TARANTO - Presentato il regolamento dell'amministrazione condivisa
Scritto daSi può e si deve permettere ai cittadini attivi di mettere a disposizione della collettività le loro energie: questo è il messaggio scaturito dall’incontro "La società della condivisione: cittadini attivi e beni comuni per un cambio di paradigma" tenutosi nei giorni scorsi presso l’ex Convento di San Francesco, la sede universitaria in via Duomo a Taranto.
La manifestazione è stata organizzata nell’ambito della X Rassegna provinciale del Volontariato e della Solidarietà (www.csvtaranto.it), la più importante iniziativa organizzata dal Centro Servizi Volontariato di Taranto che quest’anno, in segno di prossimità alla comunità locale, animerà i quartieri della città e alcuni comuni della provincia fino alle festività natalizie.
Si è trattato, in particolare, dell’evento pubblico conclusivo dei "Laboratori di sussidiarietà circolare", un percorso formativo realizzato nell’ultimo mese dal CSV Taranto con Labsus, i Laboratori per la Sussidiarietà di Roma.
Per tenere questo evento finale sono intervenuti a Taranto il Prof. Gregorio Arena, presidente di Labsus e professore ordinario di Diritto amministrativo all’Università degli Studi di Trento e professore incaricato presso la LUISS di Roma, e Piero D'Argento, esperto di chiara fama del Terzo settore, accolti da Maria Antonietta Brigida, vicepresidente del CSV Taranto.
Nel corso dei lavori il Prof. Gregorio Arena ha spiegato che «il tema cruciale che, nelle scorse settimane, abbiamo affrontato nel percorso formativo organizzato a Taranto dal CSV Taranto con Labsus, una esperienza della quale oggi presentiamo i risultati, è quello del riuscire a “liberare quelle energie” che ci sono nel nostro Paese dove, per fortuna, non mancano capacità di svolgere attività e fantasia e intelligenza nel realizzarle: tutto questo è già pronto per essere messo a disposizione della collettività».
«Io sto girando l’Italia da mesi in lungo e in largo, e ci sono migliaia di persone – ha ribadito il Prof. Gregorio Arena – che vorrebbero prendersi cura dei posti dove vivono, dai centri storici al verde pubblico, dalle scuole all’ambiente, ma non possono farlo perché le regole del diritto amministrativo glielo vietano».
Gregorio Arena ha noi detto che «in questa occasione è stato presentato anche a Taranto il “Regolamento dell’amministrazione condivisa”, scritto da Labsus con il Comune di Bologna, che “traduce” il principio costituzionale di sussidiarietà in norme di livello amministrativo. Gli amministratori locali che intendano avvalersene, devono sapere che possono avere nei cittadini degli alleati: ci sono risorse straordinarie che aspettano di essere messe a frutto, non nell’interesse dell’amministrazione, ma a favore dell’intera comunità».
«È però importante – ha concluso il Prof. Gregorio Arena - che gli amministratori capiscano che i cittadini attivi non sono supplenti delle amministrazioni locali che non hanno risorse o non sono in grado di dare risposte, per intenderci non sono i “tappabuchi” delle inefficienze amministrative, ma sono alleati che dispongono di risorse preziose per le amministrazioni stesse».
Nei "Laboratori di sussidiarietà circolare" i partecipanti al percorso formativo hanno approfondito diversi temi di grande rilevanza per elaborare un nuovo modello sociale: l’amministrazione condivisa, la cittadinanza attiva, la cura condivisa degli spazi, la rigenerazione urbana.
L’obiettivo finale dei "Laboratori di sussidiarietà circolare", che vedono in questo evento finale il momento di sintesi, è stato quello di favorire un concorso di idee tra i soggetti partecipanti volto a stimolare, attraverso la collaborazione, il flusso creativo e la progettualità.
LAVORO - A Taranto premiate le carriere degli agronomi ionici
Scritto daAgronomi tarantini in festa nel segno della continuità e della solidarietà: nella serata di sabato scorso (18 ottobre) a Taranto, presso la Basilica del Relais Histo’ San Pietro sul Mar Piccolo, si è tenuta la cerimonia per la consegna dei riconoscimenti agli iscritti all’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Provincia di Taranto che si sono distinti per l’anzianità di appartenenza.
Il presidente Gianluca Buemi ha premiato Mario Semerari, il primo a “tagliare” il ragguardevole traguardo dei cinquanta anni di iscrizione all’Ordine, mentre per i venticinque anni di iscrizione sono stati premiati Maria Angela Nadotti, Vito Massaro, Cosimo Cavallo, Nicola Melucci e Vito Filippo Milano; a Vito Latorre è stato invece consegnato un riconoscimento per il quarantennale della laurea in Agraria.
Una targa del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali è stata poi consegnata, per la sua ultradecennale prestigiosa carriera, ad Arturo D’Ayala Valva, insignito l’anno scorso dell’Ordine cavalleresco al merito del Lavoro della Repubblica Italiana.
Il presidente Gianluca Buemi, nell’occasione particolarmente commosso, ha poi consegnato un riconoscimento speciale al “presidente emerito” Raimondo Lanzo che, fino allo scorso anno, ha retto le sorti dell’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Provincia di Taranto per oltre 40 anni, un momento particolarmente toccante che ha visto tutti i convenuti in piedi per tributare un lungo applauso al premiato.
La consegna dei riconoscimenti è avvenuta nell’ambito della tradizionale serata conviviale che ogni anno viene organizzata dall’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Provincia di Taranto.
La serata è stata aperta da una breve allocuzione del presidente Gianluca Buemi che ha ricordato il contributo fornito dall’’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali in occasione della elaborazione del Programma di Sviluppo Rurale della Regione Puglia 2014-2020; in seguito è stata presentata l’attività benefica di solidarietà, mediante l’adozione a distanza di bambini africani, svolta dall’Opera Don Bonifacio Azione Verde. L’evento è stato reso possibile anche grazie al sostegno dell’azienda vinicola biologica Amastuola, del Frantoio D’Erchie e dei Vivai Buemi di Palagiano.
TRASPORTI - D'Amato (M5S): "L'Arlotta ha diritto a sviluppare il traffico passeggeri"
Scritto da“La Commissione Ue faccia luce sui 4 milioni e mezzo di fondi europei che sarebbero dovuti servire al potenziamento del traffico passeggeri dell’aeroporto di Taranto e dei quali non c’è più traccia”. E’ questo il punto centrale dell’interrogazione che la parlamentare europea del Movimento 5 Stelle, Rosa D’Amato, ha presentato alla Commissione Ue. Nel testo, l’eurodeputata chiede a Bruxelles l’apertura di un’inchiesta sull’utilizzo dei fondi che erano destinati ai vettori italiani e comunitari interessati a far rotta sull’aeroporto “Arlotta” di Taranto. Si tratta di una somma ingente, un totale di oltre 4 milioni e mezzo di euro in tre anni per la creazione di rotte verso Milano e Roma. “Vogliamo che tali soldi – dice D’Amato - se utilizzati per finalità diverse, magari per via di indebite ingerenze da parte del concessionario 'Aeroporti di Puglia', siano restituiti. Vogliamo inoltre conoscere le perdite economiche dovute ai mancati benefici per la comunità jonica”.
L’europarlamentare insiste anche sul fatto che la Convenzione quarantennale del concessionario (Aeroporti di Puglia-AdP) debba essere revocata da ENAC per l’evidente conflitto di interessi. AdP, infatti, è concessionario unico di aeroporti che dovrebbero essere posti in reciproca concorrenza e complementarità nonché, allo stesso tempo, uno dei controllori delle procedure di assegnazione dei contributi. In sostanza, AdP è controllore e controllato allo stesso tempo.
“Il nostro obiettivo – conclude D'Amato – è salvaguardare e potenziare una delle opere infrastrutturali che dovrebbero costituire il volano della rinascita della terra jonica, l’aeroporto Arlotta per l’appunto. E’ chiaro a tutti l’importanza di questo scalo per lo sviluppo del turismo in tutta la provincia”.
AMBIENTE - Polo scientifico tecnologico, Pelillo: "Un'importante risposta ai problemi della città"
Scritto da“Un importante contributo di studio e proposta alla risoluzione dei problemi della città. Un fatto non scontato, in un territorio in cui le difficoltà sono più grandi e maggiormente avvertite dalla popolazione”. L'on. Michele Pelillo, parlamentare del PD, commenta con soddisfazione l'inaugurazione del Polo Scientifico Tecnologico Magna Grecia prevista per domani, martedì 21 alle ore 17, alla presenza del ministro Giannini.
“Il potenziamento dell'offerta formativa a Taranto, testimoniato dall'inaugurazione del Polo Scientifico Tecnologico - aggiunge l'on. Pelillo - è un segnale positivo e di speranza per le future generazioni. Tutto questo rappresenta una piattaforma per incidere nel settore ambientale, con particolare attenzione ai problemi causati dall'inquinamento dell'aria, del suolo e delle acque. Nuove strumentazioni, idonee alla ricerca sui problemi ambientali, sono infatti previste nel progetto di potenziamento del Polo e le stesse sono messe a disposizione del territorio".
Per questo, conclude il parlamentare tarantino, oltre ad un grande esempio di eccellenza scientifica, il Polo Magna Grecia "rappresenta anche un ponte con l'imprenditoria e con la riqualificazione economica del territorio ionico, un “incubatore” che raccordi l'esperienza scientifico-tecnologica alle istanze del pubblico e del privato e sia costante riferimento per la ricerca”.
Bari/ Progetto"Il Museo del Pellegrino d'Arte, Puglia": dal 12 al 14 novembre la selezione degli artisti
Scritto da Redazione1In una nota diffusa agli organi di stampa, la responsabile della Comunicazione del "Progetto nazionale Il Museo del Pellegrino d'Arte, Puglia" Laura de Cataldo fa sapere che nei giorni 12-13-14 novembre 2014 si terrà la selezione degli artisti pugliesi visivi e performativi per scegliere 36 artisti che parteciperanno al e che percepiranno un onorario di 1000 euro.
Per conoscere il Progetto visionate il blog http://selezioneartistipugliesi.blogspot.it
Le selezioni saranno tenute dal Direttore delle Biennali di New York e Dubai, Pietro Franesi, presso il Palace Hotel di Bari.
Gli interessati sono pregati di inviare un messaggio di adesione a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. così da poter comunicare a ciascuno dei candidati la data e l'orario dell'incontro.
Legambiente sull'Ilva: "O si risana lo stabilimento o si chiude. Non ci sono alternative!"
Scritto da Redazione1Pubblichiamo di seguito un articolato intervento di Legambiente Taranto sull'Ilva
Ilva: ha avuto finalmente inizio il processo per disastro ambientalle. Legambiente nazionale e Legambiente Puglia si sono costituiti quale parte civile, in difesa del popolo inquinato. Ma se il passato va a processo per Legambiente rimangono irrisolti i gravi problemi di inquinamento del più grande impianto siderurgico d'Europa e resta poco tempo per dare risposte esaustive alla richiesta di un futuro sostenibile.
«L'Ilva di Taranto sembra essere sull'orlo del baratro, considerata l'incertezza sulle decisioni che assumerà la magistratura milanese sulla richiesta di utilizzare i fondi sequestrati alla famiglia Riva per realizzare i lavori previsti dall'AIA e la procedura d'infrazione aperta dallaCommissione europea nei confronti dell'Italia per le violazioni ambientali dell'Ilva.
Non è un caso se, in una situazione tendenzialmente di stallo, rispetto a quelli che sono gli adempimenti previsti dalle prescrizioni dell'AIA, si torni ad adombrare l'ipotesi sia di un nuovo intervento della magistratura sia di un nuovo decreto (l'ennesimo) del governo.
È indispensabile un'accelerazione che dia risposte sui futuri assetti proprietari e sulle risorse finanziarie».
È questo il commento di Stefano Ciafani, Francesco Tarantini e Lunetta Franco, rispettivamente Vice Presidente nazionale di Legambiente, Presidente di Legambiente Puglia e Presidente del Circolo Legambiente di Taranto dopo lacostituzione di parte civile di Legambiente nel processo per disastro ambientale Ilva, l'esito interlocutorio della richiesta avanzata dal Commissario Ilva di utilizzo dei fondi sequestrati alla famiglia Riva e all'indomani delle nuove osservazioni rivolte all'Italia dalla Commissione europea.
La Commissione aveva già inviato all'Italia due lettere di costituzione in mora, nel settembre 2013 e nell'aprile 2014, con le quali invitava le autorità italiane ad adottare misure per assicurare che l'esercizio dell'impianto Ilva venisse messo in conformità con la direttiva sulle emissioni industriali e con altre norme UE in vigore in materia ambientale. Sebbene alcune carenze siano state risolte, sussistono ancora diverse violazioni della direttiva sulle emissioni industriali e carenze, quali l'inosservanza delle condizioni stabilite nelle autorizzazioni, l'inadeguata gestione dei sottoprodotti e dei rifiuti e protezione e monitoraggio insufficienti del suolo e delle acque sotterranee. La maggior parte dei problemi deriva dalla mancata riduzione degli elevati livelli di emissioni non controllate generate durante il processo di produzione dell'acciaio. Ai sensi della direttiva sulle emissioni industriali, le attività industriali ad alto potenziale inquinante devono essere munite di autorizzazione. L'Ilva ha un'autorizzazione per svolgere le sue attività ma non ne rispetta le prescrizioni in numerosi settori. Di conseguenza, l'impianto sprigiona dense nubi di particolato e di polveri industriali, con conseguenze potenzialmente gravi per la salute della popolazione locale e per l'ambiente circostante.
«Passano i mesi ma le "manifestazioni di interesse" non si tramutano in proposte concrete e sulle effettive intenzioni di Arcelor Mittal, visti i precedenti in Europa, pesano gravi interrogativi.
I lavori per l'AIA appaiono fermi e del passaggio al metano previsto dall'ex commissario Bondi e dall'ex sub commissario Edo Ronchi si sono perse persino le tracce. Per fortuna la produzione è fortemente ridotta e, grazie a questo, le emissioni rilevate da ARPA Puglia appaiono nei limiti. A ciò - continuano Ciafani, Tarantini e Franco - si aggiungono i piccoli e grandi incidenti che nel frattempo si sono verificati all'interno dello stabilimento, i qualiaggravano gli interrogativi sulle già precarie condizioni dell'Ilva in termini ambientali e di sicurezza. La Commissione ha concesso all'Italia due mesi per rispondere: noi riteniamo che, a fronte dei ritardi accumulati, solo dando pieni poteri e risorse certe e adeguate ad un Commissario "ambientale" si potranno cambiare le sorti di un territorio costretto a vivere in una situazione, al momento, senza via d'uscita.
Lo ribadiamo: o si risana lo stabilimento o si chiude. Non ci sono alternative».
Il prof.Assennato, direttore generale di Arpa Puglia, ha raccolto l'invito del Giornale di Taranto. Giovedì 23 dibattito pubblico "L'aria che tira"
Scritto da Redazione1Il prof.Assennato ha risposto all'invito lanciato dal Giornale di Taranto confidandoci di aver manifestato più volte alle istituzioni e in particolare al sindaco di Taranto Ippazio Stefàno la propria disponibilità a venire a Taranto per confrontarsi con la città. Il confronto ci sarà, giovedì 23 ottobre a partire dalle ore 16.30. Appuntamento, quindi, con il dibattito pubblico "L'Aria che tira" nella sala conferenze della Biblioteca comunale piazzale Bestat. I lavori saranno moderati dal giornalista Michele Tursi.
Di seguito pubblichiamo l'artico con cui, il 23 settembre scorso, invitavamo il prof.Assennato a venire a Taranto per un incontro pubblico.
Leggiamo che Arpa Puglia ha organizzato un incontro pubblico a Brindisi per parlare della centrale a carbone e presentare i risultati di una serie di studi con particolare riferimento alla valutazione del danno sanitario. Un incontro pubblico è sempre una positiva occasione di confronto, un modo per ascoltare più voci partendo sempre, come è giusto e legittimo che l’Arpa faccia, da una base scientifica e documentata.
Allora, perché non provare a fare altrettanto anche a Taranto? Perché, prof.Assennato, non proviamo a fare qui, nella città dell’Ilva, dell’Eni, della Cementir, del Progetto Tempa Rossa, un dibattito pubblico, partendo dai dati, dai numeri, documentati negli studi, nelle perizie, nelle relazioni?
E’ chiaro che la cosa va organizzata perché le questioni aperte sono tante e sarebbe folle pensare di poterle affrontare tutte in un unico momento. Si potrebbe perciò pianificare una serie di incontri pubblici, ognuno con un tema specifico.
Negli ultimi mesi c’è stato un susseguirsi di brutte notizie che hanno confermato l’inaudita gravità della situazione: il serissimo allarme lanciato dai pediatri che hanno denunciato percentuali di mortalità e patologie infantili in crescita, lo Studio Sentieri che definisce Taranto area fortemente contaminata sollecitando interventi immediati per ridurre le emissioni inquinanti e adeguare l’offerta sanitaria, le segnalazioni del presidente di Peacelink Alessandro Marescotti rispetto alla concentrazione di IPA fuori norma, le complesse perizie tecnico-scientifiche (e non solo) che hanno fatto scattare un’inchiesta chiamata ambiente svenduto in cui tra i reati ipotizzati c’è quello di disastro ambientale. Di fronte a tutto questo, Taranto, città sofferente e molto, molto arrabbiata, chiede che anche qui l’Agenzia regionale per l’Ambiente organizzi incontri pubblici, con relatori d’eccellenza, senza derive emotive, basati sulle analisi, sui numeri, sulle statistiche.
E’ passato troppo tempo dall’ultimo convegno e i recenti ping pong su stampa e social-network hanno contribuito solo ad accendere dubbi e incertezze.
Luisa Campatelli
Matera Capitale europea della Cultura/ Il sindaco di Ginosa "Noi ci abbiamo sempre creduto!"
Scritto da Redazione1Dopo lunghi giorni di ansie e attese, la scelta è stata fatta.
La città di Matera, la città dei Sassi, sarà la capitale europea della cultura 2019. il tanto atteso verdetto è arrivato.
Il presidente della giuria Steve Green ha comunicato l’esito della votazione, che si è conclusa con sette voti su 13 a favore di Matera, al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini.
Insieme a Matera erano candidate altre cinque città italiane: Cagliari, Lecce, Perugia, Ravenna, Siena.
“Esprimo grandissima soddisfazione –ha detto il Sindaco di Ginosa, il dott. Vito De Palma- per la scelta di Matera Capitale europea della cultura 2019. Quello di Matera 2019 è un progetto di sviluppo culturale ed economico per tutto il meridione d’Italia intrapreso dalla città di Matera al quale l’Amministrazione comunale di Ginosa da subito ha creduto. La nomina di Matera darà giusto risalto a tutta l’Italia ed in particolare al nostro amato territorio. Sono certo che anche la città di Lecce, altra prestigiosa candidatura del Sud Italia, con le sue eccellenze storiche, culturali ed enogastronomiche continuerà ad essere da esempio in materia di governance del territorio e di sviluppo del sud Italia.”
Con un proprio atto di giunta n. 279/2013 l’Amministrazione Comunale di Ginosa espresse in maniera chiara il proprio sostegno alla candidatura di Matera.
“Le ragioni del sostegno dell’Amministrazione Comunale di Ginosa a Matera 2019 –ha proseguito il Sindaco De Palma- risiedono non solo nella vicinanza territoriale delle due comunità, ma anche in fortissimi elementi di affinità artistiche, ambientali, culturali e turistiche che legano le due comunità. Il riferimento è alla Gravina di Ginosa, che rappresenta la naturale prosecuzione dei Sassi di Matera, per la quale il Comune di Ginosa aveva intrapreso il lungo cammino di inserimento, in estensione al sito dei Sassi di Matera, nell’elenco dei siti Unesco. Oggi questo cammino ritengo possa riprendere, dopo la battuta d’arresto causata dal crollo di via Matrice proprio nella gravina di Ginosa, anche sulla scorta di tale importante risultato per la città di Matera.”
“Infatti è di questi giorni –ha continuato il Sindaco De Palma- un altro importante risultato per la comunità ginosina nell’ambito delle attività poste in essere dall’Amministrazione Comunale per fare ripartire Ginosa dopo l’alluvione di ottobre 2013 ed il crollo di gennaio 2014: l’approvazione del progetto preliminare per la rimozione delle macerie ed il ripristino di via Matrice, affidato alla società Sea Consulting. Questo risultato dell’Amministrazione comunale, insieme alla nomina di Matera a Capitale europea della Cultura 2019, rappresenta un momento di svolta fondamentale per la comunità ginosina che tutti insieme dobbiamo saper cogliere nell’interesse superiore dei cittadini.”
“L’Amministrazione comunale di Ginosa –ha concluso il Sindaco De Palma- dopo avere contribuito al successo di Matera 2019 continuerà nella sua attività di promozione del territorio e di adozione di iniziative per la crescita economica, culturale e sociale del territorio. A tal fine il Comune di Ginosa parteciperà con un proprio stand all’Expo 2015 che si terrà a Milano. In quella occasione verranno presentati il nostro territorio e le sue bellezze ed i prodotti enogastronomici tipici del territorio con l’obiettivo di attrarre investitori e aumentare il numero dei turisti.”
Dario Stefàno "Lunedì andrò da Renzi per chiedere sblocco questione porto di Taranto e apertura del Tavolo interistituzionale"
Scritto da Redazione1
"Lunedì andrò a Roma dal premier Renzi per sollecitare lo sblocco della questione porto e la convocazione del tavolo
interistituzionale". E' quanto ha dichiarato il sen.Dario Stefàno, candidato alle primarie del centrosinistra per le prossime elezini regionali, durante un incontro con i lavoratori della TCT. Questi ultimi hanno mostrato grande interesse e apprezzamento nei confronti dell'impegno assunto da parlamentare.

