Giovedì, 16 Giugno 2022 18:03

LO STUDIO/ In Puglia precariato e povertà salariale, donne e under 35 i più penalizzati In evidenza

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L’occupazione in Puglia è “fortemente caratterizzata da precariato e povertà salariale. E dove donne e giovani sono le figure più svantaggiate”. È quanto emerge dalla lettura dei dati elaborati dalla Direzione Studi e Ricerche – Applicazione di Data Science di Anpal Servizi, utilizzati dalla Cgil per restituire la condizione del lavoro oltre un approccio meramente quantitativo. Dell’oltre un milione di rapporti di lavoro attivati nel 2021, oltre l’82% è a tempo determinato a cui si somma un 10% di altre forme ultra flessibili, come apprendistato o collaborazione. Anche le cessazioni superano il milione. Con un saldo attivo di 49.423 unità dovuto al rimbalzo prodotto dalla crescita successiva all’anno della crisi pandemica. Inoltre, la durata media dei rapporti di lavoro cessati nel 2021 è stata per il 60% dei casi inferiore ai 3 mesi e addirittura inferiore ai 30 giorni per il 33%.

   Quanto ai settori, quasi il 40% dei rapporti attivati è relativo all’agricoltura, il 13% ad alberghi e ristoranti, attività prettamente stagionali, caratterizzate da bassi salari e una spiccata propensione – secondo i dati degli organismi di vigilanza – a forme di violazione contrattuale relative e salari, orari, diritti. Solo il 7% delle assunzioni riguarda l’industria, e l’attivazione di rapporti con high skill riguarda il 10% degli assunti, a fronte di una media nazionale del 25,4.

 

 In Puglia hanno più opportunità a trovare un lavoro gli over che non gli under 35, interessati da attivazioni di rapporti nella misura del 38% del totale, a fronte di un dato nazionale del 42%. Va peggio per le donne, interessate solo dal 39,2% delle assunzioni totali nell’anno 2021, dato che si abbassa al 36% per le under 35, e per le quali prevalgono profili professionali non qualificati. I dipendenti con bassa paganella regione  sono il 14,5% del totale (al 22,5% per le donne) e si può essere   poveri pur lavorando: il 22,9% (oltre 81mila persone) degli individui poveri in Puglia è occupato. Gli occupati a termine da oltre 5 anni sono oltre il 25%, al punto da trasformare la condizione di precarietà come permanente; gli occupati sovraistruiti rispetto alle mansioni svolte sono il 14,2% (con una differenza tra maschi, 9,3%, e femmine, 22,9%). La condizione complessiva, dunque, spiega la Cgil, “spinge alla sfiducia, testimoniata dalla mancata partecipazione al lavoro che supera di poco il 30% (37,5% per le donne) e dal numero di Neet che sono il 30,6%”.