Giovedì, 19 Maggio 2022 17:59

DATI DELL’ARPA/ Peacelink “aumenta il benzo(a)pirene ai Tamburi”, Acciaierie d’Italia “nessuna anomalia, rispettati i limiti di legge” In evidenza

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“Abbiamo appena ricevuto da Arpa Puglia i valori del benzo(a)pirene a Taranto. Li avevamo richiesti in vista della manifestazione di domenica 22 maggio in piazza Garibaldi alle ore 17. La nostra richiesta era stata annunciata nella conferenza stampa di ieri del Comitato Cittadino per la salute e l’ambiente a Taranto.” 

È quanto scrive in una nota il presidente di Peacelink Alessandro Marescotti.

 

“Li avevamo richiesti anche per verificare se le dichiarazioni ottimistiche di Acciaierie d’Italia (ricordiamo i tweet dopo la trasmissione di Domenico Iannacone “La polvere negli occhi”) e di Confindustria Taranto fossero corroborate da dati in miglioramento per gli inquinanti cancerogeni.

 

Con grande rammarico - sottolinea Marescotti-scopriamo invece che la situazione peggiora e che non c’è spazio per l’ottimismo di Confindustria Taranto.

 

Oggi riceviamo da Arpa Puglia valori in peggioramento per il benzo(a)pirene, valori che indicano cioè una inversione di tendenza, purtroppo negativa, nelle concentrazioni di questo cancerogeno nel quartiere Tamburi di Taranto. Tali dati in peggioramento potrebbero essere alla base della decisione della Procura di Taranto di non concedere il dissequestro degli impianti dell’area a caldo.

 

A dicembre del 2021 il benzo(a)pirene ha toccato 1,56 ng/m3 (nanogrammi a metro cubo) nella scuola Deledda del quartiere Tamburi di Taranto. In via Machiavelli la concentrazione ha toccato 1,68 ng/m3.

Nel mese di gennaio 2022 i valori sono stati 1,74 ng/m3 alla Deledda e 1,06 in via Machiavelli.

Sono valori doppi o tripli rispetto alle centraline poste più distanti dall’ILVA, ossia quelle di Talsano e di via Alto Adige.

In passato le concentrazioni del benzo(a)pirene nel quartiere Tamburi (centralina ARPA di via Machiavelli) erano molto più basse. Ad esempio nel 2019 in via Machiavelli (quartiere Tamburi Taranto) le concentrazioni di gennaio  erano 0,38 ng/m3 e quelle di dicembre 0,36 ng/m3. Come si vede, oggi siamo di fronte a valori circa tre volte superiori.

 

Nel 2018 le concentrazioni di benzo(a)pirene erano 0,25 ng/m3 a gennaio e 0,14 ng/m3 a dicembre. Oggi siamo a valori circa cinque volte superiori. 

Che è successo? Perché oggi la situazione peggiora nonostante le prescrizioni ambientali sugli impianti ILVA vengano dichiarate attuate al 90%?

Ricordiamo che i valori del benzo(a)pirene si erano allineati in passato nelle varie centraline, indicando una certa uniformità delle concentrazioni nei vari quartieri, frutto di una maggiore attenzione alle criticità della cokeria e all’acquisto di ingenti quantità di carbon coke.

Adesso- evidenzia il presidente di Peacelink- nonostante le tanto decantate prescrizioni del piano ambientale per gli impianti dell’area a caldo dell’ILVA, il panorama sembra diventare più critico e questo non depone a favore di una valutazione positiva del trend ambientale di Taranto. Qualcosa ci sfugge o non quadra. Perché Taranto sta facendo marcia indietro? Le preoccupazioni che ci spingono a manifestare diventano sempre più fondate.

 

Ringraziamo Arpa Puglia per la collaborazione e per il prezioso lavoro tecnico-scientifico svolto”.

La replica dell’azienda non si è fatta attendere.

 “In merito all’inquinamento da benzoapirene, Acciaierie d’Italia, ex Ilva, con una nota che replica agli ambientalisti di Peacelink, afferma che “dai dati a oggi in suo possesso, messi a disposizione da Arpa Puglia, non si evidenziano andamenti anomali per il parametro benzoapirene presso le centraline della rete di qualità dell’aria della città di Taranto, rispetto al limite vigente è su base annuale”. Acciaierie d’Italia, in relazione alle cokerie del siderurgico di a Taranto, “conferma che le quattro batterie oggi in marcia sono totalmente adeguate alle prescrizioni del piano ambientale vigente e che l’esercizio delle stesse sta avvenendo nel pieno rispetto dei limiti emissivi di legge”. 

 

L’azienda sostiene che “con i dati sinora resi disponibili ad Acciaierie d’Italia da Arpa Puglia, è possibile verificare che le concentrazioni medie annue sono inferiori al valore obiettivo fissato dalla norma, pari a 1 nanogrammo per metro cubo. In dettaglio, la concentrazione media annua 2021 risulta pari a 0,21 nanogrammi per metro cubo per la postazione di via Machiavelli (che Arpa assume come riferimento dell’intera area industriale di Taranto e quindi non solo del contributo del siderurgico, ma anche di altri impianti industriali) e pari a 0,32 nanogrammi per metro cubo per la postazione Deledda”.

 

In merito all’inquinamento da benzoapirene, Acciaierie d’Italia, ex Ilva, con una nota che replica agli ambientalisti di Peacelink, afferma che “dai dati a oggi in suo possesso, messi a disposizione da Arpa Puglia, non si evidenziano andamenti anomali per il parametro benzoapirene presso le centraline della rete di qualità dell’aria della città di Taranto, rispetto al limite vigente è su base annuale”. Acciaierie d’Italia, in relazione alle cokerie del siderurgico di a Taranto, “conferma che le quattro batterie oggi in marcia sono totalmente adeguate alle prescrizioni del piano ambientale vigente e che l’esercizio delle stesse sta avvenendo nel pieno rispetto dei limiti emissivi di legge”.