Sabato, 15 Gennaio 2022 07:53

VALUTAZIONE DEL DANNO SANITARIO/ Acciaierie d’Italia vince ricorso, avrà accesso ai dati su tumori e mortalità In evidenza

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Le amministrazioni devono mettere a disposizione dell’ex Ilva, ora Acciaierie d’Italia, i dati relativi alla Valutazione del danno sanitario della fabbrica siderurgica del 2021, Vds messa a punto sull’analisi della situazione dal 2012 al 2020. Lo ha disposto con una sentenza, che ha accolto il ricorso avanzato dall’azienda, la seconda sezione bis del Tar del Lazio (presidente Elena Stanizzi). Nella sentenza di 12 pagine, il Tar, riferendosi alla richiesta aziendale, afferma che “il ricorso per l’accesso deve essere accolto, con conseguente ordine alle Amministrazioni intimate, ciascuna per la parte di propria competenza, di consentire alla ricorrente nel termine di 60 giorni dalla comunicazione della presente ordinanza o dalla sua notificazione, se anteriore, l’accesso ai dati ed alla documentazione richiesta nelle forme della visione e della estrazione di copia, previa anonimizzazione dei dati sanitari e di tutti i dati sensibili e sensibilissimi, se non già disponibili in tale forma”.

 

 Secondo il Tar Lazio, “non pertinenti al caso di specie appaiono le argomentazioni sostenute dalle amministrazioni resistenti circa l’impossibilità di garantire l’accesso per la prevalenza da accordare in via assoluta alla riservatezza dei terzi ed alla natura di dati sensibili e sensibilissimi delle informazioni contenute nei documenti richiesti e per la finalità di esercizio di controllo generalizzato dell’attività amministrativo insita nell’istanza della ricorrente”. Secondo il Tar Lazio, infatti, “essendo stati elaborati ed inseriti nelle statistiche e nel rapporto di Vds, i dati dovrebbero essere già stati anonimizzati e comunque potrebbero essere sempre in tal senso adeguatamente convertiti, anche con l’ausilio di mezzi informatici”. I giudici amministrativi riferendosi ad Acciaierie d’Italia sostengono che “la ricorrente risulta aver chiesto di esercire il suo diritto di accesso per lo specifico concreto interesse ad opporsi al procedimento di riesame dell’Aia e ad evitare così di vedersi imposte gravose condizioni aggiuntive per l’esercizio del suo impianto, motivate da ragioni sanitarie aventi origine anche dai risultati di Vds”.

    Acciaierie d’Italia si è costituita in giudizio al Tar Lazio nei confronti di Arpa Puglia, Aress Puglia, Asl Taranto e ministero della Transizione ecologica. L’azienda, in particolare, ha chiesto al Tar l’annullamento della nota di Arpa Puglia dello scorso 23 luglio, a firma congiunta dei direttori generali  di Arpa Puglia, di Aress Puglia e della Asl di Taranto relativa al “Decreto di Autorizzazione Integrata Ambientale” per il siderurgico di Taranto, riesame dell’Aia e valutazione del quadro emissivo.     L’azienda aveva già chiesto nelle scorse settimane un intervento del Mite, manifestando riserve sulla Vds e suo criteri tecnici che hanno portato alla sua formulazione, ministero della Transizione ecologica che a sua volta si é rivolto al ministero della Salute chiedendo un parere in proposito. Al ministro Roberto Speranza ha scritto infine l’associazione ambientalista presentando uno studio Oms aggiornato e chiedendo di confermare l’attuale Vds a causa del rischio cancerogeno correlato ad una produzione di acciaio di 6 milioni di tonnellate annue.