Edoardo Winspeare, alla ricerca dell'autenticità
Scritto da Redazione1di Luisa Campatelli
C’è tutta la delicatezza e la forza delle immagini, dei volti, dei dialoghi in salentino stretto e per questo sottotitolati nell’ultimo film di Edoardo Winspeare “In Grazia di Dio”, intenso ritratto della Puglia e delle donne meridionali.
Il regista dai modi gentili, anche sul set, in quel microcosmo dove- come ha raccontato lo stesso Winspeare- spesso la gente viene trattata male, perché diventa luogo di lotte di potere , <Avete presente la metafora sul potere del film “Prova d’Orchestra” di Fellini?”. Ma quando si fanno film con pochi soldi, come nel mio caso, il minimo è essere gentili , creare un clima di armonia. Diciamo che è anche una questione di intelligenza, di furbizia…”>. In tanti hanno risposto martedì sera all’appuntamento con l’incontro con l’autore che ha preceduto la proiezione del film nell’ambito del cartellone “Una Banca e una Spiaggia Differenti”, varato dalla BCC San Marzano di San Giuseppe e dallo Yachting Club che, per il secondo consecutivo propone incontri ravvicinati con autori, registi, attori e scrittori, per favorire anche in piena estate un momento di aggregazione all’insegna della cultura.
Sul palco c’è anche il produttore cinematografico Alessandro Contessa, inseparabile compagno di viaggio di Winspeare, accolti e presentati dal direttore generale della BCC di San Marzano Emanuele Di Palma.
Come spiega il regista, il film narra la storia di persone che per salvarsi scelgono la terra, la famiglia. Quella famiglia che nonostante i conflitti e gli odi dà sostanza al senso di appartenenza, all’essere e sentirsi comunità. Soprattutto nei momenti difficili.
L’interpretazione anche questa volta è stata affidata ad attori non professionisti.
<Quello che cerco- sottolinea Winspeare- è soprattutto l’autenticità. Ecco perché gli attori si esprimono nella lingua che parliamo sempre. Il fascino dell’Italia sta anche nel fatto che questo Paese è come un continente in cui si parlano tante lingue diverse. Quello che io cerco di raccontare è proprio questa diversità, per poi arrivare a trasmettere sentimenti universali >.
<C’è stato un tempo in cui noi pugliesi – prosegue il regista- non avevamo coscienza di essere pugliesi, così il nostro dialetto veniva scambiato per siciliano e noi stessi non avevano consapevolezza della nostra unicità. E’ accaduto con Domenico Modugno e con tanti altri…>.
C’è la Puglia, in questo film, e ci sono le donne, una in particolare, la protagonista, Celeste Casciaro, che è anche la moglie del regista.
<Ci siamo innamorati durante le riprese de “Il Miracolo”- ricorda Winspeare con un sorriso che lo fa sembrare un ragazzino, malgrado i baffi scuri – il film girato a Taranto.>
Celeste Casciaro sale sul palco e parla dell’orgoglio delle donne del Sud, della durezza del suo personaggio, una donna ferita che deve prendere decisioni gravi, come spesso capita alle donne <capaci di sopportare, di sacrificarsi, di mantenere i piedi per terra, di fronte a uomini che spesso rimangono piccoli.>
Applausi. Il film può incominciare.
IMPORTANTE: Nella pagina Fiscale e Tributario contributo di Avv. Maurizio Villani e Dott.ssa Antonella sugli OMESSI VERSAMENTI IVA. Villani
Scritto da Redazione1OMESSI VERSAMENTI IVA. di Avv. Maurizio Villani e Dott.ssa Antonella Villani
Scritto da Redazione1
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Lospinuso: “Indotto Ilva come raffineria Eni, Renzi intervenga per salvare industria e lavoro
Scritto da Redazione1
“Renzi sostiene che l’Ilva sia questione nazionale. Ha ragione, ma alle parole devono seguire i fatti e l'Ilva non è l’unica grande vertenza che incombe su Taranto”. Lo dichiara il consigliere regionale di Forza Italia, Pietro Lospinuso.
“Domani – prosegue - si terrà la manifestazione per la raffineria, che dà lavoro a circa 500 persone dirette e altrettante indirette a cui sono vicino ed esprimo la mia solidarietà. Oggi, invece, a Gela Sindaci, sindacati, cittadini manifesteranno uniti contro l’annuncio dell’Eni di voler bloccare gli investimenti, così come auspicato anche dal vescovo. Perché Taranto, appunto, non è solo Ilva, da cui dipende tra l’altro un intero indotto di riferimento, fatto di piccole e medie imprese, che stanno subendo la crisi dello stabilimento e dell’intero settore con dipendenti in attesa dello stipendio da mesi. Solo questo basta per definire i contorni di una vera e propria emergenza occupazionale ed economica. Assistiamo anche ad un inspiegabile ostruzionismo da parte delle istituzioni locali agli investimenti dell’Eni per la raffineria e per il progetto Tempa Rossa: investimenti che ammontano a circa 320 milioni di euro solo su Taranto e che avrebbe garantito 300 posti di lavoro. Una linea seguita dal Comune, anche dopo l’autorizzazione concessa dal ministero, che si pone in netta contraddizione con gli indirizzi decisi dallo stesso ente quando in passato diede il suo parere favorevole al progetto”.
“Non possiamo condividere le preoccupazioni sui rischi ambientali – evidenzia l’esponente del PdL-FI - giacché il traffico petrolifero di Taranto sarebbe di gran lunga inferiore a quello di tante altre città italiane ed il ministero ha autorizzato il progetto solo a condizione che non si superi l’attuale livello di emissioni. Tagliare le gambe all’iniziativa – in un momento in cui l’Eni sta chiudendo le raffinerie in tutta Italia perché in rosso nei bilanci - rappresenta una scelta scellerata per il nostro territorio che ha già perso metà flotta di Ever green e la Mercegaglia, per citarne solo alcune. Abbiamo anche dei pericolosi precedenti a farci impensierire sul futuro di Taranto: lo stesso copione si seguì, infatti, anche per l’Enipower, progetto strategico che avrebbe dato lavoro a centinaia di persone, prima approvato e poi bocciato dal Comune di Taranto. Con il brillante risultato di aver perso 300 milioni di euro di investimenti e 500 posti di lavoro. Per questo ci appelliamo al premier Renzi affinché valuti l’opportunità di intervenire anche a tutela dell’indotto petrolifero e dello sviluppo portuale. Un porto frequentato e trafficato, in linea con gli standard ambientali e sanitari, non può che giovare a tutta la nostra economia, dalla ristorazione al commercio”.
“Diversamente – conclude Lospinuso - rischiamo che vengano cancellati i segmenti produttivi di Taranto, mettendo in ginocchio imprese e lavoratori, per colpa di ritrosie ideologiche prive di fondamento che hanno già chiuso le porte ad altre importanti occasioni di crescita e sviluppo economico del territorio”.
Mazzarano conferma l'impegno a sostegno dell'Orchestra Magna Grecia e delle altre ICO pugliesi
Scritto da Redazione1
<Sull'Orchestra Magna Grecia, come sulle altre ICO della Puglia, manterremo l'impegno.- è quanto scrive in una nota stampa il consigliere regionale Pd Michele Mazzarano.
In questi giorni di preparazione dell'assestamento di bilancio, che discuteremo e approveremo in Consiglio,- sottolinea Mazzarano- abbiamo condiviso con l'Assessore Silvia Godelli e con i consiglieri di Taranto, Bari e Lecce, la necessità di un'apposita destinazione finanziaria straordinaria alle ICO (Istituzioni Concertistiche Orchestrali) pugliesi per far fronte alle situazioni di criticità in cui versano.
Anche l'Orchestra Magna Grecia, istituzione blasonata e riconosciuta a livello nazionale, potrà beneficiare di tale possibilità.
L'impegno del Consiglio regionale - conclude Mazzarano-è mirato a far fronte alle situazioni debitorie ma soprattutto alla stabilita' lavorativa dei musicisti di tutte le ICO pugliesi>.
Quattro borse di studio in memoria di mons.Guglielmo Motolese
Scritto da Redazione1La Fondazione SAN RAFFAELE CITTADELLA DELLA CARITA’ di TARANTO eroga per il sesto anno consecutivo quattro borse di studio della cifra di 1.000 euro cadauna, per un totale di 4.000 € per l’anno scolastico 2014/15, a:
· N. 2 studenti frequentanti le classi quarta e quinta della Scuola Secondaria Superiore
· N. 1 studente frequentante il Seminario Arcivescovile “Poggio Galeso”
· N. 1 studente frequentante la LUMSA o l’Istituto Romano Guardini
· N.1 studente frequentante il Centro di Formazione professionale “Mons. G.Motolese” di Malindi, Kenya, Africa.
Tutta l’attività del corrente anno è realizzata in collaborazione con l’Arcidiocesi di Taranto. In occasione delle cerimonia di premiazione della quarta edizione, il 5 novembre 2012, l’Arcivescovo di Taranto, mons. Filippo Santoro, concludendo la cerimonia, disse: “E’importante mantenere viva la memoria di una personalità che è stata straordinaria sia per la Chiesa che per la città di Taranto. In questo momento abbiamo bisogno di esempi che ci aprano l’intelligenza e il cuore al bene comune, perciò un concorso come questo rappresenta un momento interessante soprattutto per le nuove generazioni, perché i ragazzi abbiano dinanzi agli occhi il positivo per affrontare le sfide del presente”.
Questo è lo spirito che guida il CDA della Fondazione, che vuole continuare a tenere vivo il ricordo di mons. Motolese, grande testimone del 900, determinante nella storia, nello sviluppo sociale e nella spiritualità della città di Taranto per un periodo di tempo lunghissimo. Ogni anno la cerimonia si tiene il 5 novembre, suo genetliaco, per stringersi idealmente alla sua figura, e per esprimere riconoscenza per il suo operato. Il futuro si costruisce sulle fondamenta delle memoria storica, e si nutre dell’amore verso la propria terra, le proprie origini, le certezze del passato. I giovani hanno bisogno di conoscere le grandi figure che hanno caratterizzato la storia della città, e che hanno donato tutto di sé per il bene comune. Era questo mons. Motolese, un uomo che si spendeva per gli altri, che ha fatto del cristianesimo incarnato nel sociale il proprio impegno diuturno, che ha testimoniato con l’esempio l’amore per Cristo e la Chiesa Universale.
La traccia del corrente anno, scelta dall’arcivescovo mons. Filippo Santoro, di concerto con il CDA della Cittadella della Carità, verte su : Taranto città di frontiera, città di accoglienza; San Cataldo patrono dei forestieri. Gli studenti, per partecipare all’assegnazione delle Borse di studio, dovranno presentare un elaborato, a scelta tra Articolo giornalistico /Tema o Realizzazione multimediale entro le ore 12 del 22 ottobre 2014. La cerimonia di premiazione verrà effettuata mercoledì, 5 novembre 2014, alle ore 10.30.
Per partecipare al concorso gli studenti interessati possono rivolgersi al proprio Istituto di riferimento o chiedere informazioni all’ufficio U.R.P. – dott.ssa Gabriella Ressa, email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , tel 099/4732294 (preferibilmente di mattina). Info sul sito della Fondazione San Raffaele Cittadella della Carità: www.cittadelladellacarita.it
Sventata una truffa ai danni di un'anziana pensionata. Ecco il vademecum per evitare di esser raggirati
Scritto daAveva chiesto ad un'anziana pensionata quasi 3mila euro spacciandosi per amico di un suo nipote bisognoso di una somma di danaro destinata allo sblocco di un indennizzo. Ben vestito, dai modi gentili, senza alcuna inflessione dialettale, quell'uomo dall'apparente età di 30 anni era quasi riuscito a convincere la malcapitata pensionata, ma grazie alla residua diffidenza della signora e all'immediato intervento della Polizia il "piano" è andato a monte. L'ennesimo tentato raggiro che avrebbe dovuto vedere come vittima una 85enne è accaduto a Martina Franca ieri mattina. Ad aver allertato le Forze dell'Ordine è stato il direttore dell'Istituto di credito presso cui la donna si era recata per prelevare quanto l'ignoto truffatore le aveva chiesto. Stando alla ricostruzione dei fatti operata dalla Questura, la pensionata sarebbe stata avvicinata dal sedicente amico del nipote subito dopo esser uscita da una chiesa. Carpita abilmente la fiducia della signora, l'uomo avrebbe sostenuto di aver bisogno di 2.800 euro che dovevano servire per pagare l'onorario di un notaio che, a sua volta, avrebbe dovuto emettere un assegno a favore del fantomatico nipote della donna come indennizzo per un incidente stradale. Per risultare credibile, il truffatore si sarebbe messo in contatto telefonicamente con un complice che, fingendo di essere il familiare in questione, avrebbe rassicurato l'85enne invitandola a recarsi in banca per prelevare la somma richiesta. Seppur dubbiosa, l'anziana avrebbe accettato di farsi accompagnare dal malvivente nell'Istituto bancario, dove però il tentato raggiro ha cominciato a sgretolarsi. Messo al corrente della situazione proprio dalla pensionata, il direttore della banca non credendo alla storiella del notaio, del nipote e dell'indennizzo ha subito segnalato ogni cosa alla Polizia. Giunti immediatamente sul posto, gli agenti non sono però riusciti a rintracciare il truffatore il quale, evidentemente, intuito che il suo disegno criminoso era ormai fallito aveva ritenuto di dileguarsi. Alla luce dell'episodio, sono state avviate indagini volte ad identificare il protagonista della vicenda. Ma non solo. La Questura ricorda che è a disposizione il vademucum "Non ci casco" che, rivolto proprio ad anziane vittime di raggiri, aiuta a capire come comportarsi in situazioni simili a quella che visto coinvolta l'85enne di Martina.
Pubblichiamo di seguito il vademecum.
“VADEMECUM” CONTRO LE TRUFFE AGLI ANZIANI
“Buongiorno signora, sono un amico di suo figlio che mi deve dare dei soldi per l’acquisto di un computer e mi ha detto di passare da lei...” questa è soltanto una delle tante scuse che ormai quasi quotidianamente, i truffatori adoperano nei confronti di anziani o di persone sole.
Falsi appartenenti alle forze dell’ordine, assistenti sociali, sacerdoti,sono molti i travestimenti che i truffatori professionisti usano per ingannare le persone più deboli
Le vittime di questi raggiri in costante aumento nel nostro paese, sono soprattutto gli ultrasessantenni che, grazie all’abilità di questi malviventi, cadono con più facilità nella loro trappola.
Le banche e le poste sono sicuramente fra le mete più ambite dei truffatori che aspettano, solitamente, le loro vittime all’esterno degli istituti con l’obbiettivo di farsi consegnare il denaro appena prelevato. Le modalità per raggirare le persone sono disparate.
Succede spesso che una persona anziana dopo aver fatto un prelievo venga seguita da qualcuno che, poco dopo, si presenta come un funzionario di banca.
In genere il finto funzionario suona il campanello di casa dicendo che potrebbe esserci stato un errore da parte della banca e che è necessario fare una verifica sul numero di serie delle banconote appena ritirate per accertarsi che sia tutto a posto. A quel punto l’anziano consegna i soldi e il truffatore,fingendo di contarli o controllarli, con estrema abilità, li sostituisce con banconote false.
Per questo ricordate sempre che nessun funzionario di banca vi cercherà mai a casa per controllare le banconote o i numeri seriali delle stesse.
· FALSA EREDITÀ
Stessa procedura per quanto riguarda una falsa eredità da consegnare.
In questo caso il truffatore cerca un vecchio amico a cui dovrebbe consegnare del denaro relativo ad una eredità.
Ferma una persona anziana per chiedere informazioni sull’amico, ma nessuno sa niente finché un passante, complice del truffatore, si ferma e dice che quella persona è morta. A quel punto viene prospettata all’anziano la possibilità che l’eredità possa essere elargita a lui ma per farlo serve un anticipo per il notaio. Ovviamente la cifra deve essere pagata subito.
· RIPULIRVI LA GIACCA
Molto più diffusa e più vecchia è la truffa del gelato o del caffè sulla giacca.
Nella maggior parte dei casi i malviventi che mettono in atto questa truffa sono donne con bambini, ma a volte anche ragazzi che, con un gelato o un caffè in mano, urtano la vittima designata facendoglielo cadere sulla giacca.
Poi, con la scusa di ripulirla, la invitano a togliersela e gli rubano il portafogli.
· FALSA BENEFICENZA
In questo caso il protagonista è quasi sempre un signore ben vestito in genere sui 50, 60 anni circa,spesso con accento straniero,che si finge un medico o un rappresentante di una casa farmaceutica alla ricerca di un deposito per donare medicinali a scopo di beneficenza.
Ferma la vittima per strada, normalmente in quartieri borghesi, e
gli chiede informazioni su questo deposito. La persona fermata ovviamente non sa dargli nessuna indicazione. Guarda caso subito
dopo passa una seconda persona che finge di sapere dove si trova il deposito ma dice che è stato chiuso.
La donazione allora può avvenire solo tramite notaio ma serve un anticipo in danaro che la persona incaricata della beneficenza non ha a disposizione in quel momento.
L’anziano fermato per strada viene convinto che se dà un contributo alla beneficenza può avere anche una percentuale ad una condizione: di fornire il denaro necessario per il notaio. A quel punto la vittima, ormai convinta, viene anche accompagnata a ritirare una discreta cifra (che di solito si aggira su qualche migliaio di euro).
Poi viene fatta salire sull’auto insieme ai due “compari” per andare dal notaio.
Durante il tragitto i truffatori si ricordano che sicuramente servirà una marca da bollo, quindi si fermano dinanzi ad un ufficio postale o tabaccaio e chiedono alla vittima di andare ad acquistarla. Appena la vittima scende dal mezzo, ovviamente i malviventi fuggono.
· FALSI FUNZIONARI ED IMPIEGATI
I malviventi che si spacciano per falsi funzionari o impiegati generalmente si presentano alla porta di persone anziane con la scusa di dover verificare la posizione pensionistica o contributiva; ovvero per controllare i contatori del gas della luce e del telefono, ma in realtà il loro scopo è quello di raggirare le persone facendosi consegnare soldi, sottraendo beni o altre cose di valore. Ricordatevi che prima di fare dei controlli nelle case gli enti competenti avvisano i cittadini affiggendo dei cartelli all’interno della loro sede istituzionale vale a dire Comune, Provincia ecc.
DECALOGO CONTRO LE TRUFFE... E NON SOLO
· Prima di aprire la porta ad uno sconosciuto, anche se veste l’uniforme o dichiara di essere dipendente di azienda di pubblica utilità,è necessario verificare da chi è stato mandato e per quali motivi.
· Importantissimo accertarne l’identità richiedendo un documento e tesserino aziendale. Se non si ricevono rassicurazioni, non bisogna aprire la porta per alcun motivo e la prima cosa da fare è chiamare il “113”.
· Ricordare sempre che nessun ente o azienda di pubblica utilità manda personale a casa per il pagamento delle bollette per rimborsi.
· Nessun ente manda personale a casa per sostituire banconote false date erroneamente.
· Non fermarsi mai per strada per dare ascolto a chi offre facili guadagni o a chi chiede di poter controllare i nostri soldi o il nostro libretto della pensione anche se chi ci ferma e ci vuole parlare è una persona distinta e dai modi affabili.
· Nel corso di operazioni di prelievo o versamento in banca o in un ufficio postale, possibilmente è sempre bene farsi accompagnare, soprattutto nei giorni in cui vengono pagate le pensioni o in quelli di scadenze generalizzate.
· Se qualcuno ha il dubbio di essere osservato all’interno della banca o dell’ufficio postale è opportuno farlo presente agli impiegati o al personale di vigilanza. Se questo dubbio assale per strada la prima cosa da fare è quella di entrare in un negozio o cercare un poliziotto ovvero una compagnia sicura.
· Durante il tragitto di andata e ritorno dalla banca o dall’ufficio postale,con i soldi in tasca, mai fermarsi con sconosciuti e mai farsi distrarre.
· Ricordare sempre che nessun cassiere di banca o di ufficio postale insegue per strada i clienti per rilevare un errore nel conteggio del denaro che ha consegnato.
· Quando si utilizza il bancomat è bene essere prudenti: evitare di operare se ci si sente osservati.
· Per qualunque problema e per chiarire qualsiasi dubbio chiamate subito il ‘113”, i militari saranno a vostra completa disposizione per aiutarvi.
· In generale, per tutelarvi dalle truffe, vi consigliamo: diffidate sempre dagli acquisti molto convenienti e dai guadagni facili: spesso si tratta di truffe o di merce rubata;non partecipate a lotterie non autorizzate e non acquistate prodotti miracolosi o oggetti presentati come pezzi d’arte o di antiquariato se non siete certi della loro provenienza;non accettate in pagamento assegni bancari da persone sconosciute; non firmate nulla che non vi sia chiaro e chiedete sempre consiglio a persone di fiducia più esperte di voi.
QUANDO CHIAMI IL 113
Quando avete dei dubbi o sorgono dei problemi, ricordate che potete chiamare, a qualsiasi ora del giorno o della notte il numero di emergenza “113”, oppure, negli orari d’ufficio, l’utenza telefonica della Stazione Carabinieri del vostro comune.
All’Operatore che risponde alla vostra telefonata fornite, con calma, le seguenti informazioni:
Date il vostro nome e cognome, senza timore, perché i vostri dati personali saranno trattati con la massima riservatezza. Le richieste anonime possono creare ostacolo ad un pronto intervento dell’equipaggio Polizia di Stato od altra forza di polizia.
Dite da dove state chiamando e qual è il vostro numero telefonico, l’Operatore vi richiamerà qualora cadesse la linea.
Raccontate brevemente cosa è successo o cosa sta ancora accadendo, specificando il luogo del fatto.
Ascoltate attentamente le direttive che vi fornisce l’Operatore del 113 e non riattaccate il ricevitore finché lo stesso Operatore non ve lo dice.
TI CONSIGLIAMO, INOLTRE…
Se hai bisogno di una copia delle chiavi di casa rivolgiti, se possibile, ad un ferramenta di fiducia ed evita di scrivere nome ed indirizzo sul portachiavi.
Se perdi le chiavi, cambia subito la serratura!
Se abiti in un piano basso o in una casa indipendente, metti delle grate alle finestre oppure dei vetri antisfondamento.
Illumina con particolare attenzione l’ingresso e le zone buie. Se all’esterno c’è un interruttore della luce, proteggilo con una grata o con una cassetta metallica per impedire che qualcuno possa disattivare la corrente.
Cerca di conoscere i tuoi vicini, scambiatevi i numeri di telefono per poterli contattare in caso di prima necessità.
Non mettere al corrente tutte le persone di tua conoscenza dei tuoi spostamenti (soprattutto in caso di assenze prolungate).
Se abiti da solo, non fallo sapere a chiunque.
In caso di assenza prolungata, avvisa solo le persone di fiducia e concorda con uno di loro che faccia dei controlli periodici.
Non lasciare mai la chiave sotto lo zerbino o in altri posti facilmente intuibili e vicini all’ingresso. Non lasciare biglietti di messaggio attaccati alla porta che avvertono che in casa non c’è nessuno.
Considera che i primi posti esaminati dai ladri, in caso di furto, sono gli armadi, i cassetti, i vestiti, l’interno dei vasi, i quadri, i letti ed i tappeti.
Se hai degli oggetti di valore, fotografali e riempi la scheda con i dati considerati utili in caso di furto (il documento dell’opera d’arte).
Conserva con cura le fotocopie dei documenti di identità e gli originali di tutti gli atti importanti (rogiti,contratti, ricevute fiscali, etc.).
Nel caso in cui ti accorgi che la serratura è stata manomessa
o che la porta è socchiusa, non entrare in casa e chiama immediatamente il 113. Comunque,se appena entrato ti rendi conto
che la tua casa è stata violata,non toccare nulla, per non
inquinare le prove, e telefona subito al Pronto Intervento.
CONSIGLI UTILI PER COLORO CHE VIVONO ED OPERANO CON PERSONE ANZIANE SOLE
CONSIGLI PER FIGLI, NIPOTI E PARENTI
Non lasciate soli i vostri anziani, anche se non abitate con loro, fatevi sentire spesso ed interessatevi dei loro problemi.
Ricordate sempre loro di adottare tutte le cautele necessarie nei contatti con gli sconosciuti. Se hanno il minimo dubbio fate capire loro che è importante chiedere aiuto a voi, ai vicini di casa od alle Forze dell’Ordine.
Ricordate che, anche se non ve lo chiedono, hanno bisogno di voi.
CONSIGLI PER I VICINI DI CASA
Se nel vostro palazzo abitano anziani soli, scambiate ogni tanto quattro chiacchiere con loro. La vostra cordialità li farà sentire meno soli.
Se alla loro porta bussano degli sconosciuti esortateli a contattarvi per chiarire ogni dubbio. La vostra presenza li renderà più sicuri.
Segnalate alle Forze dell’Ordine ogni circostanza anomala o sospetta che coinvolga gli anziani vostri vicini di casa.
CONSIGLI PER GLI IMPIEGATI DI BANCA O UFFICIO POSTALE
Quando allo sportello si presenta un anziano e vi fa una richiesta spropositata di danaro contante, perdete qualche minuto a parlare con lui. Basta qualche piccolo accorgimento ad evitare dei drammi.
Spiegate agli anziani che all’esterno delle banche e degli uffici postali nessun impiegato effettua controlli, tanto meno si reca presso le loro case per effettuarli. Per ogni minimo dubbio, esortateli a contattarvi.
“Possiamo aiutarvi”
ad affrontare e risolvere i piccoli problemi di tutti i giorni
“Potete aiutarci”
a capire le vostre esigenze per orientare meglio le nostre attività

