Il Comune di Castellaneta torna a promuovere il progetto nazionale “Nati per leggere”, che ha l’obiettivo di promuovere la lettura ad alta voce ai bambini di età compresa tra i 6 mesi ed i 6 anni. Avviati già due gruppi di lettura, in due incontri settimanali, che si tengono nei pomeriggi di mercoledì e giovedì presso la Biblioteca comunale di via Manzoni a Castellaneta. L’azione è coordinata a Castellaneta da Raffaella Petrera, che è affiancata dal gruppo di lettori e lettrici volontari, che sono genitori dei bambini ed anche docenti scolastici. Il progetto sarà avviato a breve anche a Castellaneta Marina, coordinato dalla insegnante Giulia Ciminelli, presso la biblioteca di pubblica lettura e centro culturale “Il Giardino delle Esperidi” in piazza Kennedy. LA CRESCITA SOCIALE E CULTURALE “Castellaneta - sottolinea l’assessore comunale alla Cultura Annarita D’Ettorre - è tra i 1200 comuni italiani che promuovono l’iniziativa nazionale Nati per leggere. Si tratta di un progetto che va avanti su volere del sindaco Giovanni Gugliotti, nel solco del protocollo di intesa Città Amica, siglato con l’Unicef, che ci sostiene in modo volontario in questo ambito di iniziative. L’obiettivo è di far crescere socialmente e culturalmente il nostro territorio, educando alla lettura le piccolissime generazioni. Fondamentale l’azione delle volontarie dei gruppi Nati per leggere che, una volta terminato, permetterà di arricchire la bibliografia a disposizione della comunità, attraverso l’acquisto di cinquanta libri da parte del Comune, attualmente a disposizione dei bambini lettori. Gli stessi piccoli protagonisti dell’iniziativa, potranno sottoscrivere la loro tessera come fruitori della Biblioteca comunale col supporto dei genitori”. IL PROGETTO NATI PER LEGGERE Il progetto nazionale Nati per leggere, promosso dall’alleanza tra bibliotecari e pediatri attraverso l’Associazione Culturale Pediatri (ACP), l’Associazione Italiana Biblioteche (AIB) ed il Centro per la Salute del Bambino, ha l’obiettivo di diffondere la pratica della lettura ad alta voce ai bambini fin dal primo anno di vita, soprattutto all’interno della famiglia. A partire dal 2000, anno del suo avvio in Italia, il progetto coinvolge un numero sempre maggiore di persone che a titolo professionale e volontario si riconoscono nei seguenti obiettivi, illustrati dalla referente per Castellaneta e coordinatrice del progetto e dei lettori volontari Raffaella Petrera: “Contribuire alla diffusione di una cultura attenta ai bisogni dei bambini e delle loro famiglie; Favorire lo sviluppo di servizi per l’infanzia che valorizzano e sostengono il ruolo dei genitori nel percorso di crescita dei bambini; Offrire a tutti i bambini, attraverso l’esperienza della lettura, l’opportunità di crescere in ambienti ricchi e stimolanti per il loro sviluppo cognitivo e relazionale”. 
 Questo è il cuore di Nati per Leggere, la cui supervisione, a Castellaneta, è affidata alla pediatra dell’Acp Rosa Pellicani. L’ATTUAZIONE DI NPL A CASTELLANETA ED A CASTELLANETA MARINA Il progetto Nati per leggere è completamente gratuito, indirizzato ai bambini dai sei mesi di vita ai 6 anni. Per informazioni ed iscrizioni basta telefonare al 320-8195610 per Castellaneta ed al 320-2591437 per Castellaneta Marina. Moduli di iscrizione compilabili presso il Comune e le scuole.
Parto da una chiosa, che reputo fondamentale, di Gigi Marzullo nella sua Prefazione al libro di Pierfranco Bruni dedicato a Franco Califano, pubblicato in questi giorni. Marzullo scrive: “In questo libro l’inquieto Califano viene annoverato tra i “poeti maledetti”, un’interpretazione, questa di Bruni, della quale non si potrà fare a meno. Chi ha conosciuto Califano, come me, oggi sarebbe contento di trovarsi tra le parole di Bruni. Il sogno è nella vita. La vita richiama la speranza. La metafora del rito è una speranza che continua. Chi conosce Bruni, come me, sa che questo libro è stato scritto con il cuore e con l’approccio critico di uno scrittore che misura le parole passo dopo passo. Califano ha vissuto la vita, dopo tutto, passo dopo passo”. Condivo parola dopo parola. Tra le pagine che Bruni dedica a Califano si vive una interazione che non è soltanto questione di linguaggio e di struttura critica. Si tratta di una cromatura emozionale. Sensazioni, percezioni, vissuti. Sono tre fessure che raccolgono due vite: quella di Califano e quella di Bruni su due concetti chiave: la malinconia e il rapporto tra amore – disamore. Bruni fa suo Califano. Ma è già nel dato formativo della cultura bruniana, il linguaggio cesellato di un Califano, che attraversa le mediazione e la meditazione della noia per approdare alla consapevolezza del riso del dolore e dell’accettazione di un’esistenza giocata sul possibile ritorno e sull’impossibile gioco delle nostalgie. È un libro, ha ragione Marzullo, importante. Sia perché offre una chiave di lettura attrezzata sul viaggio poetico di Califano sia per lo stesso Bruni. Io che conosco, come Marzullo, Bruni so che dopo questo libro non sarà più come prima. Di tempo ne è passato da “Via Carmelitani sino a “Paese del vento”. Tutto quel tempo che va da “Quando fioriscono i rovi a “La bicicletta di mio padre” sino ad “Asmà e Shadi”, splendido mosaico di un Oriente e di un mondo magico – sciamanico che passa attraverso una piccola plaquette, molto intima, dal titolo “Come un volo d’aquila” e prima ancora per un libro appassionante come “Ti amerò fino ad addormentarmi nel rosso del tuo meriggio”. Ma Bruni è anche l’autore di un libro “forte” su Fabrizio De André. Questo “Sulla punta di una matita non sono passati secoli” (Il Coscile editore), ovvero Franco Califano, richiama il “Cantico del sognatore mediterraneo”, ovvero il De André di Bruni, ma gli ultimi capitoli sono una confessione e una lenta sofferenza cucita dentro la sua anima. Potrei dire una resa dei conti che Bruni fa con se stesso. Sono gli ultimi capitoli che lo rendono irripetibile ed hanno una bellezza di parola straordinaria oltre ad avere un marchio che è quello, appunto, di una profonda venatura “maledetta”. Bruni, come Califano, diventa anch’esso un poeta maledetto proprio nel momento in cui si confronta con un testo nel quale il “cantico” della preghiera è struggente. È come se Bruni si identificasse in Califano. Ma non è così. Bruni si identifica sempre con se stesso e parla di sé filtrando i suoi compagni di viaggio. Califano è stato il suo compagno di viaggio degli anni universitari in una Roma “carnale” e “amante” come avrebbe detto Alberto Bevilacqua, al quale Bruni è stato molto legato. Questo libro, giunto all’improvviso mentre il suo camminare andava e va oltre e altrove: nei suoi Orienti, scompagina anche chi conosce Bruni, ma bisognava aspettarselo, comunque, che l’uomo, lo scrittore, il poeta ribelle e costantemente in rivolta resta imprevedibile. Bruni lo è. Nella vita e nel suo “mestiere di scrivere”, per dirla con il suo amato Pavese. Non bisogna leggerlo soltanto questo suo Califano. Occorre, necessariamente, sottolinearlo e conservare frasi, brani, concetti. Bruni si “recupera” in Califano, un Califano, forse meno conosciuto, il Califano poeta. Alla presentazione prevista a Firenze il prossimo 25 novembre, stia tranquillo Pierfranco, io ci sarò e cercherò di porre la sua scrittura davanti ad uno specchio. Ma il successo di questo libro da dove nasce? Non lo si può chiedere all’autore. Sono convinta che tra l’analisi, l’interpretazione del testo e la biografia Bruni abbia scelto la sensualità delle emozioni. Ha fatto centro.
Ieri sera incontro operativo fra il Presidente Fabrizio Nardoni, il socio di maggioranza Mario Petrelli, e il Direttore Generale Domenico Pellegrini per valutare la prossima campagna acquisti e le esigenze della squadra anche alla luce dei risultati ottenuti sin qui dalla formazione rossoblù. Le ultime partite con allenatore Mister Papagni hanno convinto sia i dirigenti che i tifosi e domenica scorsa allo Iacovone si è assaporato un campionato in ascesa. Ci ha pensato Molinari, con un gol su rigore allo scadere del primo tempo a siglare il gol vittoria del Taranto sulla Gelbison, conquistando un buon piazzamento in classifica che, anche alla luce di alcune vittorie sfuggite a tempo quasi scaduto, poteva essere ancora migliore. Ma già domenica la formazione ionica è chiamata a vincere e convincere a Matera, una squadra quella lucana che sta facendo molto bene e che quindi si presenta molto ostica. Ma il Taranto ha tutte le potenzialità per uscire vittoriosa da una macth che può significare molto dal punto di vista psicologico perché si andrebbe a battere una diretta concorrente per la promozione.
Probabilmente rimarrà solo un sogno quello di vedere Taranto come capitale europea della cultura, ma almeno sarà stato un bel sogno e non il solito incubo. Può essere questa la sintesi della bella serata culturale proposta dal Rotary Club Taranto Magna Grecia, l’altra sera al Delfino, dal titolo “Te la do io la Capitale europea della cultura”. E infatti, fuori dall’ironia del titolo, il dott. Nicola Baldi presidente dell’apposito comitato, e il prof. Piero Massafra, docente, storico ed editore, le risposte affermative le hanno date all’eccezionale pubblico (260 presenze!) composto da dirigenti e soci di Club Rotary, Lions e innumerevoli associazioni culturali, oltre a tanti cittadini accorsi all’invito fatto sui manifesti. Una riunione speciale, quella del Rotary Club Taranto Magna Grecia, perché - come ha spiegato il presidente Antonio Biella - per la prima volta è stata coinvolta l’intera cittadinanza nell’ottica di un Rotary sempre più aperto all’esterno e proteso verso i problemi comuni. Di fronte alle indolenze, agli immobilismi, ai pessimismi di una città piegata su se stessa e i propri mali - ha introdotto il presidente – non dobbiamo sprofondare nel cupio dissolvi ma alzare la testa e recuperare l’orgoglio di una città dalla storia, spesso gloriosa, lunga quasi tremila anni. Così che Nicola Baldi prima, e Piero Massafra dopo (entrambi soci del R.C. Taranto Magna Grecia) hanno dato contenuti alla speranza non tanto di raggiungere l’ambitissimo ma arduo obiettivo, quanto di poter impostare il futuro sulle basi di questo famoso ma misconosciuto dossier della candidatura (rintracciabile su internet sul sito del comitato: 91 pagine) . E il documento illustrato l’altra sera al Delfino, in maniera più tecnica da Baldi, in maniera più umanistica da Massafra è, al tempo stesso, uno straordinario promemoria della grandezza di questa città, grandezza magno greca in primo luogo, ovviamente, ma non solo; e un irrinunciabile vademecum per il futuro. . Perché questo è il dossier per la candidatura di Taranto a capitale europea della cultura: l’insieme della sua posizione geografica, della sua storia, dell’importanza nazionale ed europea assunta in materia di Difesa prima e industriale poi, delle sue possibilità - quindi dei progetti – per il futuro. Anche con la consapevolezza (se proprio si vuole…) che da questo momento davvero buio per la città si può solo risalire “…a riveder le stelle” .
Importante proposta - provocazione di Pierfranco Bruni: “Dalle Lecture su Dante e della Commedia ad una lettura sulla modernità della poesia partendo da Fabrizio De André” - Pierfranco Bruni: “Se dovessi, alla mia età, scegliere tra Dante Alighieri e De André, nel tempo in cui viviamo, non avrei alcun dubbio: indicherei agli studenti di studiare in modo ordinato e corretto Fabrizio De André e alle scuole di organizzare delle Lecture su De andré”. In una serata dedicata a De André lo scrittore e vice Presidente del Sindacato Libero Scrittori Italiani Pierfranco Bruni invita a leggere Fabrizio De André come poeta della tradizione recuperata accanto alle Lecture sulla Commedia. Il linguaggio letterario ha perso la sua singolare funzione di recupero delle tradizioni e non riesce a creare modelli innovativi. C’è una crisi dei linguaggi che è diventata anche crisi della letteratura. Partendo da queste osservazioni lo scrittore Pierfranco Bruni, Vice Presidente Nazionale del Sindacato Libero Scrittori e Presidente del Centro Studi e Ricerche “Francesco Grisi”, in un recente convegno dedicato al rapporto tra poesia e musica in Fabrizio De André, ha sottolineato l’importanza e il ruolo del legame tra tradizione e sperimentazione nella lingua poetica di De André, indicandolo, addirittura, come riferimento per una “rivoluzione” dei linguaggi avvenuta, secondo Bruni, durante la fine degli anni Cinquanta del Novecento come continuità del Futurismo. Si è posta ancora una ulteriore domanda: Dante Alighieri o Fabrizio De André? Una provocazione e una scelta quella di Pierfranco Bruni che ha aperto non poche polemiche in un dibattito sulla lingua nazionale. Bruni ha affermato: “De André è un poeta che ha attraversato le emozioni di generazioni. Da giovane e da maturo ho sempre fatto una scelta. Tra Dante Alighieri e Fabrizio De André farei studiare con più assiduità De André. Alle letture su Dante sostituirei o ‘accoppierei’ le letture su De André. Non vuole essere una provocazione, ma vivere tra le esistenze delle nuove generazioni senza però mai dimenticare le memorie. De André, nei suoi testi, si porta dentro le memorie delle letterature”. In De André, ha ancora affermato Bruni, c’è Omero e tutta la tradizione classica, ma c’è soprattutto la comparazione tra le letterature occidentali e quelle orientali, c’è la cultura americana e quella araba e islamica. Un esempio ad una educazione alla tolleranza. Bruni ha dichiarato: “De André sa ben giocare con le rime e le ballate. Prende anche in prestito un verso della Divina Commedia del Canto XXXIII dell’Inferno, il Canto di Ugolino per capirci, nel quale si dice: “Ma più dell'onor, poté il digiuno” trasformandolo, con capacità ironica, in “Poscia più che 'l dolor, poté 'l digiuno”. “Insistere oggi su una didattica che non rispecchia la rivoluzione dei linguaggi significa, ha aggiunto Bruni, scavare soltanto negli archivi, ma noi abbiamo bisogno di conoscere il nostro tempo e di reinventarci una nostra lingua, quella italiana, che mi sembra non essere al centro degli interessi culturali europei”. “Con poeti come De André, ha chiosato Bruni, è possibile compiere un viaggio tra la tradizione e i linguaggi innovativi nella modernità”.
Per ricordare MARCO LOSPINUSO, morto due anni fa in un incidente stradale, dove perse la vita anche un suo carissimo amico, si svolgerà da lunedi 28 ottobre a metà novembre il 2° memorial di calcio a 5 dedicato al giovane scomparso. Quattro le squadre partecipanti.
Si terrà a Taranto, il 16 ottobre presso l’ex Convento di San Francesco ed ex caserma Rossarol, (in via Duomo 259), alle ore 17,00, il prossimo appuntamento de “Il Giardino Mediterraneo”, patrocinata dal Consiglio regionale della Puglia e organizzata dal Servizio Biblioteca e Comunicazione Istituzionale - Per l’occasione sarà presentato il volume “Il Giardino Mediterraneo”.. alla ricerca dell’armonia tra culture, musiche, paesaggi, giardini… per un mediterraneo popolo di giardinieri” Adda editore. Interverranno: Antonio Felice Uricchio direttore del Dipartimento Jonico in sistemi giuridici ed economici del Mediterraneo: società, ambiente, culture”dell’Università degli Studi di Bari, Daniela Daloiso Dirigente del Servizio Biblioteca e Comunicazione istituzionale del Consiglio Regionale della Puglia, Angelo Tursi Professore ordinario di Ecologia dell’Università degli Studi di Bari, Franca Tommasi Presidente della Società Botanica Italiana per la Puglia, Ludovico Pollastro Presidente del Garden Club di Taranto e Anna Rita Somma coordinatrice del progetto “Il Giardino Mediterraneo”. L’iniziativa “Il Giardino Mediterraneo” è promossa da: Società Botanica Italiana sez. Pugliese, Accademia Pugliese delle Scienze, Accademia dei Georgofili sez. Sud-Est, Garden Club di Taranto, Centro di Esperienza in Educazione Ambientale dell’Università degli Studi di Bari, Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari, Centro di Ricerca Sperimentazione e Formazione in Agricoltura “Basile Caramia” di Locorotondo, Centro Interdipartimentale di Servizi per la Museologia Scientifica dell’Università degli Studi di Bari, Consorzio di Gestione di Torre Guaceto, Fondazione Slow Food, cattedra di Bioetica dell’Università degli Studi di Bari, FAI delegazione Bari, Italia Nostra sezione di Bari, Società per la Protezione dei Beni Culturali della Puglia, Associazione Onlus “Le Antiche Ville”, Europe Direct Puglia, Eurocives, Accademia Scientifica “G. Merli”, Movimento Azzurro, AIB Puglia, Associazione Musicale Harmonia Coro e Orchestra. Per informazioni: Teca del Mediterraneo 080.540.27.71 e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ; Per informazioni: Teca del Mediterraneo 080.540.27.71 – e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ; Twitter: @TecaMediterrane - YouTube: Teca del Mediterraneo – Facebook: Biblioteca Cons. Reg. Puglia. http://biblioteca.consiglio.puglia.it
Luca Pileri il patron della prestigiosa scuderia ciclistica S-Light è stato in visita (non ufficiale) accompagnato dalla moglie nella città dei due mari. Il giovane imprenditore delle due ruote è anche il progettista delle sue bici. L'azienda tutta italiana in soli due anni dalla fondazione ha raggiunto i vertici nel mondo del ciclismo con Mirko Tabacchi Vincitore del Campionato Italiano MTB XCO 2013 in sella alla sua S-LIGHT MSV CARBON 27.5 in dotazione alla Forestale. Con solide fondamenta nella storia dello sport a due ruote livello sia italiano che internazionale. Luca e Marco Pileri, co-fondatori, nascono e crescono nel mondo delle competizioni.La società della famiglia Pileri ha avuto per quasi vent'anni un ruolo di spicco nell'ambito del motociclismo a livello internazionale portando a numerose vittorie nel campionato del mondo diversi atleti sia italiani che stranieri.Nel 1990 il più giovane atleta nella storia del motociclismo, Loris Capirossi, vince in sella ad una moto preparata dal Team Pileri il campionato del mondo di velocità su strada. E' in questo ambito che Luca e Marco cominciano ad affiancare il loro padre Paolo, già campione del mondo della 125 nel 1975 ,per nterpretare i segreti della grande passione che ha portato ad avere ripetutamente successo, questo avviene durante gli anni in cui Paolo scopre il talento del giovane Valentino Rossi, iniziandolo al mondo delle corse.Dopo la prematura scomparsa di Paolo ,il ruolo della famiglia Pileri nel mondo delle due ruote cambia, dalle moto Luca decide di passare alle bici, e Marco lo segue. La scintilla della passione continua ad essere accesa ed a far provare forti emozioni. Questa scintilla rappresenta la passione pura per la perfezione tecnologica, la caratteristica principale che contraddistingue ogni bici S-Light. Per Luca Pilieri questa visita nel capoluogo jonico è stata un occasione per incontrare l'amico Agostino Marco Basile , marketing manager ,che in questa città vive e lavora.
Brutta giornata quella calcistica per le squadre ioniche. Perde in casa il Martina, perde il Grottaglie, pareggiano in casa il Massafra ed il Taranto quest'ultima contro il San Severo, certamente fra le meno forti del campionato di serie D Girone H. Un Taranto che ha mostrato molti limiti anche e soprattutto a causa di una formazione schierata dal tecnico Maiuri con i migliori giocatori messi fuori dalla rosa come ad esempio Mignogna e Molinari, autore quest'ultimo del gol con il quale il Taranto si era portato in vantaggio nella prima parte della ripresa. La rete del pareggio de San Severo è venuta quasi al termine della partita con un colpo di testa del giocatore foggiano che ha avuto quasi del miracoloso vista l'altezza raggiunta. Comunque è un Taranto tutto da rivedere con soli 8 punti in classifica già in notevole ritardo rispetto ad una Marcianise che va come un treno che ha battuto anche una squadra molto in forma come la Turris. Cosa va cambiato? Sicuramente a rischio l'allenatore Maiuri che forse non ha saputo dare la giusta quadratura ad una squadra che ha invece tutte le potenzialità per fare bene. Entro martedì dovrebbero arrivare notizie importanti, almeno questa l'intenzione espressa dal presidente Nardoni al termine del match con il San Severo. Chi arriverà? Si parla di un ritorno sulla panchina rossoblù di Papagni. E se si pensasse seriamente anche ad un ritorno di Dionigi che nella città dei due mari ha fatto sempre bene? Intnto è ufficialel l' interruzione del rapporto di lavoro del Massafra col tecnico Murianni. L’Acd Massafra ha infatti comunicato che, al termine della gara odierna del campionato di Eccellenza pugliese, pareggiata col risultato di 0-0 contro il Castellaneta, il tecnico Enzo Murianni è stato esonerato dalla guida della prima squadra.
"Rispettate i nostri colori" hanno urlato nei minuti finali i tifosi del Taranto conseguenza di una prestazione scialba e deludente della squadra rossoblu' nella partita vinta dal Brindisi con un secco 2 a 0. Un Taranto nervoso con lacune molto gravi soprattutto in difesa ed a centrocampo tanto che il risultato finale non fa una grinza. Fischi al mister Maiuri soprattutto dopo la sconfitta in casa di domenica scorsa in casa contro la Turris. Il Brindisi ha meritato la vittoria con un prestazione eccellente che visto la squadra biancoceleste vincere ma con grinta e voglia di giocare, riscattando la sconfitta dei sette giorni prima. "Con questa vittoria abbiamo dimostrato di essere una grande squadra" - ha commentato alla fine del match il giocatore brindisino Gambino. Tremila spettatori alla Stadio Franco Fanuzzi di Brindisi di cui mille quelli rossoblù che hanno assistito ad un derby a senso unico e che, come detto, al termine dell'incontro hanno contestato la squadra e l'allenatore la cui permanenza si fa veramente dura dopo due sconfitte consecutive, ma soprattutto con una formazione che non ha mostrato attributi. Peraltro la situazione in classifica si fa difficile con il Taranto che si trova in una posizione medio bassa, già a 8 punti dalla prima in classifica che è la casertana Marcianise seguita dalla Turris con 13 punti. Nel finale espulso anche il Medico sportivo tarantino Petrocelli. Non sarà molto contento il Presidente Nardoni che già dopo la sconfitta interna di domenica scorsa aveva fatto sentire la voce grossa durante la settimana richiamando la squadra ad un maggiore impegno che invece non c'è stato nella partita persa con il Brindisi. Una formazione costruita con grande entusiasmo che sta mostrando tutti i suoi limiti e su cui occorrerà intervenire con urgenza per non andare oltre.
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