Giovedì, 13 Maggio 2021 14:31

STOP INQUINAMENTO/ Sindaco e assessori a Roma in attesa della sentenza “il Consiglio di Stato rispetti la salute dei tarantini” In evidenza

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In attesa della sentenza del Consiglio di Stato sulla ex Ilva, oggi il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, e l’assessore all’Ambiente, Paolo Castronovi, hanno manifestato davanti a Palazzo Spada, a Roma, dove era in corso l’udienza. Il Comune di Taranto chiede il mantenimento della sentenza del Tar Lecce che a febbraio, confermando una precedente ordinanza di febbraio 2020 dello stesso sindaco, ordina lo spegnimento degli impianti inquinanti dell’acciaieria ex Ilva. I due amministratori hanno evidenziato come la sentenza abbia in sostanza dato ragione al sindaco  in relazione alla richiesta di spegnimento dell'area a caldo del siderurgico di Taranto. “Ci aspettiamo che il Consiglio di Stato tuteli i diritti costituzionali ed inalienabili dei cittadini tarantini, prima e meglio degli interessi delle grandi lobby industriali - ha dichiarato oggi il sindaco Melucci -. È uno spartiacque morale e anche strategico per l'Italia intera e il suo sistema economico”. “Gli altiforni - ha proseguito Melucci - si stanno spegnendo in tutta Italia e in tutti i Paesi civili e moderni, per questo torniamo a chiedere al Governo un urgente tavolo per un accordo di programma che possa gestire questa evoluzione. Senza la tutela della salute ed una vera e coraggiosa transizione ecologica, tecnologica ed energetica, il Pnrr - dichiara Melucci - sarà soltanto una farsa”. 

 

 Per il sindaco di Taranto, “ex Ilva può essere, in termini di credibilità, la "Caporetto" del Governo Draghi e la certificazione di un grave declino dell'umanesimo italiano. O al contrario - ha aggiunto Melucci - può rappresentare l'inizio di una nuova epoca di ripartenza e resilienza”. “Vedremo se il carbone e l'acciaio valgono più della vita umana nell'Italia del ventunesimo secolo. Di certo, qualunque sia l'esito dell'udienza odierna, Taranto non si arrende e continua la sua battaglia per la vita” ha concluso il sindaco di Taranto. AGI intanto apprende che l’udienza di oggi al Consiglio di Stato è durata circa un’ora. Incerti i tempi della decisione dei giudici dell’appello e bisognerà vedere se emetteranno direttamente la sentenza - questo, secondo alcune fonti, potrebbe avvenire nel giro di due settimane -, oppure anticiperanno a breve il dispositivo della sentenza, pubblicando in seguito le motivazioni. Lo stesso fece nella primavera del 2013 la Corte Costituzionale pronunciandosi sulla prima legge Ilva impugnata dalla Magistratura di Taranto dopo il sequestro senza facoltà d’uso degli impianti di luglio 2012. Nell’udienza odierna, apprende AGI, tutte le parti hanno rinunciato ai termini a difesa rispetto all’appello incidentale del ministero della Transizione ecologica (ex Ambiente) depositato nelle scorse settimane. Codacons infine ha rinunciato alla richiesta di revoca dell’ordinanza cautelare. La sentenza del Tar Lecce è attualmente sospesa dal Consiglio di Stato in attesa del giudizio di merito.