che resta popolare. Gli artisti che decidono di venire qui, vengono per sostenere la causa. Non hanno alcun motivo promozionale, nessuno degli artisti viene qui per promuovere un disco”. Così l’attore e regista Michele Riondino spiega le finalità di 1 Maggio Taranto, l’evento in corso al parco archeologico delle mura greche promosso dal comitato “Cittadini e lavoratori liberi e pensanti”. Finalità che nella città dell’ex Ilva riguardano i diritti, lavoro, sicurezza sul lavoro e tutela ambientale, ma anche temi più ampi come la pace o questioni internazionali come quelle che riguardano Cuba, Iran e Palestina. Riondino é uno dei direttori artistici della manifestazione insieme al cantautore Diodato, al musicista Roy Paci e alla giornalista Valentina Petrini. “1 Maggio Taranto - ha affermato Riondino - é diventato di dominio pubblico a livello nazionale. É una manifestazione che viene osservata e ammirata anche perché nascendo da una vertenza locale, ha poi preso spazio nell’opinione pubblica. È inevitabile che notizie di realtà contemporanee come la guerra, le diverse guerre, gli autoritarismi, siano oggetto di attenzione e se ne parli. Bisogna partire dal piccolo per poi vedere gli effetti delle azioni che avvengono nel piccolo, in tutto il mondo. Le guerre sono determinate anche dall’abuso del potere di chi pensa di far tutto e anche sulle spalle della gente”. “Questo - ha proseguito Riondino - è un evento che é nato dal basso e resta ancorato al suolo senza nessuna velleità”. Brunori Sas, Subsonica, Gemitaiz, Giorgio Poi, Margherita Vicario, sono alcune delle voci del mondo della musica ospiti oggi a Taranto. Per la società civile sono invece presenti Francesca Albanese, la relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla situazione nei territori palestinesi occupati, Emergency, Amnesty International, e Tomaso Montanari, rettore dell’Università per stranieri di Siena. I temi del lavoro, diritti e sicurezza saranno trattati sul palco dal comitato “Liberi e Pensanti” che annuncia anche la presenza di Maria Teresa Daprile, vedova dell'operaio Ilva Claudio Salamida, morto in un incidente sul lavoro avvenuto in fabbrica lo scorso 12 gennaio. La vedova sarà accompagnata dall’avvocato Ornella Tripaldi, legale che l’assiste nella vicenda. Il concerto-evento di Taranto ha avuto lo start nel primo pomeriggio, dal 2013 unisce musica, impegno civile e partecipazione attiva sui temi del lavoro, della salute e dei diritti, é nato all’indomani del sequestro, da parte della Magistratura, a luglio 2012 dell’area a caldo dell’ex Ilva di Taranto per reati ambientali e su questi temi si è via via sempre più caratterizzato. La manifestazione di Taranto, che richiama diverse migliaia di persone, vede la direzione artistica del cantautore Antonio Diodato, del musicista Roy Paci, della giornalista Valentina Petrini e dell’attore e regista Michele Riondino. “Nato dal basso, l’evento - si afferma - rappresenta oggi uno dei momenti culturali e sociali più significativi del Paese, capace di coniugare performance artistiche e riflessione collettiva, mantenendo al centro le istanze del territorio tarantino e creando un ponte con le principali ferite internazionali che stanno tenendo il mondo con il fiato sospeso: da Cuba all'Iran e alla Palestina, nell'anno del quindicesimo anniversario della morte dell'attivista Vittorio Arrigoni, ucciso brutalmente nella Striscia di Gaza. Non è infatti casuale la scelta del cuore pulsante del documento politico 2026: ‘Restiamo umani’. Un messaggio - concludono i promotori dell’iniziativa di Taranto - che richiama l’urgenza di resistere alle disuguaglianze e alle tensioni del presente, promuovendo diritti, solidarietà e dignità”.

