Martedì, 13 Luglio 2021 16:38

CONTRATTO PER TARANTO/ Carfagna fa ripartire la macchina “bonifiche insoddisfacenti, Paolo Esposito nuovo responsabile” In evidenza

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Il ministro per il Sud, Mara Carfagna, ha rimesso in moto oggi - dopo l’interruzione dovuta al cambio di Governo - la 'macchina' del Contratto istituzionale di sviluppo dell’area di Taranto. Sono collegati in remoto tra Prefettura Taranto, ministeri e sedi istituzionali, i vari soggetti che formano il Tavolo istituzionale permanente (Tip) che sovrintende alla gestione del Cis Taranto. Istituito da una legge del 2015 e portato avanti dai Governi Renzi, Gentiloni, Conte I e Conte II, il Cis ha l’obiettivo di favorire interventi e investimenti nell’area di Taranto in settori e ambiti diversi da quelli della siderurgia ex Ilva. Ciò al fine di favorire un nuovo sviluppo economico. In collegamento sono oggi - col coordinamento del ministro Carfagna, investita della competenza del Cis Taranto su delega del premier Mario Draghi - diversi ministeri, Regione Puglia, Provincia e Comune di Taranto, Prefettura di Taranto, Autorità di sistema portuale del Mar Ionio, porto di Taranto. Tra i punti all’ordine del giorno, figura l’accordo tra le amministrazioni pubbliche per rendere operativa la cessione della Marina Militare alla città di Taranto - e per essa all’Autorità portuale - della banchina della base navale militare del Mar Piccolo (stazione torpediniere). Questa cessione è stata definita con un accordo firmato lo scorso 12 ottobre a Taranto dall’allora premier Giuseppe Conte, dal ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, dalla Marina e dall’Authority, ma per essere efficace ai fini del trasferimento - apprende l'AGI - è necessario che la Marina Militare acquisisca la certezza del completamento del finanziamento chiesto al Cipe per l’ampliamento della base navale del Mar Grande attualmente usata dalla forza armata. Tutto, infatti, si basa su uno scambio: la Marina cede a Taranto la banchina torpediniere Mar Piccolo e ottiene le risorse pubbliche per potenziare l’infrastruttura di Mar Grande.  A luglio  2020 il Cipe ha approvato, nell’ambito del Cis Taranto, una delibera per l’ampliamento della base di Mar Grande assegnando una prima tranche di risorse, a valere sul Fondo sviluppo e coesione 2014/20, di 79 milioni di euro. Tutto l’intervento, però, ha un costo complessivo stimabile in 203 milioni di euro e sono queste le altre risorse su cui ora la Marina chiede certezza. 

 

 Una volta liberata dalla Marina, l’area del Mar Piccolo potrà essere riqualificata e destinata a usi turistici, commerciali e culturali, assumendo un ruolo importante anche in previsione della ventesima edizione dei Giochi del Mediterraneo che si svolgeranno a Taranto nel 2026 (e oggi all’esame del Tavolo c’è l’esame del master plan relativo ai Giochi del Mediterraneo). La cessione del Mar Piccolo, infine, renderà possibile la realizzazione del progetto “Acquario green” già approvato dal Tavolo istituzionale permanente e dotato di un finanziamento Cipe di circa 50 milioni.  Oggi è anche previsto un punto di situazione  sull’accordo relativo all’insediamento a Taranto, nell’area ex yard Belleli, del gruppo Ferretti che realizzerà un’attività per la costruzione di yacht. AGI ha appreso che a breve dovrebbe essere firmato l’accordo in base al Codice per l’ambiente che sblocca il progetto Ferretti. Progetto che consta di due parti: la bonifica del sito e la successiva reindustrializzazione. Per Ferretti a Taranto, l’investimento globale è pari a 170 mln di cui 35 per il contratto di sviluppo, 60 per la bonifica e circa 80 privati. Infine, per quanto riguarda la bonifica dell’area di Taranto, è atteso da parte del ministro Carfagna l’annuncio che per la prosecuzione delle attività affidate ai 130 ex dipendenti Infrataras è stato individuato un nuovo finanziamento di circa 6 milioni di euro. I 130, finito il progetto biennale nel quale sono stati occupati, progetto avviato dall’ex commissario alla bonifica Vera Corbelli, sono ora soggetti al trattamento Naspi che termina questo mese. Le nuove risorse che Carfagna ha anticipato giorni fa in una video call con sindacati Cgil, Cisl e Uil, che non fanno parte del Tavolo Cis, serviranno appunto ad aprire una nuova fase di lavoro per i 130 addetti. Prima del ministro Carfagna, il coordinamento del Cis Taranto è stato affidato all’ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Mario Turco, per il quale il bilancio 2020 del Contratto istituzionale Taranto nell’anno 2020 è stato “particolarmente positivo” con 400 milioni d'investimenti pubblici “movimentati” che si aggiungono a un miliardo di dote iniziale del Cis (fondi di anni precedenti, non spesi, e riprogrammati e riassegnati a Taranto).

 

Nella prima riunione sul Contratto istituzionale di sviluppo dell’area di Taranto presieduta oggi in video call dal ministro per il Sud, Mara Carfagna, è stato fatto il punto sullo stato di avanzamento dei lavori in corso ma sono state anche delineate ulteriori possibilità di lavoro da condurre. È quanto si apprende da alcuni partecipanti al vertice coordinato dal ministro. Presenti le istituzioni locali, la Regione Puglia, col governatore Michele Emiliano, i diversi ministeri coinvolti nel Cis Taranto, l’Autorità di sistema portuale del Mar Ionio, porto di Taranto. Ci si è focalizzati su altri tavoli da istituire, di taglio più specialistico rispetto alla dimensione plenaria del tavolo Cis. Questi tavoli riguarderanno gli ambiti d'intervento ambientale, connessi con la funzione del prefetto di Taranto che è commissario di Governo per la bonifica dell’area di Taranto, le progettualità collegate alla economia del mare e all’avvio del Tecnopolo. Questi tavoli specializzati

vedranno protagonisti i soggetti direttamente coinvolti.

    È stata oggi ufficializzata la nomina di Paolo Esposito quale nuovo responsabile unico del Contratto istituzionale.

 

La nomina di Paolo Esposito, direttore generale dell’Agenzia per la Coesione territoriale, a responsabile unico del Contratto istituzionale di sviluppo dell’area di Taranto “ consentirà uno scatto in avanti del Cis”. ha dichiarato il ministro per il Sud, Mara Carfagna. Il Cis, ha detto Carfagna, “per me rappresenta la volontà di mantenere un’attenzione costante su Taranto e sull’attuazione di questo Contratto istituzionale di sviluppo”. “Il nuovo Ruc - ha rilevato il ministro - procederà già entro questa settimana all’individuazione dei componenti del nucleo tecnico che lo affiancherà nell’opera di due diligence, allo scopo di arrivare in breve tempo ad aggiornare lo stato di attuazione dei programmi e individuare quindi eventuali criticità sulle quali intervenire, per accelerare la realizzazione dei lavori”. In particolare, il ministro “ha espresso la propria preoccupazione per gli interventi di bonifica del territorio previsti dal Cis” rilevando che “lo stato di attuazione è ancora insoddisfacente. Per questo chiedo al nuovo Ruc - ha detto Carfagna -  di effettuare una ricognizione per individuare gli ostacoli e consentirmi così di arrivare a una proposta che acceleri la realizzazione di queste opere così importanti”. 

 

 In particolare, annuncia il ministero per il Sud, “il Tavolo si è soffermato sull’opportunità di valutare la nomina di una struttura tecnica che affianchi il  commissario nel suo lavoro”. Il commissario alla bonifica di Taranto è attualmente il prefetto di Taranto, Demetrio Martino.  Tra gli interventi approvati nella riunione odierna del Tavolo, il ministro, comunica il ministero per il Sud, “ha concentrato l’attenzione in particolare sull’accordo con il ministero della Difesa e la Marina Militare, che consentirà di ‘liberare’ il Mar Piccolo grazie alla valorizzazione culturale e turistica della Stazione Torpediniere, e sul progetto di recupero di aree a verde e relitti stradali promosso dal Comune di Taranto e finanziato dalla Regione Puglia con risorse anticipate dal ministro per il Sud a valere sul Fondo di Sviluppo e Coesione”. “Esprimo la mia soddisfazione - ha affermato Carfagna - per questo risultato, che consentirà di reimpiegare a breve termine circa 130 lavoratori. A questi si aggiungono i 200 circa, più l’indotto, che il Gruppo Ferretti stima di assumere all’interno dell’insediamento industriale, che nascerà grazie proprio all’inserimento di questo intervento nel Cis”. “Si tratta - rileva Carfagna -  di segnali importanti per i cittadini di Taranto, costretti finora a subire una delle contraddizioni più inaccettabili, quella che contrappone i diritti fondamentali alla salute e al lavoro”. “Con questi interventi - conclude il ministro -, che si sommano agli investimenti già inseriti nel Pnrr per il porto e la Zona economica speciale ionica, possiamo accompagnare le famiglie tarantine nel loro desiderio di riscatto, verso uno sviluppo sostenibile sul piano sociale e ambientale”. 

“Apprezziamo la concretezza della ministra per il Sud, Mara Carfagna e l’essersi posta in continuità con il lavoro delle precedenti gestioni del Cis, per Taranto, ma la riunione di oggi ha espresso zone d’ombra su cui sarà importante chiarire da subito alcuni aspetti”. Lo dice, dopo il vertice di oggi sul Contratto istituzionale di sviluppo per Taranto, il segretario della Cgil Taranto, Paolo Peluso. Che sostiene che “il punto che ha maggiormente soddisfatto il sindacato tarantino, è quello relativo allo sblocco della vertenza ex Isola Verde”. La Cgil, infatti, manifesta “massima  soddisfazione per la soluzione individuata per i 130 lavoratori dell’ex progetto “Verde Amico”. Tale soluzione, già illustrata ai sindacati  confederali alcuni giorni fa dalla ministra  Carfagna, prevede il finanziamento da parte di Regione di 6 mln di euro dal Fsc, anticipati dal ministero alla stessa Regione per un progetto con una nuova denominazione: Recupero delle aree a verde e dei relitti stradali”.