Lunedì, 24 Maggio 2021 14:47

L’ACCORDO/ Promuovere la cultura del Mediterraneo, dal MarTa segnale forte e chiaro In evidenza

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Il ministero degli Esteri sostiene il progetto del Museo archeologico nazionale di Taranto (MarTa) e dell’Istituto agronomico mediterraneo di Bari (Ciheam) dedicato alla promozione della cultura del Mediterraneo. Lo ha dichiarato  a Taranto l’ambasciatore Giorgio Marrapodi, direttore generale della Cooperazione allo sviluppo del ministero degli Esteri presenziando alla firma dell’accordo tra MarTa, Ciheam e fondazione “L’isola che non c’é”. La sigla Ciheam sta per Centre international de hautes etudes agronomiques méditerranéennes.

   Per l’ambasciatore Marrapodi, “l’evento  ci da un esempio straordinario di quello che è scritto nell’Agenda 2030, cioé di quale mondo vogliamo per gli anni dal 2015 al 2030. Tra i 17 obiettivi elencati, c’è quello del partenariato e oggi il protocollo di intesa firmato, mette insieme due eccellenze nei rispettivi campi, il MarTa di Taranto e il Ciheam di Bari”.

   “Come ministero degli Esteri - ha aggiunto l’ambasciatore Marrapodi - siamo già coinvolti in un partenariato con l’Istituto agronomico di Bari. Con loro lavoriamo in molti settori nel Mediterraneo allargato, e lavoriamo in situazioni e Paesi fragili. Adesso questo partenariato ci offre la possibilità di ampliare ulteriormente la collaborazione con l’Istituto”. “Sinora - ha spiegato il direttore generale della Cooperazione del ministero Esteri - abbiamo lavorato nei settori tradizionali come sviluppo agricolo e la pesca, ma nella nostra attività c’é un anche un impegno volto alla tutela del patrimonio culturale”. Marrapodi ha indicato a tal proposito il programma che riguarda Mosul, in Iraq, “promosso dall’Unesco, al quale partecipano vari Paesi, e che si chiama “Rivitalizzare lo spirito di Mosul”. È un programma di ricostruzione delle aree culturali e noi stiamo valutando di partecipare ad un progetto che dovrebbe riguardare la ricostruzione della biblioteca. Progetto che non è ancora partito”. 

 

Marrapodi ha inoltre dichiarato che sono stati finanziati “negli ultimi 10 anni, 93 progetti in 33 Paesi che riguardano il settore culturale. Abbiamo un progetto sul Museo archeologico di Khartoum, nel Sudan, abbiamo progetti in Giordania e stiamo lavorando su altre aree archeologiche. Questa è un’occasione”. “Con Ciheam Bari - ha aggiunto - lavoriamo già sulla pesca e sullo sviluppo rurale, questo della cultura è un ambito nuovo. Se si crea uno spazio per allargare ulteriormente con nuovi partner, va sfruttato. Per la cooperazione italiana - ha concluso Marrapodi - è un importante passo avanti”.

    Secondo Maurizio Reali, direttore Ciheam, “l’accordo col MarTa di Taranto mette insieme società civile e istituzioni per rilanciare la centralità del Mediterraneo. Le iniziative dell’accordo riguardano progetti di ricerca, formazione e cooperazione”. Eva Degl’Innocenti, direttrice MarTa Taranto, ha dichiarato che “un primo progetto di collaborazione scientifica potrebbe essere quello tra il Museo archeologico di Taranto e il Museo nazionale del Bardo di Tunisi nel segno del riconoscimento della cultura mediterranea”. “Puntiamo a valorizzare - ha spiegato Degl’Innocenti - la cultura della mediterraneità e già i reperti dell’età del bronzo ci dicono che Taranto è stata crocevia tra Mediterraneo orientale e Mediterraneo  occidentale. L’accordo di oggi è un segno di ripartenza e di rinascita culturale all’insegna del Mediterraneo. La ripresa ha bisogno di qualità, progetti e  innovazioni. Il primo progetto riguarderà la musica”. In una fase successiva previsto anche il coinvolgimento delle Università del Mediterraneo e dei Balcani. Presente alla firma anche il cantante Al Bano Carrisi, testimonial della fondazione “L’isola che non c’è”.