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Venerdì, 26 Settembre 2014 17:13

PORTO - Bonelli: "Su Tct istituzioni irresponsabili"

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"Quello che si sta compiendo nei confronti del porto di Taranto è un vero e proprio omicidio e la drammatica situazione dei 530 lavoratori della Tct che da due anni sono in cassa integrazione  ne è la prova provata".
Non usa mezzi termini Angelo Bonelli. Per il coportavoce nazionale dei Verdi e consigliere comunbale, per la anni la politica sul porto è stata "quella di impedirne uno sviluppo che non fosse quello legato all'Ilva e all'Eni. La maggioranza delle movimentazioni navi è rappresentato dalle navi a servizio dell'acciaieria e Eni. Inoltre in modo irresponsabili la regione Puglia ha chiesto e ottenuto il definanziamento di un investimento di 35 milioni di euro per il distripark che era previsto dalla delibera Cipe del 2011. Voglio quindi esprimere la solidarietà ai lavoratori di TCT. I lavori di dragaggio al porto sono stati bloccati di nuovo per l'ennesimo ricorso al Tar di una delle ditte partecipanti alla gara di appalto e l'Evergreen ha spostato l'ultima linea di trasporto rimanente nel porto del Pireo in Grecia. Milioni di euro - prosegue Bonelli - sono stati stanziati per effettuare i dragaggi e altri lavori per ampliare il porto mercantile e aumentarne la profondità; grazie al completamento dei lavori previsti ormai da anni le navi mercantili di grosso pescaggio e specialmente le porta container potrebbero venire a Taranto.   I lavori di ampliamento del porto, insieme alle bonifiche, al distripark, alla rigenerazione urbana e al risanamento ambientale sono opere strategiche per dare nuove opportunità occupazionali a Taranto. Con il decreto n.129 del  7 agosto del 2012  per la riqualificazione ambientale di Taranto - conclude il Verde Bonelli - venivano previsti oltre 187 milioni di euro per il potenziamento e ampliamento del porto di Taranto, era uno stanziamento deciso dal governo dopo il sequestro degli impianti llva da parte dell'autorità giudiziaria.  Come sono state utilizzate quelle risorse?".
Venerdì, 26 Settembre 2014 17:08

LAVORO - Formazione indotto Ilva, al via i corsi

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Confindustria Taranto e la Scuola Edile hanno incontrato in ILVA lo scorso 25 settembre le imprese dell’indotto per presentare l’avvio dei primi percorsi formativi che garantiranno la formazione aggiuntiva in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro richiesta alle aziende appaltatrici e subappaltatrici dal Protocollo Operativo sottoscritto in Prefettura a Taranto nel novembre 2013.

In collaborazione con l'Ilva, che ha da subito sensibilizzato i propri fornitori e ha collaborato nell’individuazione delle imprese destinatarie dei nuovi adempimenti, Confindustria e Scuola Edile hanno presentato un piano formativo a valere sull’Avviso 1/2014 di Fondimpresa che sarà operativo sin dal prossimo ottobre.

Un percorso suddiviso in quattro moduli, per un totale di 16 ore, già condiviso con  l’organismo operativo di orientamento delle attività e di assistenza per la realizzazione delle azioni previste nel protocollo, il GIVI (Gruppo Integrato di Valutazione ed Intervento), per rendere efficace l’impegno di abbattere gli incidenti e gli infortuni sul lavoro in tutta l’area industriale ionica.

Saranno simulate - con lezioni teoriche ed esercitazioni pratiche - le principali situazioni che, sulla base delle rilevazioni elaborate dagli Organi di controllo, appaiono maggiormente pericolose per la salute e la sicurezza del lavoratore.

Non si procederà quindi con un semplice aggiornamento delle nozioni in materia di sicurezza - già oggetto della formazione obbligatoria - ma saranno esaminate situazioni reali per provare ad incidere maggiormente sulle capacità di prevenire e di scongiurare i pericoli connessi allo svolgimento delle attività produttive in un’area industriale assai complessa come appunto quella dello stabilimento siderurgico.

In questa prima fase sono oltre venti le imprese che hanno formalmente aderito all’iniziativa proposta da Confindustria e Scuola Edile e che potranno pertanto partire da subito con i percorsi formativi.

Confindustria e Scuola Edile mettono tuttavia a disposizione delle altre imprese chiamate ad adeguarsi agli adempimenti conseguenti il Protocollo Operativo ulteriori strumenti per formare i propri dipendenti anche attraverso soluzioni gratuite per l’impresa avvalendosi delle risorse rese disponibili da Fondimpresa.

Per eventuali contatti ed informazioni rivolgersi a Confindustria Taranto tel. 0997345111 o a Scuola Edile Taranto tel. 099 7302530.

Venerdì, 26 Settembre 2014 16:50

PROVINCIALI - IdeaLista: "Domenica voteremo per un ente inutile"

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Ci si preoccupa di come sarà composto il prossimo Consiglio Provinciale di Taranto, di chi sarà il Presidente, di quali saranno i nuovi assetti nella geografia della politica ionica "ma nessuno si preoccupa di trovare una soluzione ai reali problemi che sono presenti nel nostro territorio". Attacca a testa bassa IdeaLista, il movimento politico di cui Andrea Convertini è il referente provinciale.

Le numerose vertenze lavorative aperte, le questioni ambientali, le difficoltà del porto nel trovare la sua giusta dimensione, gli esuberi della Terminal Container, le difficoltà di Teleperformance e quella della Taranto Isolaverde, fa presente IdeaLista, sono solo "alcune delle questioni sulle quali non è chiaro il ruolo di una politica, evidentemente autoreferenziale e troppo impegnata a risolvere le sue questioni interne". Per cui, si chiede IdeaLista, sarà capace il nuovo Consiglio provinciale "di trovare una soluzione a queste questioni? Le competenze restano tutte, con questa nuova riforma l’unica cosa che cambia è lo strumento antidemocratico di elezione".

Ecco perché IdeaLista, alla vigilia dell’appuntamento elettorale, ribadisce ancora una volta l’inutilità dell’ente Provincia e la propria contrarietà nei confronti di una riforma che era stata inizialmente pensata per l’abolizione ma che, poi,"non si è avuto il coraggio di attuare". E, seppure forza di centrodestra, Idealista "non è assolutamente disposta ad alcuna forma di larga intesa né in forma dichiarata e neppure in forma più o meno sottaciuta. La posizione di IdeaLista, a favore delle autonomia territoriali, punta allo snellimento della burocrazia, alla facilitazione, a forme di valorizzazione delle imprese, dei lavoratori, degli artigiani e delle partite Iva" mentre, invece, l'ente Provincia di Taranto in questi anni "è stato la dimostrazione del niente assoluto. Cosa si è fatto per le nostre scuole? Cosa per le nostre strade? Quali politiche in materia ambientale? Il nuovo Presidente avrà il modo per rispondere a questi e a tanti altri quesiti? Oppure il suo ruolo sarà finalizzato esclusivamente  alla salvaguardia della struttura provinciale fatta da dirigenti ed uffici inutili?".

Per questi motivi IdeaLista si tira fuori da questa scelta nazionale "e dal basso livello di discussione della politica locale" e invita la parte sana della politica provinciale "a non seguire le scelte delle fazioni, dei partiti o dei gruppetti, ma di esprimere in coscienza il proprio dovere di voto, seppure nella consapevolezza dell’inutilità di questo Ente". 

 

La necessità di un approfondimento reale sulle tematiche del rapporto tra enti locali e patto di stabilità, alla luce delle gravi condizioni nelle quali versa l'economia italiana e locale in particolare, è il motivo principale dell'azione di Ance Taranto che sollecita i sindaci di tutti i Comuni a fare richiesta al MEF di allentamento del patto di stabilità per consentire il pagamento alle imprese dei lavori regolarmente eseguiti. 

Rispetto a questo problema, il Governo ha adottato misure per consentire il pagamento dei debiti pregressi di Regioni, Province e Comuni, attraverso l’allentamento del Patto di stabilità interno e l’erogazione di anticipazioni di liquidità per gli enti con difficoltà di cassa. "In particolare, - spiega Antonio Marinaro, presidente di Ance Taranto - l’articolo 4, commi 5 e 6 del decreto-legge 12 settembre 2014, n.133 (cosiddetto “Sblocca Italia”) ha stanziato ulteriori 200 milioni di euro nel 2014 per l’allentamento del Patto di stabilità interno degli enti territoriali. La possibilità di beneficiare di questa misura è però condizionata alla formulazione di specifiche richieste da presentare da parte degli enti interessati".

Ragion per cui, viste le improcrastinabili scadenze e la rilevanza delle questioni  per le imprese impegnate nel settore dei lavori pubblici, "come Ance Taranto - aggiunge Marinaro - ci permettiamo di ricordare la necessità di presentare, entro martedì 30 settembre p.v., richiesta di allentamento del Patto di stabilità interno ai sensi dell’articolo 4, commi 5 e 6 del Decreto-legge n. 133/2014. Ricordiamo, ad ogni buon fine, che la richiesta dovrà essere effettuata attraverso il sito internet http://certificazionecrediti.mef.gov.it (menù “Ricognizione debiti >> Richiesta Spazi Finanziari 2014”)".

La richiesta di allentamento del Patto di stabilità interno, spiega Marinaro nella lettera indirizzata a tutti i sindaci dei Comuni ionici, deve inoltre essere relativa al pagamento di debiti pregressi di parte capitale: "certi, liquidi ed esigibili maturati entro il 31 dicembre 2013, ovvero per i quali è stata emessa fattura o richiesta equivalente di pagamento (ad esempio Stato Avanzamento Lavori) entro il 31 dicembre 2013,  ovvero riconosciuti in bilancio, o che presentavano i requisiti per il riconoscimento, alla data del 31 dicembre 2013. Inoltre, sottolineiamo che i pagamenti che possono beneficiare dell’allentamento sono quelli da sostenere tra il 13 settembre 2014 (data di entrata in vigore del decreto-legge 133/2014) ed il 31 dicembre 2014".

Per quanto riguarda i debiti di parte capitale maturati nel corso dell’anno 2014, "questi  - conclude Marinaro - potranno beneficiare dell’allentamento del Patto di stabilità interno da 250 milioni di euro, disposto dall’articolo 4, commi 1 a 3, del decreto-legge n°133/2014, a condizione che le opere interessate siano state segnalate dai Comuni alla Presidenza della Consiglio prima del 15 giugno 2014".

 

L’assessore alle Politiche Giovanili, Guglielmo Minervini, ha partecipato alla presentazione di “Porto Ricco Sud”, un festival che si articolerà il 3-4 e 5 ottobre nel quartiere Madonnella di Bari, “invadendo” alcuni edifici monumentali, strade e spazi che normalmente hanno altri usi rispetto a quelli teatrali e espositivi. Il festival nasce da un’idea dell’associazione culturale “Passeggeri” che si è formata nell’ambito del programma “Principi Attivi” promosso dalla Regione Puglia.

Con “Passeggeri”, anche la compagnia teatrale “La Ballata dei Lenna”.

Testimonianze, teatro, musica e fotografia saranno al centro di performance all’interno di palazzi come il comando della Terza regione aerea sul lungomare, il palazzo dell’Acquedotto, la scuola Balilla, il palazzo della Provincia, il cinema Esedra, la sede di Banca Etica, lo storico pub “Joy’s”, la chiesa e gli annessi di San Sabino. L’associazione “Arta” organizzerà visite guidate nel quartiere.

Sul sito passeggeri.wix.com/passeggeri è visitabile l’intero programma.

“Il progetto – ha spiegato l’assessore Minervini, presente con il colonnello Vincenzo Girardi dell’Aeronautica Militare e il dott. Vito Palumbo dell’Acquedotto Pugliese – apparentemente è un po’ eccentrico rispetto a quelli già promossi da Principi Attivi. Ma la scommessa di Principi Attivi e di Bollenti Spiriti era ed è quella di innovare e questo che presentiamo oggi è un esempio eloquente e emblematico di quello che accade quando ci si contamina. E il teatro diventa un grimaldello di quando si organizzano cose creative: i linguaggi utilizzati nel teatro diventano sugli eccentrici palcoscenici scelti dai ragazzi di “Passeggeri” occasioni per rivitalizzare città e quartieri. Gli spazi di “Porto Ricco” infatti concorrono a definire le identità di un quartiere multietnico e affacciato sul mare come Madonnella”.

 

 

Dario Stefàno interviene sulla questione ambientale con un intervento che di seguito pubblichiamo

Il lavoro di questi anni ci consente di fotografare lo stato di salute ambientale attuale: se è possibile ragionare sulla Puglia di oggi con cognizione di causa -  partendo da dati certi, rilevazioni scientifiche, metodologie innovative - lo si deve al lavoro avviato a partire del 2005.

Non per rivendicare meriti, ma per ristabilire verità: questi dieci anni ci sono serviti per illuminare un tema cruciale, quello del rapporto tra attività industriali e tutela della tutela salute, rimasto per lungo tempo nell'ombra.

 

Il nostro impegno è quello di rendere la Puglia una regione sempre più vivibile e attraente: non possiamo consentire a niente e a nessuno di vanificare questo, né di mettere a repentaglio la salute dei pugliesi.

 

Il reportage di Avvenire - pubblicato ieri - sullo stato di salute di aria, acque, terreni pugliesi, porta ancora una volta alla nostra evidenza la diffusione elevata di malattie tumorali nelle province pugliesi.

 

Al quale fa seguito lo studio condotto da Arpa che ha definito “irrilevante” il rischio tumore legato alla centrale di Cerano. Una contraddizione solo apparente.  

 

Quelli presentati dalla nostra agenzia regionale descrivono la situazione di oggi attraverso tecniche di rilevazioni incontestabili. È del tutto evidente che sostenere sotto controllo l'impianto Enel non cancella gli effetti di ciò che per lunghi decenni è stato fatto sulla testa dei pugliesi. La Puglia continua a pagare il prezzo delle politiche industriali degli anni 60-70 che da una parte hanno prodotto lavoro, sviluppo, reddito, ma dall’altra oggi mostrano la faccia allora non prevista: ferite ambientali, inquinamento, danno allo salute.

 

Rimediare in poco tempo alle conseguenze di pratiche durate quarant’anni non è possibile: ci vuol tempo, coraggio, tenacia. Però, anche qui non partiamo da zero: oggi disponiamo di un lavoro innovativo fatto di rilevazioni, monitoraggi, controlli, studi scientifici, che fino a dieci anni fa non era mai stato condotto.

Ci siamo dotati di un legge che sottopone le industrie pesanti – insediate nei territori Sin (siti interesse nazionale) – al vaglio di un inedito e penetrante monitoraggio sanitario, nel senso che si introduce un parametro, la “valutazione di danno sanitario”, a cui ciascuna azienda è chiamata a sottoporsi per eventualmente correggere, con l’uso di più innovative tecnologie o modificando linee e fattori produttivi, le proprie performance.

Perché non basta essere in regola con quei limiti emissivi degli inquinanti che sono elementi convenzionali e non verità scientifica: bisogna essere in regola nei confronti del diritto alla salute e del diritto alla vita, che sono beni di rango costituzionale.

 

Noi dobbiamo proseguire su questa strada. Investire affinchè il lavoro di Arpa - e quello condotto dalle strutture sanitarie - ci consenta di ricomporre un mosaico e stabilire con più precisioni i fattori di rischio e il nesso causa-effetto.

 

Per questa importante sfida, sarà indispensabile rafforzare ancora di più il ruolo di ARPA Puglia, quale braccio operativo della Regione, attraverso azioni a sostegno dell’attività tecnico scientifica svolta dall’agenzia.

La consapevolezza del tanto che ancora ci attende non deve tradursi nella minimizzazione del lavoro svolto in questi dieci sulle politiche ambientali: dobbiamo proseguire per aggredire e risolvere i grandi e complessi problemi ancora sul tappeto.

 

Il binomio Economia ed Ecologia ha tracciato la rotta in questi anni, ridurre l’inquinamento da sostanze nocive e  incrementare i livelli di protezione ambientale e tutela della salute rappresentano la bussola.

 

 

La bonifica delle aree inquinate, ad esempio, ha permesso di recuperare innumerevoli siti, quasi uno per comune, sfruttando le risorse rinvenienti dai fondi ecotassa e soprattutto dalle risorse comunitarie. Ma le criticità dell’inquinamento sono anche quelle concentrate in specifici bacini: Brindisi, Manfredonia, Taranto, per citarne alcuni. Criticità dovute alle attività industriali presenti.

Li si è intervenuto a valle dei relativi piani che hanno interessato le aree SIN, ma anche su ex discariche e su siti dismessi in passato interessati da attività ad alto potenziale di inquinamento.

 

Massima allerta su incuria o attività della criminalità organizzata nello smaltimento illegale dei rifiuti. La strategia futura dovrà focalizzarsi ancora di più e meglio sul principio del “chi inquina paga.

 

Ora servono nuovi ed articolati contratti d’area, nuove strategie di sviluppo che possano portare alla rinascita di quelle realtà territoriali: con opportune azioni rendiamole leve di un nuovo modello di sviluppo. Ciò è possibile con un’attenta regia pubblica, con investimenti che fungano anche da catalizzatori delle risorse private da mobilitare.  Con un nuovo modello di governance con ottiche manageriali che pongano al centro la qualità della vita delle comunità.

 

 

E’ l’innovazione che abbiamo abbracciato e sulla quale insistere, per  dare ai pugliesi una migliore qualità della vita”.

 

Forti preoccupazioni anche dal settore autotrasporto, se il Porto di Taranto muore, fallisce una città. Molteplici, infatti, sono le aziende di autotrasporto su gomma che fanno parte di tutto il sistema della logistica del Porto di Taranto.

Sono tante le Aziende e le famiglie che in questi giorni vedono a repentaglio il proprio futuro e delle proprie famiglie con la consapevolezza che se TCT e Evergreen lasciano Taranto a loro non spetterà la Cassa Integrazione.

“Pur Condividendo la situazione dei lavoratori dipendenti, vogliamo che la situazione del nostra situazione del lavoro sotto pagato e a rischio, sia a conoscenza di tutti “ cosi in una nota di Casartigiani gli autotrasportatori jonici esprimo il proprio disagio, continuando gli stessi: “Attendiamo della Istituzioni risposte certezze, attraverso un formale tavolo istituzionale più volte richiesto ove confrontarci con Ilva – Evergreen e TCT, e chiarire una volta per tutte quale sarà il futuro di Taranto.

Le 1000 le aziende iscritte all’albo degli autotrasportatori di Taranto con una forza lavoro di 1500 lavoratori dipendenti circa tra autisti e personale amministrativo, rischiano entro ottobre il licenziamento di massa e indi la chiusura delle aziende.

Si parla di alternative che  al momento non esistono  è nostro interesse crearle ma al momento nessuno se ne preoccupa ne  la politica  ne  i sindacati, ne le istituzioni

Il Comitato NO al raddoppio dell'inceneritore interviene nel dibattito sulle elezioni provinciali prendendo una chiara posizione e rivolgendo una sorta di appello ai sindaci e ai consiglieri comunali chiamati al voto. Ecco il testo del documento

a tutti coloro che hanno il grave compito di votare il nuovo presidente della Provincia di Taranto            

UNA SCELTA DI COSCIENZA E DI SOSTENIBILITA’ VERSO IL BENE COMUNE!

 

 PRESSO CHE ..                                                                                                                                                                        

Il Comitato NO RADDOPPIO/ per la Corretta gestione dei rifiuti di Massafra si oppone, dal febbraio 2012, al progetto di raddoppio dell’attuale inceneritore e propone per il problema dei rifiuti la Strategia RIFIUTI-ZERO, in quanto, una società che voglia definirsi “CIVILE”, non può bruciare i propri rifiuti, ma deve trasformarli in risorse, attraverso il riutilizzo, il riciclo, il compostaggio, la riduzione della componente non riciclabile.

Le attività del Comitato sono sempre state ispirate dalla ricerca del bene comune e non da opzioni partitiche o da interessi privati.

L’elezione del nuovo Consiglio Provinciale e del suo Presidente, rientrando nelle dinamiche politico-amministrative del nostro territorio, ha dei riflessi anche sulla vita del Comitato e sulle sue scelte.

L’Amministrazione Provinciale e specificamente il Settore Ecologia, in quest’ultimo anno, hanno compreso le ragioni della lotta del nostro Comitato e hanno deciso, nell’ambito delle loro specifiche competenze, di contrastare il progetto del raddoppio fino a sostenere il ricorso al Consiglio di Stato contro una sentenza del TAR di Lecce che dava il via libera alla costruzione del secondo inceneritore.

Gli amministratori di Massafra, con poche eccezioni, non hanno mai espresso un giudizio negativo e non hanno mai adottato provvedimenti che esprimessero una chiara e decisa opposizione al progetto di raddoppio.

L’ipotesi che il Sindaco di Massafra, dott. Martino Tamburrano, possa essere chiamato ad ricoprire il ruolo di nuovo Presidente della  Provincia, ci allarma, ci preoccupa e non lascia spazio all’ottimismo.

Non esprimiamo giudizi sulla persona ma sulle scelte operate da lui in questi anni, come Sindaco.

Il dott. Tamburrano non ha mai voluto assumersi delle responsabilità, anche di fronte a norme che potevano autorizzarlo, non ultime quelle relative al “Principio di precauzione”. Non ha mai assunto un comportamento coraggioso e mai compiuto gesti concreti a difesa della salute delle persone e a salvaguardia dell’ambiente, preferendo rimandare ad altri organi amministrativi o tecnici, l’onere di prendere decisioni.

Il Comitato ritiene quindi di non sentirsi tutelato da questa prospettiva che rischia di vanificare questi anni di impegno civico e rendere più difficile il cammino verso l’attuazione della strategia RIFIUTI ZERO che  il Consiglio Comunale di Massafra ha, comunque, approvato all’unanimità.

Il nostro territorio è già pesantemente aggravato dagli impianti inquinanti esistenti! L’ipotesi, tragica, che il Sindaco di Massafra diventi anche Presidente di provincia, metterebbe a serio rischio il delicato equilibrio SALUTE – LAVORO – AMBIENTE.

Ciò detto, in virtù dei passati comportamenti, siamo dell’avviso che MARTINO CARMELO TAMBURRANO AUTORIZZEREBBE LA COSTRUZIONE DI NUOVE INDUSTRIE, INSALUBRI E CON EMISSIONI TOSSICO-NOCIVE, DAI BEN NOTI EFFETTI:

  1. AGGRAVAMENTO DELL’INQUINAMENTO
  2. RISCHIO DI CONTAMINAZIONE DEI PRODOTTI ALIMENTARI DELLE NOSTRE AZIENDE, CON CONSEGUENTE PERICOLO DI ELIMINAZIONE DELLE FONTI DI REDDITO DI INTERE FAMIGLIE
  3. POSSIBILITA’ DI NUOVI CASI DI GRAVI DANNI ALLA SALUTE!

A causa di queste prevedibili conseguenze, riteniamo di manifestare la nostra preoccupazione e chiediamo, a tutti coloro che hanno il grave compito di votare il nuovo presidente della Provincia di Taranto,           UNA SCELTA DI COSCIENZA E DI SOSTENIBILITA’ VERSO IL BENE COMUNE!

 

 

 

Il Comitato di Massafra

La sezione tarantina dell'Associazione Italiana Fisioterapisti – A.I.FI. prende posizione sulla paventata chiusura dei Corsi di Laurea tarantini. 

Alessandro Stasi, responsabile provinciale, denuncia la situazione, che potrebbe rivelarsi per la città di Taranto un ulteriore scippo alle tante occasioni di formazione e sviluppo del territorio. “E’ assolutamente inaccettabile – afferma Stasi– che il Corso di Laurea di Fisioterapia, che ha sede a Taranto da oltre trenta anni, rischi di emigrare altrove, con conseguenti danni per la formazione, l’economia e la crescita culturale della città. Come A.I.FI. chiediamo la risoluzione dei molti problemi che in questi giorni stanno caratterizzando gli incontri in essere. Gli studenti hanno effettuato regolare domanda di iscrizione, stanno pagando regolarmente le tasse, come accade negli altri Corsi di Laurea, chiediamo pertanto la stessa attenzione rivolta alle altre sedi universitarie”.

L’A.I.FI. regionale ed in particolare quella tarantina continuano a prendere posizione sulla questione Corsi di Laurea di Fisioterapia perché sostengono da sempre la qualità della formazione e ritengono che questa debba essere perseguita sempre ed ovunque. Pertanto l’Associazione  chiede garanzie sulla qualità dei corsi, sulla didattica, sui docenti e sulla stessa sede, che  è tutt’ora provvisoria.

Lo sviluppo alternativo di Taranto  non può avere futuro senza Università – conclude Stasi-    Taranto deve rimanere sede  dei Corsi di Laurea delle Professioni Sanitarie, di Fisioterapia,  Infermieristica e dei Tecnici della Prevenzione Ambientale, per un totale di oltre 600 studenti iscritti”.

 

Venerdì, 26 Settembre 2014 14:10

StArt un teatro/ Il programma della quarta giornata

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stArt up teatro, la quarta giornata

Ultima (data) ma non l’ultima. Chiusura di tutto rispetto per l’edizione 2014 di stArt up teatro. Gli spettacoli di sabato 27 settembre: alle ore 19, allo spazio off del TATÀ, Roberto Corradino in L’osso duro, liberamente tratto da "L'artista del digiuno" di Franz Kafka e altri organi sparsi, coproduzione Nuovo teatro Abeliano; alle ore 21, all'auditorium del TaTÀ, in prima regionale, Fortebraccio Teatro in I giganti della montagna atto I di Luigi Pirandello, adattamento e regia Roberto Latini; alle ore 23, al MuDi, in prima regionale, Teatri Uniti in Titanic the End, ideazione e regia Antonio Neiwiller, in una visione di Salvatore Cantalupo 

 

 
 
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