Lunedì, 16 Maggio 2022 16:14

EUROVISION 2022/ Vince l'Ucraina ed è già la corsa a chi ospiterà l'edizione 2023 In evidenza

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di Ingrid Iaci

Sabato scorso, 14 maggio, si è tenuta al Pala Olimpico di Torino, la finale dell'Eurovision Song Contest 2022, la kermesse canora che ha visto salire sul palco cantanti provenienti dai paesi europei e dall'Australia.  

Vincitori, la band ucraina Kalush Orchestra, con il brano Stephania che ha ottenuto il consenso e, soprattutto, la solidarietà dei giovani europei che l'hanno votata in massa. 

Non solo canzonette, quindi, ma un forte segnale di vicinanza al popolo ucraino al quale l'Europa ha così voluto dare una anticipazione di benvenuto nell'Unione.

Stando alle regole del music contest, il Paese vincitore è anche quello che ospita l'edizione successiva. Così è accaduto per l'Italia avendo i Måneskin vinto l'edizione 2021 e così dovrebbe essere per l'edizione dell'anno prossimo. Dopo la vittoria dei giovani cantanti di Kiev, Volodymyr Zelensky, presidente dell'Ucraina, ha dichiarato sul canale Telegram "l'anno prossimo l'Ucraina ospiterà l'Eurovision per la terza volta nella storia. Faremo tutto il possibile affinché possa essere Mariupol la città ospitante. Libera, pacifica e ricostruita."

Ma, a tutti i livelli, si nutrono  forti dubbi sulla possibilità che per quella data il conflitto sia cessato  e soprattutto che Mariupol, o qualsiasi altra città di quella nazione ad oggi bombardata e distrutta dalla Russia, possa accogliere in sicurezza una manifestazione dalla portata faraonica come quella dell'Eurovision.

Basti solo pensare che la Rai, come ha dichiarato il direttore Stefano Coletta, ha impiegato un anno intero per mettere in moto in maniera impeccabile una macchina organizzatrice che ha visto impegnati più di mille giornalisti provenienti da tutto il mondo e che ha tenuto incollati al televisore, durante la finale di sabato, più di sei milioni e mezzo di spettatori.

L'Italia si è già fatta avanti, quale ultimo paese ospitante, potrebbe essere candidata a ripetere l'esperienza, come anche la Svezia, paese gemellato che si è già offerto di sostituire l'Ucraina o la Spagna e l'Inghilterra, arrivate rispettivamente terza e seconda nella competizione di quest'anno e dichiaratesi pronte ad ospitare l'evento.

Intanto, come prevedibile, i media russi hanno commentato con acrimonia: "La vittoria dell’Ucraina all’Eurovision 2022? Un teatrino”. "L’Eurovision Song Contest? Un concorso politico, non una gara musicale”.

Insomma, un conflitto che sembra non risparmiare neanche la musica, che da sempre ha unito i popoli piuttosto che dividerli.

E forse sarebbe stato un bel segnale di distensione ospitare in questa edizione di Torino un cantante o una band sovietica giusto per dimostrare la superiorità dell'arte sulla meschinità degli uomini.