Mercoledì, 04 Maggio 2022 15:21

LA PROTESTA/ “Il carcere scoppia!” gli agenti di Taranto si incatenano In evidenza

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Contro il sovraffollamento del carcere di Taranto e l’insufficiente organico della Polizia penitenziaria, il Sappe, sindacato degli agenti di Polizia penitenziaria, ha manifestato questa mattina davanti all’istituto di pena. Si è trattato, ha detto il Sappe, di una protesta “dura ed eclatante contro una situazione di estremo degrado che il Dap maschera con tante parole e nessun fatto”. Alcuni agenti penitenziari si sono incatenati davanti al cancello della casa circondariale e hanno bruciato in maniera simbolica copie dei propri tesserini. Gli agenti hanno indossato le magliette con la scritta "Basta aggressioni" e "Giù le mani dalla Polizia penitenziaria" e mostrato inoltre  alcuni cartelli con le proprie rivendicazioni, criticando il provveditore regionale dell'Amministrazione penitenziaria, Giuseppe Martone, e il ministro della Giustizia, Marta Cartabia.

 

“Gli agenti a Taranto - ha dichiarato Federico Pilagatti della segreteria nazionale del Sappe - non ce la fanno più. I numeri parlano chiaro: l'organico era parametrato per 350 detenuti, ora ce ne sono 700. Si può immaginare in che condizioni gli agenti siano costretti a lavorare. Poi non si può parlare nemmeno di rieducazione perchè ci sono solo 3-4 educatori per l'intera popolazione detenuta".     Il sindacalista ha ricordato che "nei giorni scorsi un detenuto si è suicidato e un collega agente è stato gravemente ferito da un detenuto. La sicurezza ormai è ai livelli minimi. Insistiamo nel chiedere il passaggio della polizia penitenziaria alle dipendenze del Ministero degli Interni”.

    “Oggi - ha dichiarato infine Pilagatti - sono state bruciate copie dei tesserini ma se non si prenderanno provvedimenti i colleghi in massa chiederanno di lasciare l'amministrazione penitenziaria”. Per il Sappe, “é ora ora che il ministro  ed il Dap dalle parole, che abbiamo sentito per troppo tempo, passino ai fatti, ridando sicurezza alle carceri e possibilità concrete ai detenuti che si vogliono reinserire”.