Giovedì, 21 Luglio 2022 08:22

LAVORO/ Acciaierie d’Italia trasforma le ferie in cassa integrazione, esposto dei sindacati all’INPS In evidenza

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Sulle ferie del personale che Acciaierie d’Italia, ex Ilva, ha trasformato in cassa integrazione, i sindacati metalmeccanici Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm hanno presentato un esposto all’Inps e all’Ispettorato del Lavoro. “Ancora  una volta - dicono i sindacati - segnaliamo l’anomalo modus operandi della direzione di Acciaierie d’Italia con cui ha modificato  quanto riportato nella nota aziendale del 17.06.2022 in cui si comunicava ai dipendenti il periodo di ferie estivo, cosi come garantito dal vigente Ccnl  e dall’articolo 36 della Costituzione Italiana”.

   La direzione di ex Ilva, dicono i sindacati, “senza una preventiva comunicazione alle organizzazioni sindacali, ha unilateralmente modificato ai dipendenti, per il tramite dei responsabili delle risorse umane di ogni area dello stabilimento, il periodo di ferie concordato con il proprio responsabile diretto tramutato in cassa integrazione straordinaria”. 

 

“Riteniamo illegittimo tale utilizzo dell’ammortizzatore sociale - affermano le sigle sindacali - in quanto il  ministero del Lavoro e delle Politiche sociali ha già chiarito, in occasione dell’interpello n. 19/2011, l'obbligo di  rispettare sia  il dovere di comunicazione preventiva al lavoratore del periodo feriale, sia eventuali deroghe alla fruizione del diritto costituzionalmente garantito ex art. 36, comma 3 Cost., precisando che le stesse risultano ammissibili esclusivamente laddove le esigenze aziendali assumano carattere di eccezionalità ed imprevedibilità e come tali siano supportate da adeguata motivazione”.

   Fim, Fiom e Uilm chiedono a Inps e Ispettorato del Lavoro “un intervento celere al fine di garantire il rispetto del principio, presupposto imprescindibile di ogni eventuale accordo contrattuale e/o sindacale finalizzato alla richiesta di forme di sostegno del reddito, pena l’applicazione del regime sanzionatorio previsto dalle norme vigenti”. 

Usb chiede “un passo indietro” all’ex Ilva e mette in relazione la mossa aziendale con l’invio a Taranto, da parte del ministro del Lavoro, Andrea Orlando, degli ispettori per verificare il piano di cassa integrazione straordinaria per un anno chiesto dall’azienda è autorizzato (è in corso da fine marzo e attualmente a Taranto gli addetti coinvolti sono circa 2.500 su un organico di 8.200). Si tratta delle ferie estive, già richieste e autorizzate che, dopo la programmazione, vengono convertite in ore di cassa integrazione”. “Inammissibile - dice Usb - se si pensa che alcuni lavoratori hanno come ferie ancora da utilizzare 300/400 ore e che questo comporterà una decurtazione considerevole dallo stipendio”.