Lunedì, 16 Maggio 2022 07:19

LA VERTENZA/ Ex Ilva, azienda che movimenta materie prime rischia lo stop, l’azienda “decisione illegittima” In evidenza

Scritto da 
Vota questo articolo
(0 Voti)

 Peyrani Sud, un’azienda appaltatrice di Acciaierie d’Italia, ex Ilva, a Taranto, potrebbe fermare nelle prossime ore al quarto sporgente portuale la sua attività di scarico e movimentazione delle materie prime destinate al siderurgico perché Acciaierie d’Italia non sta pagando ed ha accumulato verso l’impresa uno scaduto rilevante. Si tratterebbe di circa 10 milioni. Lo dichiarano fonti sindacali. L’azienda ha convocato i sindacati per questa mattina alle 9.30 per un punto di situazione. Sul quarto sporgente lato Ilva, Peyrani Sud - da molti anni a Taranto - opera con delle gru di proprietà adibite allo scarico delle materie prime. I quantitativi maggiori sono movimentati proprio da Peyrani Sud. Sono occupati circa 65 diretti ma l’azienda ricorre anche a personale esterno della compagnia portuale e in questo caso si arriva ad un centinaio di unità.

 

 Secondo fonti sindacali, a Peyrani è stata anche proposta, in sede di rinnovo contrattuale, una riduzione del 7/8 per cento del costo economico dell’attività di fornitura, nonché la disponibilità di Acciaierie d’Italia all’acquisto delle gru. Peyrani Sud non avrebbe ancora deciso quando fermarsi. La possibilità di uno stop sarebbe stata vagliata. Da rilevare, infine, che un taglio del 7/8 per cento sarebbe stato chiesto dall’ex Ilva anche agli altri fornitori e che la mancanza di liquidità ha portato l’azienda ad allungare i tempi di pagamento. Adesso si va sui 180 giorni ed anche oltre. Antonio Lenoci, responsabile della metalmeccanica di Confindustria Taranto, ha dichiarato che “l’indotto ha concordato con l’amministratore delegato di AdI di allungare i termini di pagamento delle prestazioni in cambio di bonifici puntuali. I pagamenti sono sì più lunghi ma regolari”. La mancanza di liquidità in cassa è un problema che interessa l’ex Ilva da tempo. Molte le aziende che attendono i pagamenti per lavori e forniture fatte e questo determina una serie di problemi a cascata come la ritardata o rinviata corresponsione degli stipendi al personale dipendente. Ci sono anche imprese come Lacaita e Iris, che, entrate in crisi, adesso prospettano il taglio del personale per oltre cento addetti complessivi. Per sciogliere il nodo liquidità di recente Acciaierie d’Italia ha cartolarizzato crediti per 1,5 miliardi con Morgan Stanley mentre il governo, nel Dl Ucraina già approvato dal Senato qualche giorno fa e ora al vaglio della Camera per il voto finale, oltre a prevedere per l’ex Ilva l’arrivo di 150 milioni spostandoli dalle bonifiche delle aree inquinate, ha anche previsto una garanzia Sace al 90 per cento per le linee di credito che l’azienda dovesse attualmente attivare. 

Sulla questione è intervenuta l’azienda.

Con una nota, la società Acciaierie d’Italia, ex Ilva, ha comunicato che l’impresa Peyrani Sud ha annunciato di voler interrompere lo sbarco e la movimentazione, dal quarto sporgente portuale, delle materie prime necessarie alla produzione. “Acciaierie d’Italia - spiega azienda - prende atto dell’annuncio da parte di Peyrani Sud della sua illegittima decisione di interrompere il servizio ed agirà nelle opportune sedi per tutelare i propri interessi”. L’azienda appaltatrice - che questa mattina  incontrerà i sindacati - ha motivato lo stop col mancato pagamento da parte dell’ex Ilva dei lavori svolti e di essere in credito di circa 10 milioni. “Acciaierie d’Italia - afferma l’azienda committente - comunica che i gravissimi incidenti occorsi recentemente in attività svolte dalla Peyrani Sud hanno costretto AdI a valutare con cautela l’estensione del relativo contratto, in scadenza a giugno 2022”. Per l’ex Ilva, “Peyrani Sud ha registrato infatti ben due incidenti fatali - anche se non in attività svolte per conto di Acciaierie d’Italia - e, da ultimo, un gravissimo incendio proprio ad una delle gru in servizio per Acciaierie d’Italia al quarto sporgente, che ha messo a rischio la sicurezza di tutti gli operatori e causato ingenti danni economici, ben superiori al valore dei servizi erogati in favore di AdI”.