ILVA/ Il governo incontra a Roma enti locali, imprese e sindacati. A breve la soluzione per la crisi dell' indotto? Solidarietà di Confcommercio.
Scritto da Redazione1
Su mandato del presidente del Consiglio Matteo Renzi, che ha presieduto in mattinata con il consigliere Andrea Guerra a Palazzo Chigi uno specifico incontro su Ilva, oggi pomeriggio il governo ha incontrato le rappresentanze degli Enti locali, delle imprese e dei lavoratori di Taranto in particolare per i problemi creati dalla crisi Ilva all’indotto. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio, il ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi, la sottosegretaria al Lavoro Teresa Bellanova hanno infatti aggiornato i rappresentanti degli Enti locali Ippazio Stefàno, sindaco di Taranto, Martino Tamburrano, presidente della Provincia di Taranto, per le imprese Vincenzo Cesareo, presidente di Confindustria Taranto e le rappresentanze sindacali per conto dei lavoratori Ilva. Hanno partecipato i relatori del decreto legge, senatori Michele Pelillo e Salvatore Tomaselli. Il governo, impegnato ad affrontare le crisi aziendali e a sostenere lo sviluppo economico nei territori, ha confermato la disponibilità a breve di ingenti risorse a favore della società siderurgica in
ARRIVA INTANTO LA SOLIDARIETA’ DI CONFCOMMERCIO TARANTO ALLE IMPRESE DELL’APPALTO ILVA, … MA IMPARIAMO PER IL FUTURO!
La Giunta di Confcommercio Taranto esprime piena solidarietà agli autotrasportatori ed alle imprese dell’indotto Ilva, impegnate nella ricerca di soluzioni alla difficile vertenza che sta investendo il comparto industriale. E’ una situazione che non riguarda esclusivamente l’appalto, ma che si ripercuote negativamente sull’andamento dell’intera economia del territorio provinciale. I numeri drammatici degli ultimi anni, riguardanti le imprese del commercio, del turismo e dei servizi cessate (1058 su 696 iscritte nel 2014), sono la prova inconfutabile della sofferenza che da tempo assedia la nostra economia e che ora trova in questa ultima vicenda, il suo epilogo finale. La conferma di una economia drogata, incapace di processi autonomi di sviluppo e di crescita. Confcommercio lo aveva previsto ed annunciato quando, a fronte della chiusura di decine e decine di negozi, della cessazione di attività imprenditoriali storiche con un vissuto aziendale importante, e della conseguente messa in libertà di centinaia di lavoratori, invitava – purtroppo inascoltata- le altre Organizzazioni di categoria a sedersi attorno allo stesso tavolo, ed a programmare nuovi percorsi di sviluppo per la costruzione di un futuro, che purtroppo è già oggi.
I commercianti, i mitilicoltori, gli imprenditori del settore del turismo, gli artigiani, gli allevatori sanno molto bene cosa significhi la mortificazione di dover cercare risposte anche quando queste non ci sono. E’ proprio la sofferenza delle imprese del Terziario, dell’Artigianato e dell’Agricoltura la molla che in questi anni ha spinto Confcommercio a condurre – accanto a poche illuminate Organizzazioni amiche- le sue battaglie senza ‘se’ e senza ‘ma’, talvolta avendo la sensazione di essere non compresa dal territorio e dalle rappresentanze degli altri settori economici e dai sindacati dei lavoratori. Ed è per questo che Confcommercio, già in trincea da tempo, comprende bene quanto conti un territorio unito capace di rivendicare dignità, rispetto, salute, lavoro.
Quanto sta accadendo in queste ore non lede soltanto i sacrosanti diritti delle imprese dell’indotto e dei lavoratori che da esse dipendono, ma rappresenta l’ennesimo schiaffo alla comunità jonica, trattata alla stregua di una colonia dello Stato industralista . Questa vicenda deve insegnare che un territorio cresce se tutte le ruote dell’ingranaggio girano assieme e se si smette di vivere alla giornata, avendo cura di tutelare solo il proprio ‘particulare’.
L’auspicio è che da oggi si volti pagina, e che dal dolore possa nascere un nuovo germoglio. Per ora intanto piena solidarietà.
ANALISI/PRIMI TIMIDI SEGNALI DI RIPRESA IN UNA CRISI CHE RIMANE PESANTE. di Giovanni Battafarano
Scritto da Redazione1
Anche nel 2014 si è superato il miliardo di ore di Cassa integrazione, per la quarta volta negli ultimi cinque anni. Su base annua, la produzione industriale diminuisce del 4,1%, mentre nel mese di dicembre è aumentata dell’0,4% sul mese di novembre. L’Ufficio Studi di Confindustria prefigura scenari moderatamente positivi, così come fa il Ministro dell’Economia Padoan. Poiché negli anni passati, da più parti si era accennato ad una imminente ripresa, conviene rimaner cauti e far parlare i dati. Rispetto all’aprile 2008, la produzione industriale è calata del 24%. Si avvertono segni di ripresa nella fabbricazione dei mezzi di trasporto, di computer, dei prodotti di elettronica ed ottica, degli apparecchi elettromedicali e di misurazione e orologi; continuano ad essere in calo i comparti della fabbricazione di apparecchiature elettriche e per uso domestico non elettrico.
Il tasso di disoccupazione a dicembre si assesta sul 12,9% equivalente a 3 milioni e 322 mila persone senza lavoro. In questo quadro, i giovani senza lavoro tra i 18 e i 25 anni superano ormai il 40%. Tornando ai dati della Cassa integrazione, gli ottanta milioni di ore al mese corrispondono a 530 mila lavoratori senza occupazione. Se guardiamo i dati della nostra Regione, vien fuori che nel 2014 sono state autorizzate quasi 54 milioni di ore di CIG, con una diminuzione del 15% rispetto al 2013. Ancora una volta con tutte le cautele del caso, si può dire che il quadro pugliese mostra qualche segno di miglioramento.
Questi i dati essenziali della crisi, così come riportati nello studio dell’Osservatorio Lavoro&Welfare. Di fronte ai quali, è utile interrogarsi sul che fare per invertire questa tendenza negativa che dura ormai da anni. Indubbiamente, oggi il quadro internazionale offre taluni elementi di novità: il prezzo del petrolio è praticamente dimezzato, la manovra di Draghi sul “quantitative easing” apre interessanti spazi di manovra; il Piano Juncker, con tutti i suoi limiti, si muove nella direzione giusta. Tuttavia, l’esperienza insegna che spesso la ripresa si manifesta senza ricadute occupazionali (Jobless recovery).Il Jobs Act si muove sul terreno delle regole del mercato del lavoro, ma solo un Piano di investimenti pubblici e privati, adeguate politiche industriali e politiche attive del lavoro possono determinare una crescita dell’occupazione. Occorre altresì che il sistema italiano delle imprese recuperi competitività di processo e di prodotto, che il percorso di internazionalizzazione prosegua, che non ci si rassegni ad paesaggio industriale di medie, piccole, piccolissime imprese e qualche grande azienda spesso ormai in mano a gruppi internazionali. La competizione internazionale richiede sempre più una crescita media delle nostre imprese. Si torna perciò al tema della politica industriale, che non è una bestemmia; al ruolo dell’intervento pubblico, che non è una parolaccia. Negli anni in cui, in Italia si smantellava una rete di imprese pubbliche, Francia e Germania difendevano e qualificavano le loro aziende pubbliche, risorsa che è servita ad affrontare meglio i colpi della crisi. Il fatto che lo Stato torni ad occuparsi direttamente di siderurgia è una buona notizia. L’importante che lo faccia presto e bene.
Giovanni Battafarano
PROVINCIA/Il Presidente ATC Taranto Nicola Cavallo: ripopolamento lepri e fagiani, al via azioni antibracconaggio
Scritto da Redazione1
E’ in corso l’attività di ripopolamento delle specie “lepri e fagiani” pianificata dal comitato di gestione dell’Ambito Territoriale di Caccia di Taranto.
Il Corpo Forestale e la Polizia Provinciale, a tutela di dette attività, stanno conducendo sul territorio provinciale una azione di antibracconaggio rivolta al contrasto del fenomeno della caccia di frodo, al fine di garantire il controllo su tutto il territorio jonico anche nelle ore notturne e concentrando le operazioni proprio nelle zone interessate dalle immissioni delle lepri e dei fagiani.
Questa operazione, finalizzata a garantire la riuscita del lodevole lavoro di ripopolamento dell’ATC di Taranto, si inquadra nella più ampia attività di contrasto al fenomeno del bracconaggio che gli organi preposti al controllo programmano nel periodo di caccia chiusa.
Il Presidente
Nicola CAVALLO
ARCHEOLOGIA - "Storie di Taranto", visita tematica al borgo umbertino e in città vecchia
Scritto daDopo il successo di presenze del primo appuntamento, con turisti colti provenienti da tutte le province pugliesi, Domenica 15 Febbraio torna il programma culturale “Storie di Taranto”, ideato dalla Società Cooperativa Polisviluppo (Servizi Archeologici), con il patrocinio della Provincia di Taranto, che con entusiasmo ha inteso sostenere moralmente l’evento di promozione territoriale. Un nuovo approfondito studio scientifico incentrato sulla figura storica di Sanctus ValentinusSanctus Valentinus e sulle origini dell’amore, sentimento che, fin dall’antichità, attraversando le varie epoche, condiziona l’operato di uomini, dei, guerrieri e personaggi mitologici.
Quale curiosità lega il martirio di Sanctus Valentinus, protettore degli innamorati, alla storia di Taranto? E cosa ha a che fare tale santo cristiano vissuto nel II-III secolo con divinità pagane quali Pan e Fauno? Come nacque davvero Afrodite/Venere, Dea dell’Amore, e perchè nell’antica Taranto il suo culto assunse connotazioni uniche? E perchè la rosa è il fiore ponte tra la Dea e la ricorrenza valentiniana del 14 febbraio? Una serie di quesiti a cui rispondere passeggiando nel centro storico tarantino, tra simboli floreali, monumenti e favole che si rifanno ad Eros, ovvero a quella forza primordiale chiamata Amore.
Un nuovo viaggio nella storia, frutto di indagini, ricerche e nuove teorie scientifiche, che la Cooperativa Polisviluppo intende condividere con chi avrà il piacere di ascoltare, passeggiando attraverso monumenti storici e scorci senza tempo.
Un programma culturale che si avvia a divenire, dunque, vero punto di riferimento per appassionati e studiosi, che intendono approfondire scientificamente le origini storiche ed archeologiche della città di Taranto e del suo sterminato patrimonio artistico territoriale
Percorso di visita:
Borgo Umbertino:
I) Resti Archeologici Annibalici(Via D’Aquino): Il tradimento per amore di Cartalone e la caduta di Taranto
II) Palazzo del Governo: Statua di Augusto Loricato- Cupido e l’omaggio a Venere dell’Imperatore; Salone degli Stemmi- Eros e Araldica
Città Vecchia (Acropoli):
III) Chiesa di Sant’Agostino– Il tempio di Afrodite Areia e l’amore spartano
IV) Postierla Via Nuova: I Pittaggi e gli amori di Ponto (il Mare)
V) Chiesa di San Giuseppe– Amore e dubbi di Giuseppe nel dipinto del De Matteis
VI) Marina di Via Garibaldi:La Sirena del Mar Piccolo e l’amore del marinaio
VII) Fauni dell’omaggio a Paisiello:dai Lupercali del dio Fauno alla ricorrenza di Sanctus Valentinus
ORA e LUOGO DI PARTENZA: ore 10:00, Piazza Garibaldi, presso ex Punto d’Informazione Turistica.
COSTO e DURATA: euro 5,00 a persona, due ore circa (gratuito per bambini under 14, accompagnati dai genitori).
INFO e PRENOTAZIONI: Tal. 340.7641759
(è gradita la prenotazione e la puntualità dei partecipanti).
Prossimo appuntamento:
Domenica 8 Marzo - Festa della Donna:
"Una Mimosa per Taras: Dee, Sante ed Eroine"
SANITA' - Anche a Taranto la "Giornata di raccolta farmaco" in favore dei bisognosi
Scritto daSabato 14 febbraio si terrà in tutta Italia la XV Giornata di Raccolta del Farmaco. Recandosi nelle 28 farmacie di Taranto e provincia che aderiscono all’iniziativa, si potrà acquistare e donare farmaci da automedicazione che verranno destinati alle persone in stato di povertà su tutto il territorio provinciale. La Giornata è realizzata dalla Fondazione Banco Farmaceutico onlus in collaborazione con Federfarma e CDO Opere Sociali e si svolge sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, il patrocinio di AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), Pubblicità Progresso e grazie al sostegno di ASSOSALUTE (Associazione nazionale delle industrie farmaceutiche dell’automedicazione), FOFI (Federazione Ordini Farmacisti Italiani), Fondazione Telecom Italia, EG EurooGenerici, Teva Italia, e grazie al supporto dei media partner Avvenire, TV2000 e alla collaborazione della testata nazionale TGR e del Segretariato Sociale Rai.
Sabato 14 febbraio, nelle farmacie che esporranno la locandina della Giornata di Raccolta del Farmaco, oltre 150 volontari accoglieranno i cittadini che vorranno aderire all’iniziativa. A beneficiare della raccolta saranno le migliaia di persone che quotidianamente vengono assistite dai 16 enti assistenziali opportunamente selezionati da Federfarma e dal Banco Farmaceutico.
In 10 anni, durante la Giornata di Raccolta del Farmaco a Taranto e provincia, sono stati raccolti oltre 23.000 farmaci, per un controvalore commerciale superiore ai 150.000 euro. Lo scorso anno le farmacie aderenti sono state 28 e sono stati raccolti 3407 farmaci per un valore commerciale di circa 20,000 euro.
"Anche quest’anno, le farmacie di Federfarma Taranto partecipano con entusiasmo alla Giornata della Raccolta e sono particolarmente soddisfatto nel constatare che il loro numero continua a crescere - osserva il presidente di Federfarma Taranto, Rossano Brescia -. In un periodo di forte crisi come quello attuale, il nostro impegno non può venir meno come non è mai venuto meno il contributo dei cittadini che partecipano sempre numerosi a questa gara di solidarietà che il Banco Farmaceutico porta avanti ormai da quindici anni. Rivolgo il mio appello ai tarantini affinché sabato si rechino in tanti nelle farmacie per donare un farmaco a chi non può acquistarlo".
La nostra missione – spiega Leonardo Tursi, delegato territoriale di Banco Farmaceutico per Taranto – è quella di aiutare sempre più enti e realtà di solidarietà che sono in prima linea nel sostegno a quanti non possono permettersi le cure, fornendo medicinali raccolti grazie alla giornata di raccolta. Voglio ringraziare i farmacisti che hanno voluto aderire all'iniziativa sostenendola, oltre che con la loro professionalità, anche economicamente e infine un doveroso ringraziamento ai volontari dei vari gruppi, associazioni, movimenti ed enti (Caritas Diocesana e Caritas parrocchiali, gruppi di volontariato Vincenziano, Comunione e Liberazione, Centri di Aiuto alla Vita, ROTARACT di Taranto e Massafra, Gruppo di Taranto del Corpo Italiano di Soccorso Ordine di Malta, Fondazione Vanni Longo, UNITALSI) che promuoveranno la Raccolta del Farmaco nelle farmacie aderenti; tutti coloro che giorno 14 febbraio si recheranno in farmacia per compiere questo semplice gesto di carità e condivisione”.


TRASPORTI - D'Amato (M5S): "No all'esclusione della linea ferroviaria Ancona-Taranto dal corridoio Ue Scanmed"
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Una forte iniziativa politica per reinserire la realizzazione della linea ferroviaria che collega Ancona, Pescara e Foggia con Bari e Taranto, un progetto che la Commissione ha escluso dal corridoio ScanMed. E' l'appello lanciato dall'eurodeputata M5S Rosa D'Amato nel corso di un incontro che si è svolto ieri a Strasburgo tra alcune deputati del Parlamento europeo e i dirigenti del gruppo RFI, ossia le Ferrovie dello Stato. "A fine gennaio - ha detto D'Amato - la Commissione europea ha stabilito l’esclusione di questa linea ferroviaria corridoio di trasporto transeuropeo che parte dalla Finlandia e giunge fino a Malta. Sappiamo che il gruppo RFI ha richiesto di inserire nel progetto Scan-Med sia la linea adriatica sia il collegamento fra Gioia Tauro e Taranto allo scopo di rimuovere due importanti colli di bottiglia della rete ferroviaria del nostro Paese. Infatti, se realmente attuata, la decisone della Commissione europea penalizzerebbe fortemente le nostre regioni e rappresenterebbe un grave atto che indebolirebbe i nostri territori sul piano dello sviluppo e della crescita occupazionale".
"In quanto relatrice ombra del dossier del Parlamento Ue sulla Macroregione Adriatico-Jonica - ha proseguito l'eurodeputata - sostengo che sia necessaria una comune e decisa iniziativa politica affinché, a partire dalla fondamentale modifica del corridoio ScanMed, l’intero progetto costitutivo della Macroregione Adriatico-Jonica possa venire adeguatamente finanziato, soprattutto per quel che riguarda le infrastrutture, garantendo così un'efficiente interconnessione con il trasporto marittimo e con i porti. Mi riferisco in particolare alla situazione di Taranto, il cui porto è sotto e male utilizzato".
Nel suo intervento, D'Amato ha parlato anche del quarto Pacchetto ferroviario dell'Ue, "un programma che potrebbe avere ricadute positive sul nostro Paese, a patto però di evitare, come successo negli ultimi anni, di privilegiare i progetti infrastrutturali migliori e più redditizi a scapito di un'offerta integrata e ad ampio raggio per tutti. Non vogliamo - ha continuato - che il settore ferroviario venga piegato alla logica dei profitti privati. L'Europa ha bisogno di servizi ferroviari a prezzi accessibili e di qualità per tutti, a prescindere dall'area geografica di residenza". Inoltre, ha proseguito D'Amato, "nel pacchetto si tende a privilegiare la logica della concorrenza a scapito di quella del servizio e ciò porterà inevitabilmente a misure di riduzione dei costi, aumentando la pressione sulle condizioni di lavoro e sull'occupazione".
Infine, ha concluso l'eurodeputata, "tutti questi progetti, a prescindere dai rischi che ho sottolineato, ne corrono uno ancora più grande: l'immobilismo. Già, perché per realizzare queste opere servono investimenti pubblici. E per fare investimenti pubblici, soprattutto in paesi come l'Italia, occorre chiudere una volta e per tutte con il cappio del patto di stabilità. Con questo cappio, che né il piano di investimenti di Juncker, né la nuova comunicazione dell'Ue sulla flessibilità hanno tolto, per l'Italia qualsiasi progetto di sviluppo resterà relegato al libro dei sogni".
ILVA - Fim, Uilm e Rsb: "Diritti uguali per tutti i lavoratori"
Scritto daA fronte degli emendamenti finora prodotti, ultimo quello del 26 gennaio scorso che, pur registrando passi in avanti, "nei fatti non hanno attutito l’incertezza sulla risoluzione dei problemi che da tempo affliggono il sistema Ilva" ,le segreterie territoriali di Fim, Uilm e Usb ritengono necessario continuare a sollecitare gli organi di governo, attraverso nuove ed incisive iniziative.
Per Fim, Uilm e Usb esiste un’unica Ilva (sociali – appalto – territorio), pertanto giudicano non più rinviabili da parte del Governo "risposte concrete e urgenti per fronteggiare la crisi. Le forti difficoltà registratesi nell’ultimo anno, considerata la mancanza delle necessarie risorse (costituite da crediti delle aziende), ha logorato l’intero sistema, producendo un vero dramma sociale tra quelle migliaia di lavoratori, da mesi senza retribuzione. Per noi - sottolineano i responsabili dei tre sindacati - le professionalità dei lavoratori dell'appalto sono un patrimonio da non disperdere in una fase fondamentale quale è quella per l'ambientalizzazione dell'Ilva e della tenuta, sicurezza e produzione degli impianti. Per queste ragioni facciamo appello al Governo, affinché il Decreto legge in via di approvazione contenga nel suo interno garanzie dei crediti, tali da salvaguardare adeguatamente l’esistente tessuto industriale".
Fim, Uilm e Usb continueranno a seguire con grande attenzione l’evolversi dell’iter di conversione del decreto, assicurando che, "in assenza delle attese risposte sui già noti problemi", ovvero "certezza delle risorse necessarie, salvaguardia occupazionale indotto e appalto compresi, integrale applicazione delle prescrizioni Aia nei tempi e modi stabilite nel precedente Decreto", riprenderanno la mobilitazione che, inevitabilmente, "vedrà coinvolti anche i lavoratori sociali, previa loro consultazione".
ILVA - La protesta dell'indotto stasera a Virus, su Raidue. Intanto Confindustria attacca la Fiom
Scritto daE, a questo proposito, rispondendo "ad una delle grossolane inesattezze in cui la Fiom si imbatte quando accusa gli industriali di assenza di strategie", Cesareo ricorda che che fra gli emendamenti che contemplano la situazione dell’indotto "ci sono quelli di diretta espressione confindustriale, in quanto frutto delle pressioni esercitate da questa Confindustria affinché il decreto fosse confortato da precise garanzie per la platea delle imprese fornitrici. Come se non bastasse, proprio la Fiom, che continua a sottrarsi al confronto sugli ammortizzatori sociali, continua ad invocare, in preda ad una grave crisi di amnesia, le tutele per i lavoratori di quelle aziende dell’appalto che vorrebbe azzerare. In un momento in cui queste imprese e questi lavoratori avrebbero bisogno del sostegno di tutta una comunità, - conclude il presidente Cesareo - c’è ancora un sindacato che non trova niente di meglio da fare che puntare il dito ravvisando nelle azioni di chi accusa colpe che in realtà sono le sue. La città, specialmente in un momento come questo, meriterebbe di meglio".
"AS. Taranto Calcio" / Dopo verifica fiscale relativa al 2012 scatta il sequestro preventivo di 660mila euro a carico di due imprenditori tarantini
Scritto da Redazione1ESEGUITA DALLA GUARDIA DI FINANZA UN SEQUESTRO PREVENTIVO PER EQUIVALENTE DISPOSTO DAL TRIBUNALE DI TARANTO
Nuove importanti novità si registrano nell'ambito di una verifIca fiscale effettuata dalle "fiamme gialle" nel 2012 sull'"A.S. Taranto Calcio". I Militari del Comando Provinciale di Taranto stanno eseguendo un decreto di sequestro preventivo “per equivalente”, disposto dal G.I.P. presso il Tribunale, per un ammontare complessivo di circa 660 mila euro, connesso alle ipotesi di reato di dichiarazione infedele e falsità ideologica nei confronti di due imprenditori tarantini.
Come spiegano gli stessi finanzieri in una nota stampa, l’attività costituisce l’ulteriore sviluppo di una verifica fiscale eseguita nel 2012 nei confronti della società “A.S. Taranto Calcio”, con particolare riferimento alla fase di passaggio dalla gestione di Blasi a quella di D'Addario, all’esito della quale era stato constatato che la società medesima non aveva assoggettato a tassazione I.V.A., per l’anno d’imposta 2010, ricavi derivanti da contratti di sponsorizzazione per complessivi 1 milione di euro, assicurandosi, così, un indebito risparmio di versamento all’erario di 200 mila euro.
Nel corso dell’attività di servizio era stata altresì rinvenuta documentazione extracontabile dalla quale è stato possibile ricostruire un prezzo di cessione delle quote dell’associazione sportiva, tra i due imprenditori coinvolti, notevolmente superiore rispetto a quello che gli stessi avevano indicato nel formalizzare la compravendita.
ARCHEOLOGIA - Rinvenuta nella Salina grande una tomba inviolata del VI secolo a.C.
Scritto daCosa direbbero i tarantini odierni se, all’improvviso, riaffiorasse dal terreno della Salina Grande, un’antica signora che visse a Taranto, da greca purosangue, nell’epoca di Pitagora? Emoziona pensare che lei, sia che lavorasse il salgemma o facesse parte di un kòmas (villaggio strutturato della campagna), abbia sentito forse parlare dal vivo il padre spirituale di tutte le democrazie.
Inconsueto e straordinario, dunque, il ritrovamento, negli ultimi giorni, di una tomba ancora intatta, risalente alla fine del VI sec. a.C., compiuto da due giovani ed esperti archeologi, Patrizia Guastella e Andrea Pedone, che sorvegliavano i lavori della costruzione del II lotto della Tangenziale sud di Taranto, in corrispondenza del tronco stradale di collegamento tra la tangenziale medesima e la SP 100 per la nuova base navale. Come a dire che, a volte, le opere moderne ci permettono di conoscere tratti della nostra vicenda umana perduti nelle nebbie dei millenni.
In quella zona pare che Annibale facesse riposare i suoi elefanti, prima di entrare a Taranto attraverso Porta Temenide. E prima ancora, in quella stessa area i Tarantini raccoglievano sale purissimo. Già, proprio la Salina Grande, dove si trova l’antico reticolo delle saline, attraversate da canali e canalette di tutte le epoche, a drenare terre allora densamente popolate.
Questa, di per sé, non sarebbe una novità, dato che il territorio tarantino contiene necropoli ad ogni piè sospinto, solo che questa tomba era intatta, non depredata cioè, con uno straordinario corredo funerario ed una deposizione “stranamente” ben conservata, parte della cassa compresa. Certo, si tratta di argilla, quindi gran parte dei resti organici (come vestiari, oggetti in legno, etc.) hanno lasciato forme nel sedimento ed anche tracce visive colorate: un’ombra porpora ammantava quella che, a giudicare da una prima ipotesi, fatta in base al corredo funerario e allo stato della dentatura, doveva appunto essere una signora, alta m 1,60 e dell’età di circa 40 anni. Questo ci spiega quanto Taranto ancora custodisca della sua storia.
La tomba è della tipologia a fossa con cassa di legno per la deposizione e coperta da due lastroni di pietra. Risulta sia stata invasa dalle acque che hanno trascinato all’interno terra argillosa che ha incapsulato e protetto i resti dell’antica greca ed alcuni oggetti con lei sepolti. A pochissima distanza, quasi a non voler disturbare il suo sonno, la sorpresa di trovare altre otto sepolture coeve, tutte raggruppate tra loro, principalmente attribuibili a bambini. Dunque, varie tipologie funerarie: fosse nella terra con cassa di legno, a lastroni e, in un caso, con sarcofago, quello di un piccolo infante, con accenno di cuscino ricavato nel blocco unico di pietra. Insomma, una necropoli di cui non si conosce l’estensione.
Il corredo della tomba inviolata comprendeva due lekythoi attiche (vasi per oli profumati), una a figure nere e l’altra a figure rosse, un alabastron fenicio-punico in pasta vitrea colorata, una pinakes (tavoletta in argilla che raffigura la testa di una divinità femminile o maschile arcaica), un anellino bronzeo (che con l’irruzione delle acque si è presumibilmente spostato dal dito della mano destra ai pressi del gomito), oltre al ritrovamento anche di frammenti della cassa e di alcuni chiodi. L’impronta di uno scettro ligneo ci suggerisce poi che dovesse trattarsi di una persona rispettabile, magari di una sacerdotessa. Il messaggio che un corredo funerario, tutto di origine straniera, ci dà è che possa anche trattarsi di qualcuno proveniente da terre lontane oppure che lavorasse a contatto con stranieri. La zona, infatti, era ricca di officine e il sale estratto serviva per le concerie ed altre attività produttive in loco o che trovavano rifornimento proprio qui a Taranto.
E’, peraltro, singolare che qualcuno si facesse seppellire con oggetti provenienti da diverse parti del Mediterraneo; spiegabile forse, se consideriamo l’imponente porto di cui si era dotata la città sin dall’epoca Micenea. Difatti a Taranto i Micenei erano insediati a Scoglio del Tonno (attuale Belvedere-La Croce) già ben 11 secoli prima dell’arrivo degli Spartani!
Nei pressi del campo di sepoltura è stata anche ritrovata un’area di lavoro dismessa dal V sec a.C. divenuta, in seguito, un butto, ossia una buca usata per accatastare materiali e pezzi di oggetti di ceramica e vari, oltre ai segnacoli trapezoidali in pietra delle sepolture. Quest’ ultimo particolare, assieme al fatto che dai resti mortali della nostra signora greca sia stato asportato nell’antichità quasi tutto il cranio, ci lascia immaginare che la necropoli sia stata distrutta per sfregio dai nemici della Taranto magnogreca, come da usanza, per esempio, del popolo messapico.
Gli studi sono in corso. I preziosi reperti verranno puliti e restaurati a cura della Sovrintendenza Archeologica della Puglia nei laboratori di Taranto; inoltre sono stati compiuti dagli archeologi prelievi paleobotanici ed antropologici. Tutte queste tracce, giunte miracolosamente a noi dopo 2500 anni, potranno ancora riservarci sorprese e raccontarci tanto della vita quotidiana di allora.
Tali ritrovamenti, di cui l’associazione Progentes è stata testimone, nel quadro di attività mirate alla valorizzazione delle nostre testimonianze storiche ai fini culturali e turistici, ancora una volta pongono la questione di come rendere immediatamente fruibile e condivisibile per la collettività, che ne ha diritto, una scoperta del genere.
La cultura deve uscire dalle stanze chiuse riservate a pochi eletti: deve essere una cultura da vivere ogni giorno e per tutti i cittadini!
Cinzia Amorosino ( presidente aps Progentes)

