Lunedì, 31 Maggio 2021 13:48

AMBIENTE SVENDUTO/ Michele Riondino “non vince nessuno ma avevamo ragione noi” In evidenza

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 “Abbiamo sempre avuto ragione come cittadini: Taranto è una città che ha subito una giustizia sociale e politica unica nel suo genere in Italia e questa sentenza da' ragione a tutti noi, a tutti quelli che si sono spesi, che hanno speso tempo, fatica, sudore, affetto per le famiglie, la guerra consumata tra poveri, tra operai e cittadini... sono tutti accusati, tutti colpevoli, ma non c’è nessun vincitore”. Così l’attore tarantino Michele Riondino commenta all'AGI la sentenza della corte d'assise sull'ex Ilva.

 

 Lo scorso 17 maggio L’Eurispes, Istituto di Studi Politici, Economici e Sociali, ente privato che opera dal 1982 nel campo della ricerca politica, economica e sociale, ha proposto un piano di bonifiche e riqualificazione dell’area accolto molto positivamente dal Comitato dei Cittadini Liberi e Pensanti di Taranto, realtà con la quale l’attore Riondino collabora spesso, specie per l’organizzazione del concerto “Uno Maggio Libero e Pensante” di cui è direttore artistico assieme a Roy Paci e Diodato. “Si parla di un progetto – spiega Riondino - che potrebbe essere messo in piedi da subito e dare lavoro per 30 anni a molti più lavoratori di quelli che oggi lavorano in Ilva. L’acciaio non è più competitivo, noi come Italia non siamo più competitivi nel mercato dell’acciaio, cominciamo a considerare l’ipotesi di far lavorare la gente e gli operai per smantellare quella fabbrica e riqualificare l’area. Potremmo diventare degli specialisti nella riqualifica dei territori e nella riqualifica delle zone industriali – prosegue l’attore, Nastro D’Argento per il film “Dieci Inverni” - questo è un percorso che potrebbe diventare lavoro, beneficio, guadagno e potrebbe farci diventare specialisti in qualcosa di ecocompatibile”. Questa sarebbe la proposta da parte delle associazioni che da anni combattono per la chiusura degli stabilimenti ex Ilva.

 

 “Poi – continua Riondino - se si vuole costruire un’acciaieria per fare acciaio ‘green’ possiamo costruire da qualche parte una fabbrica che vada ad idrogeno, ma non usiamo lo specchietto delle allodole dell’acciaio “green” per poi invece pianificare un riassetto delle industrie con l’utilizzo del gas così come sta avvenendo a Trieste, perché questo è semplicemente un prendere in giro i cittadini, in questo caso sono presi in giro i cittadini di Trieste che hanno festeggiato la chiusura della ferriera, ma che adesso si rivedranno comunque un combustibile fossile. Ecco, questo vogliono fare a Taranto, noi diciamo che non è possibile fare una cosa del genere”. Quello che è certo è che la lotta dei cittadini di Taranto non si conclude di certo con le sentenze emesse quest’oggi, “Noi non abbiamo voce in capitolo – ammette Riondino - abbiamo maturato una competenza che dovrebbero perlomeno usare, ma invece continuiamo ad essere derisi, continuiamo ad essere definiti ‘facinorosi’, ‘utopisti’, ma noi continuiamo a stare dalla parte della ragione, abbiamo competenze per dire quello che diciamo, però noi non avremo peso”.

    L’attore tarantino poi conclude con quella che definisce “una premonizione”: “Noi saremo coloro che saranno additati come la principale causa della chiusura di quella fabbrica, perché quella fabbrica la chiuderà il mercato, ma la politica e i sindacati diranno che quella fabbrica è stata chiusa per colpa nostra, quindi noi avremo il peso della responsabilità solo quando i giochi saranno finiti e saranno fatti”.