Giovedì, 05 Maggio 2022 15:40

INQUINAMENTO/ Ex Ilva, nuova condanna della Cedu per l’Italia: “continua a violare il diritto alla salute”, il 22 maggio manifestazione a Taranto In evidenza

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Nuova condanna dello Stato italiano da parte della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo perché con le emissioni provenienti dall’ex Ilva “Viola ancora il diritto alla salute”.

Alle ore 17 del 22 maggio 2022 (domenica), in piazza Garibaldi a Taranto, si terrà una manifestazione collegata le quattro condanne odierne della Corte europea dei diritti umani (Cedu) nei confronti dello Stato italiano a causa delle emissioni dell'Ilva, responsabili di mettere a rischio la salute dei cittadini. 

La manifestazione è promossa dal Comitato Cittadino per la Salute e l'Ambiente a Taranto. “Nell'agosto del 2012 la Magistratura sequestrò gli impianti siderurgici dell'Ilva di Taranto perché pericolosi. Sono passati quasi dieci anni da quell'intervento della Magistratura e la salute dei cittadini di Taranto è ancora a rischio. Parliamo di un rischio sanitario considerato inaccettabile da tutti gli studi epidemiologici fino a ora realizzati”. Così Alessandro Marescotti, di Peacelink, una delle associazioni ambientaliste più attive sul fronte Ilva, commenta la sezione con la quale oggi la Cedu, la Corte europea per i diritti dell’uomo, ha condannato lo Stato italiano accogliendo il ricorso di 39 cittadini di Taranto che si ritengono vittime dell’inquinamento dell’acciaieria. “Nonostante il tempo trascorso, i governi hanno dimostrato una pervicace negligenza” afferma Peacelink che ha organizzato per le 17 del 22 maggio una manifestazione di protesta. Secondo Peacelink, “le quattro condanne di oggi verso l'Italia, sono la plastica evidenziazione di tutte le inadempienze dei governi che si sono succeduti. Le quattro condanne di oggi della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo confermano Taranto come "zona di sacrificio" dei diritti umani, come l'Onu l'ha definita nel Rapporto del Consiglio dei Diritti Umani del 15 febbraio 2022”. “Ciò che attende la popolazione di Taranto - rileva Peacelink # è uno stillicidio di morti premature evitabili, quantificate predittivamente dall'Oms fra le 50 e le 80 unità in dieci anni. Il rapporto Oms è stato presentato il 21 gennaio scorso su richiesta della Regione Puglia. E, cosa preoccupante, tutto questo avverrà, secondo l'OMS, anche in presenza dell'attuazione di quelle prescrizioni ambientali che ancora non sono state completamente attuate”. “Nonostante ciò Acciaierie d'Italia ha chiesto il dissequestro degli impianti. Noi ci opporremo al dissequestro” conclude Peacelink. 

Letto 381 volte Ultima modifica il Giovedì, 05 Maggio 2022 18:53