Lunedì, 31 Maggio 2021 18:03

AMBIENTE SVENDUTO/ Il sindaco di Taranto “riconosciute le sofferenze della città” In evidenza

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“Siamo commossi, per quelli che abbiamo perduto e per quelli che qui ancora si ammalano”. Lo afferma il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, dopo la lettura della sentenza della Corte d’Assise per il processo di disastro ambientale all’Ilva gestita dal gruppo Riva. Melucci era oggi in aula con la fascia tricolore accanto al legale del Comune, Rosario Orlando.

   L’ente è una delle parti civili del processo. Per Melucci, “è stata una strage, lunga decenni, per il profitto. Oggi - dice il sindaco di Taranto - lo Stato italiano riconosce le sofferenze dei tarantini, riconosce gli abusi che si compiono per l'acciaio, da questo momento nessun esponente di Governo potrà più affermare con leggerezza che a Taranto ci si ammala e si muore di più perché consumiamo troppe merendine o troppe sigarette, oppure perché le nostre statistiche e gli studi prodotti negli anni non sono fondati”. Per il sindaco di Taranto, “questa sentenza è un macigno  sulle azioni del Governo. Non saremo un Paese credibile e giusto se all'interno del PNRR, a partire dall'ex Ilva, non avvieremo una vera transizione ecologica. Torno ad invitare il presidente  Mario Draghi - afferma il sindaco - a convocare con somma urgenza il tavolo istituzionale per l'accordo di programma sullo stabilimento siderurgico di Taranto”.

   Per Melucci, inoltre, “la richiesta di confisca dell'area a caldo è uno spartiacque per la storia e la struttura stessa del sistema industriale italiano, per i diritti dei cittadini”. Circa il giudizio ancora pendente, il sindaco di Taranto dichiara: “Mi auguro che il Consiglio di Stato, chiamato presto a discutere la recente sentenza del Tar Puglia, che conferma l'opportunità della mia ordinanza sulla chiusura dell'area a caldo dell'ex Ilva, possa tenere debito conto delle risultanze di questa giornata storica”.