Giovedì, 10 Giugno 2021 18:42

STOP INQUINAMENTO/ Ambiente svenduto, Legamjonici trasmette la sentenza al Consiglio d’Europa In evidenza

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 Legamjonici, rappresentata da Daniela Spera, insieme agli avvocati Sandro Maggio e Leonardo La Porta, ha comunicato al Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa l’esito del processo “Ambiente svenduto” conclusosi con una serie di condanne da parte della Corte d’Assise per il reato di disastro ambientale ed avvelenamento di sostanze alimentari imputato all’ex Ilva sotto la gestione del gruppo Riva. La comunicazione degli esiti del processo in Assise, afferma Legamjonici, “è corredata da supporto informatico contenente il dispositivo delle condanne e si aggiunge alle precedenti che hanno riguardato l’ordinanza del sindaco di Taranto, l’imponente evento di dispersione delle polveri che hanno investito il rione Tamburi, la proroga della prescrizione relativa alla chiusura dei nastri trasportatori e la sentenza del Tar Lecce”, quest’ultima di febbraio scorso relativa alla chiusura in 60 giorni degli impianti inquinanti. 

 

La trasmissione è stata fatta al Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa perché la Corte europea dei diritti dell’uomo è già intervenuta sul caso ex Ilva il 24 gennaio 2019 evidenziando “che lo Stato non ha protetto la salute dei cittadini dalle emissioni inquinanti”. “Ad oggi - dichiara Spera di Legamjonici - il governo italiano non è stato in grado di fornire al Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa, che vigila sull’esecuzione della sentenza, prove adeguate e convincenti sulle misure attuate per proteggere la salute dei cittadini di Taranto”. Legamjonici rammenta che “nel corso dell’ultima riunione - 11 marzo 2021 - il Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa ha giudicato, ancora una volta, inadempiente lo Stato italiano, ricordando che l'esecuzione della sentenza impone alle autorità italiane di garantire che l'attività attuale e futura dell'ex acciaieria Ilva non continui a presentare rischi per la salute dei residenti e per l'ambiente”. Il Comitato “ha invitato l’Italia a fornire ulteriori e dettagliate informazioni entro il prossimo 30 giugno”, conclude Legamjonici.