Venerdì, 07 Gennaio 2022 15:36

PROTESTA A TARANTO/ Si torni indietro sul Milleproroghe, pronti altri emendamenti per il ripristino dei fondi per le bonifiche In evidenza

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 Politica e sindacato contestano nettamente il trasferimento di 575 milioni di fondi, previsto dal decreto Milleproroghe, dalle bonifiche delle aree inquinate di Taranto agli impianti siderurgici per la decarbonizzazione. Rinnovare la fabbrica dell’acciaio è importante, è l'opinione corrente in città, ma egualmente importanti sono le bonifiche, che attendono da molti anni e che non possono essere private delle necessarie risorse. Alleanza trasversale questa mattina dunque a Taranto con un presidio di protesta sotto la prefettura. Insieme al sindacato Usb e ai lavoratori di Ilva in amministrazione straordinaria (da anni in cassa integrazione straordinaria e che, almeno in parte, dovrebbero essere impiegati nelle bonifiche), si sono ritrovati i partiti di Governo con parlamentari e rappresentanti territoriali: Pd, M5S e Forza Italia. Unanime la richiesta espressa, una retromarcia sul Milleproroghe. Sono già anticipati, a cura degli stessi partiti, emendamenti soppressivi di quanto previsto dal Milleproroghe che deve ancora cominciare l’iter parlamentare di conversione in legge. Per Franco Rizzo, coordinatore Usb, “la manifestazione di oggi è riuscitissima”. 

 

- “Il messaggio fatto passare dai lavoratori di Ilva in amministrazione straordinaria - ha aggiunto - è che non ci possono essere divisioni su temi come questi. Dobbiamo imparare ad essere comunità. Per una volta, sono il sindacato e i lavoratori che lanciano un messaggio chiaro alla politica”. Per Usb, “noi abbiamo due problemi rispetto alla distrazione dei fondi. Da un lato, il fatto che si metta mano a soldi che serviranno alla bonifica del territorio inquinato dalla fabbrica. Dall’altro, togliendo i soldi da Ilva in amministrazione straordinaria, si riducono anche le aspettative dei lavoratori di Ilva in as”. “Oggi il segnale é chiaro  - ha sostenuto Rizzo - e a noi piace che vi siano rappresentanti della politica, da sinistra a destra, pur con posizioni diverse. È un primo tentativo di unità, l’elemento di cui ha bisogno la società tarantina”. Nella delegazione del Pd anche l’ex sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci (la città è da poco più di un mese senza giunta e Consiglio comunale per le dimissioni anticipate di 17 consiglieri su 32). “Bisogna assolutamente fare in modo - ha detto Melucci - che il Governo faccia dietrofront rispetto a questa scelta. È arrivato il momento, come dimostra la manifestazione trasversale di oggi, che Taranto sia la priorità per il Governo, non l’azienda”. “È arrivato il momento di convocare quel tavolo che da tanto tempo invochiamo con la comunità, l’indotto, le organizzazioni sindacali per tracciare il futuro dello stabilimento - ha sostenuto Melucci - se si continua su questa strada, con questi colpi bassi, senza trasparenza, senza coinvolgimento, mettendo gli interessi del mercato sopra quelli della salute dei tarantini, io penso che non ci sarà nessun futuro per lo stabilimento”. Per l’ex sindaco, “se il Governo vuole essere coerente con quello che sta raccontando sulla transizione giusta e sulla transizione ecologica e vuole essere coerente con il Pnrr, anche nei confronti dei partner istituzionali europei e degli investitori stranieri, non può che tornare indietro da questa decisione sull’Ilva e partire con un nuovo tavolo istituzionale”.