Giovedì, 28 Aprile 2022 19:49

IL CASO/ Alternanza scuola-lavoro in Acciaierie d’Italia, scoppia la polemica In evidenza

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Scoppia la polemica sull’iniziativa di Acciaierie d’Italia, ex Ilva, di aprire le porte della fabbrica agli studenti di Taranto, per un ciclo di formazione-lavoro, cominciando dall’istituto tecnico Pacinotti-Fermi. “Se si vuole formare i giovani su Ilva, bisognerebbe tenere corsi sul rispetto della legalità”. L’associazione “Genitori Tarantini”, a cui fanno capo famiglie che, a causa dell’inquinamento industriale, hanno perso i propri figli oppure sono ammalati, contesta così l’iniziativa dell’azienda dell’acciaio. Per l’associazione, “è inaccettabile che giovani della nostra provincia debbano frequentare una azienda altamente inquinante che non offre la totale sicurezza personale, come più volte accertato dalle indagini sui vari incidenti verificatisi in questi anni all’interno dell’area dell’acciaieria”. 

 

 Per “Genitori Tarantini”, “i nostri giovani meritano altro. I nostri giovani meritano di più. Il loro percorso scolastico non è necessariamente legato a quell’industria produttrice di inquinamento incompatibile con la vita e la salute”. Presentando l’iniziativa agli allievi del Pacinotti-Fermi, l’ex Ilva, con l’ad Lucia Morselli, ha dichiarato che riguarderà le quinte classi del Pacinotti-Fermi  per tre settimane per un totale di 72 ore a studente. Durante la prima settimana, ha spiegato l’azienda, è prevista una parte teorica in aula che comprende la formazione obbligatoria in materia di “Salute e sicurezza sui luoghi di lavoro”, la conoscenza del ciclo integrale di produzione dell’acciaio direttamente dalle testimonianze dei manager aziendali - compresa una visita guidata dello stabilimento - e i processi che governano un sistema aziendale complesso. Nelle due settimane successive - spiega Acciaierie d’Italia - “prenderà avvio la parte pratica. Gli studenti, sulla base del loro indirizzo di studi, sono stati assegnati alle diverse aree e saranno seguiti da tecnici aziendali oltre che dai propri insegnanti per tutta la durata del progetto che si concluderà il 17 maggio”. Replicano “Genitori Tarantini”:  “Se non fosse drammaticamente assurdo, ci sarebbe da ridere nell’apprendere che gli studenti dedicheranno la prima delle tre settimane alla formazione obbligatoria in materia di “Salute e sicurezza sui luoghi di lavoro” nell’azienda con una altissima percentuale di incidenti, spesso mortali, che sta cadendo a pezzi, che ancora oggi, con la produzione al minimo, rappresenta un rischio inaccettabile per la salute di lavoratori e cittadini”. Ma stasera con una nota Acciaierie d'Italia sottolinea che "l’indice di frequenza infortuni dei suoi stabilimenti per l’anno 2020 è inferiore al 10% che rappresenta il dato più basso mai registrato nella storia dell’azienda ed un dato inferiore alla media globale rilevata annualmente dalla WorldSteel Associations". "Secondo documentazioni di Federacciai - puntualizza l'azienda-,  l’indice di frequenza infortuni del settore siderurgico italiano è pari a 18,3% mentre specificatamente per le acciaierie l’indice di frequenza infortuni risulta del 14,8%". Si 

Ultima modifica il Giovedì, 28 Aprile 2022 19:56