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Giornale di Taranto - Artigianato, Commercio & Agricoltura
Vini novelli e non, caldarroste, pettole, carni arrosto, cioccolateria, bocconotti, prodotti da forno, involtini di trippa, fagioli e cotiche, insomma tutti quei sapori autunnali che rendono questo periodo assolutamente unico sotto il profilo enogastronomico, di scena alla manifestazione ‘Perbacco che vicoli’, patrocinata dalla Regione Puglia ed è in compartecipazione con il Comune di Martina Franca. Organizzata dall’Associazione Event and Promotion di Roma in collaborazione con l’Associazione Portici d’Italia e il Festival la Girandola che coordinerà gli artisti di strada, Perbacco che vicoli si propone come un evento che apre ufficialmente il Natale, infatti pochi giorni dopo, precisamente nel giorno di Santa Cecilia il 22 Novembre, si preparano gli alberi di Natale e si festeggia in casa assaggiando pettole condite con zucchero o con il cotto tipico della nostra zona. A Perbacco non mancheranno le bancarelle natalizie ed una esposizione di alberi veri di Natale. Dopo il successo ottenuto l’estate scorsa con Le Notti della Girandola, svoltesi presso la Corte dei Fragni, Antonio Rubino, dopo circa 20 anni, ripropone come know how della manifestazione la neve artificiale nel centro storico, una operazione di marketing che riuscì a portare in quella occasione circa 100.000 persone. “L’obiettivo è quello di destagionalizzare il turismo a Martina Franca, portando nella Valle d’Itria migliaia di persone da ogni parte della regione e non solo, vista una imponente campagna pubblicitaria”, ad affermarlo il direttore della manifestazione Antonio Rubino. “La prima edizione, dal cui successo dipenderanno le successive, non vuole imitare alcun altro evento. Già vent’anni fa, quando non c’erano altre manifestazioni del genere, organizzai alcune edizioni di “Bacco & Venere” nella Cantina Sociale di Locorotondo, una di queste fu presentata da Giorgio Mastrota e Sara Ventura. La nostra organizzazione è specializzata in eventi di spettacolo che coniugati con l’enogastronomia, dopo il successo delle Notti della Girandola, hanno l’obiettivo di prolungare le tante presenze che si registrano a Martina Franca per la fiera di San Martino ed in quel di Noci per la manifestazione Bacco nelle gnostre. Perbacco che vicoli sarà un evento che vuole aprire ufficialmente il periodo natalizio. A tal proposito invitiamo tutte le bancarelle di articoli natalizi ed artigianato a contattarci allo 080.4800600. Troveremo un posto per loro”. Martina Franca si mobiliterà, ma sarà importante la partecipazione di tutte le attività commerciali che riceveranno giovamento da questi due giorni e soprattutto dai martinesi la cui grande ospitalità è riconosciuta da tutti.
Dichiarazione del "Possono due soli medici assistere 1.300 malati di tumore e, per assurdo, può assisterli efficacemente persino un solo medico? È la domanda che legittimamente si pone Antonia Grazia Borrello, presidentessa di Echèo ONLUS, un’associazione di volontariato che dal 2007 assiste i pazienti della struttura operativa di oncologia del Presidio Ospedaliero di Castellaneta e che ho fatto mia chiedendo spiegazioni al governo regionale attraverso una interrogazione a risposta scritta. In una missiva inviata all’assessore regionale al welfare, Elena Gentile, e al direttore generale dell’ASL Taranto, Fabrizio Scattaglia, nonché per conoscenza ai consiglieri regionali, Antonia Grazia Borrello denuncia la grave situazione in cui versa, nonostante gli encomiabili sforzi del personale medico e sanitario, il reparto oncologico del PO di Castellaneta che, secondo quanto afferma lei stessa, assiste “1.300 pazienti tra quelli in terapia e quelli in follow-up”. Sempre secondo quanto riportato nella lettera-denuncia dell’associazione Echèo ONLUS, la struttura operativa di oncologia del PO di Castellaneta assiste un tale numero di pazienti con “soli due medici e pochissimi infermieri, di cui solo alcuni abilitati alla preparazione dei farmaci chemioterapici”, tanto che “il reparto è ormai al collasso”. Questa assurda situazione, frutto dei “tagli” alla sanità jonica imposti da Vendola, provoca enormi disagi ai pazienti che, sempre come denuncia l’Echèo ONLUS, a Castellaneta sono costretti “ad estenuanti ore di attesa per essere visitati”, tanto che vengono constatati “ormai quotidianamente casi in cui il paziente è costretto ad attendere un'intera giornata prima di essere ricevuto, pur essendo dotato di un appuntamento in prima mattinata”. Una situazione che potrebbe portare a gesti estremi i soggetti più provati, si tratta di disagi sopportati da malati oncologici già debilitati dalla malattia e da cure chemioterapiche: Antonia Grazia Borrello rivela che è stato “recentemente registrato il caso di un paziente anziano che, preso dallo sconforto, ha minacciato di buttarsi giù dall’ultimo piano dell’ospedale”. Nel prossimo futuro, inoltre, la situazione potrebbe peggiorare in quanto, sempre secondo l’Echèo ONLUS, uno dei due medici “è in procinto di trasferirsi a Bari per mezzo della mobilità”: in pratica 1.300 pazienti sarebbero così assistiti da un solo medico. Recependo l’accorato appello dell’Echèo ONLUS, ho depositato un'interrogazione a risposta scritta in cui chiedo di sapere se l’ASL Taranto abbia già individuato un medico specialistico per sostituire in tempo reale, senza nessun periodo di vacatio, il medico in procinto di trasferirsi a Bari, in modo da evitare che il peso dell’intera struttura operativa di oncologia del Presidio Ospedaliero di Castellaneta ricada su un solo medico Ho chiesto inoltre di potenziare le capacità sanitarie della struttura operativa di oncologia di Castellaneta consentendogli così di assistere efficacemente i tanti pazienti. Come ieri ha affermato proprio a Taranto il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, lo Stato ha già stanziato i fondi per potenziare l’oncologia della sanità jonica con nuove assunzioni: i soldi ci sono dunque, vengano spesi bene e subito per riuscire ad assistere i tanti cittadini già colpiti da un male terribile".
Si è svolta a Massafra il 7 novembre scorso, una conferenza promossa dal Comitato per la Corretta Gestione dei rifiuti di Massafra con la presenza del noto Paul Connett, professore di chimica e tossicologia presso la St. Lawrence University, villaggio di Canton di New York, ideatore della Strategia Rifiuti Zero. “È stata un’occasione unica – commenta l’assessore alla Qualità dell’Ambiente, Leonardo Galante – aver conosciuto ed ascoltato il prof. Connet. Ancora una volta viene confermata che una corretta gestione dei rifiuti porta benefici all’intera comunità soprattutto in termini di ambiente, economia ed in particolare di salute. Il suo intervento è stato encomiabile per i suoi contenuti altamente professionali e che trova riscontro in tutto quello che, ormai da anni, stiamo facendo, in termini di interventi, nella nostra comunità ginosina”. “Queste esperienze – sottolinea il sindaco Vito De Palma – sono positive per confermare che la gestione dei ‘rifiuti’ non è più una strategia, ma una vera e propria esigenza da ascrivere nelle agende dei programmi comunali. Da parte nostra ce la stiamo mettendo tutta al fine di condurre la nostra comunità al ‘rifiuto zero’ così come ha evidenziato il prof. Paul Connet e credo che nel 2020, così come ha dichiarato, Ginosa e Marina di Ginosa saremo puntuali all’appuntamento. Poi – conclude De Palma – un invito a tutti i cittadini a collaborare e partecipare attivamente sempre più, in vista della quinta edizione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti che si terrà dal 16 al 24 novembre 2013. Anche su quest’ultimo progetto il Comune di Ginosa conferma la sua partecipazione attraverso una campagna d’informazione e sensibilizzazione dei ginosini”.
Confido in una rilettura più attenta dei dispositivi di legge previsti in stato di calamità da parte dei parlamentari pugliesi del Movimento 5 Stelle che ieri hanno diramato una nota sulla situazione del post alluvione a Ginosa chiaramente critica nei confronti dell’operato della Regione e dell’Assessorato all’agricoltura pugliese in particolare. Un attacco che suona tardivo e fuori luogo, oltre che strumentale, specie se si considera che la categoria che si intende tutelare, ovvero gli agricoltori e gli allevatori di quella zona, sono gli stessi che passo dopo passo stanno costruendo insieme ai nostri uffici il percorso più lineare, certo e di garanzia che servirà, dopo la quantificazione dei danni subiti dalle aziende, al ristoro e alla riparazione delle conseguenze dell’alluvione di 25 giorni fa. E’ lapidario il commento dell’Assessore alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia, Fabrizio Nardoni, che proprio in una nota risponde ai deputati L’Abbate e Donno, rispettivamente componenti della Commissione Agricoltura alla Camera e al Senato. Questo Assessorato si è attivato immediatamente per poter fronteggiare la situazione relativa all’alluvione del 7 e 8 ottobre scorsi – dice Nardoni – nello specifico l’11 ottobre 2013 è stata fatta la delibera di Giunta per l’avvio dei procedimenti di stato di emergnenza, contestualmente sono state attivate tutte le strutture periferiche per la perimetrazione precisa e puntuale di tutte le aree colpite dalla calamità. Un lavoro che affronta il futuro ma che risolve anche l’emergenza. Sulla base del Decreto Legge 102/2004 che prevede, tra gli altri, “interventi di ripristino delle infrastrutture connesse all’attività agricola, tra cui quelle irrigue e di bonifica, compatibilmente con le esigenze primarie delle imprese agricole nelle zone colpite da calamità naturali o eventi eccezionali”, l’Assessorato informa che è attualmente in corso la rilevazione tecnica, che ha bisogno di attenzione e cura per poter quantificare i danni subiti dalle imprese agroalimentari e zootecniche che si intersecano con i gravissimi danni subiti a livello di protezione civile (infrastrutture, condotte idriche, comunicazioni). Un lavoro che al contrario da quanto affermato dai deputati pentastellati guarda proprio alla pianificazione e alla manutenzione del territorio – sottolinea l’Assessore Nardoni – affinchè catastrofi del genere non debbano più ripetersi in spregio ad un uso a volte poco attento del nostro patrimonio naturale e affinchè l’aiuto arrivi realmente a chi ha perso tutto o tanto e non a chi pensa di poter furbescamente usufruire di sostegni che non gli spettano e che rischiano di creare ulteriore danno agli agricoltori e agli allevatori veri che proprio in quella zona oggi meritano, meno chiacchierologia e più reale attenzione.
Mobilitazione compatta ieri, 5 novembre, dei Rettori delle Università di Puglia e Molise per evitare che il Decreto legge 12 settembre 2013 n. 104 sulle “Misure urgenti in materia di istruzione, università e ricerca”, possa trasformarsi in legge. Nei prossimi giorni infatti, il Decreto Legge 104/2013, che penalizza le università del Sud, sarà discusso al Senato per la sua definitiva conversione. Alle conferenze stampa, tenutesi in contemporanea in tutte le sedi universitarie di Bari, Foggia, Lecce e Campobasso, nelle quali è stato presentata e diffusa una mozione comune e sottoscritta, è seguita la stesura e condivisione di un emendamento aggiuntivo di modifica al Decreto Legge. Il documento è stato inviato al Ministro, ai parlamentari della regione, alla Conferenza dei Rettori, al Consiglio Nazionale Universitario. I Rettori delle Università di Puglia e Molise chiedono, attraverso l’emendamento, che dopo l’art. 21 Decreto legge 12 settembre 2013 n. 104 venga aggiunto il seguente articolo, denominato Art. 21 bis: 1. Per ogni Istituzione Universitaria Statale le assegnazioni dei punti organico relative all’anno 2013 e per gli anni successivi sono effettuate nel limite massimo dei punti organico rivenienti dalle cessazioni dell’anno 2012 e seguenti del personale a tempo indeterminato e dei ricercatori a tempo determinato, tenuto conto della sostenibilità e dell’equilibrio economico - finanziario e patrimoniale di ciascun Ateneo e delle disposizioni di cui all’art. 7 comma 6 del D. L.vo 29.3.2012, n. 49. 2. Il Ministro dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca definisce, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, entro il 31.12.2013, il costo standard unitario di formazione per studenti da determinarsi tenuto conto dei contesti economici, territoriali e infrastrutturali e delle altre voci di costo di cui all’art. 8 del D. L.vo 29.3.2012, n. 49. 3. Al fine di garantire l’uniformità di trattamento sul diritto agli studi universitari, le risorse aggiuntive per la quota di incentivazione del Fondo per il finanziamento ordinario delle Università e i contributi di cui alla legge 29 luglio 1991, n. 243, relativi all’anno 2013 e successivi, saranno definiti tenuto conto delle disposizioni di cui all’art. 8, comma 11 del D.P.C.M. 9 aprile 2001. 4. Le spese relative agli stipendi a carico delle Università corrisposte al personale universitario docente e tecnico amministrativo che presta attività in regime convenzionale con il Servizio sanitario nazionale sono ridotte di un terzo ai fini del calcolo dell’indicatore di cui all’art. 5 comma 1 del D. L. 29.3.2012 N. 49. 5. Per l’esercizio finanziario 2014 e successivi, gli interventi relativi all’attribuzione della quota base del Fondo per il funzionamento ordinario delle Università statali e dei Consorzi interuniversitari terranno conto degli indici di deprivazione sociale elaborati dall’ISTAT relativi agli anni immediatamente precedenti.
Sono almeno dieci i motivi per i quali sarebbe opportuno non acquistare prodotti contraffatti. Federmoda Taranto all’appuntamento dell’11 novembre, per la giornata di mobilitazione “Legalità mi Piace” indetta da Confcommercio su tutto il territorio nazionale contro la diffusione dei fenomeni illegali, scende in campo con un decalogo della legalità. Dieci buone ragioni per non comprare prodotti falsi – secondo Giovanni GERI, presidente provinciale di Federmoda- spesso poco note ai consumatori che non sanno quali processi produttivi possano nascondersi dietro alcuni prodotti di provenienza illecita e a quali rischi per la salute, oltre che sanzionatori per l’acquirente, si possa andare incontro. L’informazione gioca un ruolo primario nel processo di sensibilizzazione del consumatore, di qui la decisione di Federmoda Taranto di realizzare un decalogo che sarà esposto nelle vetrine dei negozi del settore abbigliamento. <> L’abusivismo commerciale e la contraffazione creano inoltre un danno all’erario, poiché l’industria del falso sottrae allo Stato una quota significativa del gettito, con le ben note conseguenze per l’economia. <> Concludendo, quanto basta per affermare che la lotta all’abusivismo commerciale è innanzitutto una manifestazione di civiltà.
Questa mattina il Sindaco di Ginosa, il dott. Vito De Palma, ha inviato una nota al Presidente del Gruppo Natuzzi per sollecitare un incontro durante il quale si parlerà della vertenza Natuzzi. In detta nota il Sindaco di Ginosa ha chiesto di potere incontrare Pasquale Natuzzi anche per conoscere nel dettagli e nella tempistica le reali attività che dovrebbe scolgere la New Co, società che dovrebbe rilanciare il Gruppo Natuzzi e salvaguardare i livelli occupazionali. Allo stesso tempo il Sindaco De palma ha inviato al Ministero dello Sviluppo Economico ed alla Regione Puglia una richiesta ufficiale con la quale si chiede di essere convocati in maniera permanente e di fare parte della Cabina di Regia che dovrebbe affrontare e risolvere la questione Natuzzi. Nella stessa giornata di oggi, infine, il Sindaco De Palma ha scritto al dott. Marcora, Amministratore Delegato della TBM, ed alla Regione Puglia chiedendo a Marcora un urgente incontro al fine di riprendere la discussione sulla vertenza occupazionale che vede coinvolto lo stabilimento di Ginosa ed i suoi 66 lavoratori. In questa ultima nota è stato anche chiesto di riattivare la Task Force presso la Regione Puglia che era stato convocato in precedenza. “In questo particolarissimo momento storico di crisi economica ed occupazionale –ha detto il Sindaco De Palma- non possiamo permetterci di abbassare la guardia. Faremo tutto quello che è possibile per tutelare i lavoratori della nostra comunità impegnati nella Natuzzi e nella TBM. I fronti sui quali siamo fortemente impegnati sono numerosi. Non dimentico i lavoratori della Miroglio ed i lavoratori del servizio pulizie delle scuole, per i quali ho chiesto un intervento al Ministro dell’Istruzione per trovare i fondi necessari ad evitare riduzioni di orari di lavoro e licenziamenti, così come altissima è l’attenzione relativamente alle alluvioni di Marina di Ginosa del marzo 2011 e di Ginosa dell’ottobre scorso. Il territorio e la comunità ginosina e marinese attendo risposte che non possono essere più rimandate. A parte dell’Amministrazione comunale vi è tutto l’impegno e la disponibilità a collaborare per trovare le soluzioni migliori e con tempestività. L’auspicio è che vi sia da parte di tutte le altre istituzioni la stessa volontà di raggiungere gli obiettivi migliori per la nostra comunità.” “Sono convinto –ha concluso il Sindaco De Palma- che l’unità di intenti dei protagonisti di queste vertenze ed emergenze, i cittadini, i lavoratori, le istituzioni, i politici ed i sindacati, sapranno trovare la giusta sintesi nell’interesse primario dei lavoratori e dei cittadini.”
Il tema posto in evidenza in queste settimane sul crollo vorticoso del prezzo dell’uva da tavola, portato alla ribalta anche da un recente servizio televisivo sulla testata giornalistica nazionale del TG2 (edizione di martedì 5 novembre) non ci vede assolutamente disattenti rispetto alle difficoltà del comparto che più di altri vive sulla pelle di produttori e aziende agricole il particolare periodo congiunturale in cui i consumi delle famiglie si sono ridotti all’essenziale. E’ quanto dichiara l’Assessore alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia, Fabrizio Nardoni, commentando le dichiarazioni stampa rese da alcuni agricoltori della provincia di Taranto. Stiamo cercando possibili soluzioni, ma è opportuno anche specificare che questo fenomeno è strettamente connesso ad un combinato disposto di fattori negativi: dai bassi consumi di uva, agli effetti delle varie calamità naturali che danneggiano il prodotto, fino all’eccedenza di prodotto proveniente da altri Paesi Europei (Grecia, Turchia, Spagna) ed extra UE – dice l’Assessore Nardoni – su cui solo in parte possiamo intervenire, così come abbiamo fatto, promuovendo la filiera corta o l’acquisizione del Marchio Prodotti di Qualità Puglia che di fatto garantisce alla nostra uva un plusvalore in termini di certezze e garanzie per il consumatore. Un sistema, quello della qualità, che la Regione Puglia incentiva anche a livello di programmi di intervento finanziario creando corsie preferenziali per i produttori che decidono di investire proprio sul riconoscimento di disciplinari che garantiscono provenienza e qualità. Ma il grido d’allarme lanciato dagli agricoltori sui rischi dell’impresa agricola e sulla volatilità del mercato hanno già trovato riconoscimento nell’impegno dell’assessorato regionale. Ci siamo mossi prontamente per risolvere in una prima fase emergenziale legata all’ampliamento della capacità di stoccaggio dei mostri negli stabilimenti già autorizzati per la trasformazione dell’uva da tavola in succhi – dice Nardoni – e successivamente chiedendo al Ministero una deroga rispetto al periodo per la dichiarazione di inizio attività per nuove cantine (oltre le 13 già operanti sul territorio regionale) in grado di svolgere questo compito. Ma ho anche chiesto nel recente Comitato Vitivinicolo che il mondo della ricerca sia in grado di fornire soluzioni possibili per intervenire nei momenti di particolare criticità del comparto attraverso una diversa utilizzazione alimentare dell’uva che ciclicamente subisce sbalzi di prezzo difficili da ammortizzare. La nota dell’Assessorato alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia termina con una comunicazione che riguarda tutto il sistema produttivo pugliese. E’ in itinere la convocazione di un tavolo di confronto con le associazioni di categoria, le OP e gli organismi della grande distribuzione – afferma l’Assessore pugliese – Con loro speriamo di trovare possibili punti di convergenza verso azioni condivise che salvaguardino il settore ma anche il consumatore.
In occasione dell’Assemblea degli iscritti del Club per l’elezione del nuovo Direttivo e l’assegnazione degli incarichi per il prossimo triennio 2014-2017, si terrà una conferenza, tenuta dall’Ammiraglio Fabio CAFFIO, dal titolo “ Effetti della pirateria sull’economia marittima” . L’Amm. Ispettore Fabio CAFFIO è nato a Taranto come Ufficiale del Corpo di Commissariato della M.M., è stato incaricato, a bordo e a terra, in particolare presso il Comando della Squadra Navale, lo Stato Maggiore Marina e lo Stato Maggiore Difesa, rappresentando la Difesa in colloqui e conferenze diplomatiche relative a temi di diritto marittimo come le delimitazioni di vari spazi marittimi del Mediterraneo, Il Protocollo di Londra sul terrorismo marittimo, il Manuale di Sanremo. E’ autore di diversi articoli su questi temi collaborando con riviste italiane e straniere, è autore del Glossario del Diritto del Mare. E’ coautore del volume “Pirati di ieri e di oggi”. Si dedica altresì a studi sulle tradizioni marittime tarantine ed in particolare sulla molluschicoltura. Attualmente collabora, come esperto, con il Servizio del Contenzioso Diplomatico del Ministero degli Affari Esteri. Altro relatore della serata sarà, il socio onorario del Club, Franco GUARINO, reporter-esploratore della Rai, che riferirà, anche con l’ausilio di immagini, delle sue esperienze in merito. Franco GUARINO, nato a Taranto, ha compiuto diverse missioni in tutto il mondo in qualità di esploratore-ricercatore collaborando a programmi di Agenzie delle Nazioni Unite. Ha percorso numerosi itinerari lungo le antiche vie commerciali e percorsi degli esploratori del passato. Dal 1981, pur continuando esplorazioni e ricerche, è passato alla professione di reporter televisivo, collaborando con la Rai e l’Onu, realizzando in tutto il mondo, reportage relativi ad approfondimenti geopolitici, culturali, scientifici, dei diritti umani, di conflitti territoriali e bellici. L’argomento trattato sarà l’occasione per ricordare la vergognosa vicenda che sta caratterizzando “la lunga permanenza in India” dei due fucilieri di marina: Salvatore GIRONE e Massimiliano LATORRE.
«In occasione del convegno organizzato dall’arcidiocesi di Taranto in collaborazione con Lumsa, università degli studi e politecnico di Bari, sul tema: ‘Ambiente, salute, lavoro: un cammino possibile per il bene comune’, il sommo pontefice Francesco rivolge il suo beneaugurante pensiero, esprimendo cordiale vicinanza alla cara popolazione ed assicurando la sua preghiera affinché si giunga alla pronta soluzione della complessa situazione attuale. Sua Santità auspica che la proficua riflessione, accompagnata da scelte concrete verso stili di vita sostenibili sul piano umano ed ecologico e da un sistema economico che promuova la piena realizzazione della persona, giunga al pieno riconoscimento dei diritti di ciascuno al lavoro, alla salute e alla pacifica convivenza. Con tali voti, il Santo Padre, mentre affida attese e propositi alla materna protezione della Vergine Maria, imparte con affetto a vostra Eccellenza, alle autorità presenti, ai promotori dell’iniziativa, ai relatori e a tutti i partecipanti una speciale benedizione apostolica, estendendola all’intera città». Questo il testo del messaggio che Papa Francesco ha voluto dar pervenire attraverso l' Arcivescovo Pietro Parolin-segretario di Stato di Sua Santità al convegno organizzato per il 7 novembre dall’arcidiocesi di Taranto su un tema particolarmente scottante per Taranto visti i tanti aspetti giudiziari proprio di questi ultimi giorni. Ed è su questa tema che a partire dalle ore 9,30, nella sala convegni dell'Università LUMSA presso la Chiesa Santa Rita a Taranto, si confronteranno le Istituzioni locali e i rappresentanti di Governo che hanno assicurato la loro presenza, i Ministri dell'Ambiente Orlando e della Sanità Lorenzin. Dalla loro voce ascolteremo i programmi messi a punto dai due Dicasteri per ridare "ossigeno" alla città di Taranto, sia sotto l'aspetto di un ambiente sano e pulito, sia sotto l'aspetto sanitario, sia sotto l'aspetto di nuove risorse da mettere a disposizione di un territorio da troppo tempo sotto pressione e pieno di conflitti socio-economici. Programma allegato. Nei giorni scorsi l’Arcivescovo di Taranto Mons. Filippo Santoro nella presentazione dell'evento ha letto un documento che per i suoi alti contenuti spirituali e concreti riportiamo integralmente: "La Chiesa non ha soluzioni tecniche da proporre in relazione al conflitto che qui a Taranto si presenta in forma drammatica tra salute e lavoro, ma può offrire il prezioso contributo della sua solidarietà e della Dottrina Sociale come percorso privilegiato verso il rispetto della persona umana e del conseguimento del bene comune, che abbraccia anche la custodia del creato. Non avendo soluzioni tecniche abbiamo preferito ascoltare la voce di uomini di scienza qualificati, di amministratori dello stato e di rappresentanti della società civile. Il nostro obiettivo è di favorire la concertazione tra le varie forze positive presenti sul nostro territorio per aiutare ad una soluzione che veda in primo luogo non il lucro ed il profitto, ma la difesa della vita, della salute e del lavoro. Promuovendo questo convegno ho presente i volti dei bambini ammalati di cancro, i parenti che ci hanno lasciato a causa dell'inquinamento, la lunga fila di disoccupati e degli operai che rischiano di perdere il posto di lavoro. Ultimamente anche gli operai della Vestas che ho visitato e quelli della Marcegaglia ai quali do tutta la mia solidarietà. Ho sempre detto che l'alternativa tra difesa dell'ambiente, della salute e della produzione e del lavoro è falsa e iniqua. Si stimola solo una guerra tra vittime. Ascolteremo i professori universitari, i ricercatori del Politecnico di Torino (prof. Giuseppe Genon) e di Bari, polo Jonico di Taranto (prof. Vito Albino), il prof Luca di Nardo dello staff del sub commissario Ilva di Taranto che presenterà l'esempio positivo di Duisburg, per dirci se è possibile una produzione senza inquinamento, distruzione dell'ambiente e della vita umana. Vogliamo una parola chiara per sapere se siamo condannati o se c'è via di salvezza per la salute dei tarantini, per i lavoratori e soprattutto per i più poveri. Ho invitato, attraverso un lavoro paziente, due ministri Andrea Orlando e Beatrice Lorenzin, insieme con i responsabili locali della politica, dell'impresa, delle organizzazioni ambientaliste, per mostrarci come un piano Pro-Taranto sia possibile permettendo un miglioramento dell'aria, dell'ambiente e del mare, del lavoro e della qualità della vita. Ci aspettiamo indicazioni chiare da parte degli uomini di scienza e prospettive concrete da parte degli amministratori e dei politici. Il Ministro dell'Ambiente si era già impegnato, quando l'ho incontrato a Roma, a coprire i parchi minerari, ambientalizzare gli impianti e ad effettuare le bonifiche necessarie. Conosco perfettamente il disorientamento e la sfiducia globali che inquietano l’Italia. Così come sono consapevole del passo che è stato dato con la conclusione delle indagini preliminari da parte della Magistratura. Speriamo che il pessimismo e la diffidenza nei riguardi delle istituzioni siano superati perché con coraggio non rinunziamo alla costruzione del futuro di Taranto della quale e per quale costruzione tutti noi siamo protagonisti e responsabili. Il Convegno comincerà con una riflessione teologale sulla visione sapienziale della custodia dell'ambiente per indicare che ciò che ci spinge è l'esperienza della fede in vista della costruzione del bene comune. Ringrazio per la disponibilità di quanti hanno aderito e ringrazio la stampa per la partecipazione a questo convegno organizzato dall'Arcidiocesi di Taranto come un contributo per ridare speranza alla nostra terra".
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