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Giornale di Taranto - Artigianato, Commercio & Agricoltura

La Guardia di Finanza ha effettuato stamattina 29 ordinanze di custodia cautelare, di cui 26 in carcere e 3 ai domiciliari, nel Tarantino.  Droga, mafia e voto di scambio sono al centro dell’indagine. Arrestati, tra gli altri, il sindaco di Statte, Francesco Andreoli, e gli assessori comunali Ivan Orlando e Marianna Simeone (in carcere). Avrebbero accettato la promessa di due esponenti della criminalità di procurare i voti in cambio di denaro, buoni pasto e favori al clan. Nel dettaglio, le accuse vanno dall’associazione di stampo mafioso, a quella finalizzata al traffico delle sostanze stupefacenti , spaccio di cocaina e altri reati. Sono sessanta complessivamente le persone indagate, tra queste anche Giulio Modeo, figlio di Antonio, noto come “Messicano”, esponente di spicco del crimine tarantino negli anni passati.

    L’ operazione è stata portata a termine dagli uomini della Guardia di Finanza del comando provinciale di Taranto. Le ordinanze di custodia cautelare sono state firmate dal giudice per indagini preliminari Angelo Zizzari, su richiesta del pm della Dda di Lecce Milto Stefano De Nozza. Fra le misure eseguite c’è anche un sequestro preventivo di beni del valore complessivo di circa 6,4 milioni di euro. Le persone arrestate sono gravemente indiziate, a vario titolo, delle ipotesi di reato di associazione di tipo mafioso, scambio elettorale politico-mafioso, traffico di sostanze stupefacenti, trasferimento fraudolento di valori, estorsione e detenzione illegale di armi. Oltre a Statte, le azioni illegali portate alla luce hanno riguardato anche il vicino comune di Crispiano.

   Nello specifico, è stato rilevato che gli indagati, tra il 2020 e il 2021, avrebbero fatto parte di un’organizzazione di tipo mafioso, dotata di armi, e si sarebbero resi responsabili di numerose condotte illecite concernenti lo scambio elettorale politico-mafioso, la cessione di partite di stupefacenti, la detenzione di armi e l’intestazione fittizia di beni a prestanome, nonché l’esecuzione di attività estorsive, spedizioni punitive e attentati incendiari. Il controllo del territorio sarebbe stato esercitato da alcuni indagati anche attraverso il presunto condizionamento delle elezioni amministrative di Statte nell’ottobre del 2021. In questo contesto sarebbe emerso che uno degli indagati, attraverso fiduciari, si sarebbe concretamente adoperato per la raccolta di voti in favore di alcuni candidati, oggi amministratori comunali, ottenendo in cambio somme di denaro, buoni pasto e schede carburanti, nonché l’impegno a favorire la concessione di autorizzazioni e di commesse pubbliche a imprese compiacenti. Arrestati infatti il sindaco e due assessori comunali di Statte. Avrebbe contribuito all’illecita raccolta di voti anche un dirigente amministrativo di una società di servizi tarantina, Lucio Rocco Scalera, dell’Amiu, anch’egli oggi in carcere e già al centro di un\'altra inchiesta per un concorso nell’azienda municipalizzata di Taranto per l’igiene urbana. Scalera, tramite fiduciari, avrebbe interessato un componente della presunta associazione mafiosa perché reperisse preferenze elettorali, promettendogli in cambio l’assunzione nell’azienda di servizi e l’affidamento di commesse. Ancora, per eludere l’applicazione di misure di prevenzione patrimoniali alcuni indagati avrebbero intestato fittiziamente a prestanome imprese, beni mobili e immobili ubicati a Taranto e a Statte. A novembre e dicembre 2021 la Guardia di Finanza ha sottoposto a sequestro a carico di alcuni indagati ingenti quantità di sostanze stupefacenti, in particolare hashish e cocaina, somme in contanti per oltre 50 mila euro e diversi orologi Rolex di notevole valore economico. Mentre nel sequestro di circa 6,4 milioni di euro rientrano appartamenti, locali commerciali e box, nonché quote societarie e compendi aziendali di imprese, con sedi a Taranto e in provincia, attive nei settori economici della ristorazione e del commercio di auto e di frutta e verdura.

   Infine sono state eseguite perquisizioni locali e personali nei confronti di 30 persone interessate dalle indagini in ordine alle ipotesi di reato di associazione mafiosa, scambio elettorale politico-mafioso, traffico di sostanze stupefacenti e detenzione illegale di armi.

 

Mister Longo: Punto prezioso su un campo difficile

 

Di Andrea Loiacono 

 

Sesto risultato utile consecutivo per il Taranto che però viene fermato sull\' 1a1 allo \" Iacovone\" dal Picerno. Romano su calcio di rigore procurato da Bifulco porta in vantaggio gli ionici al 60\' ma il capocannoniere del girone Iacopo Murano ristabilisce le distanze al 60\' con un bel colpo di testa. Il Taranto ci prova nel finale ma prima Orlando e poi Bifulco si divorano la rete del possibile vantaggio. Finisce comunque tra gli applausi degli oltre seimila supporters rossoblu. 

 

Nel post gara un mister Capuano visibilmente contrariato ha parlato così in conferenza stampa: \"Contro il Picerno siamo sempre molto sfortunati. Loro hanno fatto mezzo tiro in porta e hanno trovato un gol che mi rammarica molto perché giunto su un cross debole, potevamo fare sicuramente di più. Nel primo tempo loro ci mettevano sempre la palla lunga, il secondo tempo è stato uno dei migliori da parte nostra. Il calcio è fatto di episodi,  loro non hanno mai passato la metà campo e in più noi abbiamo sbagliato gol a porta vuota. Siamo a sei risultati utili consecutivi ma stasera sono rammaricato più per il gol preso che per quelli sbagliati. Orlando al di là del gol sbagliato ha fatto una grandissima partita così come tutta la squadra. In occasione del calcio di rigore abbiamo cambiato ancora una volta il battitore e stavolta ci è andata bene. Il Taranto sta dimostrando di essere una delle più belle realtà a livello nazionale. Sul mercato sappiamo di dover fare qualcosa, spero di di chiudere nei prossimi giorni per Demarchi che è una punta forte nel gioco aereo e nell\' attacco alla profondità. \" 

Di umore diverso Mister Emilio Longo del Picerno: \"Il risultato penso sia giusto, i primi venti minuti eravamo un po contratti, poi l\' occasione di Fabbro ci ha svegliati. Sulla gestione e sulla qualità del gioco stasera abbiamo lasciato un poco a desiderare. Per noi è comunque un punto d\' oro contro un avversario difficile da affrontare in uno stadio caloroso che ci impediva di comunicare tra noi. I miei ragazzi sono stati bravi ad interpretare più partite nell\' arco della stessa gara.\"

Alla ricerca della rampa perduta, potrebbe essere questo il titolo del video che ha messo a nudo una mancanza di non poco conto: l\'inaccessibilità della Concattedrale di Taranto a chi si muove in carrozzina. 

A realizzarlo è stato il temerario Tony Tomasicchio che fa parte dell’associazione Dis-Education, molto attiva sul territorio Tarantino.

Il video è stato girato giovedì 11 gennaio 2024 e documenta nel dettaglio l’inaccessibilità del più importante luogo di culto cattolico della città.

 Tale inaccessibilità era già stata sperimentata da altri membri dell’associazione a cui era stato risposto abbiamo lo scoiattolo accessorio difficile da usare e parecchio limitativo per dimensioni e peso

Avevamo scritto qualcosa ma non siamo stati ascoltati, sottolineano dall\'Associazione, aiutateci a farci sentire!

Uno dei misuratori di civiltà di una comunità è l\'attenzione che viene posta nel rendere accessibile qualunque struttura a chiunque, a prescindere dalla sua condizione fisica, psichica, sociale, e via dicendo. Attenzione di cui devono farsi carico le realtà pubbliche, quelle private, i cittadini comuni, dando seguito concreto a slogan e proclami che purtroppo spesso restano solo sulla carta e non si trasformano in atti concreti. 

Ecco il video 

https://www.youtube.com/watch?v=ZynhP3Ynxxk

 

Lu.Lo.

Accogliere e integrare i migranti dei Paesi terzi è un requisito fondamentale per rendere le nostre Città più sicure e rappresenta una preziosa opportunità per produrre benefici non solo per i rifugiati e richiedenti asilo

ma anche per i Paesi dell\'Unione Europea.

E\' con questa visione strategica che è stato finanziato il programma europeo LGNet2 in 16 grandi Città

operatori sociali, autorità istituzionali e rappresentanti della società civile con l\'obiettivo di promuovere il dialogo

interculturale in tutta la cittadinanza. I risultati ottenuti saranno presentati lunedì 15, alle ore 15.30 presso La Casa del Rifugiato in via Della Croce 90. 

 

Nell\'ambito del programma di riorganizzazione della governance delle società che si occupano dei principali servizi del Comune di Taranto, come precedentemente pianificato dal sindaco Rinaldo Melucci e dall’assessore alla Partecipate, Michele Mazzariello, nella giornata odierna sono stati definiti i nuovi assetti per le Municipalizzate che gestiscono la raccolta rifiuti e il trasporto pubblico locale e il servizio di sosta tariffata. Infatti, le assemblee dei soci delle Aziende interessate hanno ufficialmente indicato i componenti dei rispettivi Consigli di Amministrazione. 

 

Per quanto riguarda Kyma Ambiente si è registrata la riconferma come presidente di Giampiero Mancarelli, mentre a completare l\'organo amministrativo sono stati designati Nicola Infesta e Cosmary Calò. A presiedere il CdA di Kyma Mobilità è stato indicato l’Avv. Daniele d’Ambrosio che sarà affiancato dai consiglieri Cosimo Gigante ed Anna Cherchi.  Ancora alcuni giorni di attesa, invece, per la nomina dei membri del CdA di Kyma Servizi.

 

\"Con la composizione dei nuovi Consigli di Amministrazione, riprendiamo con ulteriore impegno il lavoro interrotto e ci poniamo l\'obiettivo di fornire alla città servizi puntuali e completi\", ha dichiarato il Sindaco Rinaldo Melucci. \"Siamo fiduciosi che la competenza e l\'esperienza dei nuovi membri contribuiranno significativamente al raggiungimento degli standard qualitativi e di efficienza che ci siamo prefissati per migliorare la qualità della vita dei cittadini di Taranto. Gli impegni a cui dovranno far fronte le nuove governance sono molteplici, ma con gli strumenti idonei, come l’avvenuto rinnovamento della flotta aziendale e la prossima bigliettazione elettronica per Kyma Mobilità, nonché il contratto di servizi per l’Amiu, solo per citarne alcuni, sarà possibile dare le risposte che la città attende.\"

 “Quando ho detto che ‘la comunità è formata per questo’ non volevo assolutamente esprimere un fatalismo circa il destino della città e la conseguente impossibilità di un cambiamento. Tutt’altro. Volevo semplicemente dire, e spero che si percepisca la bontà del mio pensiero, che Taranto, la nostra comunità, costituita di fatto intorno alle sorti dello stabilimento siderurgico, ha diritto a ricevere risposte certe”. Lo precisa l’arcivescovo di Taranto, Ciro Miniero, in merito ad una intervista che ha rilasciato a Radio Vaticana e che ha suscitato proteste e polemiche sui social. 

 “La mia posizione quale vescovo di Taranto in merito alla vicenda del siderurgico non si discosta dalla via maestra che è stata segnata dalla Laudato si’ di Papa Francesco: sviluppo sostenibile e cura del Creato” sostiene Miniero. Secondo l’arcivescovo di Taranto, “la situazione in merito allo stabilimento siderurgico ha assunto nel tempo sempre più i tratti della drammaticità. Se da un lato viene ribadita la strategicità dello stesso per il Paese, dall’altro sono solo la città di Taranto e i suoi cittadini a soffrirne l’impatto economico e ambientale”. “Economico - puntualizza il vescovo - perché da anni migliaia di lavoratori vivono nell’incertezza per il proprio reddito. I numeri della cassa integrazione sono impressionanti e le aziende dell’indotto non vedono riconosciuti i propri crediti e rischiano la definitiva cessazione dell’attività. Ambientale, perché è di pochi giorni fa l’ennesimo episodio di slopping, ricorrenti sono le denunce delle associazioni ambientaliste in merito allo sforamento dei limiti delle emissioni mentre si sono perse le tracce del Piano per le bonifiche. Rapporti scientifici hanno riconosciuto l’impatto nefasto sulla salute dei tarantini della fabbrica”. Miniero quindi ricorda che “numerose a suo tempo furono le perplessità espresse da vari settori cittadini e non solo in merito alla cessione ad ArcelorMittal dello stabilimento, perplessità che purtroppo hanno trovato fondamento nel tempo. Registriamo con preoccupazione l’indisponibilità di AM ad accettare ora l’aumento di capitale del socio pubblico fino al 66%”.  “Avremmo salutato con favore il possibile maggior impegno dello Stato in Acciaierie d’Italia e ci saremmo altresì augurati che questo fosse stato sensibile proprio in virtù di quella strategicità nazionale che richiede la condivisione dei doveri quanto dei diritti” sostiene l’arcivescovo di Taranto. Il quale dice che “quel che attendiamo sono risposte chiare e definitive in merito ai diritti dei lavoratori e agli impegni con essi assunti; auspichiamo investimenti certi in merito al processo di ambientalizzazione dell’acciaieria; auspichiamo che riprenda con rinnovata energia il processo di bonifica del territorio”. “Nel caso dell’accordo tra le parti, difficile ad oggi, dati gli esiti dell’incontro a Palazzo Chigi, auspichiamo che eventuali prossimi futuri partner - conclude l’arcivescovo di Taranto - vengano valutati con attenzione, attenzione che la città tutta, legata com’è al destino del siderurgico, pretende e che attende non senza preoccupazione”. 

Il caso, come dicevamo nasce da un\'intervista a Radio Vaticana

\"Siamo lasciati sempre soli, cioè è come se il problema di Taranto appartenesse solo a Taranto - ha detto Miniero ai microfoni dell\'emittente- Se l\'acciaio è una risorsa importante per l’Italia, per l’Europa e mi sembra che la fame di acciaio aumenti, di anno in anno. Perché non va affrontato questo problema a livello nazionale, a livello europeo? Ma la questione non si risolve mettendo in conflitto città, ambiente, cittadini, perché poi gli unici a pagare sono proprio i cittadini che in qualche modo si sentono anche rassegnati dinanzi a questa situazione». 

Ancora: «se l’Europa l’acciaio se lo procura nei paesi orientali praticamente fa un danno a sé stessa. L’Oriente in qualche modo è riuscito ancora di più dell’Europa a trasformare ciò che era scarto in risorse, lo vediamo in Giappone. Perché questo non può venire anche in Italia? Perché non può venire anche a Taranto? Perché non produrlo utilizzando la tecnologia di oggi e facendo in modo che qui si creano anche di altri poli tecnologici che aiutano poi a questo cambiamento, a questa transizione verso un mondo sostenibile». «Non c\'è alternativa a quella fabbrica a Taranto. - concludeva Miniero -. La chiusura sarebbe veramente una catastrofe, che significherebbe non pensare al bene di una comunità che è stata formata a questo». 

 

Lu.Lo. 

 

La Cisl FP del Comune di Taranto intende fornire il suo contributo al fine di migliorare i servizi socioassistenziali attraverso la realizzazione di nuove strutture o l’ammodernamento di quelle esistenti, attraverso l\'accessibilità, l\'efficienza operativa, la qualità dell\'assistenza e il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali.

Per far questo, insieme ai propri delegati del settore, afferma Fabio Ligonzo, Segretario Aziendale della Cisl FP del Comune di Taranto, abbiamo inteso approfondire la Determinazione dirigenziale n. 192/2072 del 21.12.2023, con la quale la Regione Puglia ha approvato l\'avviso pubblico “Inte.R.SS.eca” per la selezione di proposte progettuali finalizzate al finanziamento di interventi di ristrutturazione o realizzazione di Strutture sociali e socioassistenziali.

Al fine di garantire risposta ai bisogni della cittadinanza, la Cisl FP ha proposto all’amministrazione comunale, il potenziamento dei centri polivalenti, attraverso la creazione degli stessi presso altri quartieri con rischio di devianza ed emarginazione sociale: Paolo VI e Salinella. Ad oggi è presente solo un centro presso il quartiere tamburi.

Creazione di centri ludici minori 0/6 anni in centro città per garantire facile raggiungimento da parte dei cittadini. Ad oggi sono presenti per questa fascia di età solo servizi a pagamento, continua Ligonzo, che richiedono un elevato impegno economico da parte delle famiglie.

Nell’ambito del piano operativo regionale per il “Dopo di noi”, si rende necessaria una nuova struttura territorio tarantino, necessaria a garantire sostegno e assistenza a soggetti con disabilità gravi privi di caregiver.

La dotazione finanziaria complessiva del bando pubblico è pari a € 30.000.000,00 destinata per il 70% ad interventi di restauro/risanamento/ ristrutturazione di strutture esistenti e per il 30% ad interventi per la realizzazione di nuove strutture esistenti (ai sensi del Testo Unico Edilizia DPR 380/2001 vigente).

L’entità del contributo massimo concedibile per ogni singola proposta progettuale (il cui costo non potrà essere inferiore ad €250.000,00) è di € 3.000.000,00 ed è invariabile in aumento.

La scelta della Cisl FP del Comune di Taranto, spiega Fabio Ligonzo, è di essere parte attiva nel processo di cambiamento e innovazione della nostra Pubblica Amministrazione, sempre più vicina alle persone e alle famiglie.

 

Prosegue l’inchiesta della Procura di Taranto e il lavoro dei Carabinieri del Noe ( Nucleo operativo ecologico) sulle emissioni di benzene dal siderurgico di Taranto di Acciaierie d’Italia, ex Ilva. Da quanto apprende AGI, i Carabinieri del Noe nelle scorse ore sono andati in azienda per acquisire informazioni supplementari e documenti su una vicenda risalente a diversi mesi fa. Già in precedenza il Noe è stato in fabbrica per il benzene. Un inquinante che, secondo le rilevazioni Arpa Puglia, l’Agenzia per l’ambiente della Regione, nel 2023 ha avuto una media annuale di 3,7 microgrammi per metro cubo di aria contro la media di 3,2-3,3 microgrammi per metro cubo di aria del 2022. Le norme prevedono come valore limite 5 microgrammi. Acciaierie è nei limiti, ma tuttavia il trend del benzene da un anno all’altro è in rialzo.  Già diverse settimane addietro i Carabinieri del Noe sono stati nel siderurgico e al direttore, Vincenzo Di Mastromatteo, hanno notificato un provvedimento relativo all’acquisizione di documenti sul controllo degli impianti. La Procura - attraverso i sostituti Mariano Buccoliero e Francesco Ciardo - ipotizza i reati di inquinamento ambientale e getto pericoloso di cose. Il benzene è da mesi nel mirino.  Sono state le autorità sanitarie e l’Arpa Puglia ad evidenziare al Comune di Taranto che le emissioni di questo composto chimico ritenuto cancerogeno sono in aumento da qualche tempo.

Dai rilievi fatti da Arpa Puglia emerge che all’inizio del 2023 le emissioni di benzene (riferite sempre a valori medi mensili) hanno avuto un’accelerazione. Nel rione Tamburi (quartiere molto vicino all’acciaieria), la centralina di via Orsini ha segnalato a gennaio 2023 - dati Arpa - 5,9 microgrammi per proseguire con 4,6 a febbraio, 5 a marzo, 3,9 ad aprile, 2,8 a maggio e 3,1 a giugno scorso, ultimo dato disponibile. I valori più bassi si riscontrano invece alla portineria C della fabbrica (intorno all’1 e spesso anche meno), quelli più alti, invece, in cokeria (a febbraio e aprile si è toccato, rispettivamente, 46,5 e 45,7 microgrammi, salvo poi scendere al 26,9 di giugno; ma qui non valgono i valori limite di 5 microgrammi e il personale è munito di dispositivi di protezione). Un altro dato monitorato è quello della centralina parchi, molto vicina alla città, dove il benzene a gennaio e ad aprile ha toccato, rispettivamente, 7,6 e 7,7 per scendere poi a 4,4 e 4,8 a maggio e giugno.  Va detto che già a gennaio 2023 Arpa segnalava ad Acciaierie, ma anche a Ilva in amministrazione straordinaria,proprietaria degli impianti, al ministero dell’Ambiente e ad Ispra, che nei primi 11 mesi del 2022 si sono registrati dati in aumento. A via Orsini una media di 3,3 microgrammi contro 1,3 del 2019, 2,8 del 2020 e 2,9 del 2021. A via Machiavelli una media dell’1,9 contro 0,8 del 2018, 1,7 del 2020 e altrettanto del 2021. Alla centralina parchi, a ridosso del rione Tamburi, la media dei primi 11 mesi del 2022 è stata di 5,2 contro 1,4 del 2019, 3,9 del 2020 e altrettanto del 2021. In definitiva, le emissioni sono rimaste sotto la media dei 5 microgrammi, ma la tendenza è al rialzo. 

Si rende noto che il Sindaco, preso atto della recente vicenda giudiziaria che ha interessato l’affidamento della gestione dei servizi cimiteriali, ha ritenuto di dover revocare, in data odierna, la nomina a Direttore Generale del Comune di Taranto del Dott. Carmine Pisano e questo per consentirgli la gestione, in tutta serenità, della vicenda giudiziaria che lo vede coinvolto. La revoca – cosi come specificato nel relativo provvedimento - non ha carattere assolutamente sanzionatorio, quanto piuttosto è stata ritenuta concordemente opportuna nell’interesse delle parti coinvolte ed a tutela dell’immagine di imparzialità dell’Amministrazione.

 

Nel dare atto dell’ottimo lavoro fin qui svolto dal Dott. Pisano anche nella sua veste di Direttore Generale, il Sindaco si è detto fiducioso sul prezioso lavoro che la Magistratura andrà a svolgere per fare la dovuta chiarezza sull’intera vicenda giudiziaria.

Nella complicatissima vicenda di Acciaierie d’Italia, l’ex Ilva, si aprono altri due fronti critici: l’avvio della nuova cassa integrazione straordinaria nello stabilimento di Taranto e la stretta sul credito annunciata dalla banca che la stessa Acciaierie d’Italia ha delegato a trattare e gestire le fatture dei fornitori e delle imprese dell’indotto. Per la cassa straordinaria, il sindacato Usb ha comunicato che nelle scorse ore Acciaierie ha inoltrato alle sigle metalmeccaniche la lettera che avvia la procedura per l’avvio di un nuovo anno di sospensione dal lavoro dall’1 gennaio scorso alla luce della proroga disposta dal Governo. La cassa straordinaria è già in atto in Acciaierie da molto tempo e il 2023 si é chiuso con 3mila addetti sospesi temporaneamente dal lavoro, di cui 2.500 solo a Taranto, dove i dipendenti sono 8.200. Le norme ora prevedono che per quest’anno per le imprese di interesse strategico nazionale che hanno in corso piani di riorganizzazione aziendale con almeno 1.000 lavoratori dipendenti, sia autorizzato con un decreto del ministero del Lavoro - a domanda e in via eccezionale - un ulteriore periodo di cassa straordinaria fino al 31 dicembre 2024. 

Sul fronte indotto-credito-fatture emesse verso Acciaierie, Aigi, l’associazione che raggruppa molte imprese che lavorano nell’ex Ilva, segnala che la banca individuata dalla società siderurgica ha inviato nelle scorse ore una comunicazione allo stesso indotto, specificando che l’istituto di credito “ha preso atto della comunicazione della presidenza del Consiglio dei ministri in data 8 gennaio 2024 in cui si rende noto l’indisponibilità di ArcelorMittal ad assumere impegni finanziari e di investimento nemmeno come socio di minoranza in Acciaierie d’Italia”. C’è quindi il “rischio di non continuità aziendale”, si legge nella lettera che la banca ha inviato all’indotto, e quindi si comunica “la revoca con effetto immediato del plafond prosoluto da essa concessa sul debitore ceduto”. “Nessun ulteriore credito - afferma la banca -, rispetto a quelli la cui cessione era già stata perfezionata e resa efficace nei confronti del debitore ceduto, potrà ritenersi accolto in garanzia. I contratti già oggetto di cessione saranno disciplinati secondo le previsioni di contratto di factoring in essere tra le parti”. Allarmata l’Aigi per la stretta sul credito all’indotto. L’associazione ha chiesto ai ministri Urso, Fitto e Calderone, nonchè al sottosegretario alla presidenza, Mantovano, di essere ricevuta domani. Evidenziando sia la rottura tra Governo e Mittal sul futuro di Acciaierie (“abbiamo sperato che si potesse giungere ad un accordo che conciliasse produzione, investimenti, interventi per la decarbonizzazione e lavoro”), ma anche la stretta bancaria, Fabio Greco, presidente di Aigi, scrive al Governo che le imprese “sono strangolate da una situazione finanziaria complessa già dal 2015 con la dichiarazione di amministrazione straordinaria”. “Ed ora - rileva Greco - sono sull\'orlo del baratro a causa di crediti insoluti e mancati ordini. Saranno costrette a fare ricorso allo strumento della cassa integrazione”. Preoccupazione, infine, l’Aigi manifesta sul fatto che la banca delegata da Acciaierie alle operazioni sulle fatture, abbia “interrotto la cessione dei crediti alle aziende che ne avevano fatto ricorso”. Questa mattina, infine, il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, sarà al presidio di protesta degli autotrasportatori di Casartigiani che dal 2 gennaio stazionano con i loro mezzi sul piazzale della portineria C del siderurgico per rivendicare da Acciaierie il pagamento delle fatture arretrate e scadute. 

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