Lunedì, 09 Maggio 2022 21:41

GRANDI MANOVRE/ Maggioranza ancora divisa sull’ex Ilva e il Governo traballa In evidenza

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La maggioranza torna a spaccarsi sulle risorse (150 milioni) da destinare alla bonifica dell'ex Ilva. A far traballare la tenuta delle forze che sostengono l'esecutivo, con il rischio di mandare sotto il governo, è stato un emendamento targato M5s presentato al decreto Energia, all'esame delle commissioni Industria e Finanze del Senato, sul quale si sono schierati per il sì 5 stelle, Pd e Leu, mentre hanno votato contro - come da indicazione dello stesso governo, che aveva dato parere contrario alla proposta di modifica - Iv, Lega, Forza Italia e gli altri partiti di centrodestra che fanno parte della maggioranza. L'esito del voto è stato 14 pari, con la determinante astensione di FdI. Dunque, in base alla regola per cui in caso di parità la proposta viene bocciata, l'emendamento è stato respinto. Ma gli strascichi rischiano di minare ulteriormente una maggioranza già messa a dura prova da diversi fronti aperti. Tanto che il leader della Lega, Matteo Salvini, coglie subito l'occasione per esprimere "grande preoccupazione" al premier Mario Draghi, sentito prima della partenza per Washington dove incontrerà domani il presidente Usa Joe Biden, in aggiunta alla richiesta della necessità di fare chiarezza una volta rientrato a Roma. 

   "La prospettiva della transizione ecologica con questa maggioranza sta diventando un'impresa improba, tra voglia di inceneritori, ammiccamenti al nucleare e al carbone e passaggi vergognosi come questo sull'ex Ilva", attacca il senatore Mario Turco, vicepresidente del M5s. Che ricostruisce così l'accaduto: "Nonostante il voto favorevole di M5s, Pd e Leu, è stato respinto l'emendamento del Movimento 5 Stelle, a mia firma, al decreto Energia sull'abrogazione della proposta governativa di trasferire le risorse destinate alle bonifiche dell'area di Taranto all'attività produttiva di Acciaierie d'Italia. Il voto del centrodestra ha impedito di sopprimere la proposta di trasferimento dei fondi. Si tratta dell'ennesimo schiaffo alla città di Taranto". 

 

Il nodo delle risorse per la bonifica dell'area è stato già al centro di un'aspra polemica quest'inverno, in occasione dell'esame del decreto Milleproroghe, con la sollevazione di critiche da parte di diverse forze politiche, fino all'eliminazione della norma che destinava tali risorse alldal testo. E ora si è consumato il secondo round.

   Italia viva punta il dito contro pentastellati e dem: "I grillini hanno provato a mandare sotto il governo. L'accordo era di non ripresentare l'emendamento, ma la smania elettorale è troppa e punta a far fibrillare un governo autorevole come quello di Draghi pur di risalire nei sondaggi", afferma Mauro Marino, capogruppo Iv in commissione Finanze a palazzo Madama. Secondo il quale i 5 stelle "vanno avanti di bandiera in bandiera, inseguiti talora dal Pd su un terreno sdrucciolevole. Senza prestare la minima attenzione al raggiungimento degli obiettivi reali". A spiegare i motivi per cui il Pd, nonostante il parere contrario dell'esecutivo, ha votato a favore dell'emendamento è Stefano Collina, capogruppo dem in commissione Industria, che subito si assume "la responsabilità della scelta", ma tiene anche a sottolineare che quella dei 5 stelle è stata una "forzatura”. Quindi, il senatore dem riferisce che dietro la "scelta di votare a favore" c'era "solo la volontà di non rompere una alleanza politica che sul territorio tarantino sostiene un candidato a sindaco". Collina non nega che "l’input che avevo dalla capogruppo e dal partito era di votare contro l’emendamento", ma "ho scelto di votare a favore per non spaccare un fronte, convinto che l’emendamento, come poi è avvenuto, sarebbe stato bocciato". 

   Chiarimento non sufficiente per la Lega. Fonti del partito di via Bellerio, infatti, ricordano che "per la seconda volta nel giro di pochi mesi, Pd e 5 Stelle hanno votato contro il governo a proposito di Taranto e di Ilva in particolare". Per la Lega "è un fatto grave, anche perchè segue il no dei 5 Stelle al termovalorizzatore di Roma, e si aspetta chiarezza quando il premier sarà tornato in Italia".