Mercoledì, 20 Luglio 2022 11:06

ESTATE TARANTINA/ Ieri la prima del Festival della Valle d’Itria con “Le joueur” di Sergej Prokofiev In evidenza

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Cinque opere per altrettanti secoli, dal 1600 al 1900. Affidata alla direzione artistica di Sebastian F. Schwarz, sovrintendente e direttore artistico del Regio di Torino, e alla direzione musicale di Fabio Luisi, uno dei più importanti direttori d’orchestra italiani, si è inaugurata  ieri  sera alle 21, nel Palazzo Ducale di Martina Franca (Taranto), la 48esima edizione del Festival della Valle d’Itria. Si svolgerà sino al 6 agosto e, attraverso le opere fondamentali del cartellone, il Festival proporrà un vero e proprio viaggio nella musica confermando la sua impostazione di fondo: portare in scena antiche, rare o nuovissime partiture. Da molti anni, ormai, il Festival della Valle d’Itria é  un riferimento internazionale con un pubblico che arriva da vari Paesi, oltrechè uno degli eventi più prestigiosi della Puglia in estate.  “Il Festival della Valle d’Itria quest’anno è un percorso storico che attraversa tutti i cinque secoli dell’opera. Abbiamo cinque rappresentanti, uno per ogni secolo” spiega Schwarz, che rimarrà in carica per un triennio ed ha raccolto il testimone del Festival da Alberto Triola che, dopo 12 anni, ha lasciato per concentrarsi sul ruolo di sovrintendente della Toscanini di Parma.  L’inaugurazione di ieri sera   è stata affidata alla nuova produzione di “Le joueur” (“Il Giocatore”) di Sergej Prokofiev (repliche il 24 e 30 luglio e 6 agosto) con l’orchestra del Teatro Petruzzelli di Bari diretta da Jan Latham Koenig. 

 

Per la prima volta al Festival della Valle d’Itria è andata in scena un’opera di un compositore russo. A Martina Franca l’opera sarà eseguita non nella “tradizionale” versione del libretto in russo ma nella più rara, in francese, di Paul Spaak, che è stata quella del debutto assoluto del titolo nel 1929 al Théâtre Royale de la Monnaie di Bruxelles. Di Prokofiev, che ha curato anche il libretto tratto dall’omonimo romanzo di Fëdor Dostoevskij, quest’opera è considerata la sua prima, importante partitura per il teatro musicale, la cui stesura è cominciata nel 1915. Per gli altri secoli, l’opera del Seicento è “Il Xerse” (1655), di Francesco Cavalli, che sarà in scena al Teatro Verdi di Martina Franca il 25, il 29 e il 31 luglio. Il titolo del Settecento è invece “La scuola de’ gelosi” (1778), di Antonio Salieri, che sarà eseguita il 27 luglio a Palazzo Ducale in forma di concerto. Per l’Ottocento è stato scelto uno dei lavori più rari del catalogo di Vincenzo Bellini, “Beatrice di Tenda”. Michele Spotti dirigerà l’orchestra del Petruzzelli. La chiusura del Festival è affidata ad una prima mondiale assoluta: “Opera italiana” di Nicola Campogrande, composta nel 2010 su libretto di Elio e Piero Bodrato, che andrà in scena per la prima volta al Palazzo Ducale il 3 e il 5 agosto.