Mercoledì, 28 Aprile 2021 07:35

CULTURA/ Intesa tra Politecnico di Bari e Museo di Taranto su nuovi progetti In evidenza

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 Il Politecnico di Bari e il Museo archeologico nazionale di Taranto hanno firmato  un accordo. Obiettivo dell’intesa sottoscritta dal rettore Francesco Cupertino e dalla direttrice Eva Degl’Innocenti è mettere insieme l’esperienza maturata dai due Fab Lab, quello museale di Taranto e quello universitario di Bitonto (Bari), con programmi di riproduzione 3D con l’utilizzo della ceramica, ma anche la progettazione di percorsi tattili dedicati al percorso museale. Per Cupertino e Degl’Innocenti, “a Taranto c’è uno dei Musei archeologici più importanti del mondo e c’è l’Università. La strada che stiamo indicando è quella che sostiene questo territorio verso percorsi di transizione e cambi di paradigma socio-economico che possano migliorare la qualità della vita, nonché dell’impresa e del lavoro in chiave sostenibile”.

   Questo, aggiungono rettore e direttrice, “al fine di contribuire ad una solida formazione di cultura d’impresa”. Per Cupertino, “è un ulteriore passo di un percorso partito qualche anno fa con la scuola di specializzazione in architettura in beni archeologici, che ha sede a Taranto, e che il Politecnico rafforza portando in dote al Museo il know-how sviluppato in questi anni non solo nel settore dell’architettura, ma anche dell’utilizzo delle nuove tecnologie per la conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale”. “Settori che un tempo sembrava difficile abbinare - continua il rettore del Politecnico di Bari - ma che oggi, invece, costituiscono la base di competenze sempre più richieste dalla ricerca archeologica, del settore produttivo e delle start-up imprenditoriali”. Secondo la direttrice Degl’Innocenti, “l’ambizione è quella di creare sviluppo, passi in avanti e utili scambi di competenze per progetti di educazione, ricerca, fruizione culturale, innovazione, anche in vista del nuovo allestimento museale. Puntiamo anche - conclude - alla formazione di competenze spendibili non solo nell’ambito archeologico, ma anche nei settori dell’ingegneria e dell’architettura, della tecnologia dei materiali, dell’innovation technology e del turismo”.