Martedì, 12 Ottobre 2021 10:29

LAVORO/ Acciaierie d’Italia, 1.600 i dipendenti ad oggi senza Green Pass ma nell’indotto si arriva al 50% dei lavoratori In evidenza

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Sono ad oggi circa 1.600, su un organico di 8.200 diretti, i dipendenti di Acciaierie d’Italia, ex Ilva, addetti al siderurgico di Taranto, che non risultano ancora muniti di Green Pass. Lo ha comunicato oggi pomeriggio l’azienda che ha incontrato i sindacati metalmeccanici per un punto di situazione. Lo spiega ad AGI Vincenzo La Neve della Fim Cisl. “L’azienda proseguirà ancora in questi giorni, in vista della scadenza di venerdi prossimo relativo all’obbligatorietà del Green Pass nei luoghi di lavoro, la raccolta del certificato - dice La Neve -. Nel fine settimana ultimo sono circa 600 i Green Pass inviati all’azienda. Attualmente non sappiamo se questi lavoratori non hanno comunicato nulla all’azienda per indisponibilitá personale, dimenticanza, disguido, oppure perché realmente non si sono sottoposti a vaccinazione“.

 

 I sindacati tendono ad escludere che da venerdì in poi ci potranno essere problemi di funzionamento degli impianti. Oltretutto, non tutti gli 8200 sono al lavoro suo tre turni perché il siderurgico di Taranto è attualmente interessato da una consistente quota di cassa integrazione ordinaria. In una comunicazione ai lavoratori, Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm dicono che oggi l’azienda “ha convocato le organizzazioni sindacali per fornire aggiornamenti in merito all'ingresso dei lavoratori in applicazione al D.L. 127/2021”. “L'azienda ha precisato che tutti i lavoratori che hanno inviato il Green Pass - affermano le tre sigle metalmeccaniche - avranno accesso regolarmente attraverso un varco riservato mentre per tutti coloro che hanno il Green Pass provvisorio, ovvero a seguito di esecuzione tampone, entreranno da un altro varco”. Introdotto anche il tampone gratuito. I sindacati affermano che “l’azienda si farà carico dei lavoratori non vaccinati che potranno effettuare il tampone dal lunedì al sabato dalle ore 8 alle 20 e domenica dalle 9 alle 14 presso la farmacia Clemente presso il rione Tamburi. L'appuntamento - si specifica - dovrà essere preventivamente comunicato tramite e-mail o centralino”.

Ma la situazione più problematica nell’indotto.

“Il problema dei lavoratori del polo siderurgico di Taranto ancora sprovvisti di Green Pass è più rilevante nell’indotto piuttosto che nello stabilimento stesso. Tra le imprese che lavorano nel siderurgico, abbiamo infatti 2mila lavoratori che hanno consegnato alle proprie aziende la certificazione e ben 1.800 che non lo hanno ancora fatto. Siamo quasi al 50 per cento, al contrario invece della fabbrica ex Ilva dove, su 8.200 di organico diretto, solo 1.600 risultano ancora sprovvisti di Green Pass ma pensiamo che questo numero possa nei prossimi giorni essere ulteriormente ridimensionato”. Lo dichiara ad AGI Gennaro Oliva del sindacato Uilm, dopo l’incontro di oggi pomeriggio con l’azienda Acciaierie d’Italia. “Temiamo che nell’indotto, che è vitale per il funzionamento della fabbrica, ci possano essere problemi maggiori. Esiste anche un tema organizzativo. Infatti - aggiunge Oliva - mentre per chi, dipendente diretto di ex Ilva non ha consegnato il Green Pass all’azienda, ci saranno più varchi dedicati in diverse portinerie per effettuare il controllo, perché ci sono dipendenti che non hanno inteso consegnare preventivamente la certificazione al datore di lavoro ritenendo che questa debba essere controllata di volta in volta, nel caso del personale delle imprese, rischiamo invece un affollamento alla portineria dedicata che è unica”.

Per Oliva, infatti, “un conto è smaltire la coda su più portinerie, altro è averne una sola. La differenza tra chi ha già consegnato il Green Pass all’ex Ilva e chi non lo ha fatto o non ha voluto farlo, è che questi ultimi, ogni volta che sono di turno, dovranno assoggettarsi al controllo. Gli altri, invece, entreranno normalmente perché la loro certificazione è già acquisita al badge di ingresso in stabilimento”. “Oggi dovremo chiarire meglio la situazione dell’indotto e capire che problemi ci sono anche con le imprese”, dice l’esponente Uilm, aggiungendo che per i tamponi a carico di ex Ilva “è stata trovata una sola farmacia nel rione Tamburi di Taranto perché è l’unica che ha dato una disponibilità sette giorni su sette, domenica compresa. Questa farmacia - conclude Oliva - dovrà essere pagata da Acciaierie d’Italia ogni mese a fronte del servizio offerto altrimenti la prestazione dei tamponi di interromperà”.