Lunedì, 17 Gennaio 2022 20:21

MILLEPROROGHE/ Verso la soppressione dell’art.21 che trasferisce i fondi delle bonifiche per Taranto In evidenza

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Dopo l’audizione, oggi pomeriggio, dei commissari di Ilva in amministrazione straordinaria da parte delle commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera sul dl Milleproroghe, si profila il ricorso ad emendamenti abrogativi di quanto prevede l’articolo 21 dello stesso dl. Ovvero, il trasferimento dalla bonifica delle aree inquinate nella fabbrica ex Ilva ed esterne ad esse ai nuovi impianti per la decarbonizzazione del siderurgico di Taranto ora gestito dalla società Acciaierie d’Italia. Gli interventi seguiti nelle commissioni alle audizioni dei commissari, hanno infatti esplicitato tale volontà da parte di molti schieramenti. 

 

 Per Gianpaolo Cassese, dell’M5S, “quanto emerso conferma ulteriormente la necessità che venga approvato l’emendamento soppressivo della norma inaccettabile che trasferisce tali risorse alla produzione industriale di Acciaierie d’Italia”. Secondo Cassese, “la norma contenuta nell’art. 21 del decreto Milleproroghe si fonda su equivoci e argomentazioni approssimative che alludono al presunto inutilizzo dei fondi ed a ritardi nella presentazione dei progetti di bonifica. Nel corso della audizione - dichiara Cassese - son intervenuto per sollecitare una illustrazione quanto più dettagliata delle attività fino ad oggi intraprese sui numerosi siti tarantini in modo da avere massima contezza anche delle risorse già impegnate e di quelle necessarie per concludere le opere”. A giudizio di Cassese, “non c’è nessun ritardo né un inutilizzo dei fondi, al contrario abbiamo avuto la positiva notizia del completamento dei lavori per la bonifica della discarica Due Mari”. A giudizio di Giovanni Vianello, di Alternativa, “a differenza di quanto dichiarato dal Governo - che ha affermato che non ci sono ulteriori progetti per le bonifiche e che residuerebbero 575 milioni da spostare ai progetti di cosiddetta decarbonizzazione -, al contrario abbiamo avuto la conferma che sono molti i progetti in corso e non ancora completati visto la complessità dell’inquinamento ambientale”.

    “Di conseguenza - rileva Vianello - si evince che tale spostamento avrebbe inevitabilmente ripercussioni sul seguito dei lavori di bonifica. Al Parlamento - prosegue Vianello - non resta quindi che ripristinare i fondi per le bonifiche. In tale contesto - annuncia il parlamentare - ho già inviato agli uffici l’emendamento che sopprime l’art. 21. Ho colto con piacere la posizione espressa dai deputati pugliesi Cassese (M5S), Pagano (PD) e Labriola (Forza Italia) eletti a Taranto che condividono la volontà di sopprimere l’art.21”.