Giovedì, 13 Maggio 2021 12:28

STOP INQUINAMENTO/ Attesa per la sentenza del Consiglio di Stato, sit-in a Roma In evidenza

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È in corso a Roma, in piazza Montecitorio, il secondo sit in di protesta indetto dall’associazione Genitori Tarantini e da altri movimenti in attesa del verdetto del Consiglio di Stato chiamato a decidere se confermare o bocciare la sentenza del Tar Lecce che lo scorso febbraio ha ordinato la chiusura in 60 giorni degli impianti ex Ilva ritenuti inquinanti. Associazioni e movimenti hanno già tenuto un primo presidio ieri a piazza San Silvestro. I manifestanti sono partiti da Taranto con dei pullman. I manifestanti rivendicano la chiusura dell’acciaieria ex Ilva e quindi il mantenimento della sentenza Tar Lecce che ha confermato una ordinanza del sindaco di Taranto di febbraio 2020. Tra gli interventi di oggi nella manifestazione anche quello di Luciano Carriero, presidente dei militicoltori di Confcommercio Taranto, che ha ricordato che anni fa, a causa della presenza di diossine e pcb provenienti dall’ex Ilva, un centinaio di ettari del mare di Taranto furono preclusi alla coltivazione dei mitili danneggiando circa 800 famiglie.

 

“Contro l’ex Ilva - ha detto Carriero - ci siamo costituiti come parte civile anche nel processo in corso in Corte d’Assise. Ci devono restituire bonificata l’area che abbiamo perso per l’inquinamento. Abbiamo perso il 50 per cento delle aree che avevamo prima e tanti posti di lavoro, che però si possono riprendere. Possiamo creare nuova occupazione senza inquinamento”. Sono oggi a Roma anche i rappresentanti del movimento “Liberi e Pensanti” che, “in attesa  del pronunciamento del Consiglio di Stato, affermano che la salute viene prima di tutto e si può tutelare solo con la chiusura totale dello stabilimento”. Per i “Liberi e Pensanti”, “le motivazioni addotte dal Tar nel respingere, a febbraio, il ricorso di ArcelorMittal avverso l’ordinanza del sindaco, parlavano chiaramente di una compressione del diritto alla salute. E tutti i progetti di acciaio green sono, al momento, utopici ed irrealizzabili, per la stessa voce  di esperti industrialisti”. Infine, dice il movimento, “ad inquinare non è solamente l'area a caldo ma tutta la fabbrica”. L’udienza di oggi al Consiglio di Stato dovrebbe durare circa un’ora. Chiedono che la sentenza Tar sia rigettata ArcelorMittal Italia, ministero della Transizione ecologica, Invitalia e Ilva in amministrazione straordinaria, società proprietaria degli impianti siderurgici. Invitalia è il partner per conto dello Stato di ArcelorMittal nella nuova società Acciaierie d’Italia. A favore della sentenza Tar sono invece Regione Puglia, Comune di Taranto e Codacons. In attesa del giudizio di merito di oggi, il Consiglio di Stato a marzo ha sospeso la sentenza del Tar Lecce.