Domenica, 05 Dicembre 2021 08:40

ECCELLENZE/ All’azienda vitivinicola Varvaglione1921 il premio Ambasciatori di Puglia e per raccontare i 100 anni arriva la pubblicazione “Vite” In evidenza

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A un’azienda attiva dal 1921, per aver perseguito l’obbiettivo di promuovere produzioni d’eccellenza, divenendo così simbolo delle Terre di Puglia ben oltre i confini nazionali. A una famiglia del sud legata alle tradizioni. Menti imprenditoriali, che dalla terra hanno saputo guardare avanti con lungimiranza. Progettualità creativa per una Puglia innovativa.

È questa la motivazione che ha accompagnato il “Premio Ambasciatori di Puglia” che l’Associazione Regionale Pugliesi di Milano ha conferito nei giorni scorsi all’azienda vitivinicola Varvaglione1921.

Un premio a un’azienda centenaria e a una famiglia di imprenditori che Cosimo Varvaglione e la moglie Maria Teresa hanno nei giorni scorsi a Palazzo Cusani dall’Associazione Regionale Pugliesi di Milano. La famiglia Varvaglione arriva lungo la scia di altri pugliesi noti che prima di loro hanno già ricevuto l’ambito riconoscimento e tra le personalità che negli anni hanno ottenuto il Premio Ambasciatori di Puglia vi sono nomi come Lino Banfi e Checco Zalone, cantanti come Ron, Al Bano Carrisi, Renzo Arbore, i Negramaro, Mietta, gli stilisti Angelo Inglese ed Ennio Capasa, Teo Teocoli, i registi Sergio Rubini ed Edoardo Winspeare.

L’Associazione Regionale Pugliesi di Milano nasce nel 1921, con l’intento di creare una rete sociale per gli emigranti pugliesi che giungevano nel capoluogo lombardo, mentre ad oggi la sua mission è di valorizzare le eccellenze pugliesi e lombarde attraverso il coinvolgimento di amministrazioni pubbliche, produttori di eccellenze enogastronomiche, artisti e esponenti della cultura oltre a favorire educational per giornalisti al fine di far meglio conoscere le realtà vive e pulsanti dei diversi territori.

La serata è stata condotta dalla giornalista Nicla Pastore, mentre la prestigiosa giuria del Premio, presieduta dal generale Camillo de Milato, ha visto, tra gli altri, la presenza dell’attore Gerardo Placido, di Giovanna Mavelia, segretario generale di Confcommercio Lombardia, Giovanni Fantasia, generale di divisione Esercito Italiano, Maria Luisa Motolese, consigliere della Corte dei conti e Giacomo De Laurentis, direttore EEOP SDA Bocconi.

“Non ci sono parole per descrivere l’onore che si prova in serate del genere- ha detto Cosimo Varvaglione- questo premio ci inorgoglisce e dimostra come la nostra volontà come azienda e soprattutto come famiglia di esportare l’eccellenza della nostra terra in tutto il mondo stia dando i suoi frutti. Un percorso lungo un secolo, ma che porteremo sempre avanti con orgoglio e perseveranza, consci di non rappresentare solo un nome, ma un intero territorio.”

 

Ma c’è un’altra bella novità che riguarda l’azienda ionica.

In occasione del centenario della Varvaglione1921, nota per essere un riferimento internazionale nella produzione di Primitivo di Manduria, è stato chiesto al fotografo Dirk Vogel di raccontare la storia intrecciata tra vino, famiglia e territorio, attraverso il suo occhio abituato a immortalare la bellezza dei volti.

 

Si chiama Vite la pubblicazione frutto di questa collaborazione e che sarà presentata il 6 dicembre sul palco del Teatro comunale Fusco di Taranto alla presenza del vice direttore di RAI 1, Angelo Mellone, che intervisterà il fotografo e il patron dell’azienda vinicola, Cosimo Varvaglione, che ha voluto fortemente un racconto di bellezza per segnare il centenario della sua azienda di famiglia.

 

In Vite è raccontata la storia della famiglia Varvaglione saldamente legata a quella del territorio in cui l’azienda vinicola ha preso forma ed è cresciuta e da cui è partito un viaggio che porta i vini pugliesi in più di 60 Paesi nel mondo.

 

Da qui è nato un bellissimo libro fotografico che racconta le tante Vite legate all’universo dei Varvaglione. L’azienda agricola con gli artistici e iconici alberelli di primitivo, sculture rugose che si innalzano dalla terra verso il cielo e dove nasce Papale, il Primitivo di Manduria emblema dello stile produttivo di Varvaglione; gli ulivi secolari che proteggono la dimora seicentesca dove la famiglia soggiorna e dove, nel secolo scorso, è iniziata la prima vinificazione della prima bottiglia; il mare, quello jonio ricco di vita che arricchisce di sentori i vini e al quale Cosimo Varvaglione ha dedicato una delle bottiglie della Collezione Terra, il Margrande, un fiano del Salento elegante e fresco; l’arte e la storia, quel Museo Archeologico che narra le origini antiche di Taranto e al quale è dedicato Schiaccianoci, una bottiglia la cui etichetta si ispira a uno dei gioielli più belli custoditi al museo MArTa.

 

«Poter raccontare cento anni di storia – racconta Cosimo Varvaglione – è un privilegio e una profonda emozione. Guardo quanto è stato fatto da mio nonno e da mio padre con la commozione del ricordo e sono ancora più fiero di poter osservare quanto si stia continuando a costruire con la forza di una squadra in cui ho visto crescere i miei figli che sono il futuro di questa azienda di famiglia».

 

La famiglia Varvaglione anche quest’anno sosterrà un’attività sociale importante per la Città di Taranto. Nel corso della serata sarà annunciato il progetto benefico che l’azienda ha individuato come simbolo di un impegno strategico e sociale nella Città in occasione della celebrazione del centenario.  

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