Mercoledì, 16 Giugno 2021 07:13

ANNIVERSARI/ Taranto ricorda con una mostra Gio Ponti e i 50 anni della Concattedrale In evidenza

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A pochi mesi dal 50esimo anniversario dell’inaugurazione della concattedrale di Taranto Gran Madre di Dio, progettata dal celebre architetto Gio Ponti, è stata inaugurata mattina a Taranto, nelle sale del Museo diocesano in città vecchia, una mostra che ricorda l’evento. La mostra che avrebbe dovuto avere luogo nel  dicembre scorso, mese dell’anniversario, ma che per il Covid è stata fatta slittare ed ora chiuderà il prossimo 26 settembre.

   “Gio Ponti e la concattedrale di Taranto 1970-2020. Il sogno di una città, il sogno dei suoi cittadini e il sogno di Guglielmo e di Giovanni” è il titolo della mostra con foto d’epoca ma soprattutto con l’esposizione di 80 lettere sulle 400 che costituiscono il fitto carteggio intercorso allora tra Ponti e l’arcivescovo di Taranto, Guglielmo Motolese, che gli commissionó l’opera. La particolarità della struttura colloca la concattedrale di Ponti tra le 25 opere architettoniche più importanti del Novecento. La mostra è il frutto di un accordo firmato dall’Arcidiocesi di Taranto, dall’allora Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Brindisi, Lecce e Taranto e dal Dipartimento di Scienza dell’Ingegneria e dell’Architettura del Politecnico di Bari e nasce come esito di una tesi di laurea realizzata da cinque giovani architetti del Poliba. La mostra è promossa dalla direzione generale Creatività Contemporanea del ministero della Cultura. Fabio De Chirico, della direzione generale Creatività Contemporanea del  ministero della Cultura, ha dichiarato che “nelle corde della nostra direzione c’é l’idea di sostenere la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio contemporaneo. Abbiamo costruito un archivio delle più importanti architetture contemporanee realizzate in Italia dal 1945 ad oggi”. 

 

“È un progetto centrale - ha aggiunto - perché la conoscenza del patrimonio architettonico italiano è fondamentale anche per la sua tutela. Stiamo costruendo un atlante dell’architettura con itinerari in line per scoprire questo patrimonio”. Circa la concattedrale di Taranto, il rappresentante del ministero della Cultura ha dichiarato che “era fondamentale valorizzare questo monumento perché serve ad un processo di riappropriazione da parte dei cittadini e di appartenenza ai luoghi che serve per apprezzare amare e tutelare questo territorio. La Concattedrale di Taranto è una  storia di passione, di committenza illuminata e di proiezione verso il futuro”.

   “Hanno dato una spinta all’ideazione di questa mostra sia la tesi di laurea dagli studenti del Politecnico di Bari, oggi architetti, sia la mostra su Gio Ponti allestita a Parigi dove nella prima sala c’è proprio l’immagine della grande vela della Concattedrale di Taranto” ha affermato Maria Picarreta, segretario regionale per la Puglia del ministero della Cultura, per la quale “Taranto è importante per archeologia, la storia dell’arte e l’architettura contemporanea”. Mentre per Barbara Davidde, soprintendente nazionale per l’archeologia subacquea (una nuova soprintendenza nazionale voluta dal ministro Dario Franceschini che ha sede a Taranto), “oggi Taranto vuole costruire il suo futuro senza tralasciare la storia millenaria che la caratterizza, la ricostruzione ottocentesca e l’arte contemporanea del ‘900. La concattedrale è stata pensata da Gio Ponti con le forme di una nave, con la vela, proprio per  segnare il legame della città col mare”. Per  l’arcivescovo di Taranto, Filippo Santoro, la concattedrale “è segno della chiesa che diventa cultura e della cultura che diviene vita di un popolo”.  “Taranto - ha rilevato Santoro - sta passando una tempesta contro l’incuria di un modello economico dissennato, peggio di questo c’è solo il nichilismo, che è assuefazione, mentre dalla tempesta può sorgere una reazione, un cambiamento. E speriamo che Taranto possa superare la tempesta nel modo migliore”.