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“Dove va la città?" è il tema del dibattito pubblico con il sindaco di Taranto Ippazio Stefàno che si svolgerà lunedì 24 novembre a partire dalle ore 16.30  nell'aula magna dell'Istituto Pacinotti (g.c.) in via Lago Trasimeno a Taranto, organizzato dal Giornale di Taranto www.giornaleditaranto.com.
 
Quello con il primo cittadino del capoluogo ionico è il secondo appuntamento promosso dalla testata giornalistica on-line dopo l'incontro pubblico con il prof.Giorgio Assennato, direttore generale di Arpa Puglia, l’Agenzia regionale per la protezione dell’Ambiente, svoltosi il 23 ottobre scorso.
 
Obiettivo del Giornale di Taranto è infatti quello di promuovere  incontri e dibattiti pubblici su argomenti di particolare interesse e importanza allo scopo di  favorire il confronto e la partecipazione. Quella di lunedì sarà un’occasione per focalizzare l'attenzione su Taranto, il suo presente e il suo futuro, grazie anche e soprattutto alle sollecitazioni che arriveranno dal pubblico presente in sala. I lavori saranno moderati dal giornalista Pierpaolo D'Auria. Ingresso libero.
Giovedì, 20 Novembre 2014 13:22

TARANTO - Lavoro in appalto, tavola rotonda della Filcams-Cgil

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Lavoratori delle mense, del settore delle pulizie, lavoratori degli appalti nei bagni pubblici, nei centri commerciali, nelle banche, chi si occupa del decoro urbano, della pulizia delle strade, chi si occupa della vigilanza privata. Il settore degli appalti, pubblici e privati, sta subendo un duro attacco a causa della spending review, nel cui nome si tagliano le ore, si abbassano gli stipendi, si mettono da parte i diritti. Da anni,la  Filcams Cgil, si batte affinchè a questi lavoratori e alle loro famiglie, sia garantito un presente dignitoso e un futuro certo, mentre da più parti si tenta di far ricadere la corsa al risparmio proprio sulla loro pelle e si arriva, anche, a lavorare solo un’ora e mezza al giorno, nella logica del massimo ribasso. Non può essere considerato come uno “spreco” da tagliare il lavoro di migliaia di lavoratrici e di lavoratori che consentono lo svolgimento di servizi essenziali per la collettività.

Venerdì 21 novembre 2014 dalle 9.30, all’Appia Palace di Massafra, si discuterà proprio della necessità di un intervento strutturale, che possa da un lato garantire il lavoro e i diritti di questi lavoratori, dall’altro porre le basi perché la logica del massimo ribasso nel settore degli appalti non significhi sacrificare la vita dei lavoratori e delle loro famiglie. L’appuntamento, organizzato da questa categoria e dalla Cgil di Taranto, sarà l’occasione per mettere intorno ad un tavolo le parti datoriali, Confcommercio e l’ANCE, ma anche il pubblico, con la Provincia di Taranto, per discutere del presente e del futuro delle imprese e dei lavoratori degli appalti.

“La lotta al lavoro povero è forse la sfida più importante e rilevante che abbiamo di fronte a noi”, afferma Giuseppe Massafra segretario generale CGIL Taranto, “il tema degli appalti risulta uno degli aspetti più urgenti da affrontare in questo senso.”

“Alla fine pagano sempre gli ultimi”, sostiene Giovanni D’Arcangelo, segretario generale della Filcams di Taranto, “i tagli ai diritti dei lavoratori giustificati dal risparmio, mentre non si interviene su quelli che sono veri e propri sprechi della pubblica amministrazione o su certi altri capitoli di spesa destinati ad alcuni compensi da capogiro. Questi stessi temi riguardano le motivazioni dello sciopero generale del 5 dicembre poi rinviato al giorno 12 dicembre per effetto dell’aggiunta della UIL. A sacrificarsi per il bene di tutti non possono essere sempre i lavoratori, che da un lato sono chiamati a garantire il decoro degli spazi pubblici e delle aziende private, e dall’altro devono subire tagli di ore lavorative e agli stipendi”.

Venerdì a Massafra, parteciperanno: Giovanni D’Arcangelo, Giuseppe Massafra, , Leonardo Giangrande, presidente di Confcommercio Taranto, Antonio Marinaro, presidente di Ance – Confindustria Taranto, il presidente della Provincia di Taranto, Martino Tamburrano e la segretaria nazionale della Filcams Cgil, Elisa Camellini.

Un Natale da vivere alla riscoperta di un cuore antico. Quello della Taranto rupestre ed ipogea, riaffiorato dal dimenticatoio in cui ha riposato per decenni nel corso dell'ultima edizione de "L'Isola che Vogliamo". Ma anche, soprattutto, quello generoso e umano delle donne e degli uomini della Città Vecchia, fatto di tradizioni e spiritualità. Si chiama "Natale in Città Vecchia" la nuova iniziativa messa in campo dalle associazioni Terra e Nobilissima Taranto, già protagoniste de "L'Isola che Vogliamo" ed ora capofila di una rete fatta di altre associazioni, confraternite, attività commerciali e privati cittadini. Praticare bellezza, ripescando dal passato le tradizioni esistenti e dando ad esse valore e fruibilità attraverso un contesto ed una narrazione in grado di coniugare la bellezza e la magia del Natale con quella senza stagioni dell'Isola: questo l'obiettivo di Terra e Nobilissima Taranto per il "Natale in Città Vecchia".

Un Natale fatto di visite guidate, mostre, chiese aperte o riaperte, rappresentazioni teatrali e concerti, con la doppia ambizione di dare all'Isola la possibilità di accogliere con il suo fascino il turista stagionale o il fuorisede in ferie e di creare occasioni di aggregazione e riscoperta per i tarantini che si apprestano ad accogliere in città le festività natalizie. Ciò già a partire dal prossimo 22 novembre, con la festa di Santa Cecilia ad inaugurare - come da tradizione - il lungo Natale in riva allo Jonio. L'invito e l'auspicio, con la complicità della giornata prefestiva, è che già dal primo mattino i tarantini possano attraversare il ponte per godere in Città Vecchia del passaggio dei complessi bandistici, godendo delle tradizionali pastorali e delle prime pettole della giornata nelle locali attività commerciali. Alle 17.30 sarà la volta del tradizionale giro in via Duomo della banda "Santa Cecilia" diretta dal maestro Giuseppe Gregucci che, a partire dalle 18, parteciperà alla Santa Messa nella Cattedrale. Al termine della celebrazione, la statua di Santa Cecilia portata a spalla dalle confraternite della Città Vecchia percorrerà via Duomo, pendio San Domenico, via De Tullio, piazza Fontana e via Garibaldi fino alla chiesa di San Giuseppe, dove sarà accolta da uno spettacolo pirotecnico. A seguire, la tradizionale pettolata alla "Vianuova" accompagnata dalle melodie natalizie.
 
Anche dopo Santa Cecilia, il "Natale in Città Vecchia" tornerà tra i vicoli, puntando sui due elementi di maggior successo dell'ultima edizione de "L'Isola che Vogliamo". Torneranno a vivere anche d'inverno i "Luoghi del Gusto", vestiti a festa e impreziositi dalle ricette tradizionali del Natale tarantino, ma soprattutto riapriranno le porte alla città gli ipogei sotterranei che hanno stregato in agosto la città tutta. Dodici in tutto gli ipogei appositamente allestiti a partire da metà dicembre per ospitare tra pietra e Storia altrettanti presepi - simbolo di un Natale di riscoperta. Un Natale che mandi in soffitta gli sfavillanti abeti d'acciaio che da anni fungono da arredo urbano natalizio e riporti la memoria alle storie della creta raccolta ai Tamburi o al Monte delle Vacche, alle bancarelle dinanzi alla porticina di San Cataldo raccontate da Giacinto Peluso, al negozio di pupi dei fratelli Carrino in Piazza Duomo. Presepi e ipogei, insomma, come simbolo di un'altra Taranto. La Taranto degli ipogei sarà protagonista anche a ridosso del Natale con ben sei presepi viventi che si animeranno all'ombra dei resti sotterranei della città greca, romana e bizantina.
Il programma completo di Natale in Città Vecchia sarà a breve disponibile sul web all'indirizzo www.tarantovecchia.it.
Giovedì, 20 Novembre 2014 12:57

TURISMO - Via Francigena, il Gal candida Taranto

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I prossimi 28 e 29 novembre si svolgeranno a Bari gli “Stati Generali delle Vie Francigene nel Sud”, organizzati dall'Associazione Europea delle Vie Francigene, rete portante del Consiglio d'Europa, in collaborazione con il Comune di Bari, l'Agenzia regionale del Turismo Pugliapromozione e il Consorzio Vie Sacre.

Taranto si presenta all’appuntamento per la candidatura al Consiglio d’Europa dell’itinerario che porta sino in Puglia, con l’esperienza che rivaluta i cammini di pellegrini, mercanti e crociati che proprio lungo la dorsale jonica intersecano il progetto integrato della GREEN ROAD del Gal Colline Joniche.

La via Francigena che segna le rotte verso Gerusalemme è infatti ferma nel suo itinerario riconosciuto a Roma, ma il patrimonio di fede, storia, arte e cultura coinvolge certamente anche altri territori, compresa la Puglia, quale naturale affaccio sul Mediterraneo e luogo d’imbarco verso la Terra Santa.

"Nell’itinerario che sarà proposto all’Istituto Europeo degli Itinerari Culturali (EICR) – dice Franco Donatelli, vicepresidente del Gal Colline Joniche, che sabato mattina interverrà alla sessione di incontri con i vertici europei dell’Associazione Vie Francigene – contiamo di proporre anche Taranto, quale territorio che proprio nei suoi antichi percorsi rurali e nelle sue principali direttrici di scambio e pellegrinaggio, possa essere riconosciuto in questo prodotto turistico oltre che culturale".

Un lavoro di ricerca e approfondimento ha infatti reso possibile la scoperta di luoghi di pellegrinaggio e sosta anche nella provincia di Taranto e che servivano a fedeli e mercanti di ricevere ristoro fisico e spirituale prima della grande traversata in mare, dalle colonne di Ercole e Silla di Brindisi fino a Gerusalemme.

"Il lavoro che come promotori territoriali stiamo svolgendo sul territorio tarantino – sottolinea il vice presidente del GAL Colline Joniche – mira dunque a non escludere dalla mappa di questi itinerari i grandi centri di scambio costituiti dal nostro patrimonio spesso rurale, ma anche a fornire nell’ottica della Green Road un occasione di nuova economia puntando invece proprio sulle antiche vie di traffico e fede".

Una volta determinati gli itinerari l’Associazione Europea delle Vie Francigene presenterà all’Istituto Europeo degli Itinerari Culturali l’istanza di ampliamento e riconoscimento a Sud di Roma della via che conduce fino ai cammini di Puglia.

Proprio in questi giorni è in corso il pagamento della  seconda rata della Tari 2014,  che come è noto a   Massafra prevede tariffe differenziate per le utenze non domestiche. Ovviamente, tale  differenziazione varia  in  base alla potenziale produzione di rifiuti, connessa alla tipologia di attività esercitata. Criterio che, come avviene in buona parte dei comuni-  determina oneri maggiori a carico soprattutto di alcune categorie  merceologiche legate al settore  alimentare e della somministrazione.

Dal raffronto con alcuni comuni della provincia di Taranto  si evidenzia tuttavia che le tariffe applicate a Massafra restano particolarmente alte, probabilmente perché non sono stati adottati sistemi incentivanti legati alla  premialità,  cioè che incoraggino comportamenti virtuosi legati alla raccolta differenziata che,  seppur in parte avviata ( al 65% rendo noto il Comune), non ha ancora adottato un Regolamento attinenti le agevolazioni  per l’utenza.     

Il tema è stato affrontato in un recente incontro tra il sindaco, Martino Tamburano, e la delegazione Confcommercio, guidata dal presidente, Angelo Melone, che, a nome delle imprese del commercio e del turismo, ha invitato l’Amministrazione a ricercare percorsi che consentano un maggiore contenimento dei costi della Tari. "Pur riconoscendo l’impegno della Amministrazione in tale direzione, è necessario – ha ribadito Melone - mettere in moto tutti i  meccanismi utili per contenere i costi del servizio ( del 30% almeno ) a carico della utenza non domestica, in considerazione dei già pesanti carichi fiscali che gravano sul settore".

Il sindaco Tamburano nel prendere atto delle richieste di Confcommercio, si è impegnato ad  avviare un percorso  di analisi finalizzato a determinare ulteriori margini di riduzione dei costi.

Intanto Confcommercio ricorda, a quanti non lo avessero già fatto,  che le attività che producono rifiuti speciali assimilabili, usufruiscono di una percentuale di riduzione pari al 25% , ma per ottenere lo sconto è necessario avviare la pratica da presentare agli Uffici della Amministrazione comunale. Per maggiori informazioni contattare il responsabile Confcommercio di Area (Paolo Rusciano - cell. 345 6281149) 

"Ho chiesto oggi in una lettera inviata al sindaco di Taranto Ippazio Stefàno, l'elenco di tutti i beni immobili di proprietà comunale,a chi sono stati assegnati e con quali modalità. Nella richiesta fatta al sindaco ho chiesto di conoscere quali e quanti  sono gli immobili del comune di Taranto assegnati, a chi sono stati assegnati e quanto pagano di locazione".

L'iniziativa è del consigliere comunale e coportavoce nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli, il quale, in particolare, ha chiesto al sindaco di conoscere "quante sono le morosità e chi sono gli occupanti senza titolo o morosi in particolare di attività commerciali e sportive o comunque destinate a finalità di lucro". Nella lettera il consigliere comunale ha chiesto, anche, l'elenco di tutte le imprese che hanno vinto appalti pubblici nel comune di Taranto dal 2007 ad oggi dalla manutenzione strade, edifici pubblici, giardini e realizzazione di opere pubbliche.
"La richiesta - conclude Bonelli - trova motivazione nella necessità di comprendere qual è il livello di gestione dei beni comunali da parte dell'amministrazione e quali sono le procedure per l'assegnazioni di beni comunali, ovvero se si seguono procedure di evidenza pubblica o per via di assegnazione diretta".

Riprende,domani, il procedimento penale sull'Ilva a Taranto e PeaceLink ha presentato la documentazione per costituirsi parte civile. Questa importante udienza, infatti, sarà dedicata proprio all'esame della costituzione delle parti civili.
"In occasione di questa nuova udienza, - spiegano Alessandro Marescotti e Fulvia Gravame - intendiamo dichiarare la nostra preoccupazione per la decisione del governo di accelerare l'approvazione del disegno di legge 1345 sui reati ambientali. E' un tentativo di riscrivere il reato di disastro ambientale proprio alla vigilia del processo Ilva a Taranto". Per questo motivo PeaceLink si dichiara contraria a riscrivere "in senso limitativo" il reato di disastro ambientale proprio adesso. 
Secondo Marescotti e Gravame, infatti, il rischio è quello "di trasformare il processo in un'amnistia. Ci rivolgiamo pertanto ai senatori perché avviino una seria consultazione dei cittadini nelle realtà in cui sono in corso o stanno per avviarsi i processi per disastro ambientale. Già 5675 cittadini hanno firmato la petizione di PeaceLink per fermare il disegno di legge. Il disegno di legge - spiegano i due esponenti di PeaceLink - vuole sancire il danno ambientale come alterazione irreversibile dell’ecosistema: cosa molto difficile, se non impossibile, da dimostrare. Infatti ogni serio intervento di bonifica può ridurre o attenuare l'alterazione dell'ecosistema. Questa formulazione limitativa è pertanto uno sgambetto per i magistrati che, come a Taranto, hanno dimostrato con perizie molto solide che la popolazione era stata esposta ad una situazione di pericolo concreto, come confermato dall'indagine epidemologica". 
In pratica, per poter accertare il nuovo reato di disastro ambientale - come prevede il nuovo disegno di legge - "si dovrebbero poter produrre, con numerosissime perizie, dei dati individuali certi per ognuna delle possibili vittime dell'inquinamento. La difficoltà di ottenere tutti questi dati - sottolineano con forza Marescotti e Gravame - costituisce un problema di non facile risoluzione e il processo potrebbe diventare una tela di Penelope con il rischio di generare un processo infinito e quindi di farlo andare in prescrizione. Il fatto che il governo adesso spinga per approvare il nuovo disegno di legge sui reati ambientali è da noi interpretato come un tentativo di mettere in difficoltà la magistratura tarantina, a cui va il nostro sostegno. Riscrivere le regole del gioco - concludono - mentre sta iniziando la partita è per noi inaccettabile".

“L’annullamento delle condanne previste per l'inquinamento nel processo “Eternit” ripropone una questione fondamentale: la revisione delle norme che regolano la prescrizione relativa al reato di danno ambientale. Il mio pensiero va subito all’Ilva di Taranto”. Lo dichiara il senatore Dario Stefàno a proposito della sentenza della Corte di Cassazione che ha dichiarato la prescrizione nel processo Eternit.

“Occorre stabilire – prosegue il senatore Stefàno - come tanti esperti suggeriscono, che i termini di prescrizione del reato decorrano dall'avvio della bonifica dei siti inquinati e non dall'interruzione della condotta illegale. Per una ragione semplice: il danno alla salute delle persone si ferma solo risanando quello che si è avvelenato”.

Poi la preoccupazione per la situazione di Taranto: “Il pensiero corre subito all'ILVA – prosegue -  bisogna in ogni modo evitare che restino impunite le ferite mortali inferte alla città e ai suoi abitanti. Non può considerarsi prescritto un reato che continua ogni giorno”.

“Compierò ogni sforzo nel mio ruolo di senatore – conclude -  per sostenere tutte le iniziative utili in Parlamento per modificare la legge attuale”.

Una lettera che suona come l'ennesimo accorato SOS lanciato da una città ormai sul punto di naufragare e in cui il livello di tensione sociale ha raggiunto livelli che rischiano di diventare incontrollabili. E' quella che il presidente di Confindustria Taranto ha scritto al premier Matteo Renzi, ricordandogli tra l'altro l'impegno preso durante la visita-lampo ("tornerò a Taranto prima di Natale").  Al centro del dramma la vicenda Ilva, sabato al centro di un lungo incontro svoltosi in Confindustria, con parlamentari, sindacati, associazioni, assessori e consiglieri regionali, provinciali, comunali.

Al termine della riunione,  durata tre ore, è stato deciso che se non dovessero arrivare segnali nel giro di una settimana, massimo dieci giorni, si adotteranno azioni clamorose di protesta.

 

Ecco il testo integrale della lettera

Egregio Presidente,

 

non sono abituato, per scelta personale e propensione caratteriale, a drammatizzare le situazioni con cui mi rapporto nei miei percorsi di vita.

Le condizioni che riguardano Taranto in questo momento particolarissimo della sua storia sociale ed industriale, tuttavia, non mi consentono di utilizzare inutili giri di parole: ci troviamo di fronte ad un dramma che, pur annunciato, avevamo sperato di evitare.

 

Così non è stato.

 

Pur ostinandomi a credere che non sia così, la parabola Ilva sembra essere arrivata al capolinea e con essa tutte le – già nel tempo ridotte – certezze ancora in piedi.

Come lei sicuramente saprà, al momento sono in discussione gli stipendi di dicembre dei dipendenti dello stabilimento, che è poi il “polso” reale dell’attuale stato di salute del sistema siderurgico jonico. 

 

Alla luce di questo, potrà intuire la situazione-limite che vivono le aziende dell’indotto: fra crediti pregressi non riscossi dalla prima tranche del cosiddetto prestito ponte e quelli maturati successivamente, la stima complessiva dei fondi ancora da esigere arriva a quasi 50 milioni di euro.

Alcune di queste aziende hanno già deciso di fermarsi perché non ce la fanno più. E non parliamo, purtroppo, di una resa incondizionata alla situazione Ilva, che le induce a sospendere le attività ancora in essere, ma ad una resa più complessiva rispetto ai mercati ed all’immediato futuro, che non riescono più ad affrontare perché travolte da un indebitamento senza ritorno.

 

 

 

 

 

Abbiamo apprezzato l’impegno che il management Ilva ha profuso affinché quella prima tranche di risorse arrivasse in tempi certi alle aziende del nostro indotto, sfiancate da mesi di attesa, così come abbiamo apprezzato, ancor prima, l’impegno del Governo affinché si producesse il prestito; tutto questo, tuttavia, non è bastato perché inficiato da una situazione che man mano si è fatta sempre più paralizzante; da un flusso positivo che sembra aver improvvisamente interrotto la sua continuità aprendo inevitabilmente a scenari di grande incertezza e di fortissima apprensione per tutto il complesso sistema che da sempre ruota attorno all’acciaio: persone, aziende, forniture, commesse, sopravvivenze.

Come le è noto, la seconda tranche di risorse è infatti fortemente condizionata alla definizione di un acquirente, che al momento – salvo notizie dell’ultimora – rimane ancora tutta da definire; altrettanto indefinito e complesso appare l’utilizzo – se mai dovesse realizzarsi –derivante dallo sblocco disposto dalla magistratura degli 1,2 miliardi sequestrati alla famiglia Riva.

 

Ci troviamo, insomma, davanti alla cosiddetta coperta troppo corta e soprattutto a tempi oramai ridotti al lumicino, che ci impongono scelte né facili né indolori.

 

La situazione di impasse coinvolge oramai tutti: non sarebbero solo gli operai, a breve, a poter scendere in piazza, ma – come è già successo ad agosto con il nostro corteo nelle vie della città, in cui a manifestare erano gli imprenditori  - potrebbero mobilitarsi da un momento all’altro le aziende e le loro famiglie, portando le loro recriminazioni a Palazzo Chigi e dando inevitabilmente la stura ad una protesta pesante e  senza soluzione di continuità.

Certo non potremo essere noi, Confindustria, a poter gestire e controllare il corso di tali eventi, laddove dovessero manifestarsi. Potremmo, però, come già accaduto in passato, evitare che la logica del confronto salti a favore di approcci più aggressivi ed esasperati.

 

Contiamo, per far questo, anche – e soprattutto – nel suo sostegno.

Nella sua ultima visita a Taranto, in Prefettura, dove ho avuto il piacere di conoscerla, ha promesso che nella città dell’acciaio, paradigma di un’Italia produttiva capace di rialzarsi a testa alta, ci sarebbe tornato, prima di Natale.

 

 

 

 

 

Ebbene, io – noi - crediamo che quel momento sia arrivato, e per questo contiamo su un suo autorevole intervento, che accoglieremo con grande ed estremo favore.

Le risposte che questo territorio attende investono il presente ma guardano soprattutto al futuro: oggi Taranto continua ancora a chiedersi se il suo stabilimento siderurgico è realmente determinante per il Paese e – se lo è – quali saranno le azioni da porre in essere in un orizzonte temporale di medio-lungo termine, quali  le strategie da adottare affinché esca dalle secche di un passato difficile, complesso e ancora fortemente vincolante.

In attesa di una sua risposta, che auspico vivamente possa essere di segno positivo, le auguro buon lavoro e la saluto cordialmente.

 

 

 

 

                                                                             Vincenzo Cesareo

 

Lunedì, 17 Novembre 2014 17:55

Basket in carrozzina/ Boys Taranto, buona la prima

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All'esordio assoluto battuto il Cus Catania 66-32
La prima stagione nel campionato di serie B per i Boys Taranto Basket
targati Inail si apre con un successo. Battuto per 66-32 il Cus Catania
nella prima giornata del girone di andata che ha visto anche il successo,
nella stracittadina di Reggio Calabria, della Kleos sulla Viola Reggio per
46-23. Hanno riposato Lecce, Bari e Palermo.
La partita, preceduta dal saluto dell’assessore allo Sport di Taranto
Francesco Cosa, ha visto i Boys, sostenuti da un buon pubblico, partire
subito forte trovando la retina nele prime 10 conclusioni dall’area e da
fuori area, con alte percentuali sotto il tabellone di Sansolino (4/4) nel
primo quarto, le veloci incursioni di Donvito e Todaro e la mano sempre
calda di Latagliata a suggellare un parziale di 23-9.
Il Cus Catania si è affidato a Pappalardo (16 punti totali), ma i padroni di
casa hanno fatto perdere presto le speranze della squadra etnea
chiudendo i conti già nel secondo periodo, chiuso col punteggio di 43-11.
La restante partita è stata per i Boys una girandola di cambi combinata
dall’allenatore Toty Fella per consentire a tutto il roster di battezzare la
prima in assoluto del campionato; la partita si è conclusa con una
standing ovation al canestro dell’evergreen Salvatore Labellarte negli
ultimi minuti.
Prossimo turno domenica 30 novembre contro la Lupiae Lecce Inail,
ancora in casa sul parquet del I.I.S. “Maria Pia” in via Galilei alle ore 11.
Boys Taranto – Cus Catania 62-32
(parziali 23-9; 20-2; 9-10; 14-11)
TARANTO: Todaro 12, Labellarte 2, Latagliata 7, Eletto 7, Gallipoli n.e.,
Sansolino 14, Donvito 16, D’ambra, Marangiolo, Pastore 4, Linoci, Resce 4.
CATANIA: Bulla, Pappalardo 16, Seminara, Garraffo, Florio, Messina 3, Chilleni
7, Fonte 6.
ARBITRI: Desposati di Casamassima e Matarazzo di Taranto
A.
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