Lunedì, 12 Aprile 2021 08:19

IL CASO/ Uilm, il licenziamento da parte di Mittal per un post non è l’unico. Dal 14 lo sciopero ad oltranza di USB In evidenza

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“Il 21 aprile abbiamo l’udienza di un dipendente ArcelorMittal, addetto come locomotorista all’acciaieria 2, licenziato dall’azienda per un post. Il caso dell’operaio licenziato nei giorni scorsi da ArcelorMittal per il post sulla fiction “Svegliati amore mio” non è purtroppo l’unico”. Lo dichiara ad AGI Gennaro Oliva, coordinatore di fabbrica della Uilm. Sul caso di Riccardo Cristello, il dipendente di 45 anni che ArcelorMittal ha licenziato qualche giorno fa, dopo cinque giorni di sospensione disciplinare, per il post sulla fiction di Canale 5, la polemica resta alta. Si susseguono, infatti, le iniziative sindacali e parlamentari di rappresentanti di vari schieramenti verso il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, che proprio oggi, intervistato da “Radio 24”, ha detto che la vicenda “non è chiarita”.

 

Riferendosi a Cristello, ArcelorMittal ha dichiarato che il post aveva contenuti offensivi e denigratori verso l’azienda e non era solo un invito a vedere la fiction televisiva. Si è trattato, per l’azienda, di “una condotta gravemente lesiva degli obblighi di correttezza”, si  legge nell’atto disciplinare, che “si pone in contrasto con i doveri connessi ed è idonea a ledere irrimediabilmente il presupposto fiduciario del rapporto di lavoro in essere”. Contro l’ultimo licenziamento, ma anche per protestare contro la gestione ArcelorMittal della fabbrica, dal 14 aprile, alle 7, scatta intanto lo sciopero ad oltranza del sindacato Usb con presidio davanti alla direzione dello stabilimento di Taranto. Infine, riferendosi al caso Cristello, i consiglieri della maggioranza di centrosinistra del Consiglio comunale di Taranto hanno sottoscritto un documento col quale invitano ArcelorMittal “a ritornare sui propri passi” per quanto riguarda il licenziamento. “Siamo fortemente contrari al metodo di colpire uno per zittire tutti - dicono i consiglieri comunali della maggioranza -, non è un atto che questa città può accettare”. Infine, i consiglieri esprimono i “ferma condanna nei confronti dell’azione disciplinare posta in essere dal gestore dello stabilimento ex Ilva” e parlano di “mero attacco alla democrazia, o meglio una lesione alla libertà di opinione sancita dalla nostra Costituzione”.