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Per proporre, per la prima volta nella città di Taranto, un approccio pratico alla innovativa “Economia condivisa” (sharing Economy), da oggi c’è il Progetto ReVES 2 (Rete per il Volontariato Etico e Solidale 2) che, fino al settembre del 2016, vedrà operare in rete il volontariato, e non solo, coinvolgendo gli stakeholder del territorio, i cosiddetti “portatori di interessi”.

L’iniziativa, finanziata dalla Fondazione con il Sud nell’ambito del “Bando Reti di volontariato 2013”, è stata presentata nella mattinata odierna (sabato 11 ottobre) dai rappresentanti del vasto partenariato che realizzerà il progetto ReVES 2.

Promosso dall’Associazione culturale Marco Motolese, associazione capofila, il progetto ReVES 2 vede infatti operare in partenariato AIDO (Associazione Italiana Donatori Organi Taranto), APMAR (Associazione pugliese malattie reumatiche), AIC cefalee per la prevenzione e terapia del dolore, Associazione Culturale “Solirunners”, Gruppo Protezione Civile Taranto, Movimento Shalom, Associazione “Sherwood”, Associazione “Fattoria Amici Dante Torraco”, AGE Associazione Genitori Onlus di Taranto, i Laboratori Urbani dei comuni limitrofi e l’ITIS “A. Pacinotti” di Taranto.

ReVES 2 è un progetto estremamente innovativo con il quale il volontariato intende aprire un nuovo capitolo sul territorio tarantino, con l’intento di puntare alla innovazione sociale per cambiare il modus vivendi, adottando concretamente gli strumenti della economia condivisa, o economica collaborativa.

Per realizzare tutto ciò, in particolare, il progetto “Rete per il Volontariato Etico e Solidale 2” vuole favorire le interconnessioni tra il mondo del volontariato e gli stakeholder del territorio tarantino, in modo che, nel rispetto dei principi dell’Economia condivisa, possano sviluppare congiuntamente strategie territoriali innovative.

Attraverso la rete ReVES 2, dunque, sul territorio tarantino il volontariato si impegna ad essere il motore propulsore del cambiamento sociale ed economico, mettendolo persino “nero su bianco”: con gli stakeholderlocali, infatti, sarà elaborato un documento partecipativo, un vero e proprio “patto etico per il territorio tarantino” col quale il mondo del volontariato locale si impegnerà concretamente nell’adozione di azioni propositive per il territorio.

Nell’ambito delle attività di ReVES 2, infatti, verranno realizzati anche giardini condivisi, “social street” ed eventi di animazione nei quartieri più svantaggiati della città, nonché videoconferenze ed incontri con organizzazioni italiane ed estere. Gli studenti dell’ITIS “Pacinotti”, scuola partner del progetto, beneficeranno anche di un corso di formazione sulla stampante 3d e della realizzazione di conseguenti spazi ideativi partecipati nei quali potranno, in sinergia con le associazioni, ideare servizi innovativi per le comunità.

La prima attività di ReVES 2, che si svilupperà tra maggio e ottobre, è il corso di formazione per i “Volontari Etici e Solidali” che, al fine di rafforzare il legame tra il Terzo settore e gli stakeholder del territorio, è orientato alla più ampia partecipazione.

Al percorso formativo, infatti, parteciperanno, oltre che ai soci delle associazioni della rete ReVES2, i giovani, gli attivisti, gli innovatori sociali e i professionisti delle altre organizzazioni del territorio, siano esse realtà associative, istituzionali, imprenditoriali, pubbliche o private. Particolare attenzione, inoltre, sarà rivolta, ai soggetti svantaggiati del territorio, comprendenti, nello specifico, soggetti a rischio di devianza, giovani, donne, immigrati e diversamente abili.

Secondo uno studio della Commissione europea, tre nuovi posti di lavoro su quattro sono occupati da donne. Ma a fronte di questa situazione suona ancora più beffarda e tragica la situazione delle donne sul mercato dell’occupazione e dei diritti.

Mentre aumenta l’occupazione delle donne e aumenta con un trend in costante crescita negli ultimi anni, le disparità nel lavoro non diminuiscono e ciò si riflette in una differenza di remunerazione sensibile e persistente, che ha ovvie conseguenze anche sui trattamenti pensionistici di fine carriera, ma anche sul riconoscimento sociale del gentil sesso.

Nonostante i migliori risultati dal punto di vista dell'istruzione (le donne rappresentano quasi il 60% dei nuovi laureati), sul mercato dell'occupazione si registrano differenze importanti di retribuzione tra donne e uomini: le donne guadagnano in media il 15% in meno all'ora rispetto agli uomini. E esistono ancora squilibri importanti tra donne e uomini nella possibilità di fare carriera o assurgere a ruoli dirigenziali.

"La realtà in ambito locale è ancora più difficile – ammette Eva Santoro della segreteria provinciale della CGIL tarantina – perché nel lavoro di cura e accadimento le famiglie e in particolar modo le donne vengono lasciate sole. Pensiamo al caso degli asili nido comunali passati da 12 a 8 e con criteri di selezione per accesso al servizio e modalità di assistenza ridotte in ambiti temporali che non consentono alle donne di poter programmare un futuro sociale e occupazionale paritario. Per non parlare – continua la responsabile della CGIL – delle politiche pubbliche in questo senso che ritardano ad emettere bandi per strutturare un welfare pubblico degno di questo nome".

Di questo, e di opportunità di sviluppo tra conciliazione vita lavoro e welfare si parlerà lunedì 13 aprile a partire dalle 17.00 nella sala convegni dell’Università degli Studi di Taranto (ex Convento di San Francesco – Città vecchia) nell’ambito di una iniziativa voluta dalla CGIL ionica.

I lavori del dibattito su “Donne al Lavoro…non solo un lavoro di donne” saranno introdotti da Eva Santorio, segretaria della CGIL di Taranto. Interverranno Giuseppe Massafra, segretario generale della CGIL di Taranto, Serenella Molendini, consigliera regionale di Parità, Loredana Taddei, responsabile Pari Opportunità della CGIL Nazionale e Valeria Fedeli, vice presidente del Senato.

Per la prima volta applicata a Taranto la nuova normativa sull’improcedibilità penale in ragione della particolare tenuità del fatto, norma oggetto di ampio dibattito per la scelta adottata dal governo Renzi ed entrata in vigore lo scorso 2 aprile a seguito di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Nel corso dell’udienza penale che si è tenuta giovedì scorso dinanzi al giudice di pace di Taranto, Ferdinando Malagrinò, l’avv. Mimmo Lardiello, in qualità di difensore di fiducia di un giovane professionista imputato per il delitto di percosse, ha richiesto in via preliminare l’applicazione del nuovissimo art. 469 comma 1 bis del codice di procedura penale, che prevede la pronuncia di una sentenza di “non doversi procedere” in relazione a fatti per i quali l’imputato non è punibile ai sensi dell’art. 131 bis del codice penale e cioè per la nuova norma sulla particolare tenuità del fatto.

Si ricorda che questa norma prevede che per i reati per i quali la pena detentiva non risulta superiore nel massimo a cinque anni, il pubblico ministero prima e il giudice dopo possono decidere di non procedere quando il fatto è ritenuto di particolare tenuità, salvo i casi in cui l’imputato sia da ritenersi un delinquente abituale. «Il giudice, particolarmente attento alla innovazione normativa,  - spiega l’avv. Lardiello - si è riservato di decidere in merito alla mia richiesta all’esito dell’udienza del prossimo 2 luglio 2015. L’Ufficio del giudice di pace di Taranto – conclude Lardiello -  potrebbe dunque diventare uno dei primi in Italia a tracciare le linee guida per l’applicazione della nuova normativa».

Casartigiani Taranto ribadisce il  no secco al raddoppio dell’Auchan, nello specifico il coordinatore della sezione Edili dell'associazione di categoria, Federico Greco, esprime sgomento alla lettera ricevuta dal sindaco di Taranto, Ezio Stefàno. "Basta con i ricatti occupazionali, - afferma Greco - basta a giochi di potere delle multinazionali, se Auchan vuole investire su Taranto, spenda  i suoi soldi nel Borgo di Taranto o nel centro storico”

Da una analisi effettuata dall’associazione, infatti, i  due ipermercati ( Ipercoop e Auchan ) portano al tessuto socio economico della città pochi benefici, infatti, basti pensare che per esempio tutti i trasporti di merci, uno dei settori direttamente collegati agli Ipermercati,sono gestiti da imprese non locali.

Da qui l’attacco del coordinatore della Fiae Casartigiani: “Auchan prima di chiedere al territorio, investa seriamente nello stesso, sono disponibili nel centro di Taranto, diversi grandi immobili che potrebbero  essere valorizzati su logiche di recupero urbano e creare cosi anche beneficio indiretto alla tante piccole imprese edili che soffrono la crisi immobiliare, impegnando le stesse nella riconversione e ristrutturazione di questi immobili morti nel centro della nostra bellissima Taranto “.

Anche il presidente rovinciale di Casartigiani Taranto esprime il suo parere sulla vicenda affermando: “Un appello alla politica locale, non facciamoci come al solito soggiogare dai ricatti occupazionali e dalle false promesse di sviluppo, già in passato si è permesso un raddoppio di un centro commerciale, con il conseguente abbandono della struttura esistente, lasciata al  degrado.  E’ ora di programmare seriamente il futuro di questa città, di ripopolarla e creare opportunità grazie alle strutture Continuando esistenti. Abbiamo - aggiunge Castronuovo - un centro cittadino in piena desertificazione con futuri spazi, come le zone demaniali, che al momento il Comune di Taranto (da quello che leggiamo su i giornali) non ha idea di come valorizzare e utilizzare. Sono tante - conclude il presidente provinciale di Casartigiani - le proposte della società civile e delle associazioni di categoria ma tutto come al solito è rimasto in qualche cassetto dell’amministrazione comunale. Attendiamo risposte in tal senso".

Un drammatico incidente stradale si è verificato nella tarda mattinata di ieri (mercoledi otto aprile) in viale Ionio, a Taranto. In seguito all'impatto con un'altra vettura, avvenuto per cause attualmente in corso di accertanmento, un'auto che procedeva in direzione San Vito/Talsano si è ribaltata, invadendo quasi completamente la carreggiata. Il traffico è andato in tilt ed è stato chiesto l'immediato intervento di forze dell'ordine e mezzi di soccorso attualmente al lavoro. Sul posto sono intervenuti Vigili del Fuoco, Vigili urbani e 118. Il bilancio è di due feriti entrambi soccorsi e trasportati in ospedale.

 

 

Il mio augurio di Pasqua giunge all’intera comunità diocesana, dopo un intenso periodo quaresimale  proprio in questi giorni in cui il tempo forte ha raggiunto il suo apice con la celebrazione della passione morte e risurrezione di Gesù nostro Signore.

Invito ciascuno a guardare a Gesù per continuare ad essere attratti da Lui, sulla croce pende fino alla fine dei secoli, la bellezza che si dona sino alla fine salva il mondo!

 

La provvidenza ci ha fatto vivere momenti storici per la nostra diocesi per il passaggio dei misteri in Città vecchia. So bene che in ogni nostro paese ci sono tesori di devozione ma vorrei che guardassimo costantemente alla chiesa madre di Taranto, a San Cataldo.

La cattedrale, la dimora del vescovo e il centro caritas che affido alla vostra generosità e soprattutto alle vostre preghiere costituiscono l’immagine plastica delle tre parole consegnate da me a voi, Chiesa di Taranto: attrazione, carità e missione. Sono i vertici di un prisma da cui rimbalza l’iridescenza festosa dell’incontro con il Signore che ci attira a sé con l’amore. Il Duomo infatti è una testimonianza di bellezza che attrae; il messaggio evangelico è storia di una fede bella. Ricevere e godere dell’amore nella vita della chiesa. Essere soggetti dell’amore vuol dire portare Cristo ai fratelli, ecco la missione, ecco il nuovo centro Caritas, al quale guardo non come un centro di assistenza, ma di accoglienza, per aumentare quelli spazi di umanità e di amore che solo il Signore può illuminare.

 

Gesù vivo, primizia dei risorti, innesta nel mondo il movimento della risurrezione. I gemiti, le sofferenze, le prove del momento, possono essere illuminati alla luce del testo paolino del capitolo 8 della Lettera ai Romani:

«Sappiamo infatti che tutta insieme la creazione geme e soffre le doglie del parto fino ad oggi. Non solo, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l'adozione a figli, la redenzione del nostro corpo. Nella speranza infatti siamo stati salvati» (cfr Rom 8).

 

Per questo nel giorno di Pasqua chiedo ancora una volta di pregare per tanti fratelli nel mondo che muoiono e sono perseguitati per il semplice fatto di portare il nome di Cristo. Ricordiamo il massacro in Kenya di tanti giovani trucidati perché non conoscevano il Corano.

Ricordate con essi tutti i martiri cristiani dei nostri giorni e tutte le vittime del terrorismo.

 

Il segno più bello della Resurrezione di Gesù è l’unità della gente che gli dice di sì e diventa una cosa sola formando un popolo. Siamo chiamati ad offrire un punto di riferimento sempre più concreto, perché l ‘emozione del momento non passi e la fede si traduca in un cammino concreto di solidarietà e di missione.

 

Che possiamo essere una Chiesa che si fa contagiare dalla presenza di Gesù Risorto e che traduca la sua testimonianza in vicinanza alla gente venendo incontro alle tante fragilità che troviamo nella nostra città.

 

 

Augurandovi una buona risurrezione attendiamo insieme il Signore nel cenacolo, viviamo questo tempo luminoso come una grande invocazione del Paraclito, del Consolatore, perché riporti costantemente al nostro cuore la parola di Gesù Maestro e ci dia il coraggio dell’Annuncio della Missione con “parresia”, con audacia e franchezza, vincendo ogni timidezza e riempiendo le strade con il Risorto che ci dona Pace. Sempre vicini ai più poveri.

 

La luce della Pasqua illumini le nostre case, le famiglie, gli affetti, le sofferenze e vinca ogni oscurità! Il mio augurio, il mio incoraggiamento e la mia benedizione! Buona Pasqua.

 

 

 


 

 

Il Presidente della Associazione poddistica Faggiano onlus Avv.Carmelo CARUSO comunica che fervono i preparativi per uno dei piu’ grandi eventi sportivi  annuali  nella Provincia di Taranto giunto ormai alla sedicesima edizione, La “ STRAFAGGIANO” gara podistica regionale su strada  sulla distanza di Km.10 valida quale quarta tappa del circuito FIDAL CORRIPUGLIA e seconda edizione del MEMORIAL Francesco PIGNATELLI – indimenticato e indimenticabile atleta tarantino in forza alla Podistica prematuramente scomparso circa due anni or sono. La gara è riservata alle categorie senior e master Fidal e si svolgerà a Faggiano in data 12 Aprile 2015 alle ore 9,30 con partenza ed arrivo in P.za Aldo Moro. Si auspica con grande convinzione il medesimo  grande successo delle precedenti quindici edizioni  e si stima una partecipazione quest’anno superiore ai 1200 atleti. Il percorso della gara urbano ed extraurbano sarà interamente pianeggiante  ed attraverserà il centro  storico del Comune di Faggiano, si snoderà sulla provinciale 111 per Pulsano a dx sulla provinciale n.109 Pulsano verso San Giorgio per rientrare a Faggiano dalla provinciale 107 in un turbinio continuo di colori e di atleti di circa 100 società Pugliesi tutto teso alla pubblicizzazione e promozione diretta del territorio sotto l’aspetto non solo prettamente sportivo ma anche turistico-sociale. Ai vincitori assoluti della manifestazione verranno assegnati i  trofei della gara (Comune di Faggiano da anni in appoggio alla gara in persona dell’attuale Sindaco Antonio Cardea e Memorial F.PIGNATELLI) e poi saranno premiati dalle autorità istituzionali comunali e dal comitato di premiazione di tutte le associazioni  presenti sul territorio Faggianese anche tutti gli altri atleti vincitori delle varie categorie seniores e master maschili e femminili.   Anche le prime cinque società  nel settore maschile e femminile in classifica combinata verranno premiate sulla scorta della loro partecipazione alla gara. L’arrivo gara è previsto per le ore 10,00 circa, la premiazione a partire dalle 11,00.

 

 

 

 

 

 

 

 


Nei giorni della Settimana Maggiore di Taranto, il grande regista e attore Sergio Rubini, sceglie di girare proprio tra i vicoli della città vecchia e le acque del Mar Piccolo, le scene più importanti del docu-film che rappresenterà la Puglia all’Expo 2015.

"E’ stata una scelta naturale per una produzione che si chiamerà “La Sacra Bellezza” – dice l’assessore alle Risorse agroalimentari della Regione Puglia, Fabrizio Nardoni – cominciare da una città che ha saputo conservare fede, ritualità, ma anche, e nonostante tutto, produzioni di qualità legate al mare, come quelle della nostra mitilicoltura".

Un racconto dedicato all’anima più profonda della Puglia e al rituale del cibo che nel tacco d’Italia spesso si interseca con credenze popolari, religiosità e cultura ancestrale. Così la scelta di questi giorni, al grande regista pugliese che firmerà l’opera cinematografica, è sembrata d’obbligo.

"E’ una città che affascina e coinvolge per la sua bellezza – affermano dalla produzione – ma anche e soprattutto per i volti e le storie di uomini e donne che ancora ci credono e alzano in aria, quasi come un trofeo, i filari delle cozze nere che difendono ad ogni costo".

"E’ questa la natura della Puglia che intendiamo raccontare all’Expo – dice Nardoni – oggi con i Riti della Settimana Santa tarantina e il mare, ma nei prossimi giorni anche in provincia con il primitivo di Manduria che è ambasciatore di questa terra in tutto il mondo".

Le due troupe hanno cominciato a girare nella mattinata del giovedì santo inoltrandosi nei vicoli della città vecchia dove all’interno di un ipogeo di via Cava è stata allestita una tavolata dell’ultima cena con pane tipico, vino e pescato locale, serviti su ceramiche antiche di Grottaglie provenienti dalla collezione privata del ceramista e storico Cosimo Vestita. Poi le troupe hanno atteso l’uscita della statua dell’Addolorata dalla Chiesa di San Domenico. Riprese anche per l’inedita edizione di quest’anno del Riti del Venerdì in Città Vecchia e poi una full immersion in mare, accompagnati da biologi e esperti della mitilicoltura tarantina.

"Mostreremo al mondo attraverso questo video l’enorme potenziale di un territorio che può immaginare e pianificare nuovi modelli di sviluppo – dice ancora Nardoni – e l’Expò sarà una vetrina importante per dire che ci siamo e vogliamo essere protagonisti, vincendo anche noi la nostra sfida per la qualità e la salubrità alimentare".

 

di Pierpaolo D'AURIA

Per la città vecchia («Taranto vecchia è la testimonianza esistente di un popolo che, per necessità e per scarsa lungimiranza, ha lasciato depositare troppa cenere sulle braci della propria storia e della propria arte») mons. Filippo Santoro ha un doppio progetto: la riapertura del santuario della Madonna della Salute e l’apertura di un nuovo centro per senza fissa dimora e per svariate esigenze legate al mondo della povertà, dalla mensa alla barberia, agli ambulatori.

Un doppio progetto che l’arcivescovo di Taranto ha svelato venerdì sera, durante il rituale discorso pronunciato non appena le statue di Gesù morto e dell’Addolorata hanno fatto il loro ingresso in piazza Carmine, durante la processione dei  Sacri Misteri.

«La Madonna della Salute in una città come la nostra, aldilà del valore artistico che quella chiesa ha, - ha spiegato mons. Santoro - è un santuario che, nel titolo della sua patrona, ha una carica simbolica per Taranto che non ha bisogno di spiegazioni. Spero che parimenti all’apertura di quel tempio sia maturata ancora di più la nostra consapevolezza sul bene della salute e che si siano fatti passi concreti in quel senso perché possano concedere al popolo di questa terra giorni più sereni, si possa guardare al proprio futuro con minore apprensione».

L’attenzione alla città vecchia, «dove risiedo», deve necessariamente diventare il paradigma di una città che vuole svoltare. «Il riconciliarci con l’origine senza fuggire, il verificare gli errori passati imparando da essi per non ripeterli – ha sottolineato con forza mons. Santoro - è essenziale per una città che vuole andare avanti sentendo il valore della storia e l’importanza del tempo presente. Questo è un tempo decisivo, un’occasione che non possiamo perdere. È  il tempo della conversione e dell’azione. Tutti siamo chiamati a metterci in gioco, autorità e popolo, ciascuno con la sua responsabilità».

Insomma, c’è la necessità «di ridare un cuore  a Taranto» perché «c’è tanta gente che aspetta; c’è un popolo onesto che ha bisogno di segnali concreti per collaborare alla rinascita». Per questi motiva va emarginata «ogni forma di corruzione e di illegalità come anche di sconforto e di rassegnazione. Ho sempre ripetuto che siamo una città ferita ma ancora non agonizzante. Un’eccellenza come questa della Settimana Santa che si impone a livello nazionale ed oltre; sono però convinto che questa eccellenza deve essere molto meglio valorizzata perché nasce dalla fede e riunisce cultura, arte e storia. Come anche sono convinto che non utilizziamo appieno tutte le ricchezze che abbiamo che abbiamo qui in città ed in provincia  e che le dobbiamo far valere a livello regionale e nazionale, mettendoci insieme in un circolo virtuoso».

Anche per questi motivi l’arcivescovo ha accettato la richiesta dell’arciconfraternita del Carmine «a poter vivere in questo 2015 il passaggio dei misteri in Taranto vecchia. Innanzitutto 250 anni di una passione come quella dei confratelli del Carmine sono una ricchezza alla quale questa città deve essere grata. Questa tradizione conserva tutt’oggi una prerogativa importante, è viva, cioè capace di innovarsi, di creare cambiamento nella vita della gente. Non avrei tutta la stima che ho per le nostre Confraternite se non sapessi che sotto tanti di questi cappucci ci sono dei giovani, dei ragazzi. Quello che viviamo non è un corteo storico, è una processione di persone che si sforzano di credere. Questa processione nelle strade anguste della Taranto Vecchia, il passaggio sul ponte, e non di meno importanza la sosta nel Duomo Cattedrale è per me, insieme al pellegrinaggio notturno dell’Addolorata un segno eloquente, un riflettore puntato sul cuore cittadino che ha bisogno di essere ricostruito sotto tutti i profili».

E dopo il tema della salute, l’arcivescovo non poteva dimenticarsi, in questa occasione, del grande problema del lavoro «che ho anche trattato nel precetto pasquale all’Eni e all’Ilva. Ogni giorno – ha aggiunto - ho visite drammatiche di persone senza lavoro e, adesso, senza casa. Mi si stringe il cuore di fronte a tanto dolore e con la Caritas cerchiamo di rispondere per quanto possiamo alle varie richieste che abbiamo. Ma La nostra preghiera si allarga anche al mondo. Un mondo che bussa alla nostra porta e ci interpella come l’universo dei migranti che alle spalle hanno guerra e morte. Il Signore ci insegni a non liquidare in facili pregiudizi tanti nostri fratelli: nella città dei ponti non si alzino muri».

E la mente non poteva non andare ai recenti fatti che hanno sconvolto il Kenya con il massacro di tanti giovani trucidati «perché non conoscevano il Corano, perché si rifiutano di coinvolgersi in una guerra santa e desiderano conservare la loro fede, che parla di rispetto per tutti e di perdono. Tornando a noi – ha poi aggiunto l’arcivescovo -, ancora una volta voglio ricordare e pregare per i nostri due marò (ieri in piazza Carmmine c’era Massimiliano Latorre, ndr) e le loro famiglie; che questa estenuante vertenza sia risolta positivamente quanto prima possibile».

 

Nel giorno della passione del Signore mons. Santoro ha voluto toccare anche un’altra grave emergenza che sta affliggendo il territorio pugliese e che rischia di mettere in ginocchio il settore dell’olivicoltura. «Non possiamo – ha detto - non ricordare la passione dei nostri ulivi di Puglia, del nostro Salento. Che il flagello della Xylella non vinca e che i nostri amministratori nazionali e locali intervengano efficacemente per scongiurare l’agonia di queste piante che sono parte della nostra vita col mandorlo, con la vite e con il grano, frutto della terra e del nostro lavoro. Sappiamo che papa Francesco sta scrivendo una Enciclica sulla “custodia del creato” che il nostro cielo, l’aria, la terra ed il mare non siano più aggrediti dall’inquinamento e dal profitto di una economia che uccide. Che lo sviluppo, e quindi anche l’economia, - ha concluso mons. Santoro - sia a servizio della vita e del bene comune».

Cresce di giorno in giorno l'entusiasmo intorno al Primo Maggio di Taranto, l'evento finanziato completamente dal basso grazie all'impegno del Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti. "Musica e parole, idee e ritmo insieme per cambiare, - scrivono i Liberi e pensanti - unire le associazioni in lotta su e giù per l'Italia per vedere affermati diritti spesso calpestati. Dalla Terra dei Fuochi al Mous, dal Tav alla Terra dei Veleni di Crotone, chi paga sono i cittadini e i lavoratori che spesso non trovano giustizia né nelle aule dei tribunali (come nel caso Eternit di Casale Monferrato) né in quelle della politica (come nel caso dei decreti "salva Ilva" che hanno legato le mani alla magistratura e negato i risarcimenti a chi ha perso tutto, vita compresa)". 
I "detonatori" dell'evento non possono che essere gli artisti che stanno sposando la causa e il documento politico della manifestazione e che si esibiranno gratuitamente a Taranto (al Parco delle Mura Greche).

Nei giorni scorsi è stata ufficializzata la partecipazione di Caparezza, Marlene Kuntz, Mannarino, Nina Zilli e Diodato. "Oggi - sottolineano i Liberi e pensanti - ufficializziamo la presenza di Roy Paci (discografico, compositore, arrangiatore ma, soprattutto, straordinario trombettista di spessore internazionale) e Fido Guido (cantante reggae e raggamuffin tarantino che, nonostante il grande successo, non ha mai smesso di lottare e denunciare i problemi della propria terra)".
Roy Paci sta collaborando già da tempo con la direzione artistica dell'evento, guidata dall'attore Michele Riondino, e si esibirà sul palco insieme agli Aretuska, un gruppo di orientamento ska/jazz guidato proprio dal trombettista siciliano. Un mix di sonorità che promette scintille sul palco dell' #unomaggiotaranto e che il grande pubblico ha già avuto modo di ammirare in occasione dell'ultima edizione di Sanremo.
Chiunque volesse contribuire con una donazione all'evento può fare riferimento al sito www.liberiepensanti.it dove è possibile trovare anche il documento politico della manifestazione.

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