Domenica, 02 Gennaio 2022 12:54

MILLEPROROGHE/ Cambio d’uso dei 575 milioni destinati alle bonifiche, Taranto beffata In evidenza

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“Il nostro esposto all’Unione europea per violazione della direttiva europea sugli aiuti di stato è in lavorazione”. Lo dichiara Angelo Bonelli, co-portavoce nazionale Verdi Europa, a proposito di una norma contenuta nel decreto “Milleproroghe” che prevede che 575 milioni di euro dei complessivi 1.171 milioni di euro sequestrati anni addietro agli industriali siderurgici Riva per l’ex Ilva di Taranto siano trasferiti dalle bonifiche delle aree inquinate vicine alla fabbrica alla realizzazione dei nuovi impianti decarbonizzati di produzione dell’acciaio nello stabilimento di Taranto ora gestito dalla società Acciaierie d’Italia costituita da ArcelorMittal e Invitalia. Bonelli parla di “vergogna”. Anche per l’associazione Peacelink, molto attiva sul fronte ex Ilva  “ci stanno per sottrarre i soldi destinati alle bonifiche di Taranto. Le bonifiche della falda superficiale e profonda e dei terreni contaminati”. 

 

 Secondo Alessandro Marescotti di Peacelink, “il decreto Milleproroghe è un labirinto. Il decreto tuttavia non è stato approvato e deve passare al vaglio di Camera e Senato. C'è la possibilità di evitare lo scippo dei soldi delle bonifiche”. “Perché è pericolosa la manovra di trasferimento dei fondi per le bonifiche alle attività produttive? Il rischio - prosegue Marescotti - è che Ilva in AS (Amministrazione Straordinaria) rimanga senza fondi e che gli stessi lavoratori siano prigionieri di una scatola vuota che non farà le bonifiche di suolo e falda”. “I fondi  - aggiunge Marescotti - andrebbero nelle attività produttive tradendo lo scopo per cui erano stati destinati e per cui la Procura di Milano aveva operato riportandoli in Italia dai paradisi fiscali dei Riva”. “".Potrebbe intervenire la Commissione Europea per violazione della normativa sugli aiuti di Stato. Credo che segnaleremo questo alla Commissione Europea". Dopo il sequestro ai Riva - anni addietro da parte della Magistratura di Milano - e il loro rientro in Italia dall’estero, i fondi in questione sono stati conferiti in un “patrimonio destinato” di Ilva in amministrazione straordinaria, affidata a tre commissari straordinari designati dal Mise, con lo scopo di provvedere alla bonifica di tutte le aree interne ed esterne alla fabbrica non cedute nel 2018 ad ArcelorMittal. 

“Il governo deve spiegare il passaggio ad Acciaierie d'Italia dei 575 milioni dal patrimonio destinato agli interventi di ambientalizzazione dei siti compromessi". Lo dichiara a proposito dell'ex Ilva di Taranto e della norma inserita nel decreto Milleproroghe, il capogruppo Pd in commissione Bilancio della Camera, Ubaldo Pagano. I fondi in questione rientrano in quelli sequestrati dalla Procura di Milano agli industriali siderurgici Riva e  confluiti nel patrimonio destinato di Ilva in amministrazione straordinaria per fare le bonifiche a Taranto.

    "La decarbonizzazione - rileva Pagano - non può trasformarsi da obiettivo a pretesto per tradire ancora una volta le promesse fatte. Né si può accettare l'ambiguità di questa partita di giro - continua Pagano - che regala risorse pubbliche a una società con un partner privato, invece di impiegarle per risarcire, con le dovute misure, chi in tutti questi anni ha patito il danno diretto e le sue conseguenze".