×

Attenzione

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 170

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 166

Anche quest’anno il Club UNESCO Taranto ha partecipato, con la collaborazione dell’Associazione Culturale “Marco Motolese”, alla Settimana UNESCO DESS (Decennio di Educazione allo Sviluppo Sostenibile), manifestazione giunta alla decima edizione che è stata celebrata per sette giorni a partire dal 25 novembre.

Il Decennio dell’Educazione allo Sviluppo Sostenibile (DESS) 2005-2014 è una grande campagna delle Nazioni Unite per sensibilizzare giovani ed adulti sulla necessità di un futuro più equo ed armonioso, rispettoso del prossimo e delle risorse del pianeta; il Comitato scientifico della Commissione Italiana UNESCO, in particolare, ha deciso di dedicare questo ultimo anno alla “Buona educazione”.

In questa settimana iul nostro territorio il Club UNESCO Taranto ha coinvolto numerose scuole con un programma di iniziative realizzate in collaborazione con l’Ufficio Scolastico provinciale Taranto, con l’ISDE (Associazione Medici per l’ambiente) e lo Studio di Divulgazione Educazione e Comunicazione delle Scienze Ambientali.

La prima iniziativa, dal titolo “Se non ha viaggiato... il suo gusto è prelibato”, si è tenuta nell’Aula Magna del Liceo “Galileo Ferraris”: Carmen Galluzzo Motolose, presidente del CLUB UNESCO e dell’Associazione “Marco Motolese”, ha tenuto agli studenti una relazione sulla qualità alimentare della filiera corta, mentre lo Studio DECSA ha curato “È l'Ora di Ecoscienza”, un quiz a squadre didattico-esperienziale sui temi dell'alimentazione e dei rifiuti, finalizzato a stimolare l’interesse per le scienze, migliorare la comprensione di alcune tematiche ambientali e favorire la cooperazione, la socializzazione e il rispetto delle regole; per l’ISDE (Associazione Medici per l’ambiente) sono intervenuti il presidente Gianfranco Orbello su “Ciò che fa bene alla salute fa bene al Pianeta. La prevenzione inizia nel rispetto dell’ambiente” e la dottoressa Maria Grazia Serra su “La civiltà dei rifiuti: l’impatto su ambiente e salute, l’importanza della cultura”.

La seconda manifestazione, “10 anni insieme. Unico obiettivo: adottare comportamenti sostenibili per il pianeta”, si è tenuta presso la Biblioteca comunale “Acclavio” con la partecipazione dell’Istituto “Cabrini” che nell’occasione ha presentato due progetti svolti con gli studenti, Maria Losavio quello sui rifiuti e Ada Iannotta “Dal mais alla bioplastica”, mentre Lucia Laura Laterza ha moderato un dibattito con gli alunni sul tema “Legge Rifiuti Zero”. Carmen Galluzzo Motolese è intervenuta su “Qualità della Vita ed educazione sostenibile proposte dal DESS”, mentre a seguire anche in questa occasione lo Studio DECSA ha tenuto il quiz “È l'Ora di Ecoscienza” e poi sono intervenuti per l’ISDE (Associazione Medici per l’ambiente) il presidente Gianfranco Orbello e la dottoressa Maria Grazia Serra.

L’ultima iniziativa, “Diventa sostenibile… ti conviene!”, si è tenuta nella mattinata odierna, martedì 2 dicembre, presso l’Aula Magna l’Istituto Comprensivo “Don Bosco” di Grottaglie e si è aperta con la relazione di Carmen Galluzzo Motolese, presidente del CLUB UNESCO e dell’Associazione “Marco Motolese”, su “DESS mezzo per Educare all’agire attraverso la sostenibilità” e, dopo il quiz “È l'Ora di Ecoscienza” tenuto dallo Studio DECSA, ha visto svilupparsi un dibattito con gli studenti, moderato da Pietro Caramia, presidente dell’Associazione “Sherwood”, sui comportamenti eco-sostenibili e virtuosi che conducono al risparmio energetico e dell’acqua.

La giornata si è conclusa con la piantumazione di un albero di ulivo, simbolo di Pace, con la targa del Club UNESCO Taranto

 

Sono stati oltre 500 i lavoratori che martedì mattina hanno partecipato all'assemblea nell'Ilva di Taranto organizzata in vista dello sciopero del 12 dicembre e alla quale ha presenziato il segretario nazionale della Cgil, Susanna Camusso. Un incontro che ha preceduto l'assemblea tenutasi al teatro Orfeo, pieno come un uovo, sul tema LavoriAmo per Taranto. "I lavoratori sono molto preoccupati per il futuro e per il destino del loro lavoro" ha sottolineato la coriacea segretario nazionale perché, ha aggiunto, "sono lavoratori provati dalla lunga incertezza rispetto alla gestione dell'impresa e alle prospettive. Durante l'assemblea con la Uil abbiamo proposto le ragioni dello sciopero del 12 dicembre e quindi il tema del lavoro su cui deve basarsi la politica economica. Noi, che siamo sempre stati fautori di un intervento pubblico, vogliamo, però, capirne modi e natura e che non sia semplicemente un ponte per poi vendere l'Ilva al miglior offerente ma sia una scelta di politica industriale". Di qui, ha spiegato Susanna Camusso, la richiesta del sindacato al governo "per avere un incontro e capire cosa stanno pensando e come vogliono gestirla". Anche la Cgil, infatti, ritiene la siderurgia un settore strategico "per il nostro Paese che non possiamo permetterci di perdere. Lo stato deve farsi carico della continuità del lavoro e dell'intervento ai fini della salute dei lavoratori e della citta e della qualità produttiva. Vogliamo essere interlocutori di questo processo e della necessità che l'intervenuto pubblico sia vero". E, a proposito delle varie cordate interessate all'acquisizione dell'Iva, le cui offerte sono giudicate "troppo generiche", Susanna Camusso ha ribadito di non conoscerne ancora, perché ancora nessuno le conosce, "valori e piani industriali. Discutiamo concretamente di quali possibilità ci sono, quali scelte si fanno, quali responsabilità si assume il governo e che garanzie offre ai lavoratori. Non si può affrontare il piano industriale e il risanamento di una grande impresa solo per slogan ma vanno fatte delle scelte". Ma il salvataggio del colosso d'acciaio con ormai i piedi di argilla non può passare attraverso la costituzione di una bad company. Un'ipotesi che il segretario Cgil non vuole prendere in considerazione neanche per un minuto. "L'esperienza Alitalia - dice - non è stata una esperienza positiva ed è questa una delle ragioni per cui diciamo che ci vuole chiarezza degli interventi, e non semplicemente determinare migliori condizioni per qualunque offerente. Deve essere una assunzione di una funzione strategica di una produzione siderurgica del nostro Paese. Lo schema Alitalia non ha funzionato e quindi non può essere riproposto: non può - ha poi concluso Camusso - essere riproposta una idea secondo cui il pubblico si fa carico delle perdite e i privati pigliano i profitti". Sulle emergenze sociali e occupazionali che stringono in un abbraccio letale il territorio si è poi soffermato il segretario della Cgil ionica, Giuseppe Massafra. "Generare lavoro - ha detto - passa, ad esempio, anche dalla consapevolezza che questo Paese ha bisogno di essere tenuto in ordine. Occorre un piano straordinario per la cura degli assetti idrogeologici considerando gli episodi sempre più frequenti di disastri, derivanti dalle calamità naturali, a cui assistiamo, anche nel nostro territorio. E io penso che prendersi cura del territorio, qui da noi significa anche intervenire per risanare le aree sottoposte per anni agli agenti inquinanti di derivazione industriale. Il tema delle bonifiche a Taranto non quindi solo un esigenza di riscatto della popolazione, potrebbe diventare anche una straordinaria occasione di sviluppo e occupazione". Per cui, per Massafra creare lavoro é l'unica soluzione "per far ripartire il paese. Investire in spesa pubblica è lo strumento per realizzare questa condizione. Il lavoro - ha sottolineato ancora Massafra - è l'antidoto a molti mali. E' il cambio di passo di una comunità che cambia cultura e decide di non farsi assistere ma di essere protagonista del cambiamento collettivo e individuale". Ecco perché il sindacato qualche giorno ha lanciato un appello ai sindaci di questo territorio, "a partire dal sindaco di Taranto", perché si possa arrivare "anche in provincia di Taranto", a sottoscrivere un protocollo d'Intesa "utile alla realizzazione di interventi per creare nuova occupazione, attraverso le azioni regionali sul lavoro minimo di cittadinanza e i Cantieri di cittadinanza. Sono provvedimenti, questi, - ha aggiunto Massafra - che potrebbero dare risposta a coloro che hanno perso il lavoro, a coloro che non sono mai riusciti a trovarlo, a coloro che vivono in condizioni di estremo disagio sociale e che potrebbero essere impiegati in lavori di pubblica utilità. Penso alla messa in sicurezza di scuole e di edifici pubblici, alla tutela del verde, alla fruizione di spazi culturali; proprio attraverso la collaborazione tra pubblico e privato e avvalendosi di risorse importanti messe a disposizione dalla Regione". Non poteva non irrompere l'attualità nei lavori dell'assemblea della Cgil con la classifica del Sole 24Ore sulla qualità della vita in Italia che relega Taranto nelle ultime cinque posizioni della classifica. "Questa città - ha commentato Massafra -, che continua ad essere agli ultimi posti di quella classifica, è stata segnata negli ultimi tempi dal record drammatico di suicidi, molti di quei gesti estremi erano la conseguenza dell'indigenza e dell'impossibilità ad andare avanti. Con il lavoro possiamo sottrarre la manovalanza a buon mercato alla criminalità e all'illegalità. In questa città si è tornati a sparare per strada, sempre più frequenti sono gli episodi di rapina ai danni di esercizi commerciali. Anche questo è frutto di una crisi economica che diventa crisi sociale. Su questo tema - ha poi concluso il suo intervento il segretario Cgil, Massafra - venerdì prossimo ospiteremo a Taranto la Carovana della Legalità e affronteremo, in un'iniziativa pubblica, i tanti problemi che affliggono questa città".

Diffondere la cultura dell’innovazione digitale nelle piccole e medie imprese e favorire l’utilizzo del web per la promozione del Made in Italy. Questi gli obiettivi di Eccellenze in digitale, il progetto che vede insieme Google, Unioncamere, 52 Camere di commercio italiane tra cui Taranto.I settori obiettivo individuati per la provincia ionica sono l’artigianato artistico di Grottaglie ed i prodotti agroalimentari: i vini Primitivo e Negramaro di Manduria, l’olio extravergine d’oliva (Dop), pane e prodotti da forno di Laterza, caciocavallo, capocollo di Martina Franca.

Da settembre operano presso la Camera di commercio di Taranto e con il tutoraggio della dottoressa Francesca Sanesi,  i due borsisti Marcella Cavallo e Michele Leone, selezionati tra migliaia di giovani neolaureati, che hanno già avviato i contatti con le imprese del territorio.

Eccellenze in digitale tour è un “road show” partito lo scorso 30 maggio da Bologna, che ha già toccato Firenze, Siracusa, Trento e si concluderà a Roma. Venerdì prossimo, 5 dicembre, l’iniziativa è promossa da Google e Fondazione Symbola, con la collaborazione dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e in partnership con Cna e Coldiretti farà tappa a Taranto, nella sala Monfredi della Cittadella delle imprese. Scopo del tour è quello di incontrare le Pmi e mostrare loro in che modo ed in che misura il Web può farle crescere aprendo le porte del mercato globale.

L’innovazione, l’ampliamento e la diversificazione dei mercati, la possibilità di essere in rete in una dimensione internazionale, sono ormai elementi di competitività fondamentali” – ha ricordato il presidente della Camera di commercio di Taranto, Luigi Sportelli secondo il quale “la formula di Eccellenze in digitale è vincente perché abbina l’utilizzo delle nuove tecnologie con la promozione delle produzioni di qualità che fanno parte del nostro patrimonio culturale”.

 

Riceviamo e pubblichiamo un intervento di Giancarlo Giradi

"Io voglio capire cosa si intende per contemperare il diritto alla vita con il diritto al lavoro e alla libera iniziativa economica. Devono darci una risposta definitiva. Significa che entro certi limiti dobbiamo accettare alcuni effetti collaterali indesiderati, come accade in guerra quando ci sono azioni militari che comportano la morte di civili? Se è così ce lo dicano in maniera chiara".Così il dott. Franco Sebastio, capo della Procura di Taranto, affermò nella fine del 2012 subito dopo il decreto legge 207 del 3 dicembre di quell’anno. C’è un forte contenuto ideale e politico nella sua affermazione, un richiamo forte ai diritti della Costituzione Italiana che non vanno “contemperati” con quello reso fondamentale della vita, della salute e dignità dei cittadini.La Costituzione fu la protagonista assoluta della manifestazione del 15 dicembre del 2012 a Taranto nel corteo di ventimila tarantini che con cartelli, striscioni e slogan ne rievocavano gli articoli fondamentali, i diritti ed i doveri…per   tutti! I nostri Padri costituenti ne sarebbero stati certamente contenti, una grande lezione di educazione civica proprio in una città ricca “solo” di contraddizioni. La Carta si giovò di un linguaggio semplice e chiaro perché pur essendo indirizzata a tutti doveva esserlo, particolarmente, alla stragrande maggioranza dei cittadini, dotati allora di bassa scolarità. Fu un compromesso nobile ed alto tra il meglio della cultura antifascista del tempo, quella comunista e socialista, cattolica, repubblicana e liberale, scritta ed approvata in un parlamento, allora, composto da soli galantuomini. Doveva, quindi, allora, essere compresa sopratutto dal bracciante semianalfabeta e dal comune operaio, le classi soggiogate e sfruttate dal vecchio regime alle quali veniva richiesto il sacrificio, dopo aver liberato con i loro uomini e donne migliori impegnati nella lotta di Liberazione il Paese, della dura ripresa economica. Essa parlava del rispetto della dignità di ognuno, di quello della vita dei cittadini, della loro salute, del lavoro su cui fonda la Repubblica, della legalità non intesa nel semplice rispetto delle leggi esistenti  (queste infatti possono essere anche sbagliate però correggibili) ma dell’essere uguali tutti rispetto alla Legge. Nei primi anni della Costituzione questi articoli furono alla base delle rivendicazioni del mondo del lavoro, era facile vedere un operaio ed un bracciante portare con se il libricino ed esibirlo affermando: “C’è scritto qui che mi devi dare un salario degno per far vivere la mia famiglia e non devi offendere la mia dignità di lavoratore e cittadino!”. Quanta attualità in queste affermazioni il 15 dicembre di due anni fa a Taranto che la ricordò allo stesso modo: “C’è scritto qui il mio diritto alla vita, alla mia salute e quella dei miei figli attraverso l’applicazione dell’art. 32!”  Fu commovente, per chi ci crede ancora, vedere persone semplici esibire il libricino con orgoglio nei sit-in dinanzi alla prefettura e nel fiume di gente che partecipò alla grande manifestazione. Si reclamò il legittimo e garantito diritto al lavoro ed alla salutedei cittadini, ma anche il dovere del fine socialedella proprietà e dell’impresa la quale  “non deve recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”(art. 41).  Nel mondo del lavoro tale diritto viene meglio esplicitato nello Statuto dei diritti dei lavoratori che fu fatto una ventina di anni dopo, che interviene anche sul modo di organizzare il lavoro stesso dandone precise priorità. Come non ricordare che non solo fuori dalla fabbrica ma anche al suo interno l’Ilva della famiglia Riva stracciò la nostra Costituzione! Come non ricordare nella nostra attualità la possibilità da parte dello Stato di confiscare (art. 42) ai privati i loro beni per gli interessi generali, come sembra solo apparentemente guidare l’azione dell’attuale capo del governo che subordina tutto alla legge del mercato globalizzato. Però nel caso della nostra città, circondata da diverse aree industriali, sono le aziende private ad aver confiscato, nei fatti, i beni pubblici sanciti dalla Costituzione rappresentati dall’aria, dall’acqua, dal suolo e dal sottosuolo. Quindi, qui da noi più che altrove, la nostra vita di lavoratori, cittadini, anziani e bambini, legittimi proprietari di quel capitale naturale da cui dipendiamo, in cui viviamo o sopravviviamo come nel nostro caso, ci viene continuamente sottratta. Essa è divenuta sempre più povera e precaria, un rovesciamento di fatto del dettato costituzionale. Questa è la drammatica realtà in cui oggi ancora viviamo, basta guardare dentro di noi stessi, nelle proprie famiglie, tra i nostri conoscenti, nel mondo del lavoro che ci circonda. La stessa Costituzione stabilisce per tutti, inoltre, la libertà d’espressione, associativa e di tutte le formazioni sociali in cui i cittadini si organizzano, il diritto alla formazione ed alla libera informazione. E’ questa la società civile scese finalmente in campo a Taranto e che volle decretare che niente sarebbe stato più come prima. E’ vero che i costituenti non posero la “questione” ambientale direttamente come noi la viviamo oggi, non era possibile allora, ma seppero incrociare diritti e doveri dei cittadini in modo tale da poter affrontare eventuali contraddizioni che sarebbero nate attraverso l’intervento e l’autonomia dei poteri costituzionali al fine di tutelare gli interessi superiori della collettività. Questa posta in gioco è stata affrontata, caso senza precedenti, dalla Procura di Taranto. E’ stato bello vedere sfilare il corteo davanti al tribunale, insolitamente ed inutilmente presidiato quel sabato sera, completamente buio eccetto la finestra di un ufficio illuminato. Udire gli applausi e leggere il cartello portato da alcuni bambini in cui c’era scritto “Grazie zia Patrizia continua a difenderci”. Nell’immaginario collettivo il giudice Todisco era ancora lì, nel suo ufficio, continuava a lavorare per tutti noi. Oggi possiamo ancora, tutelando la nostra vita, la nostra salute e dignità, reclamare diritti sacrosanti e chiedere una trasformazione radicale del rapporto tra fabbriche e città, cambiare quel modello sociale ed economico che è fallito e che sostituisca l’attuale.

                                                                                                          Giancarlo Girardi

E' un attacco senza peli sulla lingua quello che l'assessore regionale Fabrizio Nardoni scaglia nei confronti del sindaco di Taranto. "Leggo con non poca apprensione dalla stampa locale - spiega Nardoni - del richiamo del sindaco di Taranto al mondo dell’impresa e alle banche locali per far fronte alla difficile situazione che vivono molte famiglie tarantine. Come se la povertà, la disoccupazione e il disagio sociale della nostra terra fossero in condizioni di emergenza solo in prossimità del Natale. E come se il mondo dell’impresa, già in ginocchio, potesse fornire qualche risposta. Di fronte alle casse comunali in sofferenza è vero c’è da stare in ansia e molto preoccupati, e non solo per l’impossibilità di fornire assegni di sussistenza, e  comprendo, pertanto, lo scoramento del primo cittadino, che però - affonda il colpo Nardoni - di fronte a tutto ciò avrebbe dovuto reagire al senso di frustrazione aguzzando l’ingegno e predisponendo con lucidità e senso di responsabilità tutti gli strumenti utili per affrontare questa emergenza occupazionale e sociale. Mi riferisco agli interventi approvati in Giunta regionale sui Cantieri di cittadinanza, destinati a disoccupati di lungo corso, e alle misure sul lavoro minimo di cittadinanza, per uomini e donne in cassa integrazione o mobilità, anche in deroga. Interventi che la Regione Puglia, con l’Assessore al Lavoro, Caroli, ha pensato per fornire risposte più strutturate ma che obbligano i Comuni ad una seria programmazione e ad una apertura di prospettiva che passi dall’idea di assistenzialismo a cascata ad una visione programmatica-strategica che possa creare lavoro e sviluppo. In quelle misure c’è una piccola rivoluzione del welfare che mette nelle condizioni le amministrazioni comunali di non fare più spallucce di fronte al lavoro che non c’è".

Insomma, associandosi a quanto detto pochi giorni fa dal segretario generale della Cgil ionica, Giuseppe Massafra, Nardoni rimarca come sia  “irragionevole” e “deleterio” l’atteggiamento del sindaco, "che si ostina a non convocare le parti per la firma del protocollo d’intesa utile ad avviare il percorso sui Cantieri di cittadinanza e il “Lavoro minimo di cittadinanza” e devo registrare con altrettanto rammarico le parole dell’assessore regionale al Lavoro, Caroli, che proprio due giorni fa, dopo aver illustrato in conferenza stampa l’avvio di protocolli in tutte le province pugliesi, ha dovuto sottolineare con un tutto tace il vuoto che in questo senso arriva dal Comune di Taranto".

Ma Nardoni ce ne ha anche per il presidente della Provincia, Martino Tamburrano, che, insieme al sindaco Stefano, può convocare le parti "e promuovere in città e nei comuni dell’hinterland l’avvio di questa fase che consentirebbe alle imprese di ricevere sgravi, concorrere ad appalti con premialità legate all’assunzione di personale in particolare condizioni di disagio, e all’enorme platea di disoccupati e percettori di ammortizzatori sociali, di costruire un percorso di lavoro dignitoso. Le politiche del lavoro non rientrano nelle competenze del mio assessorato, ma certo rientra nelle competenze di ogni cittadino tarantino il diritto di chiedere attenzione per il tema dei temi: il lavoro. Ne ho già parlato con l’assessore Caroli - conclude Nardoni - e qualora gli enti locali non dovessero attivarsi in tempi celeri sarà indispensabile che sia la stessa Giunta regionale a fare da detonatore ed evitare così che Taranto rimanga fuori dalla ripartizione dei fondi (circa 4milioni di euro) previsti per il finanziamento di questi progetti".

“Sete. di. idee” è un progetto dei Giovani imprenditori di Confcommercio Taranto. La formula,  l’aperitour, simpatica ed originale , è quella degli incontri con aperitivo, in luoghi non convenzionali (aziende, studi professionali, circoli culturali, pub, etc.) , tra  giovani imprenditori del commercio, dei servizi e del terziario, finalizzati a scambiarsi informazioni ed idee, conoscersi, mettersi in rete. Il format viene adottato per la prima volta al Sud dagli imprenditori under 40 di Confcommercio Taranto.

In calendario   le prime due  tappe dell’aperitour, il 5 dicembre a Taranto (ore 20.30 Cactus Hub in via Anfiteatro 226) e il 23 gennaio a Massafra, ma l’idea è di organizzare  altri incontri tra Taranto e provincia con  giovani imprenditori delle realtà locali. Agli incontri, è prevista   la contemporanea presenza di tecnici di Confcommercio che daranno informazioni agli intervenuti sui servizi e le possibilità che l'associazione mette loro a disposizione riguardo alle  tematiche del credito, della creazione d'impresa, i bandi e le  opportunità in corso.

<<Lo spirito del progetto  – sottolinea Salvatore Cafiero, presidente dei Giovani imprenditori di Confcommercio Taranto - è di promuovere il principio dell'intrapresa e della realizzazione lavorativa propria e degli altri, in un territorio quale quello della provincia jonica da sempre caratterizzato dall'obiettivo del posto fisso.>>

<<Andremo  a  ricercare nella nostra provincia - afferma Gianluca Tagliente, responsabile tecnico del progetto-  le storie di giovani che in questi anni, negli anni della crisi hanno deciso di prendere in mano le proprie vite, alcuni per tradizione di famiglia, altri perché stimolati da una spinta interiore di riscatto e di rivincita, altri perché folgorati da un'idea e dall'aver riconosciuto in quell'idea, una possibilità per se e per gli altri. >>

"Fare una bad company per Ilva come con Alitalia non e' possibile perché viola la direttiva comunitaria sul principio chi inquina paga e non sarebbe etico nei confronti della popolazione tarantina che aspetta di vedere il suo territorio bonificato dai veleni e di avere il giusto risarcimento per i gravi danni subiti." E' quanto dichiara il coportavoce nazionale dei Verdi Angelo Bonelli .

"Scaricare il tema delle controversie giudiziarie, i risarcimenti, le bonifiche delle aree esterne Ilva nella bad company significherà una sola cosa: lasciare Taranto a convivere con i veleni senza che nessuno pagherà per i danni subiti dalla popolazione e per pulire i terreni, le falde e il mare dai veleni - continua il leader dei Verdi -. Un'alternativa per Taranto è possibile e l'abbiamo spiegata nella proposta di decreto Salva Taranto: costruire il risanamento e il rilancio economico attraverso una conversione industriale modello Bilbao sostenuta da un'area no tax. Ma pensare - conclude Bonelli - che i diritti e i dolori della popolazione tarantina e i veleni dell 'Ilva siano messi dentro una bad company questo per favore no, non lo fate".

“Condividiamo l’intenzione di Matteo Renzi di un intervento pubblico diretto sull’Ilva di Taranto. Del resto è una posizione che abbiamo mantenuto da sempre, non solo dopo l’intervento della magistratura, ma dal 1995, quando a seguito della cessione frettolosa e praticamente gratuita alla famiglia Riva, sostenevamo che era cominciato un percorso che avrebbe portato a un disastro sia dal punto di vista ambientale che della salute, nonché di carattere produttivo e occupazionale. E, purtroppo, siamo stati facili profeti”.

Aldo Pugliese, Segretario Generale della UIL di Puglia è convinto che esista “un’esigenza immediata di intervento, acquisito che con i 125 milioni della seconda tranche del credito bancario a mala pena si riuscirà a sbarcare il lunario fino a fine anno. Sarebbe quindi opportuno che alle dichiarazioni del Presidente del Consiglio seguisse un’iniezione di risorse attraverso la Cassa Depositi e Prestiti”.

“Per rilanciare lo stabilimento siderurgico più grande d’Europa – continua Pugliese - che quotidianamente garantisce un reddito a circa 17mila famiglie, occorrono investimenti ingenti. Il miliardo e 200 milioni sequestrato ai Riva dalla magistratura milanese e richiesto con forza dal commissario Gnudi, è sicuramente un ottimo punto di partenza, ma non basta per sgombrare il campo dai dubbi e per garantire tutti quegli interventi necessari a rimettere a regime l’attività produttiva dello stabilimento in un ambito, finalmente, di sostenibilità ambientale e di rispetto per la salute dei cittadini e dei lavoratori. Un aumento del capitale sociale, in questa fase, è fondamentale per poter guardare al futuro con ritrovato ottimismo. Come UIL di Puglia siamo stati sempre favorevoli a un processo di nazionalizzazione dell’Ilva o quantomeno di forte partecipazione statale. Lo Stato e il Governo, piuttosto che sfidarsi quotidianamente sulle riforme della Costituzione, dovrebbero, in certi casi, limitarsi ad applicarla. L’articolo 42, infatti, è fin troppo chiaro nel disporre l’esproprio del privato per interessi generali: ebbene, l’Ilva è sicuramente un caso di interesse nazionale, un’azienda trainante nel settore, in grado di offrire lavoro, tra diretti e indiretti, a 17mila lavoratori, perno dell’economia e dell’industria italiana. Restiamo fermamente convinti che la mano dello Stato debba agire direttamente, procedendo quindi alla nazionalizzazione dell’Ilva e garantendo le disponibilità finanziarie per coniugare al meglio salute, tutela dell’ambiente e lavoro, ridando così solidità all’impresa e rendendola nuovamente operativa al cento per cento e competitiva sul mercato”.

“Ad oggi – prosegue il Segretario Generale della UIL regionale – si è accumulato già un ritardo notevole sull’applicazione dell’Aia (Autorizzazione Integrata Ambientale): pertanto, la ripresa a pieno regime dell’attività dell’Ilva è legata a doppio filo agli investimenti necessari per la piena applicazione dell’Aia stessa, del piano ambientale e di quello industriale, il che, a quanto risulta, non è affatto contemplato nelle offerte presentate per rilevare l’azienda. Ecco perché riteniamo imprescindibile l’intervento diretto dello Stato attraverso la Cassa Depositi e Prestiti e attraverso una gestione diretta dell’attività almeno per i prossimi due anni. Così come è indispensabile l’applicazione della priorità dell’UE secondo cui ‘chi inquina paga’ per reperire le risorse utili a realizzare gli investimenti sullo stabilimento e sul territorio: per risanare 115 km quadrati di territorio e il Mar Piccolo i pochi milioni di euro a disposizione sono assolutamente insufficienti”. 

 

"L'affluenza è un dato confortante, tenuto conto del risultato molto più piccolo, in termini di partecipazione, ottenuto nel Veneto e considerando ciò che è accaduto alle recenti elezioni regionali, in particolare in Emilia. Quello di Michele Emiliano, cui rivolgo un mio personale augurio, è un successo netto, che conferma le previsioni e l'idea che sia lui il candidato più competitivo per vincere nella prossima vera sfida, le elezioni regionali; un pensiero che ho sempre avuto - e con me in tanti - e che oggi viene confermato dai numeri. Il Pd, con Michele Emiliano, schiererà il candidato che ha le chances migliori per affermarsi e dare continuità al governo di centrosinistra”.

Così l'on. Michele Pelillo all'indomani del successo riportato da Michele Emiliano alle primarie del centrosinistra per designare il candidato alla presidenza della Regione Puglia. Pelillo che analizza anche i numeri di Taranto e provincia.

 

Il Pd di Taranto - sostiene Pelillo - è abituato da anni a raccogliere primati e ad essere sempre il migliore, a livello elettorale, tra i partiti provinciali; questa volta, in termini di affluenza, non è accaduto. A mio parere il dato rappresenta il momento delicato vissuto dal territorio e in modo particolare dalla città capoluogo, che non favorisce la partecipazione. A livello di impegno politico, c'è da sottolineare, però, che se in altri territori esistono altre realtà che affiancano il Pd, a Taranto, nel bene e nel male, è solo il Partito democratico a reggere il confronto con il centrodestra e con l'antipolitica; non esiste il centrosinistra, ma unicamente il Pd. Un risultato decoroso - conclude Pelillo - ma non esaltante in termini di affluenza; nonostante ciò, vorrei infine rimarcare che, a Taranto e provincia, l'affermazione di ichele Emiliano e del contributo dello stesso Pd è, in percentuale, più alta e più forte che in altri territori, con il 68,24 per cento di Taranto città e oltre il 63 per cento della provincia ionica”.

 

Il prossimo 5 dicembre, a partire dalle 10, Eccellenze in digitale Tour farà tappa a Taranto nella sala Monfredi della Cittadella delle imprese, in viale Viriglio 152. L'iniziativa punta a valorizzare il Made in Italy aiutando le eccellenze dell’artigianato, della piccola industria e dell’agricoltura a digitalizzarsi per accedere e competere con più facilità sui mercati internazionali. “Eccellenze in digitale tour”, è promosso da Google e Fondazione Symbola, con la collaborazione del Professor Stefano Micelli dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e la partnership di Cna e Coldiretti, che toccherà Taranto per la sua quinta tappa e si chiuderà in dicembre a Roma. L’appuntamento tarantino si aprirà con una conferenza stampa di presentazione in programma il 2 dicembre alle 10, proseguirà con una tavola rotonda e si chiuderà nel pomeriggio con una sessione di formazione per imprenditori e artigiani su social marketing ed E-commerce. Nella tappa del 5 dicembre interverranno: Luigi Sportelli - Presidente Camera di Commercio di Taranto; Domenico Sturabotti - Direttore Fondazione Symbola; Stefano Micelli - Professore di E-business Università  Ca’ Foscari di Venezia; Loredana Capone -Assessore alla Sviluppo Economico Regione Puglia; Diego Ciulli - Senior Policy Analyst Google;  Fabrizio Nardoni - Assessore Agricoltura Regione Puglia; Francesco De Giorgio - Segretario generale Camera di commercio di Taranto; Vincenzo Bellini- Presidente Distretto Produttivo Puglia Creativa; Angelo Inglese - Titolare Sartoria G. Inglese. Previsto anche l'intervento dei due borsisti impegnati presso la Camera di commercio di Taranto nel progetto Eccellenze in digitale: Marcella Cavallo e Michele Leone. Infine, le testimonianze "eccellenti" del terrtiorio ionico: Crispino Lanza - Primato Pugliese; Armando Salerno Mele- Madeinitalyfor.me; Gianluca Lomastro – Made in Taranto.

Pagina 789 di 918

    

Ripristina impostazioni sui cookie.