Tremilatrecento atleti già iscritti, a cui si aggiungeranno i 700 del nuoto portando così il numero complessivo a 4mila partecipanti. Inoltre, 3mila volontari, 33 sport diversi, 282 cerimonie di premiazione e un totale di 2500 medaglie - coniate dalla Zecca di Stato - in oro, argento e bronzo. La delegazione italiana conta già 416 atleti, arriverà a 500 con l’atletica e quindi sarà la più numerosa dell’evento sportivo internazionale. E ancora: 60 eventi diversi, tra moda musica, arte e concerti, per offrire nei giorni dei Giochi, dal 21 agosto al 3 settembre, "per offrire una narrazione diversa di Taranto". Sono i numeri principali della ventesima edizione dei Giochi del Mediterraneo, con 26 Paesi partecipanti dell’area mediterranea, presentata oggi a Taranto a un mese esatto dalla cerimonia inaugurale che avverrà la sera del 21 agosto nello stadio Iacovone. Finanziati dal Governo con 275 milioni solo per gli impianti sportivi tra costruzioni e ristrutturazioni - a parte le spese di organizzazione e ospitalità -, i Giochi coinvolgeranno Taranto e provincia, Brindisi e provincia, Lecce e la provincia di Bari. "Siamo ora a 30 giorni dalla partenza dei Giochi, ma eravamo a 30 mesi quando ci siamo conosciuti - ha detto Massimo Ferrarese, commissario di Governo per le opere dei Giochi e presidente del comitato organizzatore locale, rivolgendosi ai giornalisti -. In molti dicevano: non ce la farete vero? Invece, la mia soddisfazione grande è aver visto posare, nelle scorse ore, gli ultimi rotoli del manto erboso naturale allo stadio Iacovone. Avevamo previsto il 30 luglio come conclusione dei lavori e ci siamo". 

"Con questi numeri, l’edizione 2026 dei Giochi del Mediterraneo è la più grande e importante da quando il comitato internazionale ha diviso i Giochi del Mediterraneo da quelli da spiaggia che si svolgeranno in un momento successivo a Portimao in Portogallo", ha detto Carlo Molfetta, direttore generale dei Giochi. "Taranto è i Giochi del Mediterraneo, non è solo ospitalità - ha dichiarato il sindaco Piero Bitetti -. Come Comune abbiamo pensato anche a vari eventi prima durante e dopo le gare sportive perché vogliamo far sentire la popolazione tarantina partecipe. Taranto deve fare suoi i Giochi e non sentirsi stravolta". Per la società G2 Eventi, che curerà le cerimonie di apertura e chiusura dei Giochi allo Iacovone "nella cerimonia di apertura vedremo la storia di Taranto con gli occhi di un ragazzo del posto che guarda però al futuro. Sarà un momento teatrale che comunicherà dei valori. E noi vogliamo recitare questa storia non come momento di intrattenimento ma come espressione di valori: il mare, i delfini, la civiltà della Magna Grecia, gli atleti di quel tempo. La cerimonia finale sarà invece una festa". A parlare, l’ad Francesco Paolo Conticello e il direttore artistico Angelo Bonello. La sera del 21 agosto saranno allo stadio Al Bano, Serena Brancale e Mietta, tutti artisti pugliesi (ma se ne annunciano altri), mentre il 3 settembre si esibirà Rockin1000, una grande band internazionale "che riunirà tantissimi musicisti del Mediterraneo". Presentata infine la mascotte dei Giochi: Ionios. Ce ne saranno 4 e gireranno i diversi luoghi e impianti dei Giochi per coinvolgere atleti e pubblico. 

La storia recente di Taranto come strumento per comprendere e

affrontare le sfide del presente. È questo il tema al centro della presentazione del volume Storia di

Taranto 1980-2000. Dal disincanto alla transizione, curato da Giovanni Battafarano e pubblicato da

Mandese Editore, in programma martedì 21 luglio 2026 alle ore 18.00 a Palazzo Pantaleo in Città

Vecchia.

L'iniziativa è promossa dall'Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Taranto, in collaborazione

con INU Puglia, Italia Nostra Sezione di Taranto, Presidenza Regionale Italia Nostra, il Museo

Etnografico "Alfredo Majorano", Museion e la cooperativa Polisviluppo.

Dopo l'introduzione del Senatore Giovanni Battafarano, curatore del libro, l'attenzione si concentrerà sul saggio dell'architetto Antonella CarellaL'urbanistica a Taranto 1980-2000. Sfide,

impatti e risposte politiche in un contesto industriale dominante, che analizza le trasformazioni

urbanistiche della città negli ultimi due decenni del Novecento.

Lo studio ricostruisce le principali tappe dell'evoluzione urbanistica di Taranto, dall'adozione del

primo Programma Pluriennale di Attuazione nel 1980 allo sviluppo di Taranto Due, dalla mancata

attuazione del Piano Blandino per la Città Vecchia fino ai programmi complessi finanziati dall'Unione

Europea negli anni Novanta. Un percorso che mette in evidenza come la crisi della monocultura

industriale abbia imposto nuovi modelli di pianificazione, offrendo ancora oggi spunti di riflessione

per affrontare le sfide della rigenerazione urbana e della transizione ecologica.

Questo studio non vuole essere una semplice ricostruzione storica, ma un'analisi critica delle scelte

urbanistiche di quel ventennio per ricavarne strumenti utili a interpretare le trasformazioni in corso.

L'approfondimento di questi vent'anni cruciali intende offrire un contributo analitico alla riflessione

sugli errori del passato e alla costruzione condivisa di un futuro organico per il territorio tarantino.

A seguire si terrà la tavola rotonda "La storia e le sfide del territorio contemporaneo", moderata

dalla giornalista Luisa Campatelli. I relatori Paolo Bruni, Vincenzo De Palma, Fabrizio Iurlano,

Giancarlo Mastrovito e Ilaria Pecoraro dialogheranno con gli autori del volume, prendendo spunto

dai temi emersi nel libro per confrontarsi sulle prospettive di sviluppo, pianificazione e rigenerazione

del territorio tarantino.

L'evento è realizzato con il sostegno di Edilizia Alò di Villa Castelli, sponsor ufficiale dell'iniziativa

e realtà imprenditoriale d'eccellenza, costantemente impegnata al fianco dei professionisti dell'area

tecnica per promuovere la qualità del costruire e la rigenerazione sostenibile del territorio.

L'incontro, a ingresso libero, si svolgerà presso Palazzo Pantaleo (Rampa Pantaleo, Taranto) ed è

aperto a professionisti, studiosi e a tutti i cittadini interessati.

Martedì 21 luglio, nuovo importante appuntamento della rassegna L’Angolo della Conversazione. L’arena della Y Beach accoglierà l’ex governatore della Regione Puglia Michele Emiliano per la presentazione del suo romanzo d’esordio “L'alba di San Nicola”, edito da Solferino, un legal thriller storico che intreccia un'indagine giudiziaria con intrighi internazionali e vicende legate alla guerra di Libia.
L'evento sarà un'occasione di confronto e riflessione sui temi affrontati nel volume, attraverso il dialogo tra l'autore e il giornalista Giovanni Saracino, direttore del Corriere di Taranto, che condurrà l'incontro.
Il libro è ambientato a Bari nel maggio 1911. È l’alba del giorno dopo la grande festa di San Nicola quando, su una spiaggetta cittadina, viene ritrovato il corpo di una ragazza uccisa da una coltellata netta al cuore. Stretto nella mano, un indizio inquietante: un bottone militare con il monogramma del re. Il sospettato perfetto è il giovane pescatore Sabino Lepore, amico d’infanzia della vittima, Anna: ne era innamorato e soprattutto è povero, impulsivo, senza difese. Ma il maresciallo Michelangelo Piemontese, cresciuto a Bari Vecchia negli stessi vicoli del presunto assassino, non ci sta a quella verità precostituita. A chi appartiene quel bottone e chi è il misterioso tenente Massimo Sella, che forse era con Anna quella sera ma che non avrebbe dovuto nemmeno trovarsi a Bari? Per opporsi a un esito già scritto, Michelangelo va a cercare fino a Napoli un’alleata: Maria, brillante avvocatessa e amica di Anna, una donna abbastanza conturbante e libera da preoccupare non poco Concetta, moglie del maresciallo. Dal momento in cui Maria e suo padre compaiono in aula per prendere la difesa di Sabino, le carte in tavola cominciano a cambiare, rivelando una scia di omissioni, minacce e segreti che conducono verso la basilica di San Nicola, verso i palazzi del re e perfino oltre il mare, dove l’Italia prepara la guerra alla Libia. Tra intrighi internazionali e colpi di scena giudiziari, donne coraggiose e uomini divisi tra dovere e diritto, prende forma un legal thriller appassionante e originale, che scava nel cuore oscuro dell’Italia di inizio Novecento. Un racconto che parla di giustizia sociale e politica, di Nord e di Sud, del pericolo che il potere diventi un’arma e la libertà un lusso.
Event partner della serata la Fondazione ORO6 per il Sociale.
Prenotazione posti sulla piattaforma Eventbrite e al botteghino dello Yachting Club. Infoline 335/6386685.

 

 

Taranto si appresta ad ospitare per La serata inaugurale del prossimo 21 agosto capi di Stato, capi di Governo e Ministri. 

A rappresentare l’Italia alla

Giornata di apertura dei Giochi ci sarà il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, mentre dovrebbe essere della partita per la Giornata di chiusura la Premier Giorgia Meloni.

Notizia da confermare potrebbe essere quella che dà la presenza a Taranto per il Prossimo 21

agosto del Principe Alberto Ranieri di Monaco che potrebbe essere accompagnato dalla consorte .

Insomma i Giochi del

mediterraneo 2026 iniziano a prendere forma ed anche con presenze illustri.

Tantissimi gli artisti che animeranno la cerimonia inaugurale, a cominciare da Mietta e Diodato, tarantini che con la loro musica hanno sempre espresso il legame profondo che li lega alla loro terra di origine. Intanto martedì  21 luglio, alle ore 21:00, Piazza della Vittoria si accenderà per "Meno 30 con RDS": l’evento che darà ufficialmente il via al conto alla rovescia verso i XX Giochi del Mediterraneo Taranto 2026, ad un mese dalla Cerimonia di Apertura.

Sarà una serata di festa, musica e partecipazione, realizzata insieme a RDS 100% Grandi Successi, Radio Ufficiale dei Giochi. Sul palco: Don Cash, le ballerine di RDS e la Mascotte ufficiale dei Giochi, pronti a coinvolgere il pubblico in un evento emozionante e gratuito, aperto a tutta la città.

Questo appuntamento segna il primo grande momento di condivisione con la comunità, un'occasione preziosa per far crescere l'entusiasmo attorno ai Giochi. 

 

di Ingrid Iaci 


Parola d'ordine riqualificare, attraverso interventi finalizzati a rendere ancora più bella e attrattiva la nostra terra. Una tendenza che in Puglia sta prendendo piede grazie a imprenditori che decidono di investire contribuendo a consolidare questo percorso. Ed è da questa consapevolezza che nasce "Borgo Galante" intuizione della famiglia Montanino, una struttura nel cuore della campagna ostunese, proprio al confine con Martina Franca, nata dal coraggioso investimento dell'imprenditore tarantino e dei suoi tre figli. Non si tratta solo di un'opera di riqualificazione: è una scelta che parla di radici, di amore per la Puglia e del desiderio di lasciare alle future generazioni un patrimonio concreto fatto di lavoro, bellezza e cura del territorio.

I ruderi che punteggiavano la proprietà sono stati recuperati con rispetto e gusto, trasformandosi in suggestivi trulli che offrono ospitalità e quiete. Ogni unità conserva l’anima del luogo: pietra a vista, volte imbiancate e dettagli che richiamano la tradizione. Tutto punta a coniugare benessere e autenticità, tradizioni e modernità.

"Ho scelto di coinvolgere attivamente i miei tre figli nella gestione quotidiana del Borgo, trasformando l’iniziativa in una vera e propria missione familiare condivisa - ha dichiarato l'imprenditore tarantino - non ho inteso solo lasciare una proprietà: piuttosto per me si è trattato di una trasmissione di valori importanti come il rispetto per la terra, la cura della bellezza rurale e l’importanza del lavoro ben fatto che si concretizza in un’impresa fatta su misura per loro in termini di ospitalità e sviluppo locale.

Tengo a precisare che la riqualificazione che abbiamo progettato  insieme - ha aggiunto il patron di Borgo Galante - è una testimonianza di sostenibilità culturale: abbiamo, cioè, inteso valorizzare ciò che già esisteva, salvare i ruderi dalla dimenticanza e restituirli alla comunità attraverso un’attività capace di generare occupazione e promuovere il territorio. I miei figli si sono occupati di tutti gli aspetti per così dire "più moderni": l'angolo fitness è una loro idea, ad esempio, e di tutto ciò che riguarda la salvaguardia dell'ambiente, come l'utilizzo di materiali ecosostenibili, aspetti questi a cui loro tengono molto.

Non è stato sempre semplice essere in sintonia con le loro idee- ha confessato in conclusione l'imprenditore - le differenze di visione si sono sentite tutte, ma alla fine credo che abbiamo fatto un buon lavoro, creando non una semplice struttura ricettiva ma un luogo in cui il passato rurale dialoga con un presente attento al benessere e al rispetto del paesaggio."

L’artista pugliese chiede “se tutto sparisse oggi, voi cosa terreste?

 

 

Mercoledì 22 luglio il Mon Rêve Summer Festival” ospiterà, in una grande esclusiva regionale, una tappa di “Extra terreste”, il nuovo tour musicale, comico e spirituale di Gio Evan, una delle voci più originali della scena artistica italiana!

Il pugliese Gio Evan, che pratica lo sciamanesimo, è scrittore e poeta, filosofo, umorista, performer, cantautore e artista di strada: ha costruito il suo mondo a partire dalle periferie del sistema e ne ha fatto un linguaggio diretto e mai banale.

Autoironico, ma schivo, Evan è un artista poliedrico che si è imposto nel panorama italiano per il suo personalissimo percorso artistico che intreccia musica, parola e ricerca interiore.

 

Nello spettacolo “Extra Terreste”, Gio Evan riflette e fa riflettere sulla contemporaneità, sulla tendenza all’accumulo e il conseguente allontanamento dall’essenziale: in un viaggio intimo e leggero, l’autore attraversa il confine sottile tra cura e controllo, tra attaccamento e presenza, tra ciò che scegliamo di conservare e ciò che finisce per consumarci.

Con le sue insolite acrobazie di parole, Gio Evan attraversa il confine sottile tra cura e controllo, tra attaccamento e presenza, tra ciò che si conserva e ciò che ci consuma. Un viaggio intimo e leggero per imparare non solo a lasciare andare tutti gli extra che ci appesantiscono. ma anche a lasciar tenere. Lasciare che tutto il resto lo abbiano gli altri.

Lo spettacolo “Extra terreste” interroga la nostra epoca di accumulo e il nostro allontanamento dall’essenziale, raccolto in un unico verbo: tenere. Tenere cose in vita o tenere cose dalla vita? Tenersi o trattenersi? Lasciare o ottenere?

E alla fine del suo spettacolo, dal palco del Mon Rêve Ecogreen Resort Gio Evan chiederà al pubblico: “se tutto sparisse oggi, voi cosa terreste?” Da qui il titolo dello spettacolo “Extra terreste”, in cui “terreste” è la seconda persona plurale del condizionale presente del verbo tenere!

 

Lo spettacolo di Gio Evan “Extra terreste” si terrà mercoledì 22 luglio, con inizio ore 21.30, al Mon Rêve Ecogreen Resort, sulla litoranea salentina; i biglietti, con posti in piedi, possono essere acquistati direttamente al botteghino del Mon Rêve Ecogreen Resort (info 099.7312185 - 3357708125) o, con il sovraprezzo per il diritto di prevendita, online sul sito www.monreve.it o sul circuito TicketOne.

 

Mercoledì 22 luglio a Crispiano la critica dei nuovi media presenterà la sua inchiesta sull’intelligenza artificiale “La tua solitudine è il nostro business”, pubblicata da Rizzoli. Appuntamento nella settecentesca Masseria Triglie, ticket sul circuito Postoriservato

 

 

Ad Aperitivo d’Autore è la volta di Serena Mazzini che il 22 luglio, a Crispiano, parlerà del suo nuovo libro, La tua solitudine è il nostro business(Rizzoli).

 

Dopo il successo de Il lato oscuro dei social network, l’autrice è da poco uscita con un’altra inchiesta in cui spiega come l’intelligenza artificiale sta trasformando le relazioni umane. Attraverso ricerche, dati e osservazione diretta, il libro indaga fenomeni come fidanzati virtuali, robot sociali e algoritmi progettati per monetizzare la fragilità umana.

 

L’appuntamento è alle ore 20 a Masseria Triglie, dove il pubblico, come consuetudine del format di Volta la carta, avrà modo di gustare un ricco aperitivo stavolta abbinato agli storici vini di Cantine Lizzano.

 

Ad accompagnare nella discussione l’esperta in social media strategy e critica dei nuovi media sarà il direttore artistico di Aperitivo d’Autore, Vincenzo Parabita. Si preannuncia una serata di sapori autentici e di riflessioni attuali e non più rimandabili.

 

L’ingresso è con ticket esclusivamente in prevendita sul circuito Postoriservato al link https://bit.ly/44E4SS3 e nei punti vendita autorizzati. Sarà possibile acquistare i ticket fino alle ore 19 del giorno dell'evento. Per ulteriori informazioni: 380.4385348 -  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Due persone sono state arrestate e condotte in carcere a Taranto nell’ambito dell’operazione “I giorni del cielo” condotta dai Carabinieri di Taranto sotto il coordinamento della Procura della Repubblica. È stato inoltre disposto il sequestro preventivo di complesso zootecnico composto da tre aziende insieme a somme per oltre un milione di euro. L’indagine è partita dalla morte di un lavoratore indiano, avvenuta nella notte tra il 25 e il 26 maggio 2024 dopo la caduta da una pala caricatrice. Gli accertamenti successivi avrebbero fatto emergere un quadro molto più ampio, caratterizzato da presunto sfruttamento della manodopera straniera, gravi carenze in materia di sicurezza e una gestione illecita dei reflui zootecnici. Secondo l’ipotesi accusatoria, alcuni lavoratori sarebbero stati impiegati per dodici o tredici ore al giorno, con retribuzioni inferiori a tre euro l’ora, senza adeguati riposi e in condizioni di particolare vulnerabilità. Sul fronte ambientale, inoltre, sarebbe stato realizzato un sistema abusivo per convogliare i liquami in un grande lago artificiale, all’interno di un’area sottoposta a vincoli paesaggistici e naturalistici. Le quattro persone indagate rispondono, a vario titolo, di reati tra cui omicidio colposo aggravato, caporalato, inquinamento e disastro ambientale, gestione illecita di rifiuti e impiego di lavoratori stranieri irregolari. I dettagli sull’operazione e sugli sviluppi dell’indagine sono stati  illustrati nel corso di una conferenza stampa che si terrà oggi alle 11 nella sede del comando Carabinieri di Taranto, alla presenza del procuratore capo di Taranto, Eugenia Pontassuglia, e del comandante provinciale, colonnello Antonio Marinucci. 

Secondo l’ipotesi accusatoria, il decesso del bracciante si inserirebbe in un sistema caratterizzato da irregolarità strutturali nell’organizzazione dell’attività aziendale e sfruttamento della manodopera straniera. Le verifiche eseguite sui luoghi, le dichiarazioni raccolte, le immagini acquisite e le tracce repertate dalla sezione Investigazioni Scientifiche avrebbero consentito di ricostruire la dinamica dell’evento, riconducibile alla caduta del lavoratore da una pala caricatrice in seguito all’impatto del mezzo contro una barriera in cemento del tipo “New Jersey”. Il corpo del lavoratore, che aveva assunto una quantità importante di alcolici e si sarebbe trovato seduto sul sedile del mezzo - risultato privo di sistemi di ritenuta quali cinture di sicurezza o altri dispositivi -, sarebbe stato sbalzato a terra dopo l’urto. Il mezzo, ritrovato obsoleto e con organi meccanici esposti, avrebbe esposto l’operatore a rischi di impigliamento, ustione ed eventuali scosse elettriche. L’uomo, irregolare sul territorio nazionale, non avrebbe mai conseguito i titoli necessari per condurre la pala meccanica, con la quale, peraltro, sembrerebbe stesse trasportando rifiuti in plastica da destinare alla successiva combustione. L’indagine ha poi portato alla contestazione dell’intermediazione illecita e dello sfruttamento del lavoro, caporalato. Le dichiarazioni dei dipendenti, confrontate con i contratti, le buste paga, le comunicazioni obbligatorie e la documentazione contabile, avrebbero fatto emergere turni iniziati frequentemente nelle prime ore del mattino e protratti fino alla sera con pause minime o inesistenti. Le mansioni dei lavoratori, alcuni dei quali clandestini o comunque irregolari sul territorio nazionale, comprendevano la mungitura, la pulizia delle stalle, l’alimentazione del bestiame, la movimentazione dei reflui e la conduzione di mezzi meccanici, spesso senza una precisa delimitazione dei compiti. Le somme formalmente indicate nelle buste paga non corrispondevano a quelle effettivamente trattenute dai dipendenti, poiché una parte sarebbe stata restituita al datore di lavoro, che, in alcuni casi, avrebbe provveduto al pagamento in contanti anziché mediante accrediti bancari tracciabili, come previsto. Secondo quanto accertato, grazie alla mancata corresponsione delle somme effettivamente dovute ai lavoratori, i datori di lavoro avrebbero ottenuto un risparmio illecito complessivamente superiore a 300.000 euro. 

  I lavoratori vivevano all’interno dell’azienda, dipendevano dal datore di lavoro anche per l’alloggio e per gli spostamenti e disponevano inoltre di possibilità assai limitate di sottrarsi alle condizioni loro imposte. Alcuni di essi hanno riferito di aver lasciato il proprio paese dopo aver venduto tutto ciò che possedevano, affrontando viaggi lunghissimi e devastanti per raggiungere l’Italia e trovandosi ancora oggi a dover restituire, in India, le somme ricevute da chi li aveva aiutati economicamente.

Secondo quanto accertato, i lavoratori vivevano in ambienti da ritenersi insalubri, situati a ridosso delle stalle in cui erano presenti i capi di bestiame e caratterizzati da vistose chiazze di muffa sui muri, in condizioni del tutto inidonee sotto il profilo della salubrità, dell’igiene e della sicurezza. Per la maggior parte originari della regione indiana del Punjab, sarebbero stati inoltre controllati a distanza mediante telecamere wi-fi installate in assenza delle necessarie autorizzazioni. I lavoratori, secondo l’indagine, non avrebbero goduto di ferie e riposi e sarebbero stati costretti a nutrirsi quasi esclusivamente di cipolle, patate e legumi e di altri alimenti economici e non facilmente deperibili, sia per ragioni economiche, sia per la mancanza di tempo libero dovuta ai ritmi di lavoro. Ma le irregolarità non avrebbero riguardato soltanto orari e retribuzioni. Sul piano della salute e della sicurezza, gli accertamenti avrebbero documentato visite mediche obbligatorie mai effettuate o eseguite soltanto dopo l’avvio dell’indagine, una sorveglianza sanitaria incompleta e la mancata valutazione di rischi specifici connessi al contatto con animali e reflui zootecnici. I fotogrammi acquisiti dal sistema di videosorveglianza interno hanno poi consentito di appurare nell’indagine che i lavoratori colpiti da “leptospirosis” (malattia batterica trasmissibile dagli animali all’uomo), sarebbero stati impegnati nella sala di mungitura senza mascherine, protezioni per gli occhi e indumenti impermeabili, con un evidente rischio di contagio delle vittime. 

"Da un episodio che poteva essere confinato in un ambito stretto, grazie agli approfondimenti investigativi si é invece riusciti a ricostruire un mondo di illegalità". Lo ha detto oggi il procuratore capo di Taranto, Eugenia Pontassuglia, spiegando l’operazione dei Carabinieri che ha portato in carcere due imprenditori agricoli, alla denuncia di altri quattro, al sequestro di tre aziende agricole e zootecniche, nonché di altri beni e somme per oltre milione di euro. Contestati vari reati: omicidio colposo aggravato, caporalato, inquinamento e disastro ambientale, gestione illecita di rifiuti e impiego di lavoratori stranieri irregolari. Gli imprenditori arrestati e finiti in carcere sono padre e figlio, Giovanni e Carlo Giannico di Laterza. Citando l’ordinanza del gip, il procuratore capo di Taranto ha detto che "il decesso del lavoratore non appare un episodio isolato o meramente contingente, ma l’esito estremo di un modello organizzativo caratterizzato dalla sistematica compressione dei costi del lavoro e delle garanzie prevenzionistiche. La morte si colloca all’interno di un quadro aziendale dove la sicurezza sul lavoro e la tutela dell’integrità psico fisica dei prestatori risulta stabilmente asservita ad una logica di contenimento della spesa e di massimizzazione del profitto". Le aziende finite sotto sequestro formano, ha aggiunto il procuratore, "un complesso che costituisce una delle realtà più grandi del Paese. Si é arrivati a questo risultato - ha evidenziato il magistrato - grazie al lavoro sinergico dei Carabinieri e degli organi tecnici come Ispra e Spesal per le gravi violazioni ambientali accertate nel corso delle indagini. Nella notte del 24 e 25 maggio 2024 - ha ricostruito Pontassuglia - un imprenditore agricolo porta all’ospedale di Castellaneta il corpo esanime di un cittadino indiano che indossava abiti da lavoro. Emerge subito che quel lavoratore era dipendente di quell’imprenditore che dichiarava di averlo assunto a nero. L'autopsia - ha aggiunto Pontassuglia - consente di riscontrare che la morte dell'uomo é dovuta a una precipitazione dall’alto, da un'altezza compatibile con il sedile della pala meccanica. Da qui sono partiti altri accertamenti e approfondimenti che ci hanno permesso di far emergere un contesto di illegalità diffusa. I reati accertati riempiono pagine e pagine, spaziano in settori diversi, e costituiscono il corpus dell’attività penale in questo territorio tra cui inquinamento e disastro ambientale". "Da una morte sul lavoro é emerso c’era un sistema di sfruttamento anche di irregolari sul territorio nazionale" ha commentato il colonnello Antonio Marinucci, comandante dei Carabinieri di Taranto. Che, sui gravi reati ambientali contestati, ha aggiunto: "C’era un punto di raccolta di oltre 5mila metri quadrati che é andato crescendo e con un sistema di irrigazione creato ad hoc, quest’acqua veniva utilizzata per i terreni circostanti".

Sott ’u sole, core che canta,

vita che gira e non si stanca

mani nel vento occhi nel blu

questa bellezza non passa più.

 

C’è un mare antico che parla piano

Porta le stelle di mano in mano

Mescola i sogni, le voci, l’età

E fa del mare una sola città.

 

Mediterraneo radice e futuro

Ponte di luce sopra ogni muro

Qui la bellezza non chiede perché

Batte nel cuore e balla con te.

Ecco la colonna sonora dei

Giochi del Mediterraneo Taranto 2026. Il video clip è stato presentato oggi. C Il brano è stato composto da Roberto Molinelli, su testi di Melissa Mastrolorenzi per l’Orchestra ICO Magna Grecia e Coro dei Volontari dei Giochi del Mediterraneo. A dirigere Orchestra e Coro il Maestro Piero Romano, ad interpretarlo Mietta.

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