Martedì, 20 Luglio 2021 13:51

LA MANIFESTAZIONE/ Lavoratori ex Ilva al prefetto di Taranto “questo documento ha il peso di operai, famiglie, cittadini, non si disimpegni” In evidenza

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“Signor prefetto, il documento che oggi vi stiamo consegnando ha un peso molto importante, ha il peso delle famiglie, dei cittadini, dei lavoratori. Date peso a questo documento, fate capire ai ministri quello che serve per Taranto. Signor prefetto non si disimpegni, faccia il suo”. È l’appello che un delegato sindacale della Fim Cisl ha lanciato ad alta voce dalla strada verso il rappresentante territoriale del Governo, il prefetto Demetrio Martino, mentre una folta rappresentanza di lavoratori, delegati di fabbrica e sindacalisti delle sigle metalmeccaniche sta manifestando da circa un’ora sotto la Prefettura di Taranto. Il presidio rientra nello sciopero in corso oggi, per l’intera giornata, in tutto il gruppo Acciaierie d’Italia, ex Ilva, per chiedere al Governo una vera svolta gestionale e societaria ora che lo Stato, attraverso Invitalia, è partner di ArcelorMittal Italia ed esprime il 50 per cento dei voti e detiene il 38 per cento dei delegati.

 

 Sotto il palazzo del governo a Taranto ci sono striscioni e bandiere delle tre sigle, bianco verdi quelle della Fim Cisl, rosse Fiom Cgil e azzurre per la Uilm. I manifestanti occupano in parte via Anfiteatro e in parte il marciapiede difronte alla Prefettura. Molti portano la mascherina sul volto. Per Pietro Cantoro, delegato Fim Cisl, “parte da questa mattina la mobilitazione che stavamo aspettando da tempo perchè il tempo è scaduto. Ormai questo stabilimento non si regge più in piedi. Non ci sono più investimenti, non ci sono più prospettive, il piano industriale latita. Ovviamente anche le responsabilità di chi ci rappresenta, oltre che della multinazionale. Si sono insediati nel consiglio di amministrazione - ha detto Cantoro riferendosi all’ingresso di Invitalia in Acciaierie d’Italia - spendendo 400 milioni di cui non si sanno come sono stati impiegati, come sono stati gestiti”. “Stanno gestendo una cassa integrazione al 52 per cento vergognosa che sta portando alla fame i lavoratori. La gente è ormai arrabbiata e incontenibile. La rabbia sta per esplodere. Che diano soluzioni immediate a quelle che sono le problematiche che da molti anni si sono riversate su questo stabilimento e su questa città”, ha concluso Cantoro.